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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; salute pubblica</title>
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		<title>Cuba nella gestione della pandemia ha pensato alla persona e non al profitto</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2020 02:42:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molto si è parlato delle missioni che i medici cubani stanno portando avanti in diversi paesi del mondo per aiutare a combattere la pandemia da corona virus. Il personale medico cubano come è noto si trova anche nel nostro paese in Lombardia a Crema ed a Torino. Molto meno invece si è parlato di come a Cuba il governo ha affrontato la crisi da Covid 19.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11542" alt="medici-cubani1" src="/files/2020/05/medici-cubani1.jpg" width="580" height="379" />Molto si è parlato delle missioni che i medici cubani stanno portando avanti in diversi paesi del mondo per aiutare a combattere la pandemia da corona virus. Il personale medico cubano come è noto si trova anche nel nostro paese in Lombardia a Crema ed a Torino. Molto meno invece si è parlato di come a Cuba il governo ha affrontato la crisi da Covid 19.</strong></p>
<p>I primi casi di contagio nell’isola si sono registrati l’11 marzo nella città turistica di Trinidad. Tre turisti provenienti dall’Italia arrivati a Cuba due giorni prima hanno manifestato i tipici sintomi del virus: febbre e difficoltà nella respirazione. Trasportati in ospedale sono stati subito ricoverati presso l’istituto per la cura delle malattie tropicali Pedro Kuri di L’Avana.</p>
<p>Il giorno successivo, il 12 marzo, sono state messe in atto le prime misure di prevenzione per la popolazione. Ogni locale pubblico è stato dotato di soluzioni a base di cloro da usare prima di entrare per lavarsi le mani, nei ristoranti ed nei bar sono state applicate misure di distanziamento tra i tavoli e le persone, sono stati chiusi tutti i locali notturni e le discoteche. Tutte le persone che avevano avuto contatto con i tre turisti italiani sono state identificate e messe in quarantena per evitare, se contagiate, potessero propagare il virus ad altri individui. Gli aeroporti, punto principale di ingresso al paese, sono stati messi sotto controllo: i viaggiatori in arrivo controllati.</p>
<p>Nei giorni successivi le misure di prevenzione sono state implementate. Il piano messo a punto in precedenza dal Ministero della Salute Pubblica prevedeva di limitare al massimo la circolazione delle persone e l’ingresso nel paese di estranei che avrebbero potuto introdurre il virus nell’isola. Il 23 marzo è stato deciso di non permettere più l’ingresso di turisti nel paese mentre era permesso ai cittadini cubani di rientrare fino al 1’ aprile, giorno in cui sono state chiuse le frontiere. Tutti i cittadini cubani che rientravano nel paese erano trasportati in centri di quarantena dove dovevano restare per 14 giorni. Infine sono stati soppressi tutti i trasporti extraurbani, i ristoranti ed i bar sono stati chiusi.</p>
<p>Il piano prevede di limitare al massimo l’ingresso di persone che possono introdurre il virus nell’isola e arginarne il più possibile la diffusione tra la popolazione. Ogni caso considerato a rischio viene messo in quarantena, ogni persona contagiata è isolata in ospedale. Al momento che viene rilevato un contagio si ricostruisce la catena di contatti e tutte le persone che hanno avuto un contatto con il soggetto infetto sono testate e messe in vigilanza clinica. Periodicamente il personale medico visita le abitazioni per sincerarsi se nessuno del nucleo famigliare presenti sintomi sospetti.</p>
<p>L’ambulatorio del medico di famiglia è il primo punto di controllo: se qualcuno manifesta uno dei sintomi tipici della malattia e si presenta dal medico di famiglia viene subito accompagnato in ospedale per il primo test. Non si aspetta l’insorgenza della febbre ma si cerca di identificare i soggetti contagiati dal primo momento. Scatta inoltre la vigilanza clinica delle persone con cui il soggetto ha avuto contatto fino all’esito del test.<br />
Ogni persona è invitata a restare nella propria abitazione e limitare al massimo i contatti con parenti ed amici e deve indossare la mascherina protettiva quando esce di casa.</p>
<p>Insomma per farla breve lo stato cubano fin dal primo contagio ha cercato in tutti i modi di evitare l’ingresso di persone che avrebbero potuto introdurre il virus nell’isola e di evitare il più possibile che il virus circolasse liberamente tra la popolazione. Una scelta che è costata molto al paese caraibico perché ha dovuto in pochi giorni decidere di chiudere le frontiere rinunciando alla maggiore entrata di moneta straniera ovvero il turismo. Il governo presieduto da Miguel Diaz Canel ha messo al primo posto la salute delle persone poi ha messo l’economia. Scelta non facile visto che stiamo parlando di un paese povero del terzo mondo che per di più è sottoposto dal 1962 al più lungo blocco economico, commerciale e finanziario della storia, blocco promosso e portato avanti dagli Stati Uniti.</p>
<p>Stati Uniti che invece sono comandati da un Presidente che ha recentemente dichiarato che bisogna riaprire il paese anche se questo comporterà la morte di molte persone. In poche parole l’economia è già stata condizionata dalla pandemia anche troppo e non ci possiamo permettere altre soste.</p>
