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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; riforma costituzione</title>
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		<title>Mariela Castro: “Tutto quello creato dal nemico bisogna usarlo con fini rivoluzionari”</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Dec 2018 04:38:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mariela Castro. Deputata e direttrice del Cenesex. Nipote di Fidel Castro e figlia di Raul, Mariela Castro ha bevuto con il latte materno la politica fin dalla sua infanzia. Il Centro Nazionale di Educazione Sessuale ha promosso e realizzato una vera rivoluzione a favore dei diritti della popolazione LGBTI.
A febbraio, la popolazione cubana voterà la sua nuova Costituzione. E’ appena terminato il periodo di tre mesi di consultazioni a cui hanno partecipato nove milioni di persone “in uno dei migliori esercizi democratici che si siano fatti nel mondo per definire una Costituzione” afferma Mariela Castro. La deputata e direttrice del Centro Nazionale di Educazione Sessuale ha visitato Euskal Herria questa settimana. Sgrana, per GARA, quel nuovo testo costituzionale, che include il riconoscimento del matrimonio ugualitario, il processo di trasformazione socialista, l’introduzione della figura della proprietà privata o l’uso di Internet.
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10584" alt="Mariela" src="/files/2018/07/Mariela.jpg" width="580" height="670" />Mariela Castro. Deputata e direttrice del Cenesex. Nipote di Fidel Castro e figlia di Raul, Mariela Castro ha bevuto con il latte materno la politica fin dalla sua infanzia. Il Centro Nazionale di Educazione Sessuale ha promosso e realizzato una vera rivoluzione a favore dei diritti della popolazione LGBTI.</strong></p>
<p>A febbraio, la popolazione cubana voterà la sua nuova Costituzione. E’ appena terminato il periodo di tre mesi di consultazioni a cui hanno partecipato nove milioni di persone “in uno dei migliori esercizi democratici che si siano fatti nel mondo per definire una Costituzione” afferma Mariela Castro. La deputata e direttrice del Centro Nazionale di Educazione Sessuale ha visitato Euskal Herria questa settimana. Sgrana, per GARA, quel nuovo testo costituzionale, che include il riconoscimento del matrimonio ugualitario, il processo di trasformazione socialista, l’introduzione della figura della proprietà privata o l’uso di Internet.</p>
<p>Verso dove sta andando Cuba?</p>
<p>Cuba sta rafforzando la democrazia socialista, che si traduce in questo processo di riforma costituzionale. In questo ultimo periodo, si è presentata la proposta che è stata approvata nell’Assemblea e sottoposta a consultazione popolare, per tre mesi. Ora ritorna all’Assemblea come un nuovo documento arricchito dalla partecipazione popolare e sarà votato in un referendum, il 24 febbraio. Penso che sia stato uno dei migliori esercizi democratici che siano stati fatti, nel mondo, per definire una Costituzione. E’ il popolo quello che sta progettando ed è il popolo che voterà il documento finale. Si sono ampliate, in maniera più chiara e specifica, le diverse forme di discriminazione contro cui bisogna lavorare e che la Costituzione non approva, senza lasciare spazio alla libera interpretazione soggettiva.</p>
<p>Ma a Cuba non ci sono partiti politici, cos’è per te il multipartitismo?</p>
<p>Mi piace parlare di questo. La socialdemocrazia ha inventato il pluripartitismo per far credere che tutto cambia ed alla fine nulla cambia, perché il potere rimane nelle mani delle classi privilegiate e chi vuole cambiare il sistema è considerato un terrorista. Quando il popolo fa una rivoluzione anti-sistema e prende il potere ha bisogno di un partito che risponda ai suoi interessi e che li difenda di fronte a tutti i tipi di circostanze e contraddizioni, che esisteranno sempre in ogni gruppo sociale. Il popolo ha preso il potere, elesse e costruì un partito di unità nazionale dove tutte le forze di sinistra si uniscono in torno ad un progetto di emancipazione, di transizione socialista, che pone l’essere umano al centro dei suoi obiettivi e non le aziende e le banche. Allora il popolo non ha bisogno di altro partito che non sia quello. I tentativi che sono sorti, finanziati dagli USA, di generare un’opposizione salariata per cercare di indurre, a Cuba, la necessità del multipartitismo non sono stati fruttuosi. Il popolo ha coscienza, conoscenze, conosce la storia; sta attento a tutto ciò che accade nel mondo e sa trarre conclusioni.</p>
<p>Il nuovo testo costituzionale riconosce la proprietà privata. Ciò comporta rischi?</p>
