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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Russia Today</title>
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		<title>Putin reitera la necessità di mettere fine alla violenza in Siria</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Sep 2012 22:38:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente russo, Vladimir Putin, ha sottolineato oggi la necessità di mettere fine alla violenza imposta in Siria dai gruppi armati oppositori, e richiamò alle negoziazioni tra le parti per una soluzione del conflitto. Putin considerò in un'intervista esclusiva al canale di televisione Russia Today che è imprescindibile, per ottenere una soluzione della crisi siriana, fermare, in primo luogo, la situazione di violenza che ha causato centinaia di morti e feriti in questa nazione, negli ultimi 18 mesi.  ]]></description>
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<div id="attachment_5604" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-5604" src="/files/2012/09/vladimir-putin_5.jpg" alt="Vladimir Putin" width="300" height="250" /></strong><p class="wp-caption-text">Vladimir Putin</p></div>
<p>Il presidente russo, Vladimir Putin, ha sottolineato oggi la necessità di mettere fine alla violenza imposta in Siria dai gruppi armati oppositori, e richiamò alle negoziazioni tra le parti per una soluzione del conflitto.</strong></p>
<p>Putin considerò in un&#8217;intervista esclusiva al canale di televisione Russia Today che è imprescindibile, per ottenere una soluzione della crisi siriana, fermare, in primo luogo, la situazione di violenza che ha causato centinaia di morti e feriti in questa nazione, negli ultimi 18 mesi.</p>
<p>Secondo il mandatario russo, risulta primordiale “obbligare tutte le parti del conflitto, il governo ed i chiamati “insorti”, l&#8217;opposizione armata, a sedersi al tavolo delle negoziazioni.”</p>
<p>Inoltre, ha fatto un appello per determinare un futuro che garantisca la sicurezza di tutti i partecipanti nel processo politico e, solo dopo questo, fare passi pratici di cambio rispetto al sistema politico interno.</p>
<p>Per ciò, lo statista ha insistito nella premura di fermare la somministrazione di armi verso le zone di conflitto. “Capiamo perfettamente che lì i cambiamenti sono necessari, ma questo non significa che debbano essere tracciati con sangue”, enfatizzò.</p>
<p>Per riaffermare la posizione della politica seguita da Mosca negli ultimi anni, ricordò la guerra in Afghanistan, dove entrarono con la forza, ha affermato, gli Stati Uniti ed i loro alleati ed ora “sono preoccupati, pensando come uscire, correndo da lì”. In Libia “praticamente fino ad oggi, continua una lotta armata tra distinte tribù”, aggregò.</p>
<p>Relativamente all&#8217;Egitto, Libia, Tunisi e Yemen, si discusse se già “arrivò l&#8217;ordine ed il benessere totale in questi paesi?.”</p>
<p>Catalogò di “politica molto pericolosa e miope” i tentativi di utilizzare combattenti di Al Qaeda, od a militanti di altre organizzazioni con punti di vista uguale ai radicali, per raggiungere i loro obiettivi in Siria.</p>
<p>Secondo lui, appoggiare il terrorismo in Siria è la stessa cosa che aprire le porte della base navale statunitense di Guantanamo (Cuba) ed “inviarli in Siria, affinché combattano lì, tutti i reclusi.”</p>
<p>“Quello che non bisogna dimenticare è che dopo questa gente attaccherà i suoi attuali benefattori…”, condannò Putin.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Assange discute con Noam Chomsky e Tariq Ali le ripercussioni della “primavera araba”</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jun 2012 23:36:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Julian Assange]]></category>
		<category><![CDATA[primavera araba]]></category>
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		<description><![CDATA[Assange analizzerà le molle, lo sviluppo e le possibili conseguenze dell'onda mondiale di proteste iniziata con la “primavera araba” con due intellettuali di fama mondiale. Entrambi gli invitati, chiari nella loro esposizione, riveleranno le loro impressioni sul sistema di controllo del pianeta.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_3983" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-3983" src="/files/2012/04/julian-assange.jpg" alt="Julian Assange" width="300" height="250" /></strong><p class="wp-caption-text">Julian Assange</p></div>
<p>Nella nuova edizione del programma “Dialoghi con Julian Assange” in Russia Today, il fondatore di WikiLeaks converserà col filosofo, linguista ed attivista statunitense Noam Chomsky e lo storiografo militare Tariq Alí. </strong></p>
