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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Turchia</title>
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		<title>Qatar: abbiamo dato ospitalità ad un gruppo terrorista su richiesta degli Usa</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jun 2017 00:27:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un alto funzionario del governo del Qatar ha ammesso che il suo paese abbia dato ospitalità ad un gruppo terrorista su formale richiesta degli Stati Uniti. Mutlaq al-Qahtani, uno dei principali consiglieri anti-terrorismo del ministero degli esteri del Qatar, ha dichiarato ad Al Jazeera questa domenica che il Qatar ha ospitato i Talebani "su richiesta del governo degli Stati Uniti" e come "parte della politica della porta aperta del Qatar per facilitare le trattative, mediare e portare la pace". Lo riporta Press Tv.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10026" alt="Qatar" src="/files/2017/06/Qatar.jpg" width="580" height="312" />Un alto funzionario del governo del Qatar ha ammesso che il suo paese abbia dato ospitalità ad un gruppo terrorista su formale richiesta degli Stati Uniti.</p>
<p>Mutlaq al-Qahtani, uno dei principali consiglieri anti-terrorismo del ministero degli esteri del Qatar, ha dichiarato ad Al Jazeera questa domenica che il Qatar ha ospitato i Talebani &#8220;su richiesta del governo degli Stati Uniti&#8221; e come &#8220;parte della politica della porta aperta del Qatar per facilitare le trattative, mediare e portare la pace&#8221;. Lo riporta Press Tv.</p>
<p>I Talebani hanno aperto un &#8220;ufficio politico&#8221; in Qatar nel 2013, ma il governo di Doha ha poi deciso per la sua chiusura. I leader dei Talebani, tuttavia, dichiarano di risiedere ancora a Doha.</p>
<p>Il Qatar è sotto una pressione crescente interna dopo che Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Maldive, Egitto hanno rotto le relazioni diplomatiche con l&#8217;appoggio degli Stati Uniti che ha apertamente sostenuto l&#8217;accusa che Doha &#8220;finanzia e supporta il terrorismo&#8221;.</p>
<p>Una visita recente da parte del Presidente Usa Donald Trump a Riad ha accelerato la crisi quando ha chiesto ai paesi Arabi di &#8220;isolare i governi che supportano il terrorismo oltre l&#8217;Iran&#8221;.  Molti analisti considerano questa dichiarazione di Trump come il motore delle decisioni saudite, incluso l&#8217;emabargo intorno al Qatar.</p>
<p>Qahtani ha dichiarato in un&#8217;intervista ad Al Jazeera che il Qatar “stava facilitando le trattative tra gli Americani, i Talebani e il governo dell&#8217;Afghanistan&#8221;. In una dichiarazione rilasciata ad AFP, Qahtani ha poi sostenuto che le pressioni e le restrizioni subite dal Qatar siano dirette perché il paese diventi strumento delle ambizioni regionali del regime saudita. &#8220;Non credo la questione sia la lotta al terrorismo. Non è nemmeno sul finanziamento al terrorismo&#8221;, ha dichiarato. &#8220;Penso sia una campagna orchestrata contro il mio paese per cambiare la sua politica estera attiva e indipendente&#8221;.</p>
<p>E sempre ad AFP ha proseguito, anche in relazione alla decisione della Turchia di dispiegare cinque mila soldati in Qatar: &#8220;Abbiamo molti amici, molti più di quelli che alcuni potrebbero pensare. Siamo in rapporti e vogliamo stringerne dei nuovi&#8221;.</p>
<p>Anche Russia e Iran, del resto, hanno iniziato ad inviare derrate alimentari di supporto al Qatar nell&#8217;ultimo periodo.</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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		<title>Cosa c’è dietro le marche famose</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2016/10/31/cosa-ce-dietro-le-marche-famose/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2016 01:36:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In modo che se un giorno lei si sente bene portando un capo tessile con una di queste etichette, pensi solo per un momento che plusvalore smisurato ha questo articolo sul mercato. Ovviamente, tutte le marche accusate negarono la responsabilità e segnalarono che avrebbero monitorato accuratamente le loro catene di produzione ed i loro fornitori.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9570" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9570" alt="Decine di minorenni sono stati trovati dalla BBC in fabbriche tessili ad Istanbul" src="/files/2016/10/menores-zara.jpg" width="300" height="250" /><p class="wp-caption-text">Decine di minorenni sono stati trovati dalla BBC in fabbriche tessili ad Istanbul</p></div>
