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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; UNESCO</title>
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		<title>La pagliuzza nell&#8217;occhio altrui</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jan 2018 02:04:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non citerò il media, poiché non mi sommerò a dar pubblicità a chi non lo merita, ma i nostri lettori guatemaltechi sicuramente sapranno di chi e a coloro ci riferiamo. Neppure commetterei un errore se lo facessi, poiché con totale impudenza menzionano più volte Cuba, con totale ignoranza della realtà; io direi che persino con perversità. Mi stupiscono gli sfortunati confronti contro Venezuela e Cuba. È come avere il tetto di vetro e lanciare sassi al vicino. Non cadrò nella mancanza di etica di questi editoriali di voler confrontare le mele con i manghi. Sono frutti, ma non sono la stessa cosa.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10343" alt="colaboracion-medica-cubana-" src="/files/2018/01/colaboracion-medica-cubana-.jpg" width="580" height="387" />Non citerò il media, poiché non mi sommerò a dar pubblicità a chi non lo merita, ma i nostri lettori guatemaltechi sicuramente sapranno di chi e a coloro ci riferiamo. Neppure commetterei un errore se lo facessi, poiché con totale impudenza menzionano più volte Cuba, con totale ignoranza della realtà; io direi che persino con perversità.</strong></p>
<p>Mi stupiscono gli sfortunati confronti contro Venezuela e Cuba. È come avere il tetto di vetro e lanciare sassi al vicino. Non cadrò nella mancanza di etica di questi editoriali di voler confrontare le mele con i manghi. Sono frutti, ma non sono la stessa cosa.</p>
<p>Dirò solo a favore del Venezuela, che sarebbe molto buono approfondire tutto in termini di salute, istruzione (molti anni fa sono stati dichiarati dall&#8217;UNESCO territorio libero dall’analfabetismo), garanzie dei cittadini, sicurezza, tra altri aspetti, costituiscono un modello da seguire per molti paesi della regione in cui, contraddittoriamente, primeggia il contrario, anche in pieno XXI secolo. La cosa più triste è che non ci sono soluzioni a breve termine attraverso i modelli imperanti.</p>
<p>Di Cuba non ci si deve estendere in spiegazioni, i lettori, per fortuna, hanno accesso alla verità ed a ciò che, con molto sforzo, con un criminale blocco da parte del paese più potente del mondo, è stato raggiunto in tutti gli indici misurabili dall’ONU, ciò che ci pongono, con la massima modestia, tra i primi al mondo con programmi a favore dei propri cittadini.</p>
<p>Perché questi macabri media in Guatemala non parlano della collaborazione cubana in questo paese? Sanno che Cuba è, secondo serie ricerche condotte da specialisti del settore, il principale donatore di aiuti ufficiali allo sviluppo non solo in Guatemala, ma in America Latina e nei Caraibi? Cosa impedisce loro di vedere la realtà? È molto probabile che la loro ignoranza della realtà e lo sguardo indiscreto e vergognoso verso la casa del vicino gli impedisca di vedere cosa succede in casa loro.</p>
<p>Vorrei esortare  questi media ad approfondire la loro conoscenza delle loro situazioni, ma non solo con lo spirito di critica, ma anche per unirsi alla ricerca di soluzioni sociali per il bene comune.</p>
<p>Non pretendiamo minimamente che ci ringrazino, ma devono tenere a mente che oltre 153000 cittadini di quel paese, probabilmente possono comprare e leggere i loro media, grazie a Cuba; non sto dicendo sciocchezze. Grazie al metodo di alfabetizzazione cubano &#8220;Yo Sí Puedo&#8221;, che ha portato la luce della conoscenza nei luoghi più remoti ed oscuri di questa geografia, coloro che prima non potevano farlo, oggi ringraziano questa piccola isola bloccata per poter leggere e scrivere. Fortunatamente anche sono meno gli ingannati, oggi, nel mondo.</p>
<p>Stiamo per compiere, il prossimo 5 novembre, 20 anni di permanente presenza della Brigata Medica Cubana in Guatemala. È l&#8217;unico paese in cui è rimasta per molto tempo con il popolo guatemalteco e nei luoghi in cui spesso gli stessi cittadini temono di avvicinarsi a causa delle deprimenti condizioni. Cuba non guarda, né guarderà mai dove si vive meglio, ma dove è il dovere; è l&#8217;insegnamento di Fidel che con orgoglio di patria portiamo nei nostri cuori per tradizione internazionalista.</p>
<p>Cito solo alcuni dati e chiarisco che è affinché questi &#8220;media pubblici&#8221; sappiano cosa succede nel loro paese. C&#8217;è un mondo al di là dell&#8217;asfalto che percorrono le loro moderne auto e glielo dimostrerò solo con alcune cifre che parlano della collaborazione della Brigata Medica Cubana (BMC) in Guatemala, di quel paese che chiamano &#8220;regime totalitario&#8221; e che ci porta a pensare se ciò che chiamano in quel modo e favorisce la maggioranza, è ciò di cui molti abbiamo bisogno, al di là delle ideologie di cartone.</p>
<p>La BMC cura 3075834 cittadini di questo paese; l&#8217;età media dei nostri collaboratori è di 45 anni ed il 62,9% sono donne, ciò che a nostro avviso è la più grande forza (qualcosa che questi media sicuramente negano). La sua presenza con professionisti è distribuita in 45 centri sanitari, 33 centri sanitari, 11 CAIMI, 72 negli ospedali, 12 nei 4 centri oftalmologici con operazioni alla vista GRATUITA; 15 nelle aree di salute, 21 nel centro di assistenza permanente, tra gli altri.</p>
<p>Lo storico accumulato (1998-2017) di cure e fino a novembre del 2017, è in 42818306 cittadini guatemaltechi curati. Si sono realizzati 392442 interventi chirurgici in diverse specialità. I tassi di mortalità infantile e materna, dove  si trova la BMC, sono i più bassi non solo nel paese, ma nella regione centroamericana. Si sono salvate quasi 400 mila vite. Si formano levatrici, leader della comunità, team sanitari e sono ottenuti infiniti risultati.</p>
<p>Molto lontana è Cuba dalla vanità e dal dire quello che facciamo. Almeno io chiedo che quelli che non sono capaci di sacrificarsi per gli altri, come disse l&#8217;apostolo José Martí, abbiano almeno la decenza di rimanere in silenzio davanti a quelli che si sacrificano.</p>
<p>Scusate l&#8217;estensione, non pensavo di farlo, ma siamo obbligati a difendere i valori in cui crediamo e che difenderemo, al prezzo di ogni sacrificio. Questo è il Socialismo cubano, il nostro, il genuino e quello che vogliamo noi che viviamo sull&#8217;isola. La scelta di ogni paese è libera e sovrana. Esorto a fare di più per il nostro e a smettere di vedere la pagliuzza nell’occhio altrui. Almeno come precetto biblico, compitelo.</p>
