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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; terrorismo</title>
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		<title>Terrorista anti-cubano che ha introdotto la dengue nel 1981 è stato rilasciato negli Stati Uniti</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2021 23:32:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il governo degli Stati Uniti ha rilasciato venerdì scorso il famigerato terrorista anti-cubano, Eduardo Arocena, dopo che il colpevole avesse scontato 39 anni di carcere, secondo quanto riportato di recente da El Nuevo Herald. Secondo la stessa pubblicazione, Arocena è stato condannato all'ergastolo negli Stati Uniti dopo essere stato riconosciuto colpevole di "terrorismo, intimidazione e omicidio" contro persone ed entità legate a Cuba quasi quattro decenni fa.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12215" style="width: 155px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-12215" alt="Eduardo Arocena" src="/files/2021/06/eduardo-arocena2.jpg" width="155" height="177" /><p class="wp-caption-text">Eduardo Arocena</p></div>
<p><strong>Il governo degli Stati Uniti ha rilasciato venerdì scorso il famigerato terrorista anti-cubano, Eduardo Arocena, dopo che il colpevole avesse scontato 39 anni di carcere, secondo quanto riportato di recente da El Nuevo Herald.</strong></p>
<p>Secondo la stessa pubblicazione, Arocena è stato condannato all&#8217;ergastolo negli Stati Uniti dopo essere stato riconosciuto colpevole di &#8220;terrorismo, intimidazione e omicidio&#8221; contro persone ed entità legate a Cuba quasi quattro decenni fa.</p>
<p>La motivazione addotta per giustificare il suo rilascio anticipato è la delicata &#8220;condizione di salute dell&#8217;uomo di 77 anni&#8221;.</p>
<p>Arocena, originario di Caibarién, era stato condannato dopo essere stato riconosciuto colpevole di 25 reati e aver offerto falsa testimonianza. Secondo le accuse presentate dall’FBI, Arocena &#8220;ha pianificato almeno due omicidi e trenta esplosioni a New York, in New Jersey ed in Florida&#8221;.</p>
<p>Il cubano era stato anche accusato dell&#8217;omicidio di Félix García Rodríguez, addetto della missione diplomatica cubana presso le Nazioni Unite.</p>
<p>Arocena guidava l&#8217;organizzazione Omega 7, responsabile degli attacchi al Centro Lincoln di Arte Scenica, alla missione dell&#8217;Unione Sovietica presso le Nazioni Unite ed alle missioni diplomatiche di Cuba. Le indagini hanno anche collegato il gruppo ad un piano di esplosione all&#8217;aeroporto John F. Kennedy di New York nel 1979.</p>
<p>Tra i suoi atti criminali di terrorismo contro Cuba c&#8217;è la provocazione dell&#8217;epidemia di dengue emorragica che scoppiò alla fine di maggio del 1981 e colpì circa 344.203 persone, causando la morte di 158 persone, tra cui 101 bambini.</p>
<p>Nel 1984, davanti alla Corte Federale di New York, il terrorista di origine cubana Eduardo Arocena confessò: &#8220;La missione del gruppo da me guidato era quella di ottenere alcuni germi e introdurli a Cuba&#8230;&#8221;.</p>
<p>Il rilascio del famigerato terrorista anti-cubano, uno dei pochi che gli Stati Uniti avevano consegnato alla giustizia, avviene in un momento in cui l&#8217;attuale amministrazione statunitense ha messo Cuba in una lista falsa di paesi che sostengono il terrorismo.</p>
<p>Il terrorista recentemente rilasciato è la prova vivente di come il territorio degli Stati Uniti sia stato utilizzato innumerevoli volte come base per compiere atti terroristici contro Cuba.</p>
<p>Nel discorso pronunciato mercoledì 23 davanti all&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in merito al voto per una risoluzione contro il bloqueo statunitense perpetrato contro Cuba, il ministro delle Relazioni Internazionali cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, ha affermato:</p>
<p>&#8220;Cuba è stata vittima di azioni terroristiche organizzate, finanziate ed eseguite dal governo degli Stati Uniti o dal territorio di questo paese, che sono costate la vita a 3.478 cubani e hanno creato 2.099 disabili&#8221;.</p>
<p>da Cubasí/Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cuba respinge le calunnie degli Stati Uniti sulla cooperazione contro il terrorismo</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2021/05/27/cuba-respinge-le-calunnie-degli-stati-uniti-sulla-cooperazione-contro-il-terrorismo/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2021 22:35:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Ministero delle Relazioni Internazionali respinge nei termini più categorici l’attestazione fatta dal Dipartimento di Stato degli U.S.A. secondo cui Cuba non collabora pienamente con gli sforzi antiterroristici statunitensi, pubblicata il 25 maggio 2021 nel Registro Federale di quel paese.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11881" alt="declaracion-del-minrex-3-580x300" src="/files/2021/02/declaracion-del-minrex-3-580x300.png" width="580" height="300" />Il Ministero delle Relazioni Internazionali cubano ha ribadito oggi che l&#8217;isola persisterà nei suoi sforzi nella lotta al terrorismo, nonostante le accuse infondate degli Stati Uniti. </strong></p>
<p>Cubadebate riporta il testo integro della dichiarazione del Ministero:</p>
<p>&#8220;Dichiarazione del Ministero delle Relazioni Internazionali della Repubblica di Cuba</p>
<p>Il Ministero delle Relazioni Internazionali respinge nei termini più categorici l’attestazione fatta dal Dipartimento di Stato degli U.S.A. secondo cui Cuba non collabora pienamente con gli sforzi antiterroristici statunitensi, pubblicata il 25 maggio 2021 nel Registro Federale di quel paese.</p>
<p>Il governo di Donald Trump aveva emesso questa stessa attestazione il 2 giugno 2020, come passo preliminare per l&#8217;inclusione di Cuba nella lista degli Stati che presumibilmente sponsorizzano il terrorismo internazionale secondo il Dipartimento di Stato, elenco che è stato reso pubblico l&#8217;11 gennaio 2021, pochi giorni prima dell&#8217;insediamento del presidente Joseph Biden e con il chiaro scopo di condizionare il suo comportamento nei confronti del nostro Paese.</p>
<p>È un&#8217;accusa totalmente infondata e usata a scopi politici, che tenta di giustificare gli attacchi contro Cuba, compreso il blocco economico, commerciale e finanziario disumano sofferto dal nostro popolo.</p>
<p>Il Ministero respinge anche l’abitudine unilaterale e selettiva degli Stati Uniti di segnalare negativamente certi paesi collocandoli in liste arbitrarie rispetto al terrorismo, consuetudine priva di legittimità e contraria al Diritto Internazionale e alla Carta delle Nazioni Unite.</p>
<p>Il nostro Paese è stato vittima di 713 atti terroristici, la maggior parte dei quali organizzati, finanziati ed eseguiti dal governo degli Stati Uniti o da individui e organizzazioni che ricevono rifugio o agiscono impunemente in quel territorio. Questi atti sono costati la vita a 3.478 persone e hanno lasciato disabili 2.099 cittadini cubani. I danni umani ed economici sono stimati in 181 miliardi di dollari.</p>
