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Antonio Guerrero: dieci anni fa

Tony Guerrero

Tony Guerrero

Di seguito pubblichiamo un’emotiva lettera scritta da uno dei Cinque cubani, Antonio Guerrero, che ricorda il giorno in cui gli dettarono l’ingiusta sentenza che lo rendeva colpevole di accuse inventate, trasformandolo in un prigioniero politico dell’impero più assassino che il genero umano abbia conosciuto.

“Cari amici:

è passata esattamente una decade da quando in una sala della Corte di Miami la giudice Lenard mi impose una sentenza di vita erronea.

Quante cose erronee sono successe fino ad arrivare a quel giorno in quella sala?, mi domando.

Erroneo fu cercare lì una giuria imparziale dove non avrebbe potuto esserci mai.

Erroneo fu non permetterci di avere accesso alle nostre prove, classificandole come documenti segreti e rinchiudendoli in un secondo buco, dove poche volte abbiamo potuto leggerle coi nostri avvocati.

Erroneo fu decidere che solo una parte di queste prove, quella che determinò il governo, fosse quella che si potesse usare in quella sala.

Erroneo fu ostacolare che usassimo la fondamentata teoria di necessità che dimostrava le ragioni che ci portarono a fare la nostra attività senza registrarci.

Erroneo fu permettere impunemente tutti gli atti di una condotta corrotta dei pubblici ministeri e di molti dei suoi testimoni.

Erronea fu ogni condanna imposta ai miei fratelli, che ebbi l’onore di vedere ergersi nelle loro parole sincere e degne, e ricevere con interezza le maggiori e più enormi condanne.

Erroneo, infine, fu avere fatto il “giudizio” più lungo che si sia visto in quei Parlamenti, dove non potremmo ricevere mai giustizia, dopo averci negato un cambiamento di sede ad una città che si trova a poche ore di lì.

Quell’errore lo corroborò un pannello di tre giudici dell’Undicesimo Circuito di Appello di Atlanta, in forma unanime, dopo tre anni di analisi di tutti gli argomenti del nostro appello diretto, e dare il suo verdetto nel 2005.

Lì, in mezzo al temporale perfetto, in quella Sala della Corte di Miami, è la nostra ultima risorsa legale, l’Habeas Corpus, nelle mani di quella stessa giudice Lenard che ci ha fatto stare, per un suo errore, in uno dei più violenti penitenziari di questo paese per otto anni e mezzo.

Ci sono cose che uno è capace di vincere, ma mai di dimenticare, benché non albergassimo mai nei nostri cuori un apice di rancore.

Con l’amore e l’amicizia, Vinceremo!

Cinque abbracci.
Antonio Guerrero Rodriguez

27 dicembre 2011

FCI FLORENCE

preso da www.cubadebate.cu

traduzione di Ida Garberi

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