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“Internet è una macchina di vigilanza”, dice Julian Assange

Il simbolo di Wikileaks

Il simbolo di Wikileaks

Giornalisti dell’Australia aggiudicarono al controverso portone WikiLeaks il Premio Walkley, equivalente australiano dei Pulitzer, “per un rilevante contributo al giornalismo”, comunicarono oggi mezzi informativi.

La cerimonia di premiazione si sviluppò a Sydney. La Giuria integrata da giornalisti e reporter grafici indipendenti elogiò specialmente la pubblicazione da parte di WikiLeaks di documenti dei diplomatici statunitensi.

“WikiLeaks utilizzò nuove tecnologie per penetrare nell’attività segreta di un Governo e rivelare una valanga di verità scomode per il mondo”, dichiararono gli organizzatori dell’evento.

Il fondatore del portone, Julian Assange, non ha potuto partecipare a Sydney. Ma inviò un video registrato in anticipo in cui ringraziò per gli organizzatori del Premio Walkley per scegliere come vincitore WikiLeaks, e qualificò come “codardi” le autorità dell’Australia per non aver intervenuto in sua difesa davanti alle pressioni degli USA.

Internet si trasformò in un “macchina di vigilanza”, ha detto il fondatore di WikiLeaks, dalla casa nella quale compie il suo arresto domiciliare, in Gran Bretagna, in un’intervista per video ricevuta nel Vertice Mondiale di Notizie (News World Summit) di Hong Kong.

Il fondatore di WikiLeaks si riferiva alle informazioni su loro stessi che gli utenti di internet proporzionano senza saperlo.

“Non viviamo in assoluto un’epoca di trasparenza (…) La quantità di informazione segreta non ha precedenti”, ha detto, stimando che i governi ed altre poderose organizzazioni non offrono sufficiente informazione su diloro.

“Per me, questa è la nostra grande battaglia”, stimò.

Assange, cittadino australiano, sta aspettando il verdetto della corte suprema di Londra al suo ricorso presentato per la decisione di estradarlo in Svezia dove gli imputano vari delitti di carattere sessuale, compresa una violazione.

Un risonante scandalo esplose dopo che WikiLeaks ha pubblicato il 29 novembre 2010 filtrazioni di alcuni documenti del corpo diplomatico degli USA, compresi riferimenti poco lusinghieri su alcuni leader mondiali. Nel sito furono inseriti più di 250 mila documenti confidenziali.

preso da www.cubadebate.cu

traduzione di Ida Garberi

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