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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; visita Obama 2016</title>
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		<title>Il fratello Obama</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2016 21:21:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nessuno si faccia l’illusione che il popolo di questo nobile ed abnegato paese rinunzierà alla gloria ed ai diritti, ed alla ricchezza spirituale che ha guadagnato con lo sviluppo dell'educazione, della scienza e della cultura. Faccio notare inoltre che siamo capaci di produrre gli alimenti e le ricchezze materiali di cui abbiamo bisogno con lo sforzo e l'intelligenza del nostro popolo. Non necessitiamo che l'impero ci regali nulla. I nostri sforzi saranno legali e pacifici, perché è il nostro impegno con la pace e con la fraternità di tutti gli esseri umani che viviamo in questo pianeta.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1750" alt="fidel-castro-universidad-habana-27-noviembre-1960-discurso-580x390" src="/files/2011/09/fidel-castro-universidad-habana-27-noviembre-1960-discurso-580x390.jpg" width="300" height="250" />“Il fratello Obama</p>
<p><strong>I re della Spagna ci portarono i conquistatori ed i padroni, le cui orme rimasero negli appezzamenti circolari di terra assegnati ai cercatori d’oro nelle sabbie dei fiumi, una forma abusiva e vergognosa di sfruttamento, le cui vestigia si possono scorgere dall&#8217;aria in molti luoghi del paese.  </strong></p>
<p>Il turismo oggi, in gran parte, consiste nell’esibire le delizie dei paesaggi ed assaggiare le squisitezze alimentari dei nostri mari, e sempre si condivide col capitale privato delle grandi corporazioni straniere, i cui guadagni se non raggiungono i mille milioni di dollari pro capite non sono degni di nessuna attenzione.</p>
<p>E poiché mi vidi obbligato a menzionare il tema, devo aggiungere, principalmente per i giovani, che poche persone si rendono conto dell&#8217;importanza di tale condizione in questo momento singolare della storia umana. Non dirò che si è perso il tempo, ma non vacillo nell’affermare che non siamo sufficientemente informati, né voi né noi, sulle conoscenze e sulle coscienze che dovremmo avere per affrontare le realtà che ci sfidano. La prima cosa da prendere in considerazione è che le nostre vite sono una frazione storica di secondo che dobbiamo inoltre condividere con le necessità vitali di ogni essere umano. Una delle caratteristiche di questo è la tendenza alla super valutazione del suo ruolo, fatto che contrasta d&#8217;altra parte col numero straordinario di persone che incarnano i sogni più elevati.</p>
<p>Nessuno, tuttavia, è buono od è cattivo per sé stesso. Nessuno di noi è progettato per il ruolo che deve assumere nella società rivoluzionaria. In parte, noi cubani abbiamo avuto il privilegio di contare sull&#8217;esempio di Josè Martì. Mi domando perfino se doveva cadere o no in Dos Rios, quando disse “per me è ora”, e partì alla carica contro le forze spagnole trincerate in una solida linea di fuoco. Non voleva ritornare negli Stati Uniti e non aveva chi lo avrebbe fatto ritornare. Qualcuno strappò alcune pagine del suo diario. Chi commise questa perfida colpa che è stata senza dubbio opera di qualche intrigante negligente ? Si conoscono differenze tra i Capi, ma mai indiscipline. “Chi tenti di appropriarsi di Cuba raccoglierà la polvere del suo suolo annegato nel sangue, se non soccombe nella lotta”, dichiarò il glorioso leader nero Antonio Maceo. Si riconosce ugualmente Massimo Gomez come il capo militare più disciplinato e discreto della nostra storia.</p>
<p>Guardandolo da un altro angolo, come non ammirare l&#8217;indignazione di Bonifacio Byrne quando, dalla distante imbarcazione che lo portava di ritorno a Cuba, scorgendo un&#8217;altra bandiera vicino a quella della stella solitaria, dichiarò: “La mia bandiera è quella che non è mai stata mercenaria…”, per aggiungere immediatamente una delle più belle frasi che abbia mai ascoltato: “Se la mia bandiera sarà un giorno strappata in pezzetti minuscoli … i nostri morti alzando le braccia la sapranno difendere ancora!…”. E non dimenticherò neanche le accese parole di Camilo Cienfuegos quella notte, quando, a varie decine di metri bazooka e mitragliatrici di origine nordamericana, in mani controrivoluzionarie, puntavano verso la terrazza dove eravamo in piedi. Obama è nato in agosto del 1961, come ha detto lui stesso. Da quel momento è passato più di mezzo secolo.</p>
<p>Vediamo comunque come pensa oggi il nostro illustre visitatore:<br />
“Sono venuto qui per lasciare indietro le ultime vestigia della guerra fredda nelle Americhe. Sono venuto qui stendendo la mano di amicizia al popolo cubano.”</p>