<p><em>Lavorano più di dodici ore e guadagnano molto meno degli altri. Sono sfruttati in fabbriche che producono vestiti per marche famose come Mango, Zara, Marks and Spencer e Asos. È la dura realtà di decine di siriani che hanno abbandonato il loro paese per fuggire dalla guerra e risiedono in Turchia in condizioni precarie. (Fonte: Panorama. BBC) </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In modo che se un giorno lei si sente bene portando un capo tessile con una di queste etichette, pensi solo per un momento che plusvalore smisurato ha questo articolo sul mercato. Ovviamente, tutte le marche accusate negarono la responsabilità e segnalarono che avrebbero monitorato accuratamente le loro catene di produzione ed i loro fornitori.  </strong></p>
<p>Invece la fonte giornalistica investigatrice citata, che ricorse perfino a telecamere nascoste, conversò con decine di lavoratori siriani che sono usati illegalmente in fabbriche tessili, compresi minorenni, che vengono pagati un dollaro ogni ora attraverso un intermediario per strada, clandestinamente. Uno di loro, raccontando i maltrattamenti, espresse che “se qualcosa succede ad un siriano, lo buttano via, come un pezzo di tessuto.”</p>
<p>Organizzazioni che si accreditano come patrocinatrici dei diritti umani affermano che uno sfruttamento lavorativo simile è in aumento dopo l&#8217;arrivo di quasi tre milioni di rifugiati siriani, in una sorte di atroce plusvalore opportunista, dietro le marche famose.</p>
<p>Oltretutto, nascondono l&#8217;origine di questa tragedia. Vale a dire, la guerra incoraggiata dalle potenze occidentali di gruppi estremisti che vogliono abbattere il legittimo governo della Siria, distruggendo il paese, pur di cambiare la correlazione di forze nella regione a favore di interessi illegittimi. A prima vista, si tratta di un racconto incompleto.</p>
<p>di Hugo Rius</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Turchia blocca i fondi dello stato cubano allegando legge statunitense</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2016 02:19:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il sistema bancario turco ha proibito all'Ambasciata cubana un bonifico per l'isola riparandosi dietro le leggi statunitensi, denuncia oggi la missione diplomatica, e Prensa Latina ha avuto accesso alla dichiarazione. Nella nota pubblicata, l'ambasciata rivelò che il suo tentativo di mandare una quantità di denaro a Cuba, col fine di aiutare la popolazione colpita dal passaggio dell'uragano Matthew, è stato bloccato dal sistema bancario turco in base all'applicazione delle norme dell'Ufficio di Controllo degli Attivi Stranieri (OFAC) e del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9557" alt="Bloqueo-contra-Cuba-580x380" src="/files/2016/10/Bloqueo-contra-Cuba-580x380.jpg" width="580" height="380" />Il sistema bancario turco ha proibito all&#8217;Ambasciata cubana un bonifico per l&#8217;isola riparandosi dietro le leggi statunitensi, denuncia oggi la missione diplomatica, e Prensa Latina ha avuto accesso alla dichiarazione.</strong></p>
<p>Nella nota pubblicata, l&#8217;ambasciata rivelò che il suo tentativo di mandare una quantità di denaro a Cuba, col fine di aiutare la popolazione colpita dal passaggio dell&#8217;uragano Matthew, è stato bloccato dal sistema bancario turco in base all&#8217;applicazione delle norme dell&#8217;Ufficio di Controllo degli Attivi Stranieri (OFAC) e del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.</p>
<p>Il rifiuto, comunicato il 12 ottobre scorso, arrivò dopo tentativi infruttuosi in varie entità finanziarie pubbliche e private, che negarono sempre i servizi sollecitati dalla missione diplomatica, fornendo sempre la stessa ragione.</p>
<p>L&#8217;ambasciata denunciò alla stampa quanto accaduto, che dimostra che si colpisce il funzionamento libero dei conti della missione diplomatica, assicurando che “questo caso dimostra, un&#8217;altra volta, che il bloqueo economico, commerciale e finanziario non è semplicemente un tema bilaterale tra gli Stati Uniti e Cuba”.</p>
<p>“Il suo carattere extraterritoriale è mantenuto ed applicato con tutti i rigori, impunità ed in chiara violazione della legislazione internazionale”, aggiungeva la dichiarazione.</p>