<p>di Carlos Céspedes Piedra</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Francesco Monterisi</p>
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		<title>La stampa mondiale censura UNESCO e Banca Mondiale &#8230; quando elogiano l&#8217;istruzione a Cuba</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2015/05/01/la-stampa-mondiale-censura-unesco-e-banca-mondiale-quando-elogiano-listruzione-cuba-2/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2015 02:07:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[UNESCO]]></category>

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		<description><![CDATA[I rapporti presentati dagli organismi dell'ONU sono soliti essere notizia nei grandi mezzi di comunicazione. E i dati che evidenziano questi organismi nella loro presentazioni alla stampa sono spesso riportati, a loro volta, da tali mezzi (1). Ma a volte ... non è così.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8591" alt="leccionesdemanipulacion261" src="/files/2015/05/leccionesdemanipulacion261.jpg" width="300" height="225" />I rapporti presentati dagli organismi dell&#8217;ONU sono soliti essere notizia nei grandi mezzi di comunicazione. E i dati che evidenziano questi organismi nella loro presentazioni alla stampa sono spesso riportati, a loro volta, da tali mezzi (1). Ma a volte &#8230; non è così.</p>
<p>All&#8217;inizio di aprile, l&#8217;UNESCO ha presentato il suo &#8220;Rapporto di Monitoraggio dell&#8217;Istruzione per Tutti nel Mondo 2015&#8243;: un bilancio, 15 anni dopo, di ciò che è stato raggiunto dai 164 stati in relazione ai 6 principali obiettivi fissati nel Forum Mondiale dell&#8217;Istruzione a Dakar, nel 2000 (2).</p>
<p>Uno dei dati che l’UNESCO risalta in questo Rapporto è che, in America Latina e nei Caraibi, un solo paese ha soddisfatto il 100% di questi obiettivi: Cuba (3).</p>
<p>Capite ora perché la grande stampa non si è interessata al citato Rapporto dell&#8217;UNESCO?</p>
<p>Il Rapporto pone Cuba al 28° posto a livello mondiale, alla pari con il Regno Unito, Giappone, Norvegia, Svizzera e Finlandia. Sottolinea, per esempio, gli indicatori di parità di genere in tutto il sistema educativo di Cuba, prossimi alla piena parità; e la qualità dell&#8217;istruzione sull&#8217;Isola, strettamente legata, per esempio, al rapporto tra alunni/e per insegnante. Di fronte ad una media mondiale di 40, Cuba ha un rapporto di 10 studenti per ogni docente (4).</p>
<p>Che il sistema educativo cubano continui ad essere elogiato internazionalmente può essere curioso, quando le stesse istituzioni dell&#8217;Isola sono preoccupate per alcune recenti battute d&#8217;arresto (5). Lungi dal ricevere il riconoscimento dell&#8217;UNESCO con trionfalismo, la Ministra dell&#8217;Istruzione Ana Elsa Velásquez affermava che il Governo cubano è &#8220;insoddisfatto&#8221; perché &#8220;Cuba ha molte sfide&#8221; da superare, soprattutto nella formazione degli insegnanti, l&#8217; infrastruttura e informatizzazione del sistema educativo (6).</p>
<p>Circa gli elogi dell&#8217;UNESCO a Cuba -come c&#8217;era da aspettare- non abbiamo letto una parola sui principali quotidiani internazionali. Il quotidiano spagnolo &#8220;El País&#8221;, anche se ha firmato un accordo con l&#8217;UNESCO appena due mesi fa (7); anche se ha pubblicato negli ultimi mesi diversi articoli sullo stato dell&#8217;educazione nel mondo (8) -in cui Cuba neppure è menzionata- ha totalmente ignorato il citato &#8220;Rapporto di Monitoraggio dell&#8217; Istruzione per Tutti&#8221; dell&#8217; UNESCO.</p>
<p>Un&#8217;organizzazione molto più legata ai valori ideologici delle grandi aziende di comunicazione, la Banca Mondiale, riconosceva lo scorso anno che Cuba è il paese nel mondo che più investe nell&#8217;istruzione (9). Con il 12,9% del suo PIL investito per l&#8217;istruzione, l’ Isola supera paesi come la Danimarca, con l’8,7%, Regno Unito con il 6,2%, o gli USA con il 5,4% (10).</p>
<p>In un precedente rapporto, intitolato «Professori eccellenti. Come migliorare l&#8217;apprendimento in America Latina e nei Caraibi &#8216;(11), la Banca Mondiale ha anche elogiato Cuba per avere il miglior sistema educativo dell&#8217;America Latina e dei Caraibi (12).</p>
<p>Ma neppure l&#8217;autorità ideologica della Banca Mondiale è servita, in questo caso, perché i grandi giornali si siano minimamente interessati ai suoi scomodi dati sui successi del sistema educativo di Cuba.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(1) http://elpais.com/elpais/2014/10/28/planeta_futuro/1414492780_152446.html</p>
<p>(2) http://es.unesco.org/gem-report/report/2015/la-educaci%C3%B3n-para-todos-2000-2015-logros-y-desaf%C3%ADos#sthash.HDsRruov.dpbs</p>
<p>(3) http://www.unesco.org/new/es/media-services/single-view/news/education_for_all_2000_2015_only_cuba_reached_global_education_goals_in_latin_america_and_the_caribbean/#.VTYjlfBGQ3g</p>
<p>(4) http://noticias.universia.cl/educacion/noticia/2015/04/13/1123090/cuba-unico-pais-logro-cumplir-100-objetivos-ept-mundo-unesco.html</p>
<p>(5) http://www.bbc.co.uk/mundo/blogs/2014/10/141016_voces_desde_cuba_yuris_norido_maestros_educacion</p>
<p>(6) http://www.granma.cu/cuba/2015-04-10/destaca-la-unesco-resultados-de-cuba-en-materia-de-educacion</p>
<p>(7) http://politica.elpais.com/politica/2015/02/02/actualidad/1422911947_172741.html</p>
<p>(8) http://elpais.com/elpais/2014/09/03/planeta_futuro/1409736940_718200.html</p>
<p>(9) http://data.worldbank.org/indicator/SE.XPD.TOTL.GD.ZS</p>
<p>(10) http://espanol.almayadeen.net/Study/2Kml_ddYWEeKIKRbARNhBA/seg%C3%BAn-el-banco-mundial-cuba-es-el-pa%C3%ADs-del-mundo-que-inviert</p>
<p>(11) http://www.bancomundial.org/content/dam/Worldbank/Highlights%20&amp;%20Features/lac/LC5/Spanish-excellent-teachers-report.pdf</p>
<p>(12) http://www.kienyke.com/noticias/banco-mundial-cuba-tiene-el-mejor-sistema-educativo-de-america-latina/</p>
<p><strong>(José Manzaneda, coordinatore Cubainformación)</strong></p>
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		<title>La stampa mondiale censura UNESCO e Banca Mondiale &#8230; quando elogiano l&#8217;istruzione a Cuba</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2015/04/30/la-stampa-mondiale-censura-unesco-e-banca-mondiale-quando-elogiano-listruzione-cuba/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2015 23:00:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[All'inizio di aprile, l'UNESCO ha presentato il suo "Rapporto di Monitoraggio dell'Istruzione per Tutti nel Mondo 2015": un bilancio, 15 anni dopo, di ciò che è stato raggiunto dai 164 stati in relazione ai 6 principali obiettivi fissati nel Forum Mondiale dell'Istruzione a Dakar, nel 2000.