<p>Immediatamente un diluvio di concetti, totalmente innovativi per la maggioranza di noi: “Ambedue viviamo in un nuovo mondo colonizzato da europei”. Proseguì il Presidente nordamericano. “Cuba, come gli Stati Uniti, è stata costituita da schiavi portati dall&#8217;Africa; come gli Stati Uniti, il popolo cubano ha eredità di schiavi e di schiavisti.”</p>
<p>Le popolazioni native non esistono per niente nella mente di Obama. E non dice neanche che la discriminazione razziale è stata spazzata via dalla Rivoluzione; che la pensione ed il salario di tutti i cubani furono decretati da questa prima che il signore Barack Obama compiesse 10 anni. L&#8217;odiosa abitudine borghese e razzista di assumere sbirri affinché i cittadini neri fossero espulsi dai centri di ricreazione è stata spazzata via dalla Rivoluzione Cubana. Questa passerà alla storia per la battaglia che ha combattuto in Angola contro l&#8217;apartheid, mettendo fine alla presenza di armi nucleari in un continente di più di mille milioni di abitanti. Non era questo l&#8217;obiettivo della nostra solidarietà, bensì aiutare i popoli dell&#8217;Angola, Mozambico, Guinea Bissau ed altri dal dominio coloniale fascista del Portogallo.</p>
<p>Nel 1961, appena un anno e tre mesi dopo il Trionfo della Rivoluzione, una forza mercenaria con cannoni e fanteria blindata, equipaggiata con aeroplani, è stata allenata ed accompagnata da navi da guerra e portaerei degli Stati Uniti, attaccando a sorpresa il nostro paese. Nulla potrà giustificare questo perfido attacco che costò al nostro paese centinaia di vittime, tra morti e feriti. Della brigata di assalto pro-yankee da nessuna parte consta che avrebbe potuto evacuare un solo mercenario. Aeroplani yankee di combattimento sono stati presentati presso le Nazioni Unite come squadre cubane ribelli.</p>
<p>L&#8217;esperienza militare ed il potere di questo paese sono fin troppo conosciuti. In Africa hanno ugualmente creduto che la Cuba rivoluzionaria sarebbe stata messa facilmente fuori combattimento. L&#8217;attacco nel Sud dell&#8217;Angola da parte delle brigate motorizzate del Sudafrica razzista ci portò fino alle prossimità di Luanda, la capitale di questo paese. Lì incominciò una lotta che si prolungò non meno di 15 anni. Non parlerei nemmeno di questo, se non avessi il dovere elementare di rispondere al discorso di Obama nel Gran Teatro de L&#8217;Avana Alicia Alonso.</p>
<p>Non cercherò neanche di dare dettagli, solo enfatizzare che lì si scrisse una pagina rispettabile della lotta per la liberazione dell&#8217;essere umano. In un certo modo, io desideravo che la condotta di Obama fosse corretta. La sua origine umile e la sua intelligenza naturale sono evidenti. Mandela era prigioniero a vita e si era trasformato in un gigante della lotta per la dignità umana. Un giorno ho avuto per le mani una copia del libro in cui si narra parte della vita di Mandela ed oh, sorpresa!: il prologo era di Barack Obama. Lo scorsi rapidamente. Era incredibile la dimensione delle minuscole lettere di Mandela precisando dati. Vale la pena avere conosciuto uomini come lui.</p>
<p>Sull&#8217;episodio del Sudafrica devo segnalare un&#8217;altra esperienza. Io ero realmente interessato a conoscere più dettagli sulla forma in cui i sudafricani avevano acquistato le armi nucleari. Avevo solo l&#8217;informazione molto precisa che non erano più di 10 o di 12 bombe. Una fonte sicura era il professore e ricercatore Piero Gleijeses, che aveva redatto il testo di “Missioni in conflitto: L&#8217;Avana, Washington ed Africa 1959-1976”; un lavoro eccellente. Io sapevo che lui era la fonte più sicura su quanto era successo e così glielo dissi; mi rispose che lui non aveva mai parlato del tema, perché nel testo aveva risposto alle domande del compagno Jorge Risquet, che era stato ambasciatore e collaboratore cubano in Angola, un suo grande amico. Localizzai Risquet; già in altre importanti occupazioni, stava finendo un corso del quale gli mancavano varie settimane. Questo compito coincise con un viaggio abbastanza recente di Piero al nostro paese; avevo detto a lui che Risquet aveva già una certa età e la sua salute non era ottima. Pochi giorni dopo è accaduto quello che io temevo. Risquet peggiorò e scomparse. Quando Piero arrivò non c&#8217;era più niente da fare eccetto promesse, ma io ero già riuscito ad avere l’informazione che si riferiva con quell&#8217;arma e sull&#8217;aiuto che il Sudafrica razzista aveva ricevuto da Reagan e da Israele.</p>
<p>Non so che cosa dirà adesso Obama su questa storia. Ignoro che cosa sapesse o meno, benché sia molto difficile che non sapesse assolutamente nulla. Il mio modesto suggerimento è che rifletta e non tenti ora di elaborare teorie sulla politica cubana.</p>
