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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; USA</title>
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		<title>USA: guerra o emergenza climatica?</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2021 20:04:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Apparentemente l'intensa emergenza climatica non ha impattato Biden, occupato con i bombardamenti e ad operare sul funzionamento in stato di emergenza. Nel cammino in una delicata negoziazione planetaria, gli Stati Uniti continuano con la gestione coloniale-imperiale. Il bombardamento di Siria è avvenuto in un contesto di illegale unilateralismo “russofobo” e “chinofobo” che genera tensione e incertezza in un pianeta in cui persiste un torrente di gas serra (GHG) che trattiene l'energia solare a un ritmo giornaliero stimato da James Hansen nell'equivalente del esplosione di 400.000 bombe atomiche tipo Hiroshima.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12116" alt="nivel-del-mar-cambio-climático-580x386" src="/files/2021/05/nivel-del-mar-cambio-climático-580x386.jpg" width="580" height="386" />Apparentemente l&#8217;intensa emergenza climatica non ha impattato Biden, occupato con i bombardamenti e ad operare sul funzionamento in stato di emergenza. Nel cammino in una delicata negoziazione planetaria, gli Stati Uniti continuano con la gestione coloniale-imperiale. Il bombardamento di Siria è avvenuto in un contesto di illegale unilateralismo “russofobo” e “chinofobo” che genera tensione e incertezza in un pianeta in cui persiste un torrente di gas serra (GHG) che trattiene l&#8217;energia solare a un ritmo giornaliero stimato da James Hansen nell&#8217;equivalente del esplosione di 400.000 bombe atomiche tipo Hiroshima.</strong></p>
<p>I suoi devastanti impatti nei fiumi e nelle inondazioni dei ghiacciai in scioglimento dell&#8217;Himalaya hanno già causato 12.000 morti (The Guardian 2/4/21). A causa dell&#8217;assenza di un freno ai gas serra, gli scienziati negli Stati Uniti e nel mondo mettono in guardia dai rischi di un cambiamento climatico improvviso e irreversibile, scoppiato con enormi incendi boschivi in California e, dagli anni &#8217;90, nella desertificazione accelerata dell&#8217;America Nord, nella sua zona sud-orientale.</p>
<p>Nel mezzo del deterioramento bioecologico, Leonado Boff ha avvertito che alla base della violenza generalizzata contro gli oppositori del regime di estrema destra che affligge Brasile c&#8217;è il progetto di colonizzare nuovamente l&#8217;America Latina e costringerla ad essere solo un esportatore di merci (carne, cibo, minerali) &#8230; in questa strategia perversa, Brasile è molto importante per la sua enorme riserva di risorse naturali che mancano al mondo.</p>
<p>È una profonda crisi esistenziale e di civiltà. Di fronte al deterioramento degli Stati Uniti in termini di produzione, commercio e tecnologia, comprese le macchine utensili (in termini di costi, qualità delle prestazioni), si fa sentire il pesante fardello del complesso industriale bellico utilizzato per superare i costi e sussidi inaccettabili, ritirandosi da prodotti con un miglior prezzo, design e qualità cinesi, russi, tedeschi, giapponesi ecc., tutto parte di una competizione civile e militare diversificata.</p>
<p>L&#8217;egemone opta per il pugno militare e un unilateralismo illegale di sanzioni atroci contro Venezuela in tempi di epidemia, un crimine contro l&#8217;umanità per petrolio e minerali, saccheggiando anche beni e depositi bancari del governo venezuelano, consegnando migliaia di milioni a un auto-dichiarato presidente (Guaidó). Questo è un bottino vile.</p>
<p>Gli Stati Uniti agiscono unilateralmente dall&#8217;inizio del 21° secolo. Il loro ritiro dal Trattato sui Missili Antibalistici (ABM), insieme alla vendita all&#8217;ingrosso di armi di tipo antibalistico nei paesi ai confini della Russia, aumenta il rischio di guerra tra potenze centrali, di grave implicazione per la stabilità strategica.</p>
<p>C&#8217;è un urgente bisogno di un vertice tra Putin e Biden, i cui paesi gestiscono il 92% dell&#8217;arsenale nucleare mondiale, che include l&#8217;approvazione dell&#8217;iniziativa democratica guidata da Elizabeth Warren e John Adams per vietare la strategia nucleare di primo attacco a causa del alto rischio terminale che comporta.</p>
<p>Questa strategia è stata rivelata nel 2017 da Daniel Ellsberg, un ex progettista di scenari di guerra nucleare durante l&#8217;amministrazione Kennedy (The Doomsday Machine, Bloomsbury, 2017). Nel bel mezzo di questa situazione strategica pericolosa e di uno stato eccezionale dal 2003, gli USA si dichiarano sotto la copertura degli attacchi dell&#8217;11 settembre. Senza l&#8217;autorizzazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Bush Jr. ha attaccato l&#8217;Iraq nel marzo 2003. È stata una violazione del contratto sociale internazionale derivato dalla seconda guerra mondiale, che ha portato all&#8217;attacco e all&#8217;occupazione dell&#8217;Afghanistan e dell&#8217;Iraq praticamente fino ad oggi.</p>
<p>Ricordiamo che per Jean Jacques Rousseau il diritto di una guerra di conquista non ha altro fondamento che il diritto del più forte, dichiarato dalla metà del XVIII secolo  riflettendo sull&#8217;argomento nel Contratto Sociale, un&#8217;affermazione che si adatta al millimetro con la guerra e l&#8217;occupazione di natura mercantile e imperialista, di saccheggio aperto di risorse minerali e combustibili fossili di alto valore.</p>
<p>Fino a poco tempo fa, Donald Trump ha proposto di mantenere le truppe di occupazione in Afghanistan. Democracy Now!, la pagina giornalistica, ha rivelato il motivo: l&#8217;esistenza di un residuo minerale stimato in una cifra vicina a un trilione di dollari. Il tipo di offensiva dispiegata da Bush costituisce un crimine di guerra. Nessuno dimentica che Bush ha minacciato di bombardare la Corte Penale Internazionale se fosse stato processato.</p>
<p>Oggi più che mai è necessario ricordare che durante i processi di Norimberga, e nei regolamenti da loro derivati, si considera esplicitamente che la guerra di autodifesa preventiva &#8211; dottrina dietro la quale la Casa Bianca difende il suo aggressivo unilateralismo &#8211; è una crimine di guerra. Non c&#8217;è giustificazione per queste guerre che persistono senza prove o autorizzazione del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU. Nessuno dimentica che il presidente Biden, un nuovo arrivato allo Studio Ovale, ha già ordinato un bombardamento di una popolazione indifesa, al di fuori di tutte le normative internazionali.</p>
<p>di John Saxe-Fernández</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>Foto: Getty Images/Archivo</p>
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		<title>Il presidente cubano fa gli auguri agli Organi della Sicurezza dello Stato</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2021 21:29:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[62º anniversario]]></category>