<p>Assange analizzerà le molle, lo sviluppo e le possibili conseguenze dell&#8217;onda mondiale di proteste iniziata con la “primavera araba” con due intellettuali di fama mondiale. Entrambi gli invitati, chiari nella loro esposizione, riveleranno le loro impressioni sul sistema di controllo del pianeta.</p>
<p>Alí afferma che “la primavera araba è stata molto contagiosa” e fa appoggio in che queste rivolte popolari “sorsero in una parte dal mondo della quale gli analisti dicevano che lì la gente non era interessata nella democrazia, che i musulmani erano geneticamente ostili alla democrazia.”</p>
<p>Nonostante, le proteste non solo germogliarono, ma si estesero ad altre parti del mondo, perfino negli stessi USA, segnala lo storiografo. “Fu l&#8217;occupazione della piazza di Tahrir ad Il Cairo quella che ispirò gli attivisti di tutti gli USA”, pensa l&#8217;esperto, che osserva che la primavera araba ancora “continua ad essere contagiosa in differenti forme.”</p>
<p>La prima edizione del programma di RT presentato dal fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, si inaugurò il 17 aprile, data in cui si sono compiuti 500 giorni dal blocco finanziario sulla pagina di filtrazioni, ed ebbe un&#8217;enorme ripercussione in tutto il mondo. Nella cornice della serie di programmi che conta con 10 capitoli, Assange converserà con iconoclasti, visionari ed esperti del potere con l&#8217;intenzione di analizzare il futuro della comunità mondiale.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Nuovo capitolo in programma di TV di Julian Assange: Sopravvivere a Guantanamo</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/05/16/nuovo-capitolo-programma-di-tv-di-julian-assange-sopravvivere-guantanamo/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 22:04:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'ex prigioniero di Guantanamo, Moazzam Begg, insieme al difensore dei diritti di quelli che continuano reclusi, Assim Qureshi, rivelano i segreti più profondi dello storico carcere in un’intervista con Julian Assange. 10 anni fa la guerra contro il terrorismo portò all'apertura di Guantanamo, dove ancora rimangono 169 prigionieri, del totale di 779 che sono stati imprigionati dalla sua abilitazione come centro di detenzione per sospetti di attività terroristiche.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4431" src="/files/2012/05/julian-assange-guantanamo.jpg" alt="" width="300" height="168" />L&#8217;ex prigioniero di Guantanamo, Moazzam Begg, insieme al difensore dei diritti di quelli che continuano reclusi, Assim Qureshi, rivelano i segreti più profondi dello storico carcere in un’intervista con Julian Assange. </strong></p>
<p>10 anni fa la guerra contro il terrorismo portò all&#8217;apertura di Guantanamo, dove ancora rimangono 169 prigionieri, del totale di 779 che sono stati imprigionati dalla sua abilitazione come centro di detenzione per sospetti di attività terroristiche.</p>
<p>Dopo avere passato vari anni nella prigione, Moazzam Begg è stato liberato nel 2005 senza nessuna accusa. Insieme ad Assim Qureshi, ora ex avvocato societario, realizza una campagna per altri detenuti in questa guerra, attraverso l&#8217;organizzazione islamica pro diritti umani ‘Cageprisioners &#8216; o ‘Gabbia di prigionieri &#8216;. L&#8217;impero della legge ed un giudizio giusto sono gli obiettivi centrali nella loro campagna.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Con la forza </span></p>
<p>Dietro le sbarre di Guantanamo, Begg firmò una confessione ammettendo che era armato e disposto a lottare insieme ai Talebani ed ad Al Qaeda contro gli USA, ma, ha detto, “solo dopo essere stato ammanettato e colpito davanti alle foto dei miei figli, mentre ascoltava le grida di una donna al lato, mentre mi facevano credere che era mia moglie.”</p>
<p>Le rivelazioni del sito web WikiLeaks sulla gran quantità di civili innocenti che non hanno nessun vincolo con organizzazioni terroriste, rappresentò un colpo alla reputazione degli USA, ma il carcere rimane aperto.</p>
<p>Il presidente statunitense, Barack Obama, non solo ruppe la sua promessa pre-elettorale di chiudere Guantanamo, ma promulgò la polemica Legge di Autorizzazione di Difesa Nazionale che permette la custodia militare di persone sospettose di terrorismo senza avere accuse né aspirare ad un giudizio.</p>
<p>Assange ed i suoi intervistati analizzano la situazione che vivono i mussulmani in tutto il mondo dopo l’11-S, la linea sottile tra il terrore e l&#8217;autodifesa e l&#8217;opinione decisa di Begg su che Obama ha ceduto passo ad un&#8217;era nella quale “l&#8217;esecuzione extragiudiziale” rimpiazza “la detenzione extragiudiziale.”</p>
