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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; sindacato</title>
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		<title>Philippe Martinez :&#8221;La modernità è il progresso sociale, non è la ‘loi travail’!&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2016 00:24:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[loi travail]]></category>
		<category><![CDATA[Philippe Martinez]]></category>
		<category><![CDATA[proteste]]></category>
		<category><![CDATA[sindacato]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo l’annuncio del progetto della cosiddetta ‘loi travail’, il governo ha rifiutato ogni forma di concertazione con l’insieme delle organizzazioni sindacali e in particolare con la CGT. Una riunione su questioni molto ampie e poi… più niente! ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-9340" alt="Philippe Martinez" src="/files/2016/05/philippe-martinez-pugno.jpg" width="662" height="366" />Vi proponiamo la traduzione di un articolo che tutti i giornali francesi si son rifiutati di pubblicare. L’autore è il compagno <em>Philippe Martinez, </em>segretario generale della CGT, il principale sindacato francese.  E’ stato pubblicato giovedì 26 maggio solo sul quotidiano del partito comunista francese L’Humanité. Gli altri giornali quel giorno non sono usciti in edicola a causa dello sciopero seguito al rifiuto di pubblicare proprio questo articolo. La CGT aveva chiesto a tutta la stampa nazionale di pubblicarlo gratuitamente per spiegare le ragioni di chi da mesi lotta contro il Jobs act di Hollande e Valls. <em>Tutti i giornali hanno rifiutato tranne naturalmente … L’Humanitè. </em>Il sindacato francese ha posto in maniera clamorosa il tema dell’orientamento filo-padronale e neoliberista dell’informazione.</em></p>
<p><b>Dopo l’annuncio del progetto della cosiddetta ‘loi travail’, il governo ha rifiutato ogni forma di concertazione con l’insieme delle organizzazioni sindacali e in particolare con la CGT. Una riunione su questioni molto ampie e poi… più niente!</b></p>
<p>Comunque, la prima versione di questo testo non è stata riportata prima alle organizzazioni sindacali, ma alla stampa.</p>
<p>La CGT denuncia un governo che impone degli arretramenti sociali successivi a causa della legge per le garanzie dell’occupazione o legge Macron.</p>
<p>La CGT denuncia un governo che si radicalizza calpestando dapprima la democrazia sociale, poi la democrazia politica con l’utilizzazione del 49-3 all’Assemblea nazionale.</p>
<p>La CGT denuncia un governo che si radicalizza dal momento che il 74 % dell’opinione pubblica si dice contraria al progetto della legge sul lavoro.</p>
<p>La CGT denuncia un governo che si radicalizza dal momento che un movimento sociale condotto da quattro organizzazioni sindacali di lavoratori e tre organizzazioni giovanili dura da più di due mesi. Senza considerare il fatto che un quinto sindacato di lavoratori contesta numerosi articoli del progetto di legge, di cui l’inversione della gerarchia delle norme.</p>
<p>Diversi ministri, tra i quali il primo ministro, rifiutano il dialogo e il dibattito di fondo e hanno fatto la scelta deliberata dell’invettiva e dell’autoritarismo prendendo di mira il primo sindacato della Francia, la CGT, e aprendo anche la strada al rilancio e agli insulti della destra e dell’estrema destra.</p>
<p>Il presidente della Repubblica, il primo ministro e il ministro dell’economia stanno dando la prova di essere ben impegnati in una lotta, ma una lotta lontana dalle realtà sociali del paese e dalle preoccupazioni dei cittadini, quella della candidatura alle elezioni presidenziali nel 2017.</p>
<p>Se la CGT saluta l’annuncio di misure specifiche per i giovani fatte da Matignon e ottenute grazie alle prime mobilitazioni unitarie, quando il governo fustigava e denigrava la gioventù accusata di non comprendere niente, non può che constatare che queste non hanno niente a che vedere con il progetto della legge del lavoro. La CGT sarà per tanto vigile per assicurarsi della corretta applicazione di queste misure.</p>
<p>Se la CGT saluta i progressi dentro un accordo firmato all’unanimità dai sindacati e dal patronato dei professionisti dello spettacolo sull’indennità di disoccupazione, anche lì ottenuti in seguito alle mobilitazioni, non può che condannare l’opposizione del Medef e il silenzio inquietante del governo.</p>
<p>La CGT denuncia un testo guida al ribasso del «costo» del lavoro che darà meno protezioni ai salariati e diminuirà la remunerazione. Così, bisognerebbe precarizzare e licenziare di più per assumere di più ?</p>
