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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; scomparsa fisica del Comandante in capo</title>
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		<title>Contro la notte oscura, come un golpe d’amore</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Nov 2019 21:16:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarebbe esploso di indignazione davanti all'assalto dell'oligarchia e dei militari contro il processo di cambiamento nella Bolivia di Evo Morales, seguirebbe giornalmente la lotta popolare che sfida i dettami neoliberali in Cile, che è ritornato, da nord a sud, ai tempi di Salvador Allende, e condividerebbe la verticalità dell'immensa maggioranza dei venezuelani, sotto la conduzione di Nicolas Maduro e sotto l'ispirazione del suo amico affettuoso Hugo Chavez, per non cedere alle appetenze imperiali ed ai suoi lacchè.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11219" alt="Fidel-Castro" src="/files/2019/11/Fidel-Castro.jpg" width="580" height="302" />Sarebbe esploso di indignazione davanti all&#8217;assalto dell&#8217;oligarchia e dei militari contro il processo di cambiamento nella Bolivia di Evo Morales, seguirebbe giornalmente la lotta popolare che sfida i dettami neoliberali in Cile, che è ritornato, da nord a sud, ai tempi di Salvador Allende, e condividerebbe la verticalità dell&#8217;immensa maggioranza dei venezuelani, sotto la conduzione di Nicolas Maduro e sotto l&#8217;ispirazione del suo amico affettuoso Hugo Chavez, per non cedere alle appetenze imperiali ed ai suoi lacchè.</strong></p>
<p>Percorrerebbe con i ministri province e comunità del nostro arcipelago, dialogherebbe con la gente per strada, conoscerebbe di prima mano richieste e necessità, dibatterebbe ogni proposta fino a trovare la più giusta ed esatta, e non smetterebbe di prestare attenzione ai problemi per grandi e gravi, o piccoli e puntuali che siano.</p>
<p>Ed intesterebbe, chi se no, la resistenza e la volontà di vincere dei suoi di fronte alla scalata sfrenata e brutale dell&#8217;impero, nel suo affanno per asfissiarci. Il Generale dell’Esercito Raul Castro l’ha confermato a Santiago di Cuba commemorandosi il sessantesimo anniversario della vittoria di gennaio: “a 60 anni dal trionfo possiamo affermare che siamo guariti da tutti gli spaventi, non c&#8217;intimoriscono il linguaggio di forza né le minacce, non c&#8217;intimorirono quando il processo rivoluzionario non era consolidato, non potranno ottenerlo né remotamente ora che l&#8217;unità del popolo è un&#8217;indistruttibile realtà, perché se ieri eravamo pochi, oggi siamo tutto un popolo difendendo la sua Rivoluzione”.</p>
<p>Fidel sopravvive. Nessuno lo mette in dubbio. Nella continuità del processo, nella sua costante rinnovazione, nelle nuove iniziative che si svolgono, nella solidarietà invariabile con le cause più nobili, nell&#8217;instancabile lavoro per fare del socialismo una possibilità certa.</p>
<p>Se vogliamo essere fedeli a Fidel dovremo assumere il suo irriducibile impegno col miglioramento umano e la giustizia sociale. Guardarci nello specchio del ragazzo che ha reagito acerbamente contro le disuguaglianze mentre cresceva a Biran, del giovane ribelle che nel giudizio dopo l&#8217;assalto alla Caserma Moncada ha scritto il suo allegato con argomenti irrefutabili sulle terribili conseguenze dello sfruttamento e sulla mancanza di opportunità dei diseredati, del leader vittorioso che immediatamente dopo aver abbattuto la tirannia ha implementato la Riforma Agraria ed ha sponsorizzato la presenza di massa dei contadini nella capitale, del Comandante in Capo che alla vigilia di Playa Giron ha esatto di difendere questa Rivoluzione degli umili, per gli umili e con gli umili.</p>
<p>Dobbiamo tenere presente Fidel nella coscienza e nel cuore, perché come ha detto il poeta in una metafora chiara, lui incarna il combattimento contro la notte oscura, come un golpe di amore.</p>
<p>di Pedro de la Hoz</p>
<p>da Granma</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Non ci sarà mai Cuba senza Fidel, come neanche Cuba senza Martì</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2016 04:52:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un provocatore mi interpellò su che cosa sarà ora Cuba senza Fidel.  
“Domanda sbagliata”, gli dissi, “che ha la sua origine nell'illusione imperiale di liquidare la Rivoluzione.”  
