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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; sanzioni anti-Venezuela</title>
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		<title>Venezuela: Comunicato Ufficiale in risposta alla dichiarazione dell’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri Federica Mogherini</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Apr 2018 01:34:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Mogherini]]></category>
		<category><![CDATA[sanzioni anti-Venezuela]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela respinge con forza la dichiarazione dell’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri Federica Mogherini, a nome dell’Unione Europea, cui è stata rilasciata il 19 aprile 2018, in chiara violazione dei principi più elementari del diritto internazionale e delle disposizioni riguardo il rispetto della sovranità, l’autodeterminazione dei popoli e la non ingerenza negli affari interni degli Stati, stabiliti nella Carta delle Nazioni Unite.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10478" alt="Comunicado-2" src="/files/2018/04/Comunicado-2.jpg" width="580" height="387" />Il Governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela respinge con forza la dichiarazione dell’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri Federica Mogherini, a nome dell’Unione Europea, cui è stata rilasciata il 19 aprile 2018, in chiara violazione dei principi più elementari del diritto internazionale e delle disposizioni riguardo il rispetto della sovranità, l’autodeterminazione dei popoli e la non ingerenza negli affari interni degli Stati, stabiliti nella Carta delle Nazioni Unite.</strong></p>
<p>Con questo tipo di posizione, l’Unione Europea e i suoi Stati membri danno un nuovo esempio della deplorevole subordinazione ai dettami del governo degli Stati Uniti d’America. Queste azioni costituiscono un’aggressione contro il popolo venezuelano e lo Stato venezuelano e le sue istituzioni legittime e sovrane.</p>
<p>È importante ricordare all’Alto Rappresentante che il sistema elettorale del Venezuela è uno dei maggiori punti di forza della nostra democrazia, è l’esempio del progresso del nostro popolo nel consolidare il loro diritto a scegliere in pace e senza l’ingerenza di alcuna nazione o potenza straniera. Il Potere Elettorale venezuelano è un pilastro fondamentale della patria venezuelana.</p>
<p>La sua efficienza e trasparenza sono state riconosciute in tutto il mondo ed è un punto di riferimento per molte nazioni democratiche, inclusi gli Stati dell’Unione Europea.</p>
<p>Il Potere Elettorale ha invitato, senza alcuna limitazione, degli osservatori internazionali, in particolare dell’Unione europea, in modo che possano attestare la trasparenza del processo elettorale che alcuni intendono mettere in discussione prima della sua realizzazione.</p>
<p>Nonostante le dichiarazioni dell’Alto Rappresentante, il Governo Bolivariano del Venezuela e le autorità elettorali ribadiscono l’invito che è stato presentato all’Alto Rappresentante a partecipare, in qualità di osservatore internazionale il prossimo 20 maggio, invito che è stato consegnato direttamente dal Ministro degli Affari Esteri Jorge Arreaza l’11 aprile a Bruxelles.</p>
<p>Allo stesso modo, il Ministro degli Esteri del Venezuela sollecita l’Alto Rappresentante a iniziare tutte le procedure, eque e appropriate, affinché le istituzioni finanziarie europee sblocchino i fondi e le operazioni dello Stato venezuelano, come segno di indipendenza di fronte la sottomissione dimostrata nei confronti delle misure unilaterali e illegali coercitive emesse dall’amministrazione di Donald Trump contro l’economia e il popolo del Venezuela.</p>
<p>ll Venezuela sarà sempre disposto a impegnarsi in un dialogo costruttivo con l’Unione Europea ei suoi Stati membri; un dialogo basato sul rispetto reciproco e sul trattamento tra uguali, come dimostrato nei giorni scorsi dal Presidente Nicolás Maduro, proponendo e realizzando la normalizzazione delle relazioni diplomatiche con il Regno di Spagna.</p>
<p>Oggi 19 aprile, data in cui si commemora l’inizio della ferma decisione del popolo venezuelano di essere libero e indipendente, riaffermiamo le idee di Símon Bolívar, che nel suo messaggio ai delegati del Congresso Anfictionico di Panama, li esortava a resistere contro ogni ingerenza negli affari interni delle nazioni latinoamericane. Nessun vestigio imperiale, nazione, gruppo di paesi o organizzazioni di qualsiasi tipo, può intervenire o influenzare la nostra indipendenza e il nostro incrollabile corso verso la libertà, la pace e la convivenza democratica.</p>
<p>Caracas, 19 aprile 2018</p>
<p>da Cubainformazione</p>
<p>traduzione: Francesco Monterisi</p>
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		<title>Venezuela: in rappresaglia… elezioni</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2018/01/25/venezuela-rappresaglia-elezioni/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Jan 2018 01:49:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni presidenziali]]></category>
		<category><![CDATA[Nicolas Maduro]]></category>
		<category><![CDATA[opposizione]]></category>
		<category><![CDATA[sanzioni anti-Venezuela]]></category>
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		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