<p>Due modi di vedere la crisi completamente diversi: quello cubano in cui la persona è messa al centro delle politiche, quello statunitense dove invece al primo posto è messo il profitto. Due diversi modi di affrontare la crisi messi in atto da due paesi che hanno due sistemi economici diversi: il socialismo a Cuba, il capitalismo negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Cuba però, a differenza della maggioranza dei paesi del mondo dove la pandemia ha ucciso migliaia di. persone, è considerata una nazione che viola sistematicamente i diritti umani della propria popolazione ed un paese dove non c’è la nostra democrazia. Se i diritti umani iniziassimo a misurarli in termini reali e non soggettivi come avviene adesso ci accorgeremo che i paesi messi all’indice dalla comunità internazionale come Cuba e Venezuela si troverebbero al primo posto.<br />
Secondo i dati forniti oggi 7 maggio dal Ministero della Salute Pubblica cubano i contagi nell’isola sono 1729 ed i deceduti 73, in Venezuela, altro paese dell’asse del male, la situazione va ancora meglio, i contagiati sono 379 ed i deceduti 10. In Venezuela il il lock down è entrato in vigore dal 13 marzo. Numeri che dovrebbero far impallidire e vergognare i nostri governanti. Cuba non è stata baciata dalla sorte ma ha invece semplicemente affrontato la pandemia come avrebbe dovuto affrontarla qualunque altra nazione. Evitare la mobilità delle persone e impedire la propagazione del virus.</p>
<p>In Italia abbiamo chiuso le  porte delle stalle quando le vacche erano già scappate. Non è servito a nulla chiudere i voli dalla e per la Cina quando poi abbiamo lasciato muovere indisturbatamente le persone, quando sono state lasciate entrare nel paese persone provenienti da tutte le altre parti del mondo. A Cuba in un giorno si è deciso di fermare la quasi totalità delle attività non essenziali sapendo benissimo che il turismo sarebbe caduto a picco, in Italia a causa delle pressione esercitate dagli industriali  sembra che la dichiarazione di zona rossa nel bergamasco sia stata prorogata per giorni lasciando che i lavoratori propagassero lliberamente il virus. Si è fatto di tutto con la speranza che andasse bene ma chi visse sperando sappiamo di cosa è morto.</p>
<p>Inoltre a Cuba il sistema sanitario nazionale è pubblico al cento per cento. Non ci sono ospedali che operano in convenzione come in Italia. Il sistema soffre molto per il blocco ma si muove come un corpo unico che il governo modella a secondo delle esigenze. Se Cuba aveva un piano di emergenza che è entrato a regime dal momento che sono stati rilevati i primi tre casi come una nazione come la nostra, tra le sette più industrializzate al mondo ha potuto reagire con tanta superficialità? Il piano cubano non è altro che la messa in atto dei protocolli previsti internazionalmente dall’Organizzazione Mondiale per La Sanità per arginare le epidemie.</p>
<p>L’economia al primo posto: giusto in un paese capitalista. Ma allora perché il mondo è in piena recessione? Non abbiamo messo l’economia davanti a tutto? Forse qualcosa non è andato per il verso giusto se oggi le stime sul calo del PIL italiano danno un crollo stimato su base annua del 9,5 per cento. Se avessimo fatto come hanno fatto Cuba e Venezuela che hanno pensato per prima cosa alla salute della propria gente invece di pensare solo al profitto i dati sarebbero tanto diversi? Sicuramente molte migliaia di persone non avrebbero perso la vita ed il PIL sarebbe inevitabilmente caduto lo stesso.</p>
<p>di Andrea Puccio</p>
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		<title>Cuba riceve una donazione dell&#8217;OPS di 100 mila test PCR per diagnosticare la COVID-19</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2020 01:48:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'Istituto Pedro Kourì (IPK) ha ricevuto questo martedì 100 000 test molecolari PCR in tempo reale per la sua distribuzione a livello nazionale, come parte di una donazione dell'Organizzazione Panamericana della Salute (OPS) e l'Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) per combattere la COVID-19 a Cuba. Come ha fatto conoscere il direttore dell'IPK, Manuel Romero, i test saranno distribuiti ai laboratori di Santiago di Cuba, L'Avana e Villa Clara, al Centro di Investigazioni della Difesa Civile, Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologia (CIGB) e l’ospedale Hermanos Ameijeiras.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11523" alt="ipk_ops_pcr_covid_cuba-5-580x330" src="/files/2020/05/ipk_ops_pcr_covid_cuba-5-580x330.jpg" width="580" height="330" />L&#8217;Istituto Pedro Kourì (IPK) ha ricevuto questo martedì 100 000 test molecolari PCR in tempo reale per la sua distribuzione a livello nazionale, come parte di una donazione dell&#8217;Organizzazione Panamericana della Salute (OPS) e l&#8217;Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) per combattere la COVID-19 a Cuba.  </strong></p>
<p>Come ha fatto conoscere il direttore dell&#8217;IPK, Manuel Romero, i test saranno distribuiti ai laboratori di Santiago di Cuba, L&#8217;Avana e Villa Clara, al Centro di Investigazioni della Difesa Civile, Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologia (CIGB) e l’ospedale Hermanos Ameijeiras.</p>
