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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; vittoria</title>
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		<title>Nicolas Maduro sottolinea la vittoria del Venezuela all&#8217;OSA</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Mar 2017 01:51:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Abbiamo ottenuto una gran vittoria, né si approvò la Carta Democratica Interamericana, né si approvò il comunicato infame della coalizione di paesi con un governo di destra, abbiamo sconfitto la cancelleria messicana e la destra venezuelana”, affermò oggi il presidente venezuelano, Nicolas Maduro. Il mandatario assicurò che quanto accaduto questo martedì nella sede dell'Organizzazione degli Stati Americani (OEA) è stata una gran vittoria del Venezuela contro le pretese interventiste promosse dal segretario generale di questa organizzazione continentale, Luis Almagro, gli Stati Uniti e vari governi di destra latinoamericani. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6786" style="width: 644px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-6786" alt="Nicolas Maduro" src="/files/2013/06/MADURO.jpg" width="644" height="362" /><p class="wp-caption-text">Nicolas Maduro</p></div>
<p><strong>“Abbiamo ottenuto una gran vittoria, né si approvò la Carta Democratica Interamericana, né si approvò il comunicato infame della coalizione di paesi con un governo di destra, abbiamo sconfitto la cancelleria messicana e la destra venezuelana”, affermò oggi il presidente venezuelano, Nicolas Maduro. </strong></p>
<p>Il mandatario assicurò che quanto accaduto questo martedì nella sede dell&#8217;Organizzazione degli Stati Americani (OEA) è stata una gran vittoria del Venezuela contro le pretese interventiste promosse dal segretario generale di questa organizzazione continentale, Luis Almagro, gli Stati Uniti e vari governi di destra latinoamericani.</p>
<p>Maduro si è complimentato per il lavoro della cancelliera venezuelana, Delcy Rodriguez, “in difesa della sovranità e dell’indipendenza del Venezuela, davanti ai costanti assalti interventisti”.</p>
<p>A sua volta, il capo di Stato riaffermò la solidarietà del Venezuela coi governi del Salvador, Repubblica Dominicana ed Haiti, che dopo le minacce formulate dal senatore statunitense Marco Rubio, continuarono ad appoggiare la nazione sud-americana.</p>
<p>“Oggi, Salvador, Repubblica Dominica e Haiti hanno fatto dei discorsi storici di appoggio al diritto alla pace, all&#8217;indipendenza e di ripudio contro qualunque golpe di stato contro Venezuela. Lì c’è la risposta della dignità”, sottolineò il Primo Mandatario venezuelano.</p>
<p>Confermò anche che il governo bolivariano intraprenderà azioni giudiziali contro Almagro, per le sue campagne diffamatorie contro autorità nazionali, tra cui il vicepresidente esecutivo, Tareck El Aissami.</p>
<p>Denunciò inoltre il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, di preparare una coalizione internazionale per aggredire Venezuela.</p>
<p>“Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti armò una coalizione di governi conservatori per preparare un piano di aggressione e di intervento in Venezuela”, disse Maduro.</p>
<p>Anche se la Rivoluzione Bolivariana ottenne un trionfo all&#8217;OSA, il presidente Maduro esortò il popolo venezuelano a mantenersi mobilitato davanti ai costanti attacchi interventisti, promossi dagli assi imperiali.</p>
<p>“Il popolo ha parlato. Che cosa bisogna fare? Stare sulla strada, mobilitarsi, combattere, questo è quello che bisogna fare. Per vincere questa battaglia, questo è quello che bisogna fare. Non vogliono accettare che il “chavismo” è una realtà di questo paese (…) Noi, quelli che stiamo in lotta permanente abbiamo la morale, la Costituzione, il potere della parola dalla nostra parte”, ha concluso.</p>
<p>da AVN</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Fidel si congratula con Tsipras per la “brillante vittoria politica”</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2015 00:34:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il suo paese, specialmente la sua prodezza nella congiuntura attuale, sveglia l’ammirazione tra i popoli latinoamericani e caraibici di questo emisfero vedendo come la Grecia, davanti ad aggressioni estere, difende la sua identità e la sua cultura. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8768" alt="" src="/files/2015/07/grecia-referendo5-580x421.jpg" width="580" height="421" />“Excmo. Sig.. Alexis Tsipras, Primo Ministro della Grecia:</p>
