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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Uruguay</title>
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		<title>Mettono in allerta in Uruguay sulle conseguenze di un intervento militare in Venezuela</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Apr 2017 00:53:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente della Commissione dei Temi Internazionali del Fronte Ampio dell'Uruguay, Josè Bayardi, ha fatto notare oggi che un intervento militare straniero in Venezuela destabilizzerebbe l'America Latina e recriminò il ruolo giocato dall'OSA dalla sua fondazione. Qualunque problema di guerra civile o intervento in Venezuela finirà pregiudicando tutta la regione latinoamericana e quello che pensi il contrario, non ha la più pallida idea dello scenario che si sta sviluppando, segnalò in un’intervista con una radio locale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9862" alt="Bayardi" src="/files/2017/04/Bayardi.jpg" width="580" height="387" />Il presidente della Commissione dei Temi Internazionali del Fronte Ampio dell&#8217;Uruguay, Josè Bayardi, ha fatto notare oggi che un intervento militare straniero in Venezuela destabilizzerebbe l&#8217;America Latina e recriminò il ruolo giocato dall&#8217;OSA dalla sua fondazione.  </strong></p>
<p>Qualunque problema di guerra civile o intervento in Venezuela finirà pregiudicando tutta la regione latinoamericana e quello che pensi il contrario, non ha la più pallida idea dello scenario che si sta sviluppando, segnalò in un’intervista con una radio locale.</p>
<p>Se questo non si evita, sottolineò Bayardi, non solo sarà un problema per Caracas perché “basta alzare un pochino la mira” e dare un&#8217;occhiata verso altre aree, come la guerra civile in Siria, che rimbalza in maniera molto importante in tutta la regione del Medio Oriente, compresa Europa, delimitò.</p>
<p>L&#8217;ex candidato alla presidenza del gruppo di sinistra disse di essere d’accordo con la politica del suo governo di insistere nel dialogo, perché bisogna evitare una guerra civile, e “questo è il fondo del problema sul quale bisogna lavorare”, accentuò.</p>
<p>Da 1948 non c&#8217;è stata, fino ad ora, una decisione dell&#8217;Organizzazione degli Stati Americani che vada contro gli interessi degli Stati Uniti, rimarcò.</p>
<p>L&#8217;ex ministro uruguaiano della Difesa segnalò che dopo gli ultimi 15 anni di una maggiore stabilità istituzionale e politica della regione, l&#8217;OSA ha di nuovo guadagnato protagonismo, e si dedica, come durante tutta la sua storia, a realizzare azioni che l&#8217;ha delegittimano del suo ruolo.</p>
<p>Dopo anni di stabilità politica e ricerca di consensi per la via istituzionale, stimò, la regione ha continuato a cambiare verso un maggiore livello di scontri dal punto di vista generale.</p>
<p>Secondo il dirigente politico del Fronte Ampio, l&#8217;Unione delle Nazioni Sud-americane ha perso “presenza politica”, fatto che considerò negativo per ciò che implica per la sovranità latinoamericana.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Fidel Castro è nella categoria di un mito del popolo, afferma Mujica</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2016 23:31:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'ex presidente uruguaiano Josè Mujica ha sottolineato che il leader cubano Fidel Castro è nella categoria di un mito del popolo, ed è attivo e coinvolto con cose concrete che fanno parte della vita della gente. In un'estesa intervista che pubblica il giornale La Repubblica, l'attuale senatore per il Fronte Ampio parlò del suo recente viaggio a L'Avana, dove sostenne un incontro col leader storico della Rivoluzione cubana.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9117" alt="" src="/files/2016/02/PepeFidel.jpg" width="500" height="283" />L&#8217;ex presidente uruguaiano Josè Mujica ha sottolineato che il leader cubano Fidel Castro è nella categoria di un mito del popolo, ed è attivo e coinvolto con cose concrete che fanno parte della vita della gente.  </strong></p>
<p>In un&#8217;estesa intervista che pubblica il giornale La Repubblica, l&#8217;attuale senatore per il Fronte Ampio parlò del suo recente viaggio a L&#8217;Avana, dove sostenne un incontro col leader storico della Rivoluzione cubana.</p>
<p>Mi sorprese che legge senza lenti, è vivace, fa permanentemente domande intelligenti, come sempre. L’ho visto perfino meglio di come l&#8217;avevo visto due anni fa. Sta bene, descrisse.</p>
