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Una specie in pericolo d’estinzione

Mi sarebbe piaciuto parlare oggi dello straordinario concerto ” Pace senza Frontiere”, tenutosi nella Plaza de la Revolución ” José Marti” 24 ore fa, però l’ostinata realtà mi costringe a scrivere su un pericolo che minaccia non solo la pace, ma anche la sopravvivenza della nostra specie.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite, il cui compito è vegliare sulla pace, la sicurezza e i diritti di quasi 200 Stati, che lì rappresentano oltre 6 miliardi e mezzo d’abitanti del pianeta, inizierà mercoledì prossimo i dibattiti della sua Assemblea Generale con la partecipazione dei capi di Stato. In questa occasione, vista la particolare importanza del tema, martedì 23 settembre, dedicherà una Tavola Rotonda Internazionale di alto livello al Cambiamento Climatico, come preparazione alla Conferenza di Copenaghen (Danimarca), che si terrà tra  il 7 e il 18 dicembre del presente anno.

Durante la Conferenza Internazionale sull’Ambiente, convocata dall’ONU a Rio de Janeiro, in veste di capo dello Stato cubano allora affermai: “Una specie è in pericolo d’estinzione: l’uomo”. Quando pronunciai e argomentai quelle parole, ascoltate ed applaudite dai capi di Stato lì presenti? compreso il Presidente degli Stati Uniti, un Bush meno tenebroso di suo figlio George W.- costoro credevano d’avere a disposizione ancora diversi secoli per affrontare il problema. Io stesso non lo vedevo con una scadenza così prossima: 60 o 80 anni.

Oggi si tratta di un pericolo realmente imminente e i suoi effetti sono già visibili. Mi limiterò soltanto a pochi dettagli, che saranno ampiamente affrontati a New York dal nostro Ministro degli Affari Esteri, che interverrà a nome di Cuba.

Secondo l’Istituto degli Studi Spaziali della NASA, la temperatura media è cresciuta, dal 1980 ad oggi, di 0,8 gradi centigradi. Gli ultimi due decenni del XX secolo  sono stati i più caldi in cent’anni. Le temperature in Alaska, nell’ovest del Canada e nell’est della Russia sono salite ad un ritmo doppio della media mondiale. Il ghiaccio dell’Artico sta rapidamente scomparendo e tra non molto, nel 2040, la regione potrà sperimentare la sua prima estate completamente priva di ghiaccio. Gli effetti sono visibili nelle masse gelate, alte oltre due chilometri, che si stanno sciogliendo in Groenlandia, nei glaciali dell’America del Sud, dall’Ecuador a Capo Horn, fondamentali fonti idriche, e nella gigantesco strato di ghiaccio che copre la vasta zona antartica. 

Le attuali concentrazioni di anidride carbonica hanno raggiunto l’equivalente di 380 parti su un milione, cifra che supera il limite naturale degli ultimi 650 mila anni. Il riscaldamento sta già colpendo i sistemi naturali di tutto il mondo. Se ciò accadesse, sarebbe devastante per tutti i popoli.

Gli scienziati hanno scoperto che le prime forme di vita elementare del pianeta Terra sono nate non meno di 3 miliardi d’anni fa. Da allora, si sono evolute con continuità verso forme superiori e complesse, in base a leggi biologiche inesorabili. La nostra attuale specie, l’Homo sapiens, esiste da soli 150 mila anni, un’insignificante frazione di tempo da quando è nata la vita.

Sebbene i greci, centinaia di anni prima della nostra era, possedessero già determinate conoscenze astronomiche, solamente da poco più di 500 anni, dopo un lungo periodo di oscurità medioevale, l’uomo è venuto a conoscenza che la Terra è rotonda e non piatta. Un audace ammiraglio d’origine genovese, con solide conoscenze, si è propose di viaggiare verso oriente alla ricerca dell’India, invece di bordeggiare il sud dell’Africa. Cominciava così la colonizzazione europea di questo emisfero e del resto del pianeta.

La specie umana ha potuto misurare con molta precisione la rotazione della Terra ogni 24 ore e il suo movimento di traslazione intorno all’enorme massa incandescente del Sole, ogni 365 giorni circa. Queste ed altre particolari circostanze erano associate all’esistenza ed alla vita di tutte le specie allora esistenti.

Fin dall’antichità, i filosofi e i pensatori più moderni sono alla ricerca della giustizia sociale. Ciononostante, la schiavitù fisica è durata legalmente fino a 129 anni fa, quando si decretò l’abolizione della schiavitù nella colonia spagnola di Cuba.

Dal mio punto di vista la Teoria dell’Evoluzione, esposta da Darwin nel suo libro “L’origine della specie”, è stata una delle due scoperte scientifiche più importanti. Alcuni videro in questa un antagonismo con le credenze religiose. Oggi nessun scienziato la rifiuta e molti di loro, che professano sincere credenze religiose, vedono nell’evoluzione l’espressione della volontà divina.

L’altro contributo decisivo è stato quello della Teoria Generale della Relatività di Albert Einstein, esposta nel 1915, fonte di molte ricerche successive alla morte dell’autore, avvenuta nell’aprile del 1955. Poche persone hanno influito così tanto nel destino del mondo. Einstein persuase Roosevelt ad iniziare le ricerche per produrre la bomba atomica per paura che queste fosse realizzata dai nazisti. Quando Truman  le fece esplodere sulle indifese città civili di Hiroshima e Nagasaki, il fatto lo colpì così tanto che divenne un convinto pacifista. Oggi gli Stati Uniti possiedono migliaia d’armi nucleari più potenti di quelle e che potrebbero sterminare varie volte la popolazione mondiale. Sono inoltre i più grandi produttori ed esportatori d’ogni genere di armi.

Il ritmo accelerato delle ricerche scientifiche in tutti i campi della produzione materiale e dei servizi, basato sull’ordine economico imposto al mondo dopo la Seconda Guerra Mondiale, ha portato l’umanità ad una situazione insostenibile.

È nostro dovere esigere la verità. Le popolazioni di tutti i paesi hanno il diritto a conoscere i fattori che originano il cambiamento climatico e quali sono le attuali possibilità della scienza per invertire la tendenza, se sono ancora veramente disponibili.

Il popolo cubano, in particolare la sua magnifica gioventù, ha dimostrato ieri che anche nel mezzo di un brutale blocco economico è possibile vincere ostacoli inimmaginabili.

Fidel Castro Ruz
21 settembre 2009
17:44

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