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		<description><![CDATA[L'opposizione del Venezuela ed i governi che l'appoggiano continuano da anni esigendo elezioni presidenziali anticipate, ricorrendo per ciò alla violenza ed alle sanzioni economiche. Allora sta bene. Si sono convocate le elezioni presidenziali. Ed ora, l'opposizione, il Dipartimento di Stato, il Gruppo di Lima, l'OSA, le respingono. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10368" alt="venezuela-bandera" src="/files/2018/01/venezuela-bandera.jpg" width="580" height="326" />L&#8217;opposizione del Venezuela ed i governi che l&#8217;appoggiano continuano da anni esigendo elezioni presidenziali anticipate, ricorrendo per ciò alla violenza ed alle sanzioni economiche.  </strong></p>
<p>Allora sta bene. Si sono convocate le elezioni presidenziali. Ed ora, l&#8217;opposizione, il Dipartimento di Stato, il Gruppo di Lima, l&#8217;OSA, le respingono.</p>
<p>E la stampa internazionale? Il quotidiano spagnolo ABC affermava che “Nicolas Maduro pensa di stravincere nei suffragi ed ancorarsi nel potere.”</p>
<p>E riconosceva la ragione: “la profonda divisione che soffre l&#8217;opposizione venezuelana che (…) non conta su un candidato unico che sappia affrontarlo”.</p>
<p>Questo è il problema: l&#8217;opposizione continua da cinque anni ad esigere elezioni ed, ora, quando arrivano, già non sono d’accordo. È frammentata e ha perso tre elezioni negli ultimi sei mesi.</p>
<p>Ma la frase della settimana l’ha detta Henry Ramos Allup, dirigente oppositore: le elezioni “sono una rappresaglia per le recenti sanzioni dell&#8217;Unione Europea” contro Venezuela.</p>
<p>Sì, sì: la “rappresaglia” non sono le sanzioni, bensì le elezioni. Ora è tutto molto più chiaro!</p>
<p>Di Josè Manzaneda, direttore di Cubainformacion</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>Foto: Juan Barreto/AFP</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="https://youtu.be/xdIH1ap3Sps" >per vedere il video clikka qui</a></p>
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		<title>Venezuela condanna le sanzioni europee. &#8220;L&#8217;UE è una sussidiaria di Washington. Eseguono gli ordini imperialisti degli Usa&#8221;</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2018/01/19/venezuela-condanna-le-sanzioni-europee-lue-e-una-sussidiaria-di-washington-eseguono-gli-ordini-imperialisti-degli-usa/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Jan 2018 20:40:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[sanzioni anti-Venezuela]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
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		<description><![CDATA[Il ministro degli Esteri del Venezuela, Jorge Arreaza, ha condannato le sanzioni che l'Unione europea (UE) ha emesso nei confronti di sette funzionari del governo del presidente Nicolas Maduro. Una misura che, a suo parere, rivela la complicità tra l'imperialismo degli Stati Uniti e il blocco della comunità.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10358" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-10358" alt="Jorge Arreaza" src="/files/2018/01/Arreaza.jpg" width="580" height="290" /><p class="wp-caption-text">Jorge Arreaza</p></div>
<p><strong>Il ministro degli Esteri del Venezuela, Jorge Arreaza, ha condannato le sanzioni che l&#8217;Unione europea (UE) ha emesso nei confronti di sette funzionari del governo del presidente Nicolas Maduro. Una misura che, a suo parere, rivela la complicità tra l&#8217;imperialismo degli Stati Uniti e il blocco della comunità.</strong></p>
<p>L&#8217;alto diplomatico venezuelano ha dichiarato che le sanzioni sono state decise dopo una visita del Sottosegretario di Stato per gli affari politici degli Stati Uniti, Thomas Shannon, al primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, a Madrid. &#8220;(Shannon) ha dato istruzioni e ordini imperialisti per iniziare questo processo dall&#8217;Unione Europea&#8221;, ha detto il capo della diplomazia venezuelana che ha definito l&#8217;Unione Europea &#8220;sussidiaria degli interessi&#8221; di Washington.</p>
<p>Le nuove sanzioni non sono certo volte a promuovere la stabilità e la pace nel territorio venezuelano facilitando i dialoghi tra il governo e l&#8217;opposizione, dal momento che l&#8217;approvazione delle sanzioni, rivela Arreaza, avviene proprio nel giorno in cui l&#8217;opposizione ha deciso di non partecipare alla riunione di dialogo programmata con il governo  nella Repubblica Dominicana.</p>
<p>Il Sottosegretario di Stato agli affari politici, Thomas Shannon, ha dichiarato oggi che il suo paese sta preparando una nuova &#8220;rete di sanzioni&#8221; contro il Venezuela, per  &#8220;facilitare&#8221; &#8211; ironico ossimoro imperiale &#8211; il processo di pace tra il governo e l&#8217;opposizione del paese sudamericano. &#8220;Dicono al mondo che sanzionano il governo venezuelano per il dialogo &#8230; Sarà Julio Borges, il principale negoziatore dell&#8217;opposizione, che deve essere punito, giusto?&#8221;, ha concluso ironizzando in conferenza stampa Arreaza che ha bollato come &#8220;deplorevole errore&#8221; la decisione dei paesi membri dell&#8217;Ue di adottare una tale decisione.</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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		<title>Venezuela si ribella al petrodollaro e Trump annuncia &#8220;l&#8217;opzione militare&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Sep 2017 21:41:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manlio Dinucci]]></category>