<p>C&#8217;è una questione importante: Obama pronunciò un discorso nel quale utilizza le parole più sciroppate per esprimere: “È già ora di dimenticare il passato, lasciamo indietro il passato, guardiamo al futuro, guardiamolo insieme, un futuro di speranza. E non sarà facile, ci sono delle sfide, ed a queste le daremo tempo; ma la mia permanenza qui mi dà più speranze su quello che possiamo fare insieme come amici, come famiglia, come vicini, insieme.”</p>
<p>Si suppone che ognuno di noi correva il rischio di un infarto ascoltando queste parole del Presidente degli Stati Uniti. Dopo un bloqueo spietato che è durato già quasi 60 anni, e quelli che sono morti negli attacchi mercenari contro barche e porti cubani, un aeroplano di linea strapieno di passeggeri fatto esplodere in pieno volo, invasioni mercenarie, multipli atti di violenza e di forza?</p>
<p>Nessuno si faccia l’illusione che il popolo di questo nobile ed abnegato paese rinunzierà alla gloria ed ai diritti, ed alla ricchezza spirituale che ha guadagnato con lo sviluppo dell&#8217;educazione, della scienza e della cultura.</p>
<p>Faccio notare inoltre che siamo capaci di produrre gli alimenti e le ricchezze materiali di cui abbiamo bisogno con lo sforzo e l&#8217;intelligenza del nostro popolo. Non necessitiamo che l&#8217;impero ci regali nulla. I nostri sforzi saranno legali e pacifici, perché è il nostro impegno con la pace e con la fraternità di tutti gli esseri umani che viviamo in questo pianeta.</p>
<p>Fidel Castro Ruz</p>
<p>27 marzo 2016</p>
<p>10:25 p.m.”</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Paragonando il discorso di Obama a L&#8217;Avana con quello di Reagan a Mosca</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2016 00:00:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prima di ascoltare il discorso di Barack Obama a L'Avana, cercai “Moscow State University from May 1988” (Università Statale di Mosca, maggio del 1988), di Ronald Reagan. Si può fare un paragone istruttivo: discorsi molto simili, con molti differenze politiche.   ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9216" alt="Barack Obama" src="/files/2016/03/obamaAP.jpg" width="580" height="424" />Prima di ascoltare il discorso di Barack Obama a L&#8217;Avana, cercai “Moscow State University from May 1988” (Università Statale di Mosca, maggio del 1988), di Ronald Reagan. Si può fare un paragone istruttivo: discorsi molto simili, con molti differenze politiche. </strong></p>
<p>Alcune delle similitudini riflettono l&#8217;arte degli scrittori dei discorsi. Visitando L&#8217;Avana, si invoca Josè Martì; se si visita Mosca, si parla di Tolstoi e Dostoievski. Gli esploratori russi ed americani si incrociarono nell’Artico? Sì, e Jackie Robinson giocò baseball a Cuba. Se il presidente degli USA parla delle virtù del suo sistema politico, elogia sempre la profondità spirituale e la resistenza dei suoi anfitrioni. (La frase di elogio del presidente Reagan era diretta a “la vera grandezza del cuore e dell&#8217;anima della terra russa”). E lui non smise di far notare la quantità di gente che abbandonò il vecchio paese (Russia) ed aveva contribuito alla prosperità degli Stati Uniti, mentre il Presidente Obama parlò sulla quantità di cubani-americani che abbandonarono Cuba, e quello che desiderano adesso è lavorare molto per il suo rinascimento. Entrambi hanno messo in prospettiva la relazione col paese d’origine, in una giocata politicamente astuta.</p>
<p>Il messaggio centrale di entrambi i discorsi è stato, ovviamente, lo stesso: fidarsi della gente, liberare la sua energia e fare meraviglie, non solo nell’economico, ma anche nel politico e nella morale. Entrambi i presidenti utilizzarono le loro biografie con buone risultati -il Sig. Reagan per puntellare i diritti dei lavoratori (“mi unii allo sciopero, e sono orgoglioso dicendo che vincemmo”); il Sig. Obama per fare alcuni suggerimenti puntuali sulle relazioni razziali a Cuba. Reagan utilizzò la sua descrizione degli sviluppi in tutto il mondo per attaccare i miti fondatori del comunismo sovietico. Anche Reagan chiese di fare piazza pulita della storia e si mise a fuoco sul futuro: “Non sono venuto qui per parlare delle realtà di oggi, bensì delle possibilità del domani.”</p>
<p>Mi domandavo, perché Obama non utilizzò una versione di questa frase del discorso del suo predecessore: “In America Latina nella decade degli  anni 70, solo un terzo della popolazione viveva sotto un governo democratico; oggigiorno più del 90% lo fa?”</p>