<p>La CGT non può accettare che, con questo testo, ogni datore di lavoro, come vorrà, potrà “fare la sua legge” nell’impresa. Il principio della deroga al diritto collettivo diventerà una regola.</p>
<p>È per queste ragioni che la CGT chiede il ritiro della legge del lavoro e l’apertura di reali negoziazioni per un nuovo codice del lavoro uguale per tutti, basato su:</p>
<p>La creazione di un nuovo statuto del lavoro salariato e della Sicurezza sociale professionale per rispondere alle sfide del mondo del lavoro di oggi e di domani. Cioè dei diritti (lavoro, carriera, riconoscimento delle qualifiche, formazione professionale, protezione sociale…) collegati alla persona, evolutivi e progressivi che impediscano un arretramento e trasferibili e opponibili ai datori di lavoro.</p>
<p>Nello stesso tempo, la CGT rivendica di lavorare meno, lavorare meglio e lavorare tutti al fine di conciliare creazione di lavoro e progresso sociale.</p>
<p><b>Perché sì, la modernità, è il progresso sociale, è più diritti e più garanzie per l’insieme dei lavoratori e dei cittadini. Non un ritorno al XIX secolo.</b></p>
<p>È per questa ragione che la CGT chiede il ritiro della ‘loi travail’ e chiede l’apertura di reali negoziati per un nuovo Codice del lavoro uguale per tutti.</p>
<p><em>di Philippe Martinez segretario generale della CGT</em></p>
<p>traduzione di Laura Nanni</p>
<p>dalla pagina web di Rifondazione Comunista</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L’80% dei lavoratori privati a Cuba si è riunito nel sindacato</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 00:20:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori autonomi]]></category>
		<category><![CDATA[sindacato]]></category>

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		<description><![CDATA[Circa un 80% dei lavoratori autonomi a Cuba si è incorporato ai sindacati corrispondenti ai loro settori, dopo l'apertura all'impiego non statale spinto dall'aggiornamento del modello socialista sull'Isola. Il quotidiano Granma informa oggi che circa l’80% degli impiegati non statali si è incorporato “in maniera graduale” al movimento sindacale, fatto che “riflette la disposizione della maggioranza” a “organizzarsi ed essere rappresentati.”]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2593" src="/files/2012/01/trabajo-por-cuentra-propia1.jpg" alt="" width="300" height="250" />Circa un 80% dei lavoratori autonomi a Cuba si è incorporato ai sindacati corrispondenti ai loro settori, dopo l&#8217;apertura all&#8217;impiego non statale spinto dall&#8217;aggiornamento del modello socialista sull&#8217;Isola. </strong></p>
<p>Il quotidiano Granma informa oggi che circa l’80% degli impiegati non statali si è incorporato “in maniera graduale” al movimento sindacale, fatto che “riflette la disposizione della maggioranza” a “organizzarsi ed essere rappresentati.”</p>
<p>Granma cita dichiarazioni del segretario generale della Centrale dei Lavoratori di Cuba (CTC, sindacato unico), Salvador Valdes Mesa, sul lavoro positivo realizzato da questa organizzazione nel 2011, con l&#8217;obiettivo di integrare i cubani che optarono per l&#8217;impiego autonomo.</p>
<p>“Rappresentiamo in uguaglianza di condizioni a tutti i lavoratori del paese, statali o non statali, con la missione di organizzarli, aiutare al loro addestramento e formazione lavorativa, ed elevare la loro cultura politica ed economica”, affermò Valdes Mesa.</p>
<p>Secondo l&#8217;informazione, attualmente i settori sindacali che riuniscono più lavoratori autonomi sono quello del Commercio e della Gastronomia, con più di 100.000 persone, e quello dei Trasporti con circa 60.000.</p>
<p>Alla chiusura del 2011 la cifra dei lavoratori privati era di circa 358.000 persone, e si prevede che questo anno altre 240.000 si sommeranno alle forme non statali di occupazione.</p>
<p>Tra le licenze più richieste a Cuba si trova quella di “elaborazione e vendita di alimenti” (che abbraccia dall&#8217;apertura di ristoranti fino a piccoli posti di vendita per strada), quella di “trasporti e carica di passeggeri” e quella di “produttori e venditori di articoli di uso nella casa.”</p>
<p>Dati ufficiali indicano che la cifra attuale di lavoratori autonomi include pochi giovani; predominano i lavoratori tra i 40 ed i 49 anni od i maggiori di 60, mentre è aumentata la proporzione di donne ed è accresciuto il livello accademico di chi integra il settore.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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