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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; rum Havana Club</title>
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		<title>Con l’alito di Bacardí, la canea è attivata</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Apr 2017 19:41:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ubriacata da Bacardí, la congressista Ileana Ros-Lehtinen si è lanciata in un’offensiva pubblica contro la licenza concessa, a fine 2015, dal governo USA affinché Cubaexport registrasse, nuovamente in quel paese, il marchio cubano di rum Havana Club.

Ros-Lehtinen è prima firmataria di una lettera, siglata da altri 24 legislatori e diretta al segretario al Tesoro Steven Mnuchin e quello di Stato Rex Tillerson, che chiede la revoca della licenza. “E’ stata una decisione presa per convenienza politica che ha ignorato la legge permanente negli USA e potenzialmente ha aperto un vaso di Pandora che potrebbe vedere i titolari dei diritti di proprietà intellettuali USA soggetti a confische illegali ed ingiuste all’estero” ruggì la cosiddetta Lupa Feroce.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9857" alt="Ileana-Ros-y-Bacardí-580x327" src="/files/2017/04/Ileana-Ros-y-Bacardí-580x327.jpg" width="580" height="327" />Ubriacata da Bacardí, la congressista Ileana Ros-Lehtinen si è lanciata in un’offensiva pubblica contro la licenza concessa, a fine 2015, dal governo USA affinché Cubaexport registrasse, nuovamente in quel paese, il marchio cubano di rum Havana Club.</strong></p>
<p>Ros-Lehtinen è prima firmataria di una lettera, siglata da altri 24 legislatori e diretta al segretario al Tesoro Steven Mnuchin e quello di Stato Rex Tillerson, che chiede la revoca della licenza. “E’ stata una decisione presa per convenienza politica che ha ignorato la legge permanente negli USA e potenzialmente ha aperto un vaso di Pandora che potrebbe vedere i titolari dei diritti di proprietà intellettuali USA soggetti a confische illegali ed ingiuste all’estero” ruggì la cosiddetta Lupa Feroce.<br />
Amy Federman, portavoce di Bacardi ha detto, da parte sua, che la società “era entusiasta di vedere che il supporto ai diritti di proprietà intellettuale e l’opposizione alla illegali confische straniere continuano con il sostegno bipartisan del Congresso”.<br />
Non bisogna dimenticare che Ros, insiema a Lincoln Diaz-Balart, il corrotto Bob Menendez e l’infausto senatore della Florida Coney Mack, sono stati artefici, sotto protezione e pagamento della Bacardí, della Sezione 211, inclusa come gruccia della Legge Omnibus degli Stanziamenti nel 1998. Quella mostruosità legislativa stabilì che nessun tribunale USA riconoscerà diritti su marchi registrati e nomi commerciali che si usarono in proprietà confiscate dal governo cubano. La prima vittima di questa patente di corsa fu Havana Club. A quel tempo, un tribunale di New York, con il supporto di congressisti anticubani, convalidò l’usurpazione da parte della società Bacardi del diritto di utilizzare il marchio Havana Club, negli USA, che era registrato dal 1974, mediante la fraudolenta commercializzazione di un rum prodotto fuori da Cuba.<br />
Ciò che è al fondo della questione non è che Bacardí faccia un sacco di sforzo per produrre un buon Havana Club per i consumatori USA. Ciò che preoccupa la società con sede nelle Bermuda è il crescente impatto del Havana Club International (la società mista di Cuba Ron e Pernod Ricard) sul mercato mondiale, dove già vende più di 4 milioni di casse di bottiglie di rum; nonostante non poter commercializzare neanche una sola bottiglia sul suolo USA, il più grande mercato internazionale di liquori.<br />
E anche se non sono sicuro di quanti bicchierini di Bacardi ci siano stati nel frattempo, anche l’altra parte della canea anticubana nel Congresso si è attivata. Mario Diaz-Balart è in grado di vendere l’anima al diavolo per sostenere “l’industria del male”, come la chiamava Francisco Aruca. Il legislatore della Florida ha sostenuto con forza la sconfitta proposta di Trump di abbattere il piano sanitario ObamaCare -che ha beneficiato migliaia di poveri nel suo distretto-, in cambio che l’attuale inquilino della Casa Bianca attuasse severamente contro Cuba e metta la retromarcia alle misure adottate dalla precedente amministrazione.<br />
Allo stesso modo va il senatore Marcos Rubio, cercando di segnare le linee guida del governo Trump in relazione a Cuba e agendo da cerbero yankee nell’offensiva contro il Venezuela. Il suo vergognoso agire in questi giorni, lanciando invettive, facendo pressione sui governi sovrani e cercando di ottenere l’espulsione del Venezuela dalla OSA, è per concorso di ignominia imperiale.<br />
La claque anticubana si sta disponendo, dallo scorso 20 gennaio, a cercare di recuperare protagonismo e imporre condizioni. Resta da vedere se da Washington si consente che la politica verso Cuba ritorni ad essere sequestrata a Miami.</p>
<p>di Randy Alonso Falcon</p>
<p>traduzione di cubainformazione.it</p>