<p>La prima edizione del programma di Russia Today presentato dal fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, si inaugurò il 17 aprile, data in quella che si compierono 500 giorni dal blocco finanziario al sito web specializzato in filtrazioni, e causò una vera sensazione in tutto il mondo.</p>
<p>Nella cornice della serie di programmi che conta con 10 capitoli, Assange conversa con iconoclasti, analisti ed esperti del potere, con l&#8217;intenzione di analizzare il futuro della comunità mondiale.</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="http://assange.rt.com/" >guarda l&#8217;intervista completa qui</a></p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Rafael Correa ha concesso un&#8217;intervista ad Assange</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 23:45:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente ecuadoriano, Rafael Correa, ha concesso un'intervista al fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, che “è stato perseguito, calunniato, linciato mediaticamente” per le rivelazioni fatte attraverso la sua pagina web, come ha affermato il presidente. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_4122" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-4122" src="/files/2012/04/rafael-correa-julian-assange.jpg" alt="Foto: EFE/AFP" width="300" height="250" /></strong><p class="wp-caption-text">Foto: EFE/AFP</p></div>
<p>Il presidente ecuadoriano, Rafael Correa, ha concesso un&#8217;intervista al fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, che “è stato perseguito, calunniato, linciato mediaticamente” per le rivelazioni fatte attraverso la sua pagina web, come ha affermato il presidente. </strong></p>
<p>Correa ha informato sull&#8217;intervista durante il suo tradizionale programma televisivo, Unione Cittadina. Il presidente spiegò che conversò con Assange, che rimane in Inghilterra, via satellite.</p>
<p>Correa sottolineò il lavoro di Assange che causò un&#8217;onda di polemica ed indignazione in buona parte del mondo. Ugualmente segnalò che il fondatore di WikiLeaks ha dato scacco matto agli USA riferendosi alla rivelazione di migliaia di documenti segreti della diplomazia nordamericana, e che così ha mostrato pubblicamente gli “scheletri” che la Casa Bianca pensava conservare per sempre nel suo “armadio.”</p>
<p>Ugualmente il mandatario ha fatto riferimento al nuovo programma di Assange, “Il mondo del domani” che si emette nella catena Russia Today (RT).</p>
<p>Il primo episodio del ciclo d’interviste si inaugurò in RT il 17 aprile, data in cui si realizzarono 500 giorni di blocco finanziario a WikiLeaks. Il programma, nel quale Assange intervistò il leader del gruppo estremista libanese Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha avuto una gran ripercussione e diffusione per diversi mezzi internazionali.</p>
<p>Nella cornice della serie di programmi che conta con 10 capitoli, Assange converserà con “iconoclasti, visionari ed esperti del potere” con l&#8217;intenzione di analizzare il futuro della comunità mondiale.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Julian Assange torna a sfidare l’Occidente con un’intervista al leader di Hezbollah</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 00:02:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, ritornò oggi al centro della polemica debuttando come presentatore di una televisione russa con la prima intervista che ha concesso in sei anni il leader di Hezbollah, considerato un terrorista per Occidente.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-4050" src="/files/2012/04/julian-assange-hezbola-300x179.jpg" alt="" width="300" height="179" />Il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, ritornò oggi al centro della polemica debuttando come presentatore di una televisione russa con la prima intervista che ha concesso in sei anni il leader di Hezbollah, considerato un terrorista per Occidente. </strong></p>
<p>“Mi immagino già le critiche ovvie. Lì c’è Assange, il nemico combattivo, il traditore, che va a letto col Cremlino ed intervista terribili radicali di tutto il mondo”, ha detto Assange, che si trova da un anno e mezzo sotto arresti domiciliari a Londra.<br />
Assange che saltò alla fama nel 2010 rendendo pubblici documenti diplomatici, presentò nel canale russo in inglese Russia Today (RT) la prima edizione del programma “The World Tomorrow “il cui primo invitato è stato il ricercato leader della guerriglia sciita libanese Hezbollah, Hassan Nasrallah.</p>
