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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Washington</title>
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		<title>La carovana Puentes de Amor Miami-Washington avanza negli Stati Uniti</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2021 23:35:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La carovana cubano-americana partita da Miami, in Florida, prosegue con successo verso la sua destinazione finale, la capitale degli Stati Uniti, ha riferito oggi Carlos Lazo, coordinatore di questa azione contro il bloqueo statunitense di Cuba. Lazo, direttore del progetto Puentes de Amor, ha spiegato a Prensa Latina che sebbene la distanza in linea retta sia di circa duemila chilometri fino a Washington, in realtà cammineranno molto di più poiché ci saranno deviazioni verso le principali città durante il viaggio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12217" alt="caravanaMiamiWashington-bloqueo-580x326" src="/files/2021/06/caravanaMiamiWashington-bloqueo-580x326.jpg" width="580" height="326" />La carovana cubano-americana partita da Miami, in Florida, prosegue con successo verso la sua destinazione finale, la capitale degli Stati Uniti, ha riferito oggi Carlos Lazo, coordinatore di questa azione contro il bloqueo statunitense di Cuba.</strong></p>
<p>Lazo, direttore del progetto Puentes de Amor, ha spiegato a Prensa Latina che sebbene la distanza in linea retta sia di circa duemila chilometri fino a Washington, in realtà cammineranno molto di più poiché ci saranno deviazioni verso le principali città durante il viaggio.</p>
<p>In queste città gli attivisti terranno incontri con i gruppi che difendono la giustizia sociale, i sindacati, i leader afroamericani, nonché con gli uffici dei congressisti della zona.</p>
<p>&#8220;Da Jacksonville, in Florida, andremo ad Atlanta, in Georgia, e in quest&#8217;ultima città incontreremo i rappresentanti del Carter Center, ai quali spiegheremo gli obiettivi della nostra marcia verso la capitale degli Stati Uniti&#8221;, ha aggiunto Lazo.</p>
<p>Ci fermiamo perché sappiamo che l&#8217;ex presidente James Carter ha sempre sostenuto l&#8217;esistenza di una relazione stabile e civile tra gli Stati Uniti e Cuba, ha affermato.</p>
<p>Ha spiegato che tra il caldo e l&#8217;umidità che caratterizzano questa zona del sud del paese, i partecipanti marciano già in diversi turni, e i primi iniziano la camminata nelle prime ore del mattino, avanzano di circa 30 chilometri e poi un altro gruppo li sostituisce, in modo che tutti possano riposare, e il piano è di avanzare di circa 100 chilometri al giorno.</p>
<p>Lazo ha ribadito che uno degli obiettivi principali di questa campagna è chiedere al presidente Joe Biden di mantenere le sue promesse elettorali riguardo a Cuba.</p>
<p>Quelli di noi che hanno votato per Biden esigiamo che riveda la politica ostile aumentata dal suo predecessore, Donald Trump contro il nostro paese, e sia coerente con quelli di noi che hanno votato per lui nella speranza che apporti un cambiamento sostanziale su tale questione, ha affermato.</p>
<p>In un altra delle sue dichiarazioni a Prensa Latina, Lazo ha riferito che circa 25.000 persone hanno già firmato la petizione affinché Biden tolga le sanzioni che gravano sulla famiglia cubana.</p>
<p>Lazo ha ribadito che lui e i suoi seguaci saranno a Washington il 25 luglio, &#8220;ci incontreremo lì a Lafayette Square, davanti alla Casa Bianca, per consegnare migliaia di petizioni che esigono a Biden di togliere l&#8217;assedio economico-finanziario&#8221;.</p>
<p>I partecipanti chiederanno, tra le altre misure, la riapertura dei servizi consolari dell&#8217;ambasciata statunitense a L&#8217;Avana e il servizio di rimesse alla maggiore delle Antille.</p>
<p>Secondo il coordinatore di Puentes de Amor, chiederanno anche che l&#8217;amministrazione Biden riprenda il piano di ricongiungimento familiare sospeso da Trump nel 2017.</p>
