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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; social network</title>
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		<title>Politica e meme virali di Bernie Sanders</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2021 21:11:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al di là di questo importante scenario e come spesso accade in Internet, è stato Bernie Sanders a monopolizzare l'attenzione dei cibernauti e dei media. Su dipinti rinascimentali, foto di famiglia, film di Hollywood o scene di tutti i giorni ... in questi giorni, centinaia e centinaia di meme con l'immagine del senatore del Vermont circolano sui social network in luoghi e circostanze diverse.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11855" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11855" alt="Il senatore Bernie Sanders seduto sui gradini del Campidoglio di Washington all'inaugurazione del presidente Joe Biden. Foto: Brendan Smialowski / AFP" src="/files/2021/01/bernie-sanders-580x329.jpg" width="580" height="329" /><p class="wp-caption-text">Il senatore Bernie Sanders seduto sui gradini del Campidoglio di Washington all&#8217;inaugurazione del presidente Joe Biden. Foto: Brendan Smialowski / AFP</p></div>
<p><strong>La terza settimana di gennaio ha segnato la fine dell&#8217;era Trump, o almeno del suo passaggio alla Casa Bianca. La mattina del 20, gli occhi del mondo hanno seguito la sua partenza, inaspettatamente con atteggiamento abbattuto e cupo, mano nella mano con la moglie Melania verso la Florida.</strong></p>
<p>Inoltre, nello stesso Campidoglio, dove due settimane prima i sostenitori di Trump avevano sfondato porte e finestre per boicottare con la forza il risultato delle elezioni la mattina del 20, Joe Biden è entrato in carica come il 46° presidente degli Stati Uniti.</p>
<p>La cerimonia, concordano gli analisti, è stata carica di simbolismo e di momenti storici come l&#8217;ascesa di Kamala Harris, prima vicepresidentessa donna del Paese, il recupero del controllo del Senato da parte del Partito Democratico e l&#8217;interpretazione dell&#8217;inno nazionale di Lady Gaga.</p>
<p>Al di là di questo importante scenario e come spesso accade in Internet, è stato Bernie Sanders a monopolizzare l&#8217;attenzione dei cibernauti e dei media. Su dipinti rinascimentali, foto di famiglia, film di Hollywood o scene di tutti i giorni &#8230; in questi giorni, centinaia e centinaia di meme con l&#8217;immagine del senatore del Vermont circolano sui social network in luoghi e circostanze diverse.</p>
<p>Sanders, 79 anni, che è già una star del web per il suo posizionamento socialista democratico e il suo stretto rapporto con una parte dell&#8217;elettorato dei millennial, questa volta ha suscitato scalpore con un&#8217;immagine di se stesso trincerata contro il freddo nella cerimonia presidenziale. Ha attirato l&#8217;attenzione soprattutto perché, a differenza della maggior parte dei partecipanti che portavano addosso abiti di firme conosciute, indossava una giacca verde con guanti ecologici, lavorati a maglia da una delle sue elettrici.</p>
<p>L&#8217;istantanea del 2021 è stata scattata da Brendan Smialowski, un famoso fotoreporter del mondo della politica statunitense, e diffusa dall&#8217;Agenzia di Stampa Francese (AFP).</p>
<p>Meme e politica</p>
<p>Inondano le reti, illuminano le nostre giornate e, addirittura, possono creare lo stesso impatto di un editoriale o di un grande reportage, i meme sono arrivati per rimanere, ma cosa sono? Un meme è un contenuto grafico che rappresenta un&#8217;idea condivisa da un gruppo. Ha origine dalla parola greca &#8220;mimema&#8221;, che significa &#8220;qualcosa che imita&#8221;, e rappresenta una forma di propagazione culturale, un mezzo per trasmettere memorie sociali e idee culturali nell&#8217;era digitale.</p>
<p>Recenti ricerche nel campo della comunicazione hanno dimostrato la stretta relazione tra meme e politica. Gli autori suggeriscono che questo stimoli la conversazione online e offline  e su altri eventi politici chiave, come i dibattiti presidenziali.</p>
<p>D&#8217;altra parte, un articolo del quotidiano colombiano El Espectador sottolinea che i meme sono la nuova forma di comunicazione politica: “Bisogna far notare come possono trasmettere un messaggio molto più potente delle notizie dai mass media. I politici stanno utilizzando questi strumenti per raggiungere le nuove generazioni&#8221;.</p>
<p>Eppure, in mezzo a tutto il trambusto, le risate e la creatività online, il politico stesso ha approfittato della sua foto popolare. Le felpe con l&#8217;immagine di questo meme sono state messe in vendita nel negozio del sito ufficiale di Sanders e sono state esaurite a tempo di record, riporta la pagina stessa. Il ricavato della vendita va interamente alla fondazione &#8220;Meals on Wheels in Vermont&#8221;, una ONG che si dedica a fornire pasti alle persone svantaggiate.</p>
<p>In un recente intervento a CBS News, il veterano del Partito Democratico ha detto: “Nel Vermont ci vestiamo con cappotti pesanti, ne sappiamo abbastanza sul freddo. Non siamo così interessati alla moda, vogliamo stare al caldo, ed è quello che ho fatto&#8221;.</p>