<p>Mujica rimarcò che il popolo cubano può criticare perfino Dio, ma Fidel è una persona mitica.</p>
<p>Affermò che dà gusto parlare con Fidel e suo fratello Raul perché uno così conosce episodi importanti della storia del XX secolo che loro vissero e che ebbero ripercussioni mondiali.</p>
<p>“Ed uno tende a vedere la storia in mutande e non come la raccontano i libri di storia, perché loro la vissero”, aggiunse.</p>
<p>Interrogato su come vive Fidel, l’ex presidente ha affermato che vive in una proprietà, è una casa di classe media tipica, abbastanza semplice ed ha un pezzo di campo coltivabile, come una piccola tenuta, dove ci sono un mucchio di appezzamenti di terreno con lavori sperimentali.</p>
<p>Spiegò che il Comandante in Capo cubano controlla una serie di elementi che hanno a che vedere con l&#8217;uso di nuove varietà foraggiere e di leguminose, che possono servire per migliorare l&#8217;allevamento cubano.</p>
<p>“Mi ha fatto mangiare yogurt di latte di pecora che io non avevo mai mangiato e che è molto più spesso del comune”, disse l&#8217;ex presidente, e raccontò che stava lavorando con alcuni semi importati dal Perù, che apparentemente sono molto ricchi in omega tre.</p>
<p>Mujica commentò che Fidel è molto preoccupato per la zanzara “Aedes aegypti” e gli lesse un articolo che trattava su come arrivò dalla Polinesiana, attraverso l&#8217;Isola di Pasqua, ed alcuni sciatori la portarono nel continente senza rendersene conto.</p>
<p>Lui era allarmato perché in quel momento l’aveva visto come qualcosa di molto grave e non notava una reazione importante, ha concluso.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: AFP</p>
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		<title>Pepe Mujica offrirà una conferenza a Cuba durante il Premio Casa 2016</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2016 01:02:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'ex presidente uruguaiano Josè “Pepe” Mujica viaggerà a L'Avana alla fine di gennaio, per offrire una conferenza nella 57° edizione del Premio letterario Casa de las Americas, uno dei più prestigiosi concorsi letterari del continente. La presentazione è programmata per il pomeriggio del martedì 26 gennaio nella Casa de las Americas de L'Avana, con entrata libera.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9069" alt="" src="/files/2016/01/Pepe-Mujica.jpg" width="580" height="330" />L&#8217;ex presidente uruguaiano Josè “Pepe” Mujica viaggerà a L&#8217;Avana alla fine di gennaio, per offrire una conferenza nella 57° edizione del Premio letterario Casa de las Americas, uno dei più prestigiosi concorsi letterari del continente.  </strong></p>
<p>La presentazione è programmata per il pomeriggio del martedì 26 gennaio nella Casa de las Americas de L&#8217;Avana, con entrata libera.</p>
<p>D’accordo col saggista Jorge Fornet, direttore del Centro di Investigazioni Letterarie della Casa, sarà “un momento speciale” la partecipazione dell&#8217;ex presidente uruguaiano, soprattutto la sua presenza in una sala che colmarono di pubblico nelle loro visite a Cuba Mario Benedetti ed Eduardo Galeano.</p>
<p>“Gli abbiamo dato libertà per parlare di quello che voglia, ma sicuramente si riferirà al momento che vive America Latina e la sua visione di questo processo “, precisò Fornet in dichiarazioni ad EFE.</p>
<p>Per questa edizione, più di 300 opere concorreranno nelle categorie racconto, teatro, prova artistico-letteraria, letteratura brasiliana e caraibica in francese o creole, e studi sulle culture originarie dell&#8217;America.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina ed EFE<br />
traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cancelliere uruguaiano a Macri: “Venezuela è molto lontano da un&#8217;alterazione nell&#8217;ordine democratico”</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2015 00:24:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il cancelliere uruguaiano, Rodolfo Nin Novoa, ha detto oggi che in Venezuela non si applicherà la “clausola democratica” del Mercosur e considerò che in questo paese si è molto “lontano da un'alterazione nell'ordine democratico.” Il cancelliere uruguaiano si riferì a questo tema dopo che oggi il presidente eletto dell'Argentina, Mauricio Macri, anticipasse che, nel prossimo Vertice del Mercosur, in dicembre, solleciterà che si applichi la clausola democratica al paese caraibico per la “persecuzione” degli oppositori e perla mancanza de “la libertà di espressione.”  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9018" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9018" alt="Rodolfo Nin Novoa" src="/files/2015/11/canciller-de-uruguay.jpg" width="580" height="359" /><p class="wp-caption-text">Rodolfo Nin Novoa</p></div>
