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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; salute</title>
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		<title>“Sacrificate i deboli!”</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2020 00:56:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Crescono le opinioni, in diversi paesi, a favore della riapertura economica e della flessibilizzazione, più o meno graduale, delle restrizioni legate alla pandemia.  Ma allo stesso tempo crescono gli appelli di allerta dell’OMS e di prestigiosi scienziati circa le gravissime conseguenze dell’abbassamento della guardia e dell’anticipazione nel cantar vittoria contro un terribile nemico che mostra, ogni giorno, la sua forza e la sua aggressività. Trump non vuole sapere di avvertimenti specializzati, tanto meno dell’orrore incontrollato che mostrano le statistiche. È diventato un capo delle posizioni più aperte ed irresponsabili.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11487" alt="sacrifice" src="/files/2020/04/sacrifice.jpg" width="580" height="326" />Crescono le opinioni, in diversi paesi, a favore della riapertura economica e della flessibilizzazione, più o meno graduale, delle restrizioni legate alla pandemia.  Ma allo stesso tempo crescono gli appelli di allerta dell’OMS e di prestigiosi scienziati circa le gravissime conseguenze dell’abbassamento della guardia e dell’anticipazione nel cantar vittoria contro un terribile nemico che mostra, ogni giorno, la sua forza e la sua aggressività.</strong></p>
<p>Trump non vuole sapere di avvertimenti specializzati, tanto meno dell’orrore incontrollato che mostrano le statistiche. È diventato un capo delle posizioni più aperte ed irresponsabili.</p>
<p>Ha insistito sul fatto che la chiusura di un paese può “distruggerlo” e che gli USA “non sono stati creati per stare chiuso”. Ha anche fatto una lettura ottimistica, sì, anche se suona irrazionale, dei risultati delle misure di distanziamento sociale: “La situazione nei punti critici…si sta stabilizzando”.</p>
<p>Allo stesso tempo, molti dei suoi sostenitori, fanatici (esibendo, alcuni, armi da fuoco), sono scesi in strada per fare pressione sulle autorità statali ed accelerare il processo di apertura.<br />
Agiscono in modo provocatorio nei confronti del personale sanitario che cerca di persuaderli ed esibiscono minacciosi, patriottardi e fascistoidi cartelli.</p>
<p>Un cartello dei manifestanti è un mix quasi umoristico di assurdità con paranoia anticomunista: «Social Distancing? Comunism» (ovvero: distanziamento sociale? è uguale al comunismo).</p>
<p>Un altro va oltre. È stato sollevato durante una manifestazione nel Tennessee ed è stato segnalato da una rete televisiva locale. Sembra scritto da Josef Mengele o da qualche altro medico nazista dedicato all’eugenetica: “Sacrificate i deboli!”<br />
È una sintesi insuperabile del sogno dorato dei neofascisti “forti”, “trionfatori” della razza “superiore”, che vedrebbero di buon occhio un’epidemia in grado di effettuare, in tempi record, una “pulizia etnica”, oltre allo strettamente razziale, in cui fossero soppressi tutti i “perdenti”, neri, latini, immigrati, omosessuali, femministe, dirigenti sociali ed indigeni, persone contaminate dal virus della resistenza e dell’emancipazione.</p>
<p>Una replica, in piccolo, di Trump, Jair Bolsonaro, non presta neppure attenzione all’OMS né agli epidemiologi. Si è unito ai manifestanti che hanno rotto la quarantena per radunarsi davanti al Quartier Generale dell’Esercito a Brasilia e chiedere un intervento militare e la chiusura del Congresso. Lì ha diretto aspre critiche ai leader del Congresso, a governatori e sindaci ed a tutti coloro che difendono le misure di quarantena e di distanziamento sociale.</p>
<p>Nel frattempo, in un montaggio parallelo, suo figlio Carlos Bolsonaro, consigliere dell’assemblea di Rio de Janeiro, ha realizzato (e filmato per le reti) una performance molto bellicosa, in cui circa 15 persone, vestite di maglioni scuri con l’effigie del presidente brasiliano, scaricavano le loro pistole contro un bersaglio immaginario. Il risultato: una ripugnante immagine di stupida violenza ed apparentemente intimidatoria.</p>
<p>Il brillante ricercatore Ariel Dorfmann ricordava il generale fascista Millán Astray, mentore e amico di Francisco Franco, e le sue funeste parole (“Abbasso l’intelligenza! Viva la morte!”), quando, nell’ottobre 2017, scoprì molto presto che Trump “stava conducendo un’inquietante guerra contro la scienza e la verità”. All’epoca era allarmato dal rifiuto di Trump delle leggi ambientali e del lavoro, dall’imprudente licenziamento di esperti, dai tagli al bilancio della scienza e del sistema sanitario.</p>
<p>Ora nel mezzo della pandemia, Dorfmann rivede la somma di goffaggine, sciocchezze e rivelazioni scandalose del “trumpismo”, come gli avvertimenti giunti al presidente sulla necessità di attuare un piano per affrontare l’epidemia, e lo smantellamento, all’inizio del 2018, della ufficio e del team responsabile della lotta di questi tipi di malattie. Ma, ci dice, questa non è la cosa principale: «… La risposta incoerente e goffa a questa emergenza, lungi dall’essere accidentale, è il risultato di un disprezzo sistematico per la scienza, un’arroganza imbecille che risale all’inizio stesso del regime di Trump, che è profondamente radicato nel DNA anti-intellettuale di quel presidente e dei suoi seguaci».</p>
<p>In effetti, l’essenza è culturale.</p>
<p>Trump, la sua squadra, i suoi fedeli seguaci, come Bolsonaro ed i suoi eredi, rappresentano la cultura fascista che ama sopra ogni altra cosa il Denaro, la Fama, il Potere arrogante, idiota, narcisista; che odia l’arte genuina, l’intelligenza, la tradizione umanista; che è disposta a sacrificare i “deboli” per salvare ‘gli eletti’.</p>
<p>di Abel Prieto</p>
<p>da Granma</p>
<p>traduzione di Francesco Monterisi</p>
