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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; TIAR</title>
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		<title>Trump resuscita il TIAR</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Sep 2019 23:02:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Consumata la leadership del fantoccio Juan Guaidò e finita la tappa della macchinazione del golpe di Stato contro il governo costituzionale e legittimo di Nicolas Maduro, lo scorso 11 settembre l'amministrazione Trump ha deciso di iniziare una nuova fase della sua politica di cambiamento di regime in Venezuela, e con appoggio del Brasile ha usato Colombia per attivare il Trattato Interamericano di Assistenza Reciproca (TIAR) nell'Organizzazione degli Stati Americani (OSA). ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11130" alt="OEA-580x335" src="/files/2019/09/OEA-580x335.jpg" width="580" height="335" />Consumata la leadership del fantoccio Juan Guaidò e finita la tappa della macchinazione del golpe di Stato contro il governo costituzionale e legittimo di Nicolas Maduro, lo scorso 11 settembre l&#8217;amministrazione Trump ha deciso di iniziare una nuova fase della sua politica di cambiamento di regime in Venezuela, e con appoggio del Brasile ha usato Colombia per attivare il Trattato Interamericano di Assistenza Reciproca (TIAR) nell&#8217;Organizzazione degli Stati Americani (OSA).</strong></p>
<p>Vecchio strumento del panamericanismo da guerra di Washington, l&#8217;obiettivo immediato del TIAR sarà consegnare multilateralità alle sanzioni coercitive contro Venezuela nei campi commerciale e finanziario -compreso un possibile blocco navale che interrompa le esportazioni delle industrie petrolifere responsabili di un 95% delle entrate del paese sud-americano -, o la rottura delle relazioni diplomatiche, consolari ed economiche di vari governi conservatori dell&#8217;area.</p>
<p>Insieme al TIAR (Rio de Janeiro, 1947), l&#8217;OSA, la cui carta di fondazione è sorta nella cornice della nona Conferenza Internazionale Americana (Bogotà, 1948), è stato uno dei meccanismi per la sicurezza collettiva inter-emisferica utilizzato dalla diplomazia statunitense nella sua lotta contro il comunismo di Mosca durante la “guerra fredda”, cioè il confronto politico, ideologico e militare tra l&#8217;Est e l’Ovest nell&#8217;immediato dopoguerra, dopo la sconfitta del nazifascismo.</p>
<p>Come apparato strategico intercontinentale, il TIAR -qualificato come il primo patto della guerra fredda -, è stato orchestrato da Washington affinché svolgesse un ruolo simile a quello dell&#8217;Organizzazione del Trattato dell&#8217;Atlantico del Nord (NATO) in Europa occidentale. A partire dal 1948, dopo l&#8217;arrivo del generale Eisenhower alla Casa Bianca nel 1953, gli Stati Uniti hanno abbandonato l&#8217;idea di esportare la loro democrazia mediante strategie riformiste ed hanno optato per politiche conservatrici e punitive verso America Latina ed i paesi periferici del mondo libero.</p>
<p>Allora, il sottosegretario, John Foster Dulles, ha fatto della sicurezza militare e della polizia di taglio contro-insurgente il primo punto dell&#8217;agenda di Washington, ed ha incoraggiato lo stabilimento di regimi dittatoriali civili e militari, pro-capitalisti ed anti-sinistra in America Latina. Nei fatti, il patto di difesa mutua plasmato nel TIAR -la idea di uno per tutti e tutti per uno – ha significato la continentalizzazione della dottrina Monroe di un nuovo tipo che, secondo differenti congiunture e coi suoi rispettivi punti di continuità e rottura, è stata sottomessa a costanti processi di aggiornamento e di rielaborazione dottrinaria e strategica da parte del Pentagono e del Dipartimento di Stato.</p>
<p>Davanti all&#8217;irruzione del socialismo in Cuba, la strategia di John F. Kennedy è stata quella di allineare i governi autoritari e dittatoriali dell&#8217;America Latina e dei Caraibi nella loro lotta contro il Castro-comunismo, combinando la carota dell&#8217;Alleanza per il Progresso col bastone della fallita invasione mercenaria di Baia dei Porci.</p>
<p>In seguito, sotto le dittature militari di sicurezza nazionale, la nuova dottrina Monroe si è trasformata nella lotta anti-sovversiva, e dopo la dissoluzione dell&#8217;URSS nel 1989, ha adattato la sua apparenza alla guerra alle droga (sostituto del fantasma comunista) ed alle guerre sporche e di bassa intensità (Granada, Salvador, Nicaragua, Panama), fino alla fase attuale di guerra al terrorismo post-11 settembre 2001.</p>
