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Posada Carriles ed i suoi complici dichiarati colpevoli in Panama

Luis Posada Carriles

Luis Posada Carriles

“Gli avvocati denuncianti panamensi abbiamo dimostrato che Luis Posada Carriles ed i suoi complici sono terroristi internazionali”, espresse oggi Rafael Rodriguez che ha diretto la squadra di querelanti nel giudizio iniziato nel 2002 contro questo gruppo.

Questi criminali prepararono un attentato contro il leader rivoluzionario cubano Fidel Castro nell’anno 2000 nell’Aula magna dell’Università del Panama che, se si fosse prodotto, avrebbe lasciato centinaia di morti.

In dichiarazioni a Prensa Latina Rodriguez ha detto che la sentenza del Tribunale che confermò questa settimana la prima sentenza contro questi criminali dimostra che sono dei terroristi, che la giustizia doveva condannare.

L’attuale presidente dell’Associazione di Avvocati Denuncianti del Panama rivelò che la prossima settimana si insisterà nell’estradizione, insieme agli altri querelanti, di Posada Carriles, residente attualmente negli Stati Uniti dopo aver ricevuto l’indulto della presidentessa del Panamà Mireya Moscoso concludendo il suo mandato con una torbida manovra, a pochi giorni dal finire il suo governo.

In seguito, nel 2008, il plenum della Corte Suprema di Giustizia dichiarò incostituzionali detti indulti.

Rodriguez precisò che nel giudizio si dimostrò che il terrorista ed i suoi complici di origine cubana Gaspar Jimenez, Guillermo Novo, Pedro Remon, Cesar Matamoros, ed il panamense Josè Hurtado, hanno agito al servizio di gente senza scrupoli a Miami che vogliono danneggiare il popolo di Cuba.

Il Secondo Tribunale confermò la sentenza del Tribunale Quinta Prigione di otto anni di privazione di libertà per Posada Carriles e Jimenez; sette anni per Novo Sampol, Remon e Matamoros; e quattro anni per Hurtado.

In questo modo il tribunale, con la relazione del magistrato supplente Secundino Mendieta, datata il 31 ottobre 2011, ha concluso l’appello presentato dagli avvocati difensori e querelanti.

preso da www.cubadebate.cu

traduzione di Ida Garberi

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