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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; sport</title>
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		<title>Un quinto posto combattuto fino all&#8217;ultimo minuto</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Aug 2019 01:13:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi Panamericani]]></category>
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		<description><![CDATA[L'immagine di Andy Granda sul gradino più alto del podio panamericano – con un risultato insperato, combattuto, sudato – è il ritratto finale e migliore della delegazione sportiva cubana che ha partecipato ai Giochi di Lima. Quella per il medagliere è stata una battaglia campale. Fino all'ultimo giorno, fino all'ultima medaglia, non si poteva indicare un risultato definitivo per i paesi nella competizione, tra il quarto e il settimo posto. Dimostrazione della crescita qualitativa e dell’enorme rivalità che lo sport ha in questa parte del mondo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11075" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11075" alt="Andy Granda ha vinto la quinta medaglia d'oro del judo cubano e l'ultima della delegazione" src="/files/2019/08/0811-andy-granda-580x387.jpg" width="580" height="387" /><p class="wp-caption-text">Andy Granda ha vinto la quinta medaglia d&#8217;oro del judo cubano e l&#8217;ultima della delegazione</p></div>
<p><strong>L&#8217;immagine di Andy Granda sul gradino più alto del podio panamericano – con un risultato insperato, combattuto, sudato – è il ritratto finale e migliore della delegazione sportiva cubana che ha partecipato ai Giochi di Lima.</strong></p>
<p>Quella per il medagliere è stata una battaglia campale. Fino all&#8217;ultimo giorno, fino all&#8217;ultima medaglia, non si poteva indicare un risultato definitivo per i paesi nella competizione, tra il quarto e il settimo posto. Dimostrazione della crescita qualitativa e dell’enorme rivalità che lo sport ha in questa parte del mondo.</p>
<p>Cuba ha dato ampiamente battaglia fino alla giornata di chiusura. Non si è mai arresa né si è mai intimidita di fronte alla grandezza del proposito che si era imposta. Sicuramente alla fine è scesa di un gradino e si sono ottenuti tre ori in meno che a Toronto; però io almeno rimango con il buon sapore in bocca dell&#8217;impegno dei nostri sportivi, delle belle sorprese che diversi ci hanno dato, del tremendo potenziale che hanno dimostrato alcuni giovani.</p>
<p>Il totale delle medaglie cubane è stato superiore di una rispetto a quello dei Giochi precedenti; espressione del fatto che le potenzialità per superare quella performance c&#8217;erano. Ma non si sono compiuti tutti i pronostici e siamo arrivati a tre finali in meno rispetto all&#8217;ultima volta.</p>
<p>A Lima siamo arrivati con una delegazione i cui due terzi affrontavano per la prima volta una prova di questo tipo. Le possibilità di Oro ricadevano nei più sperimentati in queste gare. E alcuni non hanno potuto portare a termine il loro compito. Però l&#8217;impeto di vari giovani ha spinto la nave e ci ha rimessi sul cammino: l’atleta dell’eptathlon Adriana Rodriguez (20 anni), il saltatore in alto Luis Zayas (22 anni), la canoista Katherin Nuevo (di soli 16 anni), tutti campioni panamericani, sono esempi del futuro del movimento sportivo cubano.</p>
<p>A loro bisognerebbe aggiungere altri giovani come Juan Miguel Echavarria e Jordan Diaz, che hanno già raggiunto un rango mondiale.</p>
<p>Delusioni e attuazioni al di sotto delle possibilità ce ne sono state diverse; il baseball ci ha dato la peggior fatica di tutti i tempi, il taekwondo ci ha lasciati senza il sapore dell&#8217;oro, varie individuali sono rimaste sotto le aspettative nelle loro presentazioni. Il tutto bisognerà analizzarlo e raccogliere insegnamenti e conclusioni effettive.</p>
