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Google impianta una nuova politica della privacy, benché potrebbe violare le leggi europee

Google introduce questo 1° marzo la sua nuova politica della privacy a livello globale. L’intenzione è che i dati personali e la storia delle visite accessibili di un utente dei servizi di Google siano automaticamente condivisi con le sue altre piattaforme come YouTube, Gmail e Blogger.

Per continuare ad usare i servizi Google, gli utenti sono obbligati a seguire il nuovo accordo benché non stiano d’accordo con il fatto che i loro dati si condividano tra tutte le piattaforme del server.

Secondo la compagnia, la misura permetterà di migliorare la ricerca. Tuttavia, i regolatori francesi di dati dubitano sulla legittimità di questo passo ed hanno iniziato un’investigazione a scala europea. La Commissione Nazionale della Libertà di Informazione della Francia (CNIL) sollecitò questa settimana a Google che facesse “una pausa” nella sua politica polemica.

La Commissione segnala che è preoccupata che si giustifichi la combinazione di dati personali attraverso i diversi servizi e se è compatibile con la legislazione europea sulla protezione dei dati.

“Come abbiamo comunicato già varie volte durante la settimana scorsa, anche se cambiamo la nostra politica di privacy, la nostra consacrazione ai nostri principi di privacy è tanto forte come sempre”, commentò nel suo blog Peter Fleischer, consigliere della privacy globale di Google. Confermò che la compagnia è disposta a risolvere qualunque dubbio che abbia la CNIL.

Nel frattempo, lo studio congiunto realizzato dall’impresa statunitense di investigazione di mercato YouGov e Big Brother Watch, un gruppo britannico che si dedica alla protezione delle libertà civili, mostrò che un 47% degli utenti di Google, per lo meno nel Regno Unito, non sono coscienti di che cambiamenti si faranno nella politica di privacy.

In quanto al numero di persone che ha studiato scrupolosamente il testo del nuovo accordo, solo un 12% lo ha fatto veramente. E questo, malgrado da settimane Google abbia messo dei messaggi nei suoi server che notificavano agli utenti i suoi piani e hanno sviluppato una sezione destinata a dare più dettagli circa i cambiamenti previsti. “Google dà preferenza agli interessi degli annuncianti davanti agli interessi degli utenti. Non dovrebbe continuare con la sua politica fino a che il pubblico capisca che cosa significano in realtà questi cambiamenti”, sostiene Nick Pickles, direttore di Big Brother Watch.

preso da www.cubadebate.cu

traduzione di Ida Garberi

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