<p>Questa donazione è solo una parte di quelle che l&#8217;OPS ha fatto a Cuba da quando è iniziata la pandemia. “L&#8217;OPS è stata la prima ad appoggiarci con un gruppo di risorse che erano necessarie affinché il tutto incominciasse a funzionare”, ha spiegato il viceministro di salute, Luis Fernando Navarro.</p>
<p>Consegnando i test, il rappresentante dell&#8217;OPS/OMS a Cuba, Josè Moya Medina, ha spiegato che fa parte della cooperazione dell&#8217;organizzazione con l&#8217;Isola, per fortificare le attività di risposta alla COVID-19 che realizza il Ministero di Salute Pubblica.</p>
<p>L&#8217;IPK ha ricevuto aiuto per combattere il virus SARS-CoV-2 dall&#8217;OPS, dall&#8217;OMS, dal Fondo dei Beni Culturali, da cooperative di produzione agricola e di allevamento animale, dall&#8217;Università di Marsiglia, dall&#8217;Istituto di Medicina Tropicale di Anversa, tra gli altri.</p>
<p>“La maggioranza delle donazioni sono state risorse relazionate con l&#8217;attenzione medica, ospedali, risorse per laboratori, alimenti, letti per il riposo dei medici, mascherine, guanti e mezzi di protezione in generale che ci hanno permesso non solo assicurare l&#8217;IPK, ma anche tutto il sistema di salute”, ha precisato Romero.</p>
<p>“I 100 000 test PCR permetteranno di fortificare la diagnosi in tutte le reti di laboratorio del paese e mantenere il controllo della malattia”, ha concluso il direttore dell&#8217;IPK.</p>
<p>di Dinella Garcia Acosta/ da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Abel Padron Padilla</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11525" alt="ipk_ops_pcr_covid_cuba-6-580x330" src="/files/2020/05/ipk_ops_pcr_covid_cuba-6-580x330.jpg" width="580" height="330" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11524" alt="ipk_ops_pcr_covid_cuba-7-580x330" src="/files/2020/05/ipk_ops_pcr_covid_cuba-7-580x330.jpg" width="580" height="330" /></p>
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		<title>Diaz-Canel: “Ammettiamolo con onestà: se la solidarietà fosse stata globalizzata, come è stato globalizzato il mercato, la situazione sarebbe un&#8217;altra”</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2020 00:33:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vertice Virtuale Mnoal]]></category>

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		<description><![CDATA[Diaz Canel ha fatto allusione al pensamento del Comandante in Capo, Fidel Castro: “invece di investire sempre di più nello sviluppo di armi tanto sofisticate, quelli che hanno le risorse per farlo dovrebbero promuovere le ricerche mediche e mettere al servizio dell'umanità i frutti della scienza, creando strumenti di salute e di vita e non di morte.”   ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11521" alt="diaz-canel-580x330" src="/files/2020/05/diaz-canel-580x330.jpg" width="580" height="330" />Il presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Diaz-Canel Bermudez, ha partecipato al Vertice Virtuale “Uniti contro la COVID-19” che si è sviluppato questa mattina in videoconferenza.  </strong></p>
<p>Il forum è stato convocato dall&#8217;Azerbaigian nella sua condizione di presidente del Movimento dei Paesi Non Allineati (Mnoal), nel formato del Gruppo di Contatto che integrano i rappresentanti delle differenti regioni che conformano il Movimento.</p>
<p>Il presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Diaz-Canel Bermudez, cominciando il suo intervento nel Vertice Virtuale del Mnoal, ha ringraziato il mandatario dell&#8217;Azerbaigian per la convocazione alla riunione, per creare un intercambio sugli sforzi urgenti e necessari che permettano di affrontare la COVID-19.</p>
<p>Il capo di stato ha colto l&#8217;occasione per congratularsi con Uganda, che assumerà la Presidenza del Movimento a partire dall&#8217;anno 2022. Le ha assicurato tutto l&#8217;appoggio di Cuba, e le ha fatto gli auguri per un&#8217;ottima direzione.</p>
<p>Diaz Canel ha denunciato, per la sua gravità, l&#8217;attacco terroristico con un fucile di assalto e più di 30 impatti di proiettili subiti dall’Ambasciata cubana a Washington lo scorso 30 aprile ed ha reclamato al governo degli Stati Uniti un&#8217;investigazione esaustiva e rapida, condanne severe, le misure e le garanzie di sicurezza delle missioni diplomatiche cubane nel suo territorio, dal momento che è un obbligo stabilito dalla Convenzione di Vienna sulle Relazioni Diplomatiche del 1961.</p>
<p>Il capo di stato ha detto che il Mnoal ha dimostrato la sua pertinenza nell&#8217;attuale congiuntura, “così lo corroborano i comunicati adottati in appoggio all&#8217;Organizzazione Mondiale della Salute e sulla COVID-19, nei quali si promuovono l&#8217;unità globale, la solidarietà e la cooperazione internazionale; fanno un appello per separare le differenze politiche e per eliminare le misure coercitive unilaterali che violano il Diritto Internazionale e la Carta delle Nazioni Unite e limitano la capacità degli Stati di affrontare la pandemia efficacemente”.</p>
<p>“La COVID-19 ha dimostrato di essere una sfida globale. Non distingue frontiere, ideologie o livelli di sviluppo. Per tutto ciò, anche la risposta deve essere globale e congiunta, superando le differenze politiche”.</p>