<p>Il Ministero delle Relazioni Internazionali ricorda anche i vari atti contro il personale e le rappresentanze cubane all&#8217;estero; tra questi quello eseguito il 30 aprile 2020, quando è stata mitragliata la nostra Ambasciata a Washington DC, mettendo in pericolo la vita e l&#8217;incolumità dei membri della missione diplomatica. Il governo degli Stati Uniti deve ancora riconoscere pubblicamente la natura terroristica di quell&#8217;attacco.</p>
<p>Cuba ha approvato nella sua Costituzione il ripudio e la condanna del terrorismo in ogni sua forma e manifestazione. Ha mantenuto un atteggiamento trasparente e impeccabile nella lotta al terrorismo, nonché ha espresso la volontà di cooperare con le autorità statunitensi, come fa con altri paesi. È una cosa di cui il governo degli Stati Uniti è ben consapevole: ci sono esempi concreti di questa volontà, nel quadro degli strumenti bilaterali esistenti e del diritto internazionale. Mantiene il suo impegno per il processo di pace in Colombia, nonostante sia stata vittima di ripetuti atti ostili e disonesti, motivati da scopi politici.</p>
<p>Il governo del presidente Joseph Biden ha pubblicamente affermato che, sebbene Cuba non sia una questione prioritaria, è in corso un processo di revisione della politica nei confronti del nostro Paese.</p>
<p>Se Cuba non è una priorità e questa revisione non si è ancora conclusa, come spiega il Dipartimento di Stato l’attestazione infondata e mendace del nostro Paese rispetto al tema del terrorismo? Come giustifica la continuazione dell’applicazione delle 243 misure coercitive unilaterali adottate dall&#8217;amministrazione Trump, che includono una maggiore persecuzione finanziaria e altre misure extraterritoriali?</p>
<p>Il Segretario di Stato dovrebbe confessare che sono le autorità statunitensi che hanno rifiutato di cooperare con Cuba nella lotta al terrorismo, il che è debitamente documentato. Il governo degli Stati Uniti non ha mai restituito al nostro paese un solo fuggitivo dalla giustizia cubana, né ha nemmeno processato nessuno di loro per crimini e atti terroristici commessi contro il nostro popolo e cittadini di altri paesi.</p>
<p>L&#8217;inclusione di Cuba nell&#8217;elenco dei paesi che &#8220;non cooperano pienamente&#8221; con gli sforzi statunitensi contro il terrorismo costituisce un&#8217;azione irresponsabile e vergognosa.</p>
<p>Cuba non cambierà il suo impegno per la pace e persisterà nei suoi sforzi nella lotta al terrorismo.</p>
<p>L&#8217;Avana, 27 maggio 2021&#8243;</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Un&#8217;altra lotta cubana contro i demoni</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2021 20:47:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In quel momento, con l'aiuto dell'avvocato Néstor Rodríguez Triana, di Nueva Gerona, abbiamo lanciato due pagine contro il bloqueo mentre guardavamo con ammirazione altri sforzi di denuncia, come quello guidato da Carlos Lazo, le sue carovane, i suoi ciclisti, i suoi Ponti d'Amore. Successivamente, abbiamo contattato il Dottore in Scienze Manuel Tejeda, che aveva avuto un'idea dal volo alto e tanti carati: andare direttamente ad affrontare il blocco (embargo per le persone di lingua inglese) nei centri del potere politico negli Stati Uniti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12030" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-12030" alt="Il Dr. Manuel Tejeda, che ha avuto l'idea e il concetto di questo Movimento contro il Bloqueo, a sinistra, e il Prof Carlos Lazo, anche lui uno dei leader di questa iniziativa, che da tempo si batte contro la politica aggressiva del bloqueo." src="/files/2021/04/Antibloqueo-Dr-Tejada-y-Carlos-Lazo.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">Il Dr. Manuel Tejeda, che ha avuto l&#8217;idea e il concetto di questo Movimento contro il Bloqueo, a sinistra, e il Prof Carlos Lazo, anche lui uno dei leader di questa iniziativa, che da tempo si batte contro la politica aggressiva del bloqueo.</p></div>
<p lang="it-IT"><strong>Lo scorso gennaio, il New England * ha vissuto giorni molto difficili. Abbiamo tutti assistito al fatto che, durante la fine del governo (?) di Donald Trump, Pompeo e i suoi soci includevano Cuba in un modo insolito nella Lista dei paesi che sponsorizzano il terrorismo, chiaramente per porre un altro ostacolo ed evitare la prevedibile e prossima fine del bloqueo contro Cuba e il suo popolo.</strong></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">In quel momento, con l&#8217;aiuto dell&#8217;avvocato Néstor Rodríguez Triana, di Nueva Gerona, abbiamo lanciato due pagine contro il bloqueo mentre guardavamo con ammirazione altri sforzi di denuncia, come quello guidato da Carlos Lazo, le sue carovane, i suoi ciclisti, i suoi Ponti d&#8217;Amore. Successivamente, abbiamo contattato il Dottore in Scienze Manuel Tejeda, che aveva avuto un&#8217;idea dal volo alto e tanti carati: andare direttamente ad affrontare il blocco (embargo per le persone di lingua inglese) nei centri del potere politico negli Stati Uniti.</p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">A metà gennaio, il dottor Manuel Tejeda ed io abbiamo deciso di aprire una nuova pagina su Facebook e successivamente creare un sito web dedicato, non per denunciare il bloqueo (il mondo intero lo ha già denunciato con argomentazioni potenti e inconfutabili), ma per indebolirlo e successivamente eliminarlo dove solo può essere rimosso, cioè all&#8217;interno degli Stati Uniti.</p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">Il bloqueo imposto dagli Stati Uniti contro Cuba da più di mezzo secolo è la più lunga guerra economica della storia umana, deliberatamente progettata per causare fame, malattie e disperazione nella popolazione cubana. Il suo obiettivo è provocare l&#8217;ingovernabilità del paese, il caos. Per i promotori di questo genocidio, il fatto che tante persone ne soffrano è solo un danno “collaterale” e, quindi, poco importante.</p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">Il governo degli Stati Uniti, lungi dal porre fine al bloqueo economico, commerciale e finanziario che ha imposto alla Repubblica di Cuba, ha mantenuto in vigore le leggi, le disposizioni e le pratiche che lo sostengono. I meccanismi politici, amministrativi e repressivi hanno continuato a essere rafforzati per la loro attuazione più efficace e deliberata, in modo che il bloqueo causi più dolore e danni.