<p>Nonostante le loro similitudini, la gran differenza tra quello che Ronald Reagan disse a Mosca e quello che Obama disse a L&#8217;Avana è stata la forma in cui parlarono. Reagan pensò che poteva usare l&#8217;umorismo per accaparrare gente. Esiste un modo migliore di affrontare le contraddizioni del sistema sovietico che con un scherzo sui burocrati seduti sui loro fondoschiena? La messa a fuoco “leggera” provocò che si sbagliasse leggendo il suo discorso. (Uno si domanda quello che il presidente Reagan stava pensando quando riassunse la Perestroika di Mijaíl Gorbachov con la famosa frase del ladro di banche Butch Cassidy saltando da una cascata: “You crazy fool, the fall will probably kill you” (“Stupido pazzo, probabilmente la caduta t&#8217;ammazzerà”). Ad ogni modo, l&#8217;umorismo permise al Sig. Reagan di esprimere il suo disprezzo senza dimostrare rabbia. Obama si riferì alle “differenze” con la direzione cubana, come se non ci fossero due lati nell&#8217;argomento. Reagan, non so se ingenuamente o per saggezza, si è creduto che l&#8217;auditorium avesse capito la battuta di Cassidy come uno scherzo.</p>
<p>Di Stephen Sestanovich, professore dell&#8217;Università della Columbia e membro principale del Consiglio di Relazioni Estere, è l&#8217;autore di “Maximalist: America in the World From Truman to Obama”. il Suo Twitter: @ssestanovich.</p>
<p>(Preso da The Wall Street Journal)</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>Foto: Pablo Martinez Monsivais/ AP</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Silvio Rodriguez riflette sulla visita di Obama</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2016 01:01:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gli Stati Uniti non hanno mai accettato che decidessimo che cosa fare nella nostra propria casa, ricordò il cantautore cubano Silvio Rodriguez con motivo della presenza sull'isola del presidente nordamericano, Barack Obama. Per mezzo di un'entrata pubblicata nel suo blog “Segunda Cita”, il riconosciuto rappresentante del movimento della Nuova Trova Cubana espresse le sue considerazioni sulla prima visita che realizza a L'Avana in quasi 90 anni un occupante della Casa Bianca.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9229" alt="Silvio" src="/files/2016/03/Silvio.jpg" width="350" height="230" />Gli Stati Uniti non hanno mai accettato che decidessimo che cosa fare nella nostra propria casa, ricordò il cantautore cubano Silvio Rodriguez con motivo della presenza sull&#8217;isola del presidente nordamericano, Barack Obama.  </strong></p>
<p>Per mezzo di un&#8217;entrata pubblicata nel suo blog “Segunda Cita”, il riconosciuto rappresentante del movimento della Nuova Trova Cubana espresse le sue considerazioni sulla prima visita che realizza a L&#8217;Avana in quasi 90 anni un occupante della Casa Bianca.</p>
<p>“Ho notato che normalmente si dimentica che questa lite terribile incominciò perché i nostri vicini non sopportarono che decidessimo che cosa fare nella nostra propria casa”, scrisse l&#8217;artista, che ricordò che gli Stati Uniti erano abituati che nella nazione caraibica si facesse quello che volevano loro.</p>
<p>Nel testo intitolato “La mia famiglia ed Obama”, Rodriguez espresse che, “facendo ben palese il loro disaccordo, non ci parlarono più e ci hanno fatto la guerra”.</p>
<p>“Questa causa c&#8217;allontanò violentemente da quello che sarebbe stata la nostra vita di popolo agguerrito ma pacifico, metà lavoratore, metà svitato. Questa causa c&#8217;obbligò a prendere tutte le cose tragicamente piuttosto che con umorismo, ci mostrò e c&#8217;avvicinò moltissimo alle ragioni della formica”, scrisse.</p>
<p>In mezzo al soggiorno di tre giorni del mandatario nordamericano, l&#8217;autore di temi come “Ojalà” e “Cita con angeles”, si domandò se magari è arrivato il momento di cercare di raggiungere quello che non ci hanno lasciato essere, con quello che avremmo potuto avere, con un vicino più rispettoso e gentile”.</p>
<p>Secondo il cantautore, alcune riflessioni degli specialisti si basano sui punti interrogativi sulle qualità delle conversazioni che si realizzano tra i governi di Cuba e gli Stati Uniti, che sono stati sempre prototipo di confronto durante la seconda metà del XX secolo e dall’inizio del XXI secolo.</p>
<p>“Nonostante posizioni opposte, normalmente si coincide sul fatto che il futuro sarà secondo ciò su cui si è dialogato. Io, ovviamente, condivido la curiosità per certi dettagli, benché supponga le sfumature”, considerò.</p>
<p>Rodriguez che condivise le opinioni dei membri della sua famiglia sulla visita di Obama nel testo, aggregò che, nonostante tutto, è sicuro di una cosa: una cosa è quello che si dice, quello che si crede onestamente, ed un altra è quello che alla fine, risulta”.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Obama riconosce internazionalismo solidale dei medici cubani</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2016 23:42:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il presidente statunitense, Barack Obama, elogiò oggi i medici internazionalisti cubani che assistono popolazioni svantaggiate in decine di paesi del mondo, in forma solidale. Bisogna riconoscere il sollievo che i dottori cubani proporzionano a migliaia di poveri nel mondo che soffrono, ha detto Obama, in un discorso davanti ai rappresentanti di organizzazioni distinte della società civile cubana, nel Gran Teatro de L'Avana Alicia Alonso. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9222" alt="obama-teatro5" src="/files/2016/03/obama-teatro5.jpg" width="285" height="223" />Il presidente statunitense, Barack Obama, elogiò oggi i medici internazionalisti cubani che assistono popolazioni svantaggiate in decine di paesi del mondo, in forma solidale.  </strong></p>
