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Cancelliere cubano: è imprescindibile una strategia politica nel ciberspazio

Bruno Rodriguez

Bruno Rodriguez

“Il dilemma maggiore dei nostri giorni, come ha detto Fidel nel 2007, è nelle mani di coloro che rimarranno con le nuove tecnologie e le risorse umane”, ha detto Bruno Rodriguez Parrilla, Ministro degli Affari Esteri di Cuba, intervenendo in un incontro con i rappresentanti dei mezzi alternativi che si sta svolgendo a L’Avana.

Il Cancelliere cubano ha assistito allo stage “I mezzi alternativi e le reti sociali” ed ha risposto alle domande dei rappresentanti di 12 paesi che hanno assistito a questo incontro, auspicato dal Ministero degli Affari Esteri dell’Isola.

Rodriguez si domandò per quale motivo vogliamo occupare la Web e parlò “del fatto che dobbiamo avere una idea chiara di quello che vogliamo fare e per quale motivo vogliamo uscire dalla dittatura di Microsoft ed Apple.”

Ha ricordato che i mass media svolsero un ruolo letale in Libia, e sono stati decisivi nella conclusione della guerra contro questo paese, come arma contro la verità.  Lì si espresse sempre la tendenza classista di questo ambito ed i suoi vincoli con l’industria militare.

Il Cancelliere affermò che è imprescindibile una strategia politica nel ciberspazio, o altrimenti non avrà senso occupare la Web. “È essenziale che i movimenti di disubbidienza abbiano espressioni nel ciberspazio, ed abbiano un’espressione reale, significhino un’alternativa”, ha aggiunto.

Patrocinò per la critica delle condizioni del nemico nel ciberspazio, fatto che richiede la conoscenza per creare le regole di coloro che dominano la Web. “Un dilemma essenziale è quello del diritto all’accesso libero della conoscenza, di fronte al controllo dell’informazione, dei dati, e dei suoi condizionamenti”, ha detto.

“A dispetto del disordine mondiale ed alle crisi mondiali, associato ai fattori climatici, energetici ed alimentari, la diminuzione dei prezzi della tecnologia c’assicura che saranno più a portata della gente, senza che significhi maggiore democrazia partecipativa di fronte alla banalizzazione ed all’aggressione culturale, fondamentalmente attraverso la pubblicità che tratta gli esseri umani solo come consumatori”, commentò.

Siamo di fronte alla dicotomia tra l’uso individuale e sociale della tecnologia, di fronte alla dominazione ed alla liberazione, e sento che viviamo un’opportunità con queste tecnologie.

Riconobbe come paradigmi nella web delle Riflessioni di Fidel e la strategia del Presidente Hugo Chavez, col suo accaunt @chavezcandanga in Twitter, con un risultato insolito. Segnalò la trascendenza di conoscere l’esperienza, a suo giudizio ammirabile, che in materia di uso delle reti sociali ha ottenuto il movimento degli Indignati in tutto il mondo, ed in particolare Occupy Wall Street.

Commentò che oggi gli Stati Uniti parlano tanto di avanzare con operazioni di cambiamento di regime e di un’azione internazionale collettiva, implementando metodi e piattaforme nuove.

“L’euforia con le reti sociali convive col rischio delle operazioni di cambiamento di regime che è aumentato, come la minaccia alla pace. Ma queste condizioni pericolose rendono necessario ed urgente che c’appropriamo di queste piattaforme”, ha affermato il Cancelliere.

Si incomincia ad accumulare in Cuba un’esperienza nelle reti sociali ed il MINREX ha coscienza che sono uno strumento inevitabile. Il Cancelliere assicurò che il suo Ministero patrocina non solo “per la nostra presenza in Twitter e bensì in altre reti, qualcosa che anche in altri organismi si sta articolando. Dobbiamo rompere gli atavismi e le timidezze, ed agire con responsabilità. Dovremmo fare tutto più rapidamente di come lo stiamo facendo.”

Assicurò che Cuba scommette sull’uso sociale, di massa, dell’Internet, ma “non mediante il mercato per il suo carattere escludente. Dobbiamo prendere in considerazione in maniera realistica gli elementi obiettivi”, ha aggiunto.

L’accesso di tutti i cubani, è soggetto a grandi investimenti che il paese non è oggi in condizioni di finanziare. Ed aggiunse: “Non può concepirsi l’educazione in Cuba senza l’accesso alla tecnologia e senza l’uguaglianza di opportunità, come capacità di accesso a questi sviluppi dall’infanzia.”

preso da www.cubadebate.cu

traduzione di Ida Garberi

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