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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Venezuela</title>
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		<title>Il presidente Maduro annuncia che Venezuela parteciperà alle sperimentazioni cliniche di fase III di Soberana 02 e Abdala</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2021 17:32:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha annunciato questa domenica in una trasmissione televisiva che il suo paese si unirà alle sperimentazioni cliniche di Fase III dei candidati vaccinali cubani Soberana 02 e Abdala.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11952" alt="Nicolás-Maduro-21-de-marzo-de-2021-580x386" src="/files/2021/03/Nicolás-Maduro-21-de-marzo-de-2021-580x386.jpg" width="580" height="386" />Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha annunciato questa domenica in una trasmissione televisiva che il suo paese si unirà alle sperimentazioni cliniche di Fase III dei candidati vaccinali cubani Soberana 02 e Abdala.</strong></p>
<p>&#8220;Verso la produzione del vaccino ALBATCP&#8221;, ha detto il leader bolivariano in un programma dedicato a fare il punto sulla lotta contro la COVID-19 in quel Paese. Venezuela sta affrontando una nuova ondata di infezioni da COVID-19, la cui causa fondamentale è la variante brasiliana molto contagiosa.</p>
<p>Più di 14mila abitanti della capitale cubana hanno già ricevuto la prima dose di Soberana 02 degli oltre 44mila che partecipano alla fase III delle sperimentazioni cliniche di Soberana 02. Questo lunedì iniziano le stesse sperimentazioni per il vaccino Abdala nei territori orientali di Santiago de Cuba, Guantánamo e Granma.</p>
<p>Nei giorni scorsi sono state inviate in Iran 100mila dosi di Soberana 02 per svolgere un&#8217;altra parte della fase III della sperimentazione clinica in quel paese.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>La censura di un esperto di diritti umani su Venezuela e Cuba</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2021 00:36:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alfred de Zayas ha lavorato, per sei anni, come esperto indipendente per l'Ufficio dell'Alto Commissario dell'ONU per i diritti umani. Sul blocco di Cuba, sulla legge Helms-Burton, assicura che sono illegali secondo il diritto internazionale. Ma che questo ha poco valore: gli USA li applica con la forza ed il ricatto.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11877" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11877" alt="Alfred de Zayas" src="/files/2021/02/Alfred-de-Zayas.jpg" width="580" height="323" /><p class="wp-caption-text">Alfred de Zayas</p></div>
<p><strong>Alfred de Zayas ha lavorato, per sei anni, come esperto indipendente per l&#8217;Ufficio dell&#8217;Alto Commissario dell&#8217;ONU per i diritti umani. Sul blocco di Cuba, sulla legge Helms-Burton, assicura che sono illegali secondo il diritto internazionale. Ma che questo ha poco valore: gli USA li applica con la forza ed il ricatto.</strong></p>
<p>Quando cambieranno le cose ?, si chiede. Quando cento paesi rispondano alle sanzioni USA con sanzioni agli USA. E quando la Corte Internazionale di Giustizia condanni i suoi membri per i crimini contro l&#8217;umanità che implicano.</p>
<p>De Zayas racconta la sua esperienza in Venezuela. È arrivato nel 2017, inviato dall&#8217;ONU, e fortemente prevenuto -riconosce- per la &#8220;caricatura distorta&#8221; dei media su quel paese.</p>
<p>Ha parlato con tutte le parti: governo, opposizione, datori di lavoro, chiese, sindacati, ONG &#8230;</p>
<p>E ha scritto un rapporto che non è piaciuto per nulla alla stampa aziendale, specialmente alla cosiddetta &#8220;liberali&#8221; negli USA (The New York Times, The Washington Post, CNN &#8230;). E&#8217; stato censurato, ha ricevutoi minacce e ha sofferto un&#8217;enorme campagna diffamatoria.</p>
<p>Il rapporto conteneva critiche al governo di Caracas, che si è conformato rigorosamente alle sue proposte, compresa il rilascio dei prigionieri.</p>
<p>Ma non è stato sufficiente. De Zayas ha commesso il peccato di mettere in discussione la visione unica del Potere sul Venezuela. E di condannare le sanzioni e la guerra economica di Washington.</p>
<p>Troppo per la stampa liberale &#8230; ed &#8220;indipendente&#8221;.</p>
<p>da Cubainformacion TV</p>
<p>traduzione: Francesco Monterisi</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="https://www.cubainformacion.tv/storage/videos/objetivofalsimedia799.mp4" >per vedere il video clikka qui</a></p>
<p><strong>La censura di un esperto di diritti umani su Venezuela e Cuba </strong><em>(Versione italiana: cliccare CC sul video, selezionare la lingua e riprodurre).</em></p>
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		<title>Maduro denuncia l&#8217;attacco terrorista contro la principale raffineria del Venezuela</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2020 21:32:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha riferito questo mercoledì in una conferenza stampa internazionale che la raffineria di Amuay, la principale raffineria del paese, situata sulla costa occidentale, è stata attaccata con un'arma potente e forte martedì scorso. Il presidente ha annunciato che coloro che hanno attaccato il complesso di raffinazione, situato nella penisola di Paraguanà, nello stato di Falcon, volevano provocare un'esplosione totale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11779" alt="maduro-580x387" src="/files/2020/10/maduro-580x387.jpg" width="580" height="387" />Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha riferito questo mercoledì in una conferenza stampa internazionale che la raffineria di Amuay, la principale raffineria del paese, situata sulla costa occidentale, è stata attaccata con un&#8217;arma potente e forte martedì scorso.</strong></p>
<p>Il presidente ha annunciato che coloro che hanno attaccato il complesso di raffinazione, situato nella penisola di Paraguanà, nello stato di Falcon, volevano provocare un&#8217;esplosione totale.</p>
<p>Maduro ha dichiarato che durante il fatto hanno demolito una torre con uno spessore nell&#8217;acciaio maggiore di un carro armato da guerra. È stato un attacco terrorista, ha sentenziato.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Cospirazione permanente</span></p>
<p>Durante una videoconferenza con i media internazionali dal Palazzo Miraflores, Maduro ha assicurato che il suo governo affronta una cospirazione permanente, appoggiata e finanziata dagli Stati Uniti, con la complicità di diversi governi in Europa.</p>
