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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Vertice</title>
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		<title>Vladimir Putin a Teheran: &#8220;Abbiamo prove inconfutabili che i terroristi preparano attacchi chimici a Idlib&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Sep 2018 01:32:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA["I terroristi nella provincia siriana di Idlib si preparano ad eseguire delle provocazioni, tra queste l'uso di armi chimiche". Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin nella conferenza stampa che ha seguito l'importante vertice di Teheran con Rohani e Erdogan sul futuro di Idlib e in generale quello della Siria.  "Abbiamo prove inconfutabili che i terroristi stanno preparando provocazioni di questo tipo", ha detto il leader russo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10634" alt="IranRussiaTurchia" src="/files/2018/09/IranRussiaTurchia.jpg" width="580" height="290" />&#8220;I terroristi nella provincia siriana di Idlib si preparano ad eseguire delle provocazioni, tra queste l&#8217;uso di armi chimiche&#8221;. Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin nella conferenza stampa che ha seguito l&#8217;importante vertice di Teheran con Rohani e Erdogan sul futuro di Idlib e in generale quello della Siria.  &#8220;Abbiamo prove inconfutabili che i terroristi stanno preparando provocazioni di questo tipo&#8221;, ha detto il leader russo.</p>
<p>&#8220;Consideriamo la situazione inammissibile. Quando, con il pretesto di proteggere la popolazione civile, si tenta di proteggere i terroristi dagli attacchi e causare perdite alle truppe del governo siriano il tutto diviene inammissibile&#8221;, ha proseguito Putin in conferenza stampa.</p>
<p>&#8220;Attualmente, diversi gruppi estremisti sono concentrati nella zona demilitarizzata di Idlib. I terroristi stanno cercando di contrastare il regime di cessate il fuoco e si preparano ed eseguire diversi tipi di provocazioni, compreso l&#8217;utilizzo di armi chimiche&#8221;, ha precisato Putin che ha sottolineato come siano state create tutte le condizioni perché i siriani possano essere i padroni del loro futuro.  &#8220;Il fulcro del terrorismo internazionale in questo paese è praticamente liquidato&#8221;, ha detto il presidente, aggiungendo che oltre il 95% del territorio siriano è ormai libero.</p>
<p>Dopo aver sottolineato come la Russia fornisca regolarmente assistenza diretta al popolo siriano, attraverso cibo, medicine e altri prodotti soprattutto alle regioni più colpite dai combattimenti, il presidente russo ha anche sottolineato che grazie alla cooperazione tra Russia, Iran e Turchia sono stati raggiunti &#8220;risultati considerevoli&#8221;. &#8220;Sarebbe utile dare un carattere sistematico agli sforzi congiunti in campo umanitario, al fine di aiutare la Siria a uscire dalle rovine e ripristinare la sua industria, l&#8217;agricoltura, le infrastrutture e quindi assicurare il ritorno in massa dei siriani nelle loro case &#8220;.</p>
<p>Anche il presidente iraniano, Hasan Rohaní, intervenuto in conferenza stampa, ha sottolineato come gli Stati Uniti cercano di accusare Damasco di attacchi chimici per intervenire negli affari interni del paese, ma questo non farebbe che aggravare la situazione. Allo stesso tempo, ha rimarcato Rohani, la presenza di truppe statunitensi nel paese arabo &#8220;deve cessare immediatamente&#8221;. &#8220;E &#8216;chiaro che gli americani sono in Siria illegalmente e solo impegnati in aggressioni&#8221;, ha detto il presidente. &#8220;L&#8217;intervento americano in Siria non ha alcuna legittimià in base a nessuna norma internazionale, la sua presenza esaspera il problema e ostacola l&#8217;instaurazione di una pace sostenibile nel Paese&#8221;, ha sottolineato Rohaní. &#8220;Dopo il rilascio di Idlib dai terroristi, si porrà la questione del ritiro delle forze statunitensi dal territorio della sponda orientale del fiume Eufrate&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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		<title>Correa chiede di unire le volontà in apertura del Vertice Celac-UE</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2015 00:50:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente ecuadoriano, Rafael Correa, ha fatto un appello per unire le volontà per la costruzione di un mondo migliore da entrambi i lati dell'Atlantico, inaugurando oggi il Vertice della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici e l'Unione Europea. Alcuni credono in una supposta mano invisibile per raggiungere l'efficienza, la giustizia e lo sviluppo. La storia ci dimostra che abbiamo bisogno di mani abbastanza visibili, di azione collettiva e della volontà esplicita delle società, ha detto Correa. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8697" alt="" src="/files/2015/06/CorreaUECelac.jpg" width="640" height="413" />Il presidente ecuadoriano, Rafael Correa, ha fatto un appello per unire le volontà per la costruzione di un mondo migliore da entrambi i lati dell&#8217;Atlantico, inaugurando oggi il Vertice della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici e l&#8217;Unione Europea.</strong></p>