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		<description><![CDATA["Il nostro grato omaggio a coloro che hanno impedito più di 600 attentati alla vita di Fidel e hanno affrontato, imbattuti, i servizi di intelligence dell'avversario da 62 anni", ha scritto oggi su Twitter, il Presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, facendo riferimento oggi all'anniversario degli Organi della Sicurezza dello Stato. "Tanti auguri, cari combattenti della mitica Sicurezza dello Stato", ha proseguito il presidente nel messaggio condiviso sul suo account di quel Social Network.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11979" alt="seguridad-estado-580x330" src="/files/2021/03/seguridad-estado-580x330.jpg" width="580" height="330" />&#8220;Il nostro grato omaggio a coloro che hanno impedito più di 600 attentati alla vita di Fidel e hanno affrontato, imbattuti, i servizi di intelligence dell&#8217;avversario da 62 anni&#8221;, ha scritto oggi su Twitter, il Presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, facendo riferimento oggi all&#8217;anniversario degli Organi della Sicurezza dello Stato.</strong></p>
<p>&#8220;Tanti auguri, cari combattenti della mitica Sicurezza dello Stato&#8221;, ha proseguito il presidente nel messaggio condiviso sul suo account di quel Social Network.</p>
<p>Un articolo del quotidiano Granma riferisce che il 20 aprile 1958, in un rapporto firmato dall&#8217;allora comandante Raúl Castro Ruz, indirizzato a Fidel, c&#8217;era la spiegazione sul fatto che il corpo degli ufficiali dei servizi segreti ribelli (IR) era in fase di perfezionamento, e che sotto il suo comando c&#8217;era il SOC, cioè il Servicio de Observación Campesina, e altre unità di questo tipo.</p>
<p>Da quello, 11 mesi dopo, il 26 marzo 1959, sono sorti gli Organi della Sicurezza di Stato, nati di fronte alla crescente aggressività del Governo degli Stati Uniti, che era pronto a tutto pur di sottomettere la Rivoluzione.</p>
<p>Il testo spiega che per 62 anni ogni piano dell&#8217;impero e dei suoi servizi speciali ha fracassato contro il lavoro inestimabile dei combattenti per la sicurezza dello Stato; la cui forza della sua carriera imbattuta è una sola: quella del popolo.</p>
<p>Con informazioni da ACN/ da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: ACN</p>
<div id="attachment_11981" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11981" alt="Foto: Radio Cadena Agramonte" src="/files/2021/03/minint-cuba-foto-oriol-delacruz-580x3301.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">Foto: Radio Cadena Agramonte</p></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ci ha lasciato Rosa Aurora, la dolce guerriera della lotta per la liberazione dei Cinque</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2021 18:30:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri è stata una giornata di grande tristezza, ammetto di avere pianto, di aver sentito tanto dolore quando, aprendo il facebook, ho letto nella pagina di Gerardo Hernandez Nordelo: "È morta Rosa Aurora Freijanes, Rosita, che - come la guerriera che è sempre stata - ha lottato per la sua salute negli ultimi anni. Noi Cinque, le dobbiamo gran parte della nostra libertà e la ricorderemo per sempre. Riposa in pace sorella!".]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11838" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11838" alt="Rosa Aurora Freijanes" src="/files/2021/01/Rosa-Aurora.jpg" width="580" height="385" /><p class="wp-caption-text">Rosa Aurora Freijanes</p></div>
<p><strong>Ieri è stata una giornata di grande tristezza, ammetto di avere pianto, di aver sentito tanto dolore quando, aprendo il facebook, ho letto nella pagina di Gerardo Hernandez Nordelo: &#8220;È morta Rosa Aurora Freijanes, Rosita, che &#8211; come la guerriera che è sempre stata &#8211; ha lottato per la sua salute negli ultimi anni. Noi Cinque, le dobbiamo gran parte della nostra libertà e la ricorderemo per sempre. Riposa in pace sorella!&#8221;.</strong></p>
<p>L&#8217;avevo vista qualche mese fa, davanti al condominio dove viveva e si era preoccupata per la mia salute, come sempre gentile e disinteressata.</p>
<p>Ma le parole più belle sono quelle di Olga Salanueva, sposa di uno dei Cinque, René Gonzalez, che ha sempre condiviso tutto con Rosa, insieme anche alle altre spose dei Cinque prigionieri politici che modestamente condivido, dal mio cuore ferito:</p>
<p>&#8220;Requiem per la nostra Rosy:</p>
<p>Solo ora, dopo più di mezza giornata da aver affrontato la notizia e dopo un giorno intenso, riesco a scrivere qualche parola per rendere omaggio a mia sorella Rosa Aurora.</p>
<p>Voglio ricordare come l&#8217;ho conosciuta. Carica di lettere, caricature e messaggi d&#8217;amore da ciascuno dei Cinque, ero arrivata a Cuba direttamente dalla mia cella di Fort Lauderdale. A causa di certe coincidenze nella vita, avevo conosciuto Adriana molto prima. Mentre, Elisabeth e Rosa Aurora erano solo un&#8217;idea, sussurrata nelle visite che avevo avuto modo di condividere con René prima di essere arrestata. Mi sentivo come uno qualsiasi dei tre magi, desiderosa di consegnare il mio prezioso pacco al resto della famiglia e di godermi le loro reazioni dopo due lunghi anni di silenzio, in cui il legame ancora più forte con i loro mariti prigionieri dall&#8217;altra parte del mare era l&#8217;assoluta fiducia che Fidel non li avrebbe mai lasciati soli.</p>
<p>Mi sono preparata con cura per riceverle a casa mia. Ho raccolto tutto quello che potevo per offrire loro un pasto modesto che includeva le tre portate principali, dolce e bevande. Le ho servite come meglio potevo e con tutto il mio affetto, viziandole il più possibile, date le circostanze. Poi abbiamo parlato finché non è diventato buio.</p>
<p>Rosy era una giovane donna snella, molto simpatica e con splendidi occhi azzurri, spiritosa e con un umorismo britannico finissimo ed ironico, attraverso il quale filtravano gli insegnamenti che aveva coltivato con la lettura; ma era comunque una cubana molto spiritosa. È stato l&#8217;inizio di tanti anni che ci hanno avvicinato tra tribune, albe, riunioni, colloqui ed attività di ogni genere, in cui come mogli eravamo tutte riunite per la stessa causa, ed alleate dallo stesso dolore, ci siamo compenetrate fino a diventare sorelle.</p>
<p>Un bel giorno, un po&#8217; più rilassata e ricordando quando ci siamo conosciute, mi ha rimproverato, scherzosamente:</p>
<p>- E pensare che quel giorno stavo aspettando che mi offrissi un po di caffè, scortese che non sei altro.</p>
<p>- Ay Rosy &#8211; risposi &#8211; Perché non me l&#8217;hai chiesto? Ero così di corsa e siccome non bevevo caffè non me ne sono nemmeno resa conto. D&#8217;ora in poi sempre ti farò il caffè.</p>
<p>Da quel giorno, ogni volta che veniva a casa mia, la prima cosa era il caffè, però continuava a ricordarmi che, in quella prima occasione, non glielo avevo fatto.</p>
<p>Rosy era così: sempre giocosa, sempre gentile, semplice, ironica e, soprattutto, di buon cuore. Quel cuore, oltre ad essere buono, forte, è stato quello che gli ha permesso di combattere tante battaglie e affrontare i colpi che la vita le ha dato, del tutto immeritati.</p>
<p>Ma lei era ancora lì, senza incolpare nessuno, senza nutrire nessun risentimento, e dava sempre incoraggiamento anche nelle occasioni in cui era lei che ne aveva più bisogno.</p>
<p>Era capace di tanta felicità interiore che con la sua era già abbastanza. Così è sempre stata la sorella del resto delle mogli, la zia di tutti i nostri figli e un&#8217;audace difensora della causa dei Cinque.</p>
<p>Ci mancherai tantissimo. Avremo tanto bisogno di te e ti ricorderemo con gioia. Con quell&#8217;ottimismo con cui hai saputo superare ogni tuo inciampo per prendere fiato e continuare ad essere quella persona felice e buona, ignara del risentimento, sprezzante del superfluo, attaccata all&#8217;essenza delle cose e leale come nessun altra.</p>
