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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Sebastian Piñera</title>
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		<title>Cile ritorna sulle strade con nuove proteste</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 02:28:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cile ha ricevuto il primo lunedì di marzo con blocchi di transito, barricate per le strade, piccoli autobus bruciati ed una persona investita. Questo giorno segna il ritorno all'attività dopo il periodo estivo e coincide anche con la tappa dell'anno in cui si intensificheranno le proteste sociali contro il governo del presidente Sebastian Piñera: nei prossimi giorni si aspettano mobilitazioni studentesche, come il “superlunes femminista” annunciato per il 9 marzo, e la protesta in rifiuto alle misure del governo di fronte alla crisi, programmata per l’11 marzo.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11361" alt="Chile-protestas-contra-piñera-580x387" src="/files/2020/03/Chile-protestas-contra-piñera-580x387.jpg" width="580" height="387" />Cile ha ricevuto il primo lunedì di marzo con blocchi di transito, barricate per le strade, piccoli autobus bruciati ed una persona investita. Questo giorno segna il ritorno all&#8217;attività dopo il periodo estivo e coincide anche con la tappa dell&#8217;anno in cui si intensificheranno le proteste sociali contro il governo del presidente Sebastian Piñera: nei prossimi giorni si aspettano mobilitazioni studentesche, come il “superlunes femminista” annunciato per il 9 marzo, e la protesta in rifiuto alle misure del governo di fronte alla crisi, programmata per l’11 marzo.  </strong></p>
<p>Oltre a queste date, si aspettano manifestazioni di massa tutti i lunedì e venerdì del mese. In un&#8217;intervista televisiva, il presidente Sebastian Piñera ha detto che il suo governo è meglio preparato per contenere il conflitto che in ottobre, mese in cui sono incominciate le proteste. Fedele al suo stile, è ritornato ad elogiare l&#8217;azionare delle forze di sicurezza e non ha scartato di tornare a decretare uno stato di emergenza nel paese.</p>
<p>Come anticipo del chiamato “superlunes”, nella notte di domenica si sono registrati centinaia di cacerolazos dai balconi di abitazioni di città popolose come Santiago, Valparaiso e Concepcion. Già all&#8217;alba del lunedì alcune barricate in fiamme tagliavano il traffico in alcuni punti della capitale ed in altre zone del paese, come Antofagasta. In alcuni luoghi ci sono stati scontri tra manifestanti ed agenti della polizia e del corpo dei carabinieri.</p>
<p>Uno degli incidenti più gravi ha avuto luogo nel comune di Maipù, alla periferia di Santiago, dove un piccolo autobus del trasporto urbano ha ucciso un pedone. L&#8217;autista si è consegnato volontariamente alla polizia ed ha detto che il fatto si è prodotto quando cercava di fuggire da un attacco di incappucciati. Anche nella capitale, un autobus è stato bruciato dopo che i suoi passeggeri sono stati obbligati a sloggiare dal veicolo.</p>
<p>In un&#8217;intervista alla Televisione Nazionale, il presidente Sebastian Piñera ha parlato al paese, ma un&#8217;altra volta l’ha fatto per difendere ed appoggiare le forze di sicurezza.</p>
<p>“Abbiamo più carabinieri, meglio preparati, migliori agenti di sicurezza, migliore tecnologia, e più carri lancia acqua. Abbiamo cercato da tutte le parti del mondo questo equipaggiamento, siamo molto meglio preparati che in ottobre”, ha detto il mandatario.</p>
<p>La notte del 18 ottobre, giorno nel quale è esplosa la rivolta sociale con violente proteste, saccheggi ed incendi di negozi, Piñera ha decretato lo stato di emergenza a Santiago ed ha lanciato sulle strade i militari. La misura si è estesa ad altre città ed è stata cancellata dieci giorni dopo.</p>
<p>Bisogna anche sottolineare che la manifestazione di massa dei ciclisti realizzata domenica scorsa sarà costante durante marzo, come le manifestazioni dei giorni di venerdì nella Piazza Baquedano.</p>
