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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; ribellione</title>
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		<title>Ricordando il Che Guevara nel 47° anniversario della sua scomparsa</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2014 00:04:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Milioni di persone in tutto il mondo ricordano oggi Ernesto Che Guevara, a proposito del 47° anniversario della sua scomparsa nella località boliviana de La Higuera. Il lottatore rivoluzionario nacque il 14 giugno 1928 a Rosario, in Argentina, ma a quattro anni di età la sua famiglia si è trasferita alla città di Altagracia per allontanare il bambino asmatico dall'inquinamento cittadino. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8154" alt="" src="/files/2014/10/che.jpg" width="300" height="250" />Milioni di persone in tutto il mondo ricordano oggi Ernesto Che Guevara, a proposito del 47° anniversario della sua scomparsa nella località boliviana de La Higuera.  </strong></p>
<p>Il lottatore rivoluzionario nacque il 14 giugno 1928 a Rosario, in Argentina, ma a quattro anni di età la sua famiglia si è trasferita alla città di Altagracia per allontanare il bambino asmatico dall&#8217;inquinamento cittadino.</p>
<p>Alla fine del 1947 ha cominciato i suoi studi di medicina nell&#8217;Università di Buenos Aires, e frequentando il quinto anno del corso ha intrapreso un viaggio di nove mesi attraverso Cile, Perù, Colombia e Venezuela, insieme al suo amico Alberto Granado.</p>
<p>Nel luglio del 1955 in Messico ha conosciuto Fidel Castro, leader del Movimento 26 Luglio, e si è arruolato come medico della spedizione dello yacht Granma che porterebbe a Cuba 82 uomini per continuare la lotta contro la dittatura di Fulgencio Batista.</p>
<p>Una volta nell&#8217;isola, ha partecipato ad alcune delle azioni più importanti della guerriglia, anche conosciuta come Esercito Ribelle, tra queste: La Plata, l&#8217;attacco alla caserma dell&#8217;Uvero, fino a che in luglio del 1957 si è trasformato nel primo combattente asceso a Comandante per ordine di Fidel Castro.</p>
<p>Il 21 agosto 1958, il Che ha avanzato alla provincia de Las Villas, nel centro dell&#8217;isola, per dirigere le unità del Movimento 26 Luglio che operavano in quella zona.</p>
<p>Il Guerrigliero Eroico ha comandato l’attacco e la conquista della città di Santa Clara -la terza in importanza del paese &#8211; tra il 28 ed il 31 dicembre 1958; fatto che ha contribuito al trionfo della Rivoluzione il 1° gennaio 1959.</p>
<p>Dopo quella data ha occupato vari incarichi nel governo rivoluzionario, tra questi la presidenza della Banca Nazionale di Cuba ed il Ministero dell’Industria; oltre a viaggiare per paesi dell&#8217;ex campo socialista ed America Latina, rappresentando l&#8217;isola.</p>
<p>È memorabile anche il suo appoggio nel 1965 al movimento rivoluzionario congolese nella sua lotta contro il governo di Moise Tshombe, appoggiato dalle potenze occidentali e mercenari, nella loro maggioranza europei e nordamericani.</p>
<p>Nel 1966 arriva alla città di La Paz con un nome falso e passaporto uruguaiano per incorporarsi alla lotta contro il dittatore Renè Barrientos; le sue esperienze come combattente rimasero plasmate nel suo Diario in Bolivia, pubblicato come libro dopo la sua morte.</p>
<p>L’8 ottobre 1967 è ferito in combattimento e catturato nella località rurale Quebrada del Yuro; dopo un giorno è assassinato nel paese de La Higuera e le sue mani sono state amputate per ordine dell&#8217;Agenzia Centrale di Intelligenza statunitense.</p>
<p>Solo nell&#8217;estate del 1997 un gruppo di esperti argentini e cubani ha potuto scoprire una fossa comune a Valle Grande con i resti del combattente cubano-argentino ed altri sei guerriglieri; quello stesso anno sono stati ricevuti nell&#8217;aeroporto di San Antonio de Los Baños dalla sua famiglia e da Fidel Castro.</p>