<p>Il presidente cubano ha detto che: “Non è possibile prevedere con esattezza la dimensione delle sue conseguenze. L&#8217;alta cifra di infettati e le abbondanti perdite umane dimostrano sempre di più il suo impatto devastatore in un mondo interconnesso che, nonostante, non è stato capace di esaltare quell&#8217;interconnessione in maniera solidale ed oggi paga il prezzo della sua incapacità per rettificare i gravi squilibri sociali. Ammettiamolo con onestà: se la solidarietà fosse stata globalizzata come è stato globalizzato il mercato, la situazione sarebbe un&#8217;altra”.</p>
<p>Poi, ha continuato denunciando: “manca solidarietà e cooperazione. Questi sono valori che non possono essere sostituiti per l&#8217;affanno al profitto, motivazione quasi esclusiva di quelli che, venerando il mercato, si dimenticano del valore della vita umana. Quando si analizzano i fatti che hanno messo in bilico l&#8217;umanità negli ultimi quattro mesi, è indispensabile menzionare gli errori costosi delle politiche neoliberali che hanno portato alla riduzione della gestione e delle capacità degli stati, ad eccessive privatizzazioni ed alla dimenticanza delle maggioranze”.</p>
<p>“Questa pandemia ha dimostrato la fragilità di un mondo fratturato ed escludente. Neanche i più fortunati e poderosi potrebbero sopravvivere in assenza di quelli che creano col loro lavoro e sostengono le ricchezze”.</p>
<p>“Le crisi multiple che sta generando preannunciano effetti demolitori e durevoli per l&#8217;economia e per tutte le sfere della società. La pandemia acutizza i problemi urgenti di un pianeta piagato di profonde disuguaglianze, dove 600 milioni di persone vivono in povertà estrema e dove quasi la metà della popolazione non ha accesso ai servizi basilari di salute, già che il mercato dirige la loro gestione, al di sopra del nobile proposito di salvare vite”.</p>
<p>Diaz Canel ha fatto allusione al pensamento del Comandante in Capo, Fidel Castro: “invece di investire sempre di più nello sviluppo di armi tanto sofisticate, quelli che hanno le risorse per farlo dovrebbero promuovere le ricerche mediche e mettere al servizio dell&#8217;umanità i frutti della scienza, creando strumenti di salute e di vita e non di morte.”</p>
<p>Il presidente cubano ha continuato: “i tentativi di imporre nuovamente il passato neo coloniale nella Nostra America, dichiarando pubblicamente la validità della Dottrina Monroe, contravvengono il Proclama dell&#8217;America Latina e dei Caraibi come Zona di Pace”.</p>
<p>“In questo scenario complesso, gli Stati Uniti attaccano il multilateralismo e squalificano ingiustamente il ruolo delle organizzazioni internazionali, soprattutto quello dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Salute”.</p>
<p>“Corrisponde al Movimento dei Paesi Non Allineati dirigere le azioni per l&#8217;eliminazione dell&#8217;impagabile debito esterno che devono sopportare i nostri paesi e per il sollevamento delle misure coercitive unilaterali che affliggono alcuni di noi, che con gli effetti socioeconomici della COVID-19, minacciano lo sviluppo sostenibile dei popoli”.</p>
<p>“Cuba è disposta a condividere le sue esperienze coi paesi del Movimento, a cui siamo uniti con lacci storici di amicizia”.</p>
<p>“Per Cuba la sfida è stata enorme. Mesi prima che si diffondesse la pandemia della COVID-19, affrontavamo già una recrudescenza brutale della politica di blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti, diretta a strangolare totalmente il nostro commercio e l&#8217;accesso ai combustibili ed alle valute”.</p>
<p>“Con enormi sforzi e sacrifici siamo riusciti a sostenere in quelle condizioni il sistema di Salute Pubblica universale, gratuito e di professionisti consacrati e di alta qualificazione, riconosciuti mondialmente nonostante le campagne di discredito villane e diffamatorie di poderosi avversari”.</p>
<p>“L&#8217;opera di anni, dedicando risorse per sviluppare e fortificare la Salute e le scienze, è stata messa a prova e l&#8217;evoluzione dell&#8217;epidemia in Cuba nei due ultimi due mesi sta dimostrando quanto possono impattare le politiche di investimento sociale nella lotta contro le sfide maggiori e più inaspettate”.</p>
<p>“Lo sviluppo scientifico ci ha permesso il trattamento di successo di diverse malattie trasmissibili, tanto nel paese come in altre nazioni. In questa occasione, l&#8217;industria farmaceutica ha intensificato la produzione di medicine di efficacia provata nella prevenzione e confronto della COVID-19 che abbiamo condiviso con altri paesi”.</p>
<p>“In risposta a solleciti ricevuti, 25 nuove brigate di professionisti cubani della salute si sono incorporate nell&#8217;ultimo mese agli sforzi di 23 paesi per combattere la pandemia, sommandosi a quelle che prestavano già servizio in 59 Stati, molti di loro membri del Movimento dei Paesi Non Allineati”.</p>
<p>“Cuba non abbandonerà la sua vocazione solidale, benché il governo degli Stati Uniti, per ragioni politiche, continui attaccando ed ostacolando la cooperazione internazionale che offre il nostro paese, fatto che mette in rischio l&#8217;accesso ai servizi di salute di decine di milioni di persone”.</p>
<p>“È la nostra responsabilità unire volontà e sforzi per affrontare questa sfida immensa”.</p>
<p>“Diamo impulso alla cooperazione ed alla solidarietà internazionali. L&#8217;impegno di tutti sarà decisivo”.</p>