Non ci sarà mai Cuba senza Fidel, come neanche Cuba senza Martì, e nessuna nazione senza i suoi padri fondatori. Fidel è presente nella nostra esistenza e negli insegnamenti e nell'esempio che ci trasmise. Per questo motivo, milioni di cubani gridano convinti: “Io sono Fidel”  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9648" alt="tributo-a-Fidel-5a" src="/files/2016/12/tributo-a-Fidel-5a.jpg" width="580" height="327" />Un provocatore mi interpellò su che cosa sarà ora Cuba senza Fidel.  </strong></p>
<p>“Domanda sbagliata”, gli dissi, “che ha la sua origine nell&#8217;illusione imperiale di liquidare la Rivoluzione.”</p>
<p>Non ci sarà mai Cuba senza Fidel, come neanche Cuba senza Martì, e nessuna nazione senza i suoi padri fondatori. Fidel è presente nella nostra esistenza e negli insegnamenti e nell&#8217;esempio che ci trasmise. Per questo motivo, milioni di cubani gridano convinti: “Io sono Fidel”.</p>
<p>E non solo Cuba lo ama: la sua missione solidale lo trasformò in un leader idolatrato a livello mondiale. Più di cento paesi hanno inviato le loro condoglianze, e molti mandatari di diverse ideologie lo proclamano il più importante politico del XX secolo.</p>
<p>Io solleciterò in questi giorni all&#8217;Unione degli Scrittori e degli Artisti di Cuba, la mia organizzazione professionale, di proporre all&#8217;Unesco designarlo Patrimonio dell&#8217;Umanità.</p>
<p>di Daniel Chavarria</p>
<p>traduzione di Ida Gaberi</p>
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		<title>Fidel: il tuo popolo è tremendo!</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2016 04:39:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se qualcuno vuole misurare la tua semina; se qualcuno vuole confermare la tua impronta straordinaria -; se qualcuno rimane affascinato dalle fabulazioni di una certa stampa affannata ad oscurare il tuo lascito; se c’è chi pensa che sei solo il politico più importante del secolo scorso; se non gli bastò la Piazza strapiena della notte di martedì; che si fermi adesso ad osservare la Carretera Central. Lì, nell’arteria principale dell'Isola, potranno trovare la risposta.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9640" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9640" alt="foto di Fernando Medina" src="/files/2016/12/fernando-recorrido-1-580x387.jpg" width="580" height="387" /><p class="wp-caption-text">foto di Fernando Medina</p></div>
<p>Se qualcuno vuole misurare la tua semina; se qualcuno vuole confermare la tua impronta straordinaria -; se qualcuno rimane affascinato dalle fabulazioni di una certa stampa affannata ad oscurare il tuo lascito; se c’è chi pensa che sei solo il politico più importante del secolo scorso; se non gli bastò la Piazza strapiena della notte di martedì; che si fermi adesso ad osservare la Carretera Central. Lì, nell’arteria principale dell&#8217;Isola, potranno trovare la risposta.</p>
<p>Non hanno potuto ammazzarti, né vincerti. E molto meno riuscirono a strapparti dall&#8217;anima del tuo popolo.</p>
<p>Appena hai riposato insieme al Che a Santa Clara, per seguire il cammino per fare compagnia all&#8217;Apostolo.  Yo soy Fidel! continuerai ad ascoltare ad ogni passo. Molto popolo manca ancora per riaffermare che piantasti un gran seme.</p>
<p>di Randy Alonso Falcon</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="https://youtu.be/gfQAaABSLIA" >per vedere il video della canzone di Raul Torres &#8220;Cabalcando con Fidel&#8221; clikka qui</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_9641" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9641" alt="Foto Roberto Garaicoa" src="/files/2016/12/4-Multitudinaria-despedida-al-lider-historico-de-la-Revolución.-Foto.-Roberto-Garaicoa-Martínez.-Cubadebate-580x385.jpg" width="580" height="385" /><p class="wp-caption-text">Foto Roberto Garaicoa</p></div>
<div id="attachment_9643" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9643" alt="Foto Jorge Luis" src="/files/2016/12/jorge-luis-cotorro-cumplio-comandante-1-580x435.jpg" width="580" height="435" /><p class="wp-caption-text">Foto Jorge Luis</p></div>
<div id="attachment_9644" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9644" alt="Foto Lilia Valdes" src="/files/2016/12/trabajadores-onat-provincial-matanzas-foto-lilia-valdes-580x387.jpg" width="580" height="387" /><p class="wp-caption-text">Foto Lilia Valdes</p></div>