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		<title>Vietnam insieme a Cuba contro COVID-19: dona 5 000 tonnellate di riso</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2020 23:28:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'ambasciatrice di Cuba in Vietnam, Lianys Torres, è stata ricevuta dal primo ministro, Nguyen Xuan Phuc, poco dopo che il Partito Comunista del Vietnam (PCV) e lo Stato ed il popolo di quello paese donassero all'Isola 5 000 tonnellate di riso, durante la lotta contro COVID-19. Per Vietnam, la solidarietà e l'amicizia con Cuba sono un'ordine del cuore e della mente, ha detto il primo ministro.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11464" alt="vietnam_arroz_sacos_cargame" src="/files/2020/04/vietnam_arroz_sacos_cargame.jpg" width="580" height="386" />L&#8217;ambasciatrice di Cuba in Vietnam, Lianys Torres, è stata ricevuta dal primo ministro, Nguyen Xuan Phuc, poco dopo che il Partito Comunista del Vietnam (PCV) e lo Stato ed il popolo di quello paese donassero all&#8217;Isola 5 000 tonnellate di riso, durante la lotta contro COVID-19.  </strong></p>
<p>Per Vietnam, la solidarietà e l&#8217;amicizia con Cuba sono un&#8217;ordine del cuore e della mente, ha detto il primo ministro.</p>
<p>Ricevendo l&#8217;ambasciatrice, il capo di Governo ha detto che il Partito Comunista, lo Stato ed i popolo vietnamiti sono vicini a Cuba in mezzo alla lotta contro il nuovo coronavirus.</p>
<p>Xuan Phuc ha affermato che il Ministero di Difesa del Vietnam è in contatto con le autorità cubane incaricate di affrontare la pandemia, e che il suo paese sarà al fianco della nazione antillana per aiutarla ad attenuare i rigori del bloqueo ed ad affrontare le difficoltà che genera il nuovo coronavirus.</p>
<p>Vietnam farà tutto il possibile per aumentare la cooperazione ed i vincoli bilaterali con Cuba, ha aggiunto.</p>
<p>Inoltre, l&#8217;ambasciatrice cubana ha ricevuto una lettera del segretario generale del PCV e presidente del Vietnam, Nguyen Phu Trong, per il primo segretario del Partito Comunista di Cuba (PCC), Raul Castro, ed al presidente Miguel Diaz-Canel.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Ministero di Relazioni Esteriori: la pandemia dimostra la necessità di cooperazione nonostante le differenze politiche</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2020 00:29:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La pandemia arriva e si diffonde in uno scenario previamente caratterizzato dalla schiacciante disuguaglianza economica e sociale tra le nazioni e in seno di esse. Con flussi migratori e di rifugiati senza precedenti; dove la xenofobia e la discriminazione raziale riemergono; e dove gli impressionanti progressi della scienza e della tecnologia, specie in materia di salute, si centrano sempre di più negli affari in campo farmaceutico e nel commercio dei farmaci anziché orientarsi alla tutela del benessere e della vita in salute delle maggioranze. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11460" alt="Cubadebate" src="/files/2020/04/Cubadebate.jpg" width="580" height="352" />L’impatto del COVID19 può essere già misurato e si potrà valutare nel futuro dall’impressionante numero di persone contagiate, dalle cifre inaccettabili di persone decedute, dal danno indiscutibile cagionato all’economia mondiale, alla produzione, al commercio, all’occupazione e alle entrate personali di milioni di persone. Si tratta di una crisi che supera con larghezza l’ambito sanitario.</strong></p>
<p>La pandemia arriva e si diffonde in uno scenario previamente caratterizzato dalla schiacciante disuguaglianza economica e sociale tra le nazioni e in seno di esse. Con flussi migratori e di rifugiati senza precedenti; dove la xenofobia e la discriminazione raziale riemergono; e dove gli impressionanti progressi della scienza e della tecnologia, specie in materia di salute, si centrano sempre di più negli affari in campo farmaceutico e nel commercio dei farmaci anziché orientarsi alla tutela del benessere e della vita in salute delle maggioranze.</p>
<p>Arriva in un mondo caratterizzato da modelli di produzione e di consumo insostenibili e incompatibili con la condizione consumabile delle risorse naturali di cui dipende la vita nel pianeta, con particolare riguardo nei Paesi più industrializzati e tra il fior fiore dei Paesi in sviluppo.</p>
<p>Prima di individuare il primo malato, c’erano 820.000.000 di persone affamate nel mondo, 2.200.000.000 non avevano accesso all’acqua potabile, 4.200.000.000 non contavano sui servizi di bonifica gestiti in modo sicuro e 3.000.000.000 non avevano le strutture basilari per lavarsi le mani.</p>
<p>Tale sfondo è ancora più inammissibile nella misura in cui si riconosce che a livello globale si spendono, ogni anno, circa 618.700.000.000 di dollari statunitensi soltanto in pubblicità, assieme a 1.008.000.000.000 di dollari statunitensi a titolo di spese militari e in armi, che sono assolutamente inutili per combattere la minaccia che rappresenta il COVID19, con le sue decine di migliaia di deceduti.</p>
<p>Il virus non fa alcuna distinzione tra le persone. Non fa distinzione tra ricchi e poveri, tuttavia i suoi effetti devastatori si moltiplicano proprio tra i più indifesi, tra quelli a più scarse entrate, nel mondo povero e sottosviluppato, nei borsoni di povertà delle città industrializzate. Si fa sentire con un impatto speciale laddove le politiche neoliberiste e di riduzione delle spese sociali hanno limitato la capacità dello Stato nella gestione pubblica.</p>
<p>Ci sono più vittime laddove ci sono stati applicati tagli governativi al bilancio destinato alla salute pubblica. Provoca più danno economico laddove lo Stato ha poche possibilità oppure non ha alcuna scelta per salvare coloro che perdono il lavoro, chiudono i negozi e patiscono la riduzione drammatica ovvero la fine delle loro fonti di entrate personali e familiari. Nei Paesi più sviluppati, cagiona più morti tra i poveri, gli immigranti e, nel caso particolare degli Stati Uniti, tra gli afroamericani e i latinoamericani.</p>
<p>Come aggravante, la comunità internazionale fa fronte a questa minaccia globale nei momenti in cui la maggior potenza militare, economica, tecnologica e comunicazionale del pianeta attua una politica estera orientata a attizzare e promuovere i conflitti, le divisioni, lo sciovinismo e gli atteggiamenti egemonistici e razzistici.</p>
