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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Saul Landau</title>
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		<title>&#8220;Saul, lo so che è solo un viaggio&#8221;: Gerardo Hernandez</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Aug 2013 19:37:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gerardo Hernandez, prigioniero politico negli Stati Uniti, ha inviato un messaggio al cineasta, scrittore ed accademico nordamericano Saul Landau, che affronta una grave malattia. Gerardo, Fernando Gonzalez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino e Renè Gonzalez, detenuti a Miami nel 1998 per allertare Cuba su piani di gruppi violenti radicati nel sud della Florida, sono stati giudicati e condannati in quel paese ad elevate pene in prigione.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-6983" src="/files/2013/08/saul-landau-gerardo1.jpg" alt="" width="300" height="250" />Gerardo Hernandez, prigioniero politico negli Stati Uniti, ha inviato un messaggio al cineasta, scrittore ed accademico nordamericano Saul Landau, che affronta una grave malattia. </strong></p>
<p>Gerardo, Fernando Gonzalez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino e Renè Gonzalez, detenuti a Miami nel 1998 per allertare Cuba su piani di gruppi violenti radicati nel sud della Florida, sono stati giudicati e condannati in quel paese ad elevate pene in prigione.</p>
<p>Landau, che il passato giorno 7 è stato insignito con la Medaglia dell&#8217;Amicizia dall&#8217;Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli, ha visitato in varie occasioni Gerardo in prigione, insieme all&#8217;attore Danny Glover.</p>
<p>Di seguito, pubblichiamo il testo integro della missiva, divulgata oggi:</p>
<p>“Non è certo, Saul, non lo ripetere. Lo so già, anche altri lo dicono, ma non è certo. C&#8217;è dolore nella voce di Carmen, quando mi risponde al telefono, ma non può essere certo.</p>
<p>Mi dirai che sì, che vecchi amici ti hanno chiamato e che altri sono arrivati da lontano per vederti, che il tuo proprio corpo te lo dice gridando, che hanno cominciato già gli omaggi&#8230; non importa, io so che non è certo. Come può essere certo, con tanta gente che ti ammira e ti ama? Adriana, ogni volta che parliamo, mi chiede che ti chiami un’altra volta. (E se questo non ti dice molto, è perché non sai che lei difende come una gatta feroce ognuno dei nostri minuti di telefono). Tutto il mondo le domanda su di te, tutto il mondo, ma sanno che si tratta solo di un viaggio, che l’altra cosa non è certa.</p>
<p>Un viaggio verso dove? Non so bene. In questo, come nel baseball, è molto difficile mettersi d’accordo. È un viaggio del quale molti non ritornano, ma tu sì, tu sei tra i privilegiati. Sarai qui ogni volta che Danny mi visiterà, ed in Cuba quando ci riuniremo, noi Cinque. Ritornerai ogni volta che leggeranno qualcuno dei tuoi libri, o vedranno i tuoi documentari. Come potresti non esserci, quando qualcuno chiederà chi ha girato quelle immagini di Fidel spingendo la jeep bloccata nel fango di quella strada? O tante altre di quando hai percorso mezza Cuba con lui, nell&#8217;anno 68? Credi che potresti assentarti, quando qualcuno vedrà “Che il vero terrorista, per favore, si alzi” e finalmente comprenda il caso dei Cinque? Non c’è bisogno di dirlo, compare. Tu sarai lì purché si veda l&#8217;intervista con Salvador Allende, magari l&#8217;unica o la più importante che si è realizzato in inglese, e quando qualcuno scoprirà queste immagini ancora inedite di Fidel conversando in casa sua con Harry Belafonte.</p>
<p>È solo un viaggio, Saul, l’altra cosa non è certa. Verrai quando qualcuno desidererà sapere tutto sul carro-bomba che ha ucciso Letelier e Moffit nel pieno cuore di Washington. Quando si voglia capire il Chiapas, o ciò che succede nelle “maquiladoras”. Quando leggeranno i tuoi poemi, o i tuoi sempre abili articoli. Quando menzioneranno la tua Medaglia dell&#8217;Amicizia, di Cuba, il tuo Bernardo O´Higgins, del Cile, il tuo Emmy, ed i tuoi tanti premi ed onorificenze. Verrai quando io racconterò come ho avuto il privilegio di conoscerti, di imparare con te, di divertirmi con il tuo senso dell&#8217;umorismo, e quando mi domandino a chi devo la mia amicizia con Danny Glover. Sarai sempre con la tua famiglia, coi tuoi amici, coi tuoi alunni.</p>