<p>Alcuni credono in una supposta mano invisibile per raggiungere l&#8217;efficienza, la giustizia e lo sviluppo. La storia ci dimostra che abbiamo bisogno di mani abbastanza visibili, di azione collettiva e della volontà esplicita delle società, ha detto Correa.</p>
<p>Il capo di Stato e presidente pro-tempore della Celac ha ricordato che il tipo di cooperazione che l’America latina oggi ha bisogno, non è oramai la scuola elementare, bensì la formazione di talento umano e scambio scientifico e tecnologico.</p>
<p>Dobbiamo pensare ad un trattato mondiale che permetta l&#8217;accesso alla conoscenza da parte dei paesi in via di sviluppo, ha detto.</p>
<p>Correa ha segnalato che la Celac lavorerà durante i prossimi cinque anni in cinque grandi assi, il primo dei quali è la riduzione della povertà estrema, che –ha segnalato &#8211; non è per mancanza di risorse, bensì per l&#8217;iniquità.</p>
<p>Il mandatario ecuadoriano ha considerato inconcepibile che mentre America Latina ed i Caraibi hanno depositato un miliardo di dollari delle loro risorse nel primo mondo, continuino a dipendere da prestiti dall’estero, investimento e cooperazione senza nessun impatto strutturale.</p>
<p>Per questo motivo la Celac lavora in una nuova architettura finanziaria regionale, ha detto.</p>
<p>Correa ha fatto riferimento anche ai problemi generati dal cambiamento climatico ed ha affermato che nella conferenza sul tema a Parigi deve esigersi l&#8217;adozione di un accordo vincolante, basato nel principio delle responsabilità comuni ma differenziate.</p>
<p>Un abitante dei paesi ricchi emette 38 volte più CO2 che uno dei paesi poveri, ha ricordato.</p>
<p>Il governante ha approfittato del suo discorso nel Vertice Celac-UE per celebrare il trionfo della dignità e sovranità del popolo cubano ed il processo di ristabilimento delle relazioni con gli Stati Uniti.</p>
<p>Nonostante, ha ricordato che rimane ancora da estirpare il condannato ed inumano bloqueo ed è necessario restituire a Cuba la base di Guantanamo.</p>
<p>Inoltre, Correa ha respinto ed ha esatto la derogatoria dell&#8217;ordine esecutivo emesso dal presidente nordamericano, Barack Obama, che impone sanzioni contro il Venezuela, per suppostamente costituire un pericolo alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti.</p>
<p>Più di 40 capi di Stato e di Governo partecipano al Vertice di due giorni che ha tra i suoi obiettivi rinforzare l&#8217;alleanza bi-regionale.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>foto: Presidencia de Ecuador</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cuba denuncia nel Vertice Celac-UE persistenza del bloqueo statunitense</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2015 00:43:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il primo vicepresidente cubano, Miguel Diaz-Canel, ha denunciato oggi che il bloqueo degli Stati Uniti contro il suo paese si mantiene con tutta l'intensità ed ha fatto un appello all'Europa per esigere la sua eliminazione totale. Diaz-Canel è intervenuto nel II Vertice della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (Celac) e l'Unione Europea (UE) che si svolge nella capitale belga con la partecipazione di delegazioni di alto livello di 61 paesi.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8694" alt="" src="/files/2015/06/diaz-canel-celac-correa.jpg" width="580" height="359" />Il primo vicepresidente cubano, Miguel Diaz-Canel, ha denunciato oggi che il bloqueo degli Stati Uniti contro il suo paese si mantiene con tutta l&#8217;intensità ed ha fatto un appello all&#8217;Europa per esigere la sua eliminazione totale.  </strong></p>
<p>Diaz-Canel è intervenuto nel II Vertice della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (Celac) e l&#8217;Unione Europea (UE) che si svolge nella capitale belga con la partecipazione di delegazioni di alto livello di 61 paesi.</p>
<p>Il capo della delegazione cubana ha detto che, nonostante la storica decisione del suo paese e degli Stati Uniti di ristabilire relazioni diplomatiche, il bloqueo economico, commerciale e finanziario persiste in tutta la sua intensità.</p>
<p>“È arrivato il momento in cui l&#8217;Europa patrocini per la sua eliminazione totale e metta fine al vergognoso Intendimento con gli Stati Uniti del novembre del 1996 che accetta la legislazione che lo sostenta ed internazionalizza: la legge Helms-Burton”, ha affermato.</p>
<p>Il Vicepresidente ha fatto notare che la sospensione di questa politica ingiusta, insieme alla devoluzione del territorio illegalmente occupato dalla base navale di Guantanamo, ed il termine delle trasmissioni radio e televisive che infrangono le norme internazionali, sono premesse indispensabili per la normalizzazione delle relazioni tra i due paesi.</p>
<p>Sono anche indispensabili la compensazione al nostro popolo per i danni umani ed economici subiti e la soppressione dei programmi di carattere sovversivo, ha detto.</p>
<p>Il primo vicepresidente cubano ha informato che il suo paese continua lavorando con l&#8217;UE per la conclusione dell&#8217;Accordo di Dialogo Politico e Cooperazione sulle basi di reciprocità, rispetto mutuo e non ingerenza accordato nel 2008.</p>
<p>L&#8217;Unione Europea, che costituisce un importante socio economico per Cuba, potrebbe occupare uno spazio per accompagnarci nel nostro sviluppo e può apportare alla costruzione di un mondo più giusto ed equo, ha affermato.</p>
