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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; sovranità</title>
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		<title>L&#039;Ecuador non accetta minacce e rinuncia alle preferenze doganali degli Stati Uniti</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jun 2013 22:01:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[asilo politico]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Segretario Nazionale di Comunicazione, Fernando Alvarado, ha informato oggi che l&#039;Ecuador rinuncia alle preferenze doganali con gli Stati Uniti, dovuto alle pressioni esterne utilizzate per diminuire la sovranità nazionale in vari temi geopolitici. Tra questi temi, ha precisato Alvarado, si trovano l&#039;asilo a Julian Assange, fondatore di Wikileaks; l&#039;analisi del sollecito di asilo ad Edward Snowden, ex tecnico dei servizi di intelligenza statunitense, e le relazioni bilaterali e sovrane del paese con nazioni che sono stati considerate nemiche degli Stati Uniti.   ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_6791" style="width: 320px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-6791" src="/files/2013/06/ecuador-fdoalvarado1.jpg" alt="Fernando Alvarado" width="320" height="212" /></strong><p class="wp-caption-text">Fernando Alvarado</p></div>
<p>Il Segretario Nazionale di Comunicazione, Fernando Alvarado, ha informato oggi che l&#8221;Ecuador rinuncia alle preferenze doganali con gli Stati Uniti, dovuto alle pressioni esterne utilizzate per diminuire la sovranità nazionale in vari temi geopolitici. </strong></p>
<p>Tra questi temi, ha precisato Alvarado, si trovano l&#8221;asilo a Julian Assange, fondatore di Wikileaks; l&#8221;analisi del sollecito di asilo ad Edward Snowden, ex tecnico dei servizi di intelligenza statunitense, e le relazioni bilaterali e sovrane del paese con nazioni che sono stati considerate nemiche degli Stati Uniti.</p>
<p>Mediante un comunicato, l&#8221;Ecuador respinge la minaccia, l’insolenza e la prepotenza di certi settori politici, gruppi mediatici e poteri de facto statunitensi che hanno fatto pressioni per togliere le preferenze doganali (ATPDEA per le sue sigle in inglese) al paese.</p>
<p>Al rispetto, sottolinea che l&#8221;Ecuador non accetta pressioni né minacce di nessuno, e non negozia con i principi né si sottomette ad interessi mercantili, per importanti che siano.</p>
<p>Ricorda al mondo che le preferenze doganali sono state originalmente concesse come una compensazione ai paesi andini per la loro lotta contro la droga, ma subito si sono trasformate in un nuovo strumento di ricatto.</p>
<p>In conseguenza, enfatizza, Ecuador rinuncia in maniera unilaterale ed irrevocabile a dette preferenze doganali o ATPDEA.</p>
<p>Inoltre, aggrega la nota del governo, l&#8221;Ecuador offre agli Stati Uniti un aiuto economico di 23 milioni di dollari annuali, importo simile al quale riceveva per le preferenze doganali, col fine di offrire abilitazione in materia di diritti umani.</p>
<p>Abilitazione, aggrega, che contribuisca ad evitare attentati all&#8221;intimità delle persone, torture, esecuzioni extragiudiziali, ed altri atti che denigrino l&#8221;umanità.</p>
<p>Ecuador, precisa, è uno dei soli sette paesi americani che ha ratificato tutti gli strumenti interamericani dei diritti umani, <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://slotsonlinecasino.fr/" >casino francais en ligne</a> per questo che sollecita fraternamente agli Stati Uniti che ratifichi la Convenzione Interamericana dei diritti umani, base del Sistema Interamericano dei diritti umani.</p>
<p>Capiamo che devono esistere meccanismi di lotta contro il terrorismo, ma non possiamo ammettere che in questo impegno, si confondano i diritti umani e la sovranità dei popoli, ricalca.</p>
<p>Esprimiamo l&#8221;affetto, la stima e rispetto al popolo statunitense col quale manteniamo sempre eccellenti relazioni e ci solidarizziamo con lui anche per lo spionaggio di massa che ha ricevuto, segnala la nota letta da Alvarado.</p>
<p>Il portavoce ecuadoriano ha rivelato che l&#8221;ambasciata degli Stati Uniti a Quito ha chiesto “la consegna di Edward Snowden in caso di entrata in suolo ecuadoriano.”</p>