<p>Nei momenti in cui per fare fronte complessivamente alla pandemia occorre spingere la cooperazione e incoraggiare l’importante ruolo delle agenzie internazionali, con particolare riguardo l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’attuale governo degli Stati Uniti attacca il multilateralismo e cerca di squalificare la riconosciuta leadership dell’OMS. Continua, inoltre, la sua sciagurata intenzione di approfittare il momento per imporre la sua dominazione e attaccare Paesi con i cui governi ha discrepanze.</p>
<p>Sono esempi chiarificatori le recenti e gravi minacce militari contro la Repubblica bolivariana del Venezuela e la proclamazione avantieri, da parte del presidente degli Stati Uniti, della Giornata e della Settimana Panamericane dal 14 al 18 aprile, abbinata a dichiarazioni neocoloniali e ispirate alla Dottrina Monroe contro il Venezuela, il Nicaragua e Cuba, evocando la Conferenza Panamericana, condannata 130 anni fa da José Martí. Nei quei stessi giorni, ma del 1961, ebbero luogo i combattimenti di Baia dei Porci.</p>
<p>Un altro esempio è l’attacco immorale e persistente contro lo sforzo cubano di offrire la sua solidarietà a quelle nazioni che hanno chiesto la cooperazione per fare fronte al COVID19. Invece di dedicarsi a promuovere la cooperazione e incoraggiare una risposta unita, alti funzionari del Dipartimento di Stato del suddetto Paese dedicano il loro tempo a fare dichiarazioni minaccianti contro i governi che, di fronte al dramma della pandemia, scelgono sovranamente di chiedere aiuto a Cuba.</p>
<p>Gli Stati Uniti commettono un crimine e lo sanno i funzionari quando, nell’attaccare in mezzo a una pandemia la cooperazione internazionale che offre Cuba, si propongono di privare milioni di persone del diritto umano universale ai servizi di sanità.</p>
<p>La dimensione dell’attuale crisi ci costringe a cooperare e a mettere in atto la solidarietà, perfino riconoscendo le differenze politiche. Il virus non rispetta né frontiere né ideologie. Minaccia la vita di tutti e tutti hanno la responsabilità di affrontarlo.  Nessun Paese dovrebbe assumere che è assai grande, ricco e potente da difendersi da solo, in isolamento e trascurando gli sforzi e i bisogni degli altri.</p>
<p>Occorre condividere e offrire informazione di qualità e affidabile.</p>
<p>Occorre fare i passi che consentano di coordinare la produzione e la distribuzione dell’attrezzatura medica, i mezzi di protezione e i medicinali, con un senso di giustizia. I Paesi con maggior disponibilità di risorse devono condividere con i più danneggiati e con coloro che arrivano alla pandemia meno preparati.</p>
<p>Ecco l’approccio con cui si lavora da Cuba. Ecco l’umile contributo di una nazione piccola, con scarse ricchezze naturali e sottoposta a un lungo e brutale blocco economico. Per decenni, abbiamo accumulato un’esperienza nello sviluppo della cooperazione internazionale in materia di sanità, riconosciuta generosamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalle nostre controparti.</p>
<p>Durante le scorse settimane abbiamo dato risposta alle richieste di cooperazione senza fermarci a valutare coincidenze politiche o danni economici. Fino alla data odierna sono stati inviati 21 gruppi di professionisti della sanità per aderire lo sforzo nazionale e locale in 20 Paesi, che si aggiungono o rinforzano ai gruppi di collaborazione medica ormai presenti in 60 nazioni, che si sono associati allo sforzo per combattere questa malattia laddove prestavano i loro servizi.</p>
<p>Abbiamo pure condiviso alcuni farmaci prodotti nell’Isola che, secondo la nostra pratica, hanno efficacia provata nella prevenzione o terapia della malattia.   Inoltre, il nostro personale medico ha partecipato da Cuba e tramite videoconferenze, alle consultazioni e dibattiti su terapie specifiche per pazienti o gruppi particolari di essi nei vari Paesi.</p>
<p>Tale sforzo si concretizza senza trascurare la responsabilità di proteggere la popolazione cubana, ciò che si osserva con rigore malgrado le immense limitazioni cagionate dal blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti. Gli interessati nel conoscere troveranno i dati che sorreggono questa affermazione perché sono pubblici. Quelli che hanno un po’ di dignità, capiranno che il blocco sottopone Cuba a una pressione straordinaria nel garantire i materiali e le attrezzature che sono alla base del sistema di salute pubblica e delle condizioni specifiche per fare fronte a questa pandemia.</p>
<p>Un esempio recente è quello del donativo proveniente dalla Cina che non è stato inviato a Cuba perché il vettore si rifiutò di farlo a causa del blocco economico imposto dagli Stati Uniti. Di fronte a questo, alti funzionari del Dipartimento di Stato hanno avuto la spudoratezza di dichiarare che gli Stati Uniti sportano a Cuba sia medicinali che attrezzatura medica. Tuttavia, non sono stati in grado di confermare tali falsità neanche con un solo esempio di transazione commerciale tra ambedue i Paesi.</p>
<p>E’ conosciuto e assai motivato che il blocco economico è l’ostacolo principale allo sviluppo di Cuba, alla prosperità del Paese e al benessere dei cubani.  Questa dura realtà, risultato unicamente ed esclusivamente dell&#8217;ostinato e aggressivo atteggiamento del governo degli Stati Uniti, non ci impedisce di offrire il nostro aiuto solidale.  Non lo neghiamo a nessuno, neanche al suddetto Paese che ci cagiona tanto danno, se questo fosse il caso.</p>
<p>Cuba è convinta che questo momento necessita della cooperazione e della solidarietà. Afferma che uno sforzo internazionale e politicamente aperto per sviluppare e condividere la ricerca scientifica e per scambiare esperienze tra i vari Paesi nell’azione preventiva, la protezione dei più indifesi e le pratiche di comportamento sociale, aiuterà a accorciare la durata della pandemia e a ridurre il ritmo delle perdite in vite umane. Crede decisamente che il ruolo e la leadership delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sono indispensabili.</p>