Uno dei dati che l’UNESCO risalta in questo Rapporto è che, in America Latina e nei Caraibi, un solo paese ha soddisfatto il 100% di questi obiettivi: Cuba.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8583" alt="" src="/files/2015/04/leccionesdemanipulacion261.jpg" width="300" height="225" />I rapporti presentati dagli organismi dell&#8217;ONU sono soliti essere notizia nei grandi mezzi di comunicazione. E i dati che evidenziano questi organismi nella loro presentazioni alla stampa sono spesso riportati, a loro volta, da tali mezzi (1). Ma a volte &#8230; non è così.</strong></p>
<p>All&#8217;inizio di aprile, l&#8217;UNESCO ha presentato il suo &#8220;Rapporto di Monitoraggio dell&#8217;Istruzione per Tutti nel Mondo 2015&#8243;: un bilancio, 15 anni dopo, di ciò che è stato raggiunto dai 164 stati in relazione ai 6 principali obiettivi fissati nel Forum Mondiale dell&#8217;Istruzione a Dakar, nel 2000 (2).</p>
<p>Uno dei dati che l’UNESCO risalta in questo Rapporto è che, in America Latina e nei Caraibi, un solo paese ha soddisfatto il 100% di questi obiettivi: Cuba (3).</p>
<p>Capite ora perché la grande stampa non si è interessata al citato Rapporto dell&#8217;UNESCO?</p>
<p>Il Rapporto pone Cuba al 28° posto a livello mondiale, alla pari con il Regno Unito, Giappone, Norvegia, Svizzera e Finlandia. Sottolinea, per esempio, gli indicatori di parità di genere in tutto il sistema educativo di Cuba, prossimi alla piena parità; e la qualità dell&#8217;istruzione sull&#8217;Isola, strettamente legata, per esempio, al rapporto tra alunni/e per insegnante. Di fronte ad una media mondiale di 40, Cuba ha un rapporto di 10 studenti per ogni docente (4).</p>
<p>Che il sistema educativo cubano continui ad essere elogiato internazionalmente può essere curioso, quando le stesse istituzioni dell&#8217;Isola sono preoccupate per alcune recenti battute d&#8217;arresto (5). Lungi dal ricevere il riconoscimento dell&#8217;UNESCO con trionfalismo, la Ministra dell&#8217;Istruzione Ana Elsa Velásquez affermava che il Governo cubano è &#8220;insoddisfatto&#8221; perché &#8220;Cuba ha molte sfide&#8221; da superare, soprattutto nella formazione degli insegnanti, l&#8217; infrastruttura e informatizzazione del sistema educativo (6).</p>
<p>Circa gli elogi dell&#8217;UNESCO a Cuba -come c&#8217;era da aspettare- non abbiamo letto una parola sui principali quotidiani internazionali. Il quotidiano spagnolo &#8220;El País&#8221;, anche se ha firmato un accordo con l&#8217;UNESCO appena due mesi fa (7); anche se ha pubblicato negli ultimi mesi diversi articoli sullo stato dell&#8217;educazione nel mondo (8) -in cui Cuba neppure è menzionata- ha totalmente ignorato il citato &#8220;Rapporto di Monitoraggio dell&#8217; Istruzione per Tutti&#8221; dell&#8217; UNESCO.</p>
<p>Un&#8217;organizzazione molto più legata ai valori ideologici delle grandi aziende di comunicazione, la Banca Mondiale, riconosceva lo scorso anno che Cuba è il paese nel mondo che più investe nell&#8217;istruzione (9). Con il 12,9% del suo PIL investito per l&#8217;istruzione, l’ Isola supera paesi come la Danimarca, con l’8,7%, Regno Unito con il 6,2%, o gli USA con il 5,4% (10).</p>
<p>In un precedente rapporto, intitolato «Professori eccellenti. Come migliorare l&#8217;apprendimento in America Latina e nei Caraibi &#8216;(11), la Banca Mondiale ha anche elogiato Cuba per avere il miglior sistema educativo dell&#8217;America Latina e dei Caraibi (12).</p>
<p>Ma neppure l&#8217;autorità ideologica della Banca Mondiale è servita, in questo caso, perché i grandi giornali si siano minimamente interessati ai suoi scomodi dati sui successi del sistema educativo di Cuba.</p>
<p>di José Manzaneda, coordinatore Cubainformación</p>
<p>Traduzione Francesco Monterisi</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.cubainformacion.tv/index.php/lecciones-de-manipulacion/62353-la-prensa-mundial-censura-a-la-unesco-y-al-banco-mundial-cuando-elogian-la-educacion-en-cuba" >per vedere il video</a></p>
<p>(1) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://elpais.com/elpais/2014/10/28/planeta_futuro/1414492780_152446.html" >http://elpais.com/elpais/2014/10/28/planeta_futuro/1414492780_152446.html</a></p>
<p>(2) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://es.unesco.org/gem-report/report/2015/la-educaci%C3%B3n-para-todos-2000-2015-logros-y-desaf%C3%ADos#sthash.HDsRruov.dpbs" >http://es.unesco.org/gem-report/report/2015/la-educaci%C3%B3n-para-todos-2000-2015-logros-y-desaf%C3%ADos#sthash.HDsRruov.dpbs</a></p>
<p>(3) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.unesco.org/new/es/media-services/single-view/news/education_for_all_2000_2015_only_cuba_reached_global_education_goals_in_latin_america_and_the_caribbean/#.VTYjlfBGQ3g" >http://www.unesco.org/new/es/media-services/single-view/news/education_for_all_2000_2015_only_cuba_reached_global_education_goals_in_latin_america_and_the_caribbean/#.VTYjlfBGQ3g</a></p>
<p>(4) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://noticias.universia.cl/educacion/noticia/2015/04/13/1123090/cuba-unico-pais-logro-cumplir-100-objetivos-ept-mundo-unesco.html" >http://noticias.universia.cl/educacion/noticia/2015/04/13/1123090/cuba-unico-pais-logro-cumplir-100-objetivos-ept-mundo-unesco.html</a></p>
<p>(5) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.bbc.co.uk/mundo/blogs/2014/10/141016_voces_desde_cuba_yuris_norido_maestros_educacion" >http://www.bbc.co.uk/mundo/blogs/2014/10/141016_voces_desde_cuba_yuris_norido_maestros_educacion</a></p>
<p>(6) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.granma.cu/cuba/2015-04-10/destaca-la-unesco-resultados-de-cuba-en-materia-de-educacion" >http://www.granma.cu/cuba/2015-04-10/destaca-la-unesco-resultados-de-cuba-en-materia-de-educacion</a></p>
<p>(7) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://politica.elpais.com/politica/2015/02/02/actualidad/1422911947_172741.html" >http://politica.elpais.com/politica/2015/02/02/actualidad/1422911947_172741.html</a></p>
<p>(8) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://elpais.com/elpais/2014/09/03/planeta_futuro/1409736940_718200.html" >http://elpais.com/elpais/2014/09/03/planeta_futuro/1409736940_718200.html</a></p>
<p>(9) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://data.worldbank.org/indicator/SE.XPD.TOTL.GD.ZS" >http://data.worldbank.org/indicator/SE.XPD.TOTL.GD.ZS</a></p>
<p>(10) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://espanol.almayadeen.net/Study/2Kml_ddYWEeKIKRbARNhBA/seg%C3%BAn-el-banco-mundial-cuba-es-el-pa%C3%ADs-del-mundo-que-inviert" >http://espanol.almayadeen.net/Study/2Kml_ddYWEeKIKRbARNhBA/seg%C3%BAn-el-banco-mundial-cuba-es-el-pa%C3%ADs-del-mundo-que-inviert</a></p>
