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Honduras: gorilla facendo funzioni di polizia reprimono una manifestazione di giornalisti

Manifestazione dei giornalisti davanti alla Casa Presidenziale

Manifestazione dei giornalisti davanti alla Casa Presidenziale

Più di mezzo centinaio di giornalisti di mezzi alternativi che marciavano pacificamente per esigere giustizia per l’uccisione di quasi una ventina di comunicatori sociali dal golpe di stato assassino del 2009, sono stati soffocati con gli sfollagente e bombe lacrimogene da parte della guardia di onore presidenziale.

La marcia che partì alle nove dalla mattina di ieri dalle vicinanze dell’Università Pedagogica Nazionale Francisco Morazan, si dirigeva alla casa presidenziale con l’unico obiettivo di reclamare al presidente Porfirio Lobo per la mancanza di investigazione delle morti violente di almeno 17 giornalisti, assassinati durante il suo mandato.

Quando i comunicatori sociali si avvicinavano alla casa di governo, un gruppo di militari assegnati alla guardia di onore presidenziale accerchiò la strada con una rete metallica, azione che causò malessere nella stampa indipendente che immediatamente ruppe la barriera per continuare il suo percorso ed obbligò i militari a retrocedere.

Con la forza delle armi i militari riuscirono ad imporsi davanti ai comunicatori e senza riuscire ad arrivare alla casa del governo, i giornalisti dovettero sviluppare durante il tragitto un atto per ricordare la memoria delle vittime.

“Sangue di martiri, seme di libertà” e “siamo colpiti, ma non umiliati”, sono alcuni degli slogan che gridarono i comunicatori sociali che trasportarono manifesti, striscioni ed una bara per ricordare alle autorità che la morte dei 17 giornalisti non deve rimanere impune.

La mancanza di capacità dell’esercito per trattare con la popolazione rimase evidenziata un’altra volta, quando i militari senza parlare e dimostrando nervosismo, furono tanto incompetenti nel manipolare le bombe lacrimogene che trasportavano, da mettere in pericolo la vita non solo di loro stessi, ma anche quella dei manifestanti che facevano pressione affinché li lasciassero passare.

L’inettitudine dei membri dell’esercito provocò che una bomba lacrimogena esplodesse loro nelle mani e che almeno quindici elementi della truppa soffrissero immediatamente per gli effetti del gas tossico che colpì anche i giornalisti che manifestavano il loro scontento per la mancanza di investigazione delle morti dei loro compagni.

Benché in molte occasioni si sia denunciato l’incapacità dei militari per l’esercizio di pattugliamenti, il Congresso Nazionale approvò recentemente una riforma costituzionale che dà loro potestà per portare a termine compiti di sicurezza interna.

preso da www.revistazo.biz

traduzione di Ida Garberi

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