<div id="attachment_9645" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9645" alt="Foto Ladyrene Perez" src="/files/2016/12/En-Cienfuegos-Caravana-Fidle-580x580.jpg" width="580" height="580" /><p class="wp-caption-text">Foto Ladyrene Perez</p></div>
<div id="attachment_9642" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9642" alt="Foto Haysel Ruiz" src="/files/2016/12/23-paseo-fotos-haysel-ruiz-3-580x321.jpg" width="580" height="321" /><p class="wp-caption-text">Foto Haysel Ruiz</p></div>
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		<title>Fidel riposerà una notte vicino al Guerrigliero Eroico</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2016 04:14:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le ceneri del leader della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, riposeranno nella notte di oggi nel mausoleo che protegge i resti mortali del Che e di altri combattenti delle lotte armate, nella città di Santa Clara.   Come recensisce il giornale Vanguardia, il punto di incontro del popolo di Villa Clara con Fidel sarà nel villaggio]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9638" alt="preparativos-acto-26-julio-06" src="/files/2016/11/preparativos-acto-26-julio-06.jpg" width="580" height="328" />Le ceneri del leader della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, riposeranno nella notte di oggi nel mausoleo che protegge i resti mortali del Che e di altri combattenti delle lotte armate, nella città di Santa Clara.  </strong></p>
<p>Come recensisce il giornale Vanguardia, il punto di incontro del popolo di Villa Clara con Fidel sarà nel villaggio di Cascajal, al chilometro 230 della Carretera Central, ai confini con la provincia di Matanzas.</p>
<p>Quindi le ceneri seguiranno verso la provincia di Cienfuegos dove anche riceverà l&#8217;omaggio di migliaia di cubani, per ritornare a Santa Clara dove rimarrà la notte di oggi nel Complesso Scultorio Ernesto Guevara.</p>
<p>Lì gli sarà reso tributo con una cerimonia militare e con uno spettacolo musicale organizzato dai giovani, che si estenderà durante tutta l&#8217;alba del giovedì, ha comunicato a Prensa Latina la giornalista Arelys Maria Echavarria, dell&#8217;Agenzia Cubana di Notizie.</p>
<p>In ore della mattina del 1° dicembre, le ceneri del Comandante in Capo saranno trasportate fino alla provincia di Sancti Spiritus, dove nel 1959 il leader approdò trionfante dirigendo la Carovana della Libertà.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Arelys María Echevarria Rodriguez-AIN</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Discorso di Rafael Correa in omaggio postumo a Fidel Castro</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2016 04:08:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Popoli della Nostra America e del mondo: Fidel è morto. Morì invincibile, solo l'inesorabile passo degli anni ha potuto sconfiggerlo. Morì lo stesso giorno in cui 60 anni prima, con 82 patrioti, partì dal Messico per fare storia. Morì facendo onore al suo nome: Fidel, degno di fede. La fede che ha depositato in lui il suo popolo e tutta la Patria Grande; fede che non è mai stata delusa, e peggio, tradita. Quelli che muoiono per la vita non possono chiamarsi morti. Fidel continuerà a vivere nei volti dei bambini che vanno a scuola, dei malati con le loro vite salvate, degli operai padroni del frutto del loro lavoro. La sua lotta continua nello sforzo di ogni giovane idealista deciso a cambiare il mondo.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9636" alt="Rafael-Correa-Presidente-Ecuador-580x483" src="/files/2016/11/Rafael-Correa-Presidente-Ecuador-580x483.jpg" width="580" height="483" />Si trasmette il discorso integro del presidente dell&#8217;Ecuador, Rafael Correa, nell&#8217;atto politico culturale in omaggio postumo al leader storico della Rivoluzione cubana, Fidel Castro:  </strong><br />
<strong> </strong><br />
“Popoli della Nostra America e del mondo: Fidel è morto. Morì invincibile, solo l&#8217;inesorabile passo degli anni ha potuto sconfiggerlo.</p>
<p>Morì lo stesso giorno in cui 60 anni prima, con 82 patrioti, partì dal Messico per fare storia. Morì facendo onore al suo nome: Fidel, degno di fede. La fede che ha depositato in lui il suo popolo e tutta la Patria Grande; fede che non è mai stata delusa, e peggio, tradita.</p>