<p>Ma c&#8217;è anche chi è andato oltre i suoi propositi come la boxe, il judo, il tiro sportivo, la scherma e l&#8217;atletismo. Per loro la riconoscenza di tutto un popolo.</p>
<p>Lo scenario sportivo panamericano è cambiato. La qualità dei Giochi è cresciuta di fronte all&#8217;interesse che hanno dimostrato le nazioni ed i patrocinatori, insieme all&#8217;aumento dei passaporti olimpici che si concedono. Stelle olimpiche e mondiali di vari paesi hanno dato prestigio questa volta ai Panamericani di Lima.</p>
<p>Gli Stati Uniti continuano in cima alla classifica, però lontani da quelle 169 d&#8217;Oro e 370 medaglie totali che ottennero a Indianapolis 1987 (quando c&#8217;erano meno discipline da medaglia di adesso). Brasile si è installato definitivamente al secondo gradino dello sport nelle Americhe, con la spinta che ha ricevuto il suo movimento sportivo dalle Olimpiadi di Rio. Messico ha partecipato con l&#8217;impulso del suo dominio centro caraibico ed ha realizzato un ruolo memorabile. Canada ha lasciato per strada più di 40 ori rispetto a Toronto, che sono stati conquistati da potenze emergenti come Argentina, la cui pregevole attuazione nei giochi collettivi ci fa pensare a quanto Cuba sia andata indietro in queste discipline. Colombia si consolida come uno dei protagonisti nel concerto sportivo del nostro continente.</p>
<p>Arriva adesso il percorso finale verso Tokyo. Cuba ha dimostrato potenzialità in più di una decina di figure per scalare il podio nell&#8217;appuntamento olimpico, con più forza negli sport di combattimento, senza disdegnare l’atletica, canoisti, rematori e tiratori. Bisognerà agire con intelligenza per concentrare le risorse nella preparazione di questi possibili campioni o medaglisti, capaci di mantenerci tra i venti primi paesi del mondo nel medagliere olimpico.</p>
<p>Quando si smorzeranno le emozioni tornerò con un&#8217;analisi di fattori che sostengano nel bene e nel male la nostra recente attuazione a Lima. Per adesso riceviamo i nostri sportivi con l&#8217;affetto che meritano per il loro sacrificio e impegno, per l&#8217;onore che hanno dimostrato in ogni scenario.</p>
<p>di Randy Alonso Falcon</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
<p>foto: ACN</p>
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		<title>El Mundo: propagandista del capitalismo sportivo denuncia l&#8217;uso politico dello sport a Cuba?</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2015 22:39:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[El Mundo]]></category>
		<category><![CDATA[manipolazione mediatica]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Il modello di sport professionistico di elite è intoccabile nei grandi media, che condividono con i club di calcio, basket o di baseball affari milionari. Un dibattito pubblico critico su questa materia è, ad oggi, sottoposto ad una implacabile censura. Al contrario, ogni volta leggiamo sulla stampa notizie e reportage che demonizzano -o ridicolizzano- il modello sportivo di Cuba, un paese che, con risorse minime e di fronte all'enorme pressione dello sport professionistico, ha cercato di preservare - con inevitabili adattamenti- l'originale spirito sportivo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8724" alt="" src="/files/2015/06/leccionesdemanipulacion268.jpg" width="300" height="205" />Il modello di sport professionistico di elite è intoccabile nei grandi media, che condividono con i club di calcio, basket o di baseball affari milionari (1). Un dibattito pubblico critico su questa materia è, ad oggi, sottoposto ad una implacabile censura. </strong></p>
