Gianluca Quaglierini: per Cuba, per i Cinque, per la pace

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti”.

Antonio Gramsci

 

 

Nei miei cammini della solidarietà, è bello molte volte conoscere persone con cui condividere le speranze, con cui cercare di costruire un mondo migliore, nel nostro piccolo. Non mi ricordo quanti anni sono passati dalla prima volta che mi ha contattato, durante un suo viaggio a Cuba, Maurizio “Sandino” Cerboneschi, però da subito l’ho sentito come un fratello di lotte. Grazie a lui ed al suo lavoro instancabile, sono potuta entrare in contatto con altri militanti del “Movimento Alta Maremma Libertad por los Cinco”, e tra questi con Gianluca Quaglierini in particolare.

 

Ho conosciuto Gianluca qui a Cuba nel novembre del 2013 quando è venuto in viaggio con un gruppo di solidari internazionalisti, principalmente per partecipare al IX Colloquio Internazionale per la Libertà dei Cinque ed ho deciso di fargli alcune domande proprio adesso che con il suo gruppo musicale “Animali Domestici” ha scritto una canzone per i Cinque cubani.

 

1) Da dove nasce l’amore per Cuba?

“L’amore per Cuba è nato in maniera quasi naturale appena ho cominciato ad interessarmi di politica. Diritto all’istruzione per tutti, diritto alla sanità per tutti, tutela dei bambini: quello che stanno distruggendo in Italia, Cuba continua a sostenerlo e soprattutto a realizzarlo giorno dopo giorno. Mi piacerebbe pensare a Cuba senza bloqueo, ad una Cuba che possa avere a disposizione i mezzi che hanno altri paesi: allora la speranza di un mondo migliore si potrebbe davvero realizzare.

 

2) Non hai paura che schierarti a favore di Cuba oggi in Italia sia fuori moda anche nella sinistra?

Io non ritengo assolutamente fuori moda schierarsi a favore di Cuba oggi, bensì lo ritengo assolutamente indispensabile e necessario. E questo mi viene ancora più naturale pensarlo oggi mentre ti rispondo, giorno dell’88° compleanno del comandante Fidel.

 

3) Come e dove hai conosciuto la campagna per i Cinque cubani?

La campagna per la liberazione dei 5 eroi cubani l’ho conosciuta grazie a Maurizio Cerboneschi, un vero compagno, un internazionalista a 360°, un militante comunista di esperienza trentennale. Ne discutevamo durante le riunioni e la questione mi ha appassionato sempre di più, fino a che nel novembre 2013 ho partecipato al IX Colloquio Internazionale per la Libertà dei Cinque, che si è tenuto ad Holguin. E’ stata un’esperienza fantastica. Molti sono stati i momenti in cui anche le lacrime hanno preso il sopravvento. Sai che ci sono andato in viaggio di nozze? E’ stato un po’ come riconoscere questa causa anche come una mia battaglia alla quale ho voluto donare un passaggio fondamentale della mia vita privata. A marzo poi sono andato a Londra per partecipare all’incontro dell’International Commission of Inquiry into the Case of the Five. Ho imparato molto anche in quell’occasione, che affrontava la questione da un punto di vista più tecnico.

 

4) Come è stato il tuo viaggio a Cuba? Lo consideri un’esperienza soddisfacente?

Non mi vorrei ripetere, ma nel mio viaggio a Cuba ho potuto conoscere una realtà di cui avevo solo sentito parlare. Ho provato a presentarmi con occhio molto critico perché comunque i commenti che mi erano giunti erano venuti da parte di compagni e compagne. Quindi, diciamo, un po’ di parte… Ho potuto vedere una realtà dove una madre non sgrida mai suo figlio, dove i bambini sono felici e sorridenti, dove il rispetto per la donna è altissimo e soprattutto dove la solidarietà e l’umanità sono cardini fondanti. Tutte cose che in Italia sono finite, sempre che mai siano esistite. Quanto sopra mi è capitato di vederlo in tutti i luoghi che ho visitato: Holguin, Cienfuegos, Trinidad, L’Avana, Artemisa, Santa Clara. Quindi non era dovuto al luogo in cui mi trovavo ma ad un sistema culturale in essere. Ho capito che la speranza di un mondo migliore è possibile, è realizzabile: perché esiste già. Si chiama Cuba.

 

 

5) Credi che possa esistere concretamente il comunismo? Se sì, per te cosa significa questa parola?

Ovviamente credo che il Comunismo possa esistere concretamente, anzi la sua esistenza è necessaria e ritengo sia l’unica alternativa a questo sistema economico fondato sul capitalismo. Il Comunismo significa giustizia sociale, significa abolire lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, significa avere tutti, avere il necessario.

 

6) Ti consideri comunista?

Mi considero comunista? Ritengo di sì, perlomeno provo ad applicare i suoi principi nella mia vita privata e nella mia attività politica: vita privata ed attività politica che, ti ricordo, affronto in un paese fortemente capitalista.

 

7) Cosa rappresenta per te partecipare nel progetto di Rifondazione Comunista?

 

Credo che Rifondazione Comunista sia l’unico mezzo aggregante per realizzare ciò in cui credo e per ottenere un cambiamento nel paese in cui vivo. Sono stati commessi degli errori negli anni scorsi, errori di cui forse ancora ne stiamo pagando il prezzo. Ma non ho mai visto un compagno di Rifondazione Comunista arricchirsi con la politica: semmai è successo il contrario. E gli errori in buona fede li compie anche una moglie, un marito od un figlio.

 

8) Cosa fai nella vita?