<p>Le autorità cubane hanno più volte ribadito che il bloqueo economico che Washington mantiene nei confronti dell&#8217;isola è il principale ostacolo allo sviluppo del paese e allo stesso tempo un ostacolo sostanziale all&#8217;instaurazione di un normale e civile rapporto con gli Stati Uniti.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cuba-USA, nuovo capitolo: eravamo arrivati a pensare che questo non si poteva risolvere</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2015 23:53:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Durante l'innalzamento della bandiera cubana nella riapertura della sua sede diplomatica a Washington, si sono dati appuntamento un enorme ventaglio di persone che in qualche modo hanno partecipato a generare il cambiamento nella politica bilaterale.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8804" alt="" src="/files/2015/07/emba071.jpg" width="580" height="387" />Durante l&#8217;innalzamento della bandiera cubana nella riapertura della sua sede diplomatica a Washington, si sono dati appuntamento un enorme ventaglio di persone che in qualche modo hanno partecipato a generare il cambiamento nella politica bilaterale.  </strong></p>
<p>Le centinaia di invitati inclusi legislatori statunitensi (il senatore Patrick Leahy ed i rappresentanti Raul Grijalva, Barbara Lee, Josè Serrano), diplomatici, figure riconosciute dei mezzi di comunicazione nazionali, analisti, accademici, artisti ed un elenco di cubano-statunitensi che recentemente erano dissidenti.</p>
<p>Silvio Rodriguez, integrante di una numerosa delegazione cubana, commentò a La Jornada che “è difficile riassumere cosa si sente ad essere presenti qui, perché passano per la mente molte cose, proprie o che sono successe ad altri. Ci fu un momento in cui questo confronto fu tanto forte che molti pensammo che non c’era una soluzione possibile. Una delle cose più curiose è rendermi conto che sì esiste una soluzione e si può incominciare a lavorare in questa direzione, cosa che mi sembra straordinariamente positiva”.</p>
<p>Danny Glover, famoso attore e cineasta, era felice, abbracciando vecchi amici, scherzando: La storia c&#8217;assolverà tutti. Commentò a questo giornale che “questo è stato il tema di tutta la sua vita: i miei genitori erano sindacalisti, e nel 1959 io avevo 12 anni, stavamo celebrando il trionfo della rivoluzione cubana. Appena lo capivo, ero un bambino, ma lo seguii, lo seguii, lo seguii, da allora, per quello che succedette in Angola, e così via. Sappiamo che quello di oggi è un nuovo inizio, pieno di possibilità, di un&#8217;altra storia, magari con nuovi valori qui”.</p>
<p>Il rappresentante federale Raul Grijalva, co-presidente del “caucus” Progressista (composto da circa 75 legislatori federali) ha dichiarato a La Jornada: credo che col tempo, gli statunitensi appoggeranno sempre di più la normalizzazione, e con questo ci sarà maggiore pressione per distruggere il bloqueo nel Congresso nei prossimi due o tre anni.</p>
<p>Wayne Smith, che è stato l&#8217;addetto della sezione di interessi degli Stati Uniti durante la presidenza di Jimmy Carter e che si è dedicato alla promozione della normalizzazione durante le decadi recenti, ha detto che “il punto fondamentale di oggi è che stiamo avanzando. Questo non implica che non ci sia una moltitudine di problemi, ma con un dialogo abbiamo per lo meno l&#8217;opportunità per risolverne alcuni”.</p>
<p>Tra i cubano-americani che si sono dedicati a promuovere questo cambiamento, le emozioni sono forti.</p>
<p>Non tutti erano contenti con la nuova normalità. Un microgruppo di oppositori si presentò all&#8217;altro lato della strada dell&#8217;ambasciata, gridando le solite cose. Uno di loro si è messo a correre, ha saltato una barriera della polizia, e cercò di arrivare alle grate dell&#8217;ambasciata per incatenarsi. Agenti di polizia e del Servizio Segreto non lo hanno permesso.</p>
<p>“Salsa sì, bloqueo no”, si legge in un cartello di CodePink alla periferia dell&#8217;ambasciata, mentre diversi attivisti festeggiano questa giornata. Altri si fanno foto sotto alla bandiera appena issata. In altre parti del paese, raccontano alcuni, ci sono festeggiamenti in ristoranti, bar ed in sedi di diverse organizzazioni. Tutti insistono in che non si può tornare indietro in tutto questo. Ma quasi tutti sanno che le sfide del nuovo futuro non saranno per niente facili.</p>
<p>preso da La Jornada</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Ismael Francisco</p>