<p>Al contrario, ogni volta leggiamo sulla stampa notizie e reportage che demonizzano -o ridicolizzano- il modello sportivo di Cuba (2), un paese che, con risorse minime e di fronte all&#8217;enorme pressione dello sport professionistico, ha cercato di preservare &#8211; con inevitabili adattamenti- l&#8217;originale spirito sportivo (3).</p>
<p>Un esempio lo abbiamo nella recente intervista del quotidiano spagnolo &#8220;El Mundo&#8221; a Jose Ramon &#8220;Gallego&#8221; Fernández, presidente del Comitato Olimpico Cubano (4), nella quale la cosa più importante per il lettore -pare- sia sapere quanto tardò il dirigente cubano nel ricevere il giornalista: &#8220;gli apparatchik sono gli stessi ovunque -si legge in un testo che sembra uscito da un romanzo della Guerra Fredda-. La diffidenza è i il suo linguaggio. Chiamate, accreditamenti e persino raccomandazioni sono necessarie fino a ricevere, giorni dopo, l&#8217;istruzione finale: &#8220;Tu chiama lunedì alle 09:00 in punto, a questo telefono&#8221;.</p>
<p>È interessante notare che lo stesso giornalista -Orfeo Suarez- accettava sportivamente, qualche tempo fa, che i presidenti del Real Madrid e Barcellona, principali club del campionato spagnolo di calcio, respingessero le sue richieste di intervista (5). Pensate voi che abbiamo letto una riga su ciò nelle pagine di &#8220;El Mundo&#8221;? Qualificò, il giornalista, questi dirigenti multimilionari come gli &#8220;aparatchick&#8221; del sistema&#8230; capitalista?</p>
<p>Ricordiamo che Orfeo Suarez, oggi capo redattore dello Sport del quotidiano &#8220;El Mundo&#8221;, è autore del libro &#8220;Gli Organi del Potere&#8221;, che affronta -ci dice- l&#8217; &#8220;uso politico dello sport&#8221; (6). Nel prologo, si legge che &#8220;tutti i regimi politici, qualunque sia la loro fondazione e ideologia, sono d&#8217;accordo (&#8230;) nell&#8217;utilità politica dello sport&#8221; (7). Ma, curiosamente, se ci addentriamo nel libro, questo non parla di &#8220;tutti i regimi politici&#8221;, ma solo di alcuni: l&#8217;Unione Sovietica, Jugoslavia, Cina, Romania, Iran e, naturalmente, Cuba (8). Ma i governi europei, o quello USA, non hanno usato lo sport per i loro scopi politici?</p>
<p>La copertina dell&#8217;ultima edizione di questo libro non ha prezzo: in essa appare Maradona con un tatuaggio di Che Guevara sul braccio (9). Cioè, il Che, tradizionale simbolo della lotta contro il Potere per eccellenza -il Capitale &#8211; è riconvertito -per opera e grazia dell&#8217;industria editoriale- in- simbolo del Potere stesso!</p>
<p>La figura di Maradona serve anche all&#8217;autore per insultare Cuba, e per equiparare la dittatura fascista argentina degli anni 70 con la Rivoluzione cubana: &#8220;Da Jorge Videla a Fidel Castro il giocatore (Maradona) ha conosciuto tutte le versioni possibili di strumentalizzazione politica&#8221; leggiamo. E conclude: &#8220;Castro non ha perso occasione di offrire l&#8217;Eden socialista ad un martire del capitalismo&#8221; (10), riferendosi all&#8217;aiuto offerto da Cuba al giocatore per uscire dalla tossicomania (11).</p>
<p>Non a caso l&#8217;epilogo dell&#8217;ultima edizione di questo libro è firmato da Raul Rivero!, un anti castrista oggi retribuito dal quotidiano &#8220;El Mundo&#8221; e, per anni, giornalista al soldo delle agenzie USAID e NED appartenenti al Governo USA (12).</p>
<p>Mentre, dal suo posto di capo redattore dello Sport del quotidiano &#8220;El Mundo&#8221;, questo critico dell&#8217; &#8220;uso politico&#8221; dello sport non commercializzato, per il quale Cuba è ancora impegnata (13), realizza ogni giorno un&#8217;accesa difesa e promozione dell&#8217;affare capitalista del calcio (14). E anche di altre manifestazioni ideologiche, come il più rancido nazionalismo spagnolo, esibito in un altro dei suoi libri: &#8220;Io sono spagnolo&#8221; (15) -. Ma, naturalmente, questo &#8230; non ha nulla a che vedere con la politica.</p>