<p>Allo stesso tempo dimostrò la sua preoccupazione perché questo tipo di misure viene applicato dalle istituzioni di “un paese amico” ed impegnato nella lotta contro il bloqueo imposto dagli USA contro Cuba.</p>
<p>Infine, risaltò la circostanza che la proibizione sia accaduta pochi giorni prima che l&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite voti, il prossimo 26 ottobre, una mozione storica contro la politica statunitense, facendo un appello al popolo ed al governo turco affinché reclamino il termine di una misura ingiusta e genocida.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Erdogan: un pezzo inservibile per gli USA e la NATO?</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2016 00:56:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il fallito complotto golpista in Turchia alzò sospetti motivati che il presidente di questo paese, Recep Tayyip Erdogan, punta di lancia degli Stati Uniti e dei suoi alleati della NATO per destabilizzare Medio Oriente, è ora un pezzo inservibile per Washington ed i suoi “amichetti” europei.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9425" alt="obama-y-erdogan" src="/files/2016/07/obama-y-erdogan.jpg" width="580" height="330" />Il fallito complotto golpista in Turchia alzò sospetti motivati che il presidente di questo paese, Recep Tayyip Erdogan, punta di lancia degli Stati Uniti e dei suoi alleati della NATO per destabilizzare Medio Oriente, è ora un pezzo inservibile per Washington ed i suoi “amichetti” europei.  </strong></p>
<p>Analisti concordano in che vari elementi fanno pensare che Erdogan ha smesso di essere “l’uomo di fiducia” che fu del Pentagono e della NATO, per le sue ambizioni smisurate nella regione, le sue ambivalenti posizioni in politica estera, ed il suo recente “avvicinamento” alla Russia, dopo forti scontri tra i rispettivi governi.</p>
<p>Gli esperti coincidono in che il mandatario turco è oggi un anello sciolto, ed è scappato dalle mani della Casa Bianca e dei suoi soci dell&#8217;Unione Europea (UE), fatto che può spiegare il frustrato golpe di Stato del passato 15 luglio, con bilancio fino ad ora di quasi 300 persone morte, tra militari, poliziotti e civili, più di sette mila arrestati, otto mila gendarmi sospesi, e circa tre mila giudici destituiti.</p>
<p>Due fatti che appoggiano questa ipotesi sono la partecipazione nel complotto golpista dei militari che integrano le forze della NATO in questo paese, e la denuncia che il chierico Fethulahh Gulen, ex amico di Erdogan ed attualmente residente in territorio nordamericano, è uno gli artefici della riferita operazione castrense.</p>
<p>Secondo mezzi di stampa internazionali, Gulen negò dalla Pennsylvania di essere implicato nel golpe di Stato, ed allo stesso modo ha fatto immediatamente il governo nordamericano, che seguito come sempre dall&#8217;UE, manifestò di essere preoccupato per “l’ordine democratico” in Turchia.</p>
<p>Ma è ben conosciuto che Washington ed i suoi alleati del Vecchio Continente dicono una cosa e ne fanno un&#8217;altra, giocano con varie carte ed utilizzano la doppia morale come conviene loro. Esempi di queste condotte sono innumerabili nella storia contemporanea.</p>
<p>Ricordiamo inoltre che Erdogan decise di “riconciliarsi” con Russia dopo aver abbattuto un aeroplano di combattimento SU-24 in novembre scorso nella frontiera del suo paese con Siria, fatto che provocò una reazione contundente del governo del presidente Vladimir Putin, e di fatto il congelamento dei nessi bilaterali.</p>
<p>Tuttavia, lo stesso mandatario chiese pubblicamente perdono a Mosca con posteriorità, evidentemente per ragioni economico-commerciali, posizione che ovviamente non è piaciuta a Washington ed ai suoi complici dell&#8217;UE, che hanno utilizzato Turchia per fomentare il terrorismo, e le guerre in Siria e nel Medio Oriente.</p>
<p>Stranamente, i piloti turchi che abbatterono l&#8217;aeroplano SU-24 sono stati fermati nelle ultime ore, secondo notizie di stampa.</p>
<p>“L’avvicinamento” di Erdogan alla Russia è visto dalla Casa Bianca come una minaccia alle sue pretese di dominazione nell&#8217;attuale geopolitica internazionale, e che sicuramente non è favorevole all&#8217;impero statunitense, benché insistano coi loro empori mediatici nel fare vedere il contrario.</p>
<p>I poteri nordamericani scommettono di mettere sottosopra ancora di più Turchia, con l&#8217;obiettivo di mantenere la regione perturbata ed avvolta in conflitti sanguinanti, e così continuare ad impadronirsi delle sue risorse petroliere.</p>