</p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">Il 17 dicembre 2014, in un discorso simultaneo, i presidenti di Cuba, Raúl Castro Ruz, e degli Stati Uniti, Barack Obama, hanno annunciato l&#8217;inizio di un processo di ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra i due paesi e, in generale, di un miglioramento nella convivenza. Obama ha riconosciuto che la politica di bloqueo economico contro Cuba non aveva avuto successo e la necessità di fare un cambiamento in questo senso. Durante il governo di Donald Trump, questa politica è stata invertita e le restrizioni anti-cubane sono state drasticamente rafforzate.</p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">Durante tutto questo tempo, il popolo cubano e il governo hanno protestato e chiesto la fine del bloqueo ovunque e con un enorme sforzo e vittorie diplomatiche molto forti. Sia a Cuba che nel resto del mondo, il rifiuto indiscusso del bloqueo è stato espresso e reso sempre più chiaro. Ma la realtà è che il controllo della fine di quel mostro è negli Stati Uniti, nel loro Congresso e nel ramo esecutivo del governo, con sede nella Casa Bianca.</p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">Questa iniziativa che stiamo portando avanti si basa sulla necessità di sconfiggere il bloqueo laddove solo può essere fatto in pratica, cioè all&#8217;interno degli Stati Uniti e del suo governo. L&#8217;obiettivo non è denunciarlo, dimostrare la sua folle crudeltà &#8211; che, insisto, è stato fatto a livello internazionale con molta intensità &#8211; ma procedere a sminuirla e successivamente a farla finire praticamente. Ciò non si ottiene solo con slogan, né con buoni auspici e ragioni, né con voti nelle organizzazioni internazionali. Tutto ciò è estremamente importante, ma lo abbiamo fatto già da molto tempo e continueremo a mantenerlo ora e in futuro. E intanto il bloqueo? Continua e sta bene, grazie.</p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">I nemici di Cuba sono stati padroni del gioco politico all&#8217;interno degli Stati Uniti e sono partiti da un grande errore, da un&#8217;immensa calunnia, vale a dire (ed è stato facile farlo credere all&#8217;interno del governo degli Stati Uniti, in molti casi disposto ad accettarlo) che controllano quasi l&#8217;unanimità, i sentimenti dei cubani che vivono negli Stati Uniti e, naturalmente, il loro voto, che è la merce più preziosa a Washington DC.</p>
<p lang="it-IT">La nostra piattaforma ha un obiettivo ben definito. Dimostrare con cifre schiaccianti che è assolutamente falso che noi cubani che viviamo all&#8217;estero sosteniamo il bloqueo. In questo modo, avremo accesso ai centri di potere che ne decidono la fine, con un numero enorme di membri e candidati. A tutti bisogna dare un messaggio che enfatizzi di più la volontà di un futuro comune e prospero per entrambi i popoli, che dimostri l&#8217;enorme danno e deterioramento subito dal popolo cubano, e che dimostri anche ai cubani dalle idee e dai luoghi più diversi di residenza che è molto di più ciò che ci unisce, che ciò che ci separa. L&#8217;unità del nostro popolo è essenziale in questo sforzo.</p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">Pertanto, non utilizzeremo, né consentiremo l&#8217;uso di commenti che non sono focalizzati sulla fine del bloqueo, o che hanno programmi politici di qualsiasi segno, o slogan, non importa quanto siano buoni e preziosi, o offensivi o con un linguaggio volgare di qualsiasi tipo. Parafrasando quello che è il nostro poeta nazionale, (Nicolas Guillen, ndt.) per tutto ciò che è utile per ottenere la fine del bloqueo, vogliamo: &#8220;Apri il muro!&#8221; Ma per cosa ci divide come popolo: “Tun, Tun, chi è? Lo scorpione e il millepiedi &#8230; Chiudi il muro! ”.</p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">E così, in queste condizioni e premesse, il 28 gennaio di quest&#8217;anno è nata l&#8217;iniziativa No Embargo Cuba. In 58 giorni (abbiamo scritto questo testo il 26 marzo) abbiamo raggiunto un&#8217;adesione di 50.000 persone residenti in 128 paesi. Numeri sorprendenti, che ci fanno pensare che questo sforzo sia sulla strada giusta.</p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">Abbiamo contattato più di una dozzina di senatori e rappresentanti al Congresso degli Stati Uniti, con molti sindaci e membri di numerosi consigli comunali, per promuovere risoluzioni contro il bloqueo. Le carovane che già esistevano stanno aumentando numericamente e, inoltre, hanno raggiunto un livello mondiale con carovane in molti paesi, un numero che continuerà a crescere.</p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">Alcuni punti che ritengo importanti:</p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">Il concetto di bloqueo ed embargo. In spagnolo e in altre lingue, uso sempre la parola bloqueo, che è per me cos&#8217;è questa enorme e selvaggia aggressività, in modo chiaro e indiscutibile. Un altro caso è quando ci rivolgiamo a un pubblico di lingua inglese, dove la parola che viene compresa è embargo, e in quei casi usiamo e useremo la parola embargo per ovvi motivi.</p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">Niente è completamente apolitico in questo mondo. Il fatto stesso di essere contro il bloqueo implica una posizione politica definita. Ciò che non si vuole è che questo forum deragli dai suoi scopi e diventi un forum per il dibattito politico, poiché ce ne sono migliaia per coloro che li vogliono.</p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">Questa pagina ha lo scopo esclusivamente di eliminare il bloqueo e per questo abbiamo bisogno di una grande unità che esisterà solo in condizioni di grande diversità. Chi non lo capisce, o non gradisce questo approccio alla lotta contro il bloqueo, gli chiediamo cortesemente di presentare i suoi punti di vista in molti altri luoghi che si battono per tali strade, che sono importanti e li rispettiamo. Ma questa iniziativa mira a rimuovere il bloqueo, e non è dedicata al dibattito politico, per quanto non siamo per niente apolitici.</p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">Fingere di essere al &#8220;centro&#8221; tra il bene e il male è immorale e ipocrita. Non siamo e non saremo mai al centro tra il popolo cubano e i suoi aggressori, né tra la gente dei campi di concentrazione e Valeriano Weyler, né tra Hitler e gli ebrei. Accettiamo semplicemente tutti coloro che sostengono il popolo cubano nella loro lotta contro l&#8217;aggressione economica più spietata della storia, senza mettere in discussione cosa pensano delle altre questioni.</p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">Per tutto questo chiediamo a chi ci legge il suo sostegno. Ti chiediamo di aderire alla nostra iniziativa anti-blocco su www.facebook.com/groups/noembargo o sulla piattaforma noembargocuba.com, sia in spagnolo che in inglese. Avere un gran numero di membri ci dà un enorme potere di influenza all&#8217;interno del governo degli Stati Uniti, per rompere il mito secondo cui i cubani residenti negli Stati Uniti sostengono tali politiche contro il loro popolo e che il voto cubano-americano sarà sempre &#8220;contrario&#8221; a un miglioramento delle relazioni tra i due paesi. Non vogliamo farlo per le &#8220;calende greche&#8221;, ma il più presto possibile.