<p><strong>Il cancelliere uruguaiano, Rodolfo Nin Novoa, ha detto oggi che in Venezuela non si applicherà la “clausola democratica” del Mercosur e considerò che in questo paese si è molto “lontano da un&#8217;alterazione nell&#8217;ordine democratico.”  </strong></p>
<p>Il cancelliere uruguaiano si riferì a questo tema dopo che oggi il presidente eletto dell&#8217;Argentina, Mauricio Macri, anticipasse che, nel prossimo Vertice del Mercosur, in dicembre, solleciterà che si applichi la clausola democratica al paese caraibico per la “persecuzione” degli oppositori e perla mancanza de “la libertà di espressione.”</p>
<p>“Vediamo se si concreta. Lo studieremo al momento giusto. Mi sembra che in Venezuela non ci siano le condizioni per applicare questa clausola. Vediamo come si risolve l&#8217;elezione del 6 dicembre. Siamo lontano da un&#8217;alterazione nell&#8217;ordine democratico in Venezuela”, segnalò Nin Novoa riferendosi alle elezioni legislative venezuelane.</p>
<p>La “clausola democratica” prevista nel Mercosur–integrato da Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela &#8211; stabilisce la possibilità di sospendere uno Stato membro del blocco davanti alla rottura dell&#8217;ordine democratico in virtù del Protocollo di Ushuaia, sottoscritto nel 1998, che contempla che solo si può applicare per consenso.</p>
<p>Nonostante, l&#8217;accordo è stato perfezionato nel 2011, mediante un nuovo protocollo, che apre la via a sanzioni più severe, come chiudere totalmente o parzialmente le frontiere terrestri e sospendere o limitare il commercio, il traffico aereo e marittimo, le comunicazioni e la provvista di energia e servizi.</p>
<p>“È evidente che dobbiamo applicare questa clausola perché le denunce sono chiare, sono contundenti, non sono un&#8217;invenzione”, ha detto oggi Macri nella sua prima conferenza stampa dopo vincere le presidenziali celebrate domenica in Argentina.</p>
<p>Su questi suffragi, in dichiarazioni alla stampa a Durazno, Nin Novoa mostrò la sua soddisfazione per l&#8217;elezione “assolutamente cristallina e trasparente” durante il secondo turno elettorale in cui Macri ottenne il 51,40% dei voti di fronte al 48,60% di Daniel Scioli, del peronista Fronte per la Vittoria.</p>
<p>“Mi congratulo da qui non solo con i candidati, ma anche con il popolo che ha dato una prova di maturità civica molto importante”, aggiunse.</p>
<p>Nin Novoa ha considerato il fatto che “d’accordo a quello che ha detto ieri lo stesso presidente eletto, aspirava a migliorare le relazioni con tutti i paesi latinoamericani ed ha ricevuto una forte ovazione.”</p>
<p>“Siamo ansiosi per sapere chi può essere il futuro cancelliere”, aggregò l&#8217;alto portavoce dell’estero dell’Uruguay.</p>
<p>Con informazione di Noticias 24</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Unasur potrebbe conformare la quarta economia mondiale, afferma Correa</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2014/12/04/unasur-potrebbe-conformare-la-quarta-economia-mondiale-afferma-correa/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2014 01:50:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se ci uniamo, rappresentiamo la quarta economia più grande del mondo, ha affermato il presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, inaugurando oggi a Guayaquil un Vertice dell'Unione delle Nazioni Sud-Americane (Unasur). Come ha spiegato il mandatario ai suoi colleghi della regione, i 12 paesi del blocco rappresentano il 6% del Prodotto Interno Lordo mondiale, un terzo delle fonti di acqua potabile del pianeta, il primo posto nella produzione di alimenti, e contano su riserve di idrocarburi per i prossimi 100 anni.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8292" alt="" src="/files/2014/12/RafaelCorreaUNASUR.jpg" width="580" height="387" />Se ci uniamo, rappresentiamo la quarta economia più grande del mondo, ha affermato il presidente dell&#8217;Ecuador, Rafael Correa, inaugurando oggi a Guayaquil un Vertice dell&#8217;Unione delle Nazioni Sud-Americane (Unasur).  </strong></p>