<p>Indubbiamente non è certo, Saul, io so che è solo un viaggio. Quello che non so è se allora potremo comunicarci, e per questo motivo non voglio aspettare che parta per dirtelo: Grazie di tutto, fratello mio, è stato un onore condividere emozioni con te. A nome dei Cinque, dei nostri parenti, e di tanto cubani buoni: Grazie!</p>
<p>Non ti nego che siamo tristi, ma contemporaneamente ci rallegra sapere che nel tuo caso, quando sia, sarà solo un viaggio, perché tu hai saputo guadagnarti questo privilegio.</p>
<p>Molto presto tornerò a chiamarti, ma sai già, non mi ripetere l’altra cosa, perché non è certo, Saul. Non è certo che tu morirai.</p>
<p>Gerardo Hernandez Nordelo</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Saul Landau visita l&#8217;Eroe cubano Gerardo Hernandez</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 22:18:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ricorda una nota che pubblica oggi Cubadebate, presa dal bollettino digitale Progresso Settimanale che Gerardo è stato accusato di cospirazione per commettere assassinio perché, suppostamente -il governo non presentò evidenze -, lui consegnò deliberatamente l'informazione di volo alle autorità cubane affinché gli aeroplani fossero abbattuti.    ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4471" src="/files/2012/05/saul-landau-gerardo-danny-g.jpg" alt="" width="300" height="250" />Lo scrittore, giornalista, fautore di documentari ed accademico statunitense Saul Landau ha visitato nel penitenziario federale di massima sicurezza di Victorville, in California, l&#8217;eroe cubano Gerardo Hernandez, uno dei Cinque. </strong></p>
<p>Ricorda una nota che pubblica oggi Cubadebate, presa dal bollettino digitale Progresso Settimanale che Gerardo è stato accusato di cospirazione per commettere assassinio perché, suppostamente -il governo non presentò evidenze -, lui consegnò deliberatamente l&#8217;informazione di volo alle autorità cubane affinché gli aeroplani fossero abbattuti.</p>
<p>Riferisce Landau che Gerardo appare all’uscita della sala delle visite, si riporta davanti alle guardie, lo abbraccia e subito gli parla circa le sue idee per obbligare l&#8217;Agenzia di Sicurezza Nazionale (NSA) a liberare la mappa vettoriale dell’abbattimento di due aeroplani di Hermanos al Rescate da parte di MiGs cubani il 24 febbraio 1996.</p>
<p>Come si potrebbe obbligare la NSA a che acceda? Non abbiamo risposta, ma la domanda rimane, sostiene Saul Landau, autore del documentario “Che si alzi in piedi il vero terrorista”, nel quale si evidenzia la doppia morale delle autorità di Washington, proteggendo nel suo seno Luis Posada Carrilles, autore intellettuale dell’abbattimento dell&#8217;aeroplano di Cubana con 73 persone a bordo.</p>
<p>La NSA ignorò le citazioni degli avvocati difensori del lottatore cubano affinché presentassero le mappe vettoriali nel giudizio e negli appelli: “Sicurezza Nazionale”, le due parole letali che non si trovano nella Costituzione né nella Bibbia, costituirono la ragione (o meglio la scusa) per non presentare i documenti, ha esposto.</p>
<p>Che cosa ha motivato l’FBI ad arrestare Gerardo ed i suoi quattro colleghi?, ha domandato Landau. Hector Pesquera, rispose l&#8217;Eroe, perché questo personaggio -dice – è stato un famoso Agente a carico dell&#8217;Ufficio di Miami ed immediatamente deviò l&#8217;attenzione dai terroristi e la mise a fuoco sui Cinque cubani.</p>
<p>Dopo che la giuria consegnasse una dichiarazione di colpevolezza nel giudizio dei Cinque Cubani, Pesquera si vantò in una stazione radio di Miami che lui era stato chi cambiò la messa a fuoco ed invece di spiare le “spie” presentò accuse contro di loro.</p>