<p>In un&#8217;altra parte del suo intervento, Diaz-Canel ha ricordato che nel 2014 si è approvato il Proclama della Celac come Zona di Pace, stabilendo i principi rettori che dirigono i lacci tra i paesi della regione, applicabili alle loro relazioni col resto del mondo.</p>
<p>Invoco detto Proclama per esprimere solidarietà con la Repubblica bolivariana del Venezuela ed il presidente Nicolas Maduro di fronte all&#8217;arbitrario ed infondato Ordine Esecutivo del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che impone sanzioni che la nostra regione reclama siano abrogate, ha concluso.<br />
&nbsp;</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione Ida Garberi</p>
<p>foto: AP</p>
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		<title>Gaston Browne: questo vertice è stato un successo</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2014 00:42:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Voglio ringraziare il presidente Castro, il governo ed il popolo di Cuba per creare un clima che garantisse il progresso nei nostri dibattiti in questa riunione. In realtà, come ha detto lo stesso Presidente, la cooperazione che abbiamo sviluppato tra di noi, ha prodotto successi innegabili, e questo Vertice non è un'eccezione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8297" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8297" alt="Gordon Browne foto: Xinhua" src="/files/2014/12/gordon-browne-580x385.jpg" width="580" height="385" /><p class="wp-caption-text">Gordon Browne foto: Xinhua</p></div>
<p><strong>Intervento di Gaston Alphonso Browne, primo ministro di Antigua e Barbuda e presidente in esercizio del CARICOM, nella chiusura del V Vertice CARICOM-Cuba, L&#8217;Avana, 8 dicembre 2014, “Anno 56 della Rivoluzione”. (Versioni Stenografiche–Consiglio di Stato)</strong></p>
<p>Molte grazie, signore Presidente.</p>
<p>Questo Vertice è stato un successo per la Comunità dei Caraibi e per Cuba.</p>
<p>Voglio ringraziare il presidente Castro, il governo ed il popolo di Cuba per creare un clima che garantisse il progresso nei nostri dibattiti in questa riunione. In realtà, come ha detto lo stesso Presidente, la cooperazione che abbiamo sviluppato tra di noi, ha prodotto successi innegabili, e questo Vertice non è un&#8217;eccezione.</p>
<p>Un simbolo durevole della nostra continua solidarietà è uno dei risultati di questa riunione di oggi: l&#8217;accettazione della proposta fatta dagli ambasciatori di CARICOM a L&#8217;Avana di erigere un monumento per gli eroi del CARICOM.</p>
<p>Abbiamo anche avuto l&#8217;opportunità di esprimerci sulla necessità di mettere fine all&#8217;ingiusto bloqueo economico, finanziario e commerciale contro Cuba, imposto dagli Stati Uniti.</p>
<p>Abbiamo anche parlato della posizione inequivocabile del CARICOM a beneficio di che Cuba assista al prossimo Vertice delle Americhe, in condizione di uguaglianza e senza condizioni.</p>
<p>Accettiamo la contribuzione di Cuba allo sviluppo delle nostre risorse umane, lo elogiamo; i medici ed i laureati universitari che sono ritornati nei nostri paesi sono stati il risultato di questa gran generosità.</p>
<p>Dobbiamo continuare a promuovere azioni con un impatto sociale, iniziative che abbiano un’influenza nella vita dei nostri popoli, come l&#8217;importanza di mettere in pratica progetti che sviluppino i vincoli che ci permettano di approfondire le nostre relazioni economiche e commerciali.</p>
<p>Abbiamo anche aperto nuovi cammini per la cooperazione col turismo. Aumenteranno le relazioni di commercio e gli investimenti. Abbiamo discusso la necessità di una maggiore partecipazione nei mercati dei nostri popoli.</p>
<p>La lotta di Cuba contro il virus dell’Ebola in Africa e l&#8217;assistenza per i preparativi qui nei Caraibi, in caso che arrivasse la malattia, è stata riconosciuta dai membri del CARICOM come uno spirito di umanità e solidarietà che Cuba ha dimostrato sempre a molte persone in tutto il mondo.</p>
<p>A nome delle delegazioni del CARICOM, desidero esprimere la nostra più profonda gratitudine per la generosa ospitalità che c&#8217;è stata offerta da parte del popolo e del governo di Cuba.  È un&#8217;attestazione in più dello spirito fraterno che esiste tra Cuba e CARICOM.</p>
<p>Molte grazie, signore Presidente (Applausi).</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>foto: Xinhua</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<div id="attachment_8298" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8298" alt="Foto Ufficiale del Vertice Cuba-CARICOM foto: Ismael Francisco/Cubadebate." src="/files/2014/12/familia021.jpg" width="580" height="300" /><p class="wp-caption-text">Foto Ufficiale del Vertice Cuba-CARICOM foto: Ismael Francisco/Cubadebate.</p></div>
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		<title>Unasur potrebbe conformare la quarta economia mondiale, afferma Correa</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2014 01:50:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se ci uniamo, rappresentiamo la quarta economia più grande del mondo, ha affermato il presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, inaugurando oggi a Guayaquil un Vertice dell'Unione delle Nazioni Sud-Americane (Unasur). Come ha spiegato il mandatario ai suoi colleghi della regione, i 12 paesi del blocco rappresentano il 6% del Prodotto Interno Lordo mondiale, un terzo delle fonti di acqua potabile del pianeta, il primo posto nella produzione di alimenti, e contano su riserve di idrocarburi per i prossimi 100 anni.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8292" alt="" src="/files/2014/12/RafaelCorreaUNASUR.jpg" width="580" height="387" />Se ci uniamo, rappresentiamo la quarta economia più grande del mondo, ha affermato il presidente dell&#8217;Ecuador, Rafael Correa, inaugurando oggi a Guayaquil un Vertice dell&#8217;Unione delle Nazioni Sud-Americane (Unasur).  </strong></p>