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		<title>Cancellieri degli USA e di Cuba lavorano per un’era di dialogo e rispetto</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2015 23:42:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I cancellieri degli Stati Uniti e Cuba sono stati d’accordo oggi a Washington nell'importanza dell'apertura di ambasciate in entrambi i paesi, sebbene riconobbero la complessità del nuovo periodo avviato alla normalizzazione delle relazioni mutue.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8801" alt="" src="/files/2015/07/rueda02.jpg" width="580" height="419" /><strong>I cancellieri degli Stati Uniti e Cuba sono stati d’accordo oggi a Washington nell&#8217;importanza dell&#8217;apertura di ambasciate in entrambi i paesi, sebbene riconobbero la complessità del nuovo periodo avviato alla normalizzazione delle relazioni mutue.</strong></p>
<p>Siamo decisi a vivere come buoni vicini, sulla base del rispetto e che sia i cittadini statunitensi come i cubani guardino verso il futuro con speranza, ha segnalato il sottosegretario, John Kerry, in una conferenza stampa nel dipartimento di Stato.</p>
<p>Kerry ha ammesso il danno della politica statunitense in più di mezzo secolo verso la maggiore delle Antille, come l&#8217;isolamento che ha significato per la stessa Washington l&#8217;insistenza in azioni riconosciute come obsolete.</p>
<p>Stiamo incominciando a riparare i danni ed ad aprire quello che è stato chiuso per molto tempo, ha sottolineato.</p>
<p>Ha ricordato la posizione di numerose nazioni delle America Latina che hanno esortato Washington ad un cambiamento di atteggiamento verso Cuba durante vari anni.</p>
<p>Ha spiegato che durante il dialogo col ministro cubano di Relazioni Estere, Bruno Rodriguez, ha abbordato una grande quantità di temi riferiti a temi ambientali, diritti umani, tratta di persone, telecomunicazioni, traffico di stupefacenti, oltre all&#8217;apertura delle sedi diplomatiche.</p>
<p>In questo senso, ha confermato che il 14 agosto viaggerà alla capitale cubana per l&#8217;apertura dell&#8217;ambasciata statunitense.</p>
<p>Rodriguez, da parte sua, ha qualificato la riunione con Kerry come costruttiva ed ha riaffermato la volontà del governo cubano per avanzare verso la normalizzazione delle relazioni sulla base del rispetto e dell’uguaglianza, senza diminuzione alla sovranità di nessuna delle due nazioni.</p>
<p>Ha ricordato che in questo lungo e complesso processo risulta essenziale il sollevamento del bloqueo economico, commerciale e finanziario, la devoluzione del territorio occupato dalla base navale a Guantanamo, la sospensione delle trasmissioni radio e televisive illegali verso Cuba e la compensazione al popolo cubano per i danni umani ed economici durante più di 50 anni.</p>
<p>Il cancelliere cubano ha riconosciuto l&#8217;esortazione del presidente Barack Obama al Congresso per lavorare alla sospensione del bloqueo, oltre alle misure esecutive che, a dispetto della loro portata limitata, vanno nella direzione positiva per ottenere l&#8217;obiettivo.</p>
<p>Aggiuntivamente, ha ricordato che Obama può usare le sue prerogative esecutive per smantellare quasi nella sua totalità il contenuto del bloqueo, e non per ottenere il rovesciamento del Governo cubano, e non per incidere su temi che appartengono all&#8217;esclusiva sovranità dei cubani.</p>
<p>Ha riconosciuto inoltre la solidarietà durante questi anni dei popoli del mondo, la saggezza della leadership storica della Rivoluzione Cubana, diretta dal leader Fidel Castro, oltre alla resistenza dei cubani per arrivare ad un momento come questo.</p>
<p>Rodriguez, il primo capo della diplomazia dell&#8217;isola caraibica ricevuto nel dipartimento di Stato in più di mezzo secolo, ha segnalato che il suo omologo statunitense sarà benvenuto a L&#8217;Avana, quando verrà all&#8217;apertura della sede diplomatica del suo paese.<br />
Possiamo cooperare e coesistere in maniera civilizzata, ancora dentro le differenze tra tutti e due i governi, col fine di trovare soluzione ai problemi bilaterali, ha sottolineato il cancelliere.</p>