<p>Come ha spiegato il mandatario ai suoi colleghi della regione, i 12 paesi del blocco rappresentano il 6% del Prodotto Interno Lordo mondiale, un terzo delle fonti di acqua potabile del pianeta, il primo posto nella produzione di alimenti, e contano su riserve di idrocarburi per i prossimi 100 anni.</p>
<p>“Uniti possiamo proteggere anche i nostri popoli da un ordine mondiale che non solo è ingiusto ma bensì immorale”, ha esortato.</p>
<p>In questo senso ha qualificato come un paradosso che mentre i paesi dell&#8217;Unasur hanno depositato più di 760 mila milioni di dollari nel Primo Mondo, la regione continui a dipendere da prestiti esteri ed investimenti stranieri.</p>
<p>“Questo significa trasferimento di liquidità e di ricchezze verso i paesi più ricchi del mondo”, ha affermato Correa, che ha fatto un appello per approfittare di queste risorse in beneficio dei paesi sud-americani, ed ha esortato a fondare il più presto possibile la Banca del Sud.</p>
<p>Economista di professione, il capo di Stato ha anche considerato necessario che l&#8217;Unasur abbia i suoi propri meccanismi di compensazione, una moneta regionale, ed un centro di arbitraggio in materia di investimenti.</p>
<p>Dopo far notare che il superamento dell&#8217;iniquità e della povertà è il maggiore imperativo morale che ha oggi l’America del Sud ed il pianeta, Correa ha difeso l&#8217;uso razionale delle risorse naturali come una via per sviluppare altri settori come l&#8217;economia della conoscenza umana.</p>
<p>Abbonda dei nostri paesi un’ecologia infantile che crede che bisogna smettere di estrarre petrolio e non approfittare delle nostre risorse naturali, ha affermato il mandatario, che ha sottolineato che “non possiamo essere dei mendicanti seduti su dei sacchi d’oro”.</p>
<p>“Si parla molto di globalizzazione, ma non si cercano cittadini globali, bensì consumatori globali”, ha affermato il governante, che ha messo in allerta che “l&#8217;integrazione è la migliore forma di liberarsi dall&#8217;impero del capitale”.</p>
<p>Nel Vertice straordinario di Guayaquil, Suriname ha consegnato all&#8217;Uruguay la presidenza pro tempore dell&#8217;Unasur, la cui sede sarà inaugurata domani nella Città Metà del Mondo, a 15 chilometri al nord di Quito.</p>
<p>Il blocco, fondato nel 2008 a Brasilia, è integrato da Argentina, Bolivia, Brasile, Colombia, Cile, Ecuador, Guyana, Paraguay, Perù, Suriname, Uruguay e Venezuela.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Mujica chiede ad Obama la libertà per i Cinque e lo vede maturo per un cambiamento verso Cuba</title>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2014 00:15:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente uruguaiano, Josè Mujica, ha chiesto ieri al suo omologo statunitense, Barack Obama, che faccia degli sforzi per la liberazione dei tre cubani del gruppo conosciuto come i Cinque che continuano come prigionieri politici negli USA.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7829" alt="" src="/files/2014/05/PepeBarack.jpg" width="300" height="200" />Il presidente uruguaiano, Josè Mujica, ha chiesto ieri al suo omologo statunitense, Barack Obama, che faccia degli sforzi per la liberazione dei tre cubani del gruppo conosciuto come i Cinque che continuano come prigionieri politici negli USA.  </strong></p>
<p>Mujica ha affermato che lui spera che gli USA migliorino le loro relazioni con paesi come Venezuela, Bolivia, Ecuador o Nicaragua, ma che non è una sua missione personale nella riunione con Obama.</p>
<p>“Faccio quello che posso, io difendo tutti gli interessi del gruppo al quale appartengo, mi hanno aperto una porta e tento di entrare, ma non sono Dio. Sto tentando di fare diplomazia fino a dove si può”, ha affermato.</p>
<p>Al principio della riunione, Obama ha detto che Mujica “ha una straordinaria credibilità in temi di democrazia e di diritti umani, dati i suoi forti valori e la sua storia personale, ed è un leader in questi temi in tutto l&#8217;emisfero.”</p>
<p>Durante la conferenza stampa, il leader sud-americano ha inoltre affermato che il governo di Obama riunisce le condizioni per iniziare un processo di miglioramento nelle relazioni con Cuba.</p>
<p>Washington e L&#8217;Avana non hanno relazioni diplomatiche dal 1961, mentre dieci amministrazioni nordamericane hanno mantenuto contro l&#8217;isola un bloqueo economico, commerciale e finanziario, rifiutato dall&#8217;immensa maggioranza della comunità internazionale.</p>