<p>mi congratulo calorosamente per la sua brillante vittoria politica i cui dettagli ho seguito da vicino nel canale TeleSur.</p>
<p>La Grecia è molto familiare per i cubani. Ella c&#8217;insegnò Filosofia, Arte e Scienze dell&#8217;antichità quando studiavamo a scuola e, con queste, la più complessa di tutte le attività umane: l&#8217;arte e la scienza della politica.</p>
<p>Il suo paese, specialmente la sua prodezza nella congiuntura attuale, sveglia l’ammirazione tra i popoli latinoamericani e caraibici di questo emisfero vedendo come la Grecia, davanti ad aggressioni estere, difende la sua identità e la sua cultura. Non ho neanche dimenticato che un anno dopo l&#8217;attacco di Hitler alla Polonia, Mussolini ordinò alle sue truppe di invadere la Grecia, e questo paese coraggioso ha respinto l&#8217;aggressione ed ha fatto retrocedere gli invasori, fatto che obbligò lo spiegamento di unità blindate tedesche in direzione della Grecia, deviandole dall&#8217;obiettivo iniziale.</p>
<p>Cuba conosce il valore e la capacità combattiva delle truppe russe che unite alle forze del suo poderoso alleato la Repubblica Popolare Cina, ed altre nazioni del Medio Oriente ed Asia, tenteranno sempre di evitare la guerra, ma non permetteranno mai nessuna aggressione militare senza risposta contundente e devastatrice.</p>
<p>Nell&#8217;attuale situazione politica del pianeta, quando la pace e la sopravvivenza della nostra specie pendono da un filo, ogni decisione, più che mai, deve essere elaborata accuratamente ed applicata, in modo che nessuno possa dubitare dell&#8217;onestà e della serietà con la quale molti dei dirigenti più responsabili e seri lottano oggi per affrontare le calamità che minacciano il mondo.</p>
<p>Le auguriamo, stimato compagno Alexis Tsipras, il più grande dei successi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fraternamente,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fidel Castro Ruz</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>5 luglio 2015</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>8: 12 p.m”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: AP</p>
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		<title>Grecia, un NO che significa SI’</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2015 00:22:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica 28 giugno 2015: Il governo greco di Syriza, diretto da Alexis Tsipras, decreta un controllo dei capitali e la chiusura delle banche per una settimana, con l'impossibilità di tirare fuori più di 60 euro giornalieri dai bancomat. Domenica 5 luglio, una settimana dopo: Nonostante la campagna mediatica contro il governo e la manipolazione sulle possibili conseguenze del controllo dei capitali, il NO nel referendum greco è travolgente, si impone in tutte le regioni della Grecia con più del 61% dei voti.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right"><em><img class="alignleft size-full wp-image-8741" alt="" src="/files/2015/06/tsipras-entrevista.jpg" width="600" height="400" />“Con maggiore abbondanza, l&#8217;incremento del debito pubblico interessava direttamente la frazione borghese che governava e legiferava attraverso le Camere. Il deficit dello Stato era precisamente il vero oggetto delle sue speculazioni e la fonte principale del suo arricchimento. Ogni anno, un nuovo deficit. Ogni quattro o cinque anni, un nuovo prestito pubblico. Ed ogni nuovo prestito pubblico offriva all&#8217;aristocrazia finanziaria una nuova occasione di truffare artificialmente uno Stato mantenuto sull&#8217;orlo della bancarotta; questo non aveva nessuna soluzione se non trattare con i banchieri nelle condizioni più sfavorevoli”. </em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: right"><em>Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850 (Karl Marx)</em></p>
<p><strong>Domenica 28 giugno 2015: Il governo greco di Syriza, diretto da Alexis Tsipras, decreta un controllo dei capitali e la chiusura delle banche per una settimana, con l&#8217;impossibilità di tirare fuori più di 60 euro giornalieri dai bancomat. </strong></p>
<p>Domenica 5 luglio, una settimana dopo: Nonostante la campagna mediatica contro il governo e la manipolazione sulle possibili conseguenze del controllo dei capitali, il NO nel referendum greco è travolgente, si impone in tutte le regioni della Grecia con più del 61% dei voti.</p>