<p>Quelli che muoiono per la vita non possono chiamarsi morti. Fidel continuerà a vivere nei volti dei bambini che vanno a scuola, dei malati con le loro vite salvate, degli operai padroni del frutto del loro lavoro. La sua lotta continua nello sforzo di ogni giovane idealista deciso a cambiare il mondo.</p>
<p>Nel continente più disuguale del pianeta, ci hai lasciato l&#8217;unico paese con zero denutrizione infantile, con la speranza di vita più alta, con una scolarizzazione del 100%, senza nessun bambino vivendo per strada (Applausi).</p>
<p>Valutare il successo od il fallimento del modello economico cubano, facendo astrazione da un bloqueo criminale di più di 50 anni, è ipocrisia pura (Applausi).<br />
Qualunque paese capitalista dell&#8217;America Latina collasserebbe a pochi mesi da un bloqueo simile.</p>
<p>Probabilmente, per la tua formazione gesuita, hai capito molto bene, come diceva San Ignazio di Loyola, che in una fortezza assediata qualsiasi dissidenza è un tradimento.<br />
Per valutare il suo sistema politico, bisogna capire che Cuba ha vissuto una guerra permanente. Dall&#8217;inizio della Rivoluzione esiste una Cuba del nord a Miami, insidiando permanentemente la Cuba del sud, quella libera, la degna, la sovrana, la maggioritaria nella terra madre, non in terre strane (Applausi). Non hanno invaso Cuba perché sanno che non riuscirebbero a sconfiggere tutto un popolo (Applausi).<br />
Qui, in questa isola meravigliosa, si sono costruite muraglie, ma non di quelle che costruiscono gli imperi, bensì muraglie di dignità, di rispetto, di solidarietà (Applausi).</p>
<p>Cuba continuerà ad andare avanti per i suoi principi rivoluzionari, per il suo straordinario talento umano; ma anche perché la Resistenza è integrata nella sua cultura, e con l&#8217;esempio di Fidel, il popolo cubano non permetterà mai che il suo paese ritorni ad essere una colonia di un impero qualsiasi (Applausi).</p>
<p>Non ci sono esseri umani né azioni trascendenti che non abbiano detrattori, e Fidel e la sua Rivoluzione trascesero nello spazio e trascenderanno nel tempo.</p>
<p>Con te si realizza quello che il nostro vecchio lottatore, il generale Eloy Alfaro, amico di Martì, normalmente diceva: Se invece di affrontare il pericolo, io avessi commesso la viltà di passare al nemico, avremmo avuto pace, molta pace: la pace per essere una colonia.</p>
<p>Cuba fu solidale con la Rivoluzione Liberale di Alfaro della fine del XIX secolo ed è stata solidale con la nostra Rivoluzione Cittadina del XXI secolo.</p>
<p>Ti ringrazio, Fidel; ti ringrazio, popolo cubano (Applausi).</p>
<p>La maggioranza ti amò con passione, una minoranza ti odiò; ma nessuno ha potuto ignorarti. Alcuni lottatori nella loro vecchiaia sono accettati perfino dai loro più recalcitranti detrattori, perché smettono di essere pericolosi; ma tu non hai avuto neanche questa tregua, perché fino alla fine la tua parola chiara e la tua mente lucida non hanno lasciato principi senza difendere, verità senza dire, crimini senza essere denunciati (Applausi).</p>
<p>Bertolt Brecht diceva che solo gli uomini che lottano tutta la vita sono imprescindibili. Ho conosciuto Fidel e so che non cercò mai di essere imprescindibile, ma sì so che lottò tutta la vita (Applausi). Nacque, visse e morì con la testardaggine di quello che oggi risulta ostinato: la testardaggine di assumere il nemico, la testardaggine di vivere senza avere un prezzo.</p>
<p>Noi continueremo a giocare alle cose perse e tu continuerai a vibrare sulla montagna con un rubino, cinque strisce ed una stella (Applausi).</p>
<p>Nuovi temporali colpiscono Nostra America, magari più forti di quelli che sfidasti durante 70 anni di lotta, prima come studente e poi nel Moncada, dopo come guerrigliero nella Sierra Maestra, e, finalmente, al fronte ad una rivoluzione trionfante.</p>
<p>Oggi più uniti che mai, popoli della Nostra America! (Applausi.)<br />
Caro Fidel, la tua profonda convinzione martiana ti portò a stare sempre non dal lato in cui si vive meglio, bensì dal lato in cui sta il dovere.</p>
<p>Rivoluzione è sentire il momento storico; è cambiare tutto quello che deve essere cambiato; è uguaglianza e libertà piene; è essere trattato e trattare gli altri come esseri umani; è emanciparci da soli e grazie ad i nostri sforzi;<br />