<p>È un rischio, senza dubbio. Ma il socialismo non si fa in 60 anni. A volte bisogna retrocedere nei meccanismi per poter sostenere la base economica che garantisce continuare con la teoria socialista dello sviluppo. Bisogna articolarlo in modo che queste persone, che fanno questo tipo di lavoro, continuino ad essere considerate, socialmente, come lavoratori che anche stanno contribuendo alla ricchezza del paese, ai servizi del paese e che stanno dando il loro apporto allo sviluppo. E osservare i regolamenti affinché non si convertano in una classe sociale antagonista. È un meccanismo nuovo di funzionamento della società, che richiede sperimentazione, studiare ed analizzarlo. Tutti i cambiamenti si stanno facendo con un monitoraggio popolare ed un’osservazione critica. A Cuba, c’è una parte importante della popolazione che è contraria al lavoro autonomo perché considerano che sia una retrocessione verso il capitalismo, ma vi è un’altra parte che lo vede necessario. Lo Stato da solo non può garantire la produzione di beni e servizi immediati. Mentre continuiamo a restare bloccati dagli USA, l’economia cubana e la sua strategia di sviluppo saranno molto limitate. Lo fanno con tutte le intenzioni che ci disperiamo e iniziamo ad andarcene dal paese e colpevolizziamo la Rivoluzione di tali malesseri.</p>
<p>Un altro cambio sostanziale è l’apertura a Internet …</p>
<p>Poiché le nuove tecnologie sono utilizzate con interessi di dominio, per manipolare e indurre modelli di opinione che ti fanno credere che questo è ciò di cui hai bisogno, lo Stato cubano si era protetto in tal senso. Ma nei dialoghi il consenso ha portato a che predomini l’idea di introdurre le nuove tecnologie e utilizzarle per i nostri fini ideologici. Un paese in cui la grande maggioranza del popolo è identificata con un progetto rivoluzionario va a difendere tale progetto con le nuove tecnologie. Tutto ciò che crea il nemico bisogna usarlo con fini rivoluzionari.</p>
<p>Dai primi discorsi con tinte omofobe di Fidel Castro alla Cuba attuale che sta per approvare il matrimonio omosessuale, come si realizza questa trasformazione?</p>
<p>Le organizzazioni internazionali per i diritti LGBTI riconoscono che Cuba è quella che è più avanzata a livello politico per quanto riguarda il riconoscimento dei diritti. Si lavora, per prima cosa, con volontà politica, in dialogo con la popolazione per cambiare le coscienze, in modo che quando si giunge alla presa di decisioni legislative, già c’è una maggiore coscienza ed un maggior consenso. E questa è stato il cammino che abbiamo fatto, a differenza di altri paesi, dove hanno messo la legge, ma le coscienze non sono state create e ci sono molti crimini di odio omofobi e transfobici, contro le donne, gli immigrati … Gruppi di fondamentalisti religiosi stanno cercando di ricattare il Governo cubano per cui non andranno a votare a favore della Costituzione se viene lasciato l’articolo relativo al matrimonio tra due persone. Bene, che votino contro, un’altra parte voteremo a favore, non ci spaventano. Lo Stato è obbligato a garantire i diritti umani, ciò che include la non discriminazione, indipendentemente da ciò che sia approvato dalla maggioranza, sia per i suoi pregiudizi, interessi o per ciò che sia.</p>
<p>Il presidente eletto del Brasile, Jair Bolsonaro, ha accusato Cuba di sfruttare i medici cubani dispiegati nelle diverse missioni. Cuba ha risposto ritirando la sua missione dal Brasile. Cosa è successo?</p>
<p>Bolsonaro è un uomo ignorante, violento, misogino, è il più ritardato che sia potuto arrivare in America Latina. E’ l’espressione del ritorno delle dittature militari in America Latina occultate con la socialdemocrazia. Rispondendo agli interessi della mafia cubano-americana, che si è impossessata della politica USA, ha fatto questa maldestra mossa di disconoscere la qualità professionale dei medici cubani e di usare questi argomenti, assurdi e menzogneri. I medici cubani firmano un consenso con cui essi contribuiranno allo sviluppo economico di Cuba. Accettano questo contratto in cui gli si mantiene il loro pieno salario a Cuba, il loro posto di lavoro, mentre sono in quel paese ed inoltre gli si paga un altro salario per stare in quel paese, e loro accettano il tanto per cento che ricevono perché sanno che il resto contribuirà all’economia del Paese ed alla sostenibilità della salute pubblica cubana. È un accordo, non vanno, non sono ingannati.</p>
<p>La maggior parte è ritornata, ma alcuni sono rimasti …</p>
