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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Russia</title>
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		<title>Ambasciatore russo denuncia restrizioni contro diplomatici russi e cubani da parte degli USA all&#8217;ONU</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Feb 2020 03:34:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli Stati Uniti restringono sempre di più i diplomatici dell'ONU, particolarmente quelli della Russia, Cuba ed Iran ma anche di altri paesi, ha denunciato in un'intervista con Sputnik il rappresentante permanente di Mosca presso le Nazioni Unite, Vasili Nebenzia. Per l'ambasciatore russo, non ci sono miglioramenti cardinali in questa situazione che non si limita a Russia o il tema di visti per i suoi diplomatici. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11329" alt="onu-580x260" src="/files/2020/02/onu-580x260.jpg" width="580" height="260" />Gli Stati Uniti restringono sempre di più i diplomatici dell&#8217;ONU, particolarmente quelli della Russia, Cuba ed Iran ma anche di altri paesi, ha denunciato in un&#8217;intervista con Sputnik il rappresentante permanente di Mosca presso le Nazioni Unite, Vasili Nebenzia.</strong></p>
<p>Per l&#8217;ambasciatore russo, non ci sono miglioramenti cardinali in questa situazione che non si limita a Russia o il tema di visti per i suoi diplomatici.</p>
<p>Si sono accumulati tutta una pila di problemi relazionati. Anche la confisca illegale di immobili, nel nostro caso. Anche le limitazioni al movimento dei diplomatici di alcuni paesi, come Cuba, costretti a rimanere in Manhattan, o Iran, obbligati a muoversi dalla loro missione alla sede dell&#8217;ONU, come legati da un filo.</p>
<p>Nebenzia è convinto che, a meno che non ci siano cambiamenti in un termine ragionevoli, vari paesi proporranno attivare la sezione 21 dell&#8217;accordo tra l&#8217;ONU ed USA relativo alla sede delle Nazioni Unite. Detto sezione prevede un meccanismo arbitrale per la soluzione di controversie.</p>
<p>Sono più che parole, lo stipula una risoluzione che abbiamo adottato nell&#8217;Assemblea Generale, ha aggiunto.</p>
<p>Secondo l&#8217;ambasciatore russo, il segretario generale dell&#8217;ONU non solo sta al tanto del problema, ma realmente si mostra preoccupato e mantiene conversazioni con rappresentanti del paese anfitrione.</p>
<p>Alla domanda quale fosse il termine ragionevole previo all&#8217;attivazione dei meccanismi arbitrali, Nebenzia ha detto: Non un anno, né due, né tre, né decadi naturalmente. È una questione che è necessario risolvere immediatamente o, per essere esatti, che aveva dovuto risolversi tempo fa.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Presidente cubano scambia con imprenditori di settori chiave in Russia</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Oct 2019 17:31:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Miguel Diaz-Canel, il capo di Stato dell'isola caraibica, ha sostenuto un incontro con imprenditori russi, dove ha ascoltato lo stato di avanzamento dei progetti congiunti, compreso quelli della sfera metallurgica, della costruzione di macchinari, dell'energia, del trasporto e della sfera bancaria.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11173" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11173" alt="foto: Prensa Latina" src="/files/2019/10/joa-dcanel-rusia.jpg" width="580" height="386" /><p class="wp-caption-text">foto: Prensa Latina</p></div>
<p><strong>Miguel Diaz-Canel, il capo di Stato dell&#8217;isola caraibica, ha sostenuto un incontro con imprenditori russi, dove ha ascoltato lo stato di avanzamento dei progetti congiunti, compreso quelli della sfera metallurgica, della costruzione di macchinari, dell&#8217;energia, del trasporto e della sfera bancaria.  </strong></p>
<p>Nella riunione, il mandatario cubano ha sottolineato le difficoltà che attraversa il suo paese a partire dal rinforzo del bloqueo degli Stati Uniti, ma ha riaffermato la volontà di non fare concessioni e di continuare con i programmi di sviluppo della nazione caraibica.</p>
<p>All&#8217;incontro erano presenti dirigenti di imprese energetiche come InterRAO, Sinara (locomotive), GAZ (automotrice), Transneft e Zarubezhneft (petrolio), banche e l&#8217;Impresa di Ferrovie della Russia (RZHD), tra le altre.</p>
<p>Gli imprenditori russi hanno fatto riferimento alla possibilità di montare assemblatrici a Cuba, ed il capo di stato cubano ha chiesto loro di partecipare anche con più investimenti nei programmi di sviluppo dell&#8217;isola.</p>
<p>Il mandatario cubano ha indicato che Biocubafarma lavora nelle regioni russe a partire dalle potenzialità che ci sono, per identificare nuove nicchie di mercato dove possono concretarsi esportazioni di beni e servizi.</p>
<p>Inoltre, i ministri dei settori più coinvolti nelle sfere di cooperazione mutua erano presenti nella colazione di lavoro con gli imprenditori.</p>
<p>Per la parte cubana, ha assistito il ministro cubano degli Affari Esteri, Bruno Rodriguez, il titolare delle Comunicazioni, Jorge Luis Perdomo, dell’Agricoltura, Gustavo Rodriguez, dell’Industria, Alfredo Lopez, e dei Trasporti, Eduardo Rodriguez.</p>
<p>Inoltre, alle conversazioni ha assistito il ministro cubano di Commercio Estero ed Investimento Straniero, Rodrigo Malmierca.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<div id="attachment_11174" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11174" alt="foto: Demetrio Villaurrutia/ Facebook" src="/files/2019/10/DiazCanel.jpeg" width="580" height="435" /><p class="wp-caption-text">foto: Demetrio Villaurrutia/ Facebook</p></div>