<p>In mezzo ad una marcata polarizzazione, i cileni decideranno infine il 26  aprile in un plebiscito se si redige una nuova Costituzione che rimpiazzi l&#8217;attuale, ereditata della dittatura di Pinochet, una delle maggiori esigenze delle proteste sociali.</p>
<p>con informazioni di Pagina 12</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: AFP</p>
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		<title>Approvano accusa costituzionale contro presidente del Cile</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Dec 2019 02:26:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una Commissione formata da cinque legislatori dei partiti Socialista, Comunista e Democrazia Cristiana, come di Rinnovazione Nazionale ed Unione Democratica Indipendente ha approvato “per tre voti a favore e due contrari avanzare con un&#8217;accusa costituzionale presentata contro il presidente Sebastian Piñera, che esige la sua destituzione”. Il testo responsabilizza il mandatario per le reiterate violazioni]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #000000"><span style="font-size: large"><img class="alignleft size-full wp-image-11248" alt="Piñera-580x362" src="/files/2019/12/Piñera-580x362.jpg" width="580" height="362" />Una Commissione formata da cinque legislatori dei partiti Socialista, Comunista e Democrazia Cristiana, come di Rinnovazione Nazionale ed Unione Democratica Indipendente ha approvato “per tre voti a favore e due contrari avanzare </span></span><span style="color: #000000"><span style="font-size: large">con</span></span></strong><span style="color: #000000"><span style="font-size: large"><strong> un&#8217;accusa costituzionale presentata contro il presidente Sebastian Piñera, che esige la sua destituzione”.</strong> </span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-size: large">Il testo responsabilizza il mandatario per le reiterate violazioni dei diritti umani commessi in Cile, durante lo stato di eccezione. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-size: large">Ora corrisponde al plenario della Camera dei Deputati analizzare l&#8217;accusa contro il mandatario a partire da questa relazione, ed emettere il suo voto in quella sessione, che se sarà favorevole, passerebbe a discussione del Senato, che direbbe l&#8217;ultima parola. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-size: large">D’accordo col deputato Boris Barrera, la difesa di Piñera tenta di svincolare il governante dalle violazioni dei diritti umani, fatto che tutto il mondo riconosce, perfino lo stesso presidente, che ieri ha detto che devono essere condannati quelli che commettano queste violazioni o permettano che siano perpetrate. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-size: large">A giudizio di Barrera, l&#8217;accusa si fortifica sempre di più, perché è stato verificato che il presidente ha avuto molte possibilità </span></span><span style="color: #000000"><span style="font-size: large">per</span></span><span style="color: #000000"><span style="font-size: large"> frenare que</span></span><span style="color: #000000"><span style="font-size: large">sti </span></span><span style="color: #000000"><span style="font-size: large">delitti e non l&#8217;ha fatto, come </span></span><span style="color: #000000"><span style="font-size: large">comprovano </span></span><span style="color: #000000"><span style="font-size: large">fatti più recenti che evidenziano la continuità di violazioni di que</span></span><span style="color: #000000"><span style="font-size: large">st</span></span><span style="color: #000000"><span style="font-size: large">o tipo. </span></span></p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cile: il problema di fondo</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/11/13/cile-il-problema-di-fondo/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Nov 2019 01:53:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni osserviamo la manipolazione dell'opinione pubblica da parte di importanti mezzi di comunicazione in relazione agli eventi attuali e proprio quando il popolo ha detto basta ed ha cominciato a camminare, esigendo di cambiare il modello della società in Cile. Sono gli stessi giornalisti, cioè lavoratori degli stessi mezzi di comunicazione, quelli che formulano queste denunce, dimostrando così come i canali di televisione ed i classici della stampa scritta deformano la realtà e dicono menzogne.