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Inaugurano a Buenos Aires una cattedra sul lascito di Fidel Castro
Una cattedra che approfondirà il pensiero ed il lascito del leader storico della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, è stata inaugurata oggi nella capitale argentina. Dopo la nascita ieri di un’iniziativa simile nella provincia di Cordoba, l’anfiteatro Eva Peron, dell’Associazione dei Lavoratori dello Stato, è stata la sede per questa convocazione che lavorerà da aprile a luglio.
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Bambine vittime dell’incendio in Guatemala erano rinchiuse sotto chiave nel rifugio
Le bambine colpite da un incendio nel rifugio statale Vergine dell’Assunzione, delle quali ne sono morte 34 fino ad oggi, erano rinchiuse sotto chiave per protestare contro le loro condizioni, confermò oggi la Procura dei diritti umani del Guatemala. Secondo la procuratrice aggiunta Claudia Lopez, “gli impiegati del rifugio lasciarono le giovani in un luogo sommamente ridotto, una stanza di 4×4 metri, per 52 bambine”.
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Museo cubano dedica mostra fotografica a Valentina Tereshkova
Il museo della Rivoluzione, nella capitale cubana, espone oggi e durante tutto il mese di marzo una mostra fotografica dedicata a Valentina Tereshkova, la prima donna che viaggiò al cosmo, il 16 giugno 1963. La mostra aprì le sue porte martedì e riunisce 30 istantanee di momenti differenti della vita dell’ingegnera e deputatarussa, che il giorno 6 ha compiuto 80 anni.
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Fidel: “La donna è una Rivoluzione dentro la Rivoluzione”
In ogni momento, Fidel aveva presente la donna, soprattutto la donna cubana che considerò un pilastro in ognuna delle “rivoluzioni” sociali, culturali, educative che ebbero luogo a Cuba. Fidel parlò molto delle donne e difese sempre per loro uno scanno nel Parlamento, in posti di direzione, e perfino, nella vita militare, ha preservato loro uno spazio.
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Difendiamo l’unità, la dignità e la sovranità della Nuestra America
Noi Capi di Stato e di Governo dei paesi membri dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nuestra America – Trattato di Commercio dei Popoli (ALBA-TCP) ci siamo riuniti a Caracas, quattro anni dopo la ‘siembra’ del Comandante Hugo Chavez e a quattro mesi dalla dipartita del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz, i nostri capi fondatori, i cui esempi e le idee interpretano e riassumono l’eredità dei libertadores. Essi ci hanno educato a concepire le nostre lotte e gli aneliti nazionali come processi interdipendenti e come contributi di solidali ai sogni comuni di libertà, dignità, giustizia e pace per la Patria Grande; ad anteporre gli interessi collettivi a quelli nazionali.
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Gustavo Castro: “Berta mi ha scelto affinché il suo grido non rimanga seppellito”
“Dal primo momento che conobbi Berta in Chiapas, nel 1999, ricordo una donna instancabile, imbattibile, da chi io ho imparato molto. Lei difendeva sempre la speranza, la resistenza, era convinta che bisognava cercare un altro mondo dove possano starci tutti e tutte. Ma il sistema capitalista non accetta questo… dal momento in cui entrarono i sicari, sentii che non potevo fare niente ed avevo questo dolore, questo senso di colpa, ma poi un compagno in Honduras mi disse ‘Gustavo, stai tranquillo, Berta ti scelse affinché potessi denunciarlo, affinché continui la sua lotta e perché il suo grido non rimanga sepolto ‘. Ma ora so che non solo ha scelto me, ci ha scelto tutte e tutti, perché Berta vive in tutte le lotte, Berta si seminò e si moltiplicò.”
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L’Italia incontra Ramon Labañino e il pensiero di Fidel Castro
L’occasione della visita di Ramon Labañino in Italia è un giro di conferenze in diverse città (Napoli, Bologna, Milano, Pisa, Roma) per presentare il volume “Yo Soy Fidel! Il pensiero politico ed economico”, un libro scritto a più mani da diverse personalità cubane e curato da Ramon Labañino e Luciano Vasapollo in collaborazione con la Rete dei Comunisti che ricostruisce l’elaborazione politica e teorica di un gigante della storia come il Comandante Fidel Castro. “Dal punto di vista economico, i suoi contributi per lo sviluppo del Paese e per comprendere il complesso mondo dell’economia internazionale, sono inestimabili” recita la presentazione del volume appena pubblicato in Italia e che nei prossimi mesi verrà distribuito anche a Cuba.
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Fidel, a tre mesi dalla sua partenza
Il giorno in cui si commemorava la partenza del Granma, esattamente in quello stesso giorno, come lui volle, sicuramente, Fidel partì alla ricerca di nuovi orizzonti di lotta. L’ha fatto con la sicurezza che la semina realizzata durante la sua vita era già germinata. Che i suoi insegnamenti erano già imperituri. Che il capitalismo conduce l’umanità alla sua estinzione. Che solo il socialismo ed il comunismo erogheranno condizioni per la sopravvivenza della specie umana. Che la lotta contro l’imperialismo è un battaglia che si combatte giorno per giorno, sotto forme diverse e che terminerà solo con la sconfitta definitiva del mostro. Che questo non ammetterà mai la sovranità, l’autodeterminazione e la felicità dei popoli. Che ricorrerà a qualunque risorsa per mantenerci sotto il suo giogo. Che il socialismo ed il comunismo sono per definizione internazionalisti e solidali, come lo è stata la Rivoluzione Cubana sotto la sua ispirazione. E così continuerà ad esserlo.
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Gli USA negano l’entrata a cineasta siriano nominato all’Oscar
Le autorità di Immigrazione degli Stati Uniti negarono l’entrata al paese al cinematografo siriano, Khaled Khateeb, che avrebbe partecipato alla cerimonia dei Premi Oscar per la sua partecipazione in The White Helmets (Caschi Bianchi, in inglese), nominata e vincitrice come migliore cortometraggio documentale. D’accordo con corrispondenza interna del Governo di Donald Trump al che l’agenzia AP ebbe accesso, il Dipartimento di Sicurezza Nazionale decise all’ultimo minuto di ostacolare il viaggio di Khateeb verso Los Angeles per presentarsi nella cerimonia dell’Oscar.
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Confermato, Almagro è CIA
Le successive azioni dell’attuale segretario generale dell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA), Luis Almagro, contro i processi progressisti in Nostra America confermano i suoi stretti vincoli con la Central Intelligence Agency (CIA) USA. Almagro, massimo rappresentante del “ministero delle colonie di Washington”, dicasi OSA, riceve ingenti somme di denaro, dalla CIA, affinché, dal suo incarico, aggredisca le nazioni dell’America Latina e dei Caraibi, dove sono in scena processi rivoluzionari. L’ “agente” uruguaiano, al servizio della maggior potenza straniera, adempie alla lettera gli ordini del suo padrone nell’attacco che, dal territorio USA, si orchestra e materializza contro la sovranità e l’integrazione della Patria Grande.