<p>Sì, ma all’interno delle cifre di coloro che sono rimasti bisogna tenere conto che molti si sono sposati. Non sono rimasti per il progetto di Bolsonaro, ma perché hanno fatto famiglia. Non è che hanno tradito il progetto. Bisogna rispettare il fatto che nelle relazioni umane sorgano tutti questi tipi di vincoli. Bolsonaro sta offrendo loro certe opportunità che non sono molto buone e già si stanno lamentando perché si sono sentiti ingannati dall’offerta che gli ha fatto Bolsonaro. Sono certa che molti di loro torneranno a Cuba come è successo in altri luoghi, quando gli USA hanno creato il progetto Parole. Poiché questo ce l’hanno sempre fatto a Cuba, costantemente, si stanno formando medici ed operatori sanitari. Alcuni rimarranno per il cammino, ma altri seguiranno.</p>
<p>Quali fattori hanno propiziato che uno come Bolsonaro sia salito al potere?</p>
<p>Uno, le debolezze delle forze di sinistra. I problemi di corruzione ed errori di alcuni gruppi di sinistra pongono le persone nel problema di non sapere chi eleggere. Un altro dei fattori è stato l’uso delle tecnologie. Questa situazione deve farci pensare, tutte le forze di sinistra, come dobbiamo agire di fronte a queste nuove circostanze che ci pongono in una nuovo terreno di lotta.<br />
L’influenza politica delle chiese evangeliste è sempre maggiore. Si calcola che in Cuba potrebbero raggiungere il 30% della popolazione. Sempre si sono usate le chiese come esercizio di controllo sociale e di potere, specialmente la Chiesa Cattolica, ma anche le evangeliche e protestanti. Quelle chiese che stanno agendo in America Latina, come, a suo tempo, fece, con la stessa forza, la Chiesa cattolica, rispondono allo stesso progetto di dominio. Più dello stesso.</p>
<p>Come sta affrontando Cuba l’era di Trump?</p>
<p>Cuba continua a rafforzare il suo sistema di autodifesa, la sua sovranità e socialismo. Quello che è successo in Brasile è anche stata la protezione dei nostri medici. Abbiamo dovuto toglierli perché non abbiamo intenzione di sottometterli ai pericoli di un irresponsabile. C’è una grande repressione in America Latina, stanno perseguitando gli attivisti, giudizializzando i dirigenti politici, come hanno fatto con Dilma Rousseff, Lula, Rafael Correa, Fernando Lugo … Gli ha funzionato e ora vogliono prendere di punta Cuba, ma non hanno imparato come reagisce il popolo quando ci aggrediscono. Non si dimentichino di Playa Girón! La prima sconfitta dell’imperialismo in America.</p>
<p>di Ainara Lertxundi- Gara</p>
<p>traduzione di Francesco Monterisi- Cubainformazione</p>
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		<title>Riforma costituzionale, ramoscelli magici?</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Aug 2018 00:09:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembrerebbe che non siano tempi per le favole a Cuba, benché si possa presagire che a partire dal 13 di agosto vivremo, come cittadini della Repubblica, un periodo molto peculiare che, come in una curiosa leggenda, avremo la possibilità di trasformare il tutto in un miracolo o lasciarlo sterile. Quando è nelle nostre mani la possibilità di discernere sul Progetto di Costituzione —che ha ricevuto recentemente l’approvazione parlamentare—, è come se per ogni capitolo ci consegnassero —come in una famosa favola—un ramoscello magico, con il quale, in base alla nostra posizione, lo faremo, o no, brillare di mille colori.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10599" alt="cuba" src="/files/2018/08/cuba.jpg" width="580" height="799" />Sembrerebbe che non siano tempi per le favole a Cuba, benché si possa presagire che a partire dal 13 di agosto vivremo, come cittadini della Repubblica, un periodo molto peculiare che, come in una curiosa leggenda, avremo la possibilità di trasformare il tutto in un miracolo o lasciarlo sterile.  </strong></p>
<p>Quando è nelle nostre mani la possibilità di discernere sul Progetto di Costituzione —che ha ricevuto recentemente l’approvazione parlamentare—, è come se per ogni capitolo ci consegnassero —come in una famosa favola—un ramoscello magico, con il quale, in base alla nostra posizione, lo faremo, o no, brillare di mille colori.</p>
<p>Si potrebbe affermare che questo processo costituirà la più provocatoria prova di maturità civica alla quale dovremo affrontarci noi cubani negli ultimi anni. Ciò succede —ed è necessario riconoscerlo in anticipo—dopo una lunga tappa nella quale questo tema ha sofferto un silenzio inquietante e non poche sottovalutazioni.</p>
<p>Le preoccupazioni in questo senso sono sorte da molte parti, da alte personalità della storia nazionale, e perfino negli intellettuali e nelle istituzioni.</p>