<p>(11) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.bancomundial.org/content/dam/Worldbank/Highlights%20&amp;%20Features/lac/LC5/Spanish-excellent-teachers-report.pdf" >http://www.bancomundial.org/content/dam/Worldbank/Highlights%20&amp;%20Features/lac/LC5/Spanish-excellent-teachers-report.pdf</a></p>
<p>(12) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.kienyke.com/noticias/banco-mundial-cuba-tiene-el-mejor-sistema-educativo-de-america-latina/" >http://www.kienyke.com/noticias/banco-mundial-cuba-tiene-el-mejor-sistema-educativo-de-america-latina/</a></p>
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		<item>
		<title>Educazione: Cuba leader mondiale negli investimenti</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2014/11/12/educazione-cuba-leader-mondiale-negli-investimenti/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2014 21:36:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo il ranking degli incentivi e degli investimenti sull’educazione stilato dalla Banca Mondiale (BM) per il periodo compreso tra il 2009 e il 2013, Cuba, la Bolivia e il Venezuela figurano tra i 10 paesi che in tutto il mondo hanno maggiormente investito in educazione. La posizione di Cuba è riconosciuta a livello mondiale per]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8220" alt="" src="/files/2014/11/scuolacuba.jpg" width="580" height="388" />Secondo il ranking degli incentivi e degli investimenti sull’educazione stilato dalla Banca Mondiale (BM) per il periodo compreso tra il 2009 e il 2013, Cuba, la Bolivia e il Venezuela figurano tra i 10 paesi che in tutto il mondo hanno maggiormente investito in educazione.</strong></p>
<p>La posizione di Cuba è riconosciuta a livello mondiale per i suoi alti indici d&#8217;attuazione degli obiettivi fissati nel piano “Educación Para Todos” rispetto a quanto fatto nei paesi sviluppati</p>
<p><span style="color: #ff0000">Il Venezuela territorio libero dall’analfabetismo</span></p>
<p>Cuba, Timor Est, Danimarca, Ghana, Islanda, Nuova Zelanda, Thailandia, Venezuela, Kyrgyzstan, Bolivia, Costa Rica e Argentina sono tra i paesi che effettuano i maggiori investimenti sull’istruzione in base al loro Prodotto Interno Lordo (PIL), secondo le cifre rese note dalla Banca Mondiale.</p>
<p>Lo studio, che ha analizzato il periodo 2009-2013, ha decretato Cuba come paese leader a livello mondiale nella percentuale di Prodotto Interno Lordo (PIL) destinato all’educazione. Una cifra che è stata pari al 13,1% nel 2009 e al 12,8% nel 2010.<br />
Il 28 ottobre di nove anni fa l&#8217;Unesco dichiarò il Venezuela “Territorio libero dall&#8217;Analfabetismo”. Questo è il frutto della Misión Robinson, programma sociale lanciato dal leader della Rivoluzione Bolivariana, Hugo Chávez, per saldare il debito storico ereditato in materia d&#8217;istruzione</p>
<p><span style="color: #ff0000">La Bolivia nel ranking dei paesi che maggiormente investono in educazione</span></p>
<p>In seconda posizione vi è la Repubblica Democratica di Timor Est (Sud-Est asiatico), che ha investito l’11,3% nel 2009, il 10,5% nel 2010 e il 9,4% nel 2011.</p>
<p>In ordine, seguono i restanti paesi: la Danimarca con l’8,7%, il Ghana con l’8,1%, l’Islanda e la Thailandia con il 7,6%, la Nuova Zelanda 7,4%; Cipro 7.3%, Venezuela e Bolivia con il 6,9%, il 6.8% per la Finlandia così come il Kirghizistan; infine Belize con il 6.6%.</p>
<p>In America Latina spiccano Cuba, Venezuela e Bolivia, e a seguire Argentina e Costa Rica con una percentuale del 6,3 del PIL; poi la Giamaica con il 6.1%, il Brasile con il 5,8%, il Messico con il 5.2%; il Cile al 4.5%; l’Uruguay investe il 5,3%, mentre il Paraguay il 4,8%.</p>
<p>da TeleSur</p>
<p>tradotto da Fabrizio Verde per Nuova ALBA informazione</p>
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		<title>Ondeggia la bandiera della Palestina nell&#8217;UNESCO</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 23:43:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La bandiera della Palestina ondeggia da oggi insieme a quelle di tutti i paesi membri nella sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO). Il presidente dell'Autorità Nazionale Palestina, Mahmoud Abbas, il cancelliere Riad Maliki e la direttrice generale dell'UNESCO, Irina Bokova, intestarono la tradizionale cerimonia effettuata ogni volta che un nuovo membro aderisce all'entità.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_2341" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img src="/files/2011/12/bandera-palestina.jpg" alt="Bandiera della Palestina" width="300" height="265" class="size-full wp-image-2341" /><p class="wp-caption-text">Bandiera della Palestina</p></div><strong>La bandiera della Palestina ondeggia da oggi insieme a quelle di tutti i paesi membri nella sede dell&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO).  </strong></p>
<p>Il presidente dell&#8217;Autorità Nazionale Palestina, Mahmoud Abbas, il cancelliere Riad Maliki e la direttrice generale dell&#8217;UNESCO, Irina Bokova, intestarono la tradizionale cerimonia effettuata ogni volta che un nuovo membro aderisce all&#8217;entità.  </p>
<p>Durante l&#8217;atto, realizzato sotto una pertinace pioggia, è stato anche interpretato l&#8217;inno nazionale della Palestina.  </p>
<p>Il 31 ottobre scorso, la Conferenza Generale dell&#8217;UNESCO approvò per ampia maggioranza l&#8217;incorporazione del paese arabo come lo Stato numero 195 dell&#8217;organizzazione, nonostante le pressioni degli Stati Uniti.  </p>
<p>L&#8217;entrata piena si formalizzò il 23 novembre quando firmò a Londra l&#8217;accettazione della Lettera Costitutiva dell&#8217;UNESCO.  </p>
<p>L&#8217;adesione palestinese a questa organizzazione è stata qualificata come un fatto storico ed un atto di giustizia verso questo paese.  </p>
<p>In rappresaglia, Washington sospese i suoi pagamenti all&#8217;UNESCO, compresi circa 60 milioni di dollari corrispondenti a questo anno, fatto che ha messo in una situazione difficile l&#8217;organizzazione che dovette ritagliare spese e rivedere i suoi programmi.  </p>