<p>Come ha spiegato il mandatario ai suoi colleghi della regione, i 12 paesi del blocco rappresentano il 6% del Prodotto Interno Lordo mondiale, un terzo delle fonti di acqua potabile del pianeta, il primo posto nella produzione di alimenti, e contano su riserve di idrocarburi per i prossimi 100 anni.</p>
<p>“Uniti possiamo proteggere anche i nostri popoli da un ordine mondiale che non solo è ingiusto ma bensì immorale”, ha esortato.</p>
<p>In questo senso ha qualificato come un paradosso che mentre i paesi dell&#8217;Unasur hanno depositato più di 760 mila milioni di dollari nel Primo Mondo, la regione continui a dipendere da prestiti esteri ed investimenti stranieri.</p>
<p>“Questo significa trasferimento di liquidità e di ricchezze verso i paesi più ricchi del mondo”, ha affermato Correa, che ha fatto un appello per approfittare di queste risorse in beneficio dei paesi sud-americani, ed ha esortato a fondare il più presto possibile la Banca del Sud.</p>
<p>Economista di professione, il capo di Stato ha anche considerato necessario che l&#8217;Unasur abbia i suoi propri meccanismi di compensazione, una moneta regionale, ed un centro di arbitraggio in materia di investimenti.</p>
<p>Dopo far notare che il superamento dell&#8217;iniquità e della povertà è il maggiore imperativo morale che ha oggi l’America del Sud ed il pianeta, Correa ha difeso l&#8217;uso razionale delle risorse naturali come una via per sviluppare altri settori come l&#8217;economia della conoscenza umana.</p>
<p>Abbonda dei nostri paesi un’ecologia infantile che crede che bisogna smettere di estrarre petrolio e non approfittare delle nostre risorse naturali, ha affermato il mandatario, che ha sottolineato che “non possiamo essere dei mendicanti seduti su dei sacchi d’oro”.</p>
<p>“Si parla molto di globalizzazione, ma non si cercano cittadini globali, bensì consumatori globali”, ha affermato il governante, che ha messo in allerta che “l&#8217;integrazione è la migliore forma di liberarsi dall&#8217;impero del capitale”.</p>
<p>Nel Vertice straordinario di Guayaquil, Suriname ha consegnato all&#8217;Uruguay la presidenza pro tempore dell&#8217;Unasur, la cui sede sarà inaugurata domani nella Città Metà del Mondo, a 15 chilometri al nord di Quito.</p>
<p>Il blocco, fondato nel 2008 a Brasilia, è integrato da Argentina, Bolivia, Brasile, Colombia, Cile, Ecuador, Guyana, Paraguay, Perù, Suriname, Uruguay e Venezuela.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Convocati dall&#8217;ALBA-TCP contro l’Ebola</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2014/10/29/convocati-dallalba-tcp-contro-lebola/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2014 00:17:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L'apertura della riunione è stata presieduta da Josè Ramon Machado Ventura, primo vicepresidente dei Consiglio di Stato e dei ministri; Josè Luis Di Fabio, rappresentante dell'OPS (Organizzazione Panamericana della Sanità) e dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), il ministro della Sanità di Cuba, il ministro del Commercio Estero Rodrigo Malmierca, Abelardo Moreno, vice ministro delle Relazioni Estere, e di altre entità vincolate come le Forze Armate ed il CITMA.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8194" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8194" alt="Nelson Arboleda" src="/files/2014/10/Nelson.jpg" width="580" height="359" /><p class="wp-caption-text">Nelson Arboleda</p></div>
<p><strong>Un minuto di silenzio in omaggio al collaboratore cubano Jorge Juan Guerra Rodriguez, morto in Guinea Conakry, è stata la prima proposta fatta da Roberto Morales, Ministro della Sanità di Cuba, inaugurando la Riunione Tecnica di specialisti e dirigenti per la prevenzione ed il confronto al virus dell’Ebola, che si effettua nel Palazzo delle Convenzioni de L&#8217;Avana, oggi e domani.</strong></p>
<p>L&#8217;apertura della riunione è stata presieduta da Josè Ramon Machado Ventura, primo vicepresidente dei Consiglio di Stato e dei ministri; Josè Luis Di Fabio, rappresentante dell&#8217;OPS (Organizzazione Panamericana della Sanità) e dell&#8217;OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), il ministro della Sanità di Cuba, il ministro del Commercio Estero Rodrigo Malmierca, Abelardo Moreno, vice ministro delle Relazioni Estere, e di altre entità vincolate come le Forze Armate ed il CITMA.</p>
<p>Il ministro Morales ha ricordato che solo nove giorni fa come parte della Dichiarazione finale del Vertice straordinario ALBA-TCP sull’Ebola si è decisa la realizzazione di questa riunione di specialisti e dirigenti per la prevenzione ed il confronto dell&#8217;epidemia del virus.</p>