<p>Gli 11 paesi che hanno appoggiato, adesso, l’attivazione del TIAR -del totale di 18 firmatari – sono stati: Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Salvador, Stati Uniti, Guatemala, Haiti, Honduras, Paraguay e Repubblica Dominicana. Cinque paesi si sono astenuti: Costa Rica, Panama, Perù, Trinidad e Tobago ed Uruguay; Bahamas era assente. Cuba è stata esclusa dal TIAR nel 1962 e Messico si è ritirato dal TIAR nel 2002. Venezuela, che ha abbandonato il trattato nel 2012 con Bolivia, Ecuador e Nicaragua, è stata rappresentata da un inviato dell&#8217;opposizione politica.</p>
<p>La rappresentante messicana presso l&#8217;OSA, Luz Elena Baños, ha detto che è inaccettabile usare un meccanismo che contempla la forza militare ed ha sottolineato che sebbene Messico non è parte del TIAR, sì è obbligato a pronunciarsi contro l&#8217;uso politico che si pretende dare a quello che considera un delicato e controverso strumento.</p>
<p>Categorico, il ministro della Difesa venezuelano, Vladimir Padrino Lopez, ha respinto l&#8217;attivazione spuria e irritante del TIAR, ed ha detto che questo patto è uno strumento di genuflessione per quelli che vogliono legalizzare un intervento militare nella patria di Bolivar. Il capo della forza armata Nazionale Bolivariana ha qualificato il TIAR come anacronistico e falso, ed ha affermato che è un sotterfugio progettato dagli Stati Uniti per garantire i loro propri interessi egemonici nella regione.</p>
<p>Così, il 14 settembre è arrivato a Bogotà il nuovo ambasciatore degli Stati Uniti, Philip Goldberg, sperimentato operatore di golpe soavi e rotture secessioniste. Gli antecedenti di Goldberg nell&#8217;ex Jugoslavia e Bolivia, aumentano il rischio di una balcanizzazione della frontiera colombo-venezuelana. La sua missione potrebbe accelerare il ruolo della Colombia come punta di lancia per un intervento militare e paramilitare in Venezuela -incluso il montaggio di falsi positivi od un&#8217;operazione di “bandiera falsa” alla frontiera tra i due paesi, che vincoli le FARC o l’ELN col governo di Maduro -, ora protetti dalla facciata legale del TIAR.</p>
<p>di Carlos Fazio</p>
<p>preso da La Jornada- Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: LR21.com.uy</p>
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		<title>L&#8217;Ecuador conferma le sue posizioni sull’OSA e sui diritti umani</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jun 2012 23:20:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ecuador]]></category>
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		<description><![CDATA[Le denunce del governo dell'Ecuador sulla parzialità dell'Organizzazione degli Stati Americani (OSA) in funzione degli interessi degli Stati Uniti, continuano oggi in plenum sviluppo. Dopo la rinuncia la vigilia di quattro paesi membri dell'Alternativa Bolivariana per i Paesi della Nostra America (ALBA), Venezuela, Ecuador, Bolivia e Nicaragua, al Trattato Interamericano di Assistenza Reciproca (TIAR), segue ora l'analisi del tema dei diritti umani.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4710" src="/files/2012/06/CorreaPrensa.jpg" alt="" width="300" height="218" />Le denunce del governo dell&#8217;Ecuador sulla parzialità dell&#8217;Organizzazione degli Stati Americani (OSA) in funzione degli interessi degli Stati Uniti, continuano oggi in pieno sviluppo. </strong></p>
<p>Dopo la rinuncia la vigilia di quattro paesi membri dell&#8217;Alternativa Bolivariana per i Paesi della Nostra America (ALBA), Venezuela, Ecuador, Bolivia e Nicaragua, al Trattato Interamericano di Assistenza Reciproca (TIAR), segue ora l&#8217;analisi del tema dei diritti umani.</p>
<p>L&#8217;Ecuador potrebbe ritirarsi dal Sistema Interamericano dei diritti umani e continuare spingendo la creazione di un organismo che protegga il compimento degli stessi nel seno dell&#8217;Unione delle Nazioni Sud-Americane (UNASUR), ha sottolineato il Presidente Rafael Correa.</p>
<p>Il Capo di Stato ha confermato la sua proposta se l&#8217;OSA non si rifonda, perché manifestò che questo organismo ha voltato le spalle ai problemi gravi dell&#8217;America, come il bloqueo che da mezzo secolo gli Stati Uniti mantengono contro Cuba e l&#8217;esistenza di una colonia britannica (isole Malvine) di fronte all&#8217;Argentina.</p>
<p>In questo contesto, Correa ha informato che “analizzeremo molto seriamente la possibilità di ritirarci dal Sistema Interamericano dei diritti umani, ci ritiriamo già dal TIAR, questa pantomima che non è servita a niente, solo agli interessi degli Stati Uniti”.</p>
