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Sospendono progetto idroelettrico al quale si oppose Berta Caceres

Berta Caceres

Berta Caceres

La compagnia a carico del progetto idroelettrico Agua Zarca, a cui si oppose l’ambientalista honduregna Berta Caceres, sospese oggi ufficialmente la sua costruzione sul fiume Gualcarque.

Benché la decisione è diventata pubblica venerdì scorso, questo lunedì è quando è entrata in vigore la cancellazione totale delle opere nel dipartimento sud-occidentale di Intibucà.

I rappresentanti dell’azienda annunciarono la sospensione come “un gesto di buona volontà che contribuirà a ridurre la tensione” nella zona, dopo le proteste che suscitò il progetto prima e dopo l’assassinio della Caceres il 2 marzo 2016.

Nonostante, il Consiglio Civico delle Organizzazioni Popolari ed Indigene dell’Honduras (Copinh) risaltò che la chiusura del progetto di Agua Zarca si deve alla lotta instancabile dei suoi membri ed al ritiro dell’appoggio di due delle banche incaricate di finanziare la costruzione.

“Questo risultato è stata un processo lento e difficile, dove il Copinh è stato costantemente ignorato e reso invisibile”, indicò l’organizzazione in un comunicato.

Inoltre, pretende che entrambe le istituzioni, cioè la banca olandese FMO e la finlandese Finnfund, accettino pubblicamente le loro responsabilità per la morte e per le violazioni dei diritti umani che promosse il progetto Agua Zarca.

Meritevole del premio Goldman nel 2015, Berta Caceres è stata giustiziata il 2 marzo 2016 in casa sua, a colpi di arma da fuoco, per opporsi a questo progetto idroelettrico in difesa dell’ecosistema e dei diritti del popolo lenca.

Dopo la sua morte, che generò un’onda di ripudio internazionale, le autorità honduregne arrestarono fino ad ora otto persone, comprese alcune legate alla compagnia honduregna promotrice di Agua Zarca, cioè DESA (Azienda per lo Sviluppo Energetico).

D’accordo con una relazione recente dell’organizzazione non governativa Globale Witness, Honduras è uno dei paesi che presenta più problemi a causa dell’appropriazione e dello sfruttamento arbitrario delle sue risorse naturali da parte di compagnie ed aziende transnazionali.

da Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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