<p>L’espansione del virus si bloccherà eventualmente, più rapido e con meno spese, se lavoriamo unitamente.</p>
<p>Rimarrà allora la crisi economica e sociale che cagiona e le cui dimensioni nessuno è in grado di vaticinare con certezza.</p>
<p>Non possiamo aspettare l’arrivo del suddetto momento per unire volontà allo scopo di superare i grossi problemi e minacce che avremmo trovato e rispondere a quelli che esistevano ben prima che la pandemia cagionasse i primi morti.</p>
<p>Se non viene garantito ai Paesi in sviluppo l’accesso alla tecnologia che solitamente si centra nei Paesi più industrializzati, specie in materia di sanità, e se essi non condividono senza restrizioni e senza egoismo i progressi della scienza e i loro prodotti, la stragrande maggioranza della popolazione del pianeta rimarrà tanto o addirittura più esposta di oggi, in un mondo sempre più interconnesso.</p>
<p>Se non vengono eliminate le misure economiche coercitive motivate da ragioni politiche contro i Paesi in sviluppo e se essi non sono esonerati dal opprimente e impagabile debito estero e affrancati dal controllo spietato delle organizzazioni finanziarie internazionali, non ci si potremo fidare nell’illusione che ci sarà una migliore capacità di risposta di fronte alle disuguaglianze economiche e sociali che, anche senza pandemia, uccidono ogni anno dei milioni di persone, inclusi bambini, donne o anziani.</p>
<p>La minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali è reale e le aggressioni ininterrotte contro alcuni Paesi le aggravano.</p>
<p>È molto difficile pensare che l’eventuale fine della pandemia porterà a un mondo più giusto, più sicuro e più degno, se la comunità internazionale, rappresentata dai governi dei singoli Paesi, non si affretta da adesso nel conciliare e adottare decisioni che finora hanno dimostrato di essere ostinatamente evasive.</p>
<p>Rimarrà anche l’incertezza su quanto è preparata l’umanità per la prossima pandemia.</p>
<p>Abbiamo ancora il tempo di agire e di mobilitare la volontà di coloro che oggi hanno la responsabilità di farlo. Se si lascia alle generazioni avvenire, potrebbe essere molto tarde.</p>
<p>L’Avana, 16 aprile 2020</p>
<p>traduzione del Ministero di Relazioni Esteriori</p>
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		<title>Susanna Camusso: «Grazie Cuba, basta embargo»</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2020 22:35:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sistema sanitario cubano è uno dei migliori al mondo, ha risultati migliori di tante “potenze”, per esempio tasso di mortalità infantile inferiore a quello statunitense, aspettativa di vita più alta di tutta l’America Latina. Si basa su un principio, stabilito dalla riforma del 1959, di servizio sanitario nazionale gratuito con una fortissima medicina territoriale e una molteplicità di campagne di prevenzione. L’università è gratuita e aperta a giovani da tutto il mondo. Cuba ha 30 mila medici in sessantasette Paesi. Oggi di più visto che ci soccorrono in Europa.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11457" alt="italia-1-580x326" src="/files/2020/04/italia-1-580x326.jpg" width="580" height="326" />Il sistema sanitario cubano è uno dei migliori al mondo, ha risultati migliori di tante “potenze”, per esempio tasso di mortalità infantile inferiore a quello statunitense, aspettativa di vita più alta di tutta l’America Latina. Si basa su un principio, stabilito dalla riforma del 1959, di servizio sanitario nazionale gratuito con una fortissima medicina territoriale e una molteplicità di campagne di prevenzione. L’università è gratuita e aperta a giovani da tutto il mondo. Cuba ha 30 mila medici in sessantasette Paesi. Oggi di più visto che ci soccorrono in Europa.</strong></p>
<p>Dal 1992, anno dell’inasprimento del bloqueo da parte degli Stati Uniti, sono stati fatti numerosi piani per garantire questo diritto ai cubani nonostante la difficoltà di reperire farmaci, di rinnovare le attrezzature e così via.</p>
<p>È di queste ore la notizia che l’azienda produttrice di respiratori e ventilatori non li vende più a Cuba. Il mantra trumpiano delle sanzioni colpisce ancora.</p>
<p>Medici della brigata internazionale cubana, sono nei nostri ospedali, nelle corsie curano, cercano soluzioni contro il virus invisibile, ci parlano di mondo come patria comune e di solidarietà. Non è difficile immaginare che, allo stesso tempo, pensino alla loro casa, ai loro concittadini domandandosi come faranno ad essere altrettanto bencurati, se non possono ricevere apparecchiature mediche.</p>
<p>Certo loro lo faranno, ma noi riusciamo ad alzare lo sguardo dalle nostre paure e vedere gli effetti del bloqueo, dell’embargo, delle sanzioni imposte a tanti Paesi in difficoltà nel mondo? Scopriremmo che quelle sanzioni non colpiscono i governanti o i modi di governo, ma i popoli e la loro condizione, quelle sanzioni fanno arretrare benessere sanitario faticosamente conquistato a Cuba.</p>
<p>Noi siamo grati ai medici cubani, li ringraziamo, festeggiamo l’arrivo della seconda brigata, ci sentiamo accuditi e coccolati da chi viene da molto lontano e lo fa senza spocchia, senza prezzo. Dobbiamo essere grati a loro e alla loro isola e allora vogliamo, perché auspicare non basta, che si levi la voce del nostro Paese, per dire senza fronzoli fine dell’embargo, basta sanzioni ai popoli.</p>
<p>In tempi in cui tutti raccontano del nuovo mondo che dobbiamo progettare, cominciamo da questo gesto, preciso, in verità semplice.</p>
<p>di Susanna Camusso, Segretaria Generale della CGIL dal 2010 al 2019</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
]]></content:encoded>