<p>Il presidente venezuelano ha assicurato che due cittadini stranieri sono stati detenuti nello stato di Zulia, nella parte occidentale del Venezuela: questi individui avrebbero avuto intenzione di attaccare i leader del suo governo.</p>
<p>Inoltre, ha annunciato che nelle prossime ore il capo della Procura, Tarek William Saab, terrà una conferenza stampa per ampliare le informazioni.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Benzina per 20 giorni</span></p>
<p>Il presidente venezuelano ha anche riferito che il Paese sudamericano ha una riserva di benzina di 20 giorni. Secondo lui, questa cifra è stata raggiunta perché Venezuela produce il 30% in più di quanto consuma ed il carburante è arrivato anche da altri paesi.</p>
<p>Il capo dello Stato ha affermato che la produzione è in fase di regolarizzazione nonostante il duro colpo che ha subito il Paese sudamericano, che tra il 2015 e il 2019 ha smesso di generare circa 1,19 miliardi di barili di petrolio a causa delle misure coercitive unilaterali imposte da Washington.</p>
<p>Alla domanda sul recente atterraggio in Venezuela di un volo di carica iraniano della compagnia Fars Air Qeshm, sanzionato dal Dipartimento del Tesoro, il presidente ha sottolineato che nel suo Paese arrivano aerei da tutto il mondo.</p>
<p>Maduro ha fatto riferimento alla curiosità generata nei media internazionali dalla presenza di voli dall&#8217;Iran in Venezuela. &#8220;Stanno arrivando aeroplani dagli Stati Uniti e nessuno mi chiede perché sono arrivati&#8221;, ha aggiunto.</p>
<p>Nonostante le forti accuse di cospirazioni statunitensi contro il suo paese, il capo di stato venezuelano ha ribadito la sua volontà di ristabilire ponti politici con Washington, dopo le elezioni presidenziali nella nazione statunitensi.</p>
<p>&#8220;Chiunque vinca le elezioni, vorremmo dialogare&#8221;. Gli Stati Uniti avranno un valido interlocutore in Venezuela e sarà Nicolas Maduro ”, ha detto mercoledì.</p>
<p>Tuttavia, ha sottolineato che finora non ha avuto contatti né con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, né con il suo avversario democratico, Joe Biden, sebbene abbia accusato entrambi di usare il nome del Venezuela per fare offerte fuorvianti al loro elettorato.</p>
<p>da Cubadebate/informazioni di RT</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>Foto: Twiiter / @PresidencialVE</p>
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		<title>Maduro: lezione di dignità all&#8217;Unione Europea</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 01:53:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha dato all’ambasciatrice dell’Unione Europea (UE), Isabel Brilhante, 72 ore per abbandonare il paese (ordine ora sospeso ndt). “Ora basta con il colonialismo europeo e l’interventismo contro il Venezuela”, ha ammonito. L’espulsione è arrivata in risposta alla decisione della UE di imporre divieti d’ingresso e di congelare i beni ed i conti di undici funzionari nel paese. La lista nera ora ammonta a 36 funzionari, accusati di “crimini contro la democrazia e lo stato di diritto”. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10109" alt="nicolas-maduros-sanciones-580x326" src="/files/2017/07/nicolas-maduros-sanciones-580x326.jpg" width="580" height="326" />Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha dato all’ambasciatrice dell’Unione Europea (UE), Isabel Brilhante, 72 ore per abbandonare il paese (ordine ora sospeso ndt). “Ora basta con il colonialismo europeo e l’interventismo contro il Venezuela”, ha ammonito. L’espulsione è arrivata in risposta alla decisione della UE di imporre divieti d’ingresso e di congelare i beni ed i conti di undici funzionari nel paese. La lista nera ora ammonta a 36 funzionari, accusati di “crimini contro la democrazia e lo stato di diritto”.</p>
<p>La misura risponde anche al grossolano atteggiamento interventista dell’entità europea in Venezuela, dal 2013, dove, sebbene finga di promuovere il dialogo, agisce come una pedina della politica USA di punire coloro che sostengono una soluzione politico-elettorale, con elezioni organizzate in modo reciprocamente soddisfacente, sia per il governo che per l’opposizione legata alla causa democratica ed istituzionale, come è stato concordato al Tavolo di Dialogo (TdD).</p>
<p>Maduro ha anche annunciato che si riservava le azioni diplomatiche corrispondenti contro l’ambasciatore spagnolo, Jesús Silva, nella cui residenza, dove è esiliato il golpista e terrorista Leopoldo López, questi ha pianificato, per settimane, la sconfitta Operazione Gedeon, secondo quanto informa una lunga nota sul giornale USA Wall Street Journal. Come si ricorderà, i membri del piano hanno cercato di invadere il Venezuela via mare, dalla Colombia, in un nuovo tentativo di rovesciamento ed assassinio di Maduro.</p>
<p>Al di là ci sono i partiti del cosiddetto G4, i golpisti di professione, amanti delle invasioni e del sangue, obbedienti alla linea dell’impero, arricchiti con i fondi per la sovversione ed i beni rubati allo Stato dalle “sanzioni”, sebbene nessuna più di Guaidó, convertito in  miliardario. Opposti a qualsiasi soluzione negoziata, come ha potuto comprovare l’ex presidente spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, il paziente facilitatore ed intermediario dell’accordo che doveva essere firmato nella Repubblica Dominicana tra il governo e l’opposizione, nel febbraio 2018, interrotto per ordine di Washington, sebbene questo provenisse da Bogotá. Allora l’ex mandatario peninsulare ha dichiarato: “Questo è un momento decisivo, questo è il tempo, l’altrimenti è pericoloso. Ecco perché appello alla comprensione … l’essenziale è lì, l’accordo sulla data elettorale, l’osservazione, le regole del gioco, le garanzie elettorali”… un’alternativa all’accordo sarebbe “estremamente negativo”.</p>
<p>In linea con il seguito dato alla politica di Washington, negli ultimi giorni la UE ha squalificato senza valide argomentazioni, il nuovo Consiglio Nazionale Eelettorale (CNE), designato dal Tribunale Supremo di Giustizia in uso delle sue facoltà costituzionali, a causa di un’omissione parlamentare, in virtù del fatto che l’Assemblea Nazionale (AN) in disprezzo non disponeva dei voti necessari ed una parte di essa mancava della volontà politica di nominare i nuovi rettori dell’organismo. Giorni dopo, la UE ha annunciato le “sanzioni” adottate contro i funzionari venezuelani. Tra questi, Luis Parra, presidente oppositore dell’AN ed i suoi due vicepresidenti, membri della frazione che ha sostituito Juan Guaidó alla dirigenza parlamentare, dopo essere eletti, il 5 gennaio di quest’anno, al non presentarsi l’allora presidente dell’organo nella sede della sessione.</p>