<p>Benché l&#8217;affermazione risulti controversa, e perfino discutibile, sembrava come se nel nostro paese “l&#8217;abitante” avesse superato “il cittadino” in molti spazi, per ragioni che da tempo —soprattutto dopo l&#8217;inizio del processo di attualizzazione del modello socialista e del suo accento di istituzionalizzazione —, avrebbero dovuto trascendersi.</p>
<p>La profonda condizione di “cittadino” non si eredita nell&#8217;atto della nascita in nessun spazio geografico, piuttosto si raggiunge, o si merita. Affinché questo si sviluppi, e finalmente si incarni, come ho difeso più volte in questa colonna, bisogna assumere un impegno serio con la complessa genetica sociale del paese.</p>
<p>I risultati di un&#8217;indagine del Centro degli Studi Giuridici del Ministero di Giustizia che consideravano alcuni anni fa la strategia di comunicazione per il rinvigorimento della cultura giuridica, a partire dalla percezione sociale, rivelavano i deficit che persistono in questo campo, ed i rischi che ciò implica per Cuba e la sua Rivoluzione per il carattere trasversale del Diritto.</p>
<p>In un intenso dialogo con gli studenti universitari, l&#8217;intellettuale Alfredo Guevara, integrante della generazione che ha combattuto la Rivoluzione e che ha abbordato con autorità e trasparenza le sue sviste, ha insistito sulla necessità che il sistema educativo, a tutti i livelli, e le istituzioni della società, appuntino ad un&#8217;educazione non solo sulla patria, ma anche sulla civiltà, per vivere in società.</p>
<p>Guevara reclamava l&#8217;urgenza di avere dei “cittadini”, e non solo gente che vota alle elezioni, o che esprime la sua opinione in un momento determinato, e che siano persone che vengano ascoltate, perché uno dei principi per arrivare ad essere “cittadino” sarà che il Potere Popolare smetta di essere solamente popolare e, si trasformi veramente in potere. Quanto detto prima, cioè come possano trascendere i due concetti di cittadino ed abitante, comincia a prendere precisamente forma dalla concezione stessa del testo costituzionale, che si sottometterà a dibattito nazionale.</p>
<p>Questo cittadino al quale aspiriamo richiede perfino una rifinitura più completa, come anche lo definiva l&#8217;integrante della Generazione del Centenario, Armando Hart Davalos, che affermava che doveva alimentarsi in un insieme di cultura, etica, diritto e politica solidale. Solo con un prestigio simile si possono affrontare, con l&#8217;altezza necessaria, i temi più infiammati che propone il nuovo progetto costituzionale, in un contesto in cui si rende più complessa, come non mai, la costruzione dei consensi. Con questo esercizio costituzionale non solo stiamo conquistando i nostri diritti, bensì consacriamo quelli degli altri, con un lucido senso di sensibilità e giustizia, insieme alla proclamazione di doveri supremi.</p>
<p>Non a caso Hart notava che quell&#8217;eredità del Diritto ha avuto tanta influenza nel divenire cubano che, quando hanno violentato scandalosamente Cuba sono nate due rivoluzioni. La prima dopo la proroga dei poteri del dittatore Gerardo Machado, e l&#8217;altra dopo il golpe di Stato di Fulgencio Batista.</p>
<p>E benché si sia rimarcato più volte in questo spazio, potremmo anche dire che gli atti libertari nell&#8217;arcipelago nacquero dalla legge, da quando i custodi dei puledri di Guaimaro hanno adattato la contesa indipendentista nascente come Costituzione.</p>
<p>Da allora un antimilitarismo ed una civiltà quasi inaudite sono stati presenti in ogni gesto patriottico ed emancipatore a Cuba. L’antimilitarismo è diventato quasi “belligerante” nella memoria nazionale, nonostante sia nato dall&#8217;esercito “mambì”, che rappresentava le ansie più sane di libertà e di giustizia.</p>
<p>Sarebbe deplorevole che l&#8217;ignoranza o la sottovalutazione di questa tradizione alimenti un&#8217;eresia storica, una profanazione della logica dello sviluppo: che invece di aprire le porte ad una rivoluzione —fonte di Diritto—come è accaduto fino ad ora, l&#8217;ignoranza o l&#8217;irriverenza alla legge apra breccia alla controrivoluzione. Allora il Diritto si prostituirebbe definitivamente, smettendo di essere fonte di giustizia, unica forma rispettabile e rivoluzionaria di legiferarlo, esigerlo ed esercitarlo.</p>
<p>Neanche adesso possiamo ignorare che da solo, il Diritto, non basta. Il Padre Felix Varela sosteneva che non c&#8217;è nessun dubbio che le istituzioni politiche e le leggi civili servono da protezione e da stimolo, ma non bastano per consolidare i popoli; sono come i vestiti che proteggono il corpo e lo salvano dalle intemperie, ma se il corpo è corrotto non possono guarirlo. Una prudenza sociale, frutto della moralità e della ragione, è il vero appoggio dei sistemi e delle leggi.</p>