<p>Questo lunedì, in una semplice cerimonia di circa 15 minuti -con la partecipazione di più di mezzo migliaio di invitati &#8211; Cuba ha aperto in maniera ufficiale la sua ambasciata in questa capitale, dopo 54 anni senza nessi, dopo la rottura delle relazioni da parte di Washington nel gennaio del 1961.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Ismael Francisco</p>
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		<title>Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez esigono una soluzione al caso dei Cinque cubani</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2014 23:35:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Renè Gonzalez e Fernando Gonzalez hanno ripetuto oggi a L’Avana l’esigenza improrogabile che il governo degli Stati Uniti metta fine all'ingiustizia contro i tre compagni che rimangono ancora nelle prigioni federali. Loro sono stati i partecipanti principali in un videoconferenza Washington-L’Avana, celebrata nella sede del Ministero delle Relazioni Estere, inserita tra le attività finali di una giornata di denuncia e solidarietà che si è celebrata dal passato 4 giugno, fino a questo martedì, nella capitale statunitense.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7891" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7891" alt="Fernando Gonzalez" src="/files/2014/06/FernandoVideoconferenza.jpg" width="580" height="742" /><p class="wp-caption-text">Fernando Gonzalez</p></div>
<p><strong>Renè Gonzalez e Fernando Gonzalez hanno ripetuto oggi a L’Avana l’esigenza improrogabile che il governo degli Stati Uniti metta fine all&#8217;ingiustizia contro i tre compagni che rimangono ancora nelle prigioni federali. </strong></p>
<p>Loro sono stati i partecipanti principali in un videoconferenza Washington-L’Avana, celebrata nella sede del Ministero delle Relazioni Estere, inserita tra le attività finali di una giornata di denuncia e solidarietà che si è celebrata dal passato 4 giugno, fino a questo martedì, nella capitale statunitense.</p>
<p>I due lottatori contro il terrorismo che hanno compiuto la totalità delle loro ingiuste condanne in prigione e si trovano adesso insieme alle loro famiglie sull&#8217;isola, hanno ribadito che non si sentiranno interamente liberi fino a che Gerardo Hernandez, Ramon Labañino ed Antonio Guerrero non ritornino al loro paese.</p>
<p>“Siamo qui adesso perché 16 anni fa qualcuno ha deciso di commettere un crimine”, ha segnalato Renè Gonzalez in riferimento al loro arresto il 12 settembre 1998 e tutta l&#8217;odissea che è venuta in seguito.</p>
<p>Ha ricordato che li hanno arrestati e li hanno sottomessi ad “un processo a Miami nel quale è stata punita Cuba nella persona di noi Cinque ed attualmente a dispetto di tanto sforzo non si è messa la parola fine a questa ingiustizia”.</p>
<p>Ad una domanda della stampa straniera, che chiedeva delucidazioni su una contrattazione concreta tra gli USA e Cuba per scambiare i tre dei Cinque con Alan Gross (impiegato dell’USAID condannato a Cuba), Renè ha chiarito che lo stato cubano ha manifestato più volte una seria volontà di negoziare al rispetto.</p>
<p>Fernando Gonzalez ha insistito da parte sua che questo potrebbe essere un momento particolarmente favorevole nella battaglia per i Cinque, ma la mancanza di volontà politica del governo degli Stati Uniti e l’assenza di coraggio politico del presidente Obama sono i due principali scogli contro una rapida conclusione pacifica.</p>
<p>In questo senso, l&#8217;avvocato Josè Pertierra, da Washington, ha osservato che nello scenario attuale il caso dei Cinque sta incominciando ad entrare nel radar dell&#8217;opinione pubblica statunitense ed è proprio per questo che deve aumentare ancora di più la pressione politica fino a che il presidente Barack Obama autorizzi una soluzione conclusiva.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Parlamentari italiani inviano lettera a congressisti nordamericani a favore dei Cinque</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jun 2014 23:40:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Senatore italiano del Partito Democratico, Luigi Manconi, Presidente della Commissione Straordinaria per la protezione e promozione dei diritti umani, è il leader di un gruppo di parlamentari italiani che hanno firmato una lettera diretta al Congresso degli Stati Uniti, sollecitando la libertà dei tre dei Cinque cubani ancora in carcere in questo paese.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7887" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7887" alt="Luigi Manconi" src="/files/2014/06/Luigi-Manconi.jpg" width="580" height="466" /><p class="wp-caption-text">Luigi Manconi</p></div>