</p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">Le possibilità di cambiare la correlazione di forze tra quelli che come noi sostengono la fine del bloqueo e coloro che vogliono aumentarlo sono molte. La fine del bloqueo, che ci piaccia o no, è decisa nel Congresso di Washington e alla Casa Bianca. Tutti i modi per segnalarlo aiutano. Ma è necessario vincere quella battaglia negli Stati Uniti. L&#8217;estrema destra a Miami sa giocare la partita politica negli Stati Uniti in modo eccellente e senza scrupoli, ha enormi risorse di tutti i tipi e quelli di noi che si oppongono a loro e ci provano per eliminare il bloqueo dobbiamo imparare a farlo meglio e con più dignità di loro, cercare il sostegno non solo dei cubani, ma di altre minoranze, degli anglosassoni e in generale di vasti strati del popolo statunitense che incluso crede, con nostra sorpresa, che il bloqueo non esista più, che Obama &#8220;l&#8217;abbia revocato&#8221;.</p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">La giornalista cubana Arleen Rodríguez Derivet ci ha onorato con un&#8217;intervista sul suo programma La luz de la memoria, dove abbiamo presentato questi punti di vista. Vogliamo rimuovere il bloqueo dall&#8217;interno, che consideriamo il modo più viabile e pratico per farlo.</p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">È un numero relativamente piccolo quello dei cubani che vivono negli Stati Uniti e che sostengono il bloqueo a tutti i costi. Sono molti di più quelli che vogliono visitare i loro parenti, ottenere visti per recarsi negli Stati Uniti dai loro parenti e amici; poter inviare denaro e pacchi postali ai loro fratelli che vivono sull&#8217;isola; che ci siano relazioni civili e rispettose tra i due paesi e che è possibile avere rapporti totalmente normali con i loro cari. Con il sostegno dei cubani e della comunità internazionale, ce la faremo!</p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">Nota: * La regione nord-orientale degli Stati Uniti comprende gli stati del Connecticut, Rhode Island, Massachusetts, Vermont, New Hampshire e Maine.</p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">di José R. Oro/ Cubadebate</p>
<p lang="it-IT">traduzione di Ida Garberi</p>
<p lang="it-IT">foto: tratte da noembargocuba.com.</p>
<p lang="it-IT">Il Dr. Manuel Tejeda, che ha avuto l&#8217;idea e il concetto di questo Movimento contro il Bloqueo, a sinistra, e il Prof Carlos Lazo, anche lui uno dei leader di questa iniziativa, che da tempo si batte contro la politica aggressiva del bloqueo.</p>
<p lang="it-IT">
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		<title>Maduro denuncia l&#8217;attacco terrorista contro la principale raffineria del Venezuela</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2020/10/29/maduro-denuncia-lattacco-terrorista-contro-la-principale-raffineria-del-venezuela/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2020 21:32:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha riferito questo mercoledì in una conferenza stampa internazionale che la raffineria di Amuay, la principale raffineria del paese, situata sulla costa occidentale, è stata attaccata con un'arma potente e forte martedì scorso. Il presidente ha annunciato che coloro che hanno attaccato il complesso di raffinazione, situato nella penisola di Paraguanà, nello stato di Falcon, volevano provocare un'esplosione totale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11779" alt="maduro-580x387" src="/files/2020/10/maduro-580x387.jpg" width="580" height="387" />Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha riferito questo mercoledì in una conferenza stampa internazionale che la raffineria di Amuay, la principale raffineria del paese, situata sulla costa occidentale, è stata attaccata con un&#8217;arma potente e forte martedì scorso.</strong></p>
<p>Il presidente ha annunciato che coloro che hanno attaccato il complesso di raffinazione, situato nella penisola di Paraguanà, nello stato di Falcon, volevano provocare un&#8217;esplosione totale.</p>
<p>Maduro ha dichiarato che durante il fatto hanno demolito una torre con uno spessore nell&#8217;acciaio maggiore di un carro armato da guerra. È stato un attacco terrorista, ha sentenziato.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Cospirazione permanente</span></p>
<p>Durante una videoconferenza con i media internazionali dal Palazzo Miraflores, Maduro ha assicurato che il suo governo affronta una cospirazione permanente, appoggiata e finanziata dagli Stati Uniti, con la complicità di diversi governi in Europa.</p>
<p>Il presidente venezuelano ha assicurato che due cittadini stranieri sono stati detenuti nello stato di Zulia, nella parte occidentale del Venezuela: questi individui avrebbero avuto intenzione di attaccare i leader del suo governo.</p>
<p>Inoltre, ha annunciato che nelle prossime ore il capo della Procura, Tarek William Saab, terrà una conferenza stampa per ampliare le informazioni.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Benzina per 20 giorni</span></p>
<p>Il presidente venezuelano ha anche riferito che il Paese sudamericano ha una riserva di benzina di 20 giorni. Secondo lui, questa cifra è stata raggiunta perché Venezuela produce il 30% in più di quanto consuma ed il carburante è arrivato anche da altri paesi.</p>
<p>Il capo dello Stato ha affermato che la produzione è in fase di regolarizzazione nonostante il duro colpo che ha subito il Paese sudamericano, che tra il 2015 e il 2019 ha smesso di generare circa 1,19 miliardi di barili di petrolio a causa delle misure coercitive unilaterali imposte da Washington.</p>
<p>Alla domanda sul recente atterraggio in Venezuela di un volo di carica iraniano della compagnia Fars Air Qeshm, sanzionato dal Dipartimento del Tesoro, il presidente ha sottolineato che nel suo Paese arrivano aerei da tutto il mondo.</p>
<p>Maduro ha fatto riferimento alla curiosità generata nei media internazionali dalla presenza di voli dall&#8217;Iran in Venezuela. &#8220;Stanno arrivando aeroplani dagli Stati Uniti e nessuno mi chiede perché sono arrivati&#8221;, ha aggiunto.</p>
<p>Nonostante le forti accuse di cospirazioni statunitensi contro il suo paese, il capo di stato venezuelano ha ribadito la sua volontà di ristabilire ponti politici con Washington, dopo le elezioni presidenziali nella nazione statunitensi.</p>
<p>&#8220;Chiunque vinca le elezioni, vorremmo dialogare&#8221;. Gli Stati Uniti avranno un valido interlocutore in Venezuela e sarà Nicolas Maduro ”, ha detto mercoledì.</p>
<p>Tuttavia, ha sottolineato che finora non ha avuto contatti né con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, né con il suo avversario democratico, Joe Biden, sebbene abbia accusato entrambi di usare il nome del Venezuela per fare offerte fuorvianti al loro elettorato.</p>