<p>Quello che ci aspetta è niente meno che la conquista del più portentoso patto politico e morale che definirà la rotta della nostra nazione verso il futuro. Lo faremo con un vantaggio con cui non contano molti nel pianeta: la concezione di tutto un popolo costituente. Da tutti quelli convocati a questo atto civico sacro dipenderà se questi ramoscelli magici risplenderanno o no.</p>
<p>di Ricardo Ronquillo, presidente dell’UPEC, Unione dei Giornalisti di Cuba</p>
<p>da Juventud Rebelde</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Aumenta la temperatura nel Parlamento: Uguaglianza di genere, matrimonio e famiglia nella nuova Costituzione cubana</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2018/07/24/aumenta-la-temperaturanel-parlamento-uguaglianza-di-genere-matrimonio-e-famiglia-nella-nuova-costituzione-cubana/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jul 2018 01:00:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come parte dell'analisi che ha avuto luogo del Progetto di Costituzione nel Primo periodo ordinario di sessioni del IX Legislatura dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare alcuni dei temi trattati sono stati l'uguaglianza di genere, il matrimonio e la famiglia come parte di quanto esposto nell'Articolo 68. Mariela Castro Espin, deputata per il municipio Piazza della Rivoluzione de L’Avana, ha commentato che con l'Articolo 68 Cuba si situa, da una prospettiva di protezione integrale alle persone per la loro orientazione sessuale ed identità di genere, tra i paesi all’avanguardia nel riconoscimento e nella garanzia dei diritti umani.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10584" alt="Mariela" src="/files/2018/07/Mariela.jpg" width="580" height="670" />Come parte dell&#8217;analisi che ha avuto luogo del Progetto di Costituzione nel Primo periodo ordinario di sessioni del IX Legislatura dell&#8217;Assemblea Nazionale del Potere Popolare alcuni dei temi trattati sono stati l&#8217;uguaglianza di genere, il matrimonio e la famiglia come parte di quanto esposto nell&#8217;Articolo 68.  </strong></p>
<p>Mariela Castro Espin, deputata per il municipio Piazza della Rivoluzione de L’Avana, ha commentato che con l&#8217;Articolo 68 Cuba si situa, da una prospettiva di protezione integrale alle persone per la loro orientazione sessuale ed identità di genere, tra i paesi all’avanguardia nel riconoscimento e nella garanzia dei diritti umani.</p>
<p>Questa proposta di protezione è risultata dalla maturità raggiunta dal processo rivoluzionario che legittima e protegge le relazioni sociali che si materializzano in vari tipi di famiglie ed è il dovere dello Stato di proteggerle e non discriminarle, ha assicurato.</p>
<p>La deputata ha manifestato la sua conformità con quanto esposto nell&#8217;Articolo 68, che concepisce l&#8217;unione volontaria tra due persone con attitudine legale e si basa sui diritti e doveri dei coniugi.</p>
<p>Castro Espin ha sottomesso alla valutazione del plenarium che la continuazione del testo in detto Articolo si lasci alla legislazione per essere più specifico e riferirsi agli obblighi delle coppie che optano per essere madri e padri, oltre il fatto che si basa sull&#8217;uguaglianza assoluta dei doveri e dei diritti dei coniugi e nelle condizioni che favoriscano integralmente il conseguimento dei loro fini.</p>
<p>D&#8217;altra parte, la deputata ha fatto notare che nell’Articolo 41 si stipula che lo Stato lavora per creare le condizioni necessarie che facilitino l&#8217;uguaglianza della cittadinanza e con la frase “la migliore maniera di dire è fare”, ha concluso il suo intervento.</p>
<p>Da parte sua, la Segretaria Generale della Federazione delle Donne Cubane, Teresa Amarelle Bouè, ha commentato che è un passo avanti il fatto che si sia tolta la frase che dice “il matrimonio è l&#8217;unione consensuale tra un uomo ed una donna”.</p>
<p>Tuttavia, in questo Articolo non si parla di adozione, e questo è un tema che si è lasciato per il Codice di Famiglia e che sia questo che regoli come deve essere il matrimonio ed altre questioni.</p>
<p>Non si può discriminare nessuno per la sua orientazione sessuale. Tutti i diritti devono essere per tutte le persone e corrisponde alle coppie sapere se vogliono essere madre e padre, ha detto Teresa Amarelle.</p>
