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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; sentenza</title>
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		<title>Condannano cittadino cubano per aggredire con un&#8217;arma bianca un membro della Polizia Nazionale Rivoluzionaria</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2020 22:29:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Tribunale Municipale Popolare di Quemado de Güines, provincia di Villa Clara, ha condannato ad otto anni di privazione di libertà un cittadino cubano che il 31 marzo ha tentato di aggredire con un arma bianca un membro della Polizia Nazionale Rivoluzionaria e nell'atto ha ferito un altra ufficiale del Ministero dell'Interno. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11501" alt="hecho-delictivo-villa-clara-580x363" src="/files/2020/04/hecho-delictivo-villa-clara-580x363.jpg" width="580" height="363" />Il Tribunale Municipale Popolare di Quemado de Güines, provincia di Villa Clara, ha condannato ad otto anni di privazione di libertà un cittadino cubano che il 31 marzo ha tentato di aggredire con un arma bianca un membro della Polizia Nazionale Rivoluzionaria e nell&#8217;atto ha ferito un altra ufficiale del Ministero dell&#8217;Interno.</strong></p>
<p>Come si è saputo durante il giudizio orale della Causa 7 del 2020, inoltrato per Procedimento Abbreviato, l&#8217;evento è accaduto dopo che un agente dell&#8217;ordine pubblico l&#8217;avesse ammonito in varie occasioni per non utilizzare la mascherina nella fila di un negozio in moneta convertibile. Uscendo dall&#8217;esercizio, è stato incontrato nuovamente senza mascherina, e per questo gli agenti l&#8217;hanno condotto alla Stazione di Polizia e gli hanno fatto una multa di 3000 pesos in moneta nazionale.</p>
<p>Dopo un&#8217;ora e mezza, l&#8217;accusato è ritornato al negozio con un machete ed ha aggredito l&#8217;ufficiale, ma dopo che il polizia ha schivato il colpo, ha ferito una poliziotta che stava organizzando la fila.</p>
<p>Lo stesso accusato ha riconosciuto che ha fatto tutto ciò per non essere d&#8217;accordo con la misura applicata. “Così ho preso il machete, l&#8217;ho avvolto in un giornale e mi sono diretto di nuovo al negozio. Arrivato lì, mi sono lanciato contro il poliziotto, ma l&#8217;altra ufficiale purtroppo si trovava in quel luogo e l&#8217;ho colpita alla spalla”, ha raccontato.</p>
<p>Dopo ascoltare gli allegati del pubblico ministero e dell&#8217;avvocato difensore, oltre a quelli dei dieci testimoni convocati, tra loro lavoratori dello stabilimento commerciale, dottori, poliziotti e la Direttrice di Igiene ed Epidemiologia nel territorio, il tribunale ha emesso pubblicamente la sua sentenza per i delitti di attentato, propagazione di epidemia e disubbidienza.</p>
<p>A sua volta, ha imposto come pene aggiuntive la privazione del diritto al voto ed occupare incarichi di direzione, il sequestro del machete, la proibizione di possedere passaporto ed uscire dal paese per il tempo della sua condanna.</p>
<p>Davanti ad una situazione di tale grandezza, per emettere la loro decisione, i magistrati hanno considerato alcuni aspetti come la gravità del fatto, la condotta irriverente dell&#8217;accusato davanti ai rimproveri e la mancanza di rispetto per le norme stabilite, per affrontare l&#8217;attuale contesto di rischio sanitario che vive il paese.</p>
<p>Nonostante, la Presidentessa del Tribunale Municipale di Quemado de Güines, Elena Cabrera de la Paz, ha sottolineato l&#8217;osservanza di quanto stabilito dalla Costituzione per assicurare il dovuto processo ed il diritto e garanzie delle parti.</p>
<p>“Questo cittadino dal primo giorno si trovava in prigione preventiva, ma questo non ha ostacolato il suo accesso a quanto disposto per la sua difesa e per un giudizio giusto. Benché il paese transiti in una situazione complessa dal punto di vista epidemiologico, qui si sono mantenute tutte le garanzie che deve avere qualsiasi accusato in qualunque momento”, ha affermato.</p>