<p>“Ci sarebbe piaciuto” che con la stessa urgenza che si esige consegnare il signore Snowden, gli Stati Uniti “avessero consegnato i molti latitanti della giustizia ecuadoriana ospitati negli Stati Uniti, particolarmente i banchieri corrotti che dolosamente hanno mandato in bancarotta il paese nell&#8221;anno 1999, la cui estradizione è stata negata più volte dagli Stati Uniti”, ha concluso Alvarado.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cuba a Ginevra respinge i tentativi di distruggere la sovranità siriana</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jun 2012 22:12:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Condanniamo le pretese di imporre al popolo siriano un cambiamento di regime e mettiamo in allerta sull'attuazione diretta a fabbricare pretesti che giustifichino l'aggressione, ha detto l'ambasciatore cubano davanti alle Nazioni Unite a Ginevra, Rodolfo Reyes.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4909" src="/files/2012/06/onu-peq.jpg" alt="" width="300" height="250" />Cuba reiterò oggi nel Consiglio dei diritti umani dell&#8217;ONU a Ginevra il suo rifiuto a qualunque tentativo di distruggere l&#8217;indipendenza, la sovranità e l&#8217;integrità del territorio siriano. </strong></p>
<p>Condanniamo le pretese di imporre al popolo siriano un cambiamento di regime e mettiamo in allerta sull&#8217;attuazione diretta a fabbricare pretesti che giustifichino l&#8217;aggressione, ha detto l&#8217;ambasciatore cubano davanti alle Nazioni Unite a Ginevra, Rodolfo Reyes.</p>
<p>Intervenendo nel dibattito generale con la Commissaria per i diritti umani, Navanethem Pillay, Reyes riaffermò che corrisponde al popolo siriano, insieme alle sue autorità, la determinazione delle vie e dei mezzi per soddisfare ed eseguire la volontà popolare.</p>
<p>Reyes riconobbe il compromesso della signora Pillay rispetto a varie temi di priorità e sottolineò i programmi diretti alla lotta contro il razzismo e la xenofobia, soprattutto contro gli afro-discendenti, i musulmani ed i lavoratori migranti.</p>
<p>Questi fenomeni –ha detto &#8211; hanno manifestazioni politiche ed istituzionali in Europa Occidentale e negli Stati Uniti, di gravi conseguenze attuali ed un peggiore impatto nel futuro prossimo.</p>
<p>Il diplomatico considerò imprescindibile la condanna a gravi violazioni dei diritti umani commesse da alcuni paesi del nord, come la decisione di mantenere il centro di detenzioni arbitrarie e di torture nella base navale degli Stati Uniti a Guantanamo ed i crimini della NATO contro civili innocenti nel corso delle sue aggressioni a paesi in via di sviluppo.</p>
<p>Reyes si riferì, inoltre, alla crescente repressione contro manifestanti pacifici che perdono diritti e garanzie basilari di vita in beneficio dell&#8217;incremento delle fortune dei gruppi finanziari multinazionali.</p>
<p>Ha anche fatto allusione all&#8217;uso di moderne tecnologie -come gli aeroplani chiamati droni &#8211; ed operazioni di intelligenza per realizzare esecuzioni extragiudiziali.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Di petrolio, elefanti, sudditi e cittadini</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 00:00:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre tante cose passano, Juan Carlos, il re, scivola, cade e si rompe l’anca; non senza prima ammazzare vari “cari” animali selvaggi, per orrore di molti e del World Wildlife Fund che lo stesso re “elefanticida” presiede. Intitolano i grandi mezzi: “Un successo la chirurgia del Re” e raccontano dettagli della battuta di caccia, dell'incidente, dell'operazione, con piccanti pettegolezzi di corridoio di questo nuovo vergognoso episodio della vergognosa vita del fannullone Borbone.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-4134" src="/files/2012/04/juan-carlos-elefante-port-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />Mentre il popolo spagnolo si gratta in tasca cercando di sopravvivere ad inumani ritagli preventivi…. Mentre la disoccupazione sfiora il 25% e gli impiegati, per continuare ad essere tali, rinunciano forzosamente alle loro conquiste lavorative…. Mentre il governo continua a credere che l&#8217;uomo è al servizio dell&#8217;economia e non il contrario…. Mentre lo stesso FMI che ci ha spremuto nella decade degli anni 90 decide di continuare a spremere i popoli mediterranei, ahi Spagna! e tu lì di fronte al mare…. Mentre lo stato di benessere si dilegua davanti agli occhi attoniti di una società paralizzata…. Mentre tante cose passano, Juan Carlos, il re, scivola, cade e si rompe l’anca; non senza prima ammazzare vari “cari” animali selvaggi, per orrore di molti e del World Wildlife Fund che lo stesso re “elefanticida” presiede. </strong></p>
