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Centinaia di attivisti in digiuno volontario nel Vertice sul clima

Wael Hmaidan

Wael Hmaidan

Il Vertice delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP19) transita oggi per il suo secondo giorno di lavoro con una singolare caratteristica, il digiuno di centinaia di attivisti di organizzazioni non governative.

Tra i partecipanti c’è Wael Hmaidan, presidente della Rete Internazionale del Clima, che ha manifestato alla stampa che organizzazioni assenti nella COP si uniranno al digiuno volontario, e magari lo faranno anche altre persone conosciute.

Il fatto ha luogo in solidarietà con Naderev Saño, delegato per le Filippine che nella sessione inaugurale dell’evento si è dichiarato in sciopero della fame fino a che termini la riunione e si decidano azioni concrete nella lotta contro il cambiamento climatico.

Mi sento contento per la dimostrazione di solidarietà della società civile, di tutto il mondo, specialmente della gente giovane, ha detto Saño.

Inoltre, ha risaltato l’urgente necessità di iniziare misure concrete contro il riscaldamento globale per evitare la proliferazione di disastri naturali.

Le Filippine sono appena state colpite da un super tifone categoria cinque che ha distrutto paesi interi e si stimano in più di 10 mila le persone decedute per questa causa.

da Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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