<p>Bisogna riconoscere il sollievo che i dottori cubani proporzionano a migliaia di poveri nel mondo che soffrono, ha detto Obama, in un discorso davanti ai rappresentanti di organizzazioni distinte della società civile cubana, nel Gran Teatro de L&#8217;Avana Alicia Alonso.</p>
<p>Oltre al riconoscimento per i medici, frutto di un sistema di salute pubblica universale e gratuito, il presidente celebrò il talento cubano, che ha detto che deriva dal sistema educativo, dalle stesse caratteristiche che quello sanitario, che considera allo stesso modo tutti i bambini e tutte le bambine.</p>
<p>Obama riconobbe che la politica del bloqueo economico, commerciale e finanziario è una parte importante che ancora persiste, nonostante esistano misure per renderlo più flessibile promosse dal suo governo, non risulta funzionale agli interessi nordamericani né riflette i lacci storici e culturali che gemellano entrambi i paesi.</p>
<p>Le politiche della Guerra Fredda non hanno senso nel secolo XXI, sottolineò, al tempo che sollecitò i cubani e gli statunitensi affinché non temano i cambiamenti, bensì li accolgano e contribuiscano a fomentare una convivenza civilizzata.</p>
<p>Il discorso di Obama davanti alla società civile, presenziato dal presidente cubano Raul Castro ed altre autorità dell&#8217;isola, è una delle ultime attività della sua visita ufficiale di tre giorni che finisce nel pomeriggio di oggi ed è qualificata come storica per essere la prima di un capo della Casa Bianca a Cuba in 88 anni.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Obama: il popolo cubano ha definito nuovi scenari Cuba-USA</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2016 23:37:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il presidente statunitense, Barack Obama, affermò oggi che il popolo cubano e le sue caratteristiche definirono i nuovi scenari delle relazioni tra Cuba ed il suo paese, che evolvono verso la normalizzazione. In un discorso davanti a rappresentanti di distinte organizzazioni della società civile cubana, nel Gran Teatro de L'Avana Alicia Alonso, Obama espresse che il popolo dell'isola risveglia riconoscimento ed ammirazione negli Stati Uniti.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9219" alt="obama-teatro6" src="/files/2016/03/obama-teatro6.jpg" width="400" height="265" />Il presidente statunitense, Barack Obama, affermò oggi che il popolo cubano e le sue caratteristiche definirono i nuovi scenari delle relazioni tra Cuba ed il suo paese, che evolvono verso la normalizzazione.  </strong></p>
<p>In un discorso davanti a rappresentanti di distinte organizzazioni della società civile cubana, nel Gran Teatro de L&#8217;Avana Alicia Alonso, Obama espresse che il popolo dell&#8217;isola risveglia riconoscimento ed ammirazione negli Stati Uniti.</p>
<p>Ciò è stato fondamentale, spiegò, affinché la sua amministrazione decidesse di cambiare la politica di isolamento nella quale Washington ha sommerso L&#8217;Avana durante più di mezzo secolo, dal trionfo della Rivoluzione nel 1959.</p>
<p>I cubani sono tanto innovatori come qualunque altro popolo del mondo, sostenne Obama, che pensò che gli abitanti dell&#8217;isola possono inserirsi pienamente nell&#8217;economia globale per la loro capacità creativa ed impegno.</p>
<p>In questo senso disse che “il cubano la inventa nell&#8217;aria”, una frase del gergo contemporaneo nel paese che denota le capacità di crescita e perseveranza dei nazionali davanti alle carenze materiali, molte di queste determinate dal bloqueo economico statunitense che persiste ancora nonostante recenti misure che lo rendono più flessibile.</p>
<p>Obama riconobbe il talento cubano, facilitato da un sistema educativo che valuta tutti i bambini e le bambine con ugualianza.</p>
<p>Negli ultimi anni Cuba si sta aprendo al mondo, permettendo che questo talento si sviluppi, ed insieme col popolo statunitense si possano ottenere molte cose, sottolineò.</p>