<p>da Cubadebate/informazioni di RT</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>Foto: Twiiter / @PresidencialVE</p>
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		<title>Wasp Network punzecchia a Miami</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2020/07/09/wasp-network-punzecchia-miami/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2020 01:20:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Florida hanno minacciato di incendiare i cinema, se verrà esibita un giorno nelle sale di esordio, e si raccolgono firme per obbligare Netflix a ritirare il film, senza capire che il sito di download non è un canale di televisione. La gente ha l'opzione di vederlo o non considerarlo, benché lo scandalo abbia dovuto sparare l’audience di un film che è passato senza pena né gloria per il Festival di Venezia, nonostante un cast di celebrità diretto da Penelope Cruz.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11654" alt="ARCHI_766137-580x330" src="/files/2020/07/ARCHI_766137-580x330.jpg" width="580" height="330" />Da quando Netflix ha deciso di proiettare Wasp Network il 19 giugno scorso ed è arrivato al pubblico prigioniero della COVID-19, il film si è trasformato in un evento mediatico per ragioni poco convenzionali.  </strong></p>
<p>In Florida hanno minacciato di incendiare i cinema, se verrà esibita un giorno nelle sale di esordio, e si raccolgono firme per obbligare Netflix a ritirare il film, senza capire che il sito di download non è un canale di televisione. La gente ha l&#8217;opzione di vederlo o non considerarlo, benché lo scandalo abbia dovuto sparare l’audience di un film che è passato senza pena né gloria per il Festival di Venezia, nonostante un cast di celebrità diretto da Penelope Cruz.</p>
<p>Ma a Miami il tema del film si è trasformato subito in una sorte di conga anticomunista coi mass media locali ballando il ritmo conosciuto per attaccare il direttore francese, Olivier Assayas, accusandolo di fare propaganda a favore di Cuba. Il gran dettaglio è che Wasp Network narra fatti reali che hanno documentato le stesse autorità degli Stati Uniti, in un processo che è stato considerato il più lungo della storia della giurisprudenza di quel paese e nel quale hanno testimoniato tre generali, un ammiraglio, un ex consigliere presidenziale e terroristi confessi che appaiono sullo schermo come quello che sono.</p>
<p>La trama di Wasp Network comincia a L&#8217;Avana, agli inizi degli anni 90. Renè Gonzalez (Edgar Ramirez nel film), istruttore di volo in una base aerea militare, ruba un aeroplano e fugge da Cuba. Comincia una nuova vita a Miami, lontano da Olguita, sua moglie (che è interpretata da Penelope Cruz) e sua figlia piccola. Altri “disertori” cubani ben presto lo seguono ed armano una rete per infiltrarsi in organizzazioni con sede in quella città, responsabili di attacchi sull&#8217;isola, tra questi una serie di bombe contro gli hotel che ha causato la morte di un turista italiano. Invece di catturare e processare i terroristi, responsabili di crimini atroci, il governo degli Stati Uniti rinchiude e sottomette al ricatto ed al castigo gli agenti cubani.</p>
<p>È la storia di quello che è successo allo stato puro, senza opinioni o interpretazioni dello sceneggiatore e del direttore; una verità intollerabile per uno dei personaggi reali che si affaccia nel film, Josè Basulto. Lui si presentava in quegli anni come un buon samaritano, salvatore dei “balseros”(persone che abbandonavano Cuba illegalmente per via marittima e molte volte restavano varati) nello stretto della Florida, ma sosteneva anche le sue escursioni col narcotraffico, violava allegramente lo spazio aereo di Cuba e finanziava le sparatorie contro bagnanti sulle spiagge.</p>
<p>Paradossalmente, le prove dei suoi crimini non sono state consegnate loro dal Ministero dell&#8217;Interno di Cuba, ma bensì dall’FBI, che era a conoscenza di tutto quello che succedeva, come recensisce il film. Ora Basulto vocifera contro Netflix ed insegna il pugno davanti alle telecamere: “Sono totalmente d’accordo con Trump sul fatto di mettere fine alla relazione ed agli accordi con Cuba”.</p>
<p>C&#8217;è una storia che sembra puramente aneddotica di fatti che sono accaduti più di 20 anni fa, ma che è attuale se si osserva correttamente. Gentaglia come José Basulto o Luis Posada Carriles, organizzatore della serie di bombe contro gli hotel a L&#8217;Avana e del sabotaggio di un aeroplano civile in cui sono morte 73 persone, tra passeggeri ed equipaggio, non sono marginali nella società statunitense di oggi.</p>
<p>Il cubano dell&#8217;isola, che ha visto Wasp Network nel Festival del Cinema de L&#8217;Avana, nel dicembre scorso, sa che l&#8217;odio, che ha ispirato gli attacchi degli abitanti di Miami negli anni 90, impregna oggi i discorsi del presidente Donald Trump e conquista altri radicali che pullulano nei gruppi di Facebook e canali di YouTube legati al suprematismo bianco. Ancora di più, George W. Bush ha lanciato la sua guerra contro il terrorismo degli altri, mentre proteggeva in casa sua i suoi amici terroristi, ed ora Trump corteggia i piromani della Florida e diventa evasivo al momento di condannare gli estremisti di destra che hanno lasciato una scia di morti durante la sua amministrazione da Charlottesville fino a Minneapolis, passando per El Paso.</p>
<p>Un studio dell&#8217;U.S. Extremist Crime Database segnala che il 74% degli attacchi terroristi accaduti in suolo statunitense dopo l’11 settembre 2001 fino al 2016, sono stati opera dell&#8217;estrema destra. Da quando è arrivato Trump alla presidenza nel 2017, la maggioranza degli attacchi contro civili indifesi sono dei suprematisti. Il profilo dell&#8217;aggressore non varia molto: uomo bianco, inspirato da atti e discorsi violenti e con comodo accesso ad armi di assalto. È l&#8217;archetipo di Josè Basulto, che ha approfittato, come gli estremisti di destra attuali, della legge statunitense, che permette la designazione di terroristi solo per gruppi o attaccanti stranieri.</p>
<p>Lasciando da parte virtù e difetti della realizzazione, Wasp Network è insolito e coraggioso. Si concentra sul fatto di spiegare quello che è stato occultato da decadi ed ancora oggi non si vuole guardare di fronte: perché gli agenti cubani sono stati inviati negli Stati Uniti. Questo è il centro della storia che ha incendiato le reti che cercano di censurare Netflix e che ha riunito la destra contro il vicepresidente spagnolo, Pablo Iglesias. Lui ha pubblicato la locandina del film in Twitter con tre parole di precisione insuperabile: “Vista. Eroi. Filmone”.</p>
<p>di Rosa Miriam Elizalde</p>
