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Presentano “Sette giorni a L’Avana”

Benicio Del Toro

Benicio Del Toro

L’attore portoricano Benicio del Toro presenta il suo debutto come direttore nel Festival del Cinema de L’Avana, con un film collettivo girato insieme a registi come lo spagnolo Julio Medem o l’argentino Pablo Trapero.

Del Toro, di 44 anni, partecipa al film “Sette giorni a L’Avana” col cortometraggio “Yuma “, di 15 minuti, girato completamente per le strade della capitale cubana tra marzo e maggio di questo anno.

Il film, una mostra congiunta di sette direttori, cerca di plasmare un’istantanea attuale della città de L’Avana. Nella coproduzione ispano-francese presentata fuori competizione partecipano oltre a Del Toro il francese Laurent Cantet, il franco-argentino Gaspar Noè, l’argentino Pablo Trapero, il palestinese Elia Suleiman, lo spagnolo Julio Medem ed il cubano Juan Carlos Tabio.

Il film pretende dare “un’immagine di costume della realtà di questa città tanto eclettica”, segnalò in maggio al termine dei rodaggi il produttore del film, lo spagnolo Alvaro Longoria.

L’idea non era che “i cortometraggi siano indipendenti, ma in qualche modo si incrocino tra loro, riflettendo un po’ quello che è la realtà di questa città, dove tutte le vite finiscono per incrociarsi”, ha aggiunto.

“Abbiamo girato per fare tre film”, ha affermato da parte sua Del Toro dopo terminare i lavori di “Yuma”, l’appellativo col quale si conoscono gli stranieri a Cuba. Il suo debutto è un “sogno realizzato”, ha segnalato.

Nel film partecipano, tra gli altri, gli attori cubano Jorge Perugorria, Mirta Ibarra e Daisy Granado, oltre al tedesco Daniel Brühl ed al direttore e musicista serbo Emiro Kusturica che lavorò insieme all’argentino Pablo Trapero nel breve “Martes”.

Il festival del cinema de L’Avana termina domenica 11 dicembre, dopo 11 giorni di proiezioni ed altri eventi. Per il premio Corallo competono otto di film brasiliani ed altrettanti argentini, i paesi latinoamericani con più film nel concorso di lungometraggi di finction, insieme a Cuba.

preso da www.cubadebate.cu

traduzione di Ida Garberi

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