<p>Da oggi, quando avrò bisogno di parlarti, farò un po&#8217; di caffè e brinderò per te; e perché esistano molte Rosa come te; perché questo mondo avrà bisogno di loro finché ci saranno ostacoli da superare, ingiustizie da superare e torti da perdonare.</p>
<p>Addio, sorella. Grazie per il privilegio di conoscerti.</p>
<p>La tua sorella di sempre, Olguita&#8221;.</p>
<p>di Ida Garberi</p>
<p>foto: Bill Hackwell</p>
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		<title>Trump contro i medici cubani</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2020 21:58:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I senatori cubano-americani Marco Rubio e Robert Menéndez raccontano nuove strane avventure contro il loro paese d'origine. Approfittatori perenni dell'industria anti-castrista, propongono leggi contro la cooperazione medica cubana e promuovono, con fondi federali, una campagna per fornire un'immagine falsa e grottesca della stessa, come volgare traffico di esseri umani e produttrice di fondi per "aumentare le casse dello Stato". ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11799" alt="donald-trump-marco-rubio-580x326" src="/files/2020/11/donald-trump-marco-rubio-580x326.jpg" width="580" height="326" />I senatori cubano-americani Marco Rubio e Robert Menéndez raccontano nuove strane avventure contro il loro paese d&#8217;origine. Approfittatori perenni dell&#8217;industria anti-castrista, propongono leggi contro la cooperazione medica cubana e promuovono, con fondi federali, una campagna per fornire un&#8217;immagine falsa e grottesca della stessa, come volgare traffico di esseri umani e produttrice di fondi per &#8220;aumentare le casse dello Stato&#8221;.</strong></p>
<p>Un importante obiettivo che perseguono è quello di intensificare la campagna all&#8217;interno delle Nazioni Unite ed in Europa per impedire l&#8217;assegnazione del Premio Nobel alle Brigate Mediche Cubane Henry Reeve, proposta da centinaia di personalità, organizzazioni sociali e umanitarie, che ha già il sostegno di decine di migliaia di firme nel mondo, compreso negli Stati Uniti. Il contesto politico che rende possibili e stimola queste azioni è l&#8217;intensificarsi del bloqueo contro Cuba da parte del governo di Donald Trump, a livelli di un soffocamento senza precedenti.</p>
<p>Questa politica è stata portata agli estremi più crudeli durante la pandemia della COVID-19 ed include un grado insolito di persecuzione della cooperazione medica cubana nel mondo, pressioni evidenti su molti governi per farne a meno e l&#8217;espulsione dal Brasile, dalla Bolivia e dall&#8217;Ecuador di migliaia di operatori sanitari dell&#8217;isola. Ciò ha comportato un duro colpo per l&#8217;economia cubana, poiché l&#8217;esportazione di servizi medici costituisce la sua prima fonte di reddito. Ma, soprattutto, ha prodotto un sensibile e brusco deterioramento della situazione sanitaria dei tre paesi ed ha causato un forte indebolimento dei loro fragili sistemi sanitari pubblici alla vigilia dell&#8217;arrivo del nuovo coronavirus in America Latina e nei Caraibi.</p>
<p>Il drastico peggioramento del quadro sanitario ed epidemiologico sudamericano come risultato della brutale politica di Trump contro l&#8217;assistenza sanitaria cubana, le sue seccature contro l&#8217;Organizzazione Panamericana della Sanità, la sua negazione del virus e della scienza e persino la sua raccomandazione di rimedi assurdi per la malattia è stata così rilevante che ha meritato un lungo articolo sul New York Times intitolato &#8220;Donald Trump e Jair Bolsonaro hanno indebolito le difese sanitarie dell&#8217;America Latina contro la COVID -19&#8243;. L&#8217;articolo del quotidiano di New York, che nessun sano di mente classificherebbe come amico di Cuba, fa questa affermazione quasi all&#8217;inizio: “Trump e Bolsonaro hanno espulso 10.000 tra medici ed infermieri cubani da varie zone povere del Brasile, dell&#8217;Ecuador, della Bolivia.</p>
<p>Molti se ne sono andati, senza essere sostituiti, pochi mesi prima della pandemia&#8221;.</p>
<p>Successivamente, continua: “in seguito, entrambi i leader hanno attaccato l&#8217;organizzazione internazionale più qualificata per combattere il virus, l&#8217;Organizzazione Panamericana della Sanità (OPS), citando la loro partecipazione al programma medico cubano. Con l&#8217;aiuto di Bolsonaro, Trump ha quasi mandato in bancarotta l&#8217;agenzia trattenendo i fondi promessi al culmine dello scoppio della pandemia, in una mossa che non era stata precedentemente rivelata&#8221;.</p>
<p>“L&#8217;amministrazione Trump continua a fare pressioni su altri paesi affinché espellano i medici cubani. Durante quest&#8217;estate, un&#8217;organizzazione di Stati caraibici (si riferisce al CARICOM, di cui fanno parte 15 Stati caraibici e 5 territori membri associati) ha condannato la Casa Bianca per aver minacciato di &#8216;inserire nella lista nera&#8217; coloro che si rifiutano di farlo&#8221;, aggiunge. Va ricordato che i sistemi sanitari di questi Stati sono stati costruiti con un&#8217;importante partecipazione di Cuba, che, per di più, ha costituito gran parte del suo personale sanitario. Come parte importante di queste azioni, L&#8217;Avana ha mantenuto gratuitamente dal 1998 una potente brigata medica ad Haiti, decisiva nell&#8217;innalzare gli indici di salute del Paese, protagonista della prima trionfante rivoluzione antischiavista della storia, nell&#8217;assistere le vittime di uragani e del terremoto del 2010 e nella lotta all&#8217;epidemia di colera dello stesso anno. Il personale medico ed infermieristico cubano è stato rafforzato in quegli stati durante la pandemia come parte delle 52 brigate che, dalla maggiore delle Antille, hanno affrontato il coronavirus negli ultimi mesi, con circa 3.000 membri, in decine di paesi in Africa, Asia, Europa, Medio Oriente ed Oceania.</p>
<p>I &#8220;trumpisti&#8221; sono furiosi per il riconoscimento internazionale che la medicina e la biotecnologia cubana hanno ottenuto, accresciuto dall&#8217;esperienza della COVID-19, e sono furiosi per il successo ottenuto dall&#8217;isola nell&#8217;affrontare la pandemia, con uno dei più bassi tassi di infezione e mortalità nel mondo. Per non parlare della comparazione con Stati Uniti, Brasile, Perù, Cile, Bolivia, Colombia ed i paesi europei.</p>
<p>Trump, nonostante gli attacchi d&#8217;ira, lascerà la Casa Bianca, ma rimane in prima linea quell&#8217;orrore fascista che è il &#8220;trumpismo&#8221;. E resta la mafia cubano-americana, che pur essendo ideologicamente in sintonia con Trump, ora corre a rendere omaggio a Biden per salvar i fondi milionari forniti dal bilancio federale per lottare per la &#8220;democrazia&#8221; a Cuba.</p>
<p>di Angel Guerra Cabrera</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Hispan TV</p>
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		<title>Diaz-Canel: Cuba scommette sulla ricerca di soluzioni in comune e complete nei confronti della CEPAL</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2020 21:35:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cuba ha ceduto questo lunedì al Costa Rica la presidenza pro tempore della Commissione Economica per l'America Latina ed i Caraibi, dopo due anni di duro lavoro in cui ha scommesso “sulla ricerca di soluzioni concertate e globali a problemi comuni o simili; sempre con la premessa di non lasciare nessuno indietro”.
