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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; schiavitù</title>
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		<title>Ambasciatore cubano in Spagna risponde alla manipolazione de El Mundo ed ABC</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Dec 2013 23:43:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
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		<description><![CDATA[L'Ambasciatore cubano Eugenio Martinez Enriquez ha inviato due lettere ai quotidiani El Mundo ed ABC, in risposta all’articolo “Grandezza ed un pò di miseria nell'addio a Mandela” e l'articolo “I negri a Cuba, fuori dal Governo, dal turismo e dalla TV”, rispettivamente. In entrambi i casi i giornali cercano di segnalare in forma irrispettosa che la Rivoluzione cubana non conta con sufficienti meriti per occupare il posto prestigioso che gli è stato concesso durante il servizio religioso ufficiale in memoria dell'ex presidente sudafricano Nelson Mandela.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7366" src="/files/2013/12/banderacubavento.jpg" alt="" width="300" height="214" />L&#8217;Ambasciatore cubano Eugenio Martinez Enriquez ha inviato due lettere ai quotidiani El Mundo ed ABC, in risposta all’articolo “Grandezza ed un pò di miseria nell&#8217;addio a Mandela” e l&#8217;articolo “I negri a Cuba, fuori dal Governo, dal turismo e dalla TV”, rispettivamente. </strong></p>
<p>In entrambi i casi i giornali cercano di segnalare in forma irrispettosa che la Rivoluzione cubana non conta con sufficienti meriti per occupare il posto prestigioso che gli è stato concesso durante il servizio religioso ufficiale in memoria dell&#8217;ex presidente sudafricano Nelson Mandela.</p>
<p>“L&#8217;abitudine di deviare le notizie su Cuba verso processi che non hanno nessuna relazione con le vere notizie su Cuba, non dovrebbe sorprenderci, ma il suo quotidiano ci riesce. Bapela Mbete, Coordinatrice Nazionale del Congresso Nazionale Africano, ha invitato il quinto presidente che avrebbe parlato in Sudafrica ed il mondo durante il cerimoniale per Nelson Mandela. Era il Presidente cubano. Facendolo, la signora non ha vacillato a ricordare che corrispondeva parlare al Presidente di ‘una piccola Isola, il paese che ha liberato il Sudafrica; il paese vincitore nella battaglia di Cuito Cuanavale’, afferma la missiva.</p>
<p>Questa frase e l&#8217;ovazione dei sudafricani, sarebbero sufficiente affinché tutti i cubani si sentissero orgogliosi della nostra storia e del nostro Presidente che ha ricordato nel suo discorso che “Cuba che porta nelle sue vene sangue africano, è sorta dalla lotta per l&#8217;indipendenza e per l&#8217;abolizione dello schiavitù e, posteriormente, ha avuto il privilegio di combattere e costruire insieme alle nazioni africane.”</p>
<p>Il suo quotidiano può cercare di confondere molti, ma non può confondere oramai l&#8217;Africa, né il mondo che ha osservato come ha brillato il dignitario cubano e tutta Cuba a Johannesburg.</p>
<p>Il suo articolo si dimentica ed omette che la contribuzione di Cuba che è costata più di 2 mila vite dei miei connazionali (bianchi, negri, meticci, tutti allo stesso modo), ha liberato per sempre il Sudafrica ed il mondo dal più crudele sistema di discriminazione razziale denominato apartheid. Solo simile allo schiavitù praticata per secoli dalle potenze occidentali in vari paesi come Cuba, dove si è abolita solo 127 anni fa.</p>
<p>Non basterebbe il tempo per risarcire dal maggiore crimine razziale della storia. Cuba ha fatto un enorme sforzo e Sudafrica, il suo popolo e Mandela, lo hanno riconosciuto.</p>
<p>Eugenio Martinez Enriquez</p>
<p>Ambasciatore di Cuba presso il Regno di Spagna</p>
<p>preso da Pleamares</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Il commercio delle sbarre negli Stati Uniti</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 23:39:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carceri]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[schiavitù]]></category>
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		<description><![CDATA[Un commercio in piena espansione e che già fattura negli Stati Uniti più di cinque mila milioni di dollari, come si dice in Cuba, “por lo bajito”. Quale è? Le carceri private. Va tanto bene che la maggiore impresa di questo tipo, Corrections Corporation of America (CCA), ha proposto a 48 stati nordamericani di comprargli i loro centri di detenzione. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3234" src="/files/2012/02/carcelestados-unidos.jpg" alt="" width="300" height="250" />Un commercio in piena espansione e che già fattura negli Stati Uniti più di cinque mila milioni di dollari, come si dice in Cuba, “por lo bajito”. Quale è? Le carceri private. Va tanto bene che la maggiore impresa di questo tipo, Corrections Corporation of America (CCA), ha proposto a 48 stati nordamericani di comprargli i loro centri di detenzione. </strong></p>
<p>La CCA ha 37 “gruppi di pressione” al servizio dei suoi interessi, soprattutto nel Congresso, una dimostrazione del potere crescente di questo settore e di come funzionano le imprese private negli USA.</p>
<p>In che cosa consiste il negozio? Perché è tanto lucroso? Gli Stati devono pagare alle carceri private un importo milionario tutti gli anni per prestare questo servizio al paese, si calcola che le prigioni costano al popolo statunitense più di 1700 milioni di dollari tutti gli anni, ma non è questa via la maggiore entrata di denaro; per legge, negli Stati Uniti le imprese private possono contrattare la loro manodopera nei centri penitenziari, e questo si è un commercio importante.</p>
<p>Ci pensi… nelle prigioni non ci sono scioperi, gli imputati sono disponibili il tempo necessario, non si contano straordinari né ferie, non esistono quelli che arrivano tardi né problemi familiari, e lo stipendio, è il fatto più stimolante per i dirigenti, lo stipendio consiste in centesimi all&#8217;ora. Secondo alcuni analisti, questa manodopera economica stimola gli investimenti ed il ritorno di molte imprese che lasciarono il paese per investire in Asia.</p>
<p>Il peso produttivo? Secondo studi, nella decade scorsa le prigioni produssero il 100% dei caschi militari, porta munizioni, giubbotti antiproiettile ed altro materiale militare. L&#8217;onnipotente Complesso Militare Industriale sembra essere un cliente molto importante, ma non l&#8217;unico. Le prigioni hanno anche tra i loro clienti le compagnie private dedicate all&#8217;industria leggera, utensili domestici ed articoli di ufficio. Schiavitù legalizzata in pieno 21°secolo, nella democrazia suppostamente più sviluppata del mondo. Se questo fu nella decade scorsa, e l&#8217;auge si registra negli ultimi anni, si suppone che la richiesta di manodopera economica, in mezzo alla crisi, sia maggiore nel 2012.</p>
<p>Negli ultimi anni, i padroni delle carceri private hanno visto nei clandestini la gallina delle uova d’oro. Secondo alcune ONG pro-immigranti, questi signori consumarono tra il 1999 ed il 2009 più di 20 milioni di dollari in intrighi per ottenere una maggiore quantità di leggi contro i clandestini, perfino, sono uno dei grandi patrocinatori della famosa legge in Arizona che posteriormente si replicò in altre regioni del paese.</p>
<p>Annualmente si arrestano 400 mila immigranti che vanno a parare nelle prigioni federali o statali, private o pubbliche. Questo successo del negozio spiega, in parte, perché gli Stati Uniti hanno il 25% della popolazione carceraria del pianeta. L&#8217;equazione è molto semplice: più carcerati… più denaro.</p>
<p>articolo di Oliver Zamora</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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