<p>Il discorso del mandatario è una delle ultime attività della sua visita ufficiale all&#8217;isola, iniziata domenica e qualificata come storica per essere la prima di un capo della Casa Bianca in 88 anni, come per riaffermare la volontà comune delle due nazioni di proseguire una strada congiunta verso la normalizzazione dei loro vincoli.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Il Bloqueo è un carico obsoleto che pesa sul popolo cubano, riconosce Obama</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2016 23:31:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il bloqueo mantenuto dagli Stati Uniti è un carico obsoleto che pesa sul popolo di Cuba, riconobbe oggi a L'Avana il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. È momento di togliere il bloqueo, sostenne in un discorso pubblico nel Gran Teatro de L'Avana Alicia Alonso, nel quale considerò che il bloqueo mantenuto da più di mezzo secolo costituisce anche un peso per gli statunitensi che vogliono venire a Cuba per lavorare ed investire qui. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9216" alt="Barack Obama" src="/files/2016/03/obamaAP.jpg" width="580" height="424" />Il bloqueo mantenuto dagli Stati Uniti è un carico obsoleto che pesa sul popolo di Cuba, riconobbe oggi a L&#8217;Avana il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.  </strong></p>
<p>È momento di togliere il bloqueo, sostenne in un discorso pubblico nel Gran Teatro de L&#8217;Avana Alicia Alonso, nel quale considerò che il bloqueo mantenuto da più di mezzo secolo costituisce anche un peso per gli statunitensi che vogliono venire a Cuba per lavorare ed investire qui.</p>
<p>Come presidente degli Stati Uniti, affermò, sollecitai al Congresso di togliere il bloqueo perché è un peso obsoleto sul popolo cubano.</p>
<p>Il mandatario indicò che basato in una politica diretta ad appoggiare la nazione caraibica, il suo governo sta realizzando già alcuni cambiamenti che sono possibili dall&#8217;ambito amministrativo con lo scopo di favorire le relazioni bilaterali.</p>
<p>Menzionò anche la flessibilità all&#8217;invio di denaro alle famiglie, la promozione dei viaggi di statunitensi sull&#8217;isola, e questo contribuisce ad incrementare le entrate.</p>
<p>Obama sottolineò le potenzialità di sviluppo a Cuba ed ha fatto l’esempio delle esperienze dei lavoratori autonomi, che possono rinnovarsi ed adattarsi ai tempi attuali senza perdere l’identità.</p>
<p>Il presidente nordamericano pronunciò il discorso nel suo ultimo giorno in questa capitale, dopo una visita di tre giorni, considerata storica dalla stampa internazionale.</p>
<p>Nel teatro erano presenti il presidente di Cuba, Raul Castro, e la prima Ballerina Assoluta Alicia Alonso.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Pablo Martinez-AP</p>
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		<title>Obama segnala possibilità di commercio tra Cuba e gli USA</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2016 00:22:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il presidente statunitense, Barack Obama, sottolineò oggi le possibilità di commercio che esistono tra Cuba ed il suo paese ed affermò la volontà del suo governo di contribuire allo sviluppo dell'emergente settore privato, chiamato nell'isola il settore dei lavoratori per conto proprio.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-9214" alt="Obama-en-Foro-Empresarial-580x773" src="/files/2016/03/Obama-en-Foro-Empresarial-580x773.jpg" width="580" height="773" />Il presidente statunitense, Barack Obama, sottolineò oggi le possibilità di commercio che esistono tra Cuba ed il suo paese ed affermò la volontà del suo governo di contribuire allo sviluppo dell&#8217;emergente settore privato, chiamato nell&#8217;isola il settore dei lavoratori per conto proprio.</p>
<p>In un forum di imprenditori delle due nazioni che si è svolto qui come parte della visita ufficiale del mandatario, il capo della Casa Bianca sostenne che l&#8217;economia cubana sta cambiando e gli Stati Uniti sono disposti ad accompagnare questo processo.</p>
<p>Ciò, approfittando delle potenzialità dei pacchetti di misure che, in uso delle sue prerogative esecutive, ha approvato per rendere flessibile il bloqueo economico, commerciale e finanziario che Washington impone a L&#8217;Avana da più di mezzo secolo.</p>
<p>Autorità cubane espongono che nonostante queste disposizioni il bloqueo continua a costituire un freno per il normale sviluppo del paese, per questo che chiedono la sua totale eliminazione per un&#8217;eventuale normalizzazione delle relazioni tra entrambe le nazioni.</p>
<p>La fine di tale politica è nelle mani del Congresso statunitense, benché Obama possa continuare vuotandolo di contenuto mediante le sue facoltà, tale e come ha fatto fino ad ora, osservano dall&#8217;isola.</p>
<p>Per il presidente della nazione settentrionale, primo che viaggia a Cuba in quasi 90 anni, con quanto ottenuto fino al momento, si può fare abbastanza.</p>
<p>In realtà, elogiò e ringraziò i partecipanti nel forum di commercio per contribuire in quello che denominò un principio favorevole dello studio delle potenzialità di scambio economico e commerciale.</p>
