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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; UPEC</title>
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		<title>Quasi 200 giornalisti sono scomparsi con la COVID-19, nessuno a Cuba</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2020 21:24:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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		<description><![CDATA[Più di 270 giornalisti cubani dei mezzi nazionali e territoriali sono nelle zone rosse per riportare sulla lotta cubana contro la COVID-19. Un gruppo di studenti di giornalismo ha lavorato come volontari in centri di isolamento ed ospedali in differenti province, appoggiando in lavori diversi e lasciando testimonianze di quell'esperienza in vari mass media. Decine di reporter di Prensa Latina sono stati praticamente in zona rossa permanente riportando da paesi con alte cifre di contagiati.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11670" alt="periodismo-en-tiempos-de-covid-580x322" src="/files/2020/07/periodismo-en-tiempos-de-covid-580x322.jpg" width="580" height="322" />Più di 270 giornalisti cubani dei mezzi nazionali e territoriali sono nelle zone rosse per riportare sulla lotta cubana contro la COVID-19.</strong></p>
<p>Un gruppo di studenti di giornalismo ha lavorato come volontari in centri di isolamento ed ospedali in differenti province, appoggiando in lavori diversi e lasciando testimonianze di quell&#8217;esperienza in vari mass media.</p>
<p>Decine di reporter di Prensa Latina sono stati praticamente in zona rossa permanente riportando da paesi con alte cifre di contagiati.</p>
<p>Solo due giornalisti a Cuba sono stati casi positivi alla COVID-19. Nessun professionista dei nostri mezzi è deceduto, per fortuna.</p>
<p>Le cifre più recenti nel mondo segnalano che 186 giornalisti in esercizio della professione sono morti in quattro mesi, in 35 paesi. Inoltre, 93 delle vittime lavoravano in America Latina, e il contagio si produce quando coprivano notizie relazionate col coronavirus.</p>
<p>Nella nostra regione, Perù è il paese con maggiore numero di decessi con 37, seguito da Brasile con 16, Messico con 14, Ecuador con 12 e Bolivia con 5.</p>
<p>Le notizie presumono che la cifra reale dei decessi è sicuramente molto più alta.</p>
<p>Mentre oggi celebriamo il 57º anniversario della fondazione dell&#8217;Unione dei Giornalisti di Cuba (UPEC) è gratificante conoscere questa realtà.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Cubaperiodistas</p>
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		<title>L&#8217;impegnativo scenario del giornalismo cubano</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jul 2019 19:32:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
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		<description><![CDATA[Noi professionisti della notizia analizzavamo, durante quei giorni, con franchezza e passione, la qualità del giornalismo che facciamo, le realtà contraddittorie della comunicazione nel paese, le carenze professionali e materiali dei nostri media, le difficoltà nell'accesso alle fonti di informazione, la necessità di approfittare degli strumenti e delle nuove forme di lavoro che ci hanno portato le tecnologie in cambiamento dell'informazione e della comunicazione, le sfide delle battaglie ideologiche, culturali, simboliche che affrontiamo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11043" alt="periodismo" src="/files/2019/07/periodismo.jpg" width="400" height="309" />La mia pagina facebook mi ricorda ciò che ho pubblicato un anno fa, dalle sessioni del Congresso dell’UPEC (Unione dei Giornalisti di Cuba). L&#8217;immagine mi ha fatto pensare a come era allora e a come è adesso il giornalismo cubano, a soli dodici mesi di distanza.</strong></p>
<p>Noi professionisti della notizia analizzavamo, durante quei giorni, con franchezza e passione, la qualità del giornalismo che facciamo, le realtà contraddittorie della comunicazione nel paese, le carenze professionali e materiali dei nostri media, le difficoltà nell&#8217;accesso alle fonti di informazione, la necessità di approfittare degli strumenti e delle nuove forme di lavoro che ci hanno portato le tecnologie in cambiamento dell&#8217;informazione e della comunicazione, le sfide delle battaglie ideologiche, culturali, simboliche che affrontiamo.</p>
<p>Siamo arrivati a quell&#8217;appuntamento di luglio del 2018, in ogni caso, con il respiro di una Politica di Comunicazione dello Stato e del Governo approvata e diffusa da poco, con la definizione del Presidente cubano del fatto che la comunicazione è uno strumento strategico e ineludibile nell&#8217;esercizio del Governo nel paese, e con una maggiore chiarezza e comprensione dal Partito, lo Stato e la società stessa del ruolo del giornalismo e dei giornalisti nel nostro Socialismo autentico, democratico e partecipativo, che abbiamo definito concettualmente come modello di società.</p>
<p>Non ha piovuto molto da allora ad adesso. Ma, in pochi mesi abbiamo sperimentato cambiamenti positivi nel nostro scenario mediatico ed anche alcuni passi indietro o pause nelle azioni da implementare.</p>
<p>In questo tempo abbiamo visto un Presidente che genera più notizie di quelle che a volte abbiamo la possibilità di seguire, che ha guidato l&#8217;ingresso a Twitter del Governo al completo per la comunicazione diretta con la cittadinanza, che con il suo esempio personale ha propiziato la presenza più frequente dei Ministri e altri dirigenti nei nostri mezzi di comunicazione per informare e chiarire le politiche pubbliche che si adottano.</p>