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		<title>Trump, emulo di Hitler</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2019 21:28:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I fatti di questi ultimi giorni in Venezuela, corroborano, per l'ennesima volta, anche se questa volta con assoluta sfrontatezza, l'intenzione di Washington di appropriarsi di questo Paese, stabilendo un protettorato neo coloniale a qualsiasi prezzo. La conferenza stampa di John Bolton del 30 aprile è la prova affidabile di ciò che diciamo. Bugiardo seriale, ha agito e parlato in totale disprezzo della Carta delle Nazioni Unite, che stabilisce chiaramente il principio di autodeterminazione delle nazioni e condanna tutti i tentativi di sottomettere una di loro alla volontà di un'altra.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10985" alt="trump" src="/files/2019/05/trump.jpg" width="580" height="408" />I fatti di questi ultimi giorni in Venezuela, corroborano, per l&#8217;ennesima volta, anche se questa volta con assoluta sfrontatezza, l&#8217;intenzione di Washington di appropriarsi di questo Paese, stabilendo un protettorato neo coloniale a qualsiasi prezzo. La conferenza stampa di John Bolton del 30 aprile è la prova affidabile di ciò che diciamo. Bugiardo seriale, ha agito e parlato in totale disprezzo della Carta delle Nazioni Unite, che stabilisce chiaramente il principio di autodeterminazione delle nazioni e condanna tutti i tentativi di sottomettere una di loro alla volontà di un&#8217;altra.</strong></p>
<p>Ciò che ha detto questo codardo soldatino da operetta – di cui si può dire ciò che Jorge Luis Borges disse dei militari argentini: “non ha sentito fischiare neanche un proiettile” &#8211; posa su una premessa escludente: “Maduro se ne deve andare” e Juan Guaidò, che secondo Washington è il presidente legittimo del Venezuela, deve assumere le sue funzioni il prima possibile.</p>
<p>Secondo questo torbido consigliere della Sicurezza Nazionale di Donald Trump, i giorni di Maduro sono contati e riesce appena a rimanere al potere grazie a una costellazione di forze internazionali completamente aliene al gioco democratico e alla volontà dei cittadini venezuelani.</p>
<p>Nella sua esposizione questo disprezzabile suprematista ha segnalato i tre attori che secondo lui sostengono Maduro: le truppe cubane, circa 22 o 25 mila e che sono quelle che di fatto controllerebbero le Forze Armate Bolivariane, trasformando i medici cubani in truppe di combattimento; i collettivi, queste “combriccole di spacconi in motocicletta”, anche loro creazione de L&#8217;Avana e altre “forze esterne”, e più avanti suggerisce che tra loro c’è Russia.</p>
<p>Nel suo intervento Bolton ha menzionato undici volte Cuba od “i cubani”, qualcosa di assolutamente inusuale e che rivela che l&#8217;obiettivo di questa escalation di aggressioni e di interventismo va oltre alla patria di Bolivar e Chavez ed ha obiettivi multipli che includono l&#8217;isola ribelle e Nicaragua, esplicitamente fulminati come “la troika della tirannia” nelle Americhe.</p>
<p>Il presidente Trump, ha detto Bolton, “vuole vedere un trasferimento di poteri pacifico da Maduro a Guaidò senza più ritardi. Chi appoggia Maduro, specialmente quelli che non sono venezuelani, devono sapere che “tutte le opzioni sono sul tavolo”. Il giorno dopo Mike Pompeo, altro soldatino da operetta – che per il suo cognome e persino per la sua fisionomia sembra un sopravvissuto della banda di Al Capone, che per vergogna degli Stati Uniti è il Segretario di Stato, ha portato il suo attacco a un altro dei “fattori esterni”, Russia.</p>
<p>Questo ha motivato la decisa risposta della Cancelleria di questo paese che ha ricordato che “l&#8217;ingerenza di Washington negli affari del Venezuela è una violazione flagrante del diritto internazionale. Questa influenza distruttiva non ha nulla a che vedere con la democrazia”.</p>
<p>La mente sempre più offuscata dalle sue parole ha fatto in modo che Bolton tornasse sempre con maggiore frequenza ai suoi attacchi a Cuba. I “colectivos”,  ipoteticamente creati dai cubani sono stati menzionati cinque volte nella conferenza stampa, ed ha fatto anche un&#8217;altra sparata enorme: che il generale Padrino Lopez e lo Stato Maggiore delle FAB fanno rapporto a L&#8217;Avana e che è da li che ricevono gli ordini per agire.</p>
<p>Anche Russia è stata oggetto di critiche ed ha commentato che l&#8217;imperterrito Vladimir Putin era stato avvertito che il suo coinvolgimento con il “regime” venezuelano era motivo di enorme preoccupazione negli Stati Uniti. Abbiamo già menzionato la risposta del governo russo a questa sommatoria di menzogne.</p>
<p>Da tutto ciò si intende che ci stiamo avvicinando a una situazione decisiva per il futuro delle lotte emancipatrici in America Latina e nei Caraibi. Non solo Venezuela, ma anche Cuba e Nicaragua sono sotto il mirino e sono già adesso un obiettivo militare degli Stati Uniti. La complicità dei “democratici” della regione con questo tentativo di impadronirsi del Venezuela è ripugnante, come anche il silenzio complice e codardo dei governi europei, vassalli indegni di un Caligola impazzito e della sua combriccola di fanatici criminali disposti a tutto.</p>
<p>Mentono senza pudore e consapevolmente, però mentire e diffamare è un capitolo cruciale del manuale operativo della destabilizzazione che la Casa Bianca ha letto ed applicato in innumerevoli occasioni. Ricordate che parlavano del sofisticato armamento che Cuba e l&#8217;Unione Sovietica avrebbero introdotto nella Repubblica Dominicana durante il breve governo di Juan Bosh, e quando nell&#8217;aprile del 1965 si produsse l&#8217;invasione i 44 mila marines trovarono un esercito dominicano munito di armi obsolete, retaggio della Seconda Guerra Mondiale ed un popolo che li respingeva con machetes, pietre e pali.</p>
