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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; stampa straniera</title>
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		<title>Ramonet smonta le fake news sul Venezuela</title>
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		<pubDate>Sat, 26 May 2018 01:44:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[elezioni presidenziali]]></category>
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		<description><![CDATA[Le recenti elezioni presidenziali svolte in Venezuela sono state vinte con un ampio margine dal candidato della Rivoluzione Bolivariana, nonché presidente uscente Nicolas Maduro. Come sempre accade in materia di Venezuela, la stampa internazionale si è scatenata a reti unificate per screditare l’intero processo elettorale e sminuire la schiacciante vittoria del chavismo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10534" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-10534" alt="Ignacio Ramonet" src="/files/2018/05/Ignacio-Ramonet.jpg" width="580" height="327" /><p class="wp-caption-text">Ignacio Ramonet</p></div>
<p><strong>Le recenti elezioni presidenziali svolte in Venezuela sono state vinte con un ampio margine dal candidato della Rivoluzione Bolivariana, nonché presidente uscente Nicolas Maduro. Come sempre accade in materia di Venezuela, la stampa internazionale si è scatenata a reti unificate per screditare l’intero processo elettorale e sminuire la schiacciante vittoria del chavismo.</strong></p>
<p>A confutare la classica narrazione tossica mainstream è il rinomato giornalista e professore spagnolo Ignacio Ramonet. Questo è quanto ha dichiarato ai microfoni del programma Encuentro Popular trasmesso da YVKE Mundial: «Come ognuno degli oltre 2000 osservatori internazionali che hanno girato tutto il paese, tutti i giornalisti che erano qui hanno potuto constatare che queste elezioni si sono svolte in maniera libera, trasparente, democratica».</p>
<p>Il giornalista spagnolo ha inoltre dato particolare rilievo a tre considerazioni riguardanti le elezioni: sono state svolte nonostante le pressioni e le minacce provenienti da più parti; all’interno dalla destra e all’esterno dalle manovre di Washington. Gli esponenti dell’opposizione hanno goduto, come di norma in Venezuela, della massima libertà possibile per esporre in tutto il paese le proprie idee e proposte alternative. Nella giornata delle elezioni ha regnato un’atmosfera di tranquillità e normalità. Fatto non scontato visto le violenze scatenate dall’opposizione di destra in occasione delle elezioni per l’Assemblea Nazionale Costituente del passato mese di luglio.</p>
<p>Le varie cronache che abbiamo letto sul Venezuela, evidentemente di parte, avevano come unico obiettivo quello di unirsi alla campagna diffamatoria contro il paese sudamericano «perché non basate sulla razionalità di osservazione su quel che è realmente accaduto in Venezuela il 20 maggio e le settimane che hanno preceduto l’elezione presidenziale», ha infine denunciato Ramonet.</p>
<p>da AVN</p>
<p>traduzione di L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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		<title>“Occupanti” della chiesa a Cuba: che se li compri chi non li conosce</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 00:05:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa della Carità]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
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		<description><![CDATA[L'interesse di alcuni media stranieri accreditati a Cuba ha permesso di conoscere vari elementi che caratterizzano le persone che hanno occupato per circa 48 ore una chiesa a L'Avana contro le autorità cattoliche dell'Isola e che, dietro richiesta di queste ultime, sono stati costretti ad evacuare il tempio senza l’utilizzo di violenza né di armi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_3553" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-medium wp-image-3553" src="/files/2012/03/vladimir-calderon-senora-caridad-habana_preima20120316_0198_11-300x204.jpg" alt="Il “leader” degli occupanti mentre dialoga con l’agenzia AFP sotto la bandiera degli Stati Uniti" width="300" height="204" /></strong><p class="wp-caption-text">Il “leader” degli occupanti mentre dialoga con l’agenzia AFP sotto la bandiera degli Stati Uniti</p></div>