L'ha affermato il presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, intervenendo via internet all'inaugurazione della 38º sessione della Commissione Economica per l'America Latina ed i Caraibi, "la nostra cara CEPAL", ha detto.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11777" alt="cepal-er-2-2-580x330" src="/files/2020/10/cepal-er-2-2-580x330.jpg" width="580" height="330" />Cuba ha ceduto questo lunedì al Costa Rica la presidenza pro tempore della Commissione Economica per l&#8217;America Latina ed i Caraibi, dopo due anni di duro lavoro in cui ha scommesso “sulla ricerca di soluzioni concertate e globali a problemi comuni o simili; sempre con la premessa di non lasciare nessuno indietro”.</strong></p>
<p>L&#8217;ha affermato il presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, intervenendo via internet all&#8217;inaugurazione della 38º sessione della Commissione Economica per l&#8217;America Latina ed i Caraibi, &#8220;la nostra cara CEPAL&#8221;, ha detto.</p>
<p>Da L&#8217;Avana, il Capo dello Stato ha sottolineato che nei 70 anni di lavoro della Commissione nella promozione dello sviluppo economico, sociale e sostenibile in America Latina e nei Caraibi, “c&#8217;è stato e ci sarà sempre una partecipazione attiva di Cuba a favore del multilateralismo, lo scambio di conoscenze e la cooperazione ”.</p>
<p>Di seguito, Cubadebate pubblica il discorso completo del presidente cubano:</p>
<p>&#8220;Sua Eccellenza Carlos Alvarado Quesada, Presidente della Repubblica di Costa Rica;</p>
<p>Sua Eccellenza il Sig. Antonio Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite;</p>
<p>Sua Eccellenza Alicia Bárcena, Segretaria Esecutiva della CEPAL;</p>
<p>Illustri Ministri, Capi Delegazioni, Delegati ed Ospiti:</p>
<p>È un onore per Cuba partecipare insieme a voi, anche se virtualmente, all&#8217;apertura della 38º sessione della Commissione Economica per l&#8217;America Latina ed i Caraibi (la nostra cara CEPAL), di cui abbiamo celebrato il 70 ° anniversario a L&#8217;Avana nel maggio del 2018, quando il nostro Paese ha assunto la Presidenza pro tempore della Commissione, che oggi consegniamo al Costa Rica.</p>
<p>In questi più di 70 anni di lavoro instancabile per la promozione dello sviluppo economico, sociale e sostenibile in America Latina e nei Caraibi, c&#8217;è stata sempre una partecipazione attiva di Cuba a favore del multilateralismo, dello scambio di conoscenze e della cooperazione, tutto questo ci fa sentire parte della CEPAL.</p>
<p>Dalla Presidenza pro tempore della Commissione, dal suo Comitato per la Cooperazione Sud-Sud e dal Forum dei paesi dell&#8217;America Latina e dei Caraibi, Cuba ha lavorato intensamente per lo sviluppo sostenibile, consapevole delle enormi sfide implicate nell&#8217;impegno per promuovere la cooperazione e lo sviluppo sostenibile nella regione, in particolare con le nazioni sorelle dei Caraibi, rispondendo all&#8217;iniziativa della CEPAL di “El Caribe Primero”, “CaribbeanFirst”.</p>
<p>Durante il suo periodo di Presidenza, prolungato di alcuni mesi a causa della pandemia della COVID-19, Cuba è onorata di aver accompagnato i principali processi diretti all&#8217;implementazione dell&#8217;Agenda 2030 ed al rafforzamento della cooperazione Sud-Sud e Triangolare, che si sono sviluppati a livello regionale ed internazionale, nell&#8217;interesse di ampliare ed approfondire i risultati ed il superamento degli obiettivi.</p>
<p>Lavorando per ridurre i dislivelli esistenti e consolidare lo spazio regionale, abbiamo scommesso sulla ricerca di soluzioni concertate e globali a problemi comuni o simili; sempre con la premessa di &#8220;non lasciare nessuno indietro&#8221;.</p>
<p>Di questi ultimi due anni, vorrei sottolineare lo svolgimento della Terza Riunione del Forum dei Paesi dell&#8217;America Latina e dei Caraibi sullo Sviluppo Sostenibile, nell&#8217;aprile del 2019, quando è stato presentato il resoconto del bilancio quadriennale sui progressi e sulle sfide per la regione nell&#8217;implementazione dell&#8217;Agenda 2030.</p>
<p>Con la partecipazione di oltre 1200 persone, inclusi rappresentanti della società civile e del settore privato; e con più di 50 incontri paralleli; quella riunione ha segnato un record nella storia del Forum.</p>
<p>Stimati delegati,</p>
<p>In America Latina e nei Caraibi persiste un vergognoso grado di disuguaglianza economica e sociale. I dislivelli strutturali e sistemici tra le nazioni, ed all&#8217;interno di ogni paese, rimangono e si ampliano in un contesto internazionale complesso e difficile in tutti i settori: sanitario, economico, finanziario, sociale ed ambientale.</p>
<p>È un dato di fatto che la pandemia ha accentuato i limiti dei nostri sistemi di produzione ed ha svelato tutte le nostre vulnerabilità.</p>
<p>Il suo impatto economico e finanziario ed i suoi conseguenti costi sociali portano a proiezioni deludenti. La regione, che sta vivendo un rallentamento della crescita economica più intenso rispetto ad altre parti del mondo, presenta una performance inferiore rispetto agli ultimi sette decenni.</p>
<p>Non lo hanno detto gli altri. La stessa Commissione regionale, la nostra CEPAL, prevede un calo del 9,1% per il 2020, il peggior prodotto interno lordo (PIL) dell&#8217;intera storia della regione.</p>
<p>Nel frattempo, il cambiamento climatico continua a colpire senza pietà i nostri paesi, in particolare gli stati insulari. Si stima che entro il 2050 il costo economico del cambiamento climatico nella regione rappresenterà tra l&#8217;1,5 ed il 5% dell&#8217;attuale PIL regionale.</p>
<p>Di fronte a questa drammatica prospettiva, è urgente la promozione di politiche globali in materia di sviluppo sostenibile, mitigazione, adattamento e resilienza.<br />
È fondamentale creare condizioni e capacità migliori per la gestione e la riduzione del rischio nei Caraibi, colmare il dislivello tecnologico, nonché promuovere la cooperazione e l&#8217;accesso tempestivo alle risorse essenziali per mitigare gli effetti del cambiamento climatico.</p>
<p>Crediamo fermamente che solo una risposta articolata tra i paesi a tutti i livelli possa aiutarci a superare le molteplici crisi che l&#8217;America Latina ed i Caraibi devono affrontare oggi.</p>
<p>Per raggiungere questo obiettivo, è essenziale continuare a scommettere su un multilateralismo rinnovato e rafforzato; sulla cooperazione solidale e sulla ricerca di soluzioni concertate ed innovative. Multilateralismo, cooperazione e solidarietà devono essere parole d&#8217;ordine in questi tempi.<br />
È nostro dovere proteggere la pace fra tutti, premessa indispensabile per lo sviluppo, il diritto e la rivendicazione storica dei nostri popoli.</p>
<p>Riaffermo qui quanto abbiamo dichiarato due anni fa all&#8217;incontro de L&#8217;Avana: &#8220;non ci sarà sviluppo senza pace e non ci sarà pace senza sviluppo&#8221;. E di conseguenza evidenziamo la validità dei postulati della proclamazione dell&#8217;America Latina e dei Caraibi come Zona di Pace.</p>