<p>Hanno mentito per creare un clima nell&#8217;opinione pubblica favorevole al golpe contro Joao Goulart in Brasile nel 1964, contro Salvador Allende nel 1973, contro Maurice Bishop e il Movimento Nueva Joya a Granada nel 1983, quando, anche li, si parlò della presenza cubana e di armamenti sofisticati attentamente occultati in case adattate per questo scopo. Non si trovarono mai.</p>
<p>Ed hanno anche mentito quando hanno denunciato l&#8217;esistenza di armi di distruzione di massa in Iraq, che non furono mai trovate. E prima, nel 1945, quando dissero che non c&#8217;erano residui di radioattività a Hiroshima e Nagasaki dopo il bombardamento atomico. Per tanto il governo degli Stati Uniti, maledizione di tutti i popoli liberi del mondo, mente per definizione.</p>
<p>E adesso sta mentendo subdolamente sulla situazione in Venezuela e il ruolo di Cuba in questo paese. Possono contare per questo sui mezzi egemonici, trasformanti in pestilenziali cloache dove si dice qualsiasi cosa che possa distruggere la reputazione di un nemico dell&#8217;impero. Giorno e notte senza fermarsi fanno uscire le loro menzogne con impunità indignante e con totale disprezzo di quello che dovrebbe essere un giuramento ippocratico da giornalista (e anche da accademici e intellettuali) che non può essere altro che “dire la verità e denunciare la menzogna”, nella succinta enunciazione di Noam Chomsky.</p>
<p>E invece no. Le voci dei tanti e delle tante vestali della repubblica e della democrazia che hanno perseguitato i governi progressisti che si sono affacciati da questa parte del mondo rimangono nell&#8217;ignominioso silenzio. Rivelano a questo modo la loro disonorevole condizione di portavoce stipendiati dall&#8217;impero. Mettono a nudo che la loro indipendenza e la loro professione non sono tali e che le loro parole sono fatalmente contaminate con lo sporco denaro del gangster della Casa Bianca che vuole perfezionare il furto che ha già cominciato in Venezuela appropriandosi del suo denaro all&#8217;estero (oro in Inghilterra, la CITGO negli Stati Uniti, eccetera).</p>
<p>Lo stesso vale per i responsabili degli organismi internazionali. Cosa dice il signor Antonio Guterres, segretario generale dell&#8217;ONU, di fronte alle menzogne come quelle pronunciate da Bolton? Per non parlare di Luis Almagro, il segretario generale dell’OSA, che compete testa a testa con Lenin “Donald” Moreno nella turpe disputa per stabilire chi è il traditore e il corrotto più grande della Nostra America. La lista sarebbe interminabile.</p>
<p>Tutti complici: il giornalismo “serio”, gli intellettuali sofisticati e i modi raffinati che fanno gala di una falsa obiettività, gli addomesticati accademici del mainstream, i burocrati internazionali, i governanti di qui e dell&#8217;Europa non dicono nulla di un&#8217;operazione che ogni giorno di più assomiglia all&#8217;annessione dell&#8217;Austria e dei Sudeti di Hitler nel 1938, di fronte alla passività e con la complicità della “comunità internazionale”, eufemismo per evitare di parlare dei servi dell&#8217;imperatore.<br />
Complici necessari e nascosti di un crimine, perché ciò che è già successo in Venezuela con le sanzioni economiche, lo spoglio delle sue ricchezze all&#8217;estero e l&#8217;aggressione alla vita quotidiana delle venezuelane e dei venezuelani, privati di energia elettrica, acqua, trasporti e altri beni di base configura un crimine di lesa umanità.</p>
<p>Martì con la sua magnifica preveggenza, ha denunciato l&#8217;abitudine della Casa Bianca al saccheggio e al la rapina. Gli statunitensi, assicurava l&#8217;Apostolo, “credono nella necessità, nel diritto barbaro come unico diritto: questo è nostro perché ne abbiamo bisogno”.</p>
<p>Abbiamo bisogno del petrolio del Venezuela perché è una risorsa non rinnovabile per il nostro apparato militare e quando nel mondo non ci sarà neanche una goccia di questa risorsa, quando i nostri nemici rimarranno senza, noi lo avremo e potremo imporre il nostro dominio mondiale senza contrappesi. Siccome lo necessitiamo, sarà nostro, con le buone o con le cattive. Questa e nessun&#8217;altra è la ragione escludente per la quale il nobile e bravo popolo venezuelano sta soffrendo l&#8217;aggressione dell&#8217;imperialismo.</p>
<p>Nel suo celebre libro “Egemonia o sopravvivenza”, Noam Chomsy sostiene la tesi che Washington ha un progetto di dominazione mondiale ancora più ambizioso del Terzo Reich di Hitler. Molti hanno pensato che il grande linguista nordamericano in quel momento stesse delirando. Senza dubbio i fatti gli stanno dando ragione.</p>
<p>Contro questo piano, oggi guidato da Trump e dai suoi compagni si confrontano i popoli liberi di tutto il mondo, con quello del Venezuela in prima linea di combattimento. Di conseguenza, la solidarietà internazionale con la sua lotta è un imperativo morale ineludibile per tutte le donne e per tutti gli uomini di buona volontà.</p>
<p>di Atilio Boron</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
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		<title>La cooperazione militare Russia-Venezuela</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2019 02:39:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[collaborazione militare]]></category>
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		<description><![CDATA[Le operazioni militari orchestrate dagli Stati Uniti in Afghanistan, Iraq o Siria agli albori del secolo hanno lasciato non solo alti costi economici e logistici, ma anche politici, in termini di sconfitta mostrata dalla prima potenza mondiale al resto del mondo e l’avanzata dei Paesi arabi verso le potenze eurasiatica. Al contrario, rovesciare i governi considerati ostacoli alla sicurezza emisferica ha richiesto minori operazioni tecnico-militari da parte del Comando meridionale e sono in grado di incapsulare nel sito obiettivo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10837" alt="vzla-ordo-russo" src="/files/2019/02/vzla-ordo-russo.jpg" width="590" height="490" />Le operazioni militari orchestrate dagli Stati Uniti in Afghanistan, Iraq o Siria agli albori del secolo hanno lasciato non solo alti costi economici e logistici, ma anche politici, in termini di sconfitta mostrata dalla prima potenza mondiale al resto del mondo e l’avanzata dei Paesi arabi verso le potenze eurasiatica.</strong></p>