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		<title>In studio un vaccino cubano che stimola l’immunità innata</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2020 01:19:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Dr. Gerardo E. Guillen Nieto, direttore delle Investigazioni Biomediche del Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologia (CIGB), ha spiegato nel programma televisivo “Mesa Redonda” lo sviluppo in Cuba di un vaccino capace di attivare l'immunità innata.  “Non è solo un progetto del CIGB, ma ha dimostrato la nostra capacità di integrazione. Insieme con le autorità di Salute Pubblica, il CENCEC ed il CECMED, abbiamo ottenuto in tempo record che questo vaccino si approvasse. Perfino gli specialisti dell'Ospedale Navale hanno partecipato a queste discussioni scientifiche. Il 26 marzo si è approvato lo studio clinico del vaccino ed il 27 c’erano già i primi volontari”, ha raccontato il direttore.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11455" alt="mesa-redonda-580x395" src="/files/2020/04/mesa-redonda-580x395.jpg" width="580" height="395" />Il Dr. Gerardo E. Guillen Nieto, direttore delle Investigazioni Biomediche del Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologia (CIGB), ha spiegato nel programma televisivo “Mesa Redonda” lo sviluppo in Cuba di un vaccino capace di attivare l&#8217;immunità innata.</strong></p>
<p>“Non è solo un progetto del CIGB, ma ha dimostrato la nostra capacità di integrazione. Insieme con le autorità di Salute Pubblica, il CENCEC ed il CECMED, abbiamo ottenuto in tempo record che questo vaccino si approvasse. Perfino gli specialisti dell&#8217;Ospedale Navale hanno partecipato a queste discussioni scientifiche. Il 26 marzo si è approvato lo studio clinico del vaccino ed il 27 c’erano già i primi volontari”, ha raccontato il direttore.</p>
<p>Guillen ha spiegato che si tratta di un vaccino con applicazione nasale e sublinguale che permette di stimolare l&#8217;immunità a livello locale, dove si trova l&#8217;entrata del virus nell&#8217;organismo.</p>
<p>“Domani includiamo l&#8217;ultimo paziente per culminare i volontari che partecipano allo studio clinico, e già nei campioni di sangue e di raschiamento sublinguale e delle tonsille abbiamo visto come si stimolano le molecole della superficie cellulare che rappresentano l&#8217;attivazione del sistema immune innato relazionato coi virus”, ha detto, risaltando i principali risultati scientifici.</p>
<p>Inoltre, ha precisato che nei campioni di sangue si vedono che si attivano i linfociti macrofagi, oltre ad altri recettori di queste molecole, addetti alla presentazione al sistema immune degli antigeni dello stesso virus ed alla stimolazione di una risposta immune specifica contro il coronavirus.</p>
<p>“Siamo a due livelli: dimostrando l&#8217;attivazione del sistema immune innato, e come questo attiva l&#8217;immunità specifica contro il virus”, ha argomentato lo scienziato.</p>
<p>“Non esistevano vaccini con questo proposito, il coronavirus ha provocato che si sviluppi questa reazione, e Cuba conta su prodotti che esistevano già e si sono perfezionati per essere applicati con questo obiettivo in specifico”, ha detto.</p>
<p>Guillen ha risaltato l’apporto dei ricercatori cubani nello sviluppo della biotecnologia, che hanno messo un gran impegno nei risultati che oggi si ottengono. “Questi erano processi che si sviluppavano durante diversi anni ed ora stanno trascorrendo in tempo record, 15 giorni. Questo è possibile grazie alla preparazione dei nostri ricercatori”, ha concluso.</p>
<p>dalla Redazione di Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Presidencia/Twitter</p>
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		<title>Discriminazioni che il virus non ha portato via</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2020 23:49:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nuovo coronavirus si è portato via confini e vite, abitudini ed impieghi; ma non è riuscito a strappare pregiudizi e discriminazioni che rimangono più forti delle paure. L'apparizione di questa pandemia in una città della Cina ha portato alle stelle in primo luogo gli attacchi anti-cinesi che sono affiorati in occidente. La retorica imperiale ha tentato di imporre i termini di virus o polmonite di Wuhan come nome della nuova malattia. Discorsi, espressioni, vignette e condotte hanno attaccato con efferatezza contro i nazionali del gigante asiatico.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11450" alt="racismo-2-580x326" src="/files/2020/04/racismo-2-580x326.jpg" width="580" height="326" />Il nuovo coronavirus si è portato via confini e vite, abitudini ed impieghi; ma non è riuscito a strappare pregiudizi e discriminazioni che rimangono più forti delle paure.  </strong></p>
<p>L&#8217;apparizione di questa pandemia in una città della Cina ha portato alle stelle in primo luogo gli attacchi anti-cinesi che sono affiorati in occidente. La retorica imperiale ha tentato di imporre i termini di virus o polmonite di Wuhan come nome della nuova malattia. Discorsi, espressioni, vignette e condotte hanno attaccato con efferatezza contro i nazionali del gigante asiatico.</p>
<p>Ma la pazienza cinese rende i suoi frutti, e dopo sopportare l&#8217;uragano spietato, questo paese ha potuto controllare la malattia, riaprire Wuhan ed offrire aiuto materiale ed esperienze mediche a decine di paesi nel mondo.</p>
<p>Negli Stati Uniti, nel frattempo, neri, latini e poveri sono le vittime principali della pandemia. Loro hanno meno accesso alle assicurazioni mediche ed ai servizi di salute.</p>
<p>A Chicago, la sesta città più popolata del paese, circa la metà dei quasi 5000 contagiati fino al 5 aprile erano persone di origine afrodiscendenti. In questa città sono morti 1824 neri, numero che rappresentava il 72% delle morti, benché sono solo il 30% della popolazione in una città di 2,7 milioni di abitanti.</p>
<p>“Queste cifre ti lasciano senza fiato”, ha detto il sindaco di Chicago, Lori Lightfoot, al quotidiano The New York Times. “È delle cose più forti che credo avere visto come sindaco.”</p>
<p>Il direttore generale dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Salute (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha rivelato ieri che negli ultimi tre mesi, periodo durante il quale la sua entità ha diretto la lotta globale contro il coronavirus, ha ricevuto minacce di morte ed attacchi di distinti tipi, tra loro quelli di carattere razzista.</p>