<p>“Facciamolo per il diritto alla salute, alla pace ed allo sviluppo dei nostri popoli, con attaccamento stretto ai principi di fondazione del Movimento. Facciamolo per la vita”, ha concluso Diaz Canel.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Croniche da Torino: mentre passiamo ci guardiamo e sorridiamo</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 00:31:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La stampa italiana informa che oggi ci sono stati 534 morti di coronavirus, e che nel paese la cifra è arrivata a 24 648. Il totale di casi diagnosticati dal 21 febbraio, quando si è registrato il primo positivo è di 183 957. Nonostante, il Primo Ministro Giuseppe Conte ha annunciato nel Senato ed ha spiegato, la decisione di riaprire gradualmente il paese, a partire dal 4 maggio. La strategia include l'obbligatorietà dell'uso di mascherine e guanti, come il mantenimento della distanza sociale. Ha riconosciuto che si sono prodotte esplosioni incontrollate di contagi in residenze di anziani, ai quali sarà prestata maggiore attenzione ed ha annunciato l'inizio dello screening nelle case. A Torino questo si farà con l’appoggio della Brigata Medica Cubana.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11485" alt="medicostorino" src="/files/2020/04/medicostorino.jpg" width="580" height="326" />È cessata la pioggia. Qui il “marciapiede dello stupido” non è quello del sole bensì quello dell&#8217;ombra, dove ancora si sente l&#8217;aria fredda. Cerchiamo gli spazi di sole come i viaggiatori cercano nel deserto le pozze d’acqua. Nel nostro centro sono già stati ricoverati 34 pazienti, uno di loro in terapia intermedia.  </strong></p>
<p>La stampa italiana informa che oggi ci sono stati 534 morti di coronavirus, e che nel paese la cifra è arrivata a 24 648. Il totale di casi diagnosticati dal 21 febbraio, quando si è registrato il primo positivo è di 183 957. Nonostante, il Primo Ministro Giuseppe Conte ha annunciato nel Senato ed ha spiegato, la decisione di riaprire gradualmente il paese, a partire dal 4 maggio. La strategia include l&#8217;obbligatorietà dell&#8217;uso di mascherine e guanti, come il mantenimento della distanza sociale. Ha riconosciuto che si sono prodotte esplosioni incontrollate di contagi in residenze di anziani, ai quali sarà prestata maggiore attenzione ed ha annunciato l&#8217;inizio dello screening nelle case.</p>
<p>A Torino questo si farà con l’appoggio della Brigata Medica Cubana. Molte persone rimangono malate nelle loro case, asintomatiche o con sintomi lievi, e non sono state mai censite o curate. Si dedicheranno anche centri ospedalieri all&#8217;attenzione esclusiva dei malati del COVID-19. Nelle sue parole davanti ai costruttori ed ai lavoratori della salute italiani e cubani, previe all&#8217;inaugurazione dell&#8217;ospedale, il Presidente della Regione Piemonte aveva riconosciuto le carenze della medicina comunitaria nella Regione e sollecitava a fortificare questo anello sanitario: quanto più risposta abbia nel territorio, meno risposta sarà necessaria nell&#8217;ospedale.</p>
<p>Torino è una città industriale con un&#8217;alta concentrazione di operai ed emigranti del sud. È stata la città che ha accolto la leadership rivoluzionaria di Antonio Gramsci. Ma oggi, magari perché il sole esacerba i sentimenti (e le convinzioni), di ritorno alla residenza ho percepito nel vento una canzone e subito ho scoperto un giovane universitario che l&#8217;ascoltava nella sua piccola riproduttrice, e la cantava, seduto all&#8217;entrata di una residenza contigua alla nostra: nell&#8217;inconfondibile voce di Carlos Puebla, appariva a Torino insieme all&#8217;inaspettato sole la famosissima canzone dedicata ad Ernesto Che Guevara “Hasta siempre, comandante”. Passando ci guardiamo, e sorridiamo.</p>
<p>di Enrique Ubieta</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Così Cuba sta sconfiggendo il coronavirus</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2020 01:30:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra le nazioni che hanno sorprendentemente tenuto a bada (almeno fino a questo momento) la pandemia ce n’è una che spicca più delle altre: Cuba. Un po’ perché vedere il piccolo arcinemico degli Stati Uniti riuscire in un’impresa che la rivale superpotenza sta clamorosamente fallendo fa una certa impressione. E un po’ perché la Repubblica socialista sembra smentire le previsioni secondo cui i paesi meno ricchi sarebbero stati quelli più colpiti dall’epidemia. Nonostante le sanzioni e le derisioni statunitensi, la Repubblica socialista ha arginato l’epidemia e inviato medici in tutto il mondo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11477" alt="cuba-coronavirus-ap-4-580x386" src="/files/2020/04/cuba-coronavirus-ap-4-580x386.jpg" width="580" height="386" />Tra le nazioni che hanno sorprendentemente tenuto a bada (almeno fino a questo momento) la pandemia ce n’è una che spicca più delle altre: Cuba. Un po’ perché vedere il piccolo arcinemico degli Stati Uniti riuscire in un’impresa che la rivale superpotenza sta clamorosamente fallendo fa una certa impressione. E un po’ perché la Repubblica socialista sembra smentire le previsioni secondo cui i paesi meno ricchi sarebbero stati quelli più colpiti dall’epidemia. Nonostante le sanzioni e le derisioni statunitensi, la Repubblica socialista ha arginato l’epidemia e inviato medici in tutto il mondo.</strong></p>