<p>Al contrario, rovesciare i governi considerati ostacoli alla sicurezza emisferica ha richiesto minori operazioni tecnico-militari da parte del Comando meridionale e sono in grado di incapsulare nel sito obiettivo. Considerati suo cortile, i Paesi del sud a cui gli Stati Uniti riescono ad avere accesso illimitato (dopo il ritorno alla dottrina Monroe come politica estera) diventano piattaforme per installare basi militari che proteggano l’area d’influenza raggiunta. La Colombia è il miglior esempio, ma non smettono di parlare di sé Perù, Paraguay, Panama e presto l’Ecuador.</p>
<p>Se le recenti minacce militari al Venezuela sono osservate sotto il prisma geopolitico, possono essere interpretate come la ricerca di un fronte molto più sicuro di quello con Iran o Corea democratica, nella corsa per dimostrare la forza che a chiara egemonia nordamericana deve dare al mondo multipolare emergente.</p>
<p>Dall’installazione del governo parallelo illegittimo presieduto da Juan Guaidó, gli annunci di un’escalation del conflitto con la partecipazione militare degli Stati Uniti non cessano nelle dichiarazioni del presidente Donald Trump e dei suoi funzionari più vicini, senza che ciò si concretizzi nei fatti. Ma nello stesso tempo succede che gli Stati Uniti si sono spinti a sviluppare un piano che punta a erodere l’unità delle Forze Armate Nazionali Bolivariane (FANB) al fine di creare le condizioni ideali per entrare comodamente nel territorio venezuelano.</p>
<p>La campagna, gestita tra perdite di prestigio, ricatto sotto forma di amnistia, inviti pubblici all’insurrezione e penetrazione nelle fazioni per effettuare operazioni di destabilizzazione, cerca un punto di rottura tra le principali componenti militari. È ciò che viene osservato se si riassumono le operazioni segrete per spingere l’ordine del giorno del colpo di Stato, sventato nel 2018, così come i concomitanti inviti pubblici alle FANB ad ignorare il legittimo governo del Presidente Nicolás Maduro, del dipartimento di Stato degli Stati Uniti.</p>
<p>Perché il Paese con la più alta spesa militari del mondo adotta tali previsioni prima di affrontare lo scontro diretto contro una nazione che presumibilmente ha capacità limitate di difendersi?</p>
<p><span style="color: #ff0000">Importante equipaggiamento militare russo per la prontezza operativa venezuelana</span></p>
<p>Dall’arrivo di Hugo Chávez al potere, il Venezuela ha stanziato parte della spesa pubblica nell’investimento riuscito nella difesa in alternativa all’industria militare statunitense, dopo che Washington negò nel 2006 l’acquisizione di aerei da combattimento F-16. Da lì furono stabiliti rapporti bilaterali con la Russia per dotarsi di fucili, carri armati, veicoli, aerei da combattimento, navi da guerra, elicotteri da trasporto e sistemi missilistici antiaerei, all”avanguardia tecno-militare sulla tecnologia statunitense. Da questi è stato formato un sistema di difesa aerea a lunga, media e corta gittata, come spiega Rubén Castillo in un articolo per Misión Verdad .</p>
<p>Comprende armi antiaeree ZU-23, missili portatili Iglas-S, sistemi antiaerei Pechora 2M e sistemi missilistici mobili Buk-M2E. Per chiudere questa blocco della difesa, c’è il sistema antiaereo mobile S-300VM. L’arma più sofisticata per abbattere missili ed aerei nella regione dell’America Latina, acquistato dal governo nazionale nel 2013. Basti ricordare che la Colombia, Paese militarmente equipaggiato su consiglio degli Stati Uniti, non ha una difesa antiaerea simile. In relazione alla capacità di attacco, la Russia ha fornito i famosi aerei Sukhoi Su-30S di quarta generazione all’Aeronautica nazionale. Questo aereo da combattimento è considerato il più avanzato nel suo genere, compresi i caccia nordamericani.</p>
<p>La svolta geopolitica che il Venezuela ha portato ne approfondiva la cooperazione militare con la Russia in altri ambiti della produzione di armi, mirando al trasferimento di tecnologie e formazione tecnica del personale venezuelano. Nel 2006 fu firmato un accordo per costruire un centro di manutenzione e riparazione di elicotteri, completato nel 2013.</p>
<p>Inoltre, il Ministro della Difesa Vladimir Padrino López annunciava che la fabbrica di Kalashnikov, con un accordo avviato lo stesso anno e ripreso nel 2016, sarà inaugurata quest’anno. Nei suoi impianti, oltre alle munizioni, verranno prodotti i modelli 103 e 104 dei fucili d’assalto AK. Di recente, il Presidente Nicolás Maduro aveva detto in un’intervista a Sputnik, che l’equipaggiamento più moderno del mondo arriva in Venezuela , in riferimento alla cooperazione militare permanente col governo di Vladimir Putin. L’elenco di equipaggiamenti, molto più avanzati di quelli delle nazioni del Medio Oriente che affrontano gli Stati Uniti, è solo l’aspetto tecnico delle FANB. Per completare i dati, è necessario riconoscere l’integrazione di 1,6 milioni di civili nella Milizia Mazionale Bolivariana, ad esempio, come componente vitale per la difesa integrale del territorio. Allo stesso modo, l’inserimento dell’armamento russo nella dottrina militare bolivariana per affrontare ogni possibile scenario d’intervento militare è fondamentale al momento di uno scenario teso, nella ricerca della difesa territoriale e della popolazione del Paese.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Chiavi geopolitiche degli accordi militari bilaterali</span></p>
