Articoli su guerra mediatica

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Javier Couso: “In Venezuela le stesse menzogne di Libia e Siria. Avete chiesto scusa?”

Javier Couso

“Mi sembra di vivere un deja vu’ e non lo dico per le tante volte che le questioni del Venezuela sono state trattate in questa plenaria. Lo dico per le tante volte che questo Parlamento con la scusa ‘umanitaria’ ha accompagnato e istigato il cammino degli interventi militari o le agende violente di cambio di Governo. Penso alla Libia e alla Siria. Vedo le stesse menzogne di ‘Democrazia’ e ‘Diritti Umani’ quando l’unica cosa che interessava era far cadere governi sovrani per prendere possesso di gas e petrolio”.

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Dibattono in Bolivia sugli attacchi mediatici a governi progressisti

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La guerra mediatica contro i processi rivoluzionari in Venezuela, a Cuba, in Bolivia ed in altri paesi latinoamericani è stato il centro dei dibattiti durante la prima giornata di un seminario internazionale sul tema che oggi continua le sue sessioni in questa nazione. Il direttore del portale web Cubadebate, Randy Alonso, informò che le campagne contro il suo paese incominciarono dallo stesso momento del trionfo della Rivoluzione, nel 1959, e continuano fino ad oggi.

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Roberto Saviano, il Venezuela e i veri bersagli da colpire di chi vuole oggi difendere la causa degli ultimi

Pochi giorni fa Roberto Saviano ha deciso di scrivere un articolo sul Venezuela e ha emesso delle vere e proprie sentenze senza palesare il minimo dubbio nel suo racconto: “Diosdado Cabello è sotto inchiesta per narcotraffico e riciclaggio di denaro. È il presidente dell’Assemblea Nazionale, il parlamento venezuelano.

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Sì, mi pagano per essere blogger

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In questi tempi di globalizzazione neoliberale l’umanità ha dovuto assumere come testimone ed attiva protagonista un’eccessiva mercificazione. Tutto si vende ed in conseguenza tutto deve essere comprato, fino al punto che in alcuni luoghi si è resa popolare la frase: “Qui si compra perfino il sorriso”. Tuttavia, molte volte si promuovono prodotti, servizi o attività che non sono avallate da alti livelli di qualità, né da un’adeguata abilitazione dei suoi produttori.