<p>A partire da interessi concreti di aziende statunitensi e cubane, ha annunciato commerci ed accordi specifici che contribuirebbero ad elevare il flusso commerciale tra i due paesi, la maggioranza in riferimento col settore delle telecomunicazioni.</p>
<p>Il capo di Stato espresse le carenze di Cuba in quello che si riferisce la connessione, ma riconobbe gli sforzi dell&#8217;isola per portare le nuove tecnologie a gran parte della popolazione.</p>
<p>Ha detto che il suo paese vuole contribuire ad un miglioramento in questo senso e citò il caso della compagnia Verizon che recentemente firmò con la statale cubana di telecomunicazioni (Etecsa) un accordo per la connessione telefonica diretta tra i due paesi.</p>
<p>Coincido con quelli che dicono che i cubani sono perseveranti e vogliamo aiutarli nella loro prosperità, ha detto Obama, che aggregò che l&#8217;attuale governo ed un&#8217;ampia rappresentazione di imprenditori statunitensi vogliono aiutare Cuba come amici, affinché abbia un&#8217;opportunità per inserirsi nelle dinamiche economiche del mondo contemporaneo.</p>
<p>Dopo il suo intervento, il dignitario rispose alle inquietudini dei lavoratori locali per conto proprio, maggiormente focalizzate nell&#8217;utilizzazione delle potenzialità di scambio che esistono nei nuovi scenari tra Cuba e Stati Uniti.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>Foto: Juan Pablo CARRERAS / ACN</p>
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		<title>Obama riconosce i risultati di Cuba in aree come la salute e l’educazione</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2016 00:12:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, riconobbe oggi i risultati straordinari di Cuba in aree come la salute e l'educazione durante il secondo giorno della sua visita al paese caraibico. In una dichiarazione alla stampa offerta insieme al mandatario cubano, Raul Castro, dal Palazzo della Rivoluzione della capitale, il capo di Stato nordamericano affermò che il suo paese riconosce il progresso dell'isola antillana come nazione.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9212" alt="Obama-y-Raul8" src="/files/2016/03/Obama-y-Raul8.jpg" width="330" height="580" />Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, riconobbe oggi i risultati straordinari di Cuba in aree come la salute e l&#8217;educazione durante il secondo giorno della sua visita al paese caraibico.  </strong></p>
<p>In una dichiarazione alla stampa offerta insieme al mandatario cubano, Raul Castro, dal Palazzo della Rivoluzione della capitale, il capo di Stato nordamericano affermò che il suo paese riconosce il progresso dell&#8217;isola antillana come nazione.</p>
<p>Obama, il primo dignitario statunitense che visita L&#8217;Avana in quasi 90 anni, sostenne che Cuba è sovrana ed ha tutto il diritto di possedere l&#8217;orgoglio che ha.</p>
<p>Sulla riunione ufficiale che celebrò questo lunedì durante più di due ore con Raul Castro, Obama manifestò che hanno avuto conversazioni franche ed oneste sulle differenze esistenti tra i loro rispettivi governi.</p>
<p>Allo stesso tempo, ringraziò per la cortesia del mandatario anfitrione e risaltò l&#8217;importanza della sua visita, ricordando che per più di mezzo secolo è stato impensabile vedere a Cuba un presidente degli Stati Uniti.</p>
<p>Ma, questo è un nuovo giorno tra i nostri due paesi, espresse il capo di Stato, che riconobbe che entrambe le nazioni hanno valori condivisi.</p>
<p>Le mie figlie volevano venire a Cuba, vedere la sua bellezza e conoscere i cubani che ci hanno ricevuto ieri con sorrisi e saluti, aggregò Obama, per poi ricordare il percorso che realizzò ne L&#8217;Avana Vecchia e la sua cena in un ristorante di questa capitale.</p>
<p>Inoltre, manifestò che questa mattina ha potuto rendere omaggio all&#8217;Eroe Nazionale di Cuba, Josè Martì, e sottolineò sia il suo ruolo nell&#8217;indipendenza cubana come le sue parole profonde di appoggio alla libertà a livello mondiale.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>foto: Ismael Francisco</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Raul Castro definisce positive le misure del governo USA</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2016 23:57:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il presidente di Cuba, Raul Castro, ha riconosciuto oggi che le misure adottate dal governo di Barack Obama sono positive ma considerò che non sono sufficienti. Riconosciamo la posizione di Obama e del suo governo contro il bloqueo ed i ripetuti appelli al Congresso affinché l'elimini, espresse il Capo di Stato cubano in dichiarazioni alla stampa dopo la conclusione delle conversazioni ufficiali.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9209" alt="raul-en-conferencia" src="/files/2016/03/raul-en-conferencia.jpg" width="580" height="348" />Il presidente di Cuba, Raul Castro, ha riconosciuto oggi che le misure adottate dal governo di Barack Obama sono positive ma considerò che non sono sufficienti.  </strong></p>
