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L’estrema destra percorre l’Europa

Simpatizzanti di Aurora Dorata, celebrando la vittoria elettorale

Simpatizzanti di Aurora Dorata, celebrando la vittoria elettorale

L’estrema destra si è rafforzata in Europa negli ultimi dieci anni.
Ciò che al principio sembrava una sorpresa, ossia l’ingresso di Jörg Haider nel Governo Austriaco nel 2000, si è convertito in un abito.
L’ultimo spauracchio, Aurora Dorata in Grecia, un partito i cui membri  assicurano di non essere nazisti nonostante gli assomiglino moltissimo.
Questa mattina, in una conferenza stampa di Jose Manuel Durao Barroso e Olli Rehn, una giornalista ha chiesto al Presidente della Commissione Europea se in Europa sono permessi i partiti neonazisti. Barroso ha risposto che ogni stato membro ha le proprie leggi in materia, nonostante ciò la Commissione non esiterà a utilizzare tutte le risorse in suo possesso per evitarlo.

GRECIA

L’ultimo partito di estrema destra che è nato si chiama Aurora Dorata ed è passato dallo 0,2% al 7% la scorsa domenica.
Con questa percentuale ha ottenuto 21 seggi.
Il suo discorso antieuropeo e antimigratorio ha abbassato i toni in un momento in cui i partiti tradizionali cedono dinanzi alle esigenze della troica comunitaria pur di vedere approvato il piano di recupero finanziario.

FRANCIA

Marina Le Pen ottenne un risultato storico lo scorso 22 aprile nel primo turno delle presidenziali francesi. L’impatto questa volta è stato minore rispetto a quello provocato da suo padre Jean-Marie Le Pen, che riuscì a passare al primo turno nel 2002 dopo la debacle dei socialisti. In ogni modo, la percentuale stavolta (17.9) è superiore rispetto al 2002 (16.86).
Alla luce di questo Marine Le Pen ha già deciso di ribattezzare il Fronte Nazionale con il nome “Rassemblement Blue Marine”  con cui prevede di mettersi alla guida della destra francese nelle legislative di giugno approfittando la sconfitta del partito di Sarkozy, Unione per un Movimento Popolare.

OLANDA

Il partito per le libertà di Geert Wilders smise di appoggiare la coalizione di liberali e democristiani capeggiata da Mark Rutte – che dovette presentare le proprie dimissioni – lo scorso 22 aprile a causa del suo no ai tagli necessari per risanare il deficit che esige il Patto di Stabilità. Le prossime elezioni si svolgeranno a settembre. Allora si vedrà se l’opposizione di Wilders alla politica sui tagli gli darà dei risultati. Il Partito della libertà raggiunse il terzo posto dopo i comizi del 2010 con un discorso totalmente xenofobo.

AUSTRIA

Heinz-Christian Strache, successore del defunto Jörg Haider, ha rivitalizzato il partito comparando gli attacchi che riceve alla persecuzione dei nazisti contro gli Ebrei. Lo scontento per la coalizione dei socialdemocratici e i conservatori lo colloca nei sondaggi al primo o al secondo posto rispetto alle elezioni del prossimo anno.
Nell’ottobre del 2010 il suo Partito della Libertà ottenne un gran risultato grazie al discorso contro il velo e la costruzione delle moschee. Due mesi prima della morte di Haider, nel mese di ottobre del 2008, il suo partito aveva ottenuto il 10,7% dei voti nelle elezioni legislative.

NORVEGIA

I sondaggi realizzati in autunno assegnano una percentuale dell’ 11,4% al Partito del Progresso di Siv Jensen che nel 2009 conseguì il 23% dei voti nelle elezioni nazionali, un vero e proprio record in un paese di grande tradizione socialdemocratica. Il doppio attentato di Anders Behring Breivik, che nel mese di Luglio del 2011 assassinò 69 persone nel centro di Oslo e l’Isola di Utoya, ha pregiudicato fortemente questo partito, investito anche da scandali di tipo sessuale.

SVIZZERA

Il partito di estrema destra Partito Popolare Svizzero è passato dall’essere un partito piccolo e contadino a diventare il maggior gruppo politico grazie alla sua campagna aggressiva contro l’ immigrazione ed i membri dell’Unione Europea.
Nonostante abbia perso terreno nelle elezioni nazionali l’ex-imprenditore Christoph Blocher ne ha ravvivato la posizione costringendo il direttore del Banco Centrale, Hildebrand, a dimettersi.

REGNO UNITO

Le ultime elezioni municipali hanno fatto perdere al Partito Nazionale Britannico 10 dei 12 comuni, fatta eccezione per due nei quali non si svolgevano le elezioni.
La caduta non è così forte se si pensa che si sono presentati meno candidati a causa della mancanza di fondi nelle casse del partito.
Il PNB sorprese tutti nel 2009 raggiungendo il 6,3% dei voti alle elezioni europee servendosi di un presunto razzismo contro i bianchi che, a detta dei membri del partito, stava percorrendo le isole britanniche.

DANIMARCA

I socialdemocratici recuperarono il potere nel mese di settembre del 2011 dopo un decennio di Governo dei liberal-conservatori con il Partito Popolare Danese di estrema destra di Pia Kjaersgaard. Con lui vennero adottate alcune tra le misure più dure contro l’immigrazione, ad esempio nell’ambito dei ricongiungimenti familiari.
I simpatizzanti di estrema destra continuano ad essere i terzo partito con il 12,3%.

SVEZIA

I Democratici Svedesi, capeggiati da Jimmie Åkesson, entrarono per la prima volta in parlamento nel mese di ottobre del 2010 con il 5,7% dei voti che gli consentirono di ottenere 20 seggi.
Il suo discorso contro l’immigrazione piombò in una società dove il 14% della popolazione è straniera ed il 6% è nato in Svezia ma da genitori immigrati.

BELGIO

Il partito fascista e xenofobo Vlaams Belang, separatista fiammingo, raggiunse il 7,6% nelle elezioni del 2010, il peggior risultato nazionale dal 1991, dopo aver sorpreso tutti, con un 12 % nel 2007.

Nelle elezioni presidenziali del mese di gennaio del 2012, Il Partito Degli Autentici Finlandesi, di Timo Soini, ha perso quasi la metà dei voti ottenuti nelle elezioni parlamentari del mese di aprile del 2011 raggiungendo solamente il 9,4%. Il suo discorso è contrario all’Unione Europea ed ai paesi “spreconi” del sud.

foto: EFE

preso da El Pais

traduzione di Paola Flauto

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