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11195" alt="" src="/files/2019/11/chile-2-580x326.jpg" width="580" height="326" />In questi giorni osserviamo la manipolazione dell&#8217;opinione pubblica da parte di importanti mezzi di comunicazione in relazione agli eventi attuali e proprio quando il popolo ha detto basta ed ha cominciato a camminare, esigendo di cambiare il modello della società in Cile.</strong></p>
<p>Sono gli stessi giornalisti, cioè lavoratori degli stessi mezzi di comunicazione, quelli che formulano queste denunce, dimostrando così come i canali di televisione ed i classici della stampa scritta deformano la realtà e dicono menzogne.</p>
<p>Abbiamo conosciuto, per esempio, le rivelazioni del giornalista Juan Wilfredo Gonzalez Mardones del Canal 13 de TV, oltre alle denunce di giornalisti del quotidiano La Tercera. Tutti hanno avuto la prodezza di rendere pubbliche le deformazioni e le manipolazioni della realtà perpetrate da questi mezzi, nonostante rischiassero il loro impiego.</p>
<p>Fatto che ricorda che i golpisti del 73, gestiti e finanziati da Washington, non erano solo le forze armate e la gran imprenditorialità, nazionale e straniera, bensì anche i principali mezzi di comunicazione privati.</p>
<p>È necessario seguire le note di El Mercurio e La Tercera in questi giorni ed il loro tentativo di adattare la realtà agli interessi dei gruppi che rappresentano.</p>
<p>Con ragione, l&#8217;accademica dell&#8217;Università del Cile, Faride Zeran, in un&#8217;interessante articolo scritto per Agenda Popular 2019 affermava che il pluralismo e la libertà di espressione sono un debito in sospeso per la democrazia e non solo “per l&#8217;allarmante concentrazione mediatica”, bensì per l&#8217;esistenza di norme legali che impediscono la libera espressione.</p>
<p>Arriva dunque il momento di analizzare il comportamento attuale dell&#8217;insieme dei fattori destabilizzatori, fatto che aiuta a capire meglio quanto sta succedendo ed i rischi che la situazione rinchiude, quando si manipola la coscienza collettiva.</p>
<p>La condotta delle forze armate e dei carabinieri non costituisce nessuna sorpresa. Secondo la loro formazione prussiana e la loro impronta classista, i militari di tutti i rami delle forze armate non hanno cambiato la loro orientazione fondamentale. Il loro nemico principale è il popolo e sembrano credere che la democrazia consiste in un governo gestito dai poderosi ed attenzione! Perché hanno fatto molti sforzi per essere anche loro dei potenti.</p>
<p>Non ci riferiamo solo ai loro privilegi legali molto esagerati, bensì agli illeciti perpetrati dai vari comandanti, alcuni di loro oggi sotto processi giudiziali per delitti diversi.</p>
<p>Che nessuno si sorprenda allora per la repressione sfrenata in questi giorni. Non rispettano i lavoratori né gli studenti, né i professionisti, né le casalinghe, né i sindacati ed altre organizzazioni sociali che protestano per i bassi salari, pensioni da fame, alti prezzi dei prodotti di base e speculazioni.</p>
<div id="attachment_11196" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11196" alt="Foto:Rodrigo Arangua / AFP" src="/files/2019/11/Chile-marcha-contra-piñera-580x872.jpg" width="580" height="872" /><p class="wp-caption-text">Foto:Rodrigo Arangua / AFP</p></div>