è sfidare poderose forze dominanti dentro e fuori dall&#8217;ambito sociale e nazionale; è difendere valori nei quali si crede al prezzo di qualsiasi sacrificio; è modestia, disinteresse, altruismo, solidarietà ed eroismo; è lottare con audacia, intelligenza e realismo; è non mentire mai né violare principi etici; è convinzione profonda che non esiste forza nel mondo capace di schiacciare la forza della verità e delle idee.</p>
<p>Con te, Comandante Fidel Castro Ruz, con Camilo Cienfuegos, col Che, con Hugo Chavez Frias, imparammo a credere nell&#8217;Uomo Nuovo latinoamericano capace di combattere con organizzazione e coscienza la lotta permanente delle idee liberatrici per costruire un mondo di giustizia e di pace (Applausi).</p>
<p>Per queste idee continueremo a lottare, Lo giuriamo! (Esclamazioni di: Lo giuriamo!)</p>
<p>Un abbraccio solidale a Dalia, a Raul, ai tuoi figli.</p>
<p>Hasta La Victoria Siempre, Comandante (Applausi)&#8221;.</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il dolore di Raul</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2016/11/29/il-dolore-di-raul/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2016 03:08:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci fa male la morte del Comandante in Capo? Moltiplichiamo per un milione questo dolore e saremo ancora lontani da quello che sente Raul. Questo 25 novembre deve essere stato uno dei giorni peggiori della sua vita, magari tanto triste come quell'altra giornata funesta nella quale perse l'amore della sua vita: l'insuperabile Vilma.   ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9632" alt="Fidel-con-Raúl-y-el-Che" src="/files/2016/11/Fidel-con-Raúl-y-el-Che.jpg" width="580" height="330" />Ci fa male la morte del Comandante in Capo? Moltiplichiamo per un milione questo dolore e saremo ancora lontani da quello che sente Raul. Questo 25 novembre deve essere stato uno dei giorni peggiori della sua vita, magari tanto triste come quell&#8217;altra giornata funesta nella quale perse l&#8217;amore della sua vita: l&#8217;insuperabile Vilma.   </strong></p>
<p>Quando finisce di leggere il comunicato, si tira indietro sulla sedia, gira la sua testa verso un lato e sospira, come cercando di sfogare tutto quello che le opprime il petto in quell&#8217;istante. Sembra che gli sia costato tantissimo leggere quelle poche righe; la voce che a volte vuole rompersi in pianto, arriva fino alla fine, fino all’ultima frase, quella nella quale invita il suo caro popolo alla vittoria sempre, ancora mentre lui stesso è ferito, quasi a morte.</p>
<p>La notizia doveva darla lui, solo lui poteva comunicare un dolore così grande al popolo di Cuba, benché il suo cuore fosse straziato. Non posso dirlo, ma vedendolo lì, tanto solo, supposi che quell&#8217;ufficio era l&#8217;ultimo luogo dove voleva stare. A quell&#8217;ora e con quel dolore, magari si sarebbe sentito più alleviato tra i suoi cari, circondato dai suoi figli, dai suoi nipoti, dalle sue bisnipoti, dai suoi amici, dai compagni di lotta che stanno ancora lottando contro il tempo e dai suoi ricordi. Ma il Generale dell’Esercito, il presidente di Cuba, doveva staccarsi dalla sua condizione di fratello, doveva essere forte ed annunciare al mondo che Fidel, il fondatore della Rivoluzione cubana, era morto.</p>
<p>Le sue parole scatenarono un terremoto senza scale, un tsunami che c&#8217;inghiottì tutti e ci diede l&#8217;alba più angosciosa della storia. Se così fu per noi, che dimensione deve avere l&#8217;abisso che fu aperto dentro Raul alle 10: 29 della notte del 25 novembre 2016? Lui che nacque al suo fianco; che studiò nelle sue stesse scuole; che l’ha seguito fino a L&#8217;Avana; che lo scortò senza domande al Moncada; che l&#8217;accompagnò in Messico; che ritornò al suo fianco nel Granma; che insieme a lui camminò la Sierra in lungo ed in largo; e che fondò, collaborando con lui, la Rivoluzione che ci salvò.</p>
<p>Per questo impegno perenne, nell&#8217;anno 2008, Fidel delegò a Raul tutti i suoi incarichi: quello del Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito; quello di Comandante in Capo delle Forze Armate Rivoluzionarie e quello di Presidente dei Consiglio di Stato e dei Ministri. La salute di Fidel si era incrinata, ma lì c’era il suo fratello più fedele. In una grandezza molto più grande, tornava a ripetersi la storia di quel discorso in cui Fidel perse la voce e Raul lo soccorse. Già la madre saggia, Lina Ruz, là a Biran, l&#8217;aveva profetizzato quando dopo il tradimento di Urrutia ritagliò la sua figura dalla fotografia in cui accompagnava Fidel, con Camilo ed il Che, collocò allora quella di Raul e disse: “Lì lo metto, perché lui so che non tradirà mai suo fratello.”</p>