<p>Sarebbe facile sminuire il successo cubano sottolineando come si tratti di un’isola non attraversata dalle grandi rotte commerciali che hanno reso inevitabile l’esplosione del Coronavirus in primis tra le nazioni più ricche. Ma basta osservare come se la stanno cavando i suoi vicini per capire che le cose non sono così semplici. A Cuba, nazione da undici milioni di abitanti e che segue i protocolli dell’OMS nel documentare la pandemia, ci sono circa 1.000 casi totali di contagio e 34 morti. Nella vicinissima Repubblica Dominicana – nazione simile per posizione geografica, popolazione, turismo e che anch’essa segue i protocolli dell’OMS – i casi sono invece 4.680 e i morti 226.</p>
<p>Altre nazioni latinoamericane sono messe ancora peggio: Panama ha circa 4.500 casi con soli 5 milioni di abitanti e l’Ecuador quasi 10mila casi con 17 milioni di abitanti. Da qualunque lato la si guardi, la capacità di Cuba di contenere il Covid-19 non sembra essere frutto del caso, ma di alcune caratteristiche della nazione guidata da Miguel Díaz-Canel (e da Raul Castro, fratello di Fidel e tuttora segretario del partito unico comunista).</p>
<p>“Cuba ha svariati vantaggi su molte altre nazioni, inclusa la sanità pubblica gratuita per tutti, il più elevato rapporto al mondo tra medici e popolazione e parecchi indicatori sanitari positivi, tra cui l’elevata aspettativa di vita e la bassa mortalità infantile”, scrive per esempio The Conversation. A questo si aggiunge “una popolazione dall’istruzione elevata e un’avanzata industria di ricerca medica, che include tre laboratori equipaggiati per condurre test sui virus”.</p>
<p>Tutto questo non è per niente scontato in una nazione che – misurata attraverso lo standard del PIL pro capite – si trova al 76° posto, appena davanti a Bulgaria e Venezuela. E che deve fare i conti con sanzioni statunitensi diventate molto più rigide sotto l’amministrazione Trump. Quali sono quindi le caratteristiche di quest’isola che le hanno consentito di fronteggiare con successo la pandemia? Prima di tutto, nonostante non sia dotata di ingenti risorse finanziare, uno dei vantaggi di un’economia centralizzata come quella cubana è la rapidità con cui queste risorse possono essere mobilitate nel momento del bisogno (come già si è visto, su scala molto superiore, nel caso della Cina).</p>
<p>A questo si aggiunge la prontezza con cui Cuba ha risposto all’emergenza: “Il piano di controllo e prevenzione, preparato nel gennaio 2020, includeva l’addestramento dello staff medico, la preparazione di strutture mediche e di quarantena e la diffusione al pubblico (compresi i lavoratori del settore turistico) delle informazioni necessarie su sintomi e precauzioni da prendere”, prosegue The Conversation. Non appena sono stati confermati i primi tre casi di Covid-19, l’11 marzo, sono iniziati i lavori per tracciare e isolare i contagiati, mobilitare gli studenti di medicina e identificare e verificare le condizioni delle persone più deboli attraverso visite porta a porta.</p>
<p>Nel momento in cui i casi sono arrivati a 21, il governo ha bloccato i voli turistici in entrata, messo in quarantena le persone più vulnerabili, organizzato il lavoro da remoto e cambiato in corsa le disposizioni quando si è accorto che determinate situazioni presentavano troppi pericoli (per esempio, sospendendo il trasporto pubblico e assumendo autisti per trasportare su auto private e statali le persone che dovevano inderogabilmente spostarsi).</p>
<p>In tutto questo, tenendo fede al motto di Fidel Castro “dottori, non bombe”, Cuba ha inviato medici in almeno 14 nazioni in tutto il mondo (Italia compresa), com’era già avvenuto durante precedenti crisi sanitarie tra cui quelle di ebola, malaria e tubercolosi. Una pratica non sempre apprezzata dalle parti degli Stati Uniti, dove alcuni articoli usciti in questi giorni hanno sottolineato come “la carenza di staff ospedaliero sull’isola è una diretta conseguenza dell’uso dei dottori come strumento di propaganda”; mentre una testata come Bloomberg ha ironizzato sul fatto che i medici cubani preferirebbero probabilmente uno stipendio maggiore rispetto a essere inviati come trottole in giro per il mondo.</p>
<p>Commenti che non stupiscono, provenendo dagli Stati Uniti, ma che lasciano comunque perplessi. Prima di tutto perché le critiche sui sistemi sanitari altrui da parte del paese con più morti di Covid-19 al mondo – e in cui le persone prive di assicurazione sanitaria potrebbero trovarsi a pagare fino a 75mila dollari per il trattamento del virus – fanno una certa impressione. Ma ancor più perché è una fonte come la Reuters ad aver recentemente segnalato come “Cuba abbia il più alto tasso di medici in rapporto alla popolazione anche quando si escludono quelli all’estero, mentre la sua brigata medica dispiegata in caso di catastrofe continua a farle ottenere gratitudine in tutto il mondo”.</p>
<p>Se non bastasse, la stessa Yale University Press ha confermato come Cuba continui a essere un paese avanzato in materia di biotecnologia. E tutto questo “nonostante le sanzioni e l&#8217;embargo USA, che ostruiscono l’accesso a tecnologie, equipaggiamento, risorse finanziarie e anche scambi culturali”.</p>
<p>Resta da capire se la battaglia cubana contro il Coronavirus continuerà a essere vittoriosa, soprattutto se si considera che ci sono 16 focolai in tutto il paese, che le risorse finanziarie sono ovviamente limitate e che la scarsità di strutture abitative rende il distanziamento sociale particolarmente complesso. Ma sarebbe comunque sbagliato definire “un miracolo” ciò che finora è avvenuto a Cuba. Al contrario: è proprio il punto forte della nazione – la sua sanità pubblica – a essersi dimostrato tale nel momento del bisogno, nonostante le inevitabili difficoltà a cui va incontro un regime socialista che dista solo pochi chilometri dal “diavolo capitalista”: gli Stati Uniti.</p>