<p>Guaidó non ha partecipato perché sapeva che la ribellione incubata contro di lui dai deputati dell’opposizione delle regioni rendeva impossibile che raccogliesse i voti necessari per essere rieletto. Quindi, come è sua abitudine, ha allestito, fuori dall’edificio legislativo, uno show con un gruppo fake di deputati per simulare un’elezione, senza rispettare i regolamenti parlamentari. Quindi l’unica dirigenza legittima ed eletta democraticamente dell’AN è quella presieduta da Parra.</p>
<p>Data la nulla capacità, di Guaidó, di convocazione della piazza, i suoi tesi rapporti con altri dirigenti dell’opposizione, la situazione critica nel suo stesso partito, che sembra lascerà, la sua virtuale scomparsa dall’arena politica, è molto probabile che Washington abbia fatto pressione su Bruxelles per ossigenarlo mediante la censura degli accordi del TdD tra il governo ed il settore dell’opposizione che parteciperà elettoralmente alle elezioni parlamentari, alla fine dell’anno, ed esprime la non accettazione di sanzioni né dell’ingerenza straniera.</p>
<p>Ciò che sostiene attualmente Guaidó è il dito di Trump e la mendace cantilena mediatica che è riconosciuto da oltre 50 paesi.</p>
<p>Ma è evidente la accelerata perdita di prestigio e leadership del sistema USA nel mondo e la sua profonda crisi interna.</p>
<p>La leggera e criminale attuazione di Trump di fronte alla pandemia e di fronte al grande movimento di massa multirazziale che si è articolato attorno all’omicidio di George Floyd sono sintomi di quella crisi.</p>
<p>La UE non rimane indietro. E’ stata incapace di implementare un piano solidale per affrontare il covid-19 e qualcosa di simile può accadere al suo piano di ripresa economica, forse soffocato da nuove sanzioni del suo ‘alleato’ USA.</p>
<p>di Angel Guerra Cabrera</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Francesco Monterisi</p>
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		<title>Cuba nel libro di Bolton: le frustrazioni di un falco</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2020 01:35:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalla settimana scorsa, le principali librerie degli Stati Uniti hanno cominciato a vendere uno dei libri più attesi dell'anno. Il testo, che è già a disposizione del lettore si intitola:“The Room Where It Happened”. Il suo autore è il controverso e conosciuto falco neo conservatore John Bolton che viene considerato per questo un traditore da Donald Trump e Mike Pompeo, perché l'accusano di rivelare informazioni classificate nelle pagine del suo libro.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11635" alt="the_room_where_it_happened-scaled" src="/files/2020/06/the_room_where_it_happened-scaled.jpg" width="723" height="405" />Dalla settimana scorsa, le principali librerie degli Stati Uniti hanno cominciato a vendere uno dei libri più attesi dell&#8217;anno. Il testo, che è già a disposizione del lettore si intitola:“The Room Where It Happened”.</strong></p>
<p>Il suo autore è il controverso e conosciuto falco neo conservatore John Bolton che viene considerato per questo un traditore da Donald Trump e Mike Pompeo, perché l&#8217;accusano di rivelare informazioni classificate nelle pagine del suo libro.</p>
<p>La poderosa casa editoriale Simon&amp;Schuster è stato l&#8217;addetta a metterlo a disposizione del pubblico, che tenta di attirare col seguente slogan:“Questo è il libro che Donald Trump non vuole che si legga”. Da qualche giorno si è lanciata una forte campagna pubblicitaria attorno al testo, alla quale ha contribuito specialmente il presidente statunitense con i suoi tweet e con enormi pressioni per ostacolare la sua pubblicazione.</p>
<p>In essenza, tutto questo spettacolo propagandistico è stato molto favorevole per Bolton, poiché è allineato con le sue due principali motivazioni: guadagnare denaro e notorietà. Nonostante, deve avere certe preoccupazioni per le possibili azioni legali che si potrebbero sviluppare contro di lui nel futuro immediato.</p>
<p>Nessuna delle sue critiche a Trump è ispirata in questioni etiche né pretende generare un dibattito che modifichi l&#8217;orientazione di una politica estera disastrosa. Tutte le sue parole sono meticolosamente calcolate e secondo i suoi antecedenti di manipolatore, bugiardo e negligente non è molto chiaro quali dei fatti che rivela siano accaduti come lui li sta raccontando.</p>
<p>Bolton ha insistito sul fatto che il suo libro si incentra precisamente nei fatti per allontanarsi da questioni soggettive poiché desidera che il lettore tragga le sue proprie conclusioni. Quando questo progetto si contrasta col capitolo intitolato con molto poca creatività: “Venezuela Libero”, notiamo che è una gran bugia essendo piagato di giudizi, opinioni e qualificativi contro Cuba e Venezuela.</p>
<p>In questo senso, nel libro fa riferimento a “Cuba” od ad i “cubani” in 84 occasioni, includendo le citazioni che si riflettono nelle note a piè di pagina. Nel capitolo menzionato anteriormente si trovano 48 citazioni, fatto che evidenzia che la messa a fuoco principale nel trattamento del tema Cuba è vincolato strettamente al Venezuela. Questa visione ha costituito una delle priorità del disegno della politica che ha promosso Bolton quando era Consulente di Sicurezza Nazionale.</p>
<p>La prima citazione su Cuba è nel primo capitolo intitolato: “La lunga marcia ad un ufficio nell&#8217;angolo dell&#8217;Ala Occidentale”. Facendo riferimento alla politica estera di Obama, il falco neo-conservatore espone: “nuove minacce ed opportunità stavano apparendo in maniera rapida ed otto anni di Barack Obama significavano che c&#8217;era molto da rifare”. In questo contesto, menziona che nell&#8217;Emisfero Occidentale uno delle “minacce” è Cuba e qualifica anche allo stesso modo Venezuela e Nicaragua. Pertanto, Bolton anche prima di occupare la sua responsabilità nella Casa Bianca aveva già deciso le sue priorità fondamentali, cioè impegnarsi a fondo per costruire il pretesto dell&#8217;Isola come una supposta minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti.</p>