<p>“È da tre mesi che ricevo attacchi personali, alcuni razzisti e per essere onesto sono orgoglioso del mio colore. Ho ricevuto perfino minacce di morte, ma non mi importa in assoluto. Non mi importa essere attaccato se la gente sta morendo, stiamo perdendo vite ogni minuto!”, ha detto il funzionario di origine etiope.</p>
<p>Alcuni giorni fa, un medico francese ha suscitato un’ira opprimente suggerendo, in forma dispregiativa, che il possibile trattamento contro la COVID-19 dovrebbe avere gli africani come campo di sperimentazione.</p>
<p>Jean Paul Mira, capo dell&#8217;unità di attenzioni intensive di un ospedale parigino ha detto in un&#8217;intervista televisiva: “non dovremmo fare questo studio in Africa dove non ci sono mascherine, trattamento o attenzioni intensive, un po&#8217; come si fa, per certi studi sull’AIDS o con prostitute?”.</p>
<p>Nel momento di questa dichiarazione, Francia aveva riportato un numero di casi positivi al COVID-19 10 volte maggiore rispetto a tutta l&#8217;Africa insieme.</p>
<p>“No al trattamento degli africani come hamster da laboratorio umani!” ha scritto in twitter quello stesso giorno la stella ritirata del calcio Didier Drogba. “È assolutamente schifoso”.</p>
<p>La malattia principale degli esseri umani e della società contemporanea continua ad essere l&#8217;ingiustizia che divide i paesi in poderosi e deboli, che esclude persone per il loro colore della pelle, nazionalità, se sono disabili; che condanna alla morte in un&#8217;epidemia gruppi di persone in numero maggiore rispetto ad altre.</p>
<p>In questi tempi di riflessione profonda della specie umana davanti alle sfide che lacerano la sua stessa esistenza, converrebbe ricordare un postulato della Dichiarazione dell&#8217;Assemblea Generale dell&#8217;ONU in dicembre del 2013, dichiarando il Decennio Internazionale degli Afrodiscendenti: “tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti ed hanno la capacità di contribuire in maniera costruttiva allo sviluppo e benessere della società, e che tutte le dottrine di superiorità razziale sono scientificamente false, moralmente condannabili, socialmente ingiuste e pericolose e devono essere respinte, come le teorie con cui si pretende determinare l&#8217;esistenza di distinte razze umane”.</p>
<p>di Randy Alonso Falcon</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cuba e le sue due pandemie</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2020 23:50:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La chiusura è arrivata anche alle sue frontiere. Da una settimana vigeva una chiusura parziale e solo potevano entrare i residenti, ma a partire da oggi non potranno atterrare voli con passeggeri, salvo di emergenza ed aeroplani con determinati alimenti e merci. Il governo è da varie settimane in discussione da combattimento, con gabinetto giornaliero di crisi, prodighe spiegazioni attraverso i mezzi e studi di indagine attiva -revisione clinica nelle comunità – per oltre 8 milioni di cubani, in una popolazione di 11 milioni. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11438" alt="trumpvirus" src="/files/2020/04/trumpvirus.jpg" width="580" height="652" />“Nessuno muore, meno adesso”. È un verso di una canzone che Silvio Rodriguez ha dedicato all&#8217;invasione fallita della CIA a Playa Giron, a Cuba, ed è diventata di moda perché, nuovamente, “l&#8217;aria prende forma di uragano”. Il Malecon ed altre strade famose de L&#8217;Avana sono deserte, tutti preparati, in casa, per la guerra contro il nemico invisibile.  </strong></p>
<p>La chiusura è arrivata anche alle sue frontiere. Da una settimana vigeva una chiusura parziale e solo potevano entrare i residenti, ma a partire da oggi non potranno atterrare voli con passeggeri, salvo di emergenza ed aeroplani con determinati alimenti e merci. Il governo è da varie settimane in discussione da combattimento, con gabinetto giornaliero di crisi, prodighe spiegazioni attraverso i mezzi e studi di indagine attiva -revisione clinica nelle comunità – per oltre 8 milioni di cubani, in una popolazione di 11 milioni.</p>
<p>Fino al 1º aprile, il paese aveva 212 casi confermati e 6 morti, con una guida all’azione molto stretta per evitare i contagi ed, anche, per fare arrivare ad ogni famiglia -e non solo ai più benestanti – i prodotti della pulizia ed il cloro, le medicine e gli alimenti di base. Lo sforzo per salvare vite si completa con aiuti ai più vulnerabili, brigate mediche in altri paesi per affrontare la pandemia, produzione a marcia forzata della “medicina meraviglia” -come The NewsWeek ha chiamato l&#8217;Interferone alfa 2B che si usa per il trattamento dei casi critici del COVID-19 &#8211; e la produzione degli alimenti necessari per la quarantena, in un&#8217;isola che è sorta dal mare e la cui geografia è formata da rocce calcaree dure con insufficiente terra coltivabile.</p>
<p>Ma l&#8217;eredità più pesante non si vede, passa sotto la superficie. C&#8217;è un tessuto sociale costruito con corde molto tese che ha avuto una gigantesca difficoltà per ottenere un consenso sul proprio significato di quella che si definisce “normalità”. Non c&#8217;è un&#8217;altra nazione sulla Terra che affronti la pandemia con 60 anni previ di un&#8217;altra epidemia feroce, le innumerevoli sanzioni economiche, finanziarie e commerciali del governo degli Stati Uniti.</p>
<p>Con l&#8217;attuale amministrazione statunitense le misure coercitive producono la stessa vertigine che l&#8217;accelerazione delle goffaggini del presidente Donald Trump che porta quel paese al caos sotto il controllo di mafie onnipotenti, alcune delle quali hanno sequestrato la politica verso Cuba. Ieri, per non andare più lontano nel passato, Jack Ma, il fondatore del gigante cinese Alibaba, ha annunciato che non ha potuto mandare a Cuba un donativo di mascherine, kits di diagnosi rapida e ventilatori, perché l&#8217;autotrasportatore contrattato ha ricevuto minacce dagli USA in virtù della Legge Helms-Burton.  “Né in tempi di pandemia i cubani possono respirare tranquilli”, ha affermato l&#8217;ambasciatore cubano in Cina, Carlos Miguel Pereira.</p>