<p>Gli Stati Uniti anche si oppongono all&#8217;entrata della Palestina come membro pieno nell&#8217;ONU, un sollecito presentato in settembre scorso e che conta sull&#8217;appoggio di più di 130 Stati dell&#8217;organizzazione mondiale. Nonostante le difficoltà nell&#8217;ONU, dove Washington ha diritto al veto, Abbas dichiarò il passato 5 dicembre che il suo paese seguirà lottando per raggiungere un posto in questo forum.  </p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>L&#8217;UNESCO sospende i suoi progetti del 2011 per il taglio dei fondi degli USA</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 23:20:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
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		<description><![CDATA[L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione e la Cultura (UNESCO) annunciò questo giovedì la sospensione di tutti i suoi programmi fino alla fine dell’anno, dopo che gli Stati Uniti hanno ritirato il loro finanziamento in seguito all'ammissione dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP).  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_2049" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-2049" src="/files/2011/11/unesco.gif" alt="Unesco" width="300" height="250" /><p class="wp-caption-text">Unesco</p></div>
<p>L&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;Educazione e la Cultura (UNESCO) annunciò questo giovedì la sospensione di tutti i suoi programmi fino alla fine dell’anno, dopo che gli Stati Uniti hanno ritirato il loro finanziamento in seguito all&#8217;ammissione dell&#8217;Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP). </strong></p>
<p>In un discorso pronunciato davanti ai diplomatici dell&#8217;UNESCO, Irina Bokova, la sua direttrice generale, indicò che l&#8217;agenzia ha un deficit di 65 milioni di dollari e dovrà cessare le sue attività fino alla fine dell&#8217;anno.</p>
<p>Queste misure di sospensione di tutti i programmi permetteranno di “risparmiare 35 milioni di dollari che con l&#8217;utilizzo di 30 milioni di dollari del fondo delle operazioni, completeranno questo anno il deficit della tesoreria stimato in 65 milioni di dollari”, dichiarò la responsabile, nella chiusura della conferenza generale dell&#8217;organizzazione a Parigi. “La situazione è difficile”, dichiarò Bokova davanti ai rappresentanti dell&#8217;insieme degli Stati membri.</p>
<p>Queste misure di risparmio non suppongono l&#8217;annullamento della celebrazione del Comitato Inter-governamentale dell’UNESCO per la salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell&#8217;Umanità che si celebrerà a Bali, in Indonesia, dal 22 al 29 novembre, precisò un portavoce dell&#8217;organizzazione. Le misure riguardano soprattutto compromessi contrattuali, pubblicazioni, costi di comunicazione, viaggi del personale, eccetera, precisò il portavoce.</p>
<p>Solo cinque giorni fa, Bokova aveva assicurato che l&#8217;UNESCO “non era in una crisi finanziaria” dovuto alla sospensione del finanziamento degli Stati Uniti e che studiava il lancio di una campagna di raccolta di fondi,</p>
<p>L&#8217;UNESCO ha ammesso il 31 ottobre la Palestina come nuovo Stato membro a dispetto delle minacce statunitensi, cosa che ha costituito una prima vittoria diplomatica per i palestinesi che aspirano a trasformarsi in uno Stato sovrano.</p>
<p>Gli Stati Uniti che dovevano consegnare all&#8217;UNESCO circa 60 milioni di dollari in novembre, apportano il 22% del presupposto ordinario bi-annuale di questa organizzazione, che arriva a 653 milioni di dollari.</p>
<p>Allo stesso tempo, l&#8217;UNESCO conta su un presupposto straordinario che superò i 500 milioni di dollari per il periodo 2012-2013.</p>
<p>Prima dell&#8217;ammissione palestinese nell&#8217;UNESCO, concretizzata da una votazione nella sua 36ª Conferenza Generale, gli Stati Uniti avevano fatto notare che se questa iniziativa prosperava, avrebbero sospeso i loro apporti in virtù di due leggi del 1990 e del 1994 che proibiscono finanziare istituzioni internazionali che ammettano l&#8217;OLP.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Il ruolo genocida della NATO (Quinta parte)</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 15:20:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fidel Castro Ruz]]></category>
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		<description><![CDATA[“Come alcuni conoscono, nel settembre del 1969, Muammar Al-Gheddafi, un militare arabo beduino di peculiare carattere e ispirato alle idee del leader egiziano  Gamal Abdel Nasser, promosse nel seno delle Forze Armate un movimento che fece cadere il  Re Idris I della Libia, un paese desertico quasi nella sua totalità e con una  scarsa popolazione, situato al nord dell’Africa, tra la Tunisia  e l’Egitto.”]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 9 marzo di quest’anno, con il titolo “La NATO, la guerra, la menzogna e gli affari”, ho pubblicato una nuova riflessione sul ruolo di questa organizzazione bellica.</p>
<p>Seleziono i paragrafi  fondamentali di quella Riflessione:</p>
<p>“Come alcuni conoscono, nel settembre del 1969, Muammar Al-Gheddafi, un militare arabo beduino di peculiare carattere e ispirato alle idee del leader egiziano  Gamal Abdel Nasser, promosse nel seno delle Forze Armate un movimento che fece cadere il  Re Idris I della Libia, un paese desertico quasi nella sua totalità e con una  scarsa popolazione, situato al nord dell’Africa, tra la Tunisia  e l’Egitto.”</p>
<p>“Nato nel seno di una famiglia della tribù beduina di pastori nomadi del deserto, nella regione di Trípoli, Gaddafi era profondamente anticolonialista.”</p>
<p>“&#8230; gli avversari di Gheddafi assicurano che si fece notare per la sua intelligenza quando era studente; che fu espulso dal liceo per le attività antimonarchiche. Riusci ad iscriversi in un altro liceo e, dopo la laurea in Legge ottenuta nell’Università di Bengasi a 21 anni, entrò nel collegio militare di Bendasi, dove creò quello che fu nominato il ‘Movimento Segreto Unionista degli Ufficiali Liberi’. Concluse poi i suoi studi in un’accademia militare britannica.”</p>
<p>“ Aveva iniziato la sua vita politica con fatti indiscutibilmente rivoluzionari.”</p>
<p>“Nel marzo del 1970, tra le manifestazioni di massa nazionaliste, riuscì a far evacuare i soldati britannici dal paese e, nel mese di giugno, gli Stati Uniti abbandonarono la grande base  aerea vicina a Tripoli, consegnata ad istruttori militari egiziani, paese alleato alla Libia.”</p>
<p>“Nel 1970, varie compagnie petrolifere  occidentali e società bancarie con partecipazione di capitali stranieri furono danneggiate dalla Rivoluzione. Alla fine del 1971, la famosa</p>
<p>British Petroleum, subì la stessa sorte. Nell’area agricola tutti i beni italiani furono confiscati e coloni  ed i loro discendenti, espulsi dalla Libia.”</p>