<p>di José Manzaneda, coordinatore Cubainformación</p>
<p>Traduzione Francesco Monterisi</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.cubainformacion.tv/index.php/lecciones-de-manipulacion/63238-el-mundo-propagandista-del-capitalismo-deportivo-denuncia-la-utilizacion-politica-del-deporte-ien-cuba" >per vedere il video</a></p>
<p>(1)   <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.rebelion.org/noticia.php?id=33842" >http://www.rebelion.org/noticia.php?id=33842</a></p>
<p>(2)   <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.mundodeportivo.com/futbol/america/20150609/20407287498/osvaldo-alonso-el-desertor.html" >http://www.mundodeportivo.com/futbol/america/20150609/20407287498/osvaldo-alonso-el-desertor.html</a></p>
<p>(3)   <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.ecured.cu/index.php/Deporte_en_Cuba" >http://www.ecured.cu/index.php/Deporte_en_Cuba</a></p>
<p>(4)   <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.elmundo.es/deportes/2015/03/03/54f58618268e3e2a798b4574.html" >http://www.elmundo.es/deportes/2015/03/03/54f58618268e3e2a798b4574.html</a></p>
<p>(5)   <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.puntoencuentrocomplutense.es/2010/01/orfeo-suarez-tiene-que-existir-una-alternativa-a-este-tratamiento-del-futbol-cada-vez-mas-frivolo/" >http://www.puntoencuentrocomplutense.es/2010/01/orfeo-suarez-tiene-que-existir-una-alternativa-a-este-tratamiento-del-futbol-cada-vez-mas-frivolo/</a></p>
<p>(6)   <a rel="nofollow" target="_blank" href="https://www.ucjc.edu/2015/03/el-profesor-orfeo-suarez-publica-el-libro-los-cuerpos-del-poder/" >https://www.ucjc.edu/2015/03/el-profesor-orfeo-suarez-publica-el-libro-los-cuerpos-del-poder/</a></p>
<p>(7)   <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.culturamas.es/blog/2015/02/17/deporte-politica-y-cultura-en-los-cuerpos-del-poder-de-orfeo-suarez/" >http://www.culturamas.es/blog/2015/02/17/deporte-politica-y-cultura-en-los-cuerpos-del-poder-de-orfeo-suarez/</a></p>
<p>(8)   <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.elcultural.com/revista/letras/Los-cuerpos-del-poder/36301" >http://www.elcultural.com/revista/letras/Los-cuerpos-del-poder/36301</a></p>
<p>(9)   <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.rocaeditorial.com/es/catalogo/sellos/roca-editorial-5/los-cuerpos-del-poder-1866.htm" >http://www.rocaeditorial.com/es/catalogo/sellos/roca-editorial-5/los-cuerpos-del-poder-1866.htm</a></p>
<p>(10)          <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://issuu.com/rocaeditorial/docs/los_cuerpos_del_poder-orfeo_suarez-" >http://issuu.com/rocaeditorial/docs/los_cuerpos_del_poder-orfeo_suarez-</a></p>
<p>(11)          <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.pagina12.com.ar/2000/00-01/00-01-18/pag16.htm" >http://www.pagina12.com.ar/2000/00-01/00-01-18/pag16.htm</a></p>
<p>(12)          <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.rebelion.org/hemeroteca/cuba/040518rivero1.htm" >http://www.rebelion.org/hemeroteca/cuba/040518rivero1.htm</a></p>
<p>(13)          <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.elmundo.es/cultura/2015/02/25/54ee091322601dbf188b4575.html" >http://www.elmundo.es/cultura/2015/02/25/54ee091322601dbf188b4575.html</a></p>
<p>(14)          <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.elmundo.es/social/usuarios/orfeo_suarez/" >http://www.elmundo.es/social/usuarios/orfeo_suarez/</a></p>
<p>(15)         <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.periodistadigital.com/24por7/futbol/2012/12/05/orfeo-suarez-seleccion-espa" >http://www.periodistadigital.com/24por7/futbol/2012/12/05/orfeo-suarez-seleccion-espa</a></p>