<p>In questo contesto, è impossibile ignorare la nostra denuncia del blocco economico, commerciale e finanziario imposto dal governo degli Stati Uniti, che si è intensificato brutalmente negli ultimi due anni, anche in tempi di pandemia della COVID-19.</p>
<p>Questa componente essenziale della politica di ostilità degli Stati Uniti contro Cuba cerca di arrecare danno alla nazione nel suo insieme con l&#8217;obiettivo di ottenere concessioni politiche e provocare il caos.</p>
<p>L&#8217;escalation opportunistica dell&#8217;assedio criminale, come riconosciuto dall&#8217;attuale amministrazione statunitense, vuole strangolare totalmente il nostro commercio, l&#8217;accesso al carburante ed alle valute forti, e rafforza la sua condizione di vero ostacolo allo sviluppo nazionale.</p>
<p>La recente misura di questo bestiale assedio potrebbe qualificarsi come un atto di brutalità, estrema crudeltà, barbarie umana: a breve, la famiglia cubana sarà privata delle rimesse provenienti dalla nazione in cui risiede il gruppo più numeroso dei suoi emigranti.</p>
<p>Come abbiamo detto tante volte, il blocco si qualifica come genocidio e costituisce una flagrante, sistematica violazione di massa dei diritti umani del nostro popolo, ma non ci separerà, nemmeno di un millimetro, dai nostri programmi di sviluppo.</p>
<p>Cuba persiste nel suo impegno per l&#8217;implementazione dell&#8217;Agenda 2030. Abbiamo un Piano Nazionale per lo Sviluppo Economico e Sociale fino al 2030, i cui assi strategici sono intrecciati con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile; così come con una “Strategia economico-sociale per rilanciare l&#8217;economia ed affrontare la crisi globale causata dalla COVID-19” per la ripresa del Paese.</p>
<p>Ancora una volta, ribadiamo qui il nostro impegno per la cooperazione solidale, basata sul rispetto reciproco, sull&#8217;aiuto disinteressato e sulla complementarità, secondo il principio invariabile della condivisione di ciò che abbiamo, non di ciò che ci risulta superfluo.</p>
<p>Né il blocco né la più feroce delle campagne diffamatorie lanciate oggi contro la cooperazione medica umanista che Cuba offre, intaccheranno la vocazione umanista della sua Rivoluzione, in particolare di fronte al complesso panorama internazionale ed alle pressanti richieste generate dalla pandemia.<br />
Vorrei anche far constatare il più profondo apprezzamento dello Stato cubano per l&#8217;azione della CEPAL e per la signora Alicia Bárcena, per la sua dedizione ed il suo impegno verso lo sviluppo sostenibile in America Latina e nei Caraibi. E per la sua analisi pulita e senza pregiudizi su Cuba, accolta all&#8217;interno della CEPAL durante il suo incarico, con un apprezzato spirito di cooperazione che opera in due direzioni: chiedendo rispettosamente i nostri possibili contributi e sostenendo, con disposizione e grande impegno, le nostre richieste di consulenza tecnica.</p>
<p>Negli anni alla guida della Commissione, Cuba ha percepito che la gestione dell&#8217;attuale Segretaria Esecutiva non solo si fa notare per l&#8217;efficacia di un lavoro professionale e responsabile, ma anche per la passione e l&#8217;impegno di un&#8217;autentica patrocinatrice di un ambiente di pace e cooperazione per raggiungere lo sviluppo.</p>
<p>Inoltre, faccio constare il nostro sostegno al Costa Rica ed al suo presidente, Carlos Alvarado, insieme ai migliori auguri per l&#8217;esercizio della Presidenza Pro Tempore della Commissione, che formalmente consegniamo oggi. Come ha detto il nostro leader storico, Fidel Castro Ruz, alla chiusura del Primo Vertice del Sud tenutosi a L&#8217;Avana il 14 aprile 2000: &#8220;Tutto dipenderà da noi stessi&#8221;.<br />
Contate sempre su Cuba per rendere possibili nella Nostra America gli Obiettivi di Sviluppo e l&#8217;Agenda 2030. È un debito nei confronti di tutti gli eroi dell&#8217;indipendenza americana e dei sogni di emancipazione dei suoi popoli. Tutto ciò che dipende dai nostri sforzi, lo faremo.</p>
<p>Molte Grazie&#8221;.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Estudios Revolucion</p>
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		<title>La sentenza sull&#8217;estradizione di Assange negli Usa verrà emessa il 4 gennaio</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2020 20:44:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La giudice britannica Vanessa Baraitser ha annunciato oggi che deciderà il 4 gennaio 2021 se il fondatore di WikiLeaks Julian Assange debba essere estradato negli Stati Uniti. Durante le precedenti udienze, gli avvocati dell'attivista hanno sostenuto che le accuse sono motivate politicamente, che la sua  salute mentale è a rischio, che le condizioni nelle carceri statunitensi violano le leggi sui diritti umani del Regno Unito e che lui ed i suoi avvocati sono stati spiati mentre era nell'ambasciata ecuadoriana a Londra in asilo politico.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11748" alt="Assange" src="/files/2020/10/Assange.jpg" width="580" height="487" />La giudice britannica Vanessa Baraitser ha annunciato oggi che deciderà il 4 gennaio 2021 se il fondatore di WikiLeaks Julian Assange debba essere estradato negli Stati Uniti.</strong></p>
<p>Durante le precedenti udienze, gli avvocati dell&#8217;attivista hanno sostenuto che le accuse sono motivate politicamente, che la sua  salute mentale è a rischio, che le condizioni nelle carceri statunitensi violano le leggi sui diritti umani del Regno Unito e che lui ed i suoi avvocati sono stati spiati mentre era nell&#8217;ambasciata ecuadoriana a Londra in asilo politico.</p>
<p>Nel frattempo, il team legale che rappresenta gli Stati Uniti ha risposto che molti di questi argomenti sono questioni che devono essere affrontate durante il processo e non hanno nulla a che fare con l&#8217;estradizione.</p>
<p>Assange è stato arrestato dalla polizia metropolitana del Regno Unito nell&#8217;aprile 2019, dopo che Ecuador ha ritirato il suo asilo precedentemente concesso. Il giornalista da allora è stato imprigionato e sta attualmente combattendo contro l&#8217;estradizione negli Stati Uniti, dove deve affrontare più di 17 accuse ai sensi dell&#8217;Espionage Act per la pubblicazione di materiali segreti e informazioni riservate.</p>
<p>Durante un&#8217;udienza di martedì, due testimoni anonimi hanno rivelato piani per avvelenare o rapire l&#8217;attivista mentre era in asilo politico nell&#8217;ambasciata ecuadoriana, cosa che sarebbe stata preparata da agenti dell&#8217;intelligence statunitense e da una società di sicurezza privata che l&#8217;ha spiato costantemente il co-fondatore di WikiLeaks.</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Maduro: lezione di dignità all&#8217;Unione Europea</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 01:53:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha dato all’ambasciatrice dell’Unione Europea (UE), Isabel Brilhante, 72 ore per abbandonare il paese (ordine ora sospeso ndt). “Ora basta con il colonialismo europeo e l’interventismo contro il Venezuela”, ha ammonito. L’espulsione è arrivata in risposta alla decisione della UE di imporre divieti d’ingresso e di congelare i beni ed i conti di undici funzionari nel paese. La lista nera ora ammonta a 36 funzionari, accusati di “crimini contro la democrazia e lo stato di diritto”. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10109" alt="nicolas-maduros-sanciones-580x326" src="/files/2017/07/nicolas-maduros-sanciones-580x326.jpg" width="580" height="326" />Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha dato all’ambasciatrice dell’Unione Europea (UE), Isabel Brilhante, 72 ore per abbandonare il paese (ordine ora sospeso ndt). “Ora basta con il colonialismo europeo e l’interventismo contro il Venezuela”, ha ammonito. L’espulsione è arrivata in risposta alla decisione della UE di imporre divieti d’ingresso e di congelare i beni ed i conti di undici funzionari nel paese. La lista nera ora ammonta a 36 funzionari, accusati di “crimini contro la democrazia e lo stato di diritto”.</p>