<p>L&#8217;investigatore statunitense Peter Kornbluh, coautore di un libro che è già un classico sulla storia delle relazioni tra Cuba e Stati Uniti -Back Channel to Cuba -, ha fatto un appello nella rivista The Nation a togliere il bloqueo ed ha dato ragioni sensate: “Con milioni di vite in gioco, una politica estera statunitense basata nell&#8217;aiuto umanitario è l&#8217;unica messa a fuoco che farà avanzare la guerra contro questo nemico esistenziale.”</p>
<p>Ma la solidarietà è un valore che esige sacrifici, impegno, doveri, mettere al di sopra dell&#8217;interesse proprio il bene comune. Guardare in alto e guardare lontano, possibilità che non è -né è stata &#8211; nel radar della Casa Bianca. Le debolezze strutturali di quella società hanno creato le condizioni affinché sorgesse un demagogo come Trump, il cui accanimento con Cuba è uno dei suoi tratti perversi che proietta contro il suo proprio popolo.</p>
<p>In The Guardian, l&#8217;ex segretario del Lavoro durante il governo di Bill Clinton, Robert Reich, ha riconosciuto che “invece di un sistema di salute pubblica, abbiamo un sistema privato con fini di lucro per le persone che hanno la possibilità di pagarlo ed un sistema di previdenza sociale sgangherata per quelli che hanno la sorte di avere un lavoro a tempo completo.”</p>
<p>Attualmente, 30 milioni di persone non possiedono assicurazione medica in quel paese, ed altri 40 milioni accedono solo a piani deficienti, con assicurazioni di costi tanto elevati che possono essere solo utilizzate in situazioni estreme. La paura di non potere pagare le costose visite e trattamenti ostacola che si scoprano i contagiati ed il coronavirus continua a diffondersi nel paese, dove si trovano la quarta parte di tutti i malati a livello mondiale.</p>
<p>Cento di migliaia di immigranti sprovvisti di documenti hanno pagato contribuzioni monetarie per un&#8217;assicurazione federale, nel caso perdessero un giorno i loro lavori, ma ora vedono che non possono riscuotere le loro proprie contribuzioni perché “i loro documenti non sono in regola”. Dopo la morte di un immigrante che non è andato in ospedale, nonostante fosse infettato col coronavirus, il sindaco di Washington ha fatto un appello disperato ai clandestini, affinché non abbiano paura di andare ad un ospedale se si ammalano. Trump più volte ha preso le distanze da queste autorità “troppo sensibili.”</p>
<p>Se fosse meno superbo ed avesse un istinto di conservazione, il governo degli USA capirebbe che la solidarietà potrebbe tradursi in azioni per frenare le conseguenze sociali dell&#8217;epidemia nel suo proprio paese, e che potrebbe contare con Cuba per questo, come stanno facendo oggi decine di paesi, ricchi e poveri.</p>
<p>Il filosofo Albert Camus ha detto che “la cosa peggiore della peste non è che ammazza i corpi, ma spoglia le anime e questo spettacolo normalmente è orribile”. Il COVID-19 ha spogliato l&#8217;anima terrificante della Casa Bianca. Quali saranno le conseguenze per loro e per noi?</p>
<p>di Rosa Miriam Elizalde</p>
<p>da Cubadebate, pubblicato in origine su La Jornada</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>I blocchi</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2020 03:00:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stupore, almeno, ed un'alta quota di ripugnanza, mi produce continuare a leggere frasi ed articoli che vanno dal volgare all’inganno per “analizzare” come Cuba deve affrontare la realtà davanti a questo virus. Quelli che scrivono così “sanno” più che i direttori degli ospedali, scienziati e specialisti di tutti i rami, presidente, ministri, governatori, infine, tutti quelli che albeggiano lavorando o non dormono, perché non hanno tempo di pensare a loro stessi; perché non sono annoiati nel loro metro quadrato, dietro lo schermo di un computer o del loro cellulare, per “dettare” consigli con il telecomando, senza apportare niente di vantaggioso, senza riconoscere uno sforzo, senza il minimo senso di quello che è arrischiarsi e cercare una soluzione.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11436" alt="covid-coronavirus-cuba-6-580x324" src="/files/2020/04/covid-coronavirus-cuba-6-580x324.jpg" width="580" height="324" />Stupore, almeno, ed un&#8217;alta quota di ripugnanza, mi produce continuare a leggere frasi ed articoli che vanno dal volgare all’inganno per “analizzare” come Cuba deve affrontare la realtà davanti a questo virus.</strong></p>
<p>Quelli che scrivono così “sanno” più che i direttori degli ospedali, scienziati e specialisti di tutti i rami, presidente, ministri, governatori, infine, tutti quelli che albeggiano lavorando o non dormono, perché non hanno tempo di pensare a loro stessi; perché non sono annoiati nel loro metro quadrato, dietro lo schermo di un computer o del loro cellulare, per “dettare” consigli con il telecomando, senza apportare niente di vantaggioso, senza riconoscere uno sforzo, senza il minimo senso di quello che è arrischiarsi e cercare una soluzione.</p>
<p>Alcuni pubblicano sotto un titolare dolcificato e di apparenza positiva, perché sanno che ci sono lettori, in generale, che non aprono l&#8217;articolo in questione (facile da sapere quando in un commento domandano dettagli compresi dentro l’articolo). I più abietti vedono come una barzelletta che qualcuno abbandoni un centro di isolamento o si rifiuti di seguire le misure sanitarie o non apra una porta davanti alle ricerche sanitarie; lo condividono ed incoraggiano alla disubbidienza. I più preparati sgranano filosofie come “questo è il blocco interno”. Niente di empatia e solidarietà.</p>