<p>I governi latinoamericani hanno esortato l&#8217;amministrazione democratica a risolvere la storica controversia con Cuba e sedersi al tavolo delle negoziazioni senza imposizioni.</p>
<p>Il presidente dell&#8217;Uruguay oggi nel pomeriggio avrà un incontro col sottosegretario statunitense John Kerry, come parte della visita che effettua a questo paese.</p>
<p>Previo al suo incontro con Kerry, il mandatario disserterà sulla realtà economica uruguaiana durante un incontro con dirigenti della Camera di Commercio degli Stati Uniti e rappresentanti dell&#8217;istituzione For American Progress.</p>
<p>Come parte dell&#8217;agenda per questo martedì c’è anche un pranzo con autorità, congressisti, magistrati ed ambasciatori, oltre ad una conferenza per universitari ed accademici.</p>
<p>Il mandatario uruguaiano ha evitato di fare riferimento alla legge uruguaiana che è entrata in vigore questo mese e che legalizza la vendita di marijuana sotto la supervisione dello Stato, una misura sulla quale parlerà giovedì presso l&#8217;Organizzazione degli Stati Americani (OSA).</p>
<p>da Prensa Latina ed EFE</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Uruguay disposto a ricevere bambini siriani come rifugiati</title>
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		<pubDate>Thu, 08 May 2014 23:22:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bambini rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[Pepe Mujica]]></category>
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		<description><![CDATA[Il presidente uruguaiano, Josè Mujica, avrebbe comunicato al segretario generale dell'ONU, Ban Ki-moon, la sua proposta di ricevere in Uruguay circa 50 bambini siriani come rifugiati. Il settimanale “Busqueda” ha citato oggi fonti ufficiali ed alcuni partecipanti nei preparativi, che riportano che Mujica ha inviato una lettera su questo tema al capo delle Nazioni Unite. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7813" alt="" src="/files/2014/05/mujica.jpg" width="300" height="194" />Il presidente uruguaiano, Josè Mujica, avrebbe comunicato al segretario generale dell&#8217;ONU, Ban Ki-moon, la sua proposta di ricevere in Uruguay circa 50 bambini siriani come rifugiati. </strong></p>
<p>Il settimanale “Busqueda” ha citato oggi fonti ufficiali ed alcuni partecipanti nei preparativi, che riportano che Mujica ha inviato una lettera su questo tema al capo delle Nazioni Unite.</p>
<p>Se l&#8217;ONU accede al sollecito, Mujica pensa di sollecitare un aeroplano alla presidentessa del Brasile, Dilma Rouseff, per portare i bambini in Uruguay dal loro rifugio in Giordania, ha aggiunto il settimanale.</p>
<p>Sostiene, inoltre, che l&#8217;idea è alloggiarli nelle installazioni della scuola agraria che si trova ad Anchorena, un parco e residenza di riposo presidenziale nel dipartimento di Colonia, a 208 chilometri da Montevideo.</p>
<p>Nella sua recente visita nei vari paesi arabi, il cancelliere Luis Almagro ha visitato il campo di rifugiati di Zaatari, in Giordania, ed ha visto numerosi bambini minori di otto anni che vivono lì, alcuni con le loro madri ed altri orfani.</p>
<p>In una posteriore trasmissione alla radio, Mujica ha fatto riferimento al tema e si è chiesto: Non potremo occuparci del tema come società?</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>L&#8217;asilo, pratica viva in America Latina</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2014 00:47:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si sta dando un processo in uno dei paesi della Nostra America che, almeno in Messico, sembra stare passando inosservato: la petizione che Barack Obama, il presidente della nazione più poderosa, quella che generalmente impone le sue decisioni e difende i suoi interessi con superbia e forza, ha fatto, a quattro occhi, a José Mujica, mandatario della Repubblica Orientale dell'Uruguay, una delle nazioni più piccole territorialmente, una, anche, dove maggiore validità ha lo stato di diritto e dove sono più effettivi il rispetto e l'esercizio dei diritti della gente.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7793" alt="" src="/files/2014/04/MujicaObama.jpg" width="350" height="197" />Si sta dando un processo in uno dei paesi della Nostra America che, almeno in Messico, sembra stare passando inosservato: la petizione che Barack Obama, il presidente della nazione più poderosa, quella che generalmente impone le sue decisioni e difende i suoi interessi con superbia e forza, ha fatto, a quattro occhi, a José Mujica, mandatario della Repubblica Orientale dell&#8217;Uruguay, una delle nazioni più piccole territorialmente, una, anche, dove maggiore validità ha lo stato di diritto e dove sono più effettivi il rispetto e l&#8217;esercizio dei diritti della gente.  </strong></p>