<p>di Andrea Signorelli</p>
<p>da Esquire</p>
<p>foto: Ramon Espinosa/AP</p>
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		<title>Confermato il quinto caso di COVID-19 a Cuba</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2020 00:49:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Diretta dal presidente della Repubblica, Miguel Diaz-Canel Bermudez, ed il primo ministro, Manuel Marrero Cruz, nel pomeriggio di questo lunedì ha avuto luogo un'altra riunione per dare seguito alla situazione del nuovo Coronavirus, nella quale il ministro di Salute Pubblica, Josè Angel Portal Miranda, ha confermato un nuovo caso positivo a COVID-19 a Cuba.  Come ha informato il titolare, è un paziente cubano, di 63 anni, residente a L'Avana, municipio di Diez de Octubre, che è ritornato sull'Isola, proveniente dalla Spagna, il passato 8 marzo, i sintomi sono incominciati a manifestarsi l’11 ed è andato al medico il giorno 12, momento in cui è stato ricoverato. Fino ad oggi manifesta sintomi lievi e si sente stabile. Al rispetto il Ministero di Salute offrirà più dettagli nei differenti spazi informativi. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-11385" alt="coronavirus-banner-580px-580x150" src="/files/2020/03/coronavirus-banner-580px-580x150.png" width="580" height="150" /><strong>Diretta dal presidente della Repubblica, Miguel Diaz-Canel Bermudez, ed il primo ministro, Manuel Marrero Cruz, nel pomeriggio di questo lunedì ha avuto luogo un&#8217;altra riunione per dare seguito alla situazione del nuovo Coronavirus, nella quale il ministro di Salute Pubblica, Josè Angel Portal Miranda, ha confermato un nuovo caso positivo a COVID-19 a Cuba.  </strong></p>
<p>Come ha informato il titolare, è un paziente cubano, di 63 anni, residente a L&#8217;Avana, municipio di Diez de Octubre, che è ritornato sull&#8217;Isola, proveniente dalla Spagna, il passato 8 marzo, i sintomi sono incominciati a manifestarsi l’11 ed è andato al medico il giorno 12, momento in cui è stato ricoverato. Fino ad oggi manifesta sintomi lievi e si sente stabile. Al rispetto il Ministero di Salute offrirà più dettagli nei differenti spazi informativi.</p>
<p>Il ministro di Salute ha puntualizzato che dal 25 gennaio fino ad oggi si accumulano 470 ricoveri e si trovano in vigilanza per attenzione primaria 21.968 pazienti. Alla chiusura della riunione si trovavano ricoverati per vigilanza epidemiologica 373 pazienti, dei quali 145 sono stranieri e 228 cubani.</p>
<p>D&#8217;altra parte, ha sottolineato che in 33 dei più di 139 paesi dove si è confermata la trasmissione del nuovo Coronavirus esiste una presenza della Collaborazione Medica Internazionale cubana, che è stata debitamente qualificata nelle sue rispettive brigate per fare fronte alla situazione.</p>
<p>Intanto, il capo di Stato ha insistito sul rigore con cui si deve lavorare in porti ed aeroporti; deve essere un lavoro sommamente preciso per la vigilanza con tutti gli stranieri che entrino al paese.</p>
<p>Inoltre, ha reiterato l&#8217;importanza delle azioni che realizzano i medici ed le infermiere della famiglia nello screening attivo della popolazione ed il seguito che si faccia nelle comunità, soprattutto degli anziani che vivono soli, per la cui protezione si sono approvate nuove misure.</p>
<p>di Yaima Puig Meneses, sito della Presidenza</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>tradotto da Ida Garberi</p>
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		<title>Ministro della Salute: Kenya lavora per il ritorno dei medici cubani rapiti</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2019 02:15:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ministro cubano della Salute, Josè Angel Portal, ha informato che il governo del Kenya prosegue le sue azioni per il ritorno dei medici dell’isola caraibica rapiti nella nazione africana. “Nella mattina di oggi ho conversato con la Ministra della Salute del Kenya. Ci ha informato che si mantengono le azioni da parte del suo governo per ottenere il ritorno a salvo dei nostri medici rapiti”, ha scritto nella rete sociale Twitter.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10936" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-10936" alt="Josè Angel Portal Miranda, Ministro della Salute Pubblica. Foto: Irene Perez/ Cubadebate." src="/files/2019/04/jose-angel-portal-ministro-de-salud-cuba-580x393.jpg" width="580" height="393" /><p class="wp-caption-text">Josè Angel Portal Miranda, Ministro della Salute Pubblica. Foto: Irene Perez/ Cubadebate.</p></div>
<p><strong>Il ministro cubano della Salute, Josè Angel Portal, ha informato che il governo del Kenya prosegue le sue azioni per il ritorno dei medici dell’isola caraibica rapiti nella nazione africana.</strong></p>
<p>“Nella mattina di oggi ho conversato con la Ministra della Salute del Kenya. Ci ha informato che si mantengono le azioni da parte del suo governo per ottenere il ritorno a salvo dei nostri medici rapiti”, ha scritto nella rete sociale Twitter.</p>