<p>da La Jornada/ Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Assalto all&#8217;Ambasciata</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2020 01:39:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Poche ore prima dell'attacco contro l'Ambasciata di Cuba a Washington, una donna con un impermeabile rosso, occhiali scuri, sciarpa e cappuccio, fotografava la facciata della casona della Calle 16 nel quartiere Adams-Morgan. Le camere di sicurezza l’hanno ripresa a piena luce del giorno e, nonostante il travestimento, i funzionari della sede diplomatica l’hanno riconosciuta perfettamente. Era la moglie di un militante della “causa anticastrista”, Mario Felix Lleonart Barroso che, curiosamente, risulta essere il comune denominatore di personaggi ed istituzioni che hanno a che vedere con questa storia.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11558" alt="cuba-embajada-marti-580x416" src="/files/2020/05/cuba-embajada-marti-580x416.jpg" width="580" height="416" />Poche ore prima dell&#8217;attacco contro l&#8217;Ambasciata di Cuba a Washington, una donna con un impermeabile rosso, occhiali scuri, sciarpa e cappuccio, fotografava la facciata della casona della Calle 16 nel quartiere Adams-Morgan. Le camere di sicurezza l’hanno ripresa a piena luce del giorno e, nonostante il travestimento, i funzionari della sede diplomatica l’hanno riconosciuta perfettamente. Era la moglie di un militante della “causa anticastrista”, Mario Felix Lleonart Barroso che, curiosamente, risulta essere il comune denominatore di personaggi ed istituzioni che hanno a che vedere con questa storia.</strong></p>
<p>Lleonart Barroso, pastore battista nato a Cuba che vive a Washington, fa sfoggio nelle reti sociali della sua stretta relazione con la Doral Jesus Worship Center, una chiesa ubicata nell&#8217;epicentro della controrivoluzione venezuelana e cubana di Miami, e coi suoi amici del Dipartimento di Stato,  che gli fanno pubblicità in twitter con un&#8217;intervista dove risulta essere “perseguito per la sua fede a Cuba, dove ha sopportato anni di minacce e detenzioni” (tweet del 16 gennaio 2020).</p>
<p>Il nome di questo individuo, un “assiduo partecipante negli atti di fustigazione” contro i cubani a Washington, è solo una pista nell&#8217;arsenale di prove che ha offerto questo martedì il cancelliere cubano Bruno Rodriguez Parrilla. Il ministro ha qualificato come “un attacco terrorista” la sparatoria contro la sede diplomatica dello scorso 30 aprile, il cui protagonista è un altro pastore nato a Cuba, vincolato anche alla chiesa di Doral ed ad individui molto attivi in quella congregazione che, non molto cristianamente, hanno sollecitato di ammazzare con droni Raul Castro ed il presidente Miguel Diaz-Canel.</p>
<p>Alexander Alazo Barò, l&#8217;autore della sparatoria, è stato presentato come un malato psichiatrico assediato da fantasie persecutorie, mentre il regime di Trump ha chiuso nel cassetto il suo dossier in mezzo ad un blackout informativo. La cosa straordinaria è che, salvo le immagini riprese dall&#8217;Ambasciata, che sono state divulgate martedì, le scandalose evidenze sono state alla portata di tutti. Si può tirare facilmente la corda delle reti sociali e trovare i nessi tra questi signori con i terroristi della vecchia scuola delle bombe sotto le macchine, come Ramon Saul Sanchez. Inoltre, con le voci più violente del macchinario politico anti-cubano ed anti-venezuelano di Miami, e perfino con la Casa Bianca. O con tutti contemporaneamente.</p>
<p>Il vicepresidente Mike Pence è stato l&#8217;oratore principale di una “celebrazione religiosa” nel Doral Jesus Worship Center che ha contato con la presenza del governatore della Florida Ron DeSantis, i senatori Marco Rubio e Rick Scott, ed il rappresentante Mario Diaz-Balart. L&#8217;incontro del 1º febbraio 2019 è stato particolarmente commentato, perché Pence ha promesso dal pulpito la testa di Nicolas Maduro in “questione di giorni o settimane” e Diaz-Balart, esaltato, ha detto che Cuba e Venezuela soffrivano “lo stesso cancro”. Ed anche, perché è stato considerato come uno dei primi atti elettorali a favore della rielezione di Donald Trump. L&#8217;agenzia AP ha pubblicato le dichiarazioni di quel giorno della rappresentante democratica Debbie Wasserman Schultz, che sono puro buonsenso: “La politica estera è la politica interna nel sud della Florida.”</p>
<p>Benché il sottosegretario Mike Pompeo ed alcuni dei suoi subordinati, compresi quelli dell&#8217;OSA, parlano tutti i giorni di Cuba per silurare la collaborazione medica cubana, le autorità degli Stati Uniti hanno evitato di pronunciarsi sui temi midollari di questo caso che oggi giovedì ha un&#8217;udienza preliminare nella Corte del distretto della Columbia.</p>
<p>Bruno Rodriguez, per esempio, ha fatto domande di logica elementare: che responsabilità ha il Doral Jesus Worship Center? Come può essere che qualcuno con confusioni mentali può avere un porto d’armi e viaggiare migliaia di chilometri con un fucile di assalto senza essere scoperto? Quali sono i vincoli del pistolero con il macchinario anti-cubano della Florida? Che peso ha il discorso di odio nella storia? Che cosa faceva la moglie di Lleonart, un pastore che fa sfoggio dei suoi incontri con Trump e Pompeo, vagabondando travestita davanti l&#8217;Ambasciata cubana poche ore prima dell&#8217;attentato?</p>
<p>Il Cancelliere cubano ha sollecitato che la Casa Bianca ed il Dipartimento di Stato spieghino che cosa sanno sui vincoli tra l&#8217;attaccante dell&#8217;Ambasciata e quelli che spingono alla violenza contro l&#8217;Isola. Ha esatto una risposta su che cosa li muove a non denunciare il fatto, benché abbia anticipato un&#8217;ipotesi: “Un governo che difende come legittimo punire tutta la popolazione di un paese, come lo fa il governo degli USA col bloqueo economico, è nella pratica un istigatore all&#8217;odio contro Cuba.”</p>
<p>In questo attacco l&#8217;unico cubano che ha ricevuto una pallottola è stato Josè Martì, la statua di metallo che domina il piccolo giardino dell&#8217;Ambasciata. Ma poteva succedere un massacro quell&#8217;alba del 30 aprile nella casona della Calle 16 di Adams-Morgan. Dieci funzionari erano dentro l&#8217;edificio quando le pallottole hanno perforato la porta di entrata. Se qualcuno fosse morto, magari staremmo allo stesso punto: Washington reagisce all&#8217;aggressione nel suo proprio territorio includendo Cuba nella “lista dei paesi che non collaborano con la lotta antiterrorista” (purtroppo), come è accaduto ieri. Intanto, l&#8217;Isola continua esigendo alla Casa Bianca più coerenza e meno cinismo, perché l&#8217;impunità ed il crimine camminano insieme, si generano, si coltivano ed incoraggiano, si dissimulano, si riproducono, si imitano, si applaudono.</p>
<p>Analizzando la serie di pitture di Goya intitolata “I disastri della guerra”, l&#8217;ispanista francese Paul Lefort ha detto che “ogni volta che c&#8217;è un salto qualitativo nell&#8217;uso della violenza c&#8217;è qualcuno disposto a superarlo”. Se Trump e Pompeo continuano sullo stesso cammino, che cosa verrà dopo l&#8217;assalto all&#8217;Ambasciata?</p>
<p>(pubblicato originalmente nel quotidiano La Jornada, Messico)</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>di Rosa Miriam Elizalde</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Ambasciata di Cuba a Washington/Twitter</p>