<p>La misura risponde anche al grossolano atteggiamento interventista dell’entità europea in Venezuela, dal 2013, dove, sebbene finga di promuovere il dialogo, agisce come una pedina della politica USA di punire coloro che sostengono una soluzione politico-elettorale, con elezioni organizzate in modo reciprocamente soddisfacente, sia per il governo che per l’opposizione legata alla causa democratica ed istituzionale, come è stato concordato al Tavolo di Dialogo (TdD).</p>
<p>Maduro ha anche annunciato che si riservava le azioni diplomatiche corrispondenti contro l’ambasciatore spagnolo, Jesús Silva, nella cui residenza, dove è esiliato il golpista e terrorista Leopoldo López, questi ha pianificato, per settimane, la sconfitta Operazione Gedeon, secondo quanto informa una lunga nota sul giornale USA Wall Street Journal. Come si ricorderà, i membri del piano hanno cercato di invadere il Venezuela via mare, dalla Colombia, in un nuovo tentativo di rovesciamento ed assassinio di Maduro.</p>
<p>Al di là ci sono i partiti del cosiddetto G4, i golpisti di professione, amanti delle invasioni e del sangue, obbedienti alla linea dell’impero, arricchiti con i fondi per la sovversione ed i beni rubati allo Stato dalle “sanzioni”, sebbene nessuna più di Guaidó, convertito in  miliardario. Opposti a qualsiasi soluzione negoziata, come ha potuto comprovare l’ex presidente spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, il paziente facilitatore ed intermediario dell’accordo che doveva essere firmato nella Repubblica Dominicana tra il governo e l’opposizione, nel febbraio 2018, interrotto per ordine di Washington, sebbene questo provenisse da Bogotá. Allora l’ex mandatario peninsulare ha dichiarato: “Questo è un momento decisivo, questo è il tempo, l’altrimenti è pericoloso. Ecco perché appello alla comprensione … l’essenziale è lì, l’accordo sulla data elettorale, l’osservazione, le regole del gioco, le garanzie elettorali”… un’alternativa all’accordo sarebbe “estremamente negativo”.</p>
<p>In linea con il seguito dato alla politica di Washington, negli ultimi giorni la UE ha squalificato senza valide argomentazioni, il nuovo Consiglio Nazionale Eelettorale (CNE), designato dal Tribunale Supremo di Giustizia in uso delle sue facoltà costituzionali, a causa di un’omissione parlamentare, in virtù del fatto che l’Assemblea Nazionale (AN) in disprezzo non disponeva dei voti necessari ed una parte di essa mancava della volontà politica di nominare i nuovi rettori dell’organismo. Giorni dopo, la UE ha annunciato le “sanzioni” adottate contro i funzionari venezuelani. Tra questi, Luis Parra, presidente oppositore dell’AN ed i suoi due vicepresidenti, membri della frazione che ha sostituito Juan Guaidó alla dirigenza parlamentare, dopo essere eletti, il 5 gennaio di quest’anno, al non presentarsi l’allora presidente dell’organo nella sede della sessione.</p>
<p>Guaidó non ha partecipato perché sapeva che la ribellione incubata contro di lui dai deputati dell’opposizione delle regioni rendeva impossibile che raccogliesse i voti necessari per essere rieletto. Quindi, come è sua abitudine, ha allestito, fuori dall’edificio legislativo, uno show con un gruppo fake di deputati per simulare un’elezione, senza rispettare i regolamenti parlamentari. Quindi l’unica dirigenza legittima ed eletta democraticamente dell’AN è quella presieduta da Parra.</p>
<p>Data la nulla capacità, di Guaidó, di convocazione della piazza, i suoi tesi rapporti con altri dirigenti dell’opposizione, la situazione critica nel suo stesso partito, che sembra lascerà, la sua virtuale scomparsa dall’arena politica, è molto probabile che Washington abbia fatto pressione su Bruxelles per ossigenarlo mediante la censura degli accordi del TdD tra il governo ed il settore dell’opposizione che parteciperà elettoralmente alle elezioni parlamentari, alla fine dell’anno, ed esprime la non accettazione di sanzioni né dell’ingerenza straniera.</p>
<p>Ciò che sostiene attualmente Guaidó è il dito di Trump e la mendace cantilena mediatica che è riconosciuto da oltre 50 paesi.</p>
<p>Ma è evidente la accelerata perdita di prestigio e leadership del sistema USA nel mondo e la sua profonda crisi interna.</p>
<p>La leggera e criminale attuazione di Trump di fronte alla pandemia e di fronte al grande movimento di massa multirazziale che si è articolato attorno all’omicidio di George Floyd sono sintomi di quella crisi.</p>
<p>La UE non rimane indietro. E’ stata incapace di implementare un piano solidale per affrontare il covid-19 e qualcosa di simile può accadere al suo piano di ripresa economica, forse soffocato da nuove sanzioni del suo ‘alleato’ USA.</p>
<p>di Angel Guerra Cabrera</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Francesco Monterisi</p>
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		<title>Andate all’inferno, yankee di merda!</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2020 23:58:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fermiamoci un momento, per adesso, riguardo le riflessioni che stavamo realizzando in articoli anteriori sulla nostra prima vita insieme al Comandante Chavez, data la necessità di riferirci al nuovo assalto del governo suprematista di Donald Trump contro il Popolo del Venezuela e le sue istituzioni; un'azione che si iscrive negli sforzi permanenti che realizza il decadente impero statunitense per tentare di distruggere il progetto di ampie trasformazioni che le venezuelane ed i venezuelani stanno sviluppando dall'anno 1999, quando il leader storico della Rivoluzione Bolivariana ha assunto per la prima volta la Presidenza della Repubblica.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-11444" alt="hugo-chavez-boina-roja-580x326" src="/files/2020/04/hugo-chavez-boina-roja-580x326.jpg" width="580" height="326" />I</p>
<p><strong>Fermiamoci un momento, per adesso, riguardo le riflessioni che stavamo realizzando in articoli anteriori sulla nostra prima vita insieme al Comandante Chavez, data la necessità di riferirci al nuovo assalto del governo suprematista di Donald Trump contro il Popolo del Venezuela e le sue istituzioni; un&#8217;azione che si iscrive negli sforzi permanenti che realizza il decadente impero statunitense per tentare di distruggere il progetto di ampie trasformazioni che le venezuelane ed i venezuelani stanno sviluppando dall&#8217;anno 1999, quando il leader storico della Rivoluzione Bolivariana ha assunto per la prima volta la Presidenza della Repubblica.  </strong><br />