<p>Sul tema, Homero Acosta ha commentato che il concetto di matrimonio che è stato cambiato ha una ripercussione nella continuazione dell&#8217;Articolo perché ha una visione di famiglia monoparentale e le questioni vincolate ai figli hanno un&#8217;altra formulazione nel progetto di Costituzione.</p>
<p>La questione dei figli è regolata negli articoli 69, 70, 72, dove si parla del concetto di famiglia. Da nessuna parte si limita l&#8217;obbligo dei genitori qualunque sia il matrimonio in cui si costituisca, ha affermato.</p>
<p>Yolanda Ferrer, deputata per Pinar del Rio, ha detto che il matrimonio deve essere basato sull&#8217;uguaglianza assoluta dei doveri e dei diritti dei coniugi e la legge deve determinare la forma in cui si costituisce.</p>
<p>Stiamo dando un primo passo rivoluzionario e molto importante. Non esiste nessuna giustificazione per privare la felicità di costituire una famiglia. Dobbiamo affrontare i pregiudizi e che la giustizia che difendiamo sia inclusiva, ha sentenziato.</p>
<p>Ritornando a prendere la parola, la deputata Mariela Castro Espin ha esposto che se consideriamo il tema riproduttivo dobbiamo essere conseguenti nel dare queste garanzie a tutte le famiglie.</p>
<p>Allo stesso modo, Miguel Barnet ha affermato che “stiamo inaugurando una nuova era”. “Questa è una Costituzione dialettica e moderna, se bisogna rompere la tradizione lo faremo, perché rompere la tradizione è anche un atto rivoluzionario e nel socialismo non può esistere nessun tipo di discriminazione contro gli umani. L&#8217;amore non ha sesso”, ha enfatizzato, concludendo il suo intervento.</p>
<p>di Susana Anton, da Granma</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>L&#8217;autogol di Renzi: dopo queste parole la Costituzione è più sicura</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2016 01:11:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intervenendo alla direzione del suo partito Matteo Renzi ha affermato che se al Referendum Costituzionale di ottobre vincerà il SI, la classe politica avrà compiuto la propria autoriforma e potrà guidare il futuro. Queste sue arroganti parole confermano che la sua controriforma costituzionale, più che un cambiamento è il compimento dell'opera di distruzione della Costituzione del 1948, portata avanti dalla classe politica di governo degli ultimi decenni.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9403" alt="Renzi1" src="/files/2016/07/Renzi1.png" width="560" height="315" />Intervenendo alla direzione del suo partito Matteo Renzi ha affermato che se al Referendum Costituzionale di ottobre vincerà il SI, la classe politica avrà compiuto la propria autoriforma e potrà guidare il futuro. Queste sue arroganti parole confermano che la sua controriforma costituzionale, più che un cambiamento è il compimento dell&#8217;opera di distruzione della Costituzione del 1948, portata avanti dalla classe politica di governo degli ultimi decenni.</strong></p>
<p>La classe politica del PD e quella berlusconiana, come ha riconosciuto Fedele Confalonieri che ha chiesto a Berlusconi di far pace con il presidente del consiglio, da anni perseguono la messa in mora sia della prima che della seconda parte della Carta.</p>
<p>La precarizzazione del lavoro, la disoccupazione di massa, il massacro delle pensioni e della sanità pubblica, lo smantellamento della scuola pubblica, le privatizzazioni, le grandi opere senza senso alcuno se non per chi le costruisce, tutto questo ha minato i principi fondamentali della Costituzione Repubblicana. E il crescente autoritarismo, la nomina dall&#8217;alto, la corruzione politica, hanno minato le regole democratiche della seconda pare della nostra Carta.</p></div>
<div>
L&#8217;accettazione dei vincoli della austerità della Unione Europea, fino allo stravolgimento dell&#8217;articolo 81 della Costituzione che nella nuova stesura ha fatto proprio il fiscal compact. Le politiche di intervento militare e riarmo in ossequio alla NATO, che hanno violato ripetutamentel&#8217;articolo 11. Tutte queste decisioni di politica interna ed internazionale sono state assunte dalla stessa classe politica, quella che ha la sua figura più rappresentativa in Giorgio Napolitano. Ora questa classe politica che ha sempre governato si autoriforma, come dice Renzi, per continuare a stare dove è sempre stata e a fare quel che ha sempre fatto. Vogliono costituzionalizzare il loro potere e guidarci nel futuro.</div>
<div>
Renzi ha così chiarito che solo il NO è un vero cambiamento, solo il NO mette in discussione una politica trentennale e chi l&#8217;ha realizzata. Mentre il SI ripropone il peggior gattopardismo delle classi dirigenti: un finto cambiamento per coprire la peggiore conservazione degli interessi e dei poteri dominanti.