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		<title>Studenti cubani e statunitensi sostengono gioco amichevole di pallacanestro</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2014 00:09:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Studenti dell'Università de L'Avana (UH) e del programma accademico statunitense “Semestre nel Mare” hanno disputato due incontri di pallacanestro, in un gesto dove lo sport è stato, tra i due paesi, una piattaforma per l'avvicinamento. Prima dell’inizio della partita, nel campo “Ramiro Valdes Daussà”, che da quattro anni era in restaurazione, il rettore dell'Università de L'Avana, Gustavo Cobreiro, ha definito speciale questo giorno “perché per la prima volta in molti anni si svolge un incontro di pallacanestro tra studenti statunitensi e cubani.” ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8287" alt="" src="/files/2014/12/semester-al-sea-cuba-bastquetball-6.jpg" width="580" height="370" />Studenti dell&#8217;Università de L&#8217;Avana (UH) e del programma accademico statunitense “Semestre nel Mare” hanno disputato due incontri di pallacanestro, in un gesto dove lo sport è stato, tra i due paesi, una piattaforma per l&#8217;avvicinamento.  </strong></p>
<p>Prima dell’inizio della partita, nel campo “Ramiro Valdes Daussà”, che da quattro anni era in restaurazione, il rettore dell&#8217;Università de L&#8217;Avana, Gustavo Cobreiro, ha definito speciale questo giorno “perché per la prima volta in molti anni si svolge un incontro di pallacanestro tra studenti statunitensi e cubani.”</p>
<p>“È molto significativo che questa inaugurazione sia in un incontro tra Cuba e gli Stati Uniti: sarà una partita amichevole, simbolo di quello che pretendiamo siano le relazioni tra il popolo cubano ed il nordamericano”, ha affermato il Rettore.</p>
<p>“Reiteriamo che il popolo di Cuba ammira e rispetta il popolo degli Stati Uniti e la sua storia e siamo sicuri che questa partita contribuirà a che i lacci tra i nostri paesi si stringano ancora di più”, ha aggiunto.</p>
<p>Da parte sua, l&#8217;Eroe della Repubblica di Cuba Renè Gonzalez ha dedicato questo appuntamento sportivo ai tre dei Cinque cubani (Gerardo Hernandez, Ramon Labañino ed Antonio Guerrero) che rimangono ancora ingiustamente incarcerati negli Stati Uniti.</p>
<p>“Nonostante essere da 16 anni imprigionati, loro non sentono nessun odio per il popolo statunitense e voglio dirvi che questo è precisamente quello per cui noi stavamo lottando”, ha detto Renè Gonzalez riferendosi al senso di fraternità ed amicizia vissuto in questo spazio sportivo dai rappresentativi di entrambi i paesi.</p>
<p>Questo deve essere il futuro degli Stati Uniti e Cuba, dobbiamo lottare insieme per questo futuro, ha considerato Renè.</p>
<p>Oltre il risultato sportivo e del trionfo delle squadre cubane in entrambi i sessi (46 a 43 punti nel ramo maschile e 34 a 23 punti nel femminile), ha prevalso il senso dello sport come un&#8217;altra via in più per il gemellaggio tra i popoli.</p>
<p>“E’ stato molto emozionante: ci siamo divertiti moltissimo in questa partita contro la squadra dell&#8217;UH”, ha affermato Kristiana Wright della Californian Lutheran University e giocatrice della squadra femminile di pallacanestro di “Semestre nel Mare”, considerando questo gioco come una maniera di costruire l&#8217;amicizia tra i due paesi.</p>
<p>Wright è una dei 624 studenti che sono arrivati il 29 novembre nella crociera statunitense M.V.Explorer e rimarranno qui fino al 3 dicembre, come parte del programma accademico “Semestre nel Mare”, destinato a che i suoi partecipanti possano conoscere direttamente i paesi che visitano.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>foto: Ladyrene Perez</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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