<p>La seconda citazione è in quello stesso capitolo ed è precisamente per sottolineare i suoi vincoli con la comunità cubano-americana, ma evidentemente con un settore molto specifico. Bolton fa riferimento al fatto che era stato considerato come uno dei candidati per essere sottosegretario durante la tappa della transizione presidenziale. In questo contesto, segnala che c&#8217;erano molte persone promuovendo la sua candidatura ed afferma che si sente “molto grato per il considerabile appoggio che ha avuto tra (…) i cubano-americani ed i venezuelani-americani”. In essenza, è stato appoggiato da quel momento dall&#8217;estrema destra cubano-americana, che si era già convertita in una forte creditrice di Trump. Anche Bolton aveva il suo debito con questo settore, benché il suo odio contro Cuba ubbidisse indipendentemente a ragioni ideologiche più profonde dei suoi nessi con l&#8217;estrema destra di Miami.</p>
<p>La terza citazione è nel capitolo tre intitolato:“America riposa libera”. Bolton segnala che il giorno dopo l&#8217;attacco degli Stati Uniti contro Siria, ha accompagnato Trump ad un evento vicino a Hialeah in Florida, con l&#8217;obiettivo di creare un clima positivo per determinati settori dei commerci. Menziona che nell&#8217;attività si sono riunite circa 500 persone, in maggioranza cubano-americani e venezuelani-americani. Durante l&#8217;evento, Bolton spiega che il senatore marco Rubio fa riferimento alla moltitudine nella sua recente designazione come Consulente di Sicurezza Nazionale esponendo: “È un brutto giorno per Maduro e Castro, ed è un gran giorno per la causa della libertà”. In realtà, il legislatore anti-cubano è stato uno degli attori più influenti nella designazione di Bolton a partire dal fatto che la sua presenza gli garantiva una partecipazione permanente e coordinata nella presa di decisioni verso Cuba e Venezuela.</p>
<p>Il resto delle citazioni si concentrano nel capitolo dedicato al Venezuela. Bolton comincia spiegando che nel governo di Trump dopo vari sforzi senza successo per abbattere Maduro, si è aperto un forte dibattito e segnala che hanno partecipato “specialmente membri delle comunità cubano-americana e venezuelano-americana nella Florida”. Questa affermazione riconferma il ruolo che hanno svolto sempre questi gruppi col governo statunitense nei tentativi per destabilizzare il processo bolivariano.</p>
<p>Varie citazioni di Cuba in quello stesso capitolo sono orientate a risaltare il consunto argomento che Nicolas Maduro è capace di mantenersi al governo dovuto “all’appoggio e presenza dei militari cubani”. Bolton è ripetitivo in questo aspetto che ha trasformato in uno dei pilastri della campagna contro l&#8217;Isola diretta a giustificare la recrudescenza sostanziale della politica anticubana, quello che ancora persiste come un elemento fondamentale dentro la sua strategia. In questa messa a fuoco giustificativa dell&#8217;incapacità del governo di Trump per abbattere la rivoluzione bolivariana, Bolton aggiunge anche come attori chiave Russia, Cina ed Iran.</p>
<p>Altri riferimenti all&#8217;Isola, sono vincolati alla formulazione di Bolton sulla denominata “Troika della Tirannia”. Su questo aspetto, nel libro si spiega che Trump in una riunione il 15 agosto 2018 ha sollecitato che gli presentassero opzioni militari contro Venezuela. Secondo Bolton, ha tentato di persuadere il mandatario spiegandogli perché quella non era la risposta, specialmente, dovuto all&#8217;opposizione del Congresso a questa variante. In questo senso, l’allora Consulente di Sicurezza Nazionale ha deciso di concentrarsi con maggiore forza su Venezuela ma da una prospettiva più ampia, che includeva sanzioni contro Cuba e Nicaragua.</p>
<p>Una delle citazioni di Cuba, in questo capitolo, tra i più illustrativi dell&#8217;odio di Bolton contro la nazione cubana e della sua marcata aggressività, è quando spiega la sua reazione davanti all&#8217;arresto dell&#8217;oppositore venezuelano Juan Guaidò agli inizi del 2019. Il falco segnala che era sicuro che sarebbe stato accusato da Maduro di dirigere un golpe di stato in Venezuela. In questo contesto, riferisce “incominciamo a valutare i passi che avremmo dovuto adottare immediatamente contro il regime di Maduro ed anche contro Cuba e Nicaragua”. Aggiunge che si sono chiesti: “Perché non andare contro i tre nello stesso momento? Le sanzioni petrolifere erano un&#8217;opzione naturale, ma perché non dichiarare Venezuela un paese patrocinatore del terrorismo, qualcosa che avevo suggerito per la prima volta in ottobre del 2018, ed anche di far ritornare Cuba alla lista, dopo che Obama l’aveva rimossa?.”</p>
<p>Posteriormente, si fanno riferimenti a decisioni contro l&#8217;Isola come la cancellazione dell&#8217;accordo con la Major League Baseball, l&#8217;implementazione del titolo III della Legge Helms-Burton ed emerge la seguente spiegazione di Bolton facendo riferimento a Trump: “che continuava con la sua minaccia pubblica di un bloqueo totale e completo contro Cuba a partire dalle spedizioni di petrolio tra Venezuela e Cuba, ed inoltre ha più volte sollecitato al Dipartimento di Difesa opzioni concrete per fermare quelle spedizioni, includendo l&#8217;interdizione”. Abborda anche il discorso che ha realizzato il 17 aprile nell’Hotel Biltmore di Coral Gables quando è stato appoggiato dai membri della brigata mercenaria 2506. Con relazione a questo evento anti-cubano, ha sottolineato i suoi annunci vincolati all&#8217;applicazione dei titoli III ed IV della Legge Helms-Burton.</p>
<p>Quando si leggono queste pagine da una prospettiva obiettiva, si può percepire e sentire che siamo in presenza di qualcuno che non ha superato la sua amara sconfitta. Il profondo odio e frustrazione di Bolton verso Cuba e Venezuela costituisce la pietra angolare sulla quale si erige tutta la manipolazione e tergiversazione che si riflette in quel capitolo. Al falco solo rimane di continuare a vociferare le sue falsità e tentare di tirare fuori ancora più denaro dalle sue confessioni, mescolando le bugie con le infamie.</p>
<p>di Rafael Gonzalez Morales</p>
<p>preso da Contesto Latinoamericano/Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: AP</p>
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		<title>Andate all’inferno, yankee di merda!</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2020 23:58:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fermiamoci un momento, per adesso, riguardo le riflessioni che stavamo realizzando in articoli anteriori sulla nostra prima vita insieme al Comandante Chavez, data la necessità di riferirci al nuovo assalto del governo suprematista di Donald Trump contro il Popolo del Venezuela e le sue istituzioni; un'azione che si iscrive negli sforzi permanenti che realizza il decadente impero statunitense per tentare di distruggere il progetto di ampie trasformazioni che le venezuelane ed i venezuelani stanno sviluppando dall'anno 1999, quando il leader storico della Rivoluzione Bolivariana ha assunto per la prima volta la Presidenza della Repubblica.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-11444" alt="hugo-chavez-boina-roja-580x326" src="/files/2020/04/hugo-chavez-boina-roja-580x326.jpg" width="580" height="326" />I</p>