<p><strong>Il Senatore italiano del Partito Democratico, Luigi Manconi, Presidente della Commissione Straordinaria per la protezione e promozione dei diritti umani, è il leader di un gruppo di parlamentari italiani che hanno firmato una lettera diretta al Congresso degli Stati Uniti, sollecitando la libertà dei tre dei Cinque cubani ancora in carcere in questo paese.  </strong></p>
<p>La senatrice statunitense, Kirsten Gillibrand, è stata la prima congressista a ricevere la lettera, che è stata consegnata oggi a vari dei suoi colleghi nel Campidoglio di Washington.</p>
<p>La lettera è a nome dell&#8217;intergruppo parlamentare italiano che chiede la liberazione dei tre cubani che rimangono ancora negli Stati Uniti. L&#8217;Intergruppo di 37 membri, si è formato sull’iniziativa della senatrice Daniela Valentini del Partito Democratico.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<div id="attachment_7889" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7889" alt="Daniela Valentini" src="/files/2014/06/d-valentini.jpg" width="580" height="418" /><p class="wp-caption-text">Daniela Valentini</p></div>
<div id="attachment_7888" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7888" alt="Kirsten Gillibrand" src="/files/2014/06/Kirsten-Gillibrand.jpg" width="580" height="326" /><p class="wp-caption-text">Kirsten Gillibrand</p></div>
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		<title>Cindy Sheehan è indignata per la prolungata ingiustizia contro i Cinque</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2014/06/06/cindy-sheehan-e-indignata-per-la-prolungata-ingiustizia-contro-i-cinque/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Jun 2014 00:02:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La pacifista statunitense Cindy Sheehan è indignata perché da quasi 16 anni dall'arresto a Miami dei Cinque cubani, il governo del suo paese continua ancora oggi senza dare una soluzione umanitaria a questo caso. “Amo i Cinque e le loro famiglie, e mi fa molto male l'ingiustizia che hanno dovuto soffrire durante più di 15 anni”, ha affermato Sheehan in una conversazione via elettronica con Prensa Latina, poco prima di viaggiare a Washington, dove questo venerdì parteciperà alla III Giornata Cinque giorni per i Cinque.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7885" style="width: 350px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7885" alt="Cindy Sheehan" src="/files/2014/06/Cindy.jpg" width="350" height="470" /><p class="wp-caption-text">Cindy Sheehan</p></div>
<p><strong>La pacifista statunitense Cindy Sheehan è indignata perché da quasi 16 anni dall&#8217;arresto a Miami dei Cinque cubani, il governo del suo paese continua ancora oggi senza dare una soluzione umanitaria a questo caso.  </strong></p>
<p>“Amo i Cinque e le loro famiglie, e mi fa molto male l&#8217;ingiustizia che hanno dovuto soffrire durante più di 15 anni”, ha affermato Sheehan in una conversazione via elettronica con Prensa Latina, poco prima di viaggiare a Washington, dove questo venerdì parteciperà alla III Giornata Cinque giorni per i Cinque.</p>
<p>Per questa donna il cui figlio Casey è stato inviato dal Pentagono come soldato in Iraq e lì ha perso la vita il 4 aprile 2004, bisogna intensificare il lavoro con l&#8217;opinione pubblica affinché si sappia perché Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez sono andati negli Stati Uniti.</p>
<p>Essendo cosciente che questi uomini hanno compiuto la missione in Florida per evitare morti non solo di cubani ma anche di statunitensi, Sheehan ha segnalato che tutti i membri dei Cinque devono essere liberati affinché possano ritornare nel loro paese.</p>
<p>Il presidente Barack Obama potrebbe scarcerare Hernandez, Labañino e Guerrero, i tre che rimangono ancora in prigione, se lui volesse, poiché solo Fernando e Renè Gonzalez si trovano nella loro patria, ma dopo avere scontato nel carcere la totalità delle loro condanne.</p>