<p>Terminando il processo, l&#8217;accusato ha manifestato il suo disaccordo davanti alla misura imposta, per questo il tribunale gli ha concesso il diritto di stabilire, in un termine di dieci giorni, un ricorso in appello presso la Sala dei Delitti Contro la Sicurezza dello Stato, nella sezione penale, del Tribunale Provinciale Popolare di Villa Clara.</p>
<p>Da quando è cominciata la lotta contro COVID-19 a Cuba questo è il giudizio di maggiore rilevanza vincolato a questi temi nel paese, sia per la gravità dei fatti che per la condanna dettata nel Giudizio Orale.</p>
<p>di Yunier Javier Sifonte Diaz/da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>20 anni fa sono stati arrestati a Miami i Cinque Antiterroristi Cubani</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Sep 2018 02:11:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cinque Eroi cubani]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 12 settembre 1998, Cinque cubani furono detenuti, negli USA, per l’unico “delitto” di combattere il terrorismo che, da quel paese, si era eseguito, impunemente, contro Cuba per decenni. L’8 giugno 2001, René, Antonio, Fernando, Gerardo e Ramon ricevettero un ingiusto verdetto di colpevolezza, dopo un truccato e lungo processo a Miami, la città dove non avrebbero mai dovuto essere giudicati.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10639" alt="cinco-heroes-asamblea-cuba" src="/files/2018/09/cinco-heroes-asamblea-cuba.jpg" width="580" height="329" />Il 12 settembre 1998, Cinque cubani furono detenuti, negli USA, per l’unico “delitto” di combattere il terrorismo che, da quel paese, si era eseguito, impunemente, contro Cuba per decenni. L’8 giugno 2001, René, Antonio, Fernando, Gerardo e Ramon ricevettero un ingiusto verdetto di colpevolezza, dopo un truccato e lungo processo a Miami, la città dove non avrebbero mai dovuto essere giudicati.</strong></p>
<p>Cubadebate ricorda oggi la lettera in cui, dopo quasi tre anni di forzato silenzio a causa delle circostanze del processo, questi uomini hanno rivelato le loro identità e le ragioni delle loro agire:</p>
<p><span style="color: #ff0000">Messaggio dei Cinque al popolo degli Stati Uniti</span></p>
<p>Lettera inviata il 17 giugno 2001 da Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González</p>
<p>Cinque cubani leali al loro popolo, che per 33 mesi e 5 giorni abbiamo subito una severa prigionia nelle celle di un carcere di un altro paese le cui autorità sono ostili al nostro, e dove siamo stati giudicati dopo un lungo e scandaloso processo mediante procedure, metodi ed obiettivi di carattere assolutamente politici e sotto un vero diluvio di malintenzionata e fraudolenta propaganda, abbiamo deciso dirigerci direttamente al popolo nordamericano per fargli sapere che siamo stati vittime di una colossale ingiustizia.</p>
<p>Siamo stati accusati di mettere in pericolo la sicurezza USA, imputandoci numerose accuse, ed addirittura delitti come cospirazione per assassinare ciò che, per sua indiscutibile falsità, non furono né potranno essere provati, per cui possiamo essere sanzionati con decine di anni di carcere ed all’ergastolo.<br />
Una giuria costituita a Miami, e questo lo spiega da sé, ci ha dichiarato colpevoli di tutte le accuse che ci sono state imputate.</p>
<p>Siamo patrioti cubani che mai abbiamo avuto l’intenzione di danneggiare i valori del popolo nordamericano, né la sua integrità; tuttavia, il nostro piccolo paese, che ha eroicamente sopravvissuto per 40 anni alle aggressioni e minacce alla sua sicurezza, ai piani di sovversione, sabotaggi ed alla destabilizzazione interna, ha tutto il diritto di difendersi dai suoi nemici, che utilizzano il territorio USA per pianificare, organizzare e finanziare atti terroristici in violazione delle stesse leggi interne che li proibiscono.</p>
<p>Abbiamo il diritto alla pace, al rispetto della nostra sovranità e dei nostri interessi più sacri.<br />
