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Articoli su Cuba
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Susanna Camusso: «Grazie Cuba, basta embargo»

Il sistema sanitario cubano è uno dei migliori al mondo, ha risultati migliori di tante “potenze”, per esempio tasso di mortalità infantile inferiore a quello statunitense, aspettativa di vita più alta di tutta l’America Latina. Si basa su un principio, stabilito dalla riforma del 1959, di servizio sanitario nazionale gratuito con una fortissima medicina territoriale e una molteplicità di campagne di prevenzione. L’università è gratuita e aperta a giovani da tutto il mondo. Cuba ha 30 mila medici in sessantasette Paesi. Oggi di più visto che ci soccorrono in Europa.
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In studio un vaccino cubano che stimola l’immunità innata

Il Dr. Gerardo E. Guillen Nieto, direttore delle Investigazioni Biomediche del Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologia (CIGB), ha spiegato nel programma televisivo “Mesa Redonda” lo sviluppo in Cuba di un vaccino capace di attivare l’immunità innata. “Non è solo un progetto del CIGB, ma ha dimostrato la nostra capacità di integrazione. Insieme con le autorità di Salute Pubblica, il CENCEC ed il CECMED, abbiamo ottenuto in tempo record che questo vaccino si approvasse. Perfino gli specialisti dell’Ospedale Navale hanno partecipato a queste discussioni scientifiche. Il 26 marzo si è approvato lo studio clinico del vaccino ed il 27 c’erano già i primi volontari”, ha raccontato il direttore.
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Da giovedì si distribuiscono donazioni cinesi per ospedali cubani

Giovedì scorso è cominciata la distribuzione in ospedali cubani del donativo cinese per affrontare COVID-19, ha confermato a L’Avana il dottore Rolando Rederos, direttore dell’Azienda di Somministrazioni Mediche, che dirige questo processo, come pubblica oggi il quotidiano Granma. Tale donazione include 2000 mascherine e la stessa quantità di tute protettive usa e getta, di occhiali protettivi, di paia di guanti chirurgici e di paia di scarpe di isolamento, come 10 mila maschere chirurgiche e 500 termometri infrarossi, e da un magazzino a L’Avana il carico si spartisce a tutte le province.
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Vivere senza avere prezzo ed affrontando il nemico

Caro Silvio. Stimati tutti. Non siamo molti gli artisti che abbiamo dedicato la nostra carriera a fare critica sociale come l’asse concettuale della nostra produzione artistica. Umilmente, l’opera di Buena Fe, per venti anni, lo dimostra. Abbiamo cantato alle distorsioni, agli arcaismi, ai disastri, alle deformazioni della nostra società, si può dire perfino con una relativa effettività. Come dice bene Giordan (che ringrazio per le sue parole), bisogna analizzare le cose nel loro contesto.
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Sessanta anni di genocidio contro un paese: dal Memorandum di Mallory ai tempi della pandemia

Un giorno come oggi, 60 anni fa, il governo degli Stati Uniti ha lasciato per iscritto i fondamenti della sua politica genocida contro Cuba. Il 6 aprile 1960, Lester D. Mallory, Vice Sottosegretario Assistente per i Temi Interamericani, in un memorandum segreto del Dipartimento di Stato definiva: “La maggioranza dei cubani appoggiano Castro… l’unico modo prevedibile per sottrargli appoggio interno è mediante la delusione e l’insoddisfazione che sorgano dal malessere economico e le difficoltà materiali… bisogna usare rapidamente tutti i mezzi possibili per debilitare la vita economica di Cuba… una linea di azione che, deve essere la più ingegnosa e discreta possibile, per ottenere i maggiori sviluppi nella privazione a Cuba del denaro e delle somministrazioni, per ridurle le risorse finanziarie ed i salari reali, provocare fame, disperazione ed il rovesciamento del governo.”
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Inno di Cuba risuona ad Andorra in omaggio ai medici della brigata Henry Reeve

Nella città di Andorra la Vella, capitale del Principato di Andorra, hanno risuonato le note dell’Inno Nazionale di Cuba, come omaggio ai professionisti della salute dell’isola caraibica che lavorano in questo paese europeo contro la pandemia del nuovo coronavirus. Dai suoi account in Twitter e Facebook, Gustavo Machin, ambasciatore di Cuba in Spagna, ha pubblicato un video dove si vede che il gesto è arrivato dai balconi e dalle finestre di molti edifici della città, a partire dall’azione spontanea di un andorrano, che è stato il primo a cominciare a far suonare l’inno.
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Cuba e le sue due pandemie

La chiusura è arrivata anche alle sue frontiere. Da una settimana vigeva una chiusura parziale e solo potevano entrare i residenti, ma a partire da oggi non potranno atterrare voli con passeggeri, salvo di emergenza ed aeroplani con determinati alimenti e merci. Il governo è da varie settimane in discussione da combattimento, con gabinetto giornaliero di crisi, prodighe spiegazioni attraverso i mezzi e studi di indagine attiva -revisione clinica nelle comunità – per oltre 8 milioni di cubani, in una popolazione di 11 milioni.
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I blocchi

Stupore, almeno, ed un’alta quota di ripugnanza, mi produce continuare a leggere frasi ed articoli che vanno dal volgare all’inganno per “analizzare” come Cuba deve affrontare la realtà davanti a questo virus. Quelli che scrivono così “sanno” più che i direttori degli ospedali, scienziati e specialisti di tutti i rami, presidente, ministri, governatori, infine, tutti quelli che albeggiano lavorando o non dormono, perché non hanno tempo di pensare a loro stessi; perché non sono annoiati nel loro metro quadrato, dietro lo schermo di un computer o del loro cellulare, per “dettare” consigli con il telecomando, senza apportare niente di vantaggioso, senza riconoscere uno sforzo, senza il minimo senso di quello che è arrischiarsi e cercare una soluzione.
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Uno stato in esilio, il Saharawi, dove il deserto è il grande mare prosciugato (2)

Continuando il mio resoconto sulla “Missione 2020″ nei campi profughi saharawi in Algeria, in particolare ad Auserd e Rabuni, la mia voce nei campi, Federica Cresci, ha intervistato Federico Mazzinghi, capo gruppo nei campi del Progetto Saharawi-Tor Vergata CittàVisibili. Dalla pagina del facebook del progetto possiamo conoscere che è un “progetto di collaborazione tra gli studenti del corso di laurea in Medicina&Chirurgia in lingua italiana ed inglese dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata e la R.A.S.D. – Repubblica Araba Saharawi Democratica.
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Diaz-Canel: le misure per combattere il COVID-19 stanno dando risultati, ma non possiamo rilassarci

Il Presidente della Repubblica, Miguel Diaz-Canel Bermudez, ha sollecitato questo lunedì affinché si continui a lavorare senza riposo nel combattimento contro il COVID-19. “Le misure ci stanno dando risultati, ma non possiamo rilassarci, ancora non siamo entrati nel momento più critico”, ha affermato dirigendo la riunione giornaliera di check-up alla situazione col nuovo coronavirus nell’Isola ed il Piano per il suo contenimento.