<p>Dice un proverbio popolare che “se l’acqua del fiume è mossa, ci guadagnano i pescatori”, però il fatto è che Washington sta incitando “correnti” eccessivamente pericolose, che ha dimostrato di essere incapace di controllare in un mondo ben complesso e convulso, come quello dei nostri giorni.</p>
<p>di Patricio Montesinos</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: DPA</p>
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		<title>Protestano in Ecuador contro visita del presidente turco Erdogan</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2016 22:27:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Circa trenta persone hanno protestato ieri qui contro la presenza in Ecuador del presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, che realizzò una visita ufficiale nel paese sud-americano. I manifestanti, in maggioranza giovani, si riunirono nelle vicinanze dell'Istituto degli Alti Studi Nazionali (IAEN), dove il mandatario turco dettò una conferenza, ed inalberarono cartelli dove accusavano Erdogan di amare il gruppo terroristico conosciuto come Isis. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9111" alt="" src="/files/2016/02/Diegogolpiado.jpg" width="328" height="395" />Circa trenta persone hanno protestato ieri qui contro la presenza in Ecuador del presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, che realizzò una visita ufficiale nel paese sud-americano.  </strong></p>
<p>I manifestanti, in maggioranza giovani, si riunirono nelle vicinanze dell&#8217;Istituto degli Alti Studi Nazionali (IAEN), dove il mandatario turco dettò una conferenza, ed inalberarono cartelli dove accusavano Erdogan di amare il gruppo terroristico conosciuto come Isis.</p>
<p>La Polizia ecuadoriana disperse la piccola concentrazione in mezzo ad alcuni scontri violenti, secondo le immagini mostrate dalla televisione locale.</p>
<p>Il legislatore per il governante Alleanza Paese e membro del Partito Comunista dell&#8217;Ecuador, Diego Vintimilla, ha detto, da parte sua, che è stato colpito dalla sicurezza turca quando cercò di intercedere per evitare che aggredissero una manifestante.</p>
<p>“La sicurezza turca mi colpì per esigere che smettessero di aggredire una compagna nell&#8217;IAEN”, assicurò il membro dell&#8217;assemblea attraverso il suo account nella rete sociale Twitter, dove pubblicò delle foto dove si vedono una delle sue mani insanguinata ed un braccio con lividi.</p>
<p>Erdogan arrivò ad Ecuador come parte di un viaggio sud-americano che ha incluso Cile e Perù.</p>
<p>A Quito, il mandatario è stato ricevuto con gli onori di un capo di Stato da Correa con chi si riunì e dopo offrì una conferenza stampa per annunciare gli accordi raggiunti in materia di turismo, sicurezza e commercio.</p>
<p>Oggi, il cancelliere Ricardo Patiño annunciò che l&#8217;Ecuador reclamerà presso Turchia per l&#8217;attuazione assolutamente ingiustificata dei suoi agenti di sicurezza in una protesta contro la visita del presidente Erdogan.</p>
<p>“Presenteremo una nota energica di protesta per l&#8217;attuazione della sicurezza turca”, assicurò Patiño in una conferenza stampa offerta in questa capitale.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>La morte del bambino siriano Aylan Kurdi è uno schiaffo all&#8217;Umanità</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2015 20:40:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[La foto dal bambino siriano Aylan Kurdi, senza vita sulla sabbia di una spiaggia turca, schiocca come una frusta sulla coscienza di un’Europa ipocrita e silenziosa, che nega protezione alle sue proprie vittime. Con tre anni, Aylan si somma alla lunga lista di siriani morti in conseguenza di un conflitto che dura da più di quattro anni, e che si avvicina già pericolosamente al quarto di milione di vittime.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8884" alt="" src="/files/2015/09/niño-sirio-ahogado.jpg" width="580" height="554" />La foto del bambino siriano Aylan Kurdi, senza vita sulla sabbia di una spiaggia turca, schiocca come una frusta sulla coscienza di un’Europa ipocrita e silenziosa, che nega protezione alle sue proprie vittime.  </strong></p>
<p>Con tre anni, Aylan si somma alla lunga lista di siriani morti in conseguenza di un conflitto che dura da più di quattro anni, e che si avvicina già pericolosamente al quarto di milione di vittime.</p>