Siamo stati in questo paese per più di quattro anni e sempre ci chiediamo perché non possiamo vivere in pace entrambi i popoli, perché interessi meschini di una estrema destra, compresi gruppi ed organizzazioni terroristiche di origine cubana, possono rarefare l’atmosfera tra i due popoli che, per la loro vicinanza geografica, sono in grado di mantenere relazioni di rispetto e parità.</p>
<p>Nei nostri giorni di carcere abbiamo riflettuto sul nostro comportamento in questo paese e riaffermiamo la profonda convinzione che con il nostro atteggiamento ed azioni non abbiamo trasgredito né messo in pericolo la sicurezza del popolo nordamericano e sì abbiamo contribuito, in una certa misura, alla scoperta di piani ed azioni terroriste contro il nostro popolo, evitando la morte di cittadini innocenti cubani e nordamericani.</p>
<p>Perché è necessario che patrioti cubani compiano l’onorato dovere di proteggere il proprio paese, lontano dalla loro famiglia e persone più care, dovendo persino posticipare il godimento della convivenza quotidiana con il proprio popolo?</p>
<p>Perché le autorità USA con la loro tolleranza consentono che si attenti contro il nostro paese; non indagano né adottano misure contro i piani terroristici che CUBA ha denunciato, non evitano i numerosi piani di attentato contro i nostri dirigenti?</p>
<p>Perché gli autori rei confessi di questi ed altri atti terroristici camminano liberamente nel sud della Florida, come si è evidenziato nello sviluppo del processo?</p>
<p>Chi furono i loro addestratori e coloro che hanno permesso i loro piani?</p>
<p>Chi sono quelli che pregiudicarono davvero la sicurezza USA?</p>
<p>Sono i gruppi terroristici di origine cubana ed i loro mentori economici e politici nordamericani quelli che erodono la credibilità di questo paese, che danno a questa nazione un’immagine di spietatezza ed alle sue istituzioni un comportamento inconseguente, pregiudizievole e poco serio, incapace di comportarsi in modo sensato e buon senso davanti ai problemi che hanno a che vedere con CUBA.</p>
<p>Questi gruppi ed i loro mentori si sono organizzati al fine di influire per propiziare un conflitto tra i due paesi. Promuovono nel Congresso e nell’Esecutivo misure e corsi sempre più aggressivi nei confronti di CUBA.<br />
Loro vogliono mantenere aggiornata la storia di invasioni, sabotaggi, aggressioni biologiche o altre simili. Lottano per creare situazioni che provocano gravi incidenti per i nostri popoli.</p>
<p>Come risultato di queste aggressioni nel nostro paese, tra il 1959 ed il 1999, si provocarono 3478 morti e 2099 feriti ed un elevato costo materiale.</p>
<p>Continuano a sviluppare campagna di propaganda per distorcere l’immagine di CUBA negli USA e cercano di impedire, con diversi pretesti medianti leggi e regolamenti, che i nordamericani viaggino liberamente a CUBA e valutino la situazione reale del paese. Inoltre ostacolano la cooperazione su questioni di reciproco interesse come la lotta all’emigrazione illegale ed il traffico di droga che colpisce così tanto la popolazione statunitense.</p>
<p>A ciò si aggiunge la costante richiesta di nuovi e maggiori fondi governativi, che incidono sui contribuenti, per finanziare le attività contro CUBA. Enormi somme che sono dedicate alle trasmissioni radiofoniche, televisive ed al finanziamento dei loro sottomessi sull’isola, vanno a danno delle risorse per affrontare i problemi sociali che riguardano gli stessi cittadini nordamericani.</p>
<p>Ci sono recenti antecedenti dell’influenza e pressioni che questi gruppi esercitano sulla comunità di Miami, le sue agenzie governative, incluso il sistema giudiziario.</p>
<p>Il maggior servizio che si può prestare al popolo nordamericano è liberarlo dall’influenza di questi estremisti e terroristi che tanto danno fanno agli USA al cospirare contro le sue stesse leggi.<br />