<p>In quella riunione –ha commentato – abbiamo ascoltato il messaggio della Dra Margaret Chan, direttrice generale dell&#8217;OMS che ha detto: “Stanno facendo un passo corretto, senza alcun dubbio, vogliono aumentare, con la maggiore urgenza possibile, il loro livello di preparazione davanti ad un caso importato di Ebola.”</p>
<p>I capi di Stato e di governo nella riunione dell&#8217;ALBA, hanno manifestato (in quell&#8217;occasione) la loro preoccupazione per la situazione drammatica in Africa Occidentale, considerata come emergenza sanitaria di importanza internazionale, ha affermato il ministro Morales.</p>
<p>In questo senso il Vertice aveva come proposito cercare opzioni per l&#8217;America Latina e l&#8217;epidemia continua crescendo, sono già 10 487 casi, con 5 128 morti ed una mortalità del 48,9%.</p>
<p>In questa riunione di oggi, partecipano 254 esperti, rappresentanti di 32 paesi, organismi regionali ed internazionali. Nella sessione mattutina ogni paese ha offerto una relazione della situazione nazionale e le possibilità di collaborare con l&#8217;OMS.</p>
<p>Nelson Arboleda, direttore dei Centri per il Controllo e Prevenzione delle Malattie (CDC) del Governo degli Stati Uniti per l&#8217;America Centrale, ha affermato che “Questo virus non conosce frontiere e c&#8217;è molta mobilità di popolazione tra il mondo e le aree colpite. Noi, gli Stati Uniti, e Cuba abbiamo molto personale medico coinvolto e cercheremo la maniera di mantenere la coordinazione con l&#8217;OPS, noi appoggeremo”, ha affermato.</p>
<p>Gli Stati Uniti –ha detto – ripetono il loro appello a tutti i governi non solo per prepararsi dentro il paese, bensì per appoggiare sullo sforzo internazionale, ed ha confermato che continueranno a lavorare con tutti i governi.</p>
<p>Arboleda ha riferito che nel suo paese c’è stato un caso che è arrivato dalla Liberia a Dallas in Texas ed è deceduto l’8 ottobre, ha contagiato due lavoratori della sanità che sono guariti e sono stati dimessi, l&#8217;ultimo caso è un lavoratore medico che è venuto dall&#8217;Africa e si trova in un ospedale di New York.</p>
<p>Ha spiegato che hanno un sistema di rilevamento e si stanno applicando determinate guide specifiche di informazione per i lavoratori della sanità: ha aggiunto che il CDC ha 20 ospedali di frontiera, che abbracciano confini terrestri, di aeroporti e delle dogane.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>foto di Ismael Francisco</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Dichiarazione del Vertice Straordinario dell&#8217;ALBA-TCP sull’Ebola</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2014 22:01:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I paesi membri dell&#8217;Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America–Trattato di Commercio dei Popoli (ALBA-TCP), riuniti a L&#8217;Avana, il 20 ottobre 2014, in occasione del Vertice Straordinario per affrontare l&#8217;epidemia dell&#8217;Ebola. Profondamente preoccupati per la catastrofe umanitaria in Africa Occidentale causata dall&#8217;Ebola, che è stata considerata dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come “emergenza di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8171" alt="" src="/files/2014/10/cumbre061.jpg" width="300" height="250" />I paesi membri dell&#8217;Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America–Trattato di Commercio dei Popoli (ALBA-TCP), riuniti a L&#8217;Avana, il 20 ottobre 2014, in occasione del Vertice Straordinario per affrontare l&#8217;epidemia dell&#8217;Ebola.</p>
<p>Profondamente preoccupati per la catastrofe umanitaria in Africa Occidentale causata dall&#8217;Ebola, che è stata considerata dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come “emergenza di salute pubblica” di preoccupazione internazionale, in relazione con la minaccia che rappresenta la propagazione ad altri paesi ed ad altre regioni del mondo.</p>
<p>Coscienti dell&#8217;urgenza che la comunità internazionale nel suo insieme, in piena cooperazione con l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), con l&#8217;Organizzazione Panamericana della Sanità (OPS) e con la Missione delle Nazioni Unite per il Confronto dell’Emergenza dell’Ebola (UNMEER), svolga azioni per affrontare questo flagello con tutte le risorse necessarie.</p>
<p>Constatando con preoccupazione che le risorse internazionali richieste per svolgere azioni rapide ed efficaci per affrontare l&#8217;epidemia dell&#8217;Ebola continuano ad essere insufficienti per affrontare quella che si può trasformare in una delle pandemie più gravi nella storia dell&#8217;umanità.</p>
<p>Riaffermando che l&#8217;ALBA-TCP si sostenta in principi di solidarietà, cooperazione genuina e complementarietà tra i nostri paesi, ed il compromesso coi paesi più vulnerabili e con la preservazione della vita nel pianeta.</p>
<p>Convinti che è imprescindibile l&#8217;adozione di misure di cooperazione efficaci ed urgenti che, attraverso azioni coordinate del settore della sanità ed altri settori, contribuiscano ad ostacolare che l&#8217;epidemia dell&#8217;Ebola si estenda ai paesi del nostro emisfero.</p>
<p>Ricordando quanto stabilito nel Regolamento Sanitario Internazionale (2005) e la Guida di Risposta all’Ebola dell&#8217;OMS, del 28 agosto 2014, che ha per oggetto quello di fermare la trasmissione della malattia dell’Ebola a scala globale, ed affrontare le conseguenze di qualunque nuova propagazione internazionale.</p>