<p>L&#8217;interesse di alcuni media stranieri accreditati a Cuba ha permesso di conoscere vari elementi che caratterizzano le persone che hanno occupato per circa 48 ore una chiesa a L&#8217;Avana contro le autorità cattoliche dell&#8217;Isola e che, dietro richiesta di queste ultime, sono stati costretti ad evacuare il tempio senza l’utilizzo di violenza né di armi.</strong></p>
<p>A differenza di quanto accade con le persone che hanno vissuto situazioni simili nei paesi i cui media definiscono tali procedure come &#8220;sgombero&#8221;, i “dissidenti cubani” che sono rimasti nella Chiesa non sono riusciti a mostrare alla stampa tracce di un solo graffio. Essi affermano di appartenere a uno sconosciuto “Partito Repubblicano di Cuba”, ma i rapporti dell’Agenzia France Presse (AFP) con il “leader” del gruppo suggeriscono che i fili sono manovrati dall’altro lato dello Stretto della Florida.</p>
<p>Questo individuo, Vladimir Calderon, ha dichiarato all&#8217;AFP che è “l’unico dei tre dirigenti del Partito Repubblicano di Cuba a vivere sull’Isola”, poiché “gli altri due vivono negli Stati Uniti.” A conferma di ciò, la sua foto accanto alla bandiera a stelle e strisce non lascia alcun dubbio su quale paese stia dietro le loro azioni, dirette, come affermato da una dichiarazione delle autorità ecclesiastiche cubane, “a creare situazioni critiche mentre si avvicina la visita di Papa Benedetto XVI a Cuba”.</p>
<p>In un’intervista in uno degli spazi finanziati dagli Stati Uniti per la propaganda virtuale contro Cuba, Calderon aveva detto: “Molte persone ci hanno telefonato. Alcuni non sono d&#8217;accordo con la posizione che abbiamo adottato mentre altri ci sostengono, come Guillermo Fariñas, Felix Navarro, Marta Beatriz [Roque] Cabello, Josè Daniel Ferrer. Siamo quindi in contatto con diverse persone che ci appoggiano”. Curiosamente, tutti i sostenitori menzionati sono assidui visitatori dell’Ufficio d’Interessi degli Stati Uniti a Cuba; sin dall’inizio dell’occupazione un’altra assidua visitatrice delle sedi diplomatiche nordamericane, Yoani Sanchez, divulgava i fatti attraverso il suo account Twitter, forniva i numeri di telefono cellulare per contattare gli “occupanti” e affermava di aver parlato con loro.</p>
<div id="attachment_3554" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-3554" src="/files/2012/03/tuits-300x259.jpg" alt="Tweets di Yoani Sanchez in cui fornisce i numeri telefonici per contattare gli occupanti della Chiesa" width="300" height="259" /><p class="wp-caption-text">Tweets di Yoani Sanchez in cui fornisce i numeri telefonici per contattare gli occupanti della Chiesa</p></div>
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<p>Yoani Sanchez dice alla stampa straniera accreditata a Cuba quale degli occupanti contattare dopo l’evacuazione.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3555" src="/files/2012/03/tuit-300x45.jpg" alt="" width="300" height="45" /></p>
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<p>E naturalmente, Fred e Vladimir sono stati intervistati ma nessuno gli ha chiesto dei loro vincoli con gli Stati Uniti o con i funzionari che frequentano l’Isola. “Che se li compri chi non li conosce”, direbbe mia nonna.</p>
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<div id="attachment_3557" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-3557" src="/files/2012/03/ocupantes-580x434-300x224.jpg" alt="I dirigenti del “Partito Repubblicano di Cuba” con la stampa straniera. Il secondo da sinistra verso destra è Fred, il “portavoce”, secondo l’agenzia AFP" width="300" height="224" /><p class="wp-caption-text">I dirigenti del “Partito Repubblicano di Cuba” con la stampa straniera. Il secondo da sinistra verso destra è Fred, il “portavoce”, secondo l’agenzia AFP</p></div>
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<p>testo di Iroel Sanchez</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione Vincenzo Basile</p>
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