<p>“È la prima volta che lo dico: abbiamo contattato con l&#8217;opposizione (siriana) per incoraggiarli e facilitare il processo di dialogo col regime (di Bachar al Asad). Ma loro hanno respinto il dialogo”, assicurò il guerrigliero ad Assange.</p>
<p>Il creatore di WikiLeaks realizzò l&#8217;intervista di mezz&#8217;ora con Nasrallah in una videoconferenza, dovuto all&#8217;impossibilità di spostamento tanto del presentatore come del suo invitato che si trova nascosto in qualche luogo del Libano.</p>
<p>“Da un lato abbiamo un regime che è disposto a realizzare riforme ed è preparato per il dialogo. Dall’altra parte, c’è l&#8217;opposizione che non è preparata per il dialogo e non vuole riforme. Tutto quello che vuole è abbattere il regime. Questo è un problema”, segnalò il leader di Hezbollah.</p>
<p>RT, canale che offre emissioni in inglese, spagnolo ed arabo e che è stato creato per promuovere l&#8217;immagine della Russia all&#8217;estero, mantenne in gran segreto la data, l’orario e l&#8217;identità dell&#8217;intervistato fino all&#8217;ultimo momento.</p>
<p>Inoltre, Nasrallah criticò il fatto che Bachar al Asad è l’unico accusato a livello internazionale per la repressione violenta, “quando i gruppi armati in Siria hanno ammazzato molti civili.”</p>
<p>Il leader di Hezbollah ha denunciato che vari paesi arabi e non arabi stanno armando e finanziando i ribelli, mentre semplicemente l&#8217;organizzazione terroristica Al Qaeda vuole trasformare Siria in un campo di battaglia.</p>
<p>Assange che ha previsto trasmettere dieci interviste per RT dalla magione dell&#8217;est del Regno Unito nella quale si sente confinato da 460 giorni, aveva anticipato già che le sue interviste con “attori politici, pensatori e rivoluzionari di tutto il mondo” avrebbero creato delle controversie.</p>
<p>“L&#8217;unico criterio è che potessero partecipare nel programma. Quello che è interessante è che c&#8217;è un numero d’intervistati che non abbiamo potuto ottenere. C&#8217;è una specie di censura occulta. Stiamo cercando ancora di accedere ad Ai Weiwei”, commentò.</p>
<p>Sia quest’artista e dissidente cinese come il magnate petroliere russo Mijail Jodorkovski si trovano in prigione, fatto che rende quasi impossibile concertare un&#8217;intervista, commentò.</p>
<p>“Intanto, tentiamo con altri gruppi. Sono gente che normalmente non hanno voce. Per esempio, la maggioranza degli invitati che ho intervistato sono stati in prigione in qualche momento. Quello che mi hanno detto non potrebbero dirlo in un altro mezzo di comunicazione”, disse.</p>
<p>Assange sottolinea il fatto che questi personaggi “non trattino con un intervistatore qualsiasi, bensì con qualcuno che è sotto arresto domiciliare, qualcuno che ha sofferto problemi politici, qualcuno col quale possono simpatizzare.”</p>
<p>Riconobbe che si decise per il canale internazionale russo poiché la sua penetrazione negli Stati Uniti è maggiore che quella del canale del Qatar Al Yazira, mentre respinse la possibilità della britannica BBC poiché la sua informazione su WikiLeaks è stata “ostile.”</p>
<p>“Abbiamo un assoluto controllo editoriale. Il programma lo fa una produttrice indipendente britannica. Il canale internazionale di distribuzione che abbiamo scelto è RT”, affermò.</p>
<p>Da parte sua, la direttrice di RT, Margarita Simonian, assicurò che l&#8217;intervista con Nasrallah sarà “un esame di democrazia” per i paesi occidentali.</p>
<p>“Ci saranno falchi che diranno che bisogna chiudere il nostro canale.</p>
<p>Molti degli intervistati sono personaggi controversi. Gente che crea opinione tra milioni di persone (…) che stanno cambiando il mondo.</p>
<p>Siamo molto soddisfatti che Assange abbia potuto parlare con loro”, ha osservato.</p>
<p>Simonian assicurò che “The World Tomorrow” è un&#8217;iniziativa dello stesso Assange, che descrisse come un personaggio “incredibilmente attraente.”</p>
<p>“Assange ci ha scelto. Siamo un canale differente. Prestiamo sempre molta attenzione a WikiLeaks. Stette varie volte nel nostro canale. Offriamo un&#8217;altra visione del mondo. Siamo molto più liberi nell&#8217;elezione dei temi o degli intervistati”, indicò.</p>
<p>La dirigente russa che negò che Assange sia un “criminale” e qualificò come ”esclusivamente politica” la sua persecuzione giudiziale, assicurò che RT non si immischia nel programma e che è lo stesso presentatore che ha scelto liberamente gli intervistati.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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