<p>Prendendo nota dei protocolli dell&#8217;OMS per prevenire la trasmissione della malattia dell&#8217;Ebola tra persone, organizzazioni e gruppi di popolazione.<br />
Sottolineando che è possibile controllare il focolaio dell’Ebola, in questione mediante l&#8217;applicazione delle azioni stabilite in materia di sicurezza e sanità, ed altre misure preventive che hanno dimostrato la loro efficacia.</p>
<p>Accordiamo:</p>
<p>1. coordinare i nostri sforzi per prevenire ed affrontare l&#8217;epidemia dell’Ebola, compresa la rapida prestazione ed utilizzo dell&#8217;assistenza tra i nostri paesi, con lavoratori sanitari e con le somministrazioni e con i materiali pertinenti.</p>
<p>2. soddisfare con priorità le necessità speciali dei paesi fratelli dei Caraibi che permetterebbe loro di avvantaggiarsi della cooperazione, per prevenire ed affrontare l’Ebola, che accordino i paesi dell&#8217;ALBA-TCP.</p>
<p>3. attivare la Rete di Vigilanza epidemiologica dell&#8217;ALBA-TCP, la cui creazione è stata accordata nella I Riunione dei Ministri della Sanità dell&#8217;Alleanza che ha avuto luogo il passato 25 febbraio 2014, a Caracas.</p>
<p>4. appoggiare decisamente le brigate mediche volontarie specializzate contro i disastri e contro le grandi epidemie, del Contingente “Henry Reeve” della Repubblica di Cuba che lavorano nei paesi dell&#8217;Africa. In questo senso, esprimiamo la nostra disposizione come Alleanza Bolivariana a contribuire con personale della sanità altamente qualificato affinché si aumentino gli sforzi di questo Contingente nei compiti che siano richiesti nella regione latinoamericana e caraibica.</p>
<p>5. stabilire meccanismi nazionali per diagnosticare ed isolare rapidamente i presunti casi di infezione, tenendo in conto le manifestazioni cliniche iniziali della malattia, la storia di viaggio e/o la storia di esposizione riportata dal paziente od ottenuta nell&#8217;investigazione epidemiologica.</p>
<p>6. condividere e generare capacità per la diagnosi di malattie che richiedano laboratori con un livello adeguato di bio-sicurezza.</p>
<p>7. progettare ed eseguire campagne di educazione pubblica sulla prevenzione e la risposta all’Ebola, dirette ad aumentare la preparazione della popolazione e fomentare la sua fiducia.</p>
<p>8. proporzionare e rinforzare le misure preventive per il rilevamento e la mitigazione dell&#8217;esposizione all&#8217;infezione dell’Ebola e proporzionare trattamento e servizi medici efficaci per il personale di risposta.</p>
<p>9. rinforzare le misure di vigilanza e controllo epidemiologico alle frontiere, soprattutto in porti e negli aeroporti.</p>
<p>10. Contribuire alla formazione di personale della sanità specializzato nella prevenzione e confronto all&#8217;Ebola nei paesi dell&#8217;ALBA-TCP e dei Caraibi, a partire dall&#8217;esperienza accumulata.</p>
<p>11. Creare un gruppo di professionisti di differenti specialità per l&#8217;abilitazione del personale della sanità nei temi di bio-sicurezza, compreso l&#8217;uso di gruppi di protezione personale davanti a casi sospettosi o confermati di Ebola, l&#8217;attenzione alle malattie emorragiche ed al paziente in stato critico, che possano convertirsi in aiuti e consulenti nei loro rispettivi paesi.</p>
<p>12. Assicurare, nella maggiore quantità possibile di installazioni del sistema della sanità, gruppi di medici di riserva e materiali vitali per la gestione della malattia.</p>
<p>13. Fomentare le investigazioni scientifiche, epidemiologiche e biologiche sull&#8217;Ebola nella cornice dell&#8217;ALBA-TCP, e propiziare la cooperazione in questa sfera con altri paesi, come contribuzione agli sforzi internazionali diretti ad affrontare l&#8217;epidemia e con l&#8217;obiettivo di consolidare l&#8217;indipendenza scientifica, medica e sanitaria dei paesi dell&#8217;Alleanza.</p>
<p>14. Perfezionare i meccanismi di informazione tra i nostri paesi, in modo tale che si mantenga aggiornata la situazione epidemiologica nei paesi dell&#8217;ALBA-TCP e si diffondano con maggiore facilità le esperienze acquisite.</p>
<p>15. Appoggiare decisamente le iniziative delle Nazioni Unite, in questione dell&#8217;OMS/OPS e dell&#8217;UNMEER, avviate ad implementare le raccomandazioni del Comitato Internazionale di Emergenza del Regolamento Sanitario.</p>
<p>16. Fomentare la cooperazione nella sfera del confronto e prevenzione dell&#8217;Ebola con altri paesi dell&#8217;Emisfero ed intraprendere questi programmi congiunti, che contribuiscano ad ottenere questo scopo.</p>
<p>17. Convocare i giorni 29 e 30 ottobre, a L&#8217;Avana, a Cuba, una riunione tecnica di specialisti e dirigenti dei paesi dell&#8217;ALBA-TCP per scambiare esperienze e conoscenze, come concertare strategie di prevenzione e confronto alla minaccia dell&#8217;epidemia dell&#8217;Ebola.</p>
<p>18. Incaricare i Ministri della Sanità dei paesi dell&#8217;ALBA-TCP l&#8217;elaborazione di un Piano di Azione alla luce delle proposte della riunione tecnica di specialisti e dirigenti, e la sua applicazione immediata, in coordinazione con l&#8217;OPS/OMS. Detto Piano dovrà essere presentato alla considerazione dei Capi di Stato e Governo dell&#8217;ALBA-TCP, al più tardi il giorno 5 novembre 2014.</p>
<p>19. Utilizzare tutte le risorse a disposizione della Segreteria Esecutiva dell&#8217;ALBA-TCP per appoggiare le iniziative considerate.</p>