<p>Europa, Stati Uniti, Israele ed i loro gendarmi incoraggiarono questa guerra fratricida che ha riscosso la vita di Aylan, un bambino che perse tutti i suoi sogni nella spiaggia turca di Bodrum, tentando di trovare scappatoia nell’isola greca di Kos.</p>
<p>Aylan Kurdi è morto senza sapere perché i suoi genitori si lanciarono in un&#8217;avventura che costerebbe loro la vita, senza avere idea che il suo paese ha perso la pace a causa della voracità dei suoi peggiori nemici, gli stessi che oggi chiudono le loro frontiere per non vedere la disperazione che riflettono quelli che fuggono dal terrore.</p>
<p>Erano partiti da Kobane, villaggio siriano il cui vero nome è Ayn al-Arab (l&#8217;occhio dell&#8217;arabo), tentando di fuggire dalla disgrazia e dalla morte imposta dalle bande terroristiche che, dalle lussuose e signorili capitali dell&#8217;Europa, ricevono fondi per continuare a massacrare i civili.</p>
<p>L&#8217;immagine di Aylan Kurdi, senza vita sulla sabbia di una spiaggia turca, riflette il vero volto di questo conflitto che fino ad oggi strappò alla vita quasi 20 mila bambini, mentre milioni continuano a soffrire le conseguenze di una guerra infernale.</p>
<p>Secondo l&#8217;Unicef, 5,6 milioni di bambini siriani soffrono povertà estrema e sono obbligati a vivere muovendosi costantemente, per scappare dalle zone di guerra.</p>
<p>Altri due milioni vivono come rifugiati nel Libano, Giordania, Iraq, Turchia, Egitto ed altri paesi del nord dell&#8217;Africa, mentre 3,6 milioni di bambini rimangono insicuri in comunità vulnerabili.</p>
<p>Il destino di Aylan Kurdi è la conseguenza di un piano macabro concepito contro il suo paese, e di predatori che non misurarono le conseguenze pur di soddisfare la sete della carogna in giacca e cravatta che tratta di imporre i suoi stili di democrazia, a forza di sangue e desolazione.</p>
<p>Questo bambino siriano la cui foto ha commosso il mondo, deve servire come simbolo di quanto rimane da fare, quanti silenzi bisogna rompere e quanta ipocrisia affrontare, per restituire la pace ad un popolo nobile che affronta la peggiore crisi umanitaria degli ultimi 70 anni.</p>
<p>Aylan Kurdi è il riflesso di altri bambini siriani che stanno morendo, anche adesso, in Damasco sotto il fuoco terroristico dei mortai, o asfissiati dai gas tossici ad al-Foa e Kafraya, o decapitati brutalmente a Raqqa, o vinti dal caldo e dalla sete nel deserto, tentando di scappare al fuoco dei pezzi d’artiglieria.</p>
<p>Guardare la foto di questo bambino che ci spezza il cuore, deve servirci per capire che il terrorismo è solo uno strumento dei manipolatori che non vogliono che finisca la guerra.</p>
<p>L&#8217;immagine di Aylan Kurdi, senza vita sulla sabbia di una spiaggia turca, è uno schiaffo all&#8217;Umanità.</p>
<p>di Miguel Fernandez Martinez</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Reuters/DHA</p>
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		<title>Presidente turco nega completamente l&#8217;uguaglianza tra uomo e donna</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2014 00:03:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[Recep Tayyip Erdogan]]></category>
		<category><![CDATA[ruolo femminile]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, ha rifiutato oggi chiaramente l'uguaglianza tra generi per non concordare coi propositi della natura e per attentare al ruolo riservato della donna nella casa. Le dichiarazioni di Erdogan in una conferenza su donne e giustizia, ad Istanbul, hanno generato immediatamente un'ampia polemica nell'opinione pubblica, ha precisato l'agenzia Anadolu.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8255" style="width: 500px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8255" alt="Recep Tayyip Erdogan" src="/files/2014/11/Recep-Tayyip-Erdogan.jpg" width="500" height="300" /><p class="wp-caption-text">Recep Tayyip Erdogan</p></div>
<p><strong>Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, ha rifiutato oggi chiaramente l&#8217;uguaglianza tra generi per non concordare coi propositi della natura e per attentare al ruolo riservato della donna nella casa.  </strong></p>
<p>Le dichiarazioni di Erdogan in una conferenza su donne e giustizia, ad Istanbul, hanno generato immediatamente un&#8217;ampia polemica nell&#8217;opinione pubblica, ha precisato l&#8217;agenzia Anadolu.</p>