<p>“Il leader libico si immerse in teorie estremiste  che si opponevano sia al comunismo che al capitalismo. Fu una tappa nella quale Gheddafi si dedicò ad elaborare  teorie, che non ha senso includere in questa analisi, anche se si vale segnalare che nel primo articolo del Proclama Costituzionale del 1960, si stabiliva il ‘carattere socialista’ della Jamahiriya Araba Libica Popolare.</p>
<p>“Quello che desidero è sottolineare che gli Stati Uniti e i loro alleati della NATO non hanno mai sentito interesse per i diritti umani.”</p>
<p>“Le sceneggiate che si sono svolte nel Consiglio di Sicurezza, durante la riunione del Consiglio dei Diritti Umani con sede a Ginevra e nell’Assemblea Generale della ONU, a New York, sono state puro teatro”.</p>
<p>“L’ impero pretende adesso [... ] d’intervenire militarmente in Libia e colpire l’ondata rivoluzionaria scatenata nel mondo arabo.</p>
<p>“Promossa la latente ribellione libica dagli organi d’intelligenza yankee o per gli errori dello stesso Gheddafi, è importante che ora i popoli non si lascino ingannare, dato che prestissimo l’opinione mondiale avrà sufficienti elementi per sapere a cosa attenersi.”</p>
<p>“La Libia, come molti altri paesi del Terzo Mondo, è membro del Movimento dei Paesi non Allineati, del Gruppo dei 77 e di altre organizzazioni internazionali, attraverso le quali si stabiliscono relazioni, indipendentemente dal sistema economico e sociale di ogni Stato.”</p>
<p>“ In linea di massima: la Rivoluzione in Cuba, ispirata ai principi Marxisti- Leninisti e Martiani trionfò nel 1959 a 90 miglia dagli Stati Uniti, che imposero l’Emendamento Platt ed erano padroni dell’economia del nostro paese.</p>
<p>Quasi immediatamente l’impero promosse contro il nostro popolo la guerra sporca, le bande contro rivoluzionarie, il criminale blocco economico e l’invasione mercenaria di Girón, custodita da una portaerei e dalla sua fanteria di marina, pronta a sbarcare se le forze mercenarie avessero  conquistato determinati obiettivi.</p>
<p>Tutti i paesi latinoamericani, con l’eccezione del Messico, furono partecipi del criminale blocco, che dura ancora senza che il nostro paese si sia mai arreso.”</p>
<p>“Nel gennaio del 1986, sostenendo l’idea che la Libia si trovava  dietro il detto ‘terrorismo rivoluzionario’, Reagan ordinò di rompere le relazioni economiche e commerciali con questo paese.”</p>
<p>“Nel marzo del 1986 una forza di portaerei nel Golfo di Sirte, in acque considerate nazionali dalla Libia, sferrò attacchi che provocarono la distruzione di varie unità navali provviste di lancia-missili e i sistemi di radar di costa, che questo paese aveva comprato dalla URSS.”</p>
<p>“Il 5 aprile, una discoteca a Berlino Occidentale, frequentata da soldati degli Stati Uniti, fu vittima di un’esplosione con plastico e tre persone morirono: due erano soldati nordamericani, e  ci furono anche molti feriti.”</p>
<p>“Reagan accusò Gheddafi e ordinò  alla forza aerea di dare una risposta. Tre squadroni decollarono dalle portaerei della VI Flotta e dalle basi del Regno Unito e  attaccarono, con missili e bombe, sette obiettivi militari a Tripoli e a Bendasi. Circa 40 persone morirono tra le quali 15 civili  [... ] e quando un missile colpì direttamente la  residenza (del leader libico), sua figlia Hanna morì e altri due figli furono feriti.</p>
<p>Il fatto fu condannato ampliamente: l’Assemblea Generale dell’ ONU approvò una risoluzione di condanna per la violazione della Carta della ONU e del Diritto Internazionale. In termini energici lo fecero ugualmente il Movimento dei Paesi non Allineati, la Lega Araba e la OUA.</p>
<p>“Il 21 dicembre del 1988, un Boeing 747 della compagnia Pan Am che volava da Londra a New York si disintegrò in volo per lo scoppio di una bomba&#8230; “</p>
<p>“Le investigazioni, secondo gli yankee, implicavano due agenti dell’intelligenza libica.”</p>
<p>“Una leggenda tenebrosa fu fabbricata contro di lui, con la  partecipazione di Reagan e Bush padre.&#8221;</p>
<p>“Il Consiglio di Sicurezza aveva posto delle sanzioni alla Libia, che cominciarono a superarsi quando Gheddafi accettò di far giudicare condeterminate condizioni i due accusati dell’esplosione dell’aereo sulla Scozia.</p>
<p>“Delegazioni  libiche cominciarono ad essere invitate alle riunioni intereuropee; nel lulgio del 199 Londra iniziò il ristabilimento delle relazioni diplomatiche piene con la Libia, dopo alcune concezioni addizionali.”</p>
<p>“Il 2 dicembre, Massimo D’Alema, primo ministro italiano, realizzò la prima visita di un capo di governo europeo in Libia.</p>
<p>“ Scomparsa la URSS con il campo socialista d’Europa, Gheddafi decise di accettare le domande degli Stati Uniti e della NATO.”</p>
<p>Agli inizi del 2002, il Dipartimento di Stato informò che erano in corso conversazioni diplomatiche tra gli Stati Uniti e la Libia.</p>
<p>All’inizio del 2003 in virtù dell’accodo economico sugli indennizzi realizzato tra la Libia e i paesi richiedenti, il Regno Unito e la Francia, il Consiglio di Sicurezza della ONU tolse le sanzioni del 1992 contro la Libia.</p>
<p>“Prima della fine del 2003 , Bush e Tony Blair informarono su un accordo con la Libia, paese che aveva consegnato ad esperti dell’intelligenza del Regno Unito e di Washington le documentazioni dei programmi non convenzionali delle armi, così come dei missili balistici con una portata superiore e 300 chilometri. [... ] Era il frutto di molti mesi di conversazioni  tra  Tripoli e Washington, come rivelò lo stesso Bush.”</p>
<p>“Gheddafi mantenne le sue promesse di disarmo. In pochi mesi la Libia consegnò  le cinque unità di missili  Scud-C con una portata di 800 chilometri e le cento di Scud-B, la cui gettata superava i  300 chilometri in missili difensivi a corta gettata.”</p>
<p>“Nell’ottobre del 2002 iniziò la maratona delle visite a Trípoli: Berlusconi, nell’ottobre del 2002; José María Aznar, nel settembre del 2003  Berlusconi, di nuovo, nel febbraio, agosto e ottobre del 2004; Blair, nel marzo del 2004; il tedesco Schröeder, nell’ottobre dello steso anno e Jacques Chirac, nel novembre del 2004.”</p>
<p>&#8220;Gheddafi percorse trionfalmente l’Europa. Fu ricevuto a  Bruxelles nell’aprile  del 2004 da Romano Prodi, presidente della Commissione Europea; nell’ agosto di quell’anno il leader libico invitò  Bush a visitare il suo paese; la Exxon Mobil, Chevron Texaco e Conoco Philips ultimavano la ripresa dell’estrazione del greggio attraverso joint venturs.”</p>
<p>“Nel maggio del 2006, gli Stati Uniti annunciarono la ritirata della Libia dalla lista dei paesi terroristi e lo stabilimento delle relazioni diplomatiche piene.”</p>