<p>Come ha riaffermato Diaz-Canel nel suo recente discorso di chiusura dell&#8217;Assemblea Nazionale del Potere Popolare: “La direzione del Partito e del Governo ha dimostrato il suo impegno con l&#8217;informazione opportuna e aperta di quante misure o passi si diano in funzione degli interessi pubblici. Difenderemo sempre questa politica”.</p>
<p>In accordo con la sua responsabilità di avanguardia e forza politica dirigente, il Partito, in paziente e ogni volta più effettivo lavoro, ha rinforzato l&#8217;autorità dei direttori dei media pubblici ed ha dato coscienza agli organismi del paese sull&#8217;importanza di irrobustire i propri apparati di comunicazione (non di mera divulgazione), di incrementar e la loro presenza nel web e nelle reti sociali, di essere più pro attivi, agili ed effettivi nelle loro strategie comunicative.</p>
<p>Sono modestamente migliorate le condizioni di lavoro per i giornalisti della radio e della televisione (non tanto della stampa scritta); il significativo aumento di salario nel settore dà respiro e qualità di vita ai lavoratori professionali il cui salario medio era notevolmente più basso di quello dei loro colleghi nel settore statale sovvenzionato del paese; il sistema della radio cubana continua ad ampliare la sua portata e si è inaugurata l&#8217;emittente numero 100; gli investimenti che si fanno nell&#8217;industria poligrafica ci avvicinano alla futura stampa dei nostri giornali a tutto colore.</p>
<p>Possiamo contare con diversi media, giornalisti e direttivi di avanguardia, capaci di fare un giornalismo all&#8217;altezza, critico, analitico, creativo, impegnato con il popolo e con il suo tempo, come dimostrano i lavori premiati nel recente Concorso Nazionale di Giornalismo “26 Luglio”.</p>
<p>Ma ancora, come categoria abbiamo debiti con la società e con la nostra professione. Agiamo ancora di reazione di fronte a determinati temi e scenari; ci manca in alcune occasioni integralità e conoscenza nelle analisi ed anche, a volte, manchiamo dell&#8217;audacia e della creatività costanti nella condotta dei media.</p>
<p>E&#8217; preoccupante il fatto che invece di avanzare nella professionalizzazione del settore, siamo tornati indietro. Il numero di laureati in giornalismo nelle nostre redazioni è diminuito negli ultimi anni e oggi copre meno del 40 per cento degli incarichi giornalistici nel paese, il che influisce nella qualità del prodotto informativo e rallenta i processi trasformatori dei nostri media.</p>
<p>Gli attuali studenti della carriera universitaria non copriranno, neanche a medio periodo, questo deficit annunciato. I corsi di riorientamento professionale, sorti come una soluzione palliativa e circostanziale, si sono trasformati con il tempo nella principale forma di riempire i posti nel settore.</p>
<p>Anche se sono cresciute le abilità professionali che fanno parte delle redazioni, i giovani laureati, il loro scarso numero e il loro passaggio fugace in molti casi, uniti al non sufficiente legame media-università e la non gerarchizzazione del superamento, sono in contrasto con uno sfruttamento più ampio della conoscenza costituita dalle scienze della comunicazione, con l&#8217;utilizzo di tutte le potenzialità della tecnologia a nostra disposizione (che non è la più recente, ma che può rendere di più), e che non si raggiunga un ambiente di innovazione e cambiamenti nelle nostre redazione (questo frutto anche della mancanza di previsione e investimento per lo sviluppo).</p>
<p>Non abbiamo avanzato al ritmo desiderato, per molteplici urgenze politiche ed economiche, nell&#8217;implementazione di aspetti significativi della Politica di Comunicazione approvata, che permettano nuove e migliori forme di gestione dei media e l&#8217;apertura di possibili e necessarie fonti di finanziamento addizionali a quelle che sono assegnate dal Bilancio dello Stato al sistema dei media pubblici.</p>
<p>Lo scenario dei media cubani oggi è più ricco, diverso e creativo che quello di 8 anni fa, quando il Generale d&#8217;Esercito Raul Castro Ruz fece una giusta critica al nostro giornalismo nel VI congresso del Partito. Però le sfide politiche, ideologiche, economiche e sociali che affrontiamo sono più complesse di allora; in uno scenario di furibonda aggressione imperiale, milionari progetti sovversivi, globalizzazione travolgente ed istantanea dei simboli colonizzatori, possibilità multiple e piuttosto contaminate, con false notizie e mezze verità, di comunicazione e informazione. L&#8217;asticella da superare è più alta.</p>
<p>“La verità ha bisogno di noi”, proclamavamo un anno fa nel nostro Congresso come giornalisti cubani. La battaglia continua ad essere la stessa, le urgenze crescenti, la responsabilità maggiore.</p>
<p>Abbiamo bisogno di avanzare ogni volta di più nel costruire davvero un modello di stampa socialista, genuinamente partecipativo, attrattivo, umanista, etico, analitico, verace; per sostenere una pratica di comunicazione sociale che propizi il dialogo creatore e la partecipazione cittadina cosciente nella vita politica, economica e sociale del paese; questo è possibile in una società che rinnovi le sue scommesse e lotte per i più alti gradi di partecipazione, dialogo sociale, umanesimo, dignità etica e civismo.</p>
<p>Continueremo accompagnando il percorso della Rivoluzione in un mare pieno di avversità, potenziando la forza creatrice del nostro popolo, mettendo a nudo le nostre deficienze e farneticamenti, mettendo in evidenza le buone pratiche ed i risultati, segnalando le strade possibili e pensando come paese per fare una Cuba migliore. Questa è la nostra sfida maggiore. E&#8217; l&#8217;essere Rivoluzionario in questi tempi.</p>
<p>di Randy Alonso Falcon</p>
<p>foto: Abel Ernesto Rubio Estrada</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
<p>da Cubadebate</p>
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