Mai abbiamo agito per denaro e sempre abbiamo vissuto modestamente ed umilmente, all’altezza del sacrificio che realizza il nostro popolo.</p>
<p>Siamo stati guidati da un forte sentimento di solidarietà umana, amore per la nostra patria e disprezzo per tutto ciò che non rispetta la dignità dell’uomo.</p>
<p>Gli accusati in questa causa non ci pentiamo di ciò che abbiamo fatto per difendere il nostro paese. Ci dichiariamo totalmente innocenti. Ci conforta il dovere adempiuto verso il nostro popolo e la nostra patria. Le nostre famiglie comprendono la portata delle idee che ci hanno guidato e si sentiranno orgogliose di questa dedizione all’umanità nella lotta contro il terrorismo e per l’indipendenza di CUBA.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-10638" alt="firmas" src="/files/2018/09/firmas.jpg" width="400" height="100" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Francesco Monterisi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Corte di Appello britannica da ragione a Renè Gonzalez</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2015 23:45:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una sentenza storica della Corte di Appello britannica aprì le porte all'antiterrorista cubano Renè Gonzalez, affinché visiti Regno Unito, dopo che il governo di questo paese gli rifiutasse il visto in due occasioni. Come informò oggi la Cancelleria, l'Eroe della Repubblica Renè Gonzalez -uno dei Cinque cubani che hanno ricevuto una lunga ed ingiusta condanna negli Stati Uniti per ostacolare atti terroristici contro l'isola - era stato invitato al paese europeo da un gruppo di deputati britannici. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8996" alt="" src="/files/2015/11/René-González2.jpg" width="580" height="330" />Una sentenza storica della Corte di Appello britannica aprì le porte all&#8217;antiterrorista cubano Renè Gonzalez, affinché visiti Regno Unito, dopo che il governo di questo paese gli rifiutasse il visto in due occasioni.</strong></p>
<p>Come informò oggi la Cancelleria, l&#8217;Eroe della Repubblica Renè Gonzalez -uno dei Cinque cubani che hanno ricevuto una lunga ed ingiusta condanna negli Stati Uniti per ostacolare atti terroristici contro l&#8217;isola &#8211; era stato invitato al paese europeo da un gruppo di deputati britannici.</p>
<p>Tutto ciò, affinché assistesse ad una riunione del Parlamento sul caso dei Cinque, precisa la nota del ministero cubano di Relazioni Estere.</p>
<p>Come spiega il testo, dopo che il governo britannico gli rifiutasse il visto per la seconda occasione, 28 deputati -includendo l&#8217;attuale leader del Partito Laburista, Jeremy Corbyn, ed il portavoce della Tesoreria dell&#8217;opposizione, John McDonnell &#8211; interposero un ricorso in appello.</p>
<p>In questo ricorso, si accusava la Ministra dell&#8217;Interno di violare l&#8217;Accordo Europeo dei diritti umani.</p>
<p>Davanti a tale situazione, la Corte di Appello constatò all&#8217;unanimità che i rifiuti di concedere a Gonzalez un visto violavano il diritto alla libertà di ricevere ed impartire informazione secondo l&#8217;Articolo 10 dell&#8217;Accordo Europeo dei diritti umani.</p>
<p>Inoltre i giudici hanno vietato alla Ministra dell&#8217;Interno la possibilità di interporre un ricorso in appello alla Corte Suprema contro quest’ultima sentenza.</p>
<p>Dopo la decisione storica, il direttore della Campagna di Solidarietà con Cuba, Rob Miller, si dichiarò molto soddisfatto con la sentenza ed allegò che costituiva una grande vittoria per tutti quelli che hanno fatto parte della campagna per la giustizia e per la libertà dei Cinque Antiterroristi.</p>
<p>Inoltre aggregò che, speriamo che grazie a questa sentenza, potremo dare molto presto un caloroso benvenuto nel Regno Unito a René Gonzalez, come a Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez ed Antonio Guerrero, insieme alle loro famiglie.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione Ida Garberi</p>
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