<p>“Nel 2006 e 2007, Francia e Stati Uniti firmarono accordi di cooperazione nucleare con fini pacifici; nel maggio del  2007, Blair tornò a visitare  Gheddafi a Sirte. La British Petroleum firmò un contratto ‘enormemente importante’, come fu dichiarato, per l’esplorazione dei giacimenti di gas.”</p>
<p>“Nel dicembre del 2007, Gheddafi realizzò due visite in Francia e firmò contratti per equipaggiamenti militari e civili, per un valore di 10.000 milloni di euro; e in Spagna, dove incontrò il presidente del Governo, José Luis Rodríguez Zapatero. Contratti milionari furono firmati anche con importanti paesi della NATO”.</p>
<p>“ Che cos’è allora che ha provocato la ritirata precipitosa delle ambasciate degli Stati Uniti e degli altri membri della NATO?”</p>
<p>Tutto appare davvero molto strano.</p>
<p>“George W. Bush, padre della stupida guerra antiterrorista, dichiarò il  20 settembre del 2001 ai Cadetti di West Point : La nostra sicurezza necessita [... ] la forza militare che voi dirigerete, una forza che dev’essere pronta ad attaccare immediatamente in qualsias¡ oscuro angolo del mondo;  la nostra sicurezza necessiterà che noi si sia pronti per l’attacco preventivo quando sia necessario difendere la nostra libertà&#8230;”</p>
<p>“Dobbiamo scoprire le cellule terroristiche in 60 paesi o più [... ] assieme ai nostri amici e alleati dobbiamo opporci alla loro proliferazione ed affrontare i regimi che patrocinano il terrorismo, cosi come richiederà ogni caso.”</p>
<p>“Aggiungo che oggi l’Afganistan, un paese  tradizionalmente ribelle è stato invaso; le tribù nazionaliste  prima alleate degli Stati Uniti nella loro lotta  contro la URSS, sono state bombardate e massacrate. La guerra sporca si è estesa per il mondo. L’Iraq è stato invaso con pretesti che sono risultati falsi, le sue abbondanti risorse di petrolio sono ora nelle mani degli yankee,  milioni di persone hanno perso il loro lavoro e sono state obbligate a sfollare, dentro o fuori dal paese, i suoi musei sono stati saccheggiati e un numero  incalcolabile di cittadini ha perso la vita o è stato massacrato dagli invasori.</p>
<p>Ritornando alla Riflessione, segnalavo:</p>
<p>“Un dispaccio della  AFP proveniente da Kabul [... ] rivela che : l’anno scorso è stato il più letale per i civili in nove anni di guerra tra i talibani e le forze internazionali in Afganistan, con quasi 2.800 morti, il 15% più del 2009, ha indicato mercoledì una relazione della ONU che sottolinea l’alto costo umano del conflitto per la popolazione.”</p>
<p>“Con 2.777 esattamente, il numero dei civili morti nel 2010 è aumentato del 15%  rispetto al 2009, indica il rapporto annuale congiunto della Missione d’Assistenza delle Nazioni Unite in Afganistan&#8230; .&#8221;</p>
<p>“Il presidente Barack Obama ha espresso il  3 marzo le sue &#8216;profonde condoglianze&#8217; al popolo  afgano per i nove bambini morti e lo hanno fatto anche il generale statunitense David Petraeus, comandante in capo della ISAF, e il segretario della Difensa, Robert Gates.&#8221;</p>
<p>“&#8230; il rapporto dell’UNAMA segnala che il numero dei civili morti nel 2010 è quattro volte  superiore a quello dei soldati delle forze internazionali, morti in combattimento nello stesso anno.”</p>
<p>E per quel che riguarda la Libia segnala:</p>
<p>In 10 giorni a Ginevra e nelle Nazioni Unite sono stati pronunciati più di 150 discorsi sulle violazioni dei diritti umani, che sono poi stati ripetuti milioni di volte dalle televisioni, radio Internet e dalla stampa scritta.</p>
<p>“Il Ministro delle Relazioni Estere di Cuba, Bruno Rodríguez, nel suo Intervento del 1º marzo del 2011 di fronte ai Ministri delle Relazioni Estere riuniti a Ginebra, ha detto:</p>
<p>“La coscienza umana condanna la morte di persone innocenti in qualsiasi  circostanza e luogo. Cuba condivide pienamente la preoccupazione  mondiale per le perdite di vite di civili in Libia e desidera che il suo popolo incontri una soluzione pacifica e sovrana alla guerra civile che c’è lì, senza nessuna ingerenza straniera, e che garantisca l’integrità di questa nazione.&#8221;</p>
<p>“Se il diritto umano è il diritto alla vita. Il Consiglio sarà pronto a sospendere i Membri degli Stati che scatenano una guerra?”</p>
<p>“Sospenderà quegli Stati che finanziano e forniscono aiuti militari usati dallo Stato ricevente in violazioni  flagranti e sistematiche dei diritti umani e in attacchi contro la popolazione civile, come avviene in Palestina?”</p>
<p>“Applicherà queste misure  contro i paesi poderosi, che realizzano esecuzioni eztra giudiziarie nei territori di altri Stati, con l’uso di alte tecnologie, come munizioni intelligenti ed aerei senza pilota?”</p>
<p>“Che cosa accadrà con gli Stati che accettano nei loro territori carceri illegali e segrete e che facilitano il transito di voli segreti, con persone sequestrate o che partecipano ad azioni di tortura?”</p>
<p>“Siamo contrari alla guerra interna in Libia  e a favore della pace immediata, del  rispetto pieno della vita e dei diritti di tutti i cittadini, senza interventi stranieri che servirebbero solo al prolungamento del conflitto e agli interessi della  NATO.”</p>
<p>Ieri, 31 ottobre, è avvenuto un fatto che, tra tanti altri, testimonia la mancanza totale d’etica nella politica yankee.”</p>
<p>“L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, ha appena adottato una decisione coraggiosa:  dare all’eroico popolo della Palestina il diritto di partecipare come membro attivo nell’UNESCO. 107 Stati hanno votato a favore, 14 contro e 52 si sono astenuti, Tutti conoscono perfettamente il perchè.”</p>
<p>“La rappresentante degli Stati Uniti in quest’istituzione, seguendo le istruzioni del Premio Nobel della Pace, ha dichiarato immediatamente che: ‘A partire da questo istante il mio paese sospende tutti gli aiuti economici all’Organizzazione’. destinata dalla ONU all’ educazione, la scienza  e la cultura.</p>
<p>L’ accento drammatico con cui la signora ha annunciato la decisione è stato totalmente inutile. Nessuno si è sorpreso per l’attesa e cinica decisione.</p>
<p>Ma fosse stato poco, basterebbe il dispaccio della  AFP proveniente da Washington, nel pomeriggio di oggi,  alle 16:05:</p>
<p>“Dopo il Vertice del G20 (&#8230;) il presidente (Obama) e il presidente Sarkozy parteciperanno ad una cerimonia a Cannes per celebrare l’alleanza tra gli Stati Uniti e la Francia, ha indicato  la presidenza statunitense, precisando che ‘i dirigenti incontreranno anche soldati  statunitensi e francesi che hanno partecipato insieme all’operazione in Libia.”</p>
