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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; violenza di genere</title>
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		<title>Berta Caceres sempre presente</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2017 01:42:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La voce di Berta Caceres, simbolo oggi della resistenza dei diseredati in Honduras e nel resto dell'America Latina, risuona a L'Avana attraverso le sue figlie, portatrici di un'eredità che trascende i confini. “Vogliamo continuare col lascito di nostra madre, la guerriera convertita in stendardo della lotta cittadina ed indigena, fatto che provocò che si consumasse il suo assassinio nel marzo scorso dopo varie minacce”, dichiarò a Prensa Latina Laura Zuñiga Caceres, nella sede del Centro Nazionale di Educazione Sessuale (Cenesex).  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9708" alt="Mariela" src="/files/2017/01/Mariela.jpg" width="580" height="435" />La voce di Berta Caceres, simbolo oggi della resistenza dei diseredati in Honduras e nel resto dell&#8217;America Latina, risuona a L&#8217;Avana attraverso le sue figlie, portatrici di un&#8217;eredità che trascende i confini.</strong></p>
<p>“Vogliamo continuare col lascito di nostra madre, la guerriera convertita in stendardo della lotta cittadina ed indigena, fatto che provocò che si consumasse il suo assassinio nel marzo scorso dopo varie minacce”, dichiarò a Prensa Latina Laura Zuñiga Caceres, nella sede del Centro Nazionale di Educazione Sessuale (Cenesex).<br />
Tuttavia, Zuñiga ha sottolineato che questo fatto dimostra la strada da seguire, ed insegna quello che si può ottenere quando i popoli difendono la loro sovranità.</p>
<p>“Noi siamo qui come parte di questo abbraccio internazionale, per camminare con i popoli e portare il messaggio di insorgenza e giustizia per nostra madre, una donna, una leader che non temeva di dire le cose e molestava le classi poderose”, emerse la giovane attivista sociale.</p>
<p>“Siamo molto contente di essere a Cuba essendo portatrici di questo clamore di coscienza”, disse da parte sua Berta Zuñiga Caceres che ha fatto un appello per continuare a credere nei popoli.</p>
<p>“Dobbiamo mantenere la speranza che i nostri popoli non dimenticheranno la figura di Berta Caceres, che soffrì sul suo proprio corpo tutta la violenza del sistema capitalista che ha arraffato nel nostro territorio, del sistema razzista che attacca le comunità indigene e del sistema patriarcale che continua minimizzando la donna”, dichiarò.</p>
<p>Laura e Berta Zuñiga Caceres partecipano a L&#8217;Avana nelle attività della Giornata per la Non Violenza verso le Donne e le Bambine che culminerà con il II Simposio Internazionale su Violenza di Genere, Prostituzione, Turismo Sessuale e Tratta di Persone “Berta Caceres in memoriam”, che si svolgerà dal 23 al 25 gennaio.</p>
<p>Berta Isabel Caceres Flores fu una leader indigena lenca, femminista ed attivista per la protezione dell&#8217;ecosistema honduregno, assassinata il 2 marzo 2016, dopo anni di  minacce multiple contro la sua vita.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Radio Rebelde</p>
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		<title>Sviluppano a L&#8217;Avana un flashmob per la Non violenza di Genere</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2015 01:29:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[25 novembre]]></category>
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		<description><![CDATA[Con motivo della celebrazione il 25 novembre del Giorno Internazionale per l'Eliminazione della Violenza contro le Donne e le Bambine, artisti cubani membri della Rete “UNETE” hanno convocato ad una danza di massa, quello che si conosce anche come flashmob o folla lampo.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9023" alt="" src="/files/2015/11/unete-violencia-genero.jpg" width="500" height="289" />Con motivo della celebrazione il 25 novembre del Giorno Internazionale per l&#8217;Eliminazione della Violenza contro le Donne e le Bambine, artisti cubani membri della Rete “UNETE” hanno convocato ad una danza di massa, quello che si conosce anche come flashmob o folla lampo.  </strong></p>
<p>Questa iniziativa della cantante Rochy Ameneiro, leader del progetto “Todas contracorriente”, si è realizzato alle sei del pomeriggio nella piazza di 15 e 16, nel Vedado.</p>
<p>L&#8217;incontro è stato allietato con musica di X Alfonso e la partecipazione della Compagnia “Paso a Paso”, ed i partecipanti, su suggerimento di Rochy Ameneiro indossavano almeno un capo d&#8217;abbigliamento arancione, colore che rappresenta la speranza, l’energia, l’allegria ed il cambiamento.</p>
<p>Dalia Acosta, specialista dell&#8217;Ufficio del Coordinatore Residente del Sistema delle Nazioni Unite a Cuba, ha commentato che gli obbiettivi del flashmob sono stati quelli di sensibilizzare a partire da un&#8217;azione allegra e partecipativa.</p>
<p>Questa azione cubana per la Non violenza è stata registrata per la produzione di un audiovisivo, e fa parte delle attività per il 70°anniversario delle Nazioni Unite.</p>
<p>La Campagna “UNETE”, convocata da Ban Ki-moon, segretario generale dell&#8217;ONU, ha come meta quella di promuovere azioni a beneficio della cultura di pace, per società più giuste ed eque, con uguaglianza di opportunità e possibilità per donne ed uomini.</p>
<p>A partire dal 25 novembre e fino al 10 dicembre, Giorno Internazionale dei diritti umani, il mondo celebra i 16 giorni di attivismo contro la violenza di genere, ed in Cuba si prevedono altre attività a favore di un establishment femminile.</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Le sorelle Mirabal sono considerate il simbolo globale contro la violenza contro la donna</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2014 00:37:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[Santo Domingo]]></category>
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		<description><![CDATA[“Se mi ammazzano, tirerò fuori le braccia dalla tomba e sarò più forte”. Con questa frase, l'attivista dominicana Minerva Mirabal rispondeva agli inizi della decade degli anni 60 a chi le faceva notare quello che allora sembrava un segreto di Pulcinella: il regime del presidente Rafael Leonidas Trujillo (1930-1961) l’avrebbe ammazzata.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8270" alt="" src="/files/2014/11/hermanasMirabal.jpg" width="580" height="326" />“Se mi ammazzano, tirerò fuori le braccia dalla tomba e sarò più forte”.</strong> Con questa frase, l&#8217;attivista dominicana Minerva Mirabal rispondeva agli inizi della decade degli anni 60 a chi le faceva notare quello che allora sembrava un segreto di Pulcinella: il regime del presidente Rafael Leonidas Trujillo (1930-1961) l’avrebbe ammazzata.</p>
<p>Il 25 novembre 1960, il suo corpo apparve brutalmente colpito in fondo ad un burrone, all&#8217;interno di una jeep insieme a due delle sue sorelle, Patria e Maria Teresa, e l&#8217;autista del veicolo, Rufino de la Cruz.</p>
<p>Più di mezzo secolo dopo, la promessa di Minerva ci sembra che si sia compiuta: la sua morte e quella delle sue sorelle per colpa della polizia segreta dominicana, è considerata da molti uno dei principali fattori che portò alla sconfitta del regime di Trujillo.</p>
<p>Ed il nome delle Mirabal si è trasformato nel simbolo mondiale della lotta della donna.</p>
<p>Questo martedì, come ogni 25 novembre, la forza di Minerva, Patria e Maria Teresa si farà sentire specialmente con motivo del Giorno Internazionale per Eliminare la Violenza contro la Donna che è stato dichiarato dall&#8217;ONU in onore delle sorelle dominicane nel 1999.</p>
<p>da BBC</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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