<p>20. Congratularsi con la Repubblica Bolivariana del Venezuela per la donazione di cinque milioni di dollari per combattere l’Ebola, e che sono stati consegnati al Segretario Generale dell&#8217;ONU, Ban Ki Moon il passato 16 ottobre 2014.</p>
<p>21. Congratularsi con la Repubblica di Cuba ed il suo popolo per la dimostrazione di solidarietà coi paesi fratelli dell&#8217;Africa Occidentale, attraverso l&#8217;invio di personale medico cubano.</p>
<p>22. Proporre che la Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC) promuova sforzi regionali avviati a prevenire ed affrontare la minaccia dell&#8217;epidemia dell’Ebola.</p>
<p>23. Continuare a collaborare con i paesi dell&#8217;Africa colpiti dall&#8217;epidemia, mantenere la cooperazione esistente con quelli non colpiti ed incorporare le esperienze delle brigate specializzate contro disastri e grandi epidemie che lì lavorano.</p>
<p>L&#8217;Avana, 20 ottobre 2014<br />
da Cubadebate.cu</p>
<p>foto: Ismael Francisco</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Le sfide della CELAC</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jan 2014 22:00:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un nuovo e prossimo vertice di presidenti della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC) c'incoraggia a riaffermare ed ad insistere nell'importanza strategica e decisiva per la regione di questa iniziativa. Costruire l’America Latina ed i Caraibi come comunità di presente e del futuro, e come attore vitale in un mondo configurato in blocchi, è un compito di enorme importanza storico-politica. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7458" src="/files/2014/01/Logo-CELAC.jpg" alt="" width="350" height="231" />Un nuovo e prossimo vertice di presidenti della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC) c&#8217;incoraggia a riaffermare ed ad insistere nell&#8217;importanza strategica e decisiva per la regione di questa iniziativa. </strong></p>
<p>Costruire l’America Latina ed i Caraibi come comunità di presente e del futuro, e come attore vitale in un mondo configurato in blocchi, è un compito di enorme importanza storico-politica.</p>
<p>Richiede stabilire ponti tra le distinte sottoregioni e paesi, Messico, America Centrale, i Caraibi e Sud-America, rendendo compatibili ed associabili i distinti progetti e la diversità delle messe a fuoco tanto in quello che si riferisce al modello interno delle nazioni come al suo grado e forma di inserzione nell&#8217;economia internazionale. Bisogna considerare che continuano essendo molti e molto forti gli interessi di quelli che scommettono sulla frammentazione, sullo status quo, a propagandare ed a fomentare progetti che, invece di considerarsi aggregativi, tendono a dividere od a mettere a confronto, debilitando le possibilità di avanzare nella convergenza e nell&#8217;integrazione.</p>
<p>In termini del paesaggio geopolitico mondiale attuale, la crisi di credibilità degli Stati Uniti, la declinazione europea, il cambiamento di modello economico della Cina e la persistenza di un sistema economico mondiale che concentra e genera disuguaglianze, interpella la volontà politica, l&#8217;immaginazione e la persistenza dei latinoamericani e caraibici a conformare uno spazio comune costituito in base ad un aumento sostenuto degli scambi e del commercio intra-regionale, migliori infrastrutture, politiche produttive, industriali e tecnologiche condivise e complementari, e piani educativi, sociali, ambientali e culturali che possano essere proiettati in chiave comunitaria e che dimostrino che è possibile cominciare a sviluppare politiche pubbliche regionali.</p>
<p>L&#8217;interdipendenza mondiale, lontano da dissolverci come identità, ci sfida a profilare più nitidamente la nostra singolarità articolando, con molto impegno, pazienza strategica e senso di appartenenza e del futuro, le realtà e le sottoregioni molto distinte e perfino in molti casi quasi incompatibili tra loro. Questo per svilupparci e difenderci insieme di fronte alle incertezze di una globalizzazione sfrenata, senza controlli né governo, per dare un valore comunitario alle immense ricchezze che possiedono ognuno dei nostri paesi e per essere noi stessi un cambiamento di paradigma, di fronte ad un modello in teoria civilizzante, che è in realtà in decadenza ed in crisi. Un continente che deve lottare insieme contro le proprie disuguaglianze come davanti alle ingiustizie di un capitalismo fedele al denaro facile, speculativo, accaparratore di ricchezza e promotore di asimmetrie inaccettabili.</p>
<p>Per questi compiti che trascendono le possibilità nazionali e perfino sottoregionali è che si deve affermare il progetto della CELAC, cercando coincidenze, coordinando gli sforzi dei differenti organismi sottoregionali ed aggiornando e rinnovando l&#8217;architettura istituzionale –un poco erratica –che si viene costruendo in America Latina e nei Caraibi già da più di 50 anni.</p>
<p>È un enorme sforzo, un compito che a volte si pensa o si vuole vedere, per le differenze e per le eterogeneità, come impossibile o non fattibile, ma che continua sfidandoci non solo dall&#8217;eco della nostra storia condivisa, bensì come la sfida definitiva per riconoscere e differenziare se l&#8217;America Latina vive un&#8217;importante epoca di cambiamenti od è protagonista ed attore collettivo di un cambiamento di epoca.</p>