<p><strong>Fermiamoci un momento, per adesso, riguardo le riflessioni che stavamo realizzando in articoli anteriori sulla nostra prima vita insieme al Comandante Chavez, data la necessità di riferirci al nuovo assalto del governo suprematista di Donald Trump contro il Popolo del Venezuela e le sue istituzioni; un&#8217;azione che si iscrive negli sforzi permanenti che realizza il decadente impero statunitense per tentare di distruggere il progetto di ampie trasformazioni che le venezuelane ed i venezuelani stanno sviluppando dall&#8217;anno 1999, quando il leader storico della Rivoluzione Bolivariana ha assunto per la prima volta la Presidenza della Repubblica.  </strong><br />
Di fronte a questo prolungato e brutale assalto, allora come adesso, il Governo ed il Popolo Bolivariano hanno mantenuto una ferma posizione di difesa della sovranità ed indipendenza nazionale, il bene più pregiato che abbiamo riconquistato dopo 200 anni, come ha detto il Comandante Chavez nel Piano della Patria; una posizione che è stata conseguente, inoltre, quando la stabilità di altri paesi fratelli della Nostra America Latino-Caraibica, è stata minacciata da chi insiste nel considerarci il suo patio posteriore.</p>
<p>II</p>
<p>Ricordiamo come il leader storico della Rivoluzione Bolivariana ha annunciato l’11 settembre dell&#8217;anno 2008, in un incontro di presentazione ed appoggio alle candidate ed ai candidati del Partito Socialista Unito del Venezuela (Psuv) al Governo ed ai Comuni dello stato Carabobo; che il Governo Bolivariano concedeva un termine di 72 ore all’allora ambasciatore gringo in Venezuela, Patrick Duddy, affinché abbandonasse il nostro paese; ordinando, contemporaneamente, il ritorno immediato alla Patria del compagno Bernardo Alvarez, che si sdebitava come Ambasciatore Venezuelano a Washington.</p>
<p>Il Comandante Chavez adottava questa misura in solidarietà col fratello popolo boliviano ed il compagno Presidente Evo Morales, il cui governo manteneva una dura disputa diplomatica con quello degli Stati Uniti, per la loro intromissione nei temi interni di questo paese, come normalmente succede, in appoggio ai settori di destra genuflessi ai propositi imperiali. Sia La Paz che Washington avevano espulso i loro rispettivi rappresentanti diplomatici.</p>
<p>Così, durante l&#8217;incontro, che abbiamo appena menzionato, il nostro Comandante Eterno ha detto: “Vadano all’inferno, yankee di merda, che qui c&#8217;è un Popolo degno…noi siamo i figli di Bolivar, i figli di Guaicaipuro, i figli di Tupac Amaru, e siamo risoluti ad essere liberi…Se venisse qualche paese, se venisse qualche aggressione contro Venezuela, allora non ci sarà petrolio né per il Popolo né per il governo degli Stati Uniti, noi, yankee di merda, sappiatelo, siamo risoluti ad essere liberi, passi quello che passi e ci costi quello che ci costi…”. Senza dubbio, un lascito del Comandante Chavez che continua ad essere completamente vigente.</p>
<p>III</p>
<p>Ed è che il Comandante Chavez è stato un veemente difensore della dignità nazionale e latino-caraibica, minacciata permanentemente dal nemico storico dei nostri Popoli; in questi tempi nei quali l&#8217;umanità intera sta combattendo una battaglia senza precedenti, negli ultimi anni, in cui continuiamo ad essere oggetto dell&#8217;accanimento yankee, caratterizzato in questo momento dall’approfondimento della guerra economica e dalle minacce di invasione militare contro il paese, e dalla pretesa di applicare la “formula Noriega” al Presidente Maduro ed ad altri dirigenti della Rivoluzione Bolivariana.</p>
<p>Orbene, è certo che dopo il golpe di Stato dell&#8217;anno 2002, contro il Governo Bolivariano diretto dal Comandante-Presidente Hugo Chavez, l&#8217;immensa maggioranza delle venezuelane e dei venezuelani -fondamentalmente la classe lavoratrice, le contadine ed i contadini della Patria -, hanno fortificato le loro convinzioni rivoluzionarie, hanno difeso tenacemente il paese, contro ogni avanzata impetuosa del pericoloso vicino del nord, nonché il progetto di trasformazioni profonde proposto dal leader storico della Rivoluzione Bolivariana; oggi sotto la conduzione dal compagno Presidente Nicolas Maduro.</p>
<p>Ovviamente, ciò non significa che si sono risolti i problemi propri della lotta di classe presenti nella società; e che il cammino da quel momento in poi sia stato liscio e senza inciampi. Sappiamo che non è stato così, e che il nostro Popolo, con un alto grado di organizzazione e consapevolezza, ha dovuto affrontare diversi ostacoli, tra i quali ci sono le situazioni generate nel paese dopo il risultato delle elezioni parlamentari di dicembre del 2015.</p>
<p>Proprio per questo, davanti ad un prevedibile scenario della continuità dell&#8217;aggressione gringa, e nonostante abbiamo avanzato molto fino ad ora; è necessario continuare a fortificare la nostra consapevolezza del dovere sociale, affinché non incontrino nessuno spazio le diserzioni, le divisioni e gli anti-valori coi quali le forze controrivoluzionarie pretendono debilitare questo Popolo organizzato e cosciente; dobbiamo essere capaci di sconfiggere definitivamente l&#8217;egoismo, l&#8217;individualismo ed il riformismo; e di blindarci di fronte alla brutale campagna anti-bolivariana sfrenata dalle grandi corporazioni mediatiche mondiali.<br />
Dobbiamo, inoltre, fortificare il ruolo del Partito Socialista Unito del Venezuela (Psuv) e del Gran Polo Patriottico; ed, in maniera particolare, degli e delle dirigenti della rivoluzione, nell&#8217;orientazione e nella formazione che dobbiamo svolgere con l&#8217;eroico e patriota Popolo venezuelano. È chiave il ruolo dell&#8217;avanguardia rivoluzionaria che orienta, dirige ed apprende nella pratica congiunta.</p>
<p>In definitiva, risulta necessario approfittare della congiuntura che stiamo vivendo, davanti al feroce assalto dell&#8217;impero, per continuare a consolidare il nostro movimento civico-militare, sempre di più attecchito nell&#8217;ideologia bolivariana e chavista. È il momento di aggiornare permanentemente il nostro piano strategico per cambiare la società ereditata, nella teoria e nel programma di azione socialista; affinché frema con più forza il sangue ribelle nelle nostre vene e nelle nostre coscienze. Applichiamo, con tutto quello che significa, le tre “R” al quadrato (Revisione, Rettifica e Rilancio, n.d.t.) che ci ha lasciato il Comandante Chavez; e nella difesa del suo lascito, Vinceremo sempre.</p>