Io lavoro a Piombino e mi occupo di logistica e di organizzazione dei trasporti alla S.O.L. (Società Ossigeno Liquido), un’azienda che produce gas tecnici per industrie ed ospedali. E’ un’azienda dell’indotto della Lucchini e la situazione ultimamente non è affatto semplice perché le Acciaierie Lucchini sono state commissariate in quanto ne è stato decretato il fallimento; tra Lucchini ed indotto lavorano (lavoravano) quasi 5.000 persone. Anche questo è un regalo del capitalismo: un’ulteriore dimostrazione che il capitalismo buono non esiste.

 

9) Come è nato il gruppo Animali Domestici?

Il gruppo musicale “Animali Domestici” è nato all’inizio del 2012. Ho sempre avuto questa passione e dopo aver frequentato un corso di percussioni col maestro senegalese Ismaila Mbaye ho coinvolto alcuni miei amici. Giulio Passarini (il primo con cui ho parlato e pensato questo gruppo) alla chitarra elettrica, Patrizio Santi alla chitarra acustica ed elettrica, il Cacio al basso elettrico, Christian Spinelli alla batteria ed Egizia Marchetti alla chitarra jazz (quando non ci abbandona temporaneamente per andare a cercare fortuna per il mondo). Diciamo che ho realizzato un sogno della mia vita: poter cantare su un palco.

 

10) Da dove viene l’esigenza di cantare una canzone sui Cinque?

Un giorno di giugno 2014, sulla spiaggia di Follonica, mi sono trovato a pensare alla causa dei Cinque ed ho scritto su carta quello che girava nella mia mente e ne ho parlato subito con Maurizio. Volevo raccontare a più persone possibili la storia di questi 5 uomini. Il portare questa storia nei luoghi dove suoniamo è un modo per mettere a conoscenza il maggior numero di persone possibili di ciò che è accaduto. E nei luoghi dove suoniamo non manca mai la bandiera palestinese. Permettimi un breve ma quanto mai caloroso messaggio di solidarietà alla popolazione di Gaza sottoposta a questo sterminio, questo genocidio, questa pulizia etnica messi in atto dal governo sionista israeliano.

 

11) Vuoi mandare un messaggio ai Cinque ed a Cuba?

Questa è la domanda più difficile che potevi farmi. Ai Cinque posso trasmettere, per quel poco che mi compete, la solidarietà forte di un movimento internazionale che non trascurerà mai questa vicenda, fino a che tutti e Cinque non potranno riabbracciare le loro madri, mogli o figli. Ho conosciuto molte delegazioni ad Holguin e Londra: posso dire che la voce della solidarietà non si fermerà mai. Siamo con voi e sappiamo che voi lo sentite, che sentite questa spinta che aprirà le porte della vostra libertà. Al governo cubano ed al popolo cubano chiedo umilmente di continuare su questa strada per dare una speranza al resto del mondo che crede ancora in un futuro migliore, solidale, dove la giustizia sociale possa trionfare.

 

Concludo rispondendo alla tua domanda: le mie radici di sinistra. Mio padre era un operaio siderurgico iscritto al PCI, uno di quelli che le ferie gli servivano per andare ad aiutare il partito, mentre mia madre era casalinga. Un giorno da piccolo chiesi a mio padre: “perché voti Partito Comunista?” e lui rispose “perchè è dalla parte dei più deboli, non sta coi padroni e perché dice che tutti devono essere trattati alla stessa maniera”. Queste parole le ho ascoltate a 12 anni, questo è stato il primo insegnamento dei miei genitori.

Comunque ho cominciato tardi ad interessarmi di politica (sia a livello di partito sia a livello di associazionismo) e se oggi sono riuscito a realizzare quel poco che ho fatto lo devo soprattutto a mia moglie Milena, la mia guida politica, la mia inseparabile anima gemella”.

 

Mando un abbraccio forte e ringrazio Gianluca e tutti i partecipanti al Coordinamento e concludo la chiacchierata pubblicando il testo della canzone: Cinque Eroi

 

C’è  una terra nel Caribe dal sapor di libertà

Cinque uomini difendono la storia che sarà

son partiti con coraggio son partiti all’arrembaggio

con la stella rossa in cuore per difendere l’onore.

 

Dalla Patria di Fidel di Camilo e di Raul

Hasta siempre Comandante e pugno sempre in su

C’è un nemico terrorista, non ci perde mai di vista

un albergo han bombardato e Di Celmo hanno ammazzato

 

Han deciso e sono andati, a Miami infiltrati

Per sconfiggere il nemico, io compagno te lo dico

Noi dobbiamo tutti quanti, non avere mai rimpianti

Per urlare ad alta voce, contro quel nemico atroce.

 

Libertad para los Cinco

Libertad para los Cinco

Libertad para los Cinco

Un dos tre quatro Cinco heroes

 

Un processo un pò sommario, hanno scritto su un diario

testimoni improvvisati dall’accusa indottrinati

sono stati condannati e poi dopo incarcerati

dallo yanqui americano, per i Cinque alzo la mano.

 

Due di loro son tornati a abbracciare la famiglia

gli altri sempre son ingabbiati, questo non ci meraviglia

la giustizia americana sembra una tartaruga

ciò non vale per Carriles, lui non deve andare in fuga.

 

Solidarietà mondiale, non è mai venuta meno

libertad para los Cinco noi per sempre chiederemo

Per Antonio, per Gerardo, per Ramon e le famiglie

grideremo con Renè con Fernando e con le figlie :

 

Libertad para los Cinco

Libertad para los Cinco

Libertad para los Cinco

Un dos tre quatro Cinco heroes

il link della canzone su youtube

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