<p>Le alleanze forgiate da entrambe le nazioni non sono limitate agli accordi commerciali per l’acquisto e vendita di attrezzature per la difesa. I Paesi svolgono attività sui principi del non intervento straniero. Le dinamiche russo-venezuelane costruite sono ben lontane dalla formazione di colonie militari che gli Stati Uniti coordinano nei Paesi subordinati. Il 2018, carico di molteplici operazioni contro lo Stato venezuelano, col tentato omicidio al culmine, ebbe anche un maggiore riavvicinamento con la Federazione Russa al fine di dissuadere Washington dall’approfondire l’assedio del paese.</p>
<p>All’inizio dello scorso dicembre, furono condotte manovre congiunte coi “Cigni bianchi”, i bombardieri supersonici dell’era sovietica, con lo scopo di scambiare esperienze tra le due Aeronautiche. Insieme a questi Tupolev Tu-160, arrivò la delegazione russa, composta da un centinaio di militari. Il Cremlino, l’agente decisivo per sedare la guerra in Siria, contrasta le aggressioni dell’Ucraina nel Mare di Azov per provocare un conflitto navale, mossa sostenuta da Stati Uniti e loro alleati della NATO. La propaganda anti-russa concepì tali azioni congiunte come “spreco di fondi pubblici”, nelle parole del segretario di Stato Mike Pompeo. La verità è che la manovra inviava un messaggio forte che condanna qualsiasi tentativo di cambiare la situazione politica in Venezuela. L’attività fu preceduta dall’incontro del Ministro Vladimir Padrino con l’omologo russo Sergej Shojgi, nel quadro di un viaggio ufficiale del Presidente Nicolás Maduro in Russia. Furono firmati accordi su questioni energetiche, commerciali, di telecomunicazione ed armamento.</p>
<p>Il grado di impegno manifestato ora che apertamente si minaccia l’intervento militare contro il Venezuela, la Russia partecipa come attore diplomatico accusando gli Stati Uniti d’interferenza negli affari interni del Paese alla riunione del Consiglio di sicurezza dell’ONU a fine gennaio. Le successive denunce del Ministero degli Esteri russo, sulla “determinazione che Washington mostra nel dividere l’esercito venezuelano e rovesciare il governo costituzionale del Venezuela”, ratificano la coesione delle relazioni diplomatiche in un momento in cui le azioni statunitensi sono eccessive e violente. Lo Stato venezuelano, comprendendo che la guerra non si riduce allo scontro armato, sviluppava una conseguente strategia multipolare nella politica estera, comprendendo i densi fattori del blocco euroasiatico che oggi mostrano risultati di fronte l’intensificarsi delle aggressioni straniere.</p>
<p>da Mission Verdad</p>
<p>Traduzione di Alessandro Lattanzio</p>
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		<title>Russia avverte la Comunità internazionale: &#8220;Il campo profughi siriano di Rukban evoca i campi di concentramento&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Nov 2018 04:06:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La situazione dei rifugiati nel campo profughi siriano di Rukban, che si trova a sud est della provincia di Homs, al confine siriano-giordano, "evoca i campi di concentramento" della seconda guerra mondiale, ma la comunità mondiale tace su questo situazione umanitaria "catastrofica", ha denunciato oggi il capo del Centro nazionale per il controllo della difesa della Russia, il generale Mikhail Mizintsev.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10731" alt="siria" src="/files/2018/11/siria.jpg" width="580" height="290" />La situazione dei rifugiati nel campo profughi siriano di Rukban, che si trova a sud est della provincia di Homs, al confine siriano-giordano, &#8220;evoca i campi di concentramento&#8221; della seconda guerra mondiale, ma la comunità mondiale tace su questo situazione umanitaria &#8220;catastrofica&#8221;, ha denunciato oggi il capo del Centro nazionale per il controllo della difesa della Russia, il generale Mikhail Mizintsev.</strong></p>
<p>&#8220;La situazione in cui si trovano i residenti del campo ricorda molto i campi di concentramento della seconda guerra mondiale, che sono scomparsi molto tempo fa, com&#8217;è possibile tutto ciò nel mondo moderno?&#8221; Si chiese l&#8217;alto ufficiale russo durante un incontro sul ritorno dei rifugiati in Siria.</p>
<p>In questo senso, Mizintsev si chiede anche perché, in queste condizioni, la comunità mondiale &#8220;continua a tacere sulla catastrofe umanitaria&#8221; dei profughi del campo, che, assicura, &#8220;vivono essenzialmente come ostaggi&#8221;.</p>
<p>&#8220;Infine, perché i media non sono autorizzati ad accedere ai rifugiati nel Rukban? C&#8217;è anche una spiegazione per questo&#8221;, ha spiegato il militare russo, aggiungendo che in questo settore &#8220;c&#8217;è chi vuole nascondere qualcosa&#8221;, ogni riferimento agli USA non è affatto casuale.</p>
<p>Fonte: RT -Foto AP</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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		<title>Diaz-Canel conferma la continuità della Rivoluzione</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Nov 2018 02:17:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Russia, Corea del Nord, Cina, Vietnam e Laos: le visite del presidente Miguel Diaz-Canel in appena due settimane hanno rinforzato antiche e preziose relazioni, confermando che i tempi passano, ma i veri amici rimangono. Per segnalare le sue attività, Diaz-Canel ha utilizzato il suo account in Twitter, per riportare i momenti più importanti in ogni nazione e le sue impressioni sul un periplo avviato per ratificare “la continuità della Rivoluzione e ringraziare per la solidarietà che alimenta la nostra resistenza”.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10723" alt="G.Diaz-Canel" src="/files/2018/11/G.Diaz-Canel.jpg" width="580" height="386" />Russia, Corea del Nord, Cina, Vietnam e Laos: le visite del presidente Miguel Diaz-Canel in appena due settimane hanno rinforzato antiche e preziose relazioni, confermando che i tempi passano, ma i veri amici rimangono.</strong></p>