</div>
<div>Grazie alle parole di Renzi è ancora più chiaro perché Confindustria e banche siano i sostenitori più entusiasti della controriforma. Se questa classe politica dovesse guidare anche il futuro, lor signori continuerebbero ad essere garantiti sempre e comunque. Mentre continuerebbero a pagare tutto i i lavoratori, i risparmiatori, i cittadini . Non lasciamo gestire il nostro futuro a chi ci ha portato fino a questo terribile presente. Diamoci da fare per il NO, il solo voto che cambia qualcosa.</div>
<div></div>
<div>da L&#8217;Antidiplomatico</div>
<div></div>
<div>di Giorgio Cremaschi</div>
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		<title>Renzi, le pensioni e quelle sinistre somiglianze con Pinochet</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2016 23:58:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fascismo]]></category>
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		<category><![CDATA[riforma pensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Altro che ritocchi, è l'essenza della Costituzione antifascista che viene messa in discussione da governanti sempre più spregiudicati quanto pericolosi. Bisogna fermarli. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9369" alt="700x350c50" src="/files/2016/06/700x350c50.png" width="535" height="300" />Solo la libidine di servilismo da cui sono soggiogati i gruppi dirigenti di CGILCISLUIL può aver fatto sì che questi considerassero interessante il progetto del governo sul prestito bancario ventennale, necessario per poter andare in pensione un pò prima.</strong>Del resto, il confronto con la Francia mostra ogni giorno come i grandi sindacati confederali in Italia siano parte del disastro che è precipitato addosso al mondo del lavoro, cioè  siano tra i problemi e non tra le soluzioni.</p>
</div>
<div>La sola cosa giusta e ragionevole da fare sarebbe quella di riabbassare l&#8217;età pensionabile dai livelli iniqui cui l&#8217;ha elevata la legge Fornero. Ma siccome il governo si è impegnato con la Troika a non toccare quella legge, ecco allora il coniglio che salta fuori dal cappello: il mutuo per la pensione.</div>
<div>Il governo propone che un lavoratore di 63/64 anni possa andare in pensione prima dei 67/68 imposti dalla legge Fornero, facendo un prestito in banca. Cioè la banca, a  chi dovesse lasciare il lavoro prima, pagherebbe una simil pensione per i tre quattro anni mancanti rispetto alla scadenza  effettiva della quiescenza. Il pensionato restituirebbe poi la somma dovuta con un mutuo ventennale. Quindi un lavoratore che normalmente ha già il reddito gravato dal mutuo per la casa e per altre spese fondamentali, dovrebbe indebitarsi in vecchiaia per altri venti anni, cioè finirebbe per non prendere  mai la pensione che ha maturato, a meno che non si avvicinasse alla soglia dei 90 anni di età. Inoltre, se sfortunatamente dovesse morire prima del dovuto, lascerebbe al coniuge e agli eredi un debito in più. I mutui non si estinguono per la scomparsa del soggetto titolare.</div>
<div>Il governo ha fatto capire che potrebbe venire incontro ai pensionati più poveri o più in difficoltà, aiutandoli o sul capitale o sugli interessi. Ma in realtà questi soldi pubblici andrebbero come compensazione alle banche, che sarebbero comunque le prime beneficiarie di tutta la mostruosa operazione.</div>
<div>Io non credo che un pensionato in buona salute e sano di mente, di questi tempi  sia  interessato a indebitare così sé stesso e la propria famiglia per quasi un quarto di secolo. Penso però che il progetto del governo sia stato realizzato per  tre precisi scopi.</div>