<p>Dopo il terrorismo mediatico esercitato contro il governo di Syriza per 7 giorni, e della scommessa per il SI’ dei principali leader politici europei, qualcuno dovrebbe domandarsi perché il popolo greco in maniera maggioritaria ha votato per il NO, che ha ottenuto una vittoria molto superiore a quella ottenuta da Synaspismos Rizospastikis Aristeras (Coalizione della Sinistra Radicale) nelle elezioni parlamentari di gennaio dove è stato il partito più votato; mentre la destra di Nuova Democrazia, la socialdemocrazia del PASOK ed i liberali di To Potami, le tre grandi ideologie che hanno collocato l&#8217;Europa nel luogo che si trova, erano uniti chiedendo il voto contrario, per il SI’.</p>
<p>Marx diceva che la storia si ripete sempre due volte, la prima come tragedia, la seconda come farsa. Con questo risultato, il popolo greco ostacola la continuazione della farsa in cui si era trasformata la tragedia greca e dà un NO rotondo alle politiche di austerità spinte da quella Europa a due velocità che configurò un asse del Sud da poter continuare a sfruttare per mantenere i tassi di guadagni nel Nord. Un NO all’istituzione conosciuta come Troika ed un NO definitivo, ad un modello neoliberale di un saccheggio selvaggio dei beni comuni e dei diritti sociali, che impone un terrorismo economico contro tutto un popolo senza importargli le conseguenze sulle maggioranze sociali.</p>
<p>Ma in realtà, questo risultato, benché sembri un ossimoro, è un NO che significa SI’. Sì ad un&#8217;altra Grecia possibile, lontana dai dettami di alcune elite politiche ed economiche in Germania; Sì a Syriza; Sì ad Alexis Tsipras e Yannis Varoufakis; Sì, in definitiva, ad una Europa sociale e dei popoli, dove non si ritaglino le pensioni od i salari.</p>
<p>La prima conseguenza del referendum è stata la dimissione di Antonis Samaras, principale difensore del SI’ e firmatario del memorandum di intendimento con la Troica per il secondo riscatto che soffrì la Grecia per 230.000 milioni di euro. Ma mentre in Grecia la destra affronta il fatto di avere perso, non ci saranno dimissioni in Germania, Francia, Italia, la Banca Centrale Europea o il Fondo Monetario Internazionale.</p>
<p>A partire da qui, il governo greco ha un mandato forte. Sapendo chiaramente che il trionfo del NO non implica una decisione di rottura con l&#8217;Europa, bensì contro le misure di austerità, la scommessa continua ad essere di negoziare con le istituzioni europee da una posizione di un po&#8217; più di forza, ma sapendo che continuano ad essere necessarie alcune riforme se vogliono ottenere una ristrutturazione del debito ed un condono parziale della stesso.</p>
<p>I progetti futuri della Troika non sono tanto chiari. Sembra che, dopo che Washington costringesse la pubblicazione della relazione nella quale l’FMI riconosce che il debito pubblico greco del 177% del PIL è insostenibile, si potrebbe avere, questa settimana, un avvicinamento sulla ristrutturazione del debito in cambio di riforme. L&#8217;altra opzione, quella del Grexit, con la quale magari hanno sognato alcuni leader europei negli ultimi giorni, sembra che si allontani, per quanto i mezzi di comunicazione vogliano disegnarci un&#8217;altra realtà, a meno che la Banca Centrale Europea (su istruzione della Germania), decida di tagliare il flusso di liquidità alle banche greche questa stessa settimana, col quale si creerebbe una spirale pericolosa per la Grecia, ma soprattutto per il concetto di Unione Europea.</p>
<p>Quello che è chiaro è che la Grecia ha detto NO al concetto neoliberale di privatizzare i guadagni e socializzare le perdite, e questo risultato è un forte appoggio per il primo governo di sinistra reale in Europa dopo molte decadi (smettiamo di considerare sinistra la socialdemocrazia neoliberale o la sinistra light), oltre a segnare una possibilità del principio di un cambiamento di epoca per l&#8217;Europa.</p>
<p>Il risultato del referendum greco dimostra che la storia la fanno i popoli, ed è un avvertimento per le elite politiche ed economiche europee. Non ci sono molte ragioni per grandi celebrazioni, la strada che rimane al popolo greco da percorrere è ancora sinuosa e piagata di ostacoli; vengono tempi duri e difficili, ma contemporaneamente tempi di speranza. Ed almeno per questa settimana, la parole Democrazia, Sovranità e Dignità si iscrivono con G della Grecia, S di Syriza e T di Tsipras.</p>