<p>Nell&#8217;UNASUR, ha aggiunto, “spingeremo la creazione di un Sistema dei diritti umani, che sta già incominciando, che difenda i diritti umani e non i diritti del grande capitale, non i diritti dei mezzi di comunicazione commerciali”.</p>
<p>Questo ultimo enfatizzò è uno dei grandi problemi di questo pianeta, perché il potere mediatico è cresciuto troppo e condiziona il potere politico, il potere dello Stato per difendere gli interessi privati e non il bene comune, con le eccezioni di sempre.<br />
Inoltre, ha detto, si dovrà fortificare la Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC) affinché sia il forum dove si processino i conflitti ed in questo modo non dover interpellare l&#8217;OSA, dal momento che non è necessaria.</p>
<p>Voglio ricordare, puntualizzò, che attraverso l&#8217;OSA ci hanno utilizzati molte volte; questa è la posizione molto chiara dell&#8217;Ecuador, che abbiamo manifestato in Cochabamba, lo abbiamo detto prima e lo continueremo a manifestare, fino ad un certo tempo prudenziale.</p>
<p>Perché, ha concluso, se non cambiano le cose, prenderemo decisioni più serie.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>L&#8217;Ecuador si ritirerà dal TIAR, annuncia Rafael Correa</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jun 2012 23:27:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, ha annunciato nelle ultime ore che il suo paese si ritirerà dal Trattato Interamericano di Assistenza Reciproca (TIAR), organismo che, ha detto, è servito agli interessi statunitensi. Al suo arrivo a Quito proveniente da Cochabamba, in Bolivia, dove ha assistito all'Assemblea Generale dell'Organizzazione degli Stati Americani (OSA), il mandatario ha esposto le ragioni per le quali si adottò questa decisione.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4693" src="/files/2012/06/CorreaTIAR.jpg" alt="" width="300" height="412" />Il presidente dell&#8217;Ecuador, Rafael Correa, ha annunciato nelle ultime ore che il suo paese si ritirerà dal Trattato Interamericano di Assistenza Reciproca (TIAR), organismo che, ha detto, è servito agli interessi statunitensi. </strong></p>
<p>Al suo arrivo a Quito proveniente da Cochabamba, in Bolivia, dove ha assistito all&#8217;Assemblea Generale dell&#8217;Organizzazione degli Stati Americani (OSA), il mandatario ha esposto le ragioni per le quali si adottò questa decisione.</p>
<p>Precisò che il TIAR implicava il compromesso di tutta l&#8217;America di unirsi di fronte a qualunque aggressione extraregionale, tuttavia, quando nel 1982 Inghilterra ha invaso le isole Malvine ed il TIAR obbligava a difendere l&#8217;Argentina, gli Stati Uniti appoggiarono l&#8217;Inghilterra.</p>
<p>In una conferenza stampa al suo arrivo a Quito, ratificò il suo messaggio espresso davanti al forum della necessità di rifondare l&#8217;OSA concorde con i tempi che vive l&#8217;America.</p>
<p>Lo scopo è il benessere dei nostri paesi, costruire la Patria grande, senza miseria, con dignità, e se non c&#8217;accompagna in questo l&#8217;OSA bisognerà creare qualcosa di nuovo e migliore, ha manifestato.</p>
<p>Correa ha segnalato che ha denunciato nella città boliviana gli errori nel Sistema Interamericano dei diritti umani, specialmente gli abusi della CIDH, come l&#8217;abuso di facoltà nelle sue funzioni.</p>
<p>“Per esempio, dove dice nello Statuto di creazione della Commissione che ha capacità per sollecitare misure cautelative. Loro stessi si sono auto-consegnati questa funzione con il loro Regolamento”, ha dichiarato.</p>
<p>Ha messo in evidenza che questo organismo è influenzato dai paesi egemonici, come gli Stati Uniti, dove si trova la sua sede, malgrado questa nazione non riconosca la CIDH, perché non ha firmato il Patto di San Josè.</p>
<p>Ha denunciato che la CIDH agisce come un’Organizzazione Non Governativa e partecipano in temi delicati a livello dei paesi, senza capire quello che succede, e da Washington vogliono dire che cosa bisogna fare o non fare.</p>
<p>“Questo è inaccettabile, non so con chi hanno creduto che stessero trattando, forse con delle colonie, ma qui trovano un Governo che rappresenta un popolo degno e sovrano”, ha aggiunto.</p>
<p>Correa non ha escluso la possibilità che l&#8217;Ecuador si ritiri dalla CIDH, ma ha assicurato che sì lo farà dal TIAR.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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