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		<title>E&#8217; stato arrestato in Colombia l&#8217;ex capo della sicurezza di Uribe per crimini contro difensori dei diritti umani</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 20:55:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il generale Mauricio Santoyo, che è stato capo della sicurezza dell'ex presidente Alvaro Uribe, deportato dagli Stati Uniti, è stato incarcerato questo lunedì in Colombia per la sua presunta partecipazione nella sparizione di due difensori dei diritti umani, ha fatto sapere la procura. L'ufficiale in congedo della polizia è stato catturato al suo arrivo questo lunedì a Bogotà, dopo aver scontato una condanna a sette anni di carcere negli Stati Uniti per aver appoggiato la disciolta organizzazione Autodefensas Unidas de Colombia (AUC), ha comunicato la procura.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10949" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-10949" alt="generale ritirato Mauricio Santoyo" src="/files/2019/04/General-R.-Mauricio-Santoya-Colombia-580x290.jpeg" width="580" height="290" /><p class="wp-caption-text">generale ritirato Mauricio Santoyo</p></div>
<p><strong>Il generale Mauricio Santoyo, che è stato capo della sicurezza dell&#8217;ex presidente Alvaro Uribe, deportato dagli Stati Uniti, è stato incarcerato questo lunedì in Colombia per la sua presunta partecipazione nella sparizione di due difensori dei diritti umani, ha fatto sapere la procura.</strong></p>
<p>L&#8217;ufficiale in congedo della polizia è stato catturato al suo arrivo questo lunedì a Bogotà, dopo aver scontato una condanna a sette anni di carcere negli Stati Uniti per aver appoggiato la disciolta organizzazione Autodefensas Unidas de Colombia (AUC), ha comunicato la procura.</p>
<p>All&#8217;atterraggio sul suolo colombiano, Santoyo è stato arrestato con l&#8217;accusa di aver partecipato alla scomparsa degli attivisti Claudia Patricia Monsalve Pulgarin e Angel Josè Quintero Mesa, avvenuta nell&#8217;ottobre del 2000 nella città di Medellin (nordovest).</p>
<p>Durante i processi ai paramilitari, smobilitati durante il governo di Uribe nel 2006, ex appartenenti a queste milizie irregolari di estrema destra si sono attribuiti entrambe le sparizioni ed hanno affermato di aver agito “in complicità” con membri della polizia anti-sequestri.</p>
<p>L&#8217;ente  investigativo “ha trovato indizi che vincolerebbero l&#8217;allora comandante di questa unità, l&#8217;allora colonnello Mauricio Alfonso Santoyo Velasco, nella scomparsa dei due difensori dei diritti umani” secondo quanto si legge nel comunicato.</p>
<p>Santoyo sarà detenuto mentre continua l&#8217;investigazione contro di lui, come presunto autore dei delitti  di associazione a delinquere aggravata e coautore della sparizione forzata di persone aggravata.</p>
<p>Condannato a 13 anni di prigione nel 2012 da una corte statunitense, che poi gli ha ridotto la pena, Santoyo è diventato l&#8217;ufficiale di più alto grado della forza pubblica colombiana ad essere condannato negli Stati Uniti,.</p>
<p>Il caso Santoyo ha provocato uno scandalo in Colombia, perché nelle sue funzioni di responsabile della sicurezza dell&#8217;allora presidente Uribe (2002-2010) ha avuto accesso alle riunioni del Consiglio di Sicurezza. Inoltre ha esercitato il comando del Corpo d&#8217;Elite Anti-terrorista della Polizia.</p>
<p>Tra il 2001 e il 2008, Santoyo ha aiutato i paramilitari nelle loro operazioni, che includevano atti di terrorismo e narcotraffico, in cambio di tangenti.</p>
<p>Nel 2013 è stato arrestato un altro ex capo della sicurezza di Uribe, il generale Flavio Buitrago, accusato di arricchimento illecito.</p>
<p>Informazione di AP</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
<p>Foto:Felipe Caicedo / EL TIEMPO / Archivo</p>
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		<title>Call of Duty invita a generare un blackout in Venezuela</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2019 01:23:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il videogioco di stile bellico Call of Duty ricrea nella sua più recente versione un intervento militare a Caracas, che ha come parte della “missione” installare un virus nel sistema elettrico per generare un blackout. La diga di sbarramento de El Guri è un obiettivo di attacco nel videogioco di spari in prima persona. Appaiono una serie di elementi che evocano la capitale venezuelana, come il cerro El Avila, la torre Provinciale ed una bandiera del Venezuela]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10917" alt="call-of-duty.jpg_1718483347-580x327" src="/files/2019/04/call-of-duty.jpg_1718483347-580x327.jpg" width="580" height="327" />Il videogioco di stile bellico Call of Duty ricrea nella sua più recente versione un intervento militare a Caracas, che ha come parte della “missione” installare un virus nel sistema elettrico per generare un blackout.</strong></p>
<p>La diga di sbarramento de El Guri è un obiettivo di attacco nel videogioco di spari in prima persona. Appaiono una serie di elementi che evocano la capitale venezuelana, come il cerro El Avila, la torre Provinciale ed una bandiera del Venezuela</p>
<p>Il riferimento all&#8217;attacco al sistema elettrico in Venezuela è la realtà che attraversa il paese che dal 7 marzo scorso ha ricevuto una serie di attacchi cibernetici.</p>
<p>Come prodotto degli attacchi, denunciati dal governo venezuelano come una guerra elettrica, circa il 70% del paese ha sofferto la perdita del servizio elettrico e, quindi, ha colpito il somministro di acqua.</p>
<p>Non è la prima volta che Call of Duty usa Venezuela come uno scenario per le sue “missioni”. Nel 2013, è uscito Call of Duty: Ghosts, nel quale gli Stati Uniti smettono di essere una potenza per colpa dei paesi sud-americani e vogliono una vendetta contro di loro.</p>
<p>In questo contesto di vendetta, in Call of Duty: Ghosts arrivano alcune guerriglie a Caracas per eseguire le “missioni” contro il nemico invisibile.</p>
<p>con informazioni di TeleSur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Sulla natura vile e sadica del bloqueo</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Oct 2018 02:36:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bloqueo]]></category>
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		<category><![CDATA[extraterritorialità]]></category>
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		<description><![CDATA[Da dove cominciare oggi? Forse dai più anziani tra noi; penso che siano quelli che più soffrono le conseguenze di questa inumana politica. Come tutti sappiamo, i governi USA vietano, come parte del blocco, la vendita di medicine e di tutti gli altri prodotti farmaceutici, ecc., elaborati dai giganteschi consorzi USA di questa industria.
