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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Sara Gonzalez</title>
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		<title>Antonio Guerrero saluta senza lacrime la cantautrice Sara Gonzalez</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 17:50:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Antonio Guerrero]]></category>
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		<description><![CDATA[Da una cella dell'Istituzione Correttiva Federale di Marianna, in Florida, Antonio Guerrero -uno dei Cinque cubani prigionieri dell’impero 1998- ha scritto una lettera di omaggio e dolore per il decesso della cantautrice Sara Gonzalez. Nella sua missiva -pubblicata oggi dal sito web Cubadebate -, Guerrero si dispiace per la dolorosa notizia e l'assenza fisica dell'artista “nel momento del ritorno alla nostra amata patria, la nostra Cuba che lei tanto amò e difese col suo canto e col suo agire quotidiano”.  ]]></description>
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<div id="attachment_2493" style="width: 211px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-2493" src="/files/2011/12/Tonycubadebate.jpg" alt="Tony Guerrero" width="211" height="300" /><p class="wp-caption-text">Tony Guerrero</p></div>
<p>Da una cella dell&#8217;Istituzione Correttiva Federale di Marianna, in Florida, Antonio Guerrero -uno dei Cinque cubani prigionieri dell’impero 1998- ha scritto una lettera di omaggio e dolore per il decesso della cantautrice Sara Gonzalez. </strong></p>
<p>Nella sua missiva -pubblicata oggi dal sito web Cubadebate -, Guerrero si dispiace per la dolorosa notizia e l&#8217;assenza fisica dell&#8217;artista “nel momento del ritorno alla nostra amata patria, la nostra Cuba che lei tanto amò e difese col suo canto e col suo agire quotidiano”.</p>
<p>Ricorda inoltre un paio di brevi conversazioni sostenute tra loro due nel dicembre scorso, nelle quali -assicura &#8211; la fondatrice della Nuovo Trova cubana rifletteva ottimismo, desiderio infinito di continuare a creare, di continuare a cantare, di continuare a dare il meglio di sè per la Rivoluzione.</p>
<p>“Nessuno avrebbe potuto credere, ascoltandola parlare così che in quel momento, che il suo stato di salute era già molto grave”, afferma Antonio, condannato negli Stati Uniti &#8211; insieme a Gerardo Hernandez Nordelo, Fernando Gonzalez Llort, Ramon Labañino Salazar e Renè Gonzalez Sehwerert &#8211; per il suo lavoro di informazione sulle attività contro il suo paese di gruppi non governativi dell&#8217;estrema destra anticubana in Florida.</p>
<p>Ugualmente include nel messaggio un suo poema -interpretato dalla cantautrice nell&#8217;album di poesie musicate “Regresaré” -, che la stessa Sara Gonzalez sentì come proprio, come gli aveva confessato.</p>
<p>Commentando passaggi di uno dei temi antologici del repertorio della cantautrice (il “Su nombre es pueblo”, di Eduardo Ramos), Guerrero dice che la popolare cantante vivrà eternamente nel nostro popolo, preparato a lottare ed a continuare l&#8217;opera rivoluzionaria.</p>
<p>La ricorderemo senza pianto, assicura.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Sara Gonzalez: costernazione nella cultura cubana</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 22:49:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[decesso]]></category>
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		<description><![CDATA[C'è costernazione nella cultura cubana. Il generoso cuore de “La Gorda”, affettuoso appellativo col quale la chiamavano e lei chiamava tutto il mondo, smise di battere quando incominciava a farsi la notte del primo giorno di febbraio del 2012. A pochi minuti, i suoi più affettuosi amici –che sono cioè tutti i creatori vivi della musica cubana - passavano la notizia tra le lacrime e più di un grido di lamento contro il cancro che le fece soffrire e desiderare il riposo fisico definitivo.  ]]></description>
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<div id="attachment_2966" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-2966" src="/files/2012/02/sara.jpg" alt="Sara Gonzalez" width="300" height="250" /><p class="wp-caption-text">Sara Gonzalez</p></div>
<p>C&#8217;è costernazione nella cultura cubana. Il generoso cuore de “La Gorda”, affettuoso appellativo col quale la chiamavano e lei chiamava tutto il mondo, smise di battere quando incominciava a farsi la notte del primo giorno di febbraio del 2012.</strong></p>
<p>A pochi minuti, i suoi più affettuosi amici –che sono cioè tutti i creatori vivi della musica cubana &#8211; passavano la notizia tra le lacrime e più di un grido di lamento contro il cancro che le fece soffrire e desiderare il riposo fisico definitivo.</p>
<p>“Che cosa faccio senza Sara”, diceva Amaury Perez, abbracciato a sua moglie Petì. In casa sua, ogni suono del telefono era attesa con un&#8217;ansietà sconsolata nelle ore che precederono il decesso. Nella mattina avevano deciso di posporre il viaggio a Santiago di Cuba, dopo l&#8217;avvertenza dei medici che la voce femminile della Nuova Trova, stava in condizioni estreme.</p>
<p>“Lei fu la prima persona che mi parlò di Silvita”, commentava commosso Josè Maria Vitier, che abbandonò in fretta gli studi Abdala, dove registra un disco con la Sinfonica, per andare con sua moglie al CIMEQ.</p>
<p>Fino a lì &#8211; dove fu amorevolmente curata per mesi ed era appena morto Sara &#8211; erano corsi prima lo stesso Amaury, Abel Prieto ed Abel Acosta per accompagnare il dolore di Diana Balboa, la sua instancabile compagna nella vita ed infermiera nella lunga battaglia contro la malattia.</p>
<p>Nessuno sembrava parlare. “Per quanto uno si prepari, la morte si dà sempre duramente…”, commentò, quasi in un sussurro, il Ministro di Cultura, col viso triste per il dolore.</p>
<p>Con la serenità che provoca la certezza che non c&#8217;era oramai niente da fare, che è il momento di lasciare partire chi si ama, Diana appena ha detto quello che “La Gorda” aveva voluto che facessero col suo corpo malato: “cremarla e lanciare le sue ceneri all&#8217;entrata alla baia della sua amata Avana.”</p>
<p>Il resto è l&#8217;eredità che lascia alla cultura cubana: la voce che cantò al mondo la dignità di un popolo e la meraviglia di un&#8217;epoca. La voce de La Victoria.</p>
<p>Dalle nove della mattina di questo giovedì 2 febbraio, le sue ceneri riceveranno, nei giardini dell&#8217;Istituto Cubano della Musica, l&#8217;omaggio di quelli le cui vite raccontò in canti. Sicuramente rimarrà piccolo lo spazio per tanta gente. Non bisogna dimenticare che il suo nome è popolo.</p>
<p>articolo di Arleen Rodriguez Derivet</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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