<p>D’accordo con questo mass media citato, il mandatario ha assicurato che è scorretto collocare ad entrambi i sessi in posizioni uguali perché, tanto nella sua essenza come nelle sue condizioni, sono differenti.</p>
<p>Quasi subito, ed attraverso le reti sociali, diverse organizzazioni di difesa dei diritti femminili hanno convocato a proteste in varie città turche, per domani.</p>
<p>Per la donna la priorità dovrebbe essere la maternità, questo concorda con la forma corretta di vita islamica, ha sottolineato Erdogan.</p>
<p>Commenti pubblicati nella stampa hanno sottolineato che non è la prima volta che la visione del presidente della Turchia sul ruolo della donna causa controversia nella nazione europea.</p>
<p>Mentre è stato primo ministro e capo del partito governativo Partito della Giustizia e dello Sviluppo, di corte islamica e conservatrice, ha sollevato le ire quando ha segnalato che ogni donna avrebbe dovuto avere, almeno, tre figli ed ha cercato di proscrivere l&#8217;aborto e l&#8217;adulterio.</p>
<p>“La nostra religione concede un ruolo alle donne, quello di madre”, ha dichiarato, ed ha precisato che questa è la posizione più alta alla quale possono aspirare.</p>
<p>Ha criticato, inoltre, le femministe, affermando che sono incapaci di comprendere ed accettare la maternità.</p>
<p>Secondo la Banca Mondiale, la forza lavorativa femminile in Turchia è relativamente bassa, solo del 29%.</p>
<p>Le donne in questa nazione soffrono specialmente per la violenza domestica.</p>
<p>Nel 2013, d’accordo con cifre ufficiali, sono state assassinate circa 214 donne, &#8220;grazie&#8221; all&#8217;intervento dei loro mariti.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione Ida Garberi</p>
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		<title>Erdogan paragona il governo israeliano a Hitler dopo il massacro a Gaza</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jul 2014 21:38:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Hitler]]></category>
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		<description><![CDATA[Il primo ministro della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, ha criticato duramente gli attacchi dell'esercito israeliano contro la Striscia di Gaza ed ha segnalato che le autorità del paese ebraico sono più assassine e selvagge dell'ex dittatore nazista tedesco, Adolf Hitler.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7965" style="width: 869px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7965" alt="Recep Tayyip Erdogan" src="/files/2014/07/recep-tayyip-erdogan2.jpg" width="869" height="580" /><p class="wp-caption-text">Recep Tayyip Erdogan</p></div>
<p><strong>Il primo ministro della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, ha criticato duramente gli attacchi dell&#8217;esercito israeliano contro la Striscia di Gaza ed ha segnalato che le autorità del paese ebraico sono più assassine e selvagge dell&#8217;ex dittatore nazista tedesco, Adolf Hitler.  </strong></p>
<p>“Gli israeliani non hanno coscienza, né onore, né orgoglio. Quelli che condannano Hitler giorno e notte l&#8217;hanno superato nelle atrocità”, ha detto Erdogan questo sabato in un meeting politico nella città di Ordu.</p>
<p>Erdogan, che si è pronunciato varie volte contro gli atti di Israele, si è anche scagliato contro gli Stati Uniti per difendere le tattiche “sproporzionate” di Israele rispetto a Gaza. Inoltre, si è dispiaciuto della mancanza di una posizione più forte da parte del mondo musulmano davanti alle atrocità che succedono nella Striscia di Gaza.</p>
<p>Ha anche sollecitato ai suoi compatrioti che non maltrattino gli ebrei che vivono in Turchia. Circa 17 mila ebrei risiedono nel paese euro-asiatico.</p>
<p>Cittadini turchi hanno organizzato venerdì scorso una manifestazione di fronte al consolato israeliano ad Istanbul, a nordest della Turchia, per protestare contro i crimini.</p>
<p>Un totale di 400 persone sono morte da quando è incominciata l&#8217;offensiva israeliana 13 giorni fa. L&#8217;Israele ha intrapreso una nuova fase della sua operazione terrestre nella Striscia di Gaza, che è incominciata giovedì scorso.</p>
<p>L&#8217;offensiva sionista dell&#8217;Amministrazione del primo ministro Benjamin Netanyahu ha causato la morte di centinaia di civili palestinesi, in maggioranza bambini ed adolescenti.</p>
<p>da Telesur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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