<p>Un fatto positivo è stato l&#8217;atteggiamento del Potere Giudiziale cileno che, nel 1973 era golpista, invece oggi ha avuto un&#8217;importante condotta in difesa della democrazia, al punto che ha fatto presente, perfino, di essere d’accordo, come potere dello stato, di portare avanti un’Assemblea Costituente che possa dare al Cile una Nuova Costituzione.</p>
<p>Inoltre, quando è stato convocato precipitosamente il Consiglio di Sicurezza Nazionale, (Cosena), da un disorientato e goffo Piñera, il presidente della Corte Suprema non ha avuto inconvenienti nel rendere pubblica la sua opinione, cioè che considerava che questo passo non fosse procedente, coincidendo con vari dei convocati dal presidente.</p>
<p>A questo punto, nessuno dubita che il problema di fondo, quello che è al centro del dibattito nazionale, è il modello di società del nostro paese che, imposto in modo sanguinario dai golpisti del 73, nessuno dei governi democratici posteriori ha avuto il valore di cambiare.</p>
<p>È il modello capitalista, quello della proprietà privata dei mezzi di produzione, quello che concepisce uno stato senza risorse che risponde alle necessità della società, grazie ad imprenditori che riscuotono molto caro.</p>
<p>È un Cile senza educazione pubblica, senza salute pubblica, senza previsione sociale pubblica. Un Cile di uno stato spogliato dall&#8217;utilizzazione delle risorse naturali del paese, cedute alla gran imprenditorialità ed ai grandi gruppi economici delle multinazionali. Il rame, il litio, la luce, l&#8217;acqua, le strade, tutto privato, tutto di pochi.</p>
<p>È solo in Cile dove la popolazione dà segnali potenti dell&#8217;urgente necessità di mettere fine a questa infamia storica? No. L&#8217;impegno per distruggere il chiamato neoliberalismo è oggi tendenza mondiale.</p>
<p>Nel nostro caso, ogni giorno che passa è la dimostrazione della crescente maturazione delle cilene e dei cileni e la loro percezione che quello che sta succedendo è per cambiare a fondo l&#8217;attuale modello e stabilire un nuovo modo di vita, una nuova società, fissando i suoi aspetti fondamentali nella Legge delle Leggi, cioè in una Nuova Costituzione Politica.</p>
<p>Ottenerlo è un compito semplice, esente di rischi? Assolutamente no. Il nostro continente abbonda di esempi di avanzamenti, ma anche di retrocessioni, dovuti alla lotta storica tra le classi lavoratrici, sfruttate e le classi dominanti, in ogni paese.</p>
<p>La gran notizia della libertà di Lula in Brasile contrasta col golpe contro Evo in Bolivia.</p>
<p>In effetti, il rovesciamento del presidente Evo Morales -che ha migliorato molto la vita del suo popolo raggiungendo risultati storici di sviluppo e di benessere &#8211; è stato imposto dalla borghesia del suo paese davanti al silenzio complice delle forze armate.</p>
<p>Ciò dimostra quello che sosteniamo. Perché, detto in modo generale, le forze armate del continente, salvo scarse rispettabili eccezioni, sono stati modellati per sostenere l&#8217;ingiusto modello sotto l&#8217;attento sguardo dei governi degli Stati Uniti.</p>
<p>Tutto può succedere, ma il popolo cileno ha dato segnali forti, reiterati, convinti di assumere il compito. E le sue richieste di una Nuova Costituzione, di un’Assemblea Costituente, di un Plebiscito, lo dimostrano.</p>
<p>È inoltre una questione di dignità e di patriottismo. È che urge sconfiggere la disuguaglianza e questo è un momento storico appropriato che non deve essere sprecato. Cile si è svegliato, si è alzato in piedi, sta camminando.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11197" alt="chile" src="/files/2019/11/chile1.jpg" width="580" height="328" />Domani può essere tardi e potremo essere molto dispiaciuti del fatto.</p>
<p>di Eduardo Contreras, giornalista e famoso giurista cileno</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Continuano le manifestazioni in un&#8217;altra giornata di mobilitazione in Cile</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/11/06/continuano-le-manifestazioni-unaltra-giornata-di-mobilitazione-cile/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Nov 2019 20:43:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[autotrasportatori]]></category>