<p>Si sa che i più vicini raccontano che Raul era il primo lettore delle Riflessioni del Comandante; e tutti sappiamo che consultava con lui tutte le decisioni che implicavano il futuro di Cuba. Erano due, ma sembravano uno.</p>
<p>Per questo motivo questa notte in cui il mio quartiere annega in un silenzio triste, penso a Raul, nei suoi dolori, nelle sue perdite immense, nella responsabilità che ha con questa Cuba, nello sforzo sovraumano che dovrà fare in questi giorni per sembrare forte di fronte ad un popolo che piange. Con lui continueremo in piedi, perché anche Raul è Raul.</p>
<p>da Cubahora</p>
<p>di Leticia Martinez</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Fidel, paradigma e leggenda, per sempre</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2016 22:00:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Armando Hart]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Fidel Castro]]></category>
		<category><![CDATA[scomparsa fisica del Comandante in capo]]></category>

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		<description><![CDATA[Con certezza posso affermare che la mia vita è stata divisa in due tappe fondamentali: prima e dopo avere conosciuto Fidel Castro. Questo è accaduto, in primo luogo, per riferimento e più tardi personalmente, accrescendosi nella misura in cui io potevo constatare le qualità personali, la straordinaria intelligenza, la ferma volontà per affrontare con saggezza le situazioni più complesse e la gran nobiltà e solidarietà di Fidel coi suoi compagni di lotte e di ideali, che non era altro che una forma di esprimere il suo infinito amore per il suo popolo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9625" alt="FotosPL-1593-uid27-580x664" src="/files/2016/11/FotosPL-1593-uid27-580x664.jpg" width="580" height="664" />Con certezza posso affermare che la mia vita è stata divisa in due tappe fondamentali: prima e dopo avere conosciuto Fidel Castro. Questo è accaduto, in primo luogo, per riferimento e più tardi personalmente, accrescendosi nella misura in cui io potevo constatare le qualità personali, la straordinaria intelligenza, la ferma volontà per affrontare con saggezza le situazioni più complesse e la gran nobiltà e solidarietà di Fidel coi suoi compagni di lotte e di ideali, che non era altro che una forma di esprimere il suo infinito amore per il suo popolo.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ricordo che gli eventi del 10 marzo 1952, segnarono un momento decisivo in quella rotta che ci condusse ad una stretta comunità di idee ed aumentò poco a poco nella misura che notavo —insieme ad altri compagni preziosi nel bel mezzo dell&#8217;insurrezione—di avere trovato, finalmente, la leadership etica che per tanto tempo avevo cercato affannosamente, in un paese che si dibatteva tra lo sconcerto e la frustrazione di quei momenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 26 luglio 1953, è stato per me la conferma eroica di tutte quelle idee ed elevò davanti a noi la figura di Fidel Castro e degli agguerriti giovani che l&#8217;accompagnarono a “prendere il cielo per assalto”. Erano quelli, definitivamente, il leader ed il movimento a cui aspiravamo, quello che Cuba necessitava e dentro il quale valeva la pena fare i maggiori sacrifici, compreso quello di perdere la vita stessa per la causa della libertà e della giustizia, per il popolo cubano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tuttavia, ero ancora molto lontano da immaginare quello che il destino e la lotta dura mi riservavano al riguardo, e perfino allora, non potevo supporre che Fidel sarebbe stato capace di arrivare ad essere, la figura centrale, l&#8217;organizzatore ed il capo della Generazione del Centenario, trascendendo, perfino, le nostre frontiere nazionali e proiettandosi verso America Latina, i Caraibi ed il resto del mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma non poteva essere altrimenti, perché quell&#8217;uomo che ha concepito, ha diretto ed ha difeso intelligentemente e senza vacillare, l&#8217;opera gigantesca della Rivoluzione cubana, era chiamato ad essere -nel convulso universo di oggi &#8211; un poco comune ed elevato esempio di etica, cultura, sicurezza, esperienza e fermezza di principi: tutto ciò in una sola persona.