<p>di Carlos Chacho Alvarez, Segretario generale dell&#8217;Associazione Latinoamericana di Integrazione (Aladi). Testo preso da La Jornada del Messico.</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Centinaia di attivisti in digiuno volontario nel Vertice sul clima</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Nov 2013 23:14:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Vertice delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP19) transita oggi per il suo secondo giorno di lavoro con una singolare caratteristica, il digiuno di centinaia di attivisti di organizzazioni non governative. Tra i partecipanti c’è Wael Hmaidan, presidente della Rete Internazionale del Clima, che ha manifestato alla stampa che organizzazioni assenti nella COP si uniranno al digiuno volontario, e magari lo faranno anche altre persone conosciute.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7294" style="width: 480px" class="wp-caption alignleft"><img src="/files/2013/11/Wael.jpg" alt="Wael Hmaidan" width="480" height="360" class="size-full wp-image-7294" /><p class="wp-caption-text">Wael Hmaidan</p></div><strong>Il Vertice delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP19) transita oggi per il suo secondo giorno di lavoro con una singolare caratteristica, il digiuno di centinaia di attivisti di organizzazioni non governative.  </strong></p>
<p>Tra i partecipanti c’è Wael Hmaidan, presidente della Rete Internazionale del Clima, che ha manifestato alla stampa che organizzazioni assenti nella COP si uniranno al digiuno volontario, e magari lo faranno anche altre persone conosciute.  </p>
<p>Il fatto ha luogo in solidarietà con Naderev Saño, delegato per le Filippine che nella sessione inaugurale dell&#8217;evento si è dichiarato in sciopero della fame fino a che termini la riunione e si decidano azioni concrete nella lotta contro il cambiamento climatico.  </p>
<p>Mi sento contento per la dimostrazione di solidarietà della società civile, di tutto il mondo, specialmente della gente giovane, ha detto Saño.  </p>
<p>Inoltre, ha risaltato l&#8217;urgente necessità di iniziare misure concrete contro il riscaldamento globale per evitare la proliferazione di disastri naturali.  </p>
<p>Le Filippine sono appena state colpite da un super tifone categoria cinque che ha distrutto paesi interi e si stimano in più di 10 mila le persone decedute per questa causa.  </p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi  </p>
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		<title>Presentano indice di rischio climatico nel Vertice delle Nazioni Unite</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Nov 2013 23:08:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Migliaia di persone hanno perso la vita nel 2012 ed i danni materiali sono stati incalcolabili in gran quantità di nazioni che hanno sofferto i colpi dei fenomeni meteorologici estremi, hanno affermato gli esperti che partecipano oggi al Vertice del Clima a Varsavia. Tifoni ed onde di calore, siccità ed inondazioni, hanno provocato abbondanti danni in paesi come Haiti, Filippine e Pakistan, i più colpiti da questi eventi, secondo l'indice del rischio climatico mondiale presentato nella riunione, inaugurata ieri.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7290" alt="" src="/files/2013/11/COP19.jpg" width="469" height="335" /><strong>Migliaia di persone hanno perso la vita nel 2012 ed i danni materiali sono stati incalcolabili in gran quantità di nazioni che hanno sofferto i colpi dei fenomeni meteorologici estremi, hanno affermato gli esperti che partecipano oggi al Vertice del Clima a Varsavia. </strong></p>
<p>Tifoni ed onde di calore, siccità ed inondazioni, hanno provocato abbondanti danni in paesi come Haiti, Filippine e Pakistan, i più colpiti da questi eventi, secondo l&#8217;indice del rischio climatico mondiale presentato nella riunione, inaugurata ieri.</p>
<p>Tra gli Stati specialmente vulnerabili tra il 1993 ed il 2012, appaiono Honduras, Myanmar, Haiti, Nicaragua, Bangladesh, Vietnam, Filippine, Repubblica Dominicana, Mongolia e Guatemala.</p>
<p>La relazione, elaborata dall&#8217;organizzazione Germanwatch, segnala anche che Stati insulari del Pacifico meridionale come Fiji o Samoa, si trovano tra i più colpiti dai temporali e da altri fenomeni. Inoltre alcuni paesi dell&#8217;Europa, come Russia e Serbia si sommano alla lista del rischio climatico.</p>
<p>La conferenza di Varsavia è un&#8217;opportunità affinché i paesi industrializzati ricomincino a fornire l&#8217;aiuto finanziario alle nazioni in via di sviluppo, in questione a quelli colpiti da catastrofi climatiche. Solo così potrebbero finanziarsi gli adattamenti necessari, riferisce l&#8217;organizzazione.</p>
<p>Il Vertice delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP19), è cominciato questo lunedì nella capitale polacca segnata dalla tragedia che soffre il popolo filippino, colpito da un super tifone che ha causato la morte di almeno 10 mila persone.</p>
<p>Vari tumulti hanno avuto luogo nella giornata, quando gruppi di persone hanno lanciato pietre e bengala ed hanno cercato di accedere all&#8217;edificio dove si trova l&#8217;ambasciata russa. La polizia ha dovuto sloggiare i manifestanti.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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