<p>Portal, ha confermato inoltre, che “gli altri integranti della Brigata Medica Cubana in Kenya stanno bene, offrendo la loro professionalità al popolo di quel paese.”</p>
<p>Nei giorni scorsi, il presidente cubano, Miguel Diaz-Canel, ha dialogato via telefonica con i suoi colleghi del Kenya, Uhuru Kenyatta, e Somalia, Mohamed Abdullahi Mohamed, sul delicato caso.</p>
<p>Diaz-Canel in Twitter ha segnalato che Cuba lavora senza riposo per il ritorno a salvo dei collaboratori rapiti in territorio del Kenya, il 12 aprile.</p>
<p>I medici si chiamano Assel Herrera Correa, specialista di Medicina Generale Integrale, della provincia di Las Tunas, e Landy Rodriguez Hernandez, specialista in Chirurgia, della provincia di Villa Clara.</p>
<p>La collaborazione medica della maggiore delle Antille col Kenya è cominciata in giugno dell&#8217;anno scorso e ci sono 101 medici che realizzano il loro lavoro nella maggior parte del paese africano.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Raul Castro: Appello al nostro popolo</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2016 17:25:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Come è risaputo dal nostro popolo, l'Organizzazione Mondiale della Salute ha allertato sulla rapida propagazione del virus Zika che colpisce 32 paesi nel nostro continente, dichiarandola un'emergenza sanitaria di portata internazionale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2986" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-2986" alt="Raul Castro" src="/files/2012/02/Raul.jpg" width="300" height="300" /><p class="wp-caption-text">Raul Castro</p></div>
<p><strong>“Come è risaputo dal nostro popolo, l&#8217;Organizzazione Mondiale della Salute ha allertato sulla rapida propagazione del virus Zika che colpisce 32 paesi nel nostro continente, dichiarandola un&#8217;emergenza sanitaria di portata internazionale.</strong></p>
<p>Benché non sia stato dimostrato con evidenze scientifiche che l&#8217;infezione con il virus Zika nella gravidanza sia la causa di tutti i casi di microcefalia riportati nei paesi colpiti, si è trovato invece un importante vincolo con l&#8217;incremento di questo difetto congenito.</p>
<p>La patologia si trasmette con le zanzare del genere Aedes. Non ci sono attualmente né vaccini né trattamenti per questa malattia, per tale ragione la migliore forma per prevenirla è l&#8217;eliminazione o diminuzione della presenza del vettore e la protezione contro le punture di questi insetti.</p>
<p>Fino al momento non si è scoperto nessun caso nel nostro paese, benché si vigilino e si studiano tutte le sindromi febbrili non specifiche per poter identificare immediatamente la sua presenza e si intensifica il controllo sanitario internazionale. Se si manifestasse qualche malato, esistono già tutte le condizioni per offrirgli un&#8217;assistenza medica qualificata.</p>
<p>Cuba ha sviluppato un lavoro intenso per diminuire la presenza del vettore, con l&#8217;obiettivo di mantenerlo a dei livelli che non siano pericolosi. Nonostante, fattori relazionati con l&#8217;inadeguata qualità tecnica del lavoro antivettoriale, il carente risanamento ambientale e condizioni climatologiche avverse, propiziano il rischio che si diffondano le malattie.</p>
<p>Davanti a questa situazione, la Direzione del Partito e del Governo ha adottato un piano di azione, sotto la conduzione del Ministero di Salute Pubblica, per affrontare il virus Zika e quindi la Dengue ed il Chikungunya.</p>
<p>Un&#8217;altra volta il vero protagonismo nella lotta contro le minacce di epidemie è in relazione con tutto il nostro popolo, perché per raggiungere il successo in questo importante e necessario compito è imprescindibile contare sulla sua partecipazione cosciente.</p>
<p>E’ urgente applicare un programma di risanamento intensivo nei centri lavorativi, nelle zone residenziali e dentro le stesse abitazioni, con la collaborazione attiva degli organismi, organizzazioni di massa e la comunità. È necessario che ogni cubana ed ogni cubano assuma questo combattimento come un tema personale, un problema che gli concerne, soprattutto per la responsabilità che rappresenta, in primo luogo, con la sua famiglia.</p>
<p>Come parte del piano di azione promosso, le Forze Armate Rivoluzionarie destinerà più di 9 mila militari, tra questi ufficiali permanenti e della riserva, come mezzo tecnico per rinforzare i lavori antivettoriali e di risanamento, con l&#8217;appoggio addizionale di 200 ufficiali della Polizia Nazionale Rivoluzionaria.</p>
<p>In questa congiuntura, è necessario che tutti i cittadini ed entità compiano assolutamente le norme sanitarie e le misure che garantiscano il combattimento del vettore, per non contribuire alla propagazione di epidemie ed altre condotte che la favoriscano o costituiscano un pericolo per la salute pubblica.</p>
<p>Dopo la tappa intensiva, deve implementarsi un piano di sostenibilità nel tempo che non sia una campagna in più, in modo che garantisca indici di infestazione minimi.</p>
<p>Come in altre occasioni, il nostro popolo saprà dimostrare la capacità di organizzazione per mantenere i livelli di salute raggiunti dalla Rivoluzione ed evitare così una sofferenza alle nostre famiglie. Come mai prima in compiti simili, si impone che tutti siano più disciplinati ed esigenti.</p>
<p>Raul Castro Ruz”</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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