<p>Alcune settimane fa il presidente statunitense ha sollecitato al mandatario di Uruguay che ricevesse nel suo paese cinque o sei persone che saranno scarcerate dalla prigione di Guantanamo, e Josè Mujica ha risposto affermativamente, esponendo al suo omologo, come gesto di reciprocità che il governo della sua nazione liberasse tre cittadini cubani, detenuti e incarcerati negli Stati Uniti accusati di supposti atti di spionaggio: Antonio Guerrero (la sua liberazione è prevista per settembre del 2017), Ramon Labañino (che potrà abbandonare il carcere in ottobre del 2024) e Gerardo Hernandez (che ha ricevuto la sentenza di due ergastoli).</p>
<p>Questa decisione e progetto del governante Josè Mujica meritano un fraterno e solidale ringraziamento.</p>
<p>Accogliere in Uruguay gli scarcerati di Guantanamo merita un riconoscimento degli amanti delle libertà, perché un popolo ed un paese staranno aprendo le loro braccia e le loro porte a coloro che, per una decisione arbitraria ed inumana del governo statunitense, anche se saranno liberati, non saranno restituiti alle patrie di origine, e dato che questo governo non li accoglierebbe nel suo territorio né ha sollecitato che siano ricevuti da nessuna altra nazione, non avrebbero nessuna possibilità di dirigersi a nessuna altra parte del mondo. Uruguay o Mujica, accettando gli scarcerati di Guantanamo, non stanno chiedendo per loro nulla in cambio.</p>
<p>Con questa decisione di Mujica, Uruguay ed il suo governo staranno dando a tutti i governi del mondo un bel esempio di solidarietà umana, ricevendo senza condizionamenti politici o di un altro ordine, che non sia quello di dargli una vita di lavoro, persone che per circostanze esterne sono rimaste senza nessuna possibilità di ritornare alle loro famiglie, comunità e luoghi di origine.</p>
<p>Il presidente degli Stati Uniti dell&#8217;America, sollecitando al mandatario della Repubblica Orientale dell&#8217;Uruguay che riceva nel suo paese il gruppo di prigionieri liberati, sta riconoscendo lo spirito generoso del popolo uruguaiano, l&#8217;attaccamento del suo governo ai compromessi internazionali di solidarietà, amicizia e cooperazione, e la certezza che nella nuova terra i liberati troveranno non solo ospitalità, bensì rispetto per le loro persone ed opportunità di rifarsi una vita con lavoro e dignità.</p>
<p>Inoltre, esigendo il presidente Josè Mujica al mandatario Barack Obama che, con le facoltà che possiede, conceda la liberazione di Antonio Guerrero, Ramon Labanino e Gerardo Hernandez, fortifica con la sua autorità morale la petizione giusta ed umanitaria che da tempo e nello stesso senso hanno fatto distinte istanze dello Stato e della popolazione di Cuba, oltre a numerose organizzazioni civili e cittadine di molte altre nazionalità. Questo sollecito sarà sicuramente rinforzato nella riunione che sosterranno i presidenti dell&#8217;Uruguay e degli Stati Uniti in maggio prossimo. Aspettiamo risultati favorevoli per tutti.</p>
<p>di Cuauhtemoc Cardenas</p>
<p>preso da La Jornada</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Eduardo Galeano: “Quello che è successo in Paraguay è stato un golpe di Stato truccato male”</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jul 2012 23:26:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un'estesa intervista fatta con La Garganta Poderosa, la rivista di cultura scritta, fotografata, diretta e finanziata da vicini di distinti quartieri emarginati dell'Argentina, il riconosciuto e compromesso scrittore Eduardo Galeano si riferì alla recente destituzione di Fernando Lugo come presidente del Paraguay: “Chiaramente, è stato un golpe di Stato, che inoltre è stato truccato male. Gli è caduta la maschera in pochi minuti, e sono vane le pretese di mascherare le cose quando dicono “bhè, si tratta di un atto legale”. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5250" src="/files/2012/07/eduardo-galeano-300.jpg" alt="" width="200" height="300" />In un&#8217;estesa intervista fatta con La Garganta Poderosa, la rivista di cultura scritta, fotografata, diretta e finanziata da vicini di distinti quartieri emarginati dell&#8217;Argentina, il riconosciuto e compromesso scrittore Eduardo Galeano si riferì alla recente destituzione di Fernando Lugo come presidente del Paraguay: “Chiaramente, è stato un golpe di Stato, che inoltre è stato truccato male. Gli è caduta la maschera in pochi minuti, e sono vane le pretese di mascherare le cose quando dicono “bhè, si tratta di un atto legale”. Perfino la stessa sentenza che dichiara colpevole Fernando Lugo, finisce chiarendo che non ci sono prove, ma che non sono necessarie perché si trattano di avvenimenti di pubblica conoscenza, cioè che loro stessi confessano che questo governo è un perfetto fantoccio, ed è un fantoccio al servizio degli interessi opposti all&#8217;indipendenza del Paraguay.” </strong></p>
<p>L&#8217;autore del libro “Las venas abiertas de America Latina” spiegò perché è stato fatto il golpe contro Lugo: “C’è stato un governo che ha voluto recuperare quella tradizione di dignità che non era morta. Allora Lugo tentò, molto timidamente, di iniziare alcune modifiche destinate a che il Paraguay cambiasse e tornasse ad essere il paese più indipendente di tutti, il più giusto, e questo è stato un peccato imperdonabile, dal punto di vista dei padroni del potere. Succede sempre qualcosa di simile ogni volta che ci sono dei governi che provano a cambiare le cose, perché questo si vive come una minaccia dalla messa a fuoco dei padroni dell&#8217;ordine stabilito che non vogliono che niente cambi. Loro lo vivono come un pericolo, una minaccia, benché non sia in realtà un pericolo grave, perché né in Honduras né in Paraguay c&#8217;erano presidenti imbarcati in rivoluzioni molto profonde, né niente che ci assomigliava. E’ successo appena hanno annunciato che incominciavano a fare, o che avevano intenzione di fare, qualche riforma. Se questo bastò per rovesciarli, quello che vuole dire è che c&#8217;è un veto che io suppongo che viene da più su, che sta oltre i governi che ci governano, o che sono coloro che governano questi governi, governati da fuori e da sopra.”</p>
<p>Nell&#8217;intima chiacchierata fatta in Uruguay, Galeano, che nella produzione fotografica posa con una maglietta della selezione di calcio paraguaiana che riflette lo slogan sulla schiena “Lugo 10”, pensò sul ruolo che ebbero i mezzi di comunicazione nel golpe di Stato: “Si crea sempre un ambiente favorevole ai golpe che non vengono mai soli. Vengono accompagnati, in tutti i casi. Non ci sono golpe isolati. Si covano poco a poco e con l&#8217;appoggio dei mezzi dominanti di comunicazione che devono convincere la popolazione che c&#8217;è una minaccia, che ci sono rischi di insicurezza grave, perché il fantasma dell&#8217;insicurezza è la migliore scusa per i golpe di Stato. In un mondo molto dominato per la paura, la paura comanda, allora si moltiplica la paura, e dopo appaiono i salvatori della patria che vengono a tirare fuori guadagno dal potere.”</p>
<p>La Garganta è una cooperativa di lavoro de La Poderosa (www.lapoderosa.org.ar), una forza sociale di militanti anonimi e volontari, complementare alle proposte di partito popolari, che si costruiscono dai sobborghi, cercando di trasformare la realtà attraverso l&#8217;organizzazione e l&#8217;unione comunale con assemblee di quartieri, lavoro collettivo, attività di educazione popolare e generazione di cooperative di lavoro, per agire sulle problematiche dei quartieri e camminare verso una società giusta ed ugualitaria.</p>
<p>L&#8217;incontro con Eduardo Galeano si pubblica sul diciottesimo numero di La Garganta Poderosa che è già sulle strade argentine, e che arriva a tutte le edicole del paese. Inoltre, si può ascoltare il grido di La Garganta in twitter @gargantapodero ed anche in Facebook: “La Garganta Poderosa “.</p>
<p>L&#8217;edizione di luglio ha anche nelle sue pagine, tra gli altri articoli, un&#8217;intervista con lo scrittore ed annunciatore Alejandro Dolina che si dilungò circa l&#8217;attualità dei mezzi di comunicazione: “Oggi non esistono restrizioni alla libertà di stampa, bensì alla libertà di impresa. Dire che è una limitazione alla libertà di espressione è confondere il gioco”; inoltre, un intimo reportage con l&#8217;attrice Dolores Fonzi sull&#8217;aborto e l&#8217;identità di genere: “Non importa con che genitali nasci”. E come se non bastasse, una sovrapproduzione con la presenza di vari attori esclamando che non si chiuda un altro cinema nazionale: Norman Briski, Laura Azcurra, Gaston Pauls, Carolina Papaleo, Esteban Prol ed Arturo Bonin gridano: “Salviamo il Gaumont.”</p>