<p>Intitolano i grandi mezzi: “Un successo la chirurgia del Re” e raccontano dettagli della battuta di caccia, dell&#8217;incidente, dell&#8217;operazione, con piccanti pettegolezzi di corridoio di questo nuovo vergognoso episodio della vergognosa vita del fannullone Borbone. Più sotto, più indietro, alcune lettere piccole piccole, sbiadite, sussurrano che i pensionati dovranno assumere il co-pagamento delle loro medicine, fino ad ieri gratuite. Le anche e le uova rotte dei plebei pensionati non saranno mai dei grandi titoli di giornale.</p>
<p>Da questa parte, l&#8217;Argentina si alza. Liberi dall’FMI, l&#8217;incubo neoliberale imposto ai nostri popoli incomincia a rimanere indietro. Raccogliendo i pezzi recuperiamo, tra le altre cose, imprese pubbliche che non dovettero smettere mai di essere nostre e, di passaggio, la dignità politica, ieri venduta nel pacchetto della privatizzazione. Dunque, Argentina, “peronistamente”, ha deciso di recuperare la maggioranza azionaria della sua industria petrolifera YPF. Ahi Spagna! Non mancherà chi nel tuo nome ti darà dei calci.</p>
<p>Mariano Rajoy, lo stesso che tira fuori il pane alla forza dalla bocca del popolo spagnolo, assicura che l&#8217;onore del suo paese risiede in Repsol, un&#8217;impresa privata di capitale a maggioranza straniera, e denuncia arrabbiato “un attacco alla Spagna”, promette rappresaglie, ed arringa il suo popolo affamato e tagliato contro il sovrano popolo argentino.</p>
<p>Intitolano i grandi mezzi: “L&#8217;Argentina cerca di coprire crisi interna con espropriazione di YPF”. Ma le sempre nascosti lettere piccole piccole ci dicono: “Le matricole universitarie aumentano del 50%”, “Ennesima giornata di volatilità nella Borsa, in una settimana nefasta”, “Francia e Germania vogliono sospendere il Patto Schengen (la libera circolazione dei cittadini) finché dura la crisi”… Curiosamente non parlano del paese sud-americano, parlano &#8211; maledetti! &#8211; della Spagna.</p>
<p>Oggi, mentre l&#8217;Argentina riceve, un’altra volta, migliaia di giovani spagnoli che cercano un futuro, un abitante di Sevilla si trasforma in un titolo da giornale appendendo nel suo bar un cartello: “Non si accettano argentini”</p>
<p>articolo di Carola Chavez</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Difende Chavez la sovranità del Venezuela</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 23:50:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente Hugo Chavez, ha affermato oggi che il Venezuela è un paese sovrano e prende le sue decisioni dentro la Costituzione e le leggi, riferendosi alla denuncia dell'industria petrolifera Exxon Mobil davanti ai tribunali internazionali.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2569" src="/files/2012/01/Chavez.jpg" alt="" width="300" height="234" />Il presidente Hugo Chavez, ha affermato oggi che il Venezuela è un paese sovrano e prende le sue decisioni dentro la Costituzione e le leggi, riferendosi alla denuncia dell&#8217;industria petrolifera Exxon Mobil davanti ai tribunali internazionali. </strong></p>
<p>In una conferenza stampa nel Palazzo di Miraflores, il capo di Stato ha respinto l&#8217;atteggiamento di questa multinazionale, che ha definito prepotente, per rifiutarsi di concertare un accordo amichevole con l&#8217;amministrazione venezuelana.</p>
<p>Relativamente al processo dell&#8217;Exxon Mobil, Chavez ha affermato che le esigenze di pagamento che faceva l&#8217;industria petrolifera erano una pazzia.</p>
<p>Piuttosto sono loro che dovrebbero pagarci per danni e pregiudizi, per tutto quello che causarono al paese, ha affermato il mandatario sud-americano.</p>
<p>Il dignitario assicurò che questa nazione si è ripresa da vari sabotaggi economici grazie alle decisioni prese come paese libero e sovrano.</p>
<p>Petrolio del Venezuela S.A. (Pdvsa) pagherà solo un&#8217;indennità di 255 milioni di dollari alla multinazionale statunitense Exxon Mobil per la nazionalizzazione della Fascia Petrolifera dell&#8217;Orinoco nel 2007, secondo le autorità venezuelane.</p>
<p>Dopo il verdetto emesso dal Tribunale della Camera di Commercio Internazionale, all&#8217;industria petrolifera venezuelana corrisponde pagare solo questa quantità in un termine di 60 giorni, dei 907 milioni di dollari di indennità che pretendeva l’Exxon Mobil.</p>
<p>D&#8217;altra parte, Chavez predisse che per questo anno la produzione di petrolio si incrementerà a tre milioni e mezzo di barili di crudo al giorno.</p>
<p>Comunicò anche che il prossimo 8 gennaio riapparirà il programma televisivo domenicale Aló Presidente.</p>
<p>Infine confermò la visita del presidente del Perù, Ollanta Humala, il prossimo 7, come quella del suo collega iraniano, Mahmud Ahmadineyad, domenica 8.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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