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per me, a livello personale, come per tutto il popolo cubano e gli altri popoli che lottano contro l&#8217;ingiustizia e la barbarie, è motivo di orgoglio legittimo, averlo conosciuto, averlo seguito ed accompagnato, imparando dalle sue decisioni e dalle sue orientazioni opportune ed azzeccate, dalla seconda metà del secolo XX fino ad oggi. E se in questi giorni dovessi riassumere qual’è —secondo me—la sua caratteristica principale, direi che è il suo pensiero etico. Quello che ha dimostrato ed ha messo alla prova nei momenti più difficili, dai tempi del Moncada, fino a quando si trasformò nella forza essenziale della Rivoluzione, vittoriosa da più di mezzo secolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Noi cubani non dimenticheremo mai, il suo talento, il suo genio ed originalità, perché è stato Fidel che concretò i metodi ed i principi capaci di articolare dialetticamente le idee del Socialismo, con la tradizione etica della nazione cubana, per farle trionfare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non dimenticherò mai che Fidel, quell&#8217;uomo buono e con decoro, portò Josè Martì nella mente e nel cuore durante tutta la vita e fu il suo migliore discepolo; perché arricchì, come mai nessuno, le sue idee, con la conoscenza e le vivenze della pratica politica e Fidel, fu anche, l&#8217;uomo che portò nella sua coscienza privilegiata tutta l&#8217;etica e la saggezza politica che mancò nel secolo XX.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il nostro popolo grato, non dimenticherà i suoi preziosi ed incommensurabili apporti alla pace ed all&#8217;umanità tutta. È certo, nonostante non volessi dirlo, è così: la sua assenza rappresenta un vuoto che non possiamo né riempire e molto meno dimenticare, perché la sua vita e la sua immensa opera di creazione umana e rivoluzionaria, saranno sempre presenti nelle stesse fondamenta di questi impegni di trasformazione di un futuro superiore per i nostri popoli e paesi a Cuba, in America latina e nel mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal più profondo del mio cuore rendo il mio omaggio più puro a questo gigante della storia e gli dico: Grazie Fidel, per la tua vita di sacrificio pieno dedicata al nostro popolo, per averci regalato la tua “cubania” piena e la tua vita esemplare a servizio della nostra patria e dell&#8217;umanità, perché la Rivoluzione cubana, è e sarà, adesso e per sempre, un riferimento universale, come il paradigma e la leggenda che la tua vita e le tue idee rappresentano, loro non saranno mai seppellite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per questo motivo, mi domando, chi dice che Fidel è morto?, Fidel è e sarà per sempre tra noi, perché gli uomini così non muoiono mai, la sua vita da leggenda, da gigante, cresce e crescerà coi giorni e la storia. Per questo motivo un giorno come oggi, vengono alla mia mente i miei affettuosi ricordi, i compagni caduti durante più di mezzo secolo, quelli che come lui, combattendo con eroicità e decisione diedero il meglio della loro vita per la loro patria martiana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E di nuovo, Grazie Fidel e davanti alla tua sacra memoria, ratifico la nostra eterna gratitudine ed il nostro impegno, continueremo a lottare per difendere degnamente i tuoi ideali ed i principi ai quali ti sei immolato, con la tua insuperabile e gagliarda condotta di eroe leggendario della vittoriosa e memorabile Rivoluzione cubana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Davanti al tuo ricordo indimenticabile, Comandante in Capo di tutte le battaglie, sento il dovere sacro di unire gli slogan della Nazione e della Rivoluzione: Indipendenza o Morte, Libertà o Morte, Patria o Morte, Fino alla vittoria sempre, perché Vinceremo sempre, con l&#8217;esempio della tua vita e delle tue idee, caro, eterno ed invincibile Comandante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di Armando Hart</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto Ismael Francisco</p>
<p>&nbsp;</p>
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