<p>Cuba ha dovuto comprare una nave per avere il petrolio che caricava. In questi giorni, il donativo medico di mascherine, kits di diagnosi rapida e ventilatori, da parte di Jack Ma, fondatore di Alibaba, il gigante elettronico cinese, non è potuto arrivare alla nostra isola, perché l&#8217;azienda statunitense contrattata per farlo si è negata, allegando le leggi che l&#8217;ostacolano, malgrado sì sono arrivati al Giappone, alla Corea del Sud, in Italia, in Iran, in Spagna, in Etiopia, in Belgio, in Francia, agli stessi Stati Uniti ed a circa cinquanta paesi in più. L&#8217;informazione dettagliata appare nella pagina dell&#8217;Ambasciata di Cuba in Cina, ed oggi nei mezzi cubani. Questa è la realtà.</p>
<p>I critichi da salotto non sono interessati nel fare campagna contro un fatto che è contrario coi loro supposti desideri di unità e preoccupazione per i cubani tutti. Dovrebbero menzionare la parola bloqueo, che è ancora più amaro ed inumano quando si tratta di salute, e riconoscere che in quello che Cuba pianifica e costruisce contro ogni difficoltà, per la salute, sì sono compresi tutti i cubani, perfino loro.</p>
<p>Mi accusano di non essere già una poeta, per credere nella poesia delle parole ed in quella delle vite delle persone. Sono anche specialista in letteratura. Qualcuno che ha avuto un&#8217;opera, che oggi si riassume in post infami che non apportano nulla se non consumati aggettivi per i suoi ego di miseria. Inviano le loro bestie quando una pubblicazione difende gli sforzi di Cuba. Non credo in nessuno che dica di amare fiori, animali ed albe, e non ami il suo vicino. E non sia capace di dirlo, almeno, se non lavorerà per il bene comune.</p>
<p>Io credo in Cuba, anche perché Cuba, in questa battaglia per la vita, crede perfino in quelli che non credono in lei.</p>
<p>di: Teresa Melo</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Cubadebate</p>
<p>Foto: Irene Perez / Cubadebate</p>
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		<title>CORAGGIOSI: Infermiere cubano in Lombardia, senza riposo, ma con l&#8217;onore di portare il nome di Cuba in alto</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2020 01:07:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'infermiere di Cienfuegos, Ruben Carballo Herrera, integrante del Contingente Internazionalista Henry Reeve che presta collaborazione in Lombardia, ha condiviso oggi sulle reti sociali alcuni dei difficili ma gratificanti momenti che lui ed i suoi compagni vivono in questi giorni. “Qui tutti ci stanno ringraziando per la collaborazione prestata. Siamo stanchi, senza riposo, ma con l'onore di portare il nome di Cuba in alto, specialmente la nostra infermeria e la nostra medicina. Continuiamo a fare storia”, ha detto Carballo Herrrera in un messaggio al giornalista cubano Ildefonso Igorra. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;infermiere di Cienfuegos, Ruben Carballo Herrera, integrante del Contingente Internazionalista Henry Reeve che presta collaborazione in Lombardia, ha condiviso oggi sulle reti sociali alcuni dei difficili ma gratificanti momenti che lui ed i suoi compagni vivono in questi giorni.  </strong></p>
<p>“Qui tutti ci stanno ringraziando per la collaborazione prestata. Siamo stanchi, senza riposo, ma con l&#8217;onore di portare il nome di Cuba in alto, specialmente la nostra infermeria e la nostra medicina. Continuiamo a fare storia”, ha detto Carballo Herrrera in un messaggio al giornalista cubano Ildefonso Igorra.</p>
<p>In un altro momento, l&#8217;internazionalista riferisce: qui le persone ci prendono la mano con un&#8217;espressione di fiducia. Molti ci mostrano un&#8217;immagine sorridente, gratificante, dietro la loro maschera di ossigeno e la loro mascherina.</p>
<p>Caraballo Herrera ha trasmesso un messaggio di fiducia alla famiglia ed al popolo cubano.</p>
<p>“È certo che stiamo in un rischio costante di contagio, ma lavoriamo molto organizzati e senza perdere neanche un secondo la percezione del rischio. Siamo sicuri che vinceremo e ritorneremo sani e con la nostra missione soddisfacentemente compiuta”.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>Foto: Ruben Carballo Herrera, membro del Contingente Internazionalista Henry Reeve</p>
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		<title>Primo evento di trasmissione locale di COVID-19 a Cuba, informa il ministro di Salute Pubblica</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2020 01:15:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ministro di Salute Pubblica, Josè Angel Portal Miranda, aggiornando questo venerdì sulla situazione del COVID-19 nel paese, ha informato che “abbiamo il primo evento di trasmissione locale nel paese, specificamente nel municipio di Cardenas, della provincia di Matanzas.” Secondo una notizia che si è conosciuta nella Mesa Redonda, questo evento è relazionato con uno dei casi diagnosticati il 21 marzo e si tratta un animatore di un hotel di Varadero, la cui fonte di contagio è stato un gruppo di turisti italiani.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il ministro di Salute Pubblica, Josè Angel Portal Miranda, aggiornando questo venerdì sulla situazione del COVID-19 nel paese, ha informato che “abbiamo il primo evento di trasmissione locale nel paese, specificamente nel municipio di Cardenas, della provincia di Matanzas.”</strong></p>
<p>Secondo una notizia che si è conosciuta nella Mesa Redonda, questo evento è relazionato con uno dei casi diagnosticati il 21 marzo e si tratta un animatore di un hotel di Varadero, la cui fonte di contagio è stato un gruppo di turisti italiani.</p>
<p>A partire da questo paziente si sono identificati 53 contatti che si trovavano isolati ed in vigilanza epidemiologica, dei quali in giorni recenti sono risultati positivi al COVID-19 quattro parenti ed un amico.</p>
<p>Il titolare ha anche dettagliato che le azioni per fare fronte a questo scenario sono state concepite nel Piano di lotta e controllo del nuovo coronavirus ed in base a loro è il lavoro che si è venuto realizzando.</p>
<p>Tenendo in conto questa situazione in questione, Portal Miranda ha insistito sull&#8217;importanza che le persone informino il fatto che, se presentano qualche tipo di sintomo, è necessario informarlo ed isolarsi immediatamente dai parenti e dagli amici.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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