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Culto al sesso ed alla morte nel Giorno dei Defunti ad Haiti

Una sacerdotessa "Mambo" ad Haiti

Una sacerdotessa "Mambo" ad Haiti

Migliaia di persone sono entrate oggi nei cimiteri di Haiti nelle tradizionali celebrazioni per il Giorno dei Defunti, una festa nella quale si mescolano, contraddittoriamente, il culto della morte e del sesso.

I rituali iniziati già ieri, sono arrivati al loro climax questo mercoledì, con suonate di tamburo, trance e balli tipici dei credenti, in una delle solennità più importanti della religione vudù: la Fet Gede, il Festival degli Antenati.

A differenza di altri paesi del mondo dove si celebra anche questa data, qui il Giorno dei Fedeli Defunti ha una forte connotazione sessuale, poiché i Loas o gli Dei della morte sono anche i patroni dei piaceri della carne.

Loro sono il Barone di Samedì e Maman Brigitte, anche chiamati, in creolo gli Iwa Gédé, a loro accorrono in questo giorno gli angosciati da qualsiasi tipo di problema, fisico o spirituale, che ostacoli le relazioni di coppia.

Tutto incomincia all’entrata dei cimiteri, c’è lì una croce che simbolizza il Barone, anche a lei si deve dimostrare la fede, dedicandogli candele ed alimenti, solo in seguito si può entrare per onorare i defunti, commenta a Prensa Latina il giornalista haitiano, Jacques Thorpes.

I riti collettivi che includono divinazioni e supposte cure, hanno come centro i trance delle “mambo” (sacerdotesse vudù), incaricate di ricevere nei loro corpi gli spiriti, con balli e recitazioni di scongiuri ancestrali.

Uno degli atti più vistosi è il momento previo al trance, quando queste religiose, la maggioranza anziane, vestite di nero e violetto, coi visi tinti di bianco, occhiali da sole e cappello a cilindro, lavano le loro parti intime con un liquido di una bottiglia piena di erbe, come segno di purificazione.

Intanto, il resto delle donne realizza delle danze falliche con un bastone, denominato Guede, e gli uomini accompagnano il tutto con movimenti sensuali ed atti di esibizionismo collettivi.

Quindi i credenti accorrono alle tombe offrendo caffé, klerec (bibita artigianale con un alto contenuto di alcool), rum, fiori, candele ed ogni tipo di alimenti per cederli agli spiriti dei loro parenti che non appartengono oramai a questo mondo.

Secondo Thorpe, forse, in nessun altro posto si ricordino dei defunti con tanto godimento, come dimostrazione che i piaceri di questa vita non finiscono con la morte.

con informazioni di Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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