<p>di Katu Arkonada</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>America del Sud si congratula con Chavez per il suo trionfo e la lezione di democrazia</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Oct 2012 23:28:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Storico, semplice esercizio democratico, di massa, trasparente, festa di popolo ed una vittoria dell&#039;America latina, sono alcune frasi e qualificativi che emanano da tutto il continente per caratterizzare le elezioni in Venezuela, dove ha trionfato il presidente Hugo Chavez.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5816" src="/files/2012/10/Chavez.jpg" alt="" width="300" height="225" />Storico, semplice esercizio democratico, di massa, trasparente, festa di popolo ed una vittoria dell&#8221;America latina, sono alcune frasi e qualificativi che emanano da tutto il continente per caratterizzare le elezioni in Venezuela, dove ha trionfato il presidente Hugo Chavez. </strong></p>
<p>Allo stesso modo, i capi di Stato, diplomatici, leader indigeni, politologi, studenti ed un&#8221;infinità di attori della società latinoamericana esprimono la loro gioia per la vittoria di Chavez di fronte al rappresentante dell&#8221;opposizione Henrique Capriles.</p>
<p>“La tua vittoria è anche la nostra. Quella dell&#8221;America del Sud e dei Caraibi. Forza Hugo! Forza Venezuela! Forza MERCOSUR ed UNASUR”, ha scritto la mandataria argentina nel suo account personale della rete sociale Twitter.</p>
<p>Anche, il dignitario dell&#8221;Ecuador, Rafael Correa, ha esaltato la vittoria del candidato per il Partito Socialista Unito del Venezuela alle urne con il 54,85% dei voti validi, contate il 94% delle schede con più di sette milioni 444 mila a suo favore.</p>
<p>“Chavez ha vinto con 10 punti di differenza. Viva Venezuela, Evviva la Patria Grande, Evviva la Rivoluzione Bolivariana!”, ha scritto in Twitter il mandatario ecuadoriano.</p>
<p>“Con questo trionfo, ha assicurato Correa, nuovamente si distruggono le bugie dei soliti mercenari”, alludendo alle campagne mediatiche che hanno tentato di oscurare il processo di cambiamento che vivono However, for those who feel more comfortable with a professional  <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://free-credits-report.com/about-credit-loans/credit-repair" >credit repair</a>  agent, keep in mind these signs of a scam, according to the Federal Trade Commission (FTC):Credit repair companies are subject to the Credit Repair Organizations Act (CROA), which protects consumers against unfair or deceptive advertising claims. i venezuelani.</p>
<p>Per il presidente della Bolivia, Evo Morales, questo successo significa il trionfo della democrazia.</p>
<p>A queste congratulazioni si è sommato il governo colombiano che ha augurato successi a Chavez, nel suo nuovo periodo di mandato ed ha scommesso sul rinvigorimento delle relazioni tra i due paesi.</p>
<p>Inoltre, secondo il cancelliere del Brasile, Antonio Patriota, che si è congratulato con Chavez ed il suo popolo, “i comizi in Venezuela sono stati un momento di celebrazione della democrazia”.</p>
<p>Da tutte parti del continente fluiscono lodi per il presidente nuovamente eletto ed il popolo venezuelano.</p>
<p>Tuttavia, il governo degli Stati Uniti, senza congratularsi con il trionfante candidato, gli ha fatto un appello a tenere in conto il parere di quelli che hanno votato contro di lui, benché si congratulasse con il popolo venezuelano per l&#8221;alta partecipazione alle urne; mentre il Canada ha preso nota della vittoria di Chavez, ma neanche lui lo ha congratulato.</p>
<p>In questi 14 anni del suo mandato, secondo lo stesso governante, è cresciuta la cultura civica in questa nazione sudamericana, una regione dove l&#8221;astensionismo è stato un elemento distintivo di molti processi elettorali.</p>
<p>Il governante nuovamente eletto, dal suo trionfo nel 1998, ha sottomesso all&#8221;opinione del suo paese qualunque cambiamento necessario nel contesto della Rivoluzione Bolivariana.</p>
<p>La sua prima prova l’ha vinta con il 56% dei voti di fronte al 40% di Henrique Salas Romer, il suo più vicino concorrente.</p>
<p>A partire da lì, una catena di trionfi, con crescente partecipazione cittadina l&#8221;asseconda ed ha vinto, in maniera vivace, 14 comizi, tra presidenziali, regionali, referendum, in soli 14 anni.</p>
<p>Unicamente, il referendum del 2007, per riformare la Costituzione ed approfondire il suo progetto socialista è stato respinto, ma per un margine molto stretto.</p>
<p>Tale approvazione popolare gli ha permesso di fare cambiamenti sociali, con riconosciuti risultati dentro e fuori del paese, in tutti i settori come educazione, salute, sport, energia, cultura o economia.</p>
<p>Dalla democrazia &#8211; come potremmo parafrasare lo scrittore britannico Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) &#8211; Chavez fa la sua rivoluzione in Venezuela, un processo che irradia verso tutta l&#8221;America Latina.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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