<p>Sheehan ha suggerito che il governante consideri uno scambio con Alan Gross, che è un subappaltatore dell&#8217;Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (Usaid) arrestato e condannato in Cuba a 15 anni, quando ha tentato di installare una rete illegale di telecomunicazioni sull&#8217;isola con fini sovversivi.</p>
<p>Ha detto che ha visitato Cuba e che conosce il suo popolo meraviglioso, la sua gente, qualcosa che a suo giudizio dovrebbero conoscere i cittadini del suo paese per poter contrastare la propaganda contro la nazione caraibica.</p>
<p>Secondo il programma della III Giornata Cinque giorni per i Cinque che organizza il Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque, Sheehan interverrà nella chiusura della conferenza Nuova Era nelle Relazioni degli Stati Uniti con Cuba.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Menchù e Esquivel inviano un messaggio alla giornata per i Cinque a Washington</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jun 2014 23:32:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cinque cubani]]></category>
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		<description><![CDATA[I premi Nobel Rigoberta Menchù, guatemalteca, ed Adolfo Perez Esquivel, argentino, hanno inviato il loro messaggio di appoggio ad una giornata che si celebra a Washington a beneficio di tre dei Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti. Questi testi, come quello del teologo brasiliano Frei Betto, sono stati letti oggi poco prima dell'inizio della conferenza Nuova Era nelle Relazioni Stati Uniti-Cuba che si svolgerà tra il 5 ed il 6 giugno, dentro il programma della III Giornata Cinque giorni per i Cinque a Washington D.C. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7882" alt="" src="/files/2014/06/esquivel-menchú.jpg" width="580" height="326" />I premi Nobel Rigoberta Menchù, guatemalteca, ed Adolfo Perez Esquivel, argentino, hanno inviato il loro messaggio di appoggio ad una giornata che si celebra a Washington a beneficio di tre dei Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti.</strong></p>
<p>Questi testi, come quello del teologo brasiliano Frei Betto, sono stati letti oggi poco prima dell&#8217;inizio della conferenza Nuova Era nelle Relazioni Stati Uniti-Cuba che si svolgerà tra il 5 ed il 6 giugno, dentro il programma della III Giornata Cinque giorni per i Cinque a Washington D.C.</p>
<p>I messaggi che parlano della solidarietà a favore di questa causa, insistono sulla necessità che la Casa Bianca, specialmente il presidente Barack Obama, possa dare una soluzione definitiva al caso dei Cinque, fatto che si traduce nel ritorno al loro paese di Gerardo Hernandez, Ramon Labañino ed Antonio Guerriero, che continuano in carceri federali.</p>
<p>“Sono presenti a questa attività più di 250 persone”, ha spiegato via telefonica a Prensa Latina dalla capitale nordamericana, Alicia Jrapko, coordinatrice del Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque negli Stati Uniti.</p>
<p>Jrapko ha confermato che si sono incorporati già alla giornata i parlamentari provenienti dal Salvador, Ecuador e Repubblica Dominicana, e si aspetta prossimamente l&#8217;arrivo delle rappresentazioni, tra le altre, dell&#8217;Argentina e del Brasile.</p>
<p>Ha commentato che si è unito alla lista delle personalità presenti, il patriota portoricano Rafael Cancel Miranda ed inoltre è notevole la presenza di vari avvocati, come dei sindacalisti del Regno Unito, dell&#8217;Australia e degli Stati Uniti.</p>
<p>C&#8217;è un&#8217;enorme solidarietà da tutte parti del mondo, ha sottolineato Jrapko, specificando che all&#8217;incontro sono presenti persone provenienti da quasi 30 paesi, tra le quali risaltano le regioni dell&#8217;America Latina e dei Caraibi, soprattutto il cono Meridionale, e quelli che sono venuti dal Canada.</p>
<p>Inoltre, abbiamo una buona rappresentazione di statunitensi, che provengono da tutte le zone del paese, ha aggiunto.</p>
<p>Intanto, circa 42 paesi stanno svolgendo azioni di appoggio alla III Giornata Cinque giorni per i Cinque a Washington, un evento annuale che organizza il Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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