Di fronte a questo prolungato e brutale assalto, allora come adesso, il Governo ed il Popolo Bolivariano hanno mantenuto una ferma posizione di difesa della sovranità ed indipendenza nazionale, il bene più pregiato che abbiamo riconquistato dopo 200 anni, come ha detto il Comandante Chavez nel Piano della Patria; una posizione che è stata conseguente, inoltre, quando la stabilità di altri paesi fratelli della Nostra America Latino-Caraibica, è stata minacciata da chi insiste nel considerarci il suo patio posteriore.</p>
<p>II</p>
<p>Ricordiamo come il leader storico della Rivoluzione Bolivariana ha annunciato l’11 settembre dell&#8217;anno 2008, in un incontro di presentazione ed appoggio alle candidate ed ai candidati del Partito Socialista Unito del Venezuela (Psuv) al Governo ed ai Comuni dello stato Carabobo; che il Governo Bolivariano concedeva un termine di 72 ore all’allora ambasciatore gringo in Venezuela, Patrick Duddy, affinché abbandonasse il nostro paese; ordinando, contemporaneamente, il ritorno immediato alla Patria del compagno Bernardo Alvarez, che si sdebitava come Ambasciatore Venezuelano a Washington.</p>
<p>Il Comandante Chavez adottava questa misura in solidarietà col fratello popolo boliviano ed il compagno Presidente Evo Morales, il cui governo manteneva una dura disputa diplomatica con quello degli Stati Uniti, per la loro intromissione nei temi interni di questo paese, come normalmente succede, in appoggio ai settori di destra genuflessi ai propositi imperiali. Sia La Paz che Washington avevano espulso i loro rispettivi rappresentanti diplomatici.</p>
<p>Così, durante l&#8217;incontro, che abbiamo appena menzionato, il nostro Comandante Eterno ha detto: “Vadano all’inferno, yankee di merda, che qui c&#8217;è un Popolo degno…noi siamo i figli di Bolivar, i figli di Guaicaipuro, i figli di Tupac Amaru, e siamo risoluti ad essere liberi…Se venisse qualche paese, se venisse qualche aggressione contro Venezuela, allora non ci sarà petrolio né per il Popolo né per il governo degli Stati Uniti, noi, yankee di merda, sappiatelo, siamo risoluti ad essere liberi, passi quello che passi e ci costi quello che ci costi…”. Senza dubbio, un lascito del Comandante Chavez che continua ad essere completamente vigente.</p>
<p>III</p>
<p>Ed è che il Comandante Chavez è stato un veemente difensore della dignità nazionale e latino-caraibica, minacciata permanentemente dal nemico storico dei nostri Popoli; in questi tempi nei quali l&#8217;umanità intera sta combattendo una battaglia senza precedenti, negli ultimi anni, in cui continuiamo ad essere oggetto dell&#8217;accanimento yankee, caratterizzato in questo momento dall’approfondimento della guerra economica e dalle minacce di invasione militare contro il paese, e dalla pretesa di applicare la “formula Noriega” al Presidente Maduro ed ad altri dirigenti della Rivoluzione Bolivariana.</p>
<p>Orbene, è certo che dopo il golpe di Stato dell&#8217;anno 2002, contro il Governo Bolivariano diretto dal Comandante-Presidente Hugo Chavez, l&#8217;immensa maggioranza delle venezuelane e dei venezuelani -fondamentalmente la classe lavoratrice, le contadine ed i contadini della Patria -, hanno fortificato le loro convinzioni rivoluzionarie, hanno difeso tenacemente il paese, contro ogni avanzata impetuosa del pericoloso vicino del nord, nonché il progetto di trasformazioni profonde proposto dal leader storico della Rivoluzione Bolivariana; oggi sotto la conduzione dal compagno Presidente Nicolas Maduro.</p>
<p>Ovviamente, ciò non significa che si sono risolti i problemi propri della lotta di classe presenti nella società; e che il cammino da quel momento in poi sia stato liscio e senza inciampi. Sappiamo che non è stato così, e che il nostro Popolo, con un alto grado di organizzazione e consapevolezza, ha dovuto affrontare diversi ostacoli, tra i quali ci sono le situazioni generate nel paese dopo il risultato delle elezioni parlamentari di dicembre del 2015.</p>
<p>Proprio per questo, davanti ad un prevedibile scenario della continuità dell&#8217;aggressione gringa, e nonostante abbiamo avanzato molto fino ad ora; è necessario continuare a fortificare la nostra consapevolezza del dovere sociale, affinché non incontrino nessuno spazio le diserzioni, le divisioni e gli anti-valori coi quali le forze controrivoluzionarie pretendono debilitare questo Popolo organizzato e cosciente; dobbiamo essere capaci di sconfiggere definitivamente l&#8217;egoismo, l&#8217;individualismo ed il riformismo; e di blindarci di fronte alla brutale campagna anti-bolivariana sfrenata dalle grandi corporazioni mediatiche mondiali.<br />
Dobbiamo, inoltre, fortificare il ruolo del Partito Socialista Unito del Venezuela (Psuv) e del Gran Polo Patriottico; ed, in maniera particolare, degli e delle dirigenti della rivoluzione, nell&#8217;orientazione e nella formazione che dobbiamo svolgere con l&#8217;eroico e patriota Popolo venezuelano. È chiave il ruolo dell&#8217;avanguardia rivoluzionaria che orienta, dirige ed apprende nella pratica congiunta.</p>
<p>In definitiva, risulta necessario approfittare della congiuntura che stiamo vivendo, davanti al feroce assalto dell&#8217;impero, per continuare a consolidare il nostro movimento civico-militare, sempre di più attecchito nell&#8217;ideologia bolivariana e chavista. È il momento di aggiornare permanentemente il nostro piano strategico per cambiare la società ereditata, nella teoria e nel programma di azione socialista; affinché frema con più forza il sangue ribelle nelle nostre vene e nelle nostre coscienze. Applichiamo, con tutto quello che significa, le tre “R” al quadrato (Revisione, Rettifica e Rilancio, n.d.t.) che ci ha lasciato il Comandante Chavez; e nella difesa del suo lascito, Vinceremo sempre.</p>
<p>di Adan Chavez- da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: AP</p>
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		<title>Spazzatura dei politici e dei funzionari dell&#8217;impero</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2020 22:22:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Invece di dirigere il combattimento mondiale contro la pandemia del COVID-19, o almeno concentrarsi su come affrontare la grave situazione che stanno vivendo gli Stati Uniti con la malattia, il macchinario politico e governativo dell'impero continua con la sua imperturbabile abitudine di ripartire sanzioni e qualificazioni a destra e sinistra; facendo orecchio da mercante agli appelli alla cooperazione realizzati dal Segretario Generale dell'ONU. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11419" alt="UsaCovid" src="/files/2020/03/UsaCovid.jpg" width="580" height="386" />Invece di dirigere il combattimento mondiale contro la pandemia del COVID-19, o almeno concentrarsi su come affrontare la grave situazione che stanno vivendo gli Stati Uniti con la malattia, il macchinario politico e governativo dell&#8217;impero continua con la sua imperturbabile abitudine di ripartire sanzioni e qualificazioni a destra e sinistra; facendo orecchio da mercante agli appelli alla cooperazione realizzati dal Segretario Generale dell&#8217;ONU.</strong></p>