<p>Per segnalare le sue attività, Diaz-Canel ha utilizzato il suo account in Twitter, per riportare i momenti più importanti in ogni nazione e le sue impressioni sul un periplo avviato per ratificare “la continuità della Rivoluzione e ringraziare per la solidarietà che alimenta la nostra resistenza”.</p>
<p>Il mandatario cubano ha fatto un breve scalo di lavoro in Francia, dove si è incontrato col primo ministro Edouard Philippe, e con la direttrice generale dell&#8217;Unesco, Audrey Azoulay.</p>
<p>Da lì, è partito venerdì 2 novembre per Russia, dove ha sostenuto conversazioni ufficiali col suo collega, Vladimir Putin.</p>
<p>Si è riunito anche col primo ministro Dmitri Medvedev, i titolari della Duma (Camera bassa), Viacheslav Volodin, e del Senato, Valentina Matvienko, il leader comunista Guennadi Ziuganov ed il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, Kiril.</p>
<p>Al termine del suo soggiorno a Mosca, Diaz-Canel e Putin hanno firmato una dichiarazione congiunta in cui hanno riaffermato l&#8217;associazione strategica tra i loro paesi, hanno condannato l’interventismo ed hanno patrocinato per un mondo multipolare.</p>
<p>La visita ha permesso di concludere un accordo di una maggiore partecipazione della Russia in progetti relazionati con energia, trasporto, farmacia, metallurgia, cultura ed umanistica.</p>
<p>Putin ha riaffermato la sua disposizione ad appoggiare il processo di riforma e modernizzazione dell&#8217;economia della nazione caraibica.</p>
<p>All&#8217;inizio della parte asiatica del suo viaggio di lavoro, il presidente cubano è arrivato domenica 4 novembre alla Repubblica Popolare Democratica della Corea (RPDC), dove è stato accolto da un grande ricevimento popolare, sia all&#8217;aeroporto che per i principali viali di Pyongyang.</p>
<p>Oltre a sostenere conversazioni ufficiali col presidente del Comitato di Stato della RPDC, Kim Jong-un, Diaz-Canel ed il suo collega nord coreano si sono incontrati in diverse occasioni, fuori dal protocollo ufficiale.</p>
<p>“Le nostre relazioni sono storiche e si basano sul rispetto mutuo e l&#8217;ammirazione, fondate dall&#8217;amicizia del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz ed il grande leader Kim Il-sung”, ha affermato.</p>
<p>Inoltre, il presidente cubano si è riunito col presidente del Presidium dell&#8217;Assemblea Popolare Suprema, Kim Yong Nam, e col primo ministro Pak Pong Ju.</p>
<p>Le rispettive delegazioni hanno sottoscritto accordi di cooperazione in sfere come turismo, educazione e salute pubblica.</p>
<p>Partendo, ha scritto nel suo account di Twitter: “La delegazione di #Cuba saluta la bella #RepublicaPopularDemocraticaDeCorea, che ringraziamo per la sua invariabile condanna al bloqueo, una politica crudele ed ingiusta che soffre anche il popolo coreano per le sanzioni contro il suo governo #NoMasBloqueo”.</p>
<p>In Cina, Diaz-Canel ha assistito alla prima Esposizione Internazionale di Importazioni a Shanghai, alla quale hanno partecipato più di tre mila aziende locali e straniere.</p>
<p>Nel gigante asiatico è stato ricevuto dal presidente Xi Jinping; il primo ministro Li Keqiang, ed il presidente dell&#8217;Assemblea Popolare Nazionale e la Conferenza Consultiva Politica del Popolo Cinese, Li Zhanshu.</p>
<p>Dopo le conversazioni ufficiali, le parti hanno sottoscritto accordi per incrementare la capacità produttiva in progetti di collaborazione molto importanti e la concessione di un credito cinese che appoggerà l&#8217;acquisizione di strumenti di costruzione per i settori delle energie rinnovabili e turismo, tra gli altri.</p>
<p>Il dignitario è arrivato in Vietnam l’8 novembre ed il giorno dopo ha sostenuto conversazioni ufficiali col segretario generale del Partito Comunista del Vietnam e presidente di questo paese, Nguyen Phu Trong, che l’ha decorato con l&#8217;Ordine di Ho Chi Minh.</p>
<p>Ad Hanoi, Diaz-Canel è stato ricevuto anche dal primo ministro, Nguyen Xuan Phuc, ed il titolare dell&#8217;Assemblea Nazionale, Nguyen Thi Kim Ngan.</p>
<p>Il 10 novembre è andato a Città Ho Chi Minh, la maggiore urbe del Vietnam ed il suo principale centro economico, industriale e finanziario, e da lì ha viaggiato direttamente alla vicina Repubblica Democratica Popolare Lao (RDPL).</p>
<p>In Vientiane ha sostenuto conversazioni ufficiali col presidente e segretario generale del Partito Popolare Rivoluzionario del Laos, Bounnhang Vorachith.</p>
<p>Entrambe, inoltre, hanno testimoniato la firma di un accordo di cooperazione tra il Ministero di Educazione e Sport della RDPL e l&#8217;Istituto Nazionale di Educazione Fisica, Sport e Ricreazione della nazione antillana.</p>
<p>Inoltre, i membri delle due delegazioni hanno sottoscritto un memorandum di intendimento sulla cooperazione tra la Banca della RDPL e la Banca Centrale di Cuba.</p>
<p>Diaz-Canel si è riunito anche col primo ministro Thongloun Sisoulith e la titolare dell&#8217;Assemblea Nazionale, Pany Yathotou.</p>
<p>Dalla Russia al Laos, il presidente ha trasmesso ai dirigenti di ogni paese un saluto cordiale del primo segretario del Partito Comunista di Cuba, Raul Castro.</p>
<p>Prima di ritornare all’isola, Diaz-Canel sta compiendo uno scalo di lavoro nel Regno Unito, dove si è riunito con i rappresentanti dell&#8217;organizzazione Iniziativa Cuba, un gruppo di appoggio che “è nato dall&#8217;amicizia della baronessa Lady John ed il nostro leader storico, Fidel Castro”.</p>