<p>di Adan Chavez- da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: AP</p>
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		<title>Spazzatura dei politici e dei funzionari dell&#8217;impero</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2020 22:22:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Invece di dirigere il combattimento mondiale contro la pandemia del COVID-19, o almeno concentrarsi su come affrontare la grave situazione che stanno vivendo gli Stati Uniti con la malattia, il macchinario politico e governativo dell'impero continua con la sua imperturbabile abitudine di ripartire sanzioni e qualificazioni a destra e sinistra; facendo orecchio da mercante agli appelli alla cooperazione realizzati dal Segretario Generale dell'ONU. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11419" alt="UsaCovid" src="/files/2020/03/UsaCovid.jpg" width="580" height="386" />Invece di dirigere il combattimento mondiale contro la pandemia del COVID-19, o almeno concentrarsi su come affrontare la grave situazione che stanno vivendo gli Stati Uniti con la malattia, il macchinario politico e governativo dell&#8217;impero continua con la sua imperturbabile abitudine di ripartire sanzioni e qualificazioni a destra e sinistra; facendo orecchio da mercante agli appelli alla cooperazione realizzati dal Segretario Generale dell&#8217;ONU.</strong></p>
<p>Il Dipartimento del Tesoro degli USA ha annunciato questo giovedì l&#8217;imposizione di sanzioni contro 15 persone e cinque entità dell&#8217;Iran nella cornice di un supposto programma antiterrorista. Le compagnie colpite sono vincolate al settore degli armatori, commerciale e della costruzione. È stata sanzionata anche un&#8217;azienda chimica.</p>
<p>L&#8217;Iran è una delle nazioni che più duramente ha dovuto combattere contro la pandemia, dovuto ai danni che le sanzioni economiche degli Stati Uniti e dell’Europa hanno causato nella sua economia ed hanno colpito nel sistema sanitario. L&#8217;Iran ha più di 29 mila malati e conta già più di 2200 morti.</p>
<p>Anche oggi il vergognoso sceriffo di Hollywood, il Pubblico Ministero Generale (Ministro di Giustizia) dell&#8217;Amministrazione Trump è comparso sullo schermo offrendo 15 milioni di dollari per l&#8217;arresto del presidente venezuelano Nicolas Maduro e vari funzionari del suo governo, ovviamente per traffico di droga verso gli Stati Uniti. Con tale quantità di denaro si comprerebbero milioni di kits di diagnosi per COVID-19, che sono in deficit nel sistema sanitario statunitense.</p>
<p>Il colmo della disinvoltura è stato quello della sottosegretaria di Stato, solitamente distratta, per Cuba e Venezuela, Carrie Filipetti, che ha detto oggi in una videoconferenza che la pandemia del nuovo coronavirus in Venezuela, con un sistema di salute collassato e la maggioranza della popolazione senza accesso continuo ad acqua e sapone, è un pericolo per tutta la regione, se non è controllata.</p>
<p>“La situazione in Venezuela è eccessivamente nefasta (&#8230;) Se il Venezuela non può fare fronte al COVID-19, nel futuro arriverà in Brasile, in Colombia e nella regione circostante, come stiamo osservando con la crisi dei rifugiati”, ha assicurato la funzionaria.</p>
<p>“Vedremo un&#8217;espansione della pandemia del COVID-19 nella regione, se non a livello globale, se Venezuela come paese non può affrontare la crisi”, ha anticipato piena di cinismo la Filipetti, senza una sola allusione al vergognoso blocco economico che da più di cinque anni ha decretato il governo degli Stati Uniti contro la nazione sud-americana ed il furto sfacciato da parte di Washington di miliardari di denaro dei venezuelani.</p>
<p>La signora non sembra sapere che Brasile è il paese latinoamericano con la maggiore quantità di malati per COVID-19; per questo che Venezuela non potrebbe esportare un&#8217;epidemia già presente nel suo vicino confinante.</p>
<p>Nel frattempo, le morti negli Stati Uniti per COVID-19 sorpassano già il numero 1000, i positivi sono più di 75000, i solleciti di disoccupazione sono un record per l&#8217;ultimo mezzo secolo, mentre The New York Times pubblica un reportage da un ospedale di Brooklyn con il titolo “Siamo in modo disastro”. I funzionari statunitensi non dovrebbero occuparsi di più della situazione negli Usa del COVID-19 invece di assumersi il ruolo di poliziotti mondiali? Non possono capire dall&#8217;impero che è ora della solidarietà e non dei blocchi?</p>
<p>di Randy Alonso Falcon</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Tribunale Supremo di Giustizia in Venezuela annulla decreto di Guaidò su riorganizzazione di TeleSur</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jan 2020 03:26:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La magistrata Lourdes Benicia Suarez Anderson è stata incaricata del processo del ricorso di nullità presentato dalla presidentessa del mezzo di comunicazione, Patricia Villegas. Il Tribunale Supremo di Giustizia del Venezuela ha informato questo mercoledì che la Sala Costituzionale ha dichiarato la nullità assoluta del decreto che stabiliva una Commissione per la Riorganizzazione della multi-piattaforma informativa TeleSur. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11319" alt="telesur" src="/files/2020/01/telesur.jpg" width="580" height="294" />La magistrata Lourdes Benicia Suarez Anderson è stata incaricata del processo del ricorso di nullità presentato dalla presidentessa del mezzo di comunicazione, Patricia Villegas.</strong></p>
<p>Il Tribunale Supremo di Giustizia del Venezuela ha informato questo mercoledì che la Sala Costituzionale ha dichiarato la nullità assoluta del decreto che stabiliva una Commissione per la Riorganizzazione della multi-piattaforma informativa TeleSur.</p>
<p>Attraverso una nota di stampa del massimo ente giudiziale del paese, hanno affermato che la decisione è stata presa per incostituzionalità e carenza di effetti giuridici del Decreto di creazione della Commissione per la Riorganizzazione di C.A. Telesur Venezuela e le sue aziende affiliate.</p>
<p>Inoltre, la magistrata ha anche annullato le designazioni di Leopoldo Helimenes Castillo Atencio e Larissa Herminia Patiño Gudiño, reiterando che l’unica designazione valida è quella di Villegas.</p>