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		<description><![CDATA[Con una protesta degli autotrasportatori, che ha causato congestioni serie del transito a Santiago del Cile, è cominciata un'altra giornata di mobilitazioni sociali esigendo cambiamenti al modello neoliberale in Cile. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11184" alt="chile" src="/files/2019/11/chile.jpg" width="580" height="314" />Con una protesta degli autotrasportatori, che ha causato congestioni serie del transito a Santiago del Cile, è cominciata un&#8217;altra giornata di mobilitazioni sociali esigendo cambiamenti al modello neoliberale in Cile.  </strong></p>
<p>In vari punti della periferia della città, centinaia di camion, taxi, motociclisti e perfino auto private hanno realizzato in mattinata una protesta guidando lentamente i loro veicoli.</p>
<p>Il portavoce del movimento “No mas TAG”, Tomas Alarcon, ha segnalato tra le richieste fatte al governo, la riduzione dell’80% del costo dei TAG, sigle con le quali si denomina al meccanismo per il pagamento elettronico dei pedaggi nelle autostrade di Santiago, date in concessione ad imprese private.</p>
<p>Inoltre, reclamano l&#8217;eliminazione dei debiti col pagamento del TAG, che come affermano, ha prezzi abusivi che assorbono fino al 40% del loro salario.</p>
<p>Gli scioperanti assicurano che un pedaggio costa più che un litro di benzina o un chilogrammo di pane, ed alcuni affermano che devono pagare 200 mila pesos al mese (circa 280 dollari) per utilizzare autostrade che -aggiungono &#8211; non sono nelle migliori condizioni né offrono un&#8217;adeguata sicurezza.</p>
<p>Gli autotrasportatori chiedono inoltre la riduzione nel prezzo dei combustibili e perfino la rinuncia della ministra dei Trasporti, Gloria Hutt.</p>
<p>La protesta è stata assecondata da colleghi di altre città, tra queste Valparaiso, dove il ministro delle Finanze, Ignacio Briones, è rimasto bloccato col suo veicolo ufficiale in un gran sbarramento ed all&#8217;essere riconosciuto, è stato interpellato dagli scioperanti che gli hanno esatto misure per migliorare la situazione del settore.</p>
<p>Costanera Center, il maggiore centro commerciale della città, situato nella famosa Sanhattan, la zona dove radicano le sedi delle grandi aziende, è stato chiuso al pubblico e praticamente blindato con pareti di zinco, davanti all&#8217;annuncio di una manifestazione per il pomeriggio, che avrebbe avuto questo luogo come punto di concentrazione.</p>
<p>Mentre, nella Piazza Baquedano, centro nevralgico delle proteste, decine di persone si trovano dalla mattina inalberando bandiere e striscioni nei quali si reclama l’istituzione di un’Assemblea Costituente e migliori condizioni sociali che contribuiscano a ridurre le profonde disuguaglianze esistenti nel paese.</p>
<p>In questa giornata, inoltre, il presidente Sebastian Piñera ha annunciato, con uno spiegamento mediatico, la consegna di un disegno di legge per il Congresso per elevare di 50 mila pesos l&#8217;ingresso minimo mediante un sussidio del governo e col chiaro obiettivo di riappacificare il profondo malessere sociale imperante.</p>
<p>La misura, che beneficherebbe solo a quelli che hanno il salario minimo di 300 mila pesos e lavorano la giornata completa, è considerata insufficiente da economisti e sindacati.</p>