<p>In seguito, si è riunito col leader del Partito Laburista del Regno Unito, Jeremy Corbyn, ed insieme hanno esaminato le relazioni tra il gruppo socialdemocratico britannico ed il Partito Comunista di Cuba.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Tutti i dati che dimostrano come la Russia stia abbandonando il dollaro</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Nov 2018 01:02:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sempre più paesi cercano di ridurre la loro dipendenza dal dollaro statunitense nelle loro transazioni internazionali. Tra questi, uno sforzo molto importante lo sta portando avanti la Russia, paese che ha già raggiunto diversi traguardi in merito. Lo riporta il quotidiano Usa The Wall Street Journal.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10721" alt="dollaro-rublo" src="/files/2018/11/dollaro-rublo.jpg" width="580" height="290" />Sempre più paesi cercano di ridurre la loro dipendenza dal dollaro statunitense nelle loro transazioni internazionali. Tra questi, uno sforzo molto importante lo sta portando avanti la Russia, paese che ha già raggiunto diversi traguardi in merito. Lo riporta il quotidiano Usa The Wall Street Journal.</strong></p>
<p>Tra le misure adottate da Mosca, prosegue la sua analisi il quotidiano statunitense, la Banca centrale russa ha moltiplicato le sue riserve auree nel 2018 e ha venduto quantità ingenti di titoli del tesoro statunitensi. Inoltre, Mosca prevede di rafforzare l&#8217;uso del rublo e di altre valute nazionali nei suoi accordi commerciali bilaterali con i paesi diversi dagli Stati Uniti. Il tasso di depositi in valuta estera di individui e società in banche russe è diminuito a settembre al 26%, rispetto al picco del 37% raggiunto nel 2016.</p>
<p>Analogamente, il tasso di esportazione in dollari è sceso al 68% con il crescente commercio bilaterale della Russia con la Cina che contribuisce alla riduzione della dipendenza dal dollaro: gli indicatori delle transazioni in rubli e yuan sono quasi quadruplicati negli ultimi quattro anni.<br />
Secondo il WSJ, Cina, Iran, Venezuela e Pakistan sono tra i paesi che mirano anche a sfuggire al dollaro, mentre i membri dell&#8217;Unione europea cercano di rafforzare il ruolo dell&#8217;euro nelle transazioni internazionali e studiano la possibilità di creare un sistema di pagamento per il commercio con l&#8217;Iran.</p>
<p>Il 7 novembre, il presidente della banca russa Vnesheconombank, Igor Shuvalov, ha dichiarato che la Russia e la Cina intendono firmare un accordo entro la fine del 2018 per utilizzare le loro valute nazionali nel commercio bilaterale e che il documento su questo argomento sia stato presentato ai leader di entrambi i paesi. In questo contesto, il vice primo ministro e ministro delle Finanze russo, Antón Siluánov, ha sottolineato che il piano di de-dollarizzazione &#8220;faciliterà le nostre imprese [tra Russia e Cina] e l&#8217;opportunità di effettuare pagamenti e transazioni finanziarie&#8221;.</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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		<title>Putin: &#8220;Metodi terroristici per rovesciare il potere in Venezuela sono inaccettabili&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Oct 2018 01:25:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il presidente russo Vladimir Putin ha denunciato che «metodi terroristici per rovesciare il potere nel paese sono inaccettabili» e ha ricordato che contro il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, «è stato compiuto un attacco terroristico, un tentativo di assassinio». "Finiremo per approvare anche queste forme di lotta politica? Penso che sia assolutamente inaccettabile. Né l'uno né l'altro, o qualcosa del genere" ha affermato Putin con forza.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10661" alt="PutinMaduro" src="/files/2018/10/PutinMaduro.jpg" width="580" height="290" />Il presidente russo Vladimir Putin ha denunciato che «metodi terroristici per rovesciare il potere nel paese sono inaccettabili» e ha ricordato che contro il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, «è stato compiuto un attacco terroristico, un tentativo di assassinio».</strong></p>
<p>&#8220;Finiremo per approvare anche queste forme di lotta politica? Penso che sia assolutamente inaccettabile. Né l&#8217;uno né l&#8217;altro, o qualcosa del genere&#8221; ha affermato Putin con forza.</p>
<p>Durante il suo discorso al forum internazionale Energy Week della Russia, il presidente ha dichiarato che solo il popolo venezuelano deve decidere il suo destino, secondo quanto riporta il portale russo RT.</p>
<p>«Questo deve essere determinato dal popolo del Venezuela e da nessun altro al mondo», ha detto Putin. «Per quanto riguarda i vari strumenti per influenzare la situazione in Venezuela, non dovrebbero essere del tipo che aggrava la situazione della popolazione civile. È una questione di principio», ha aggiunto il presidente russo in chiaro riferimento alle sanzioni unilaterali imposte da Stati Uniti e Unione Europea nei confronti della patria di Bolivar.</p>
<p>RT ha osservato come il leader russo abbia sottolineato che i tentativi di influenzare la situazione in Venezuela dall&#8217;estero con l’intento di peggiorare la situazione siano inaccettabili.</p>
<p>«Non è possibile agire come un elefante in un negozio di porcellane senza capire che cosa sta realmente accadendo, e pensando solo che l&#8217;elefante è il più grande e intelligente degli animali», ha commentato il presidente della Russia.</p>
<p>Sugli interventi esterni nel paese sudamericano, Putin ha ribadito che «è necessario osservare e dare al popolo l&#8217;opportunità di risolvere la situazione per proprio conto».</p>