<p>Inoltre il tribunale ha sentenziato che qualunque attuazione in nome e rappresentazione di “La Nuova Televisione Del Sud Venezuela C.A.” (Telesur) che non sia realizzata per l&#8217;unica rappresentazione valida del canale televisivo, non compromette gli interessi dello Stato.</p>
<p>Agli inizi di gennaio, il deputato oppositore Juan Guaidò, presidente immaginario del Venezuela, ha minacciato la multi-piattaforma mediante le reti sociali, annunciando un processo di riorganizzazione del mezzo informativo.</p>
<p>da TeleSur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Venezuela, Guaidó nega di gestire fondi internazionali ma la statunitense USAID lo smentisce</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jan 2020 21:49:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[In Venezuela il deputato golpista Juan Guaidó sostiene di non gestire fondi internazionali. Tuttavia viene smentito da un rapporto pubblicato da USAID (Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale) dove si evince che che l'agenzia ha fornito "più di 128 milioni di dollari per finanziare programmi a sostegno del presidente ad interim Juan Guaidó e della sua amministrazione".]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11294" alt="Guaidò" src="/files/2020/01/Guaidò.jpg" width="580" height="263" />In Venezuela il deputato golpista Juan Guaidó sostiene di non gestire fondi internazionali. Tuttavia viene smentito da un rapporto pubblicato da USAID (Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale) dove si evince che che l&#8217;agenzia ha fornito &#8220;più di 128 milioni di dollari per finanziare programmi a sostegno del presidente ad interim Juan Guaidó e della sua amministrazione&#8221;.</strong></p>
<p>Secondo il sito web di USAID, il governo nordamericano avrebbe erogato oltre 654 milioni di dollari per attività che vengono definite di &#8220;assistenza umanitaria e allo sviluppo&#8221;. Di tale importo, 435 milioni di dollari sono stati forniti dall&#8217;USAID.</p>
<p>Di tale importo, 277 milioni di dollari sono stati stanziati dall’agenzia per sostenere i venezuelani che emigrarono in altri paesi. Il denaro sarebbe stato distribuito tra 16 paesi, tra cui Brasile, Colombia, Ecuador e Perù.</p>
<p>Gli altri 158 milioni di dollari sarebbero stati usati &#8220;per i venezuelani all&#8217;interno del Venezuela&#8221;, secondo il documento ufficiale. Di questi, 128 milioni di dollari sono stati utilizzati nei programmi proposti dall’autoproclamato presidente ad interim, Juan Guaidó, per &#8220;sostenere i difensori dei diritti umani, le organizzazioni della società civile, i media indipendenti e i supervisori elettorali in Venezuela&#8221;.</p>
<p>Inoltre, parte di questo denaro è stata utilizzata &#8220;per aiutare il governo provvisorio e l&#8217;Assemblea Nazionale democraticamente eletta&#8221;, per il sostegno nello sviluppo di &#8220;piani per recuperare l&#8217;economia&#8221; e attuare &#8220;servizi sociali&#8221; in un futuro e presunta &#8220;transizione verso democrazia”.</p>
<p>Gli altri 30 milioni di dollari sarebbero stati erogati in &#8220;programmi di aiuti urgenti&#8221; all&#8217;interno del Venezuela, presumibilmente consegnati a &#8220;partner imparziali&#8221; e &#8220;organizzazioni locali&#8221;.</p>
<p>L’agenzia afferma che non sarebbe gestito direttamente da Guaido, ma &#8220;è concesso in modo competitivo alle organizzazioni private attraverso contratti, donazioni o accordi di cooperazione&#8221;, compreso il settore privato, le università, le organizzazioni internazionali e le ONG .</p>
<p>Tuttavia, una tipica forma di corruzione in Venezuela si verifica quando le organizzazioni private e le società che ricevono questi fondi devono concederne parte, in via confidenziale, alle persone che concedono i contratti come &#8220;agradecimiento&#8221;. Questa forma di corruzione, nota come &#8220;commissioni&#8221;, di solito è molto difficile da rilevare a causa dell&#8217;uso di teste di legno e conti bancari nei paradisi fiscali.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Altre risorse statunitensi gestite da Guaidó</span></p>
<p>Le informazioni sulle risorse che USAID ha concesso a Guaidó sono state divulgate dalla giornalista Fania Rodrigues in un articolo sul quotidiano brasiliano Diario Do Centro Do Mondo, e anche sul suo account Twitter.</p>
<p>Nel suo articolo, la giornalista ricorda che Guaidó gestisce anche i profitti di due compagnie statali venezuelane all&#8217;estero: Citgo, che è una sussidiaria della compagnia petrolifera venezuelana PDVSA negli Stati Uniti, e Monomeros, una società di fertilizzanti situata in Colombia. “Dopo il blocco economico imposto contro il governo Maduro, queste compagnie sono state requisite dai governo di Stati Uniti e Colombia”, ricorda Rodrigues.</p>
<p>&#8220;Con questo, le strutture industriali passarono al controllo di una squadra designata da Juan Guaidó, riconosciuta da questi paesi come presidente ad interim del Venezuela&#8221;, ha spiegato.</p>
<p>Così facendo le strutture industriali sono passate sotto il controllo di uomini designati da Juan Guaidó, riconosciuto da questi paesi come presidente ad interim del Venezuela, ha spiegato la giornalista.</p>
<p>Rodrigues ha anche ricordato che il governo degli Stati Uniti nel febbraio 2019, aveva assegnato venti milioni di dollari di aiuti umanitari al Venezuela e il Canada aveva inviato 40 milioni di dollari nello stesso momento. Il 23 febbraio Venezuela Aid Live, tenutosi a Cúcuta, al confine con la Colombia, avrebbe raccolto altri 2,5 milioni di dollari e il cantante reggaeton portoricano Don Omar ha dichiarato che avrebbe donato un milione di dollari.</p>
<p>“Per il 2020, le risorse sono già garantite&#8221;, scrive Rodrigues nel suo articolo. Il governo degli Stati Uniti ha annunciato a dicembre 2019 che il Congresso ha approvato 400 milioni di dollari, che presumibilmente andranno ad &#8220;assistenza umanitaria in Venezuela e nei paesi vicini che ricevono immigrati venezuelani, senza stabilire i valori per ogni paese&#8221;. Altri $ 17 milioni sono stati anche approvati per &#8220;attori politici democratici e per le organizzazioni della società civile venezuelana&#8221;.</p>