<p>Al rispetto, la Centrale Unitaria dei Lavoratori reclama un salario minimo di 500 mila pesos, affinché i lavoratori possano affrontare l&#8217;alto costo della vita in Cile, ed equiparare questa cifra alle pensioni, molte delle quali non arrivano a 100 mila pesos (circa 130 dollari).</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Caos in Cile: settimo giorno di Protesta Nazionale</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/10/25/caos-cile-settimo-giorno-di-protesta-nazionale/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Oct 2019 01:40:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la convocazione nel pomeriggio di questo venerdì ad una manifestazione, “la più grande di tutte” nella Piazza Italia, centro nevralgico delle concentrazioni popolari della capitale cilena, incomincia il settimo giorno della protesta nazionale che ha messo in scacco il governo del presidente Sebastian Piñera.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11167" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11167" alt="foto: Getty Images" src="/files/2019/10/chile1.jpg" width="580" height="326" /><p class="wp-caption-text">foto: Getty Images</p></div>
<p><strong>Con la convocazione nel pomeriggio di questo venerdì ad una manifestazione, “la più grande di tutte” nella Piazza Italia, centro nevralgico delle concentrazioni popolari della capitale cilena, incomincia il settimo giorno della protesta nazionale che ha messo in scacco il governo del presidente Sebastian Piñera.</strong></p>
<p>La convocazione fatta attraverso le reti sociali, enfatizza il carattere pacifico della mobilitazione e si dirige alle famiglie cilene, ai giovani, ai lavoratori, agli impiegati dello stato, agli artisti ed a tutti i settori della popolazione.</p>
<p>Gli organizzatori hanno aggiunto che le azioni di massa si ripeteranno attraverso tutto il paese, segnando il carattere nazionale dell&#8217;iniziativa e la loro determinazione di mantenere la protesta.</p>
<p>Fino ad ora le mobilitazioni sono state sempre in crescita, arrivando a circa 200 mila persone a Santiago, con la caratteristica di un ambiente pacifico e perfino festivo durante il giorno ed espressioni di violenza, saccheggi ed incendi di negozi di sera, probabilmente commessi dagli infiltrati della polizia, dopo l’inizio del coprifuoco, quando l&#8217;ordine rimane a carico dei carabinieri e dei militari.</p>
<p>La giornata di questo venerdì è iniziata con centinaia di camionisti, tassisti ed automobili di privati, che dalle prime ore del mattino hanno occupato e bloccato le strade che arrivano a Santiago, autostrade, strade urbane e di vari comuni limitrofi alla capitale.</p>
<p>Intanto, le ONG e diverse organizzazioni nazionali addette alla difesa dei diritti umani nel paese si preparano per ricevere lunedì una missione dell&#8217;Alto Delegato delle Nazioni Unite per i diritti umani che dirige l&#8217;ex presidentessa del Cile, Michelle Bachelet.</p>
<p>Il compito della chiamata “missione di verifica” sarà esaminare la situazione di diritti umani nel paese, dopo la dichiarazione di Stato di Emergenza e coprifuoco da parte del governo il passato 18 ottobre, in risposta alla protesta nazionale di massa, e le denunce sugli abusi ed uso eccessivo della forza nella repressione contro i manifestanti.</p>
<p>Il gruppo di tre esperti inviati dall&#8217;ONU si intervisterà con alte cariche del governo, rappresentanti della società civile, vittime, istituzioni nazionali dei diritti umani e visiterà varie città del paese.</p>
<p>L&#8217;ultimo bilancio pubblicato dall&#8217;Istituto Nazionale dei Diritti Umani (INDH) registra 2890 detenuti e 582 feriti dopo la repressione di giovedì 24 ottobre.</p>
<p>Nel dettaglio, la relazione stabilisce che dei 2890 detenuti 294 sono donne, 1182, uomini e 225, bambini, bambine, ed adolescenti.</p>
<p>Le persone ferite da armi da fuoco, sono 295, e mentre i ricorsi giudiziali presentati dall’INDH 14 sono di difesa, 5 denunce per omicidio, 12 per violenza sessuale (denudazioni, minacce di violazione e palpeggiamenti) e 36 denunce senza definire.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_11168" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11168" alt="foto: Getty Images" src="/files/2019/10/chile2.jpg" width="580" height="326" /><p class="wp-caption-text">foto: Getty Images</p></div>
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