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		<title>Cuba vince la battaglia nella disputa della marca di rum Havana Club</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2016 23:30:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una battaglia di due decenni su chi ha il diritto di usare la marca Havana Club negli Stati Uniti finì tranquillamente questa settimana nell'Ufficio di Marche e Brevetti con la decisione che il legittimo proprietario è un'azienda del governo cubano. La lotta ha messo a confronto Bacardi contro Cubaexport —socio cubano del fabbricante francese di liquori, Pernod Ricard—per la distribuzione mondiale del rum più emblematico di Cuba, l’Havana Club.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9087" alt="" src="/files/2016/01/ron-havana-club.jpg" width="580" height="330" />Una battaglia di due decenni su chi ha il diritto di usare la marca Havana Club negli Stati Uniti finì tranquillamente questa settimana nell&#8217;Ufficio di Marche e Brevetti con la decisione che il legittimo proprietario è un&#8217;azienda del governo cubano.  </strong></p>
<p>La lotta ha messo a confronto Bacardi contro Cubaexport —socio cubano del fabbricante francese di liquori, Pernod Ricard—per la distribuzione mondiale del rum più emblematico di Cuba, l’Havana Club.</p>
<p>Dovuto al bloqueo, il rum fatto a Cuba non può neanche essere venduto negli Stati Uniti. Ma a partire dal processo per la normalizzazione delle relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba, si avvicina il giorno in cui il rum di Cuba non solo arrivi nelle valigie dei visitatori che tornano dall&#8217;isola, ma che si venda liberamente nel mercato statunitense.</p>
<p>Il mercoledì, l&#8217;ufficio di marche informò David Bernstein, avvocato di New York che rappresenta Cubaexport che la patente negli Stati Uniti della marca della compagnia cubana Havana Club era stata rinnovata, ma solo fino al 27 gennaio. Questo si deve a che il periodo di dieci anni era incominciato il 2006, quando fu respinto il tentativo di Cubaexport per tornare a registrare la marca.</p>
<p>Olivier Cavil, portavoce di Pernod Ricard, ha detto che è stata già presentata una petizione per rinnovare la marca per un altro periodo di 10 anni.</p>
<p>Anche Bacardi tentò di rinforzare il suo caso mediante la vendita del suo proprio Havana Club —fatto a Porto Rico a partire dalla ricetta della famiglia Arechabala, nella Florida—per stabilire i suoi diritti di proprietà attraverso l&#8217;uso della marca.</p>
<p>Dopo che la corte suprema si rifiutasse di rivedere il caso in maggio del 2012, Bacardi sperò che l&#8217;Ufficio di Marche e Brevetti cancellasse il diritto di Cubaexport di utilizzare il nome negli Stati Uniti.</p>
<p>Ma Cubaexport presentò una petizione davanti all&#8217;ufficio di marche, dicendo che la patente non poteva essere revocata e che rimarrebbe congelata finché si manteneva il bloqueo a Cuba.</p>
<p>Malgrado gli Stati Uniti e Cuba restaurassero l&#8217;anno scorso le relazioni diplomatiche, il bloqueo proibisce la maggioranza delle transazioni finanziarie con l&#8217;isola a meno che non siano autorizzate dall&#8217;Ufficio di Controllo di Attivi Stranieri del Dipartimento del Tesoro, OFAC.</p>
<p>Quando Cubaexport tentò di ottenere una licenza dell&#8217;OFAC nel 2006 per potere pagare 500 dollari e rinnovare la marca Havana Club, l&#8217;OFAC si negò, dicendo che aveva consultato col Dipartimento di Stato e la concessione di una licenza a Cubaexport “sarebbe stata incompatibile con la politica degli Stati Uniti.”</p>
<p>Il risultato: la patente di Cubaexport fu dichiarata “cancellata, scaduta.”</p>
<p>Cubaexport impugnò la decisione dell&#8217;OFAC in una corte federale a Washington, ma perse e perse anche l&#8217;appello. Quando la Corte Suprema si rifiutò di ascoltarlo, il caso ritornò all&#8217;ufficio di marche nel 2012.</p>
<p>Tuttavia, recentemente, Cubaexport ha chiesto di nuovo una licenza dell&#8217;OFAC per pagare le sue spese di iscrizione e questa volta gli è stato concesso, disse il portavoce di Pernod Ricard, Olivier Cavil.</p>
<p>Il martedì, Cubaexport presentò una licenza che autorizza il pagamento della sua quota di presentazione per la rinnovazione della patente del 2006, “come tutte le altre transazioni necessarie per rinnovare e mantenere la patente”. Il giorno dopo, il registro della marca si rinnovò.</p>
<p>In quanto all&#8217;impatto della decisione per il commercio, Cavil disse: “Non è troppo significativa. Non c&#8217;è impatto nel commercio in assoluto, perché il bloqueo continua vigente.”</p>
<p>Pernod Ricard che è sopravvissuto anche alle sfide di Bacardi sull&#8217;uso internazionale della marca Havana Club, continua a distribuire la marca in più di 100 paesi e vende circa 4 milioni di casse all&#8217;anno.</p>
<p>Pubblicato da Mimi Whitefield sul Miami Herald in inglese e su Cubadebate.cu in spagnolo</p>
<p>tradotto da Ida Garberi</p>
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