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		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
		<category><![CDATA[yuan cinesi]]></category>

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		<description><![CDATA[«A partire da questa settimana si indica il prezzo medio del petrolio in yuan cinesi»: lo ha annunciato il 15 settembre il Ministero venezuelano del petrolio. Per la prima volta il prezzo di vendita del petrolio venezuelano non è più indicato in dollari. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman"><span style="font-size: large"><img class="alignleft size-full wp-image-10171" alt="Manlio" src="/files/2017/09/Manlio.jpg" width="580" height="299" />«A partire da questa settimana si indica il prezzo medio del petrolio in yuan cinesi»: lo ha annunciato il 15 settembre il Ministero venezuelano del petrolio. Per la prima volta il prezzo di vendita del petrolio venezuelano non è più indicato in dollari.</p>
<p>È la risposta di Caracas alle sanzioni emanate dall’amministrazione Trump il 25 agosto, più dure di quelle attuate nel 2014 dall’amministrazione Obama: esse impediscono al Venezuela di incassare i dollari ricavati dalla vendita di petrolio agli Stati uniti, oltre un milione di barili al giorno, dollari finora utilizzati per importare beni di consumo come prodotti alimentari e medicinali. Le sanzioni impediscono anche la compravendita di titoli emessi dalla Pdvsa, la compagnia petrolifera statale venezuelana. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman"><span style="font-size: large"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="font-size: large">Washington mira a un duplice obiettivo: accrescere in Venezuela la penuria di beni di prima necessità e quindi il malcontento popolare, su cui fa leva l’opposizione interna (foraggiata e sostenuta dagli Usa) per abbattere il governo Maduro; mandare lo Stato venezuelano in default, ossia in fallimento, impedendogli di pagare le rate del debito estero, ossia far fallire lo Stato con le maggiori riserve petrolifere del mondo, quasi dieci volte quelle statunitensi. </span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman"><span style="font-size: large"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="font-size: large"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="font-size: large">Caracas cerca di sottrarsi alla stretta soffocante delle sanzioni, quotando il prezzo di vendita del petrolio non più in dollari Usa ma in yuan cinesi. Lo yuan è entrato un anno fa nel paniere delle valute di riserva del Fondo monetario internazionale (insieme a dollaro, euro, yen e sterlina) e Pechino sta per lanciare contratti futures di compravendita del petrolio in yuan, convertibili in oro.</p>
<p>«Se il nuovo future prendesse piede, erodendo anche solo in parte lo strapotere dei petrodollari, sarebbe un colpo clamoroso per l’economia americana», commenta il <i>Sole 24 Ore</i>.</p>
<p>Ad essere messo in discussione da Russia, Cina e altri paesi non è solo lo strapotere del petrodollaro (valuta di riserva ricavata dalla vendita di petrolio), ma l’egemonia stessa del dollaro. Il suo valore è determinato non dalla reale capacità economica statunitense, ma dal fatto che esso costituisce quasi i due terzi delle riserve valutarie mondiali e la moneta con cui si stabilisce il prezzo del petrolio, dell’oro e in genere delle merci.</p>
<p>Ciò permette alla Federal Reserve, la Banca centrale (che è una banca privata), di stampare migliaia di miliardi di dollari con cui viene finanziato il colossale debito pubblico Usa – circa 23 mila miliardi di dollari – attraverso l’acquisto di obbligazioni e altri titoli emessi dal Tesoro.<br />
</span></span><br />
</span></span><span style="font-family: Times New Roman"><span style="font-size: large">In tale quadro, la decisione venezuelana di sganciare il prezzo del petrolio dal dollaro provoca una scossa sismica che, dall’epicentro sudamericano, fa tremare l’intero palazzo imperiale fondato sul dollaro. Se l’esempio del Venezuela si diffondesse, se il dollaro cessasse di essere la principale moneta del commercio e delle riserve valutarie internazionali, una immensa quantità di dollari verrebbe immessa sul mercato facendo crollare il valore della moneta statunitense.</p>
<p>Questo è il reale motivo per cui, nell’Ordine esecutivo del 9 marzo 2015, il presidente Obama proclamava «l’emergenza nazionale nei confronti della inusuale e straordinaria minaccia posta alla sicurezza nazionale e alla politica estera degli Stati uniti dalla situazione in Venezuela».</p>
<p>Lo stesso motivo per cui il presidente Trump annuncia una possibile «opzione militare» contro il Venezuela. La sta preparando lo U.S. Southern Command, nel cui emblema c’è l’Aquila imperiale che sovrasta il Centro e Sud America, pronta a piombare con i suoi artigli su chi si ribella all’impero del dollaro.</p>
<p>di Manlio Dinucci- il Manifesto</p>
<p>preso da l&#8217;Antidiplomatico<em></em></span></span><br />
</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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