<p>Dunque, dopo gli importanti accordi strategici con la Cina giunge queste nuove e forte presa di posizione del presidente della Russia. Ma non ci avevano raccontato che il Venezuela era un paese sostanzialmente isolato sullo scacchiere internazionale e scaricato finanche dai suoi storici alleati?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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		<title>Vladimir Putin a Teheran: &#8220;Abbiamo prove inconfutabili che i terroristi preparano attacchi chimici a Idlib&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Sep 2018 01:32:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA["I terroristi nella provincia siriana di Idlib si preparano ad eseguire delle provocazioni, tra queste l'uso di armi chimiche". Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin nella conferenza stampa che ha seguito l'importante vertice di Teheran con Rohani e Erdogan sul futuro di Idlib e in generale quello della Siria.  "Abbiamo prove inconfutabili che i terroristi stanno preparando provocazioni di questo tipo", ha detto il leader russo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10634" alt="IranRussiaTurchia" src="/files/2018/09/IranRussiaTurchia.jpg" width="580" height="290" />&#8220;I terroristi nella provincia siriana di Idlib si preparano ad eseguire delle provocazioni, tra queste l&#8217;uso di armi chimiche&#8221;. Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin nella conferenza stampa che ha seguito l&#8217;importante vertice di Teheran con Rohani e Erdogan sul futuro di Idlib e in generale quello della Siria.  &#8220;Abbiamo prove inconfutabili che i terroristi stanno preparando provocazioni di questo tipo&#8221;, ha detto il leader russo.</p>
<p>&#8220;Consideriamo la situazione inammissibile. Quando, con il pretesto di proteggere la popolazione civile, si tenta di proteggere i terroristi dagli attacchi e causare perdite alle truppe del governo siriano il tutto diviene inammissibile&#8221;, ha proseguito Putin in conferenza stampa.</p>
<p>&#8220;Attualmente, diversi gruppi estremisti sono concentrati nella zona demilitarizzata di Idlib. I terroristi stanno cercando di contrastare il regime di cessate il fuoco e si preparano ed eseguire diversi tipi di provocazioni, compreso l&#8217;utilizzo di armi chimiche&#8221;, ha precisato Putin che ha sottolineato come siano state create tutte le condizioni perché i siriani possano essere i padroni del loro futuro.  &#8220;Il fulcro del terrorismo internazionale in questo paese è praticamente liquidato&#8221;, ha detto il presidente, aggiungendo che oltre il 95% del territorio siriano è ormai libero.</p>
<p>Dopo aver sottolineato come la Russia fornisca regolarmente assistenza diretta al popolo siriano, attraverso cibo, medicine e altri prodotti soprattutto alle regioni più colpite dai combattimenti, il presidente russo ha anche sottolineato che grazie alla cooperazione tra Russia, Iran e Turchia sono stati raggiunti &#8220;risultati considerevoli&#8221;. &#8220;Sarebbe utile dare un carattere sistematico agli sforzi congiunti in campo umanitario, al fine di aiutare la Siria a uscire dalle rovine e ripristinare la sua industria, l&#8217;agricoltura, le infrastrutture e quindi assicurare il ritorno in massa dei siriani nelle loro case &#8220;.</p>
<p>Anche il presidente iraniano, Hasan Rohaní, intervenuto in conferenza stampa, ha sottolineato come gli Stati Uniti cercano di accusare Damasco di attacchi chimici per intervenire negli affari interni del paese, ma questo non farebbe che aggravare la situazione. Allo stesso tempo, ha rimarcato Rohani, la presenza di truppe statunitensi nel paese arabo &#8220;deve cessare immediatamente&#8221;. &#8220;E &#8216;chiaro che gli americani sono in Siria illegalmente e solo impegnati in aggressioni&#8221;, ha detto il presidente. &#8220;L&#8217;intervento americano in Siria non ha alcuna legittimià in base a nessuna norma internazionale, la sua presenza esaspera il problema e ostacola l&#8217;instaurazione di una pace sostenibile nel Paese&#8221;, ha sottolineato Rohaní. &#8220;Dopo il rilascio di Idlib dai terroristi, si porrà la questione del ritiro delle forze statunitensi dal territorio della sponda orientale del fiume Eufrate&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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		<title>Zakharchenko: il delitto eccellente che ha rilevanza globale</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Sep 2018 17:17:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La scorsa settimana è stato assassinato il leader dell’autoproclamata repubblica del Donestk Aleksandr Zakharchenko. Una bomba in un bar. Modalità da terrorismo. Russia ha accusato Kiev, aggiungendo che tali azioni terroriste complicano, e non di poco, l’attuazione degli accordi di Minsk per una riconciliazione tra le regioni filo-russe e le autorità ucraine.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10628" alt="Zakharchenko" src="/files/2018/09/Zakharchenko.jpg" width="580" height="290" />La scorsa settimana è stato assassinato il leader dell’autoproclamata repubblica del Donestk Aleksandr Zakharchenko. Una bomba in un bar. Modalità da terrorismo.</strong></p>
<p>La Russia ha accusato Kiev, aggiungendo che tali azioni terroriste complicano, e non di poco, l’attuazione degli accordi di Minsk per una riconciliazione tra le regioni filo-russe e le autorità ucraine.</p>
<p>Kiev ha invece instillato il dubbio che a far fuori il leader separatista siano stati proprio i russi, che, spiegano, era inviso a Mosca.</p>
<p>Ricostruzione che contraddice tutta la narrativa che Kiev e i media mainstream occidentali hanno dispiegato finora, che  cioè i leader delle regioni ribelli del Donbass erano semplici marionette le cui fila erano tirate a Mosca.</p>
<p>Né, del caso, Zakharchenko avrebbe avuto alcun motivo o possibilità di smarcarsi dalla Russia, che è e resta l’unico baluardo che impedisce il collasso delle fragili repubbliche del Donbass.</p>
<p>Tenuto basso dai media mainstream, il delitto eccellente di Donestk ha invece rilevanza globale. Segnala che qualcuno ha alzato il tiro e che non esistono più intoccabili. Segnale inquietante.</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
]]></content:encoded>
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