Come anche proibiscono la vendita a Cuba di questi beni ad altri consorzi farmaceutici di altri paesi associati in qualche modo ai primi; anche se qualcuno di questi prodotti avesse qualche elemento creato dall’industria farmaceutica USA; anche le materie prime di questa industria non possono essere vendute a Cuba.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9557" alt="Bloqueo-contra-Cuba-580x380" src="/files/2016/10/Bloqueo-contra-Cuba-580x380.jpg" width="580" height="380" />Miami – Voglio affrontare in questo articolo l’angustioso costo umano giornaliero che impone, a milioni di cubane/i, la politica genocida del blocco.</strong></p>
<p>Da dove cominciare oggi? Forse dai più anziani tra noi; penso che siano quelli che più soffrono le conseguenze di questa inumana politica. Come tutti sappiamo, i governi USA vietano, come parte del blocco, la vendita di medicine e di tutti gli altri prodotti farmaceutici, ecc., elaborati dai giganteschi consorzi USA di questa industria.<br />
Come anche proibiscono la vendita a Cuba di questi beni ad altri consorzi farmaceutici di altri paesi associati in qualche modo ai primi; anche se qualcuno di questi prodotti avesse qualche elemento creato dall’industria farmaceutica USA; anche le materie prime di questa industria non possono essere vendute a Cuba.</p>
<p>A Miami, una mia cugina ha il difficile compito di prendersi cura a casa sua di sua madre di 93 anni, che è malata di cuore. Mia zia, per vivere, deve prendere almeno 15 medicine diverse al giorno. Oltre agli innumerevoli pannolini che le si deve cambiare, anche quotidianamente, affinché si senta bene, a suo agio; perché tra questi farmaci le viene prescritto un diuretico.</p>
<p>A Cuba, di questi tempi, questo è praticamente impossibile.</p>
<p>Tuttavia, a Cuba, l’età media di vita della donna è di poco superiore a 81,3 anni, mentre negli USA l’età media di vita delle donne è di 81,1 anni, molto simile a quella delle donne cubane. E questa Cuba la raggiunge nonostante tutte le difficoltà imposte dal blocco. Straordinario ed incredibile, giusto? ma vero…molto vero.</p>
<p>Tuttavia, potremmo immaginare quanto sia difficile per una famiglia cubana occuparsi adeguatamente un’anziana o qualunque persona malata -una madre, un padre, un figlio, una nonna, una zia, un fratello? Quanto difficile diventa per il malato donna, uomo, ragazza/o, essere curato/a adeguatamente, come richiesto dal suo stato di salute e dai suoi diritti come persona? Se, a seguito di queste brutali misure del blocco, ciò risultasse del tutto possibile.<br />
A L’Avana, per meglio dire a La Lisa, il mia migliore amico e sua sorella hanno la responsabilità di attendere alla loro nonna, donna eccellente, di 78 anni che ha sofferto di cancro alla vescica, negli ultimi sette anni. Grazie ai risultati dell’industria farmaceutica cubana, nonostante il blocco, hanno avuto l’opportunità di arrestare, ritardare, la crescita del tumore per lungo tempo. Anche se questo non è più il caso, il tumore maligno si è diffuso al colon.<br />
Immaginate i dolori che soffre la nonna del mio amico a causa di questa malattia?</p>
<p>Tra marzo 2017 ed aprile 2018 il blocco ha colpito negativamente l’economia cubana per oltre 4 miliardi di $. Si stima che durante gli ultimi sei decenni il blocco sia costato a Cuba circa 933678 milioni di $.<br />
Può concepirsi il danno, la sofferenza, ancor più, ad una popolazione attuale di undici milioni di persone che produce la perdita, solo l’anno scorso, di 4 miliardi di $?</p>
<p>Per tutte queste gravi carenze che il blocco impone al popolo cubano, ed in particolare nel campo della salute, medicine, in questo caso gli antidolorifici, che la nonna del mio amico richiede per alleviare i dolori causati dalla sua malattia, sono altamente limitati e disponibili solo per pazienti ospedalizzati. Questo è causato dal fatto che non si ottengono; perché il blocco impedisce che si ottengano gli antidolorifici da distribuire, praticamente gratuitamente, alle persone affette da cancro e altre malattie che richiedono questo tipo di antidolorifici.</p>
<p>Devo segnalare che negli ultimi tempi mancano le medicine che si ottengono con le prescrizioni nelle farmacie del paese. Molte volte, per esempio, non ci sono nemmeno gli indispensabili, con la regolarità necessaria, per i malati di diabete.</p>
<p>Nel caso della nonna del mio amico, né lui né sua sorella possono restare con le mani in mano di fronte ad una simile tragedia; perché una tragedia è. Come neppure potremmo incrociare le braccia, chiunque di noi, si trovi di fronte ad una situazione del genere.</p>
<p>Ed in qualche modo il mio amico e sua sorella ricevono gli antidolorifici necessari per alleviare il brutale dolore che il cancro provoca a loro nonna.</p>
<p>Questa è anche una conseguenza proditoriamente premeditata della politica di blocco: attraverso una politica di genocidio cercare di ottenere lo strappo morale delle sue vittime e dell’ordine legale della società in cui vivono.<br />
Nella Cuba socialista, una società giusta senza pari, gli anziani e gli ammalati, in generale, sono quelli che soffrono maggiormente gli effetti della criminale politica del blocco, ma per l’esasperazione e la frustrazione dell’imperialismo, cubani/e, che per sei decenni hanno sofferto tutte le conseguenze del blocco, nell’immensa maggioranza, non si arrende, né si arrenderà; benché imparino dal cuore a conoscere a fondo la natura vile e sadica dei suoi nemici.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>di Andres Gomez</p>
<p>traduzione di Francesco Monterisi</p>
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		<title>La fermezza di Cuba di fronte ai signori della guerra</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Oct 2018 20:53:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[attentati]]></category>
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		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Rivoluzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Trent’anni fa mi chiedevo, a proposito dell’atteggiamento del governo degli Stati Uniti, che proibiva che i suoi cittadini viaggiassero liberamente a Cuba: "Se quest’Isola è, come dicono, l’inferno, perché gli Stati Uniti non organizzano escursioni per far sì che i loro cittadini la conoscano e si disingannino?". Oggi continuo a chiedermelo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10665" alt="vittimeterrorismo" src="/files/2018/10/vittimeterrorismo.jpg" width="580" height="399" />Trent’anni fa mi chiedevo, a proposito dell’atteggiamento del governo degli Stati Uniti, che proibiva che i suoi cittadini viaggiassero liberamente a Cuba: &#8220;Se quest’Isola è, come dicono, l’inferno, perché gli Stati Uniti non organizzano escursioni per far sì che i loro cittadini la conoscano e si disingannino?&#8221;.</p>
<p>Oggi continuo a chiedermelo.</p>
<p>Dieci anni fa formulavo un’altra domanda sull’inferno di Cuba: &#8220;Perché ora la dovrei confondere con l’inferno se non l’ho mai confusa con il Paradiso ?&#8221;.</p>
<p>E adesso continuo a chiedermelo.</p>
<p>Né inferno, né paradiso: la Rivoluzione, opera di questo mondo è sporca di fango umano e giustamente per questo, e nonostante questo, continua ad essere contagiosa. Non sono molto onorevoli, diciamo, questi tempi che stiamo vivendo.</p>
<p>Sembra che si stia disputando la Coppa Mondiale dello Zerbino.</p>
<p>Uno ha l’impressione, e magari fosse un’impressione sbagliata, che i governi competono tra di loro per vedere chi si strascina meglio e chi si lascia calpestare con più entusiasmo.</p>
<p>La competizione dura già da tempo, ma partendo dagli attentati di terrorismo dell&#8217;11 settembre, esiste quasi un&#8217;unanimità nell’ossequio ufficiale di fronte ai comandanti del mondo.</p>
<p>Quasi un&#8217;unanimità, dico. Ed oggi mi sento orgoglioso di ricevere questa distinzione nel paese che più chiaramente ha posto i puntini sulle I dicendo NO all’impunità dei poderosi. Il paese che, con più fermezza e lucidità, ha rifiutato accettare questa sorte di salvacondotto universale consegnato dai signori della guerra, che in nome della lotta contro il terrorismo possono praticare come vogliono tutto il terrorismo che vogliono, bombardando chi vogliono e ammazzando quando vogliono, quanti vogliono. In un mondo dove il servilismo è un’alta virtù, in un mondo dove chi non si vende si affitta, è raro ascoltare la voce della dignità. Cuba rappresenta, ancora una volta, le labbra di questa voce.<br />
Questa Rivoluzione castigata, bloccata, calunniata, ha fatto molto meno di quello che voleva, ma molto più di quello che ha potuto. E continua con questa opera. Prosegue, commettendo la pazzia pericolosa di credere che, noi, gli esseri umani, non siamo condannati all’umiliazione.</p>
<p>Frammenti dell’intervento di Eduardo Galeano alla sua nomina di Dottore Honoris Causa dell’Università de L’Avana, nel dicembre del 2001.</p>
<p>da Granma</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-10666" alt="galeano" src="/files/2018/10/galeano.jpg" width="580" height="326" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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