<div>Il primo è quello di venire incontro alla Confindustria, che pur essendo stata una tifosa sfegatata della legge Fornero, sa bene quanto  essa sia difficilmente applicabile nelle sue imprese. Che vogliono liberarsi il prima possibile dei lavoratori più anziani, anche per sostituirli con assunzioni senza articolo 18, sottopagate e  finanziate dallo stato. Finora le aziende che volevano &#8220;svecchiare&#8221; dovevano ricorrere alla crisi aziendale, usare la cassa integrazione o la mobilità, e magari spendere di tasca propria incentivi ai dipendenti, perché si dimettessero prima della pensione.Ora, agevolate anche dalla liberalizzazione dei licenziamenti economici realizzata sia da Monti che da Renzi, le imprese potranno spingere i dipendenti anziani ad andarsene prima della pensione, e costringerli ad instaurare il famigerato mutuo, risparmiando sugli incentivi.</p>
<p>A questo esodo non sono interessate solo le aziende industriali ma tutte le imprese a partire proprio dalle banche, che hanno annunciato decine di migliaia di esuberi per i prossimi anni.</p>
<div id="lx_579707"></div>
<p>Possiamo allora  immaginare l&#8217;azienda di credito che caccia il suo stesso dipendente anziano dal posto di lavoro,  mentre poi  lo lega ancora a sé con il mutuo aperto ai suoi sportelli&#8230;Quante consulenze farlocche  si preparano!</p>
</div>
<div>Il secondo scopo del governo è quello di addossare al lavoratore stesso i costi del suo logoramento psicofisico. Infatti, se non spinto dalla azienda, chi  potrebbe comunque essere costretto ad indebitarsi pur di uscire dal lavoro? Chi non ce la fa più, chi fisicamente o psicologicamente sia così logorato dalla propria mansione, da essere disposto anche a rischiare la rovina economica pur di essere fuori dal lavoro.Gli operai,  i macchinisti dei treni, gli infermieri, i tanti sottoposti a vecchie e nuove fatiche e, soprattutto,  le donne a cui tocchi il carico doppio del lavoro duro e della cura familiare. A queste lavoratrici e questi lavoratori una volta i governi promettevano la pensione anticipata per il lavoro usurante, cioè lo stato giustamente avrebbe dovuto farsi carico del danno subito per la durezza del lavoro. Ora invece i lavoratori questo danno se lo pagherebbero di tasca propria, indebitandosi con le banche. Da lavoratori usurati a pensionati sotto usura.</p>
</div>
<div>Infine il terzo scopo del governo è ovvio: aprire al sistema bancario una nuova prateria per i profitti. Che non sono solo quelli preannunciati dai prestiti, ma anche  quelli attesi dall&#8217;ingresso in pompa magna del sistema bancario nella previdenza pubblica.</div>
<div>Questo, secondo me,  è lo scopo di fondo della operazione: avviare la privatizzazione del sistema pensionistico pubblico, affidando sempre di più la pensione al sistema bancario, assicurativo e finanziario. CGILCISLUIL sono poco sensibili oramai su questo tema, perché sempre più coinvolte nei fondi pensionistici e sanitari integrativi. Però qui si avvia un salto di qualità : la trasformazione della pensione da diritto sociale a investimento di capitale. Una volta entrate nel sistema pensionistico pubblico,  ci penseranno le banche stesse ad allargare  lo spazio che viene loro così generosamente offerto dal governo.All&#8217;interno del  quale riscuote sempre più credito il modello pensionistico cileno. Cioè il sistema imposto, su decine di migliaia di cadaveri, dal dittatore Pinochet. Sistema  che ha distrutto la pensione pubblica sostituendola con l&#8217;assicurazione privata. Josè Pinero, il ministro  responsabile per conto del tiranno cileno di quella spaventosa controriforma, con strana coincidenza è  in Italia proprio in questi giorni, riverito ospite del gruppuscolo renziano di Scelta Civica.</p>
</div>
<div>A coloro che sostengono che la controriforma costituzionale di Renzi non tocchi i principi fondamentali della nostra Carta, suggerisco di confrontare quei principi con questo progetto di speculazione finanziaria sulla previdenza pubblica. Altro che ritocchi, è l&#8217;essenza della Costituzione antifascista che viene messa  in discussione da governanti sempre più spregiudicati quanto pericolosi. Bisogna fermarli.</div>
<div></div>
<div><em>di Giorgio Cremaschi</em></div>
<div></div>
<div>da L&#8217;AntiDiplomatico</div>
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