<p>da La Garganta Poderosa per Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<div id="attachment_5251" style="width: 580px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-5251" src="/files/2012/07/tapa-contra-580x410.jpg" alt="copertina e controcopertina della rivista" width="580" height="410" /><p class="wp-caption-text">copertina e controcopertina della rivista</p></div>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5252" src="/files/2012/07/galeano-2-580x386.jpg" alt="" width="580" height="386" /><img class="aligncenter size-full wp-image-5253" src="/files/2012/07/galeano-4-580x869.jpg" alt="" width="580" height="869" /></p>
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		<title>Cuba, Argentina e Uruguay sono i migliori paesi dove diventare madre</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 21:32:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cuba, Argentina e Uruguay sono i principali paesi in America Latina ad offrire le migliori condizioni sanitarie e sociali per portare avanti una gravidanza, ha rivelato oggi un informe internazionale. Lo studio effettuato dall’organizzazione “Save the Children” sulla condizione mondiale delle madri 2012 ha evidenziato che la Norvegia è il miglior paese al mondo dove diventare madre, dovuto al fatto che il rischio di mortalità materna è di una donna su 7600.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4326" src="/files/2012/05/bebe.jpg" alt="" width="300" height="250" />Cuba, Argentina e Uruguay sono i principali paesi in America Latina ad offrire le migliori condizioni sanitarie e sociali per portare avanti una gravidanza, ha rivelato oggi un informe internazionale.</strong></p>
<p>Lo studio effettuato dall’organizzazione “Save the Children” sulla condizione mondiale delle madri 2012 ha evidenziato che la Norvegia è il miglior paese al mondo dove diventare madre, dovuto al fatto che il rischio di mortalità materna è di una donna su 7600.</p>
<p>Al polo opposto troviamo il Niger dove una donna ogni 16 muore a causa di complicazioni legate alla gravidanza od al parto. Per quanto riguarda l’America Latina, “Save the Children” ha posizionato Cuba al primo posto seguita da Argentina e Uruguay come miglior paese per diventare madre e agli ultimi posti troviamo rispettivamente, Nicaragua al quarantanovesimo, Honduras al sessantesimo e Guatemala, fanalino di coda, al sessantottesimo.</p>
<p>Le condizioni che sono state osservate, secondo quanto riferisce Prensa Latina, riguardano una serie di fattori di 165 paesi come le condizioni generali di salute, il livello d’educazione, quello economico e politico delle madri.</p>
<p>Viene preso in considerazione anche il benessere dei bambini, che include il tasso di mortalità prima dei cinque anni e la percentuale dei denutriti.</p>
<p>L’informe ha anche lanciato l’allarme, che in America Latina un quarto delle donne soffrono di anemia e i bambini più poveri in Guatemala e Nicaragua, sono sei volte più poveri che i loro coetanei delle classi più abbienti di questi stessi paesi.</p>
<p>Si ripete che il miglior paese al mondo dove diventare madre è la Norvegia, seguito dall’Islanda e dalla Svezia, così come da Australia e Canada, mentre nella maggior parte dell’Africa sub-sahariana le condizioni per diventare madre e figli sono completamente sfavorevoli.</p>
<p>Si calcola che in questi luoghi le donne abbiano una speranza di vita che si aggira intorno ai 56 anni, una donna ogni 16 muore a causa di complicazioni legate alla gravidanza e solo il 5% delle donne utilizza metodi contraccettivi moderni.</p>
<p>Come se non bastasse, in questa regione la malnutrizione minaccia un bambino su tre e l’informe sottolinea l’importanza dell’allattamento al seno, di una alimentazione supplementare, della vitamina A, del ferro, dello zinco e di buone abitudini igieniche, per avere una vita sana.</p>
<p>Save the childre sostiene che con il solo allattamento al seno si potrebbero prevenire un milione di morti infantili all’anno, ma d’altra parte afferma che meno del 40% dei bambini e delle bambine nei paesi in via di sviluppo ne beneficiano.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Paola Flauto</p>
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