<p>Ci siamo dati un abbraccio d’addio, Gerardo alzò trionfalmente il pugno prima di ritornare alla sua cella, ed io camminai verso il secco vento del deserto, e mi diressi fino all&#8217;aeroporto dell&#8217;Ontario, in California, un’opportunità per pensare alla giustizia ed all&#8217;ingiustizia, sottolinea l&#8217;accademico statunitense.</p>
<p>Con informazioni dell’AIN</p>
<p>Traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Danny Glover e Saul Landau visitano Gerardo in prigione</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 21:09:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da Alameda, in California, il cineasta e professore Saul Landau narrò telefonicamente al programma Mesa Redonda Informativa della Televisione Cubana la visita che realizzò insieme all'attore statunitense Danny Glover a Gerardo Hernandez, uno dei Cinque, il sabato scorso.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_2364" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-2364" src="/files/2011/12/GerardoDannySaul.jpg" alt="Gerardo Hernandez, Danny Glover e Saul Landau" width="300" height="208" /><p class="wp-caption-text">Gerardo Hernandez, Danny Glover e Saul Landau</p></div>
<p>Da Alameda, in California, il cineasta e professore Saul Landau narrò telefonicamente al programma Mesa Redonda Informativa della Televisione Cubana la visita che realizzò insieme all&#8217;attore statunitense Danny Glover a Gerardo Hernandez, uno dei Cinque, il sabato scorso. </strong></p>
<p>Sono stati con lui per tre ore e mezza: “L’abbiamo visto pieno di entusiasmo ed allegria. Ci ha ricevuto con un sorriso e ci ha salutato alla fine con un gesto trionfale”, espresse il direttore di “Che il vero terrorista si alzi in piedi”, un documentario dedicato ai Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti.</p>
<p>La visita si è svolta sabato scorso: “Abbiamo guidato un&#8217;ora dall&#8217;Ontario (California), nel sud dello Stato, verso il deserto dove si trova la città di Victorville, sede della prigione di massima sicurezza dove si trova prigioniero Gerardo. Arrivando, il rituale è stato il solito. Ci hanno fatti passare in primo luogo attraverso una macchina a Raggi X, una guardia ci ha controllati, dopo, manualmente, e non possiamo avere con noi nient&#8217;altro che alcune monete per usarle nelle macchine di alimenti -in realtà di “veleno” (cibo spazzatura) -”, ha aggiunto Landau.<br />
Abbiamo incontrato Gerardo, condannato a due ergastoli più 15 anni, “pieno di entusiasmo, energia, molto felice di incontrarci. Ci sediamo di fronte al “cibo spazzatura” e passiamo tre ore e mezza. Parliamo di molti temi, in questione del caso e della possibilità che si possa effettuare un gesto umanitario. In questo momento esiste la possibilità di un cambio con il caso del nordamericano Alan Gross, accusato in Cuba e condannato a 15 anni.”</p>
<p>“Che ironia che Gerardo e gli altri stanno in prigione per combattere il terrorismo, mentre Luis Posada Carriles sta cenando nei ristoranti più eleganti a Miami, e tra le sue visite al proctologo, cospira coi suoi soci terroristi!”, ha detto Landau.</p>
<p>Ricordò l&#8217;appello presentato a favore di Gerardo e come l&#8217;Agenzia di Sicurezza Nazionale degli USA non si decide ancora a consegnare i documenti che dimostrano dove è accaduto realmente l&#8217;incidente tra i Mig Cubani e gli Aerei da turismo di Hermanos al Rescate, il 24 febbraio 1996 che hanno invaso lo spazio aereo di Cuba, fatto per il quale falsamente si incolpa l&#8217;antiterrorista.</p>
<p>Dicono che non li consegnano per “questioni di sicurezza nazionale”, come se fosse una frase della Bibbia, commentò Landau.</p>
<p>Saul ha detto che durante la visita lui e Danny Glover hanno fatto una foto con Gerardo, prima che la guardia avvisasse che era già finito il tempo e tutti dovevano uscire. “Gerardo ci salutò in una maniera trionfale, e noi ci siamo sentiti molto afflitti. Per strada mi domandavo: ‘perché Gerardo è tanto pieno di energia, e perché Danny Glover ed io ci sentiamo tanto depressi quando usciamo alla libertà?”</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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