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Elezioni Fech: Gabriel Boric sarà il presidente e Camila Vallejo, vice

Camila Vallejo e Gabriel Boric

Camila Vallejo e Gabriel Boric

L’eletto presidente della Fech, Gabriel Boric, che qualificò come una “sfida” ed “un’opportunità storica” quella di dirigere la Federazione degli Studenti dell’Università del Cile, assicurò che il suo progetto si incentra nello staccarsi dai partiti politici, a differenza della sua vice Camila Vallejo che milita nelle Gioventù Comuniste.

Appena eletto, il presidente della Fech, Gabriel Boric, spiegò che la lotta del movimento nel 2012 non è interna ma contro il governo e contro i parlamentari.

“Faccio un appello ai miei compagni per lavorare congiunti nel 2012. Sappiamo che oggigiorno gli avversari non sono dentro l’università, a parte le differenze, che sono sempre costruttive. Gli avversari sono nel governo e nel parlamento”, precisò Gabriel, studente di Diritto.

Inoltre, il nuovo leader degli studenti ha affermato che “nonostante abbiamo differenti visioni, credo che sia vitale lavorare in congiunto, per superare le divergenze programmatiche.”

Sulle nuove sfide da assumere come è il possibile posto di portavoce nella Confech, Boric chiarì che “non sappiamo se la Federazione seguirà con un portavoce, non possiamo pretendere di essere la punta della lancia in un movimento. Le cose si guadagnano con idee, non con storie immaginarie.”

Mentre, il leader e senatore universitario assumerà il suo nuovo incarico il 19 dicembre dalle mani dell’attuale presidentessa della Fech, la comunista, Scarlett Mac – Ginty.

Gabriel Boric che qualificò come storica la votazione dell’Università del Cile con più di 13 mila votanti, indicò che “la gente questo anno è stata d’accordo col movimento studentesco, non per le sue figure, bensì per le richieste di fondo che sono state esposte. “Queste richieste le vogliamo recuperare, perché negli ultimi tempi il movimento studentesco, bisogna essere ben chiari, ha perso l’iniziativa.”

Inoltre, ha anticipato che il prossimo anno sarà di proposte, e per questo ha fatto un appello alle università di tutto il paese affinché si mantengano unite.

“C’interessa vedere come cambiamo l’educazione in Cile e come cambiamo la democrazia nel nostro paese.”

preso da www.cubadebate.cu

traduzione di Ida Garberi

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