<p>Segui il flusso di denaro e comprenderai il perché delle immense spaccature all’interno dell’opposizione venezuelana venute plasticamente alla luce in occasione dell’elezione di Parra a nuovo presidente dell’Assemblea Nazionale.</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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		<title>Cinque chiavi geopolitiche per pensare America Latina nel 2020</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jan 2020 01:58:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comincia il 2020 e si ravvivano le braci di un 2019 turbolento che è cominciato con un Venezuela sotto assedio, ed è terminato con un golpe di Stato contro il processo di cambiamento boliviano e con Evo Morales come rifugiato politico dei governi del Messico prima, ed Argentina dopo, tutto ciò mentre insurrezioni popolari sfidavano nuovamente il modello neoliberale ad Haiti, Honduras, Ecuador o Cile, alle quali si sommavano le grandi mobilitazioni contro il sistema politico in Colombia.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11282" alt="america-latina-620x400-580x374" src="/files/2020/01/america-latina-620x400-580x374.jpg" width="580" height="374" />Comincia il 2020 e si ravvivano le braci di un 2019 turbolento che è cominciato con un Venezuela sotto assedio, ed è terminato con un golpe di Stato contro il processo di cambiamento boliviano e con Evo Morales come rifugiato politico dei governi del Messico prima, ed Argentina dopo, tutto ciò mentre insurrezioni popolari sfidavano nuovamente il modello neoliberale ad Haiti, Honduras, Ecuador o Cile, alle quali si sommavano le grandi mobilitazioni contro il sistema politico in Colombia.  </strong></p>
<p>Probabilmente nell&#8217;anno 2020 ci saranno ancora più “focolai” rossi sui quali puntare la nostra attenzione, ma cerchiamo di dare priorità ed analizzare i 5 principali:</p>
<p><strong>L&#8217;asse progressista Messico-Argentina.</strong> Il ritorno del “kirchnerismo” e del peronismo nella terza economia latinoamericana non solo implica la sconfitta del progetto neoliberale “macrista” alle urne, essendo il primo presidente latinoamericano in tutto il ciclo progressista che non ottiene la rielezione, ma insieme al Messico conforma un asse progressista conformato da 2 dei 3 paesi latinoamericani membri del G20.</p>
<p>La buona sintonia tra Alberto Fernandez ed Andres Manuel Lopez Obrador, il cui governo inoltre è incaricato della presidenza pro tempore della CELAC (che avrà un primo incontro di conversazioni l’8 gennaio a Città del Messico) potrebbe dare un nuovo impulso all&#8217;integrazione regionale di un’America Latina agitata da golpe di Stato e ribellioni popolari. Benché ogni Presidente abbia molto da fare in casa sua per smontare il danno sociale neoliberale, con la rinegoziazione del debito di più di 50.000 milioni di dollari contratta con l’FMI nel caso di Fernandez, e le sfide per diminuire i tassi di povertà, disuguaglianza e violenza, nel caso di Lopez Obrador, sembra che ci sia un&#8217;intenzione per spingere una leadership regionale che nessun Presidente della destra latinoamericana può avere.</p>
<p><strong>Il golpe di Stato in Bolivia.</strong> Con Evo Morales protetto dal governo argentino e già molto più vicino alla Bolivia, i prossimi movimenti passano per la convocazione di elezioni il 6 gennaio (per il 3 maggio, con la presa di possesso il 6 agosto) e la designazione il 19 gennaio del candidato del MAS-IPSP, che tutto sembra indicare potrebbe essere Luis Arce Catacora, l&#8217;ex Ministro di Economia, artefice del miracolo economico boliviano, come una forma di ricorrere non tanto alla classe media bensì soprattutto alla tasca della gente comune, che rimarrà seriamente colpita in caso che i golpisti continuino nel potere. Il suo accompagnatore potrebbe essere un indigeno come l&#8217;ex Cancelliere Diego Pary, o un dirigente contadino come Andronico Rodriguez, Vicepresidente delle Sei Federazioni del Tropico di Cochabamba.</p>
<p>Ma malgrado il MAS potrebbe essere il partito più votato nel primo turno, è necessario essere coscienti che quelli che hanno spinto il golpe di Stato in Bolivia non consegneranno il potere in un appuntamento elettorale, e faranno tutto quello che possono e non possono fare per mantenerlo. Il ritorno della DEA, USAID e dell&#8217;Ambasciatore degli Stati Uniti, come la privatizzazione di aziende pubbliche o la vendita del litio, non saranno facilmente messe a rischio dai golpisti e dai loro soci del Dipartimento di Stato.</p>
<p><strong>Venezuela.</strong> Nonostante abbia sofferto durante il 2019 un&#8217;aggressione militare, diplomatica e mediatica maggiore che quella che ha provocato la caduta del processo di cambiamento boliviano, ed un blocco economico che ha rubato più di 30 mila milioni di dollari di pesos dovuto alle sanzioni, Venezuela comincia il 2020 come uno dei paesi più stabili della regione, consegnando l&#8217;abitazione numero 3 milioni ai settori più umili (con una meta di 5 milioni di abitazioni per il 2025) e dedicando il 76% del PIB ad investimento sociale, qualcosa di inedito nel continente.</p>
<p>Questo 2020 ci saranno le elezioni legislative, il numero 26 dal 1998 (delle 25 anteriori il chavismo ne ha vinte 23) e se si riesce a riattivare l&#8217;economia e l&#8217;opposizione golpista si mantiene divisa, può essere l&#8217;anno in cui si consolidi la tappa post Chavez della Rivoluzione Bolivariana.</p>
<p><strong>Ribellioni anti-neoliberali.</strong> Con un capitalismo globale in fase di decomposizione, ed un modello neoliberale che non può garantire condizioni di vita degne per la maggioranza della popolazione, le mobilitazioni popolari che adottano differenti ritmi, intensità e leadership secondo il paese, saranno in aumento durante 2020. Se a questo si somma l&#8217;onda femminista che può convertirsi in tsunami proprio là dove la sinistra non assuma il femminismo come parte del suo orizzonte politico, si danno le condizioni affinché la destra non possa imporre il suo programma grazie alle lotte di quelle e quelli più in basso.</p>
<p><strong>Stati Uniti.</strong> Last but not least, l&#8217;elezione presidenziale colpisce in America Latina, dal Messico all&#8217;Argentina, passando per Cuba ed ovviamente Venezuela, oltre a Bolivia o Brasile di un sempre più discusso Bolsonaro e di un Lula che può dimostrare una leadership in libertà non solo politica, bensì sociale.</p>
<p>L&#8217;atto di inizio della campagna “trumpiana” eseguito a Baghdad mediante l&#8217;assassinio del generale iraniano Soleimani è solo la conferma della necessità che ha Trump di una guerra e vari nemici esterni per assicurarsi la rielezione.</p>
<p>Se il 2020 non ci troverà confessati, speriamo almeno di essere informati.</p>
<p>di Katu Arkonada</p>
<p>da Telesur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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