<p>Il Dipartimento del Tesoro degli USA ha annunciato questo giovedì l&#8217;imposizione di sanzioni contro 15 persone e cinque entità dell&#8217;Iran nella cornice di un supposto programma antiterrorista. Le compagnie colpite sono vincolate al settore degli armatori, commerciale e della costruzione. È stata sanzionata anche un&#8217;azienda chimica.</p>
<p>L&#8217;Iran è una delle nazioni che più duramente ha dovuto combattere contro la pandemia, dovuto ai danni che le sanzioni economiche degli Stati Uniti e dell’Europa hanno causato nella sua economia ed hanno colpito nel sistema sanitario. L&#8217;Iran ha più di 29 mila malati e conta già più di 2200 morti.</p>
<p>Anche oggi il vergognoso sceriffo di Hollywood, il Pubblico Ministero Generale (Ministro di Giustizia) dell&#8217;Amministrazione Trump è comparso sullo schermo offrendo 15 milioni di dollari per l&#8217;arresto del presidente venezuelano Nicolas Maduro e vari funzionari del suo governo, ovviamente per traffico di droga verso gli Stati Uniti. Con tale quantità di denaro si comprerebbero milioni di kits di diagnosi per COVID-19, che sono in deficit nel sistema sanitario statunitense.</p>
<p>Il colmo della disinvoltura è stato quello della sottosegretaria di Stato, solitamente distratta, per Cuba e Venezuela, Carrie Filipetti, che ha detto oggi in una videoconferenza che la pandemia del nuovo coronavirus in Venezuela, con un sistema di salute collassato e la maggioranza della popolazione senza accesso continuo ad acqua e sapone, è un pericolo per tutta la regione, se non è controllata.</p>
<p>“La situazione in Venezuela è eccessivamente nefasta (&#8230;) Se il Venezuela non può fare fronte al COVID-19, nel futuro arriverà in Brasile, in Colombia e nella regione circostante, come stiamo osservando con la crisi dei rifugiati”, ha assicurato la funzionaria.</p>
<p>“Vedremo un&#8217;espansione della pandemia del COVID-19 nella regione, se non a livello globale, se Venezuela come paese non può affrontare la crisi”, ha anticipato piena di cinismo la Filipetti, senza una sola allusione al vergognoso blocco economico che da più di cinque anni ha decretato il governo degli Stati Uniti contro la nazione sud-americana ed il furto sfacciato da parte di Washington di miliardari di denaro dei venezuelani.</p>
<p>La signora non sembra sapere che Brasile è il paese latinoamericano con la maggiore quantità di malati per COVID-19; per questo che Venezuela non potrebbe esportare un&#8217;epidemia già presente nel suo vicino confinante.</p>
<p>Nel frattempo, le morti negli Stati Uniti per COVID-19 sorpassano già il numero 1000, i positivi sono più di 75000, i solleciti di disoccupazione sono un record per l&#8217;ultimo mezzo secolo, mentre The New York Times pubblica un reportage da un ospedale di Brooklyn con il titolo “Siamo in modo disastro”. I funzionari statunitensi non dovrebbero occuparsi di più della situazione negli Usa del COVID-19 invece di assumersi il ruolo di poliziotti mondiali? Non possono capire dall&#8217;impero che è ora della solidarietà e non dei blocchi?</p>
<p>di Randy Alonso Falcon</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Pechino: l’esercito degli USA avrebbe portato il coronavirus in Cina</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2020 01:31:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Quando c’è stato il paziente zero negli Stati Uniti? Quante persone si sono infettate? Come si chiamano gli ospedali? Potrebbe essere l'Esercito degli USA quello che ha portato l'epidemia a Wuhan? Dovete essere trasparenti! Rendete pubblici i vostri dati! Ci dovete una spiegazione!”, ha scritto questo giovedì il portavoce del Ministero degli Esteri cinesi, Zhao Lijian, nel suo account in Twitter. Il portavoce cinese ha aggregato anche che il direttore dei Centri per il Controllo e la Prevenzione di Malattie (CDC, per le sigle in inglese) degli USA, Robert Redfield, ha ammesso mercoledì, durante il Comitato di Supervisione della Camera di Rappresentanti che qualche statunitense apparentemente è morto di influenza e sono risultati positivi per il nuovo coronavirus nella diagnosi postuma.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11387" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11387" alt="Zhao Lijian, portavoce del minrex cinese" src="/files/2020/03/Zhao-Lijian.jpg" width="580" height="326" /><p class="wp-caption-text">Zhao Lijian, portavoce del minrex cinese</p></div>
<p><strong>La cancelleria cinese dice che l&#8217;esercito statunitense avrebbe potuto portare il coronavirus nella città cinese di Wuhan, che è stata la più colpita dal focolaio.</strong></p>
<p>“Quando c’è stato il paziente zero negli Stati Uniti? Quante persone si sono infettate? Come si chiamano gli ospedali? Potrebbe essere l&#8217;Esercito degli USA quello che ha portato l&#8217;epidemia a Wuhan? Dovete essere trasparenti! Rendete pubblici i vostri dati! Ci dovete una spiegazione!”, ha scritto questo giovedì il portavoce del Ministero degli Esteri cinesi, Zhao Lijian, nel suo account in Twitter.</p>
<p>Il portavoce cinese ha aggregato anche che il direttore dei Centri per il Controllo e la Prevenzione di Malattie (CDC, per le sigle in inglese) degli USA, Robert Redfield, ha ammesso mercoledì, durante il Comitato di Supervisione della Camera di Rappresentanti che qualche statunitense apparentemente è morto di influenza e sono risultati positivi per il nuovo coronavirus nella diagnosi postuma.</p>
<p>“Alcuni morti per influenza in realtà erano positivi al COVID-19”, ha ammesso Robert Redfield di CDC degli USA nella Camera dei Rappresentanti. Gli Stati Uniti hanno riportato 34 milioni di casi di influenza e 20.000 morti. Quanti di questi erano relazionati con COVID-19?”, ha chiesto.</p>
<p>Inoltre, Zhao ha citato Redfield, che ha detto che “alcuni casi che sono stati diagnosticati previamente come influenza negli Stati Uniti erano in realtà COVID-19.”</p>
<p>Davanti a questo panorama, il portavoce ha catalogato “assolutamente scorretto ed inappropriato” chiamare questo virus come “il coronavirus cinese” quando la sua origine è statunitense.</p>
<p>Nonostante alla fine di dicembre scorso cominciasse il nuovo coronavirus nella città cinese di Wuhan, l&#8217;origine del focolaio del virus rimane ancora un enigma.</p>
<p>Philip Giraldi, ex funzionario della CIA, pensa che il suo paese potrebbe avere “creato” il temuto virus, in collaborazione con Israele, come un’arma di guerra biologica per danneggiare Cina ed Iran. Le sue dichiarazioni si sommano a varie analisi che non scartano il ruolo degli USA in questa epidemia, che è stata già catalogata come pandemia dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Salute (OMS).</p>
<p>testo e foto da Hispantv</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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