<p>Riconosciamo la posizione di Obama e del suo governo contro il bloqueo ed i ripetuti appelli al Congresso affinché l&#8217;elimini, espresse il Capo di Stato cubano in dichiarazioni alla stampa dopo la conclusione delle conversazioni ufficiali.</p>
<p>Raul Castro spiegò che ha trattato col suo collega della nazione settentrionale altre misure che potrebbero adottare per eliminare restrizioni ancora vigenti e dare un&#8217;importante contribuzione per lo smantellamento del bloqueo.</p>
<p>Questo è essenziale perché il bloqueo continua in vigore e ha componenti dissuasivi ed effetti ingiuntivi di portata extraterritoriale, espresse il mandatario.</p>
<p>Su questi, commentò il governante cubano, ha fatto degli esempi ad Obama per mostrargli le loro conseguenze negative per Cuba e per gli altri stati.</p>
<p>Il bloqueo è l&#8217;ostacolo più importante per il nostro sviluppo economico e contro il benessere del popolo cubano, affermò Raúl Castro e per questo motivo la sua eliminazione è vitale per la normalizzazione delle relazioni bilaterali, aggregò.</p>
<p>Delimitò che sarà anche vantaggioso per l&#8217;emigrazione cubana che desidera il meglio per le sue famiglie ed il suo paese.</p>
<p>Sottolineò il mandatario cubano che altre politiche dovrebbero essere soppresse affinché possano esserci relazioni normali tra Cuba e Stati Uniti, e menzionò che non si dovrebbe pretendere, per arrivare a questo, che il popolo cubano rinunci al destino che liberamente e sovranamente ha scelto e per il quale ha fatto immensi sacrifici.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cancelliere cubano anticipa agenda di Obama a Cuba</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2016 23:32:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'agenda a Cuba del presidente nordamericano, Barack Obama, includerà conversazioni ufficiali, un percorso ne L'Avana Vecchia ed un discorso davanti alla società civile, annunciò oggi il cancelliere del paese caraibico, Bruno Rodriguez. In una conferenza stampa offerta in questa capitale, il titolare di Relazioni Estere espresse che durante il suo soggiorno, dal 20 al 22 marzo, il mandatario statunitense avrà la possibilità di conoscere meglio l'isola ed incontrarsi col suo popolo ed organizzazioni.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9195" alt="cabezal-para-portadas" src="/files/2016/03/cabezal-para-portadas.jpg" width="581" height="331" />L&#8217;agenda a Cuba del presidente nordamericano, Barack Obama, includerà conversazioni ufficiali, un percorso ne L&#8217;Avana Vecchia ed un discorso davanti alla società civile, annunciò oggi il cancelliere del paese caraibico, Bruno Rodriguez.  </strong></p>
<p>In una conferenza stampa offerta in questa capitale, il titolare di Relazioni Estere espresse che durante il suo soggiorno, dal 20 al 22 marzo, il mandatario statunitense avrà la possibilità di conoscere meglio l&#8217;isola ed incontrarsi col suo popolo ed organizzazioni.</p>
<p>La prossima domenica, precisò, Obama realizzerà una passeggiata per il municipio de L&#8217;Avana Vecchia e visiterà la Cattedrale de L&#8217;Avana.</p>
<p>Nella giornata seguente, il capo di Stato avrà conversazioni ufficiali col suo omologo cubano, Raul Castro, ed entrambi i dignitari realizzeranno una conferenza stampa.</p>
<p>Inoltre, il 21 marzo, l&#8217;occupante della Casa Bianca dovrà rendere omaggio all&#8217;Eroe Nazionale di Cuba, Josè Martì, una figura che incarna i sentimenti del nostro popolo, anticipò Rodriguez.</p>
<p>Inoltre, ci sarà un evento di natura imprenditoriale al quale assisteranno rappresentanti delle due nazioni, aggregò dall’hotel Tryp Habana Libre, dove si ubica la sala di stampa che funzionerà durante la visita di Obama.</p>
<p>Il 22 marzo, ultimo giorno del suo viaggio storico, il mandatario nordamericano avrà un incontro col popolo cubano e la sua ampia società civile nel Gran Teatro de L&#8217;Avana Alicia Alonso, dove darà un discorso che sarà teletrasmesso in tutto il paese.</p>
<p>D’accordo col Cancelliere, Obama potrà apprezzare una nazione impegnata nel suo sviluppo socioeconomico e con la garanzia della completa dignità dei suoi cittadini, che può esibire risultati che sono chimere per molti abitanti del pianeta.</p>
<p>Segnalò, inoltre, che la visita sarà un&#8217;occasione importante per identificare nuovi passi da fare nei prossimi mesi come contribuzione al processo di miglioramento delle relazioni bilaterali.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
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