<p>di María Carla O&#8217;Connor</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11856" alt="bernie-sanders-meme-1-580x444" src="/files/2021/01/bernie-sanders-meme-1-580x444.jpg" width="580" height="444" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Google, Facebook e Twitter chiuderanno i suoi siti in rifiuto alla legge SOPA</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 23:45:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il trio Google, Facebook e Twitter dirigono una protesta che seguiranno almeno una decina dei grandi portali di Internet, in rifiuto all'approvazione della legge Stop Online Piracy Act (SOPA) negli Stati Uniti (USA). In questo senso, queste imprese programmeranno la chiusura dei loro siti il prossimo 23 gennaio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2635" src="/files/2012/01/sopa-google-twitter-facebook.jpg" alt="" width="300" height="250" />Il trio Google, Facebook e Twitter dirigono una protesta che seguiranno almeno una decina dei grandi portali di Internet, in rifiuto all&#8217;approvazione della legge Stop Online Piracy Act (SOPA) negli Stati Uniti (USA). In questo senso, queste imprese programmeranno la chiusura dei loro siti il prossimo 23 gennaio.</strong></p>
<p>Le menzionate compagnie di Internet, come Amazon e Wikipedia, si sono unite in una sola voce per promuovere la chiusura dei loro siti Web il 23 gennaio, un giorno prima del data limite per l&#8217;approvazione della polemica legge.</p>
<p>La legge SOPA, simile all&#8217;Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA) che è passata sotto silenzio in Messico, concederebbe facoltà al Dipartimento di Giustizia per investigare, perseguire e sconnettere qualunque persona, fisica o morale che sia sospettata di pubblicare materiale con diritti d&#8217;autore.</p>
<p>La protesta si deve a che la criticata legge chiuderebbe i siti di pirateria senza troppa investigazione, cosa che potrebbe indurre all&#8217;interpretazione che si potrebbero danneggiare siti onesti. Anche siti come Facebook e Twitter potrebbero essere  criminalizzati se i suoi utenti condividono contenuti suppostamente illegali.</p>
<p>I siti Web che potrebbero chiudere il prossimo 23 gennaio sono: Google, Yahoo, Facebook, Foursquare, Twitter, Wikipedia, Amazon, Mozilla, AOL, eBay, PayPal.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cuba: sospetti sulla manipolazione dei contenuti da parte di Twitter</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 23:32:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuove attribuzioni di responsabilità dei social network sui contenuti postati dagli utenti. Questa volta la polemica giunge da Cuba a seguito della diffusione su Twitter di una notizia falsa che riportava la morte del lider maximo Fidel Castro. Il portale web filogovernativo Cubadebate ha pubblicato un articolo di protesta contro Twitter accusando il social network di avere facilitato la diffusione della “bufala” posizionando l’hashtag “#FidelCastro” al primo post nella lista degli argomenti più “twittati” del momento.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2621" src="/files/2012/01/presupuesto-estadosunidos-contra-cuba.jpg" alt="" width="300" height="250" />Nuove attribuzioni di responsabilità dei social network sui contenuti postati dagli utenti. Questa volta la polemica giunge da Cuba a seguito della diffusione su Twitter di una notizia falsa che riportava la morte del lider maximo Fidel Castro.</strong></p>
<p>Il portale web filogovernativo Cubadebate ha pubblicato un articolo di protesta contro Twitter accusando il social network di avere facilitato la diffusione della “bufala” posizionando l’hashtag “#FidelCastro” al primo post nella lista degli argomenti più “twittati” del momento.</p>
<p>L’articolo riporta anche che il messaggio sulla morte del lider è stato originariamente postato sull’account di un utente chiamato “@naroh” che, attraverso la creazione di una moltitudine di account secondari, ha inondato la sfera di twitter con migliaia di messaggi che simultaneamente riportavano la falsa notizia.</p>
<p>L’account apparterrebbe a un utente spagnolo, David Fernandez, che però ha dichiarato di essere stato vittima di un attacco tramite botnet al suo profilo di Twitter. Tale ipotesi è sostenuta anche dal magazine cubano, che infatti sottolinea come, curiosamente, i messaggi diffusi attraverso l’account @naroh sarebbero stati postati tramite un server italiano.</p>
<p>Secondo Cubadebate, l’attacco botnet è stato inscenato da “controrivoluzionari necrofili” e la notizia della morte di Fidel sarebbe stata amplificata volontariamente da Twitter attraverso la manipolazione della classifica degli hashtag più popolari.</p>
<p>A sostegno di questa tesi, l’articolo riporta un precedente. Sembra infatti che, in occasione di un convegno sui social network recentemente tenutosi a L’Avana, una gran quantità di utenti di Twitter abbiano postato messaggi di sostegno a Cuba contraddistinti dal tag “#derechosdecuba”. Tuttavia, sebbene alcune statistiche web indicassero il topic come uno dei più attivi, Twitter non ha mai riportato tale hashtag nelle sue liste degli argomenti più “twittati”.</p>
<p>Un portavoce di Twitter, Jodi Olson, ha dichiarato che la compagnia non ha intenzione di commentare le critiche provenienti dal Governo cubano, ma ha aggiunto che, com’è noto, il social network non interviene sui contenuti.</p>
<p>preso da www.blogstudiolegalefinocchiaro.it</p>
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