<p>Proseguirà prossimamente.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.cubadebate.cu/wp-content/uploads/2011/11/firma-de-fidel-1ro-de-noviembre-de-2011-300x191.jpg" alt="" width="300" height="191" /></p>
<p><strong>Fidel Castro Ruz </strong><strong></strong></p>
<p><strong>1º novembre  2011</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Ore 16.32</strong></p>
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		<title>ONU critica la rappresaglia israeliana all&#8217;entrata palestinese nell’UNESCO</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 22:56:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[UNESCO]]></category>

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		<description><![CDATA[Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, manifestò oggi la sua preoccupazione per le rappresaglie di Israele alla decisione dei paesi membri dell'UNESCO di accettare la Palestina in questa agenzia internazionale. Dopo aver approvato questa nuova entrata nell'UNESCO, Tel Aviv annunciò la costruzione di più insediamenti ebrei nei territori occupati e la sospensione dei bonifichi dei fondi che deve consegnare all'Autorità Nazionale Palestina (ANP).  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_2049" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-2049" src="/files/2011/11/unesco.gif" alt="Unesco" width="300" height="250" /><p class="wp-caption-text">Unesco</p></div>
<p>Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, manifestò oggi la sua preoccupazione per le rappresaglie di Israele alla decisione dei paesi membri dell&#8217;UNESCO di accettare la Palestina in questa agenzia internazionale. </strong></p>
<p>Dopo aver approvato questa nuova entrata nell&#8217;UNESCO, Tel Aviv annunciò la costruzione di più insediamenti ebrei nei territori occupati e la sospensione dei bonifichi dei fondi che deve consegnare all&#8217;Autorità Nazionale Palestina (ANP).</p>
<p>In una dichiarazione distribuita questo mercoledì dall&#8217;ufficio del portavoce ufficiale dell&#8217;ONU, il titolare dell&#8217;organizzazione mondiale ha fatto notare che l&#8217;edificazione delle colonie israeliane in terre palestinesi è contraria alla legge internazionale.</p>
<p>Viola anche quanto stabilito dal processo di pace nel Medio Oriente e pregiudica lo status finale delle negoziazioni per una soluzione del conflitto, ha aggiunto.</p>
<p>Ban Ki-moon sollecitò i governanti di Israele a congelare tutta l&#8217;attività relazionata con gli insediamenti ed a continuare l&#8217;invio delle risorse riscosse per concetto di imposti doganieri che appartengono all&#8217;ANP e sono essenziali per il suo funzionamento.</p>
<p>Il segretario generale ha esposto la sua inquietudine per lo sviluppo degli avvenimenti tra Israele ed i palestinesi ed ha fatto un appello ad entrambe le parti ad agire con responsabilità e serietà per la pace ed ad evitare provocazioni.</p>
<p>Ugualmente, sollecitò Tel Aviv e l&#8217;ANP a lavorare durante i prossimi tre mesi insieme al Quartetto per il Medio Oriente (Stati Uniti, Russia, l&#8217;Unione Europea e l&#8217;ONU) nell&#8217;elaborazione di proposte sui temi delle frontiere e della sicurezza.</p>
<p>La ripresa di queste negoziazioni è spinta dagli Stati Uniti come contropartita al sollecito fatto dall&#8217;ANP per l&#8217;entrata del nuovo Stato Palestinese come membro pieno dell&#8217;ONU, aspirazione minacciata dal veto di Washington nel Consiglio di Sicurezza.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>La Palestina è un nuovo membro pieno dell&#8217;UNESCO e gli USA scendono al ricatto</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 22:17:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[UNESCO]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[La XXXVI Delibera Generale dell'UNESCO accettò oggi la Palestina come membro pieno numero 195 di questa entità, in una decisione che è stata ampiamente applaudita dalla maggioranza dei presidenti alla riunione. Nella sessione di questo lunedì erano presenti 173 membri dell'organizzazione, dei quali 107 votarono a beneficio dell'adesione dello Stato arabo, 52 si astennero e 14 si espressero negativamente.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_2027" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-2027" src="/files/2011/10/Unesco.jpg" alt="L'Unesco" width="300" height="250" /><p class="wp-caption-text">L&#039;Unesco</p></div>
<p>La XXXVI Delibera Generale dell&#8217;UNESCO accettò oggi la Palestina come membro pieno numero 195 di questa entità, in una decisione che è stata ampiamente applaudita dalla maggioranza dei presidenti alla riunione. </strong></p>
<p>Nella sessione di questo lunedì erano presenti 173 membri dell&#8217;organizzazione, dei quali 107 votarono a beneficio dell&#8217;adesione dello Stato arabo, 52 si astennero e 14 si espressero negativamente.</p>
<p>Nonostante le minacce fatte dalla delegazione nordamericana prima della votazione, l&#8217;appoggio è stato maggioritario da parte dei paesi dell&#8217;America Latina e dei Caraibi, Africa e la regione araba.</p>
<p>Francia, paese sede dell&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;Educazione, la Scienza e la Cultura, votò a beneficio dell&#8217;entrata immediata della Palestina.</p>
<p>Il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, stimò che suppostamente questo passo mette in pericolo gli sforzi internazionali di pace.</p>
<p>La votazione nell&#8217;UNESCO per ammettere l&#8217;Autorità Nazionale Palestina è prematura ed allontana  la meta condivisa dalla comunità internazionale di una pace inclusiva, giusta e duratura in Medio Oriente, indicò il portavoce.</p>
<p>La portavoce del Dipartimento di Stato, Victoria Nuland, ha detto questo lunedì in una conferenza stampa che l&#8217;entrata della Palestina come membro mette in moto restrizioni legislative esistenti che obbligano il suo paese ad astenersi da fare contribuzioni all&#8217;organizzazione.</p>
<p>La rappresaglia statunitense suppone smettere di apportare all&#8217;organizzazione 60 milioni di dollari che doveva sborsare in novembre, parte del totale di 80 milioni che destina annualmente.</p>
<p>Washington contribuisce col 22%, quasi 80 milioni di dollari, al finanziamento dell&#8217;UNESCO.</p>
<p>In questo modo la Palestina si trasforma nel secondo Stato che entra in maniera piena all&#8217;istituzione durante la XXXVI Delibera Generale, perché alcuni giorni si è dato il benvenuto al Sudan del Sud.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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