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Ha l’OEA il diritto ad esistere?
Oggi ho parlato francamente delle atrocità commesse contro i popoli dell’America latina. Neanche quelli dei Caribi erano indipendenti, quando la Rivoluzione Cubana trionfò. Il 19 prossimo, giorno in cui culmina il Vertice delle Americhe, si compieranno 48 anni della vittoria di Cuba a Baia dei Porci. Sono stato diligente con l’OEA; non ho detto nemmeno una sola parola che potesse interpretarsi come un’offesa alla vetusta istituzione, benché tutti conoscano quanta ripugnanza ci provoca.
Dei giorni che non possono essere dimenticati
Quarantotto anni fa, forze mercenarie al servizio di una potenza straniera invasero la loro patria scortate dalla squadra degli Stati Uniti, compresa una portaerei e decine di aerei d’attacco. Quella data non può essere dimenticata.
DEL BLOCCO NON SI È DETTO UNA PAROLA
Cuba ha resistito e resisterà. Non stenderà mai le mani chiedendo l’elemosina. Continuerà a camminare con la fronte in alto, cooperando con i popoli fratelli dell’America Latina ed il Caraibi, ci siano o non Vertice delle Americhe, presieda o non Obama gli Stati Uniti, un uomo o una donna, un cittadino bianco o un cittadino nero.
La vittoria inevitabile d’Evo
Evo arrivava oggi al suo quarto giorno di rigoroso sciopero di fame. Ha parlato ieri sera e ha parlato anche oggi pomeriggio. Le sue parole sono state serene, persuasive e decisive. Ha offerto “un registro elettorale biometrico”, meglio ancora di quello che aveva retto i processi elettorali del suo paese, qualificato dalle istituzioni internazionali da attendibili e di qualità.
LA RIVOLUZIONE BOLIVIANA E LA CONDOTTA DI CUBA
Diverse volte ho pensato che il giorno dopo non avrei dovuto scrivere e avrei potuto dedicare parte del mio tempo a leggere ed a studiare, come ho fatto molte volte. Me l’hanno però impedito gli importanti avvenimenti che sono accaduti nelle ultime settimane, riguardanti l’economia e la politica mondiale, e fatti come quelli stanno avvenendo in Bolivia.
Notizie di Chávez e d’Evo
In Bolivia l’oligarchia si sbatte contro un leader serio e solido come Evo Morali e nel Venezuela gli avversari della Rivoluzione Bolivariana che nutrivano tutte le loro speranze sul colpo che assesterebbe la crisi economica internazionale a quel paese, comprenderanno che la lotta per il socialismo di Chávez è capace di sorpassare qualunque ostacolo.
NOTIZIE DI BOLIVIA
Il Presidente Evo Morales, la Coordinatrice Nazionale per lo Scambio e la Centrale Operaia Boliviana si sono dichiarate in sciopero della fame massiccia dal Palazzo di Governo, esigendo rispetto alla Costituzione e alla Legge Transitoria Elettorale, ritardata durante mesi per sabotare le elezioni.
Le contraddizioni nella politica estera degli Stati Uniti
Sebbene sia portatore delle contraddizioni indicate, con una salute a tutta prova, come una macchina da lavoro e con una mente sveglia, il Presidente nero ha ottenuto nella sua prima visita all’estero degli indiscutibili risultati politici.
Certamente non assomiglia assolutamente al suo predecessore.
INCONTRO CON BARBARA LEE E ALTRI MEMBRI DEL CAUCUS NEGRO
La lunga lotta per l’uguaglianza e la giustizia sociale si sono illuminate con la vita e l’esempio di Martin Luther King, il cui pensiero e opera imprigiona oggi a milioni di persone nel mondo, ed è stato quello che a mio giudizio, spiega che un cittadino nero, in un momento de profonda crisi, raggiungesse la presidenza degli Stati Uniti.
Perciò che un nuovo incontro con il Caucus Negro avessi per me, speciale importanza nel piano personale. Conoscevo i dettagli del suo soggiorno a Cuba tramite i compagni che gli accompagnarono nella visita, le idee basiche dell’organizzazione congressional e le opinioni dei suoi membri.
I SETTE CONGRESSISTI CHE CI VISITANO
Quando aumentarono le pressioni e le azioni anticubani dall’amministrazione Bush contro i viaggi e la presenza a Cuba di persone sotto la giurisdizione degli Stati Uniti, legislatori del Caucus Nero si diressero al Segretario di Stato, Colin Powell, e riuscirono ad assicurare la licenza che permettesse legalmente ai giovani nordamericani di continuare i loro studi di Medicina a Cuba che avevano già iniziato.
Forse Powell, capo militare di gran autorità e prestigio, sarebbe stato il primo Presidente nero degli Stati Uniti, ma rinunciò ad essere candidato per rispetto alla sua famiglia che, dovuto all’assassinio di Martín Luther King, si opponeva tenacemente a quella candidatura.