<p>Il Complesso Scultorio Memoriale Comandante Ernesto Che Guevara, progettato nel 1987 nella città di Santa Clara, a 300 chilometri all&#8217;est de L&#8217;Avana, ha ricevuto nel 1997 i resti del guerrigliero e del suo distaccamento di rinforzo.</p>
<p>L&#8217;immagine del Che è la più riprodotta, ed è un simbolo di disubbidienza e resistenza dei gruppi che cercano un&#8217;alternativa al modello economico e sociale capitalista.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Egitto: una ribellione contro l’imposizione elettorale</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jun 2012 00:16:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
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		<description><![CDATA[La Piazza Tahrir, de Il Cairo, è ritornata a traboccare di persone lo scorso Martedì . La stessa cosa accadde a partire dal 25 di Gennaio del 2011 e per 18 giorni consecutivi fino al rovesciamento di Hosni Mubarak, uomo di fiducia di Washington e di Tel Aviv, fiumi di persone inondarono lo storico sito.   In questa occasione per  impedire la partecipazione al secondo turno delle elezioni presidenziali  del  generale Ahmed Shafiq, ex primo ministro del regime mubarakista, chiedendo che venga applicata  la vigente legge di esclusione politica; e per rifiutare recenti  errori giudiziari che coinvolgono Mubarak  ed amici del  regime.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4772" src="/files/2012/06/Protestas_en_El_Cairo.jpg" alt="" width="300" height="182" />La Piazza Tahrir, de Il Cairo, è ritornata a traboccare di persone lo scorso Martedì . La stessa cosa accadde a partire dal 25 di Gennaio del 2011 e per 18 giorni consecutivi fino al rovesciamento di Hosni Mubarak, uomo di fiducia di Washington e di Tel Aviv, fiumi di persone inondarono lo storico sito. </strong></p>
<p><strong>In questa occasione per  impedire la partecipazione al secondo turno delle elezioni presidenziali  del  generale Ahmed Shafiq, ex primo ministro del regime mubarakista, chiedendo che venga applicata  la vigente legge di esclusione politica; e per rifiutare recenti  errori giudiziari che coinvolgono Mubarak  ed amici del  regime.</strong></p>
<p>Una delle sconvolgenti sentenze, condannò Mubarak e il Ministro dell’Interno del suo governo  all’ergastolo per i quali la procura aveva chiesto la pena capitale  a causa delle centinaia di morti provocate durante le insurrezioni che lo rovesciarono, ma assolse sei alti funzionari della polizia direttamente coinvolti nei fatti. Un’altra oltraggiosa sentenza assolse dalle accuse di corruzione l’ex dittatore, i suoi due figli e un socio in affari multimiliardario.</p>
<p>Nonostante la conclusione dei processi abbia fatto esplodere l’indignazione  consacrando l’impunità per coloro i quali curavano gli affari del regime anteriore, allo stesso tempo è servita da detonatore per il malcontento popolare verso il risultato del primo turno delle elezioni presidenziali, che fino a questo momento era stato contenuto. A questo si aggiunge la soggiacente antipatia, soprattutto da parte dei giovani, verso la giunta del Maresciallo Tantawi, che più di un anno e mezzo dopo la caduta del suo antico padrone continua al potere, reprimendo e incarcerando mentre i gerarchi militari continuano approfittando di fastosi privilegi in un paese dove la povertà è sotto gli occhi di tutti.</p>
<p>Il risultato della prima fase, con i due candidati più vicini alla Piazza Tahrir sconfitti ed il passaggio alla fase successiva del dichiaratamente controrivoluzionario generale Shafiq appena un punto al di sotto di Mohamed Morsi, candidato anche lui legato a Tahrir dei ben organizzati Fratelli Musulmani (FM), ha fatto sprofondare nella perplessità prima e nella rabbia poi la popolazione.</p>
<p>Esistono prove evidenti di una sofisticata campagna dei mezzi di comunicazione di stampo americano per  influenzare il votante,  di scandalosi acquisti di voti ai contadini della Valle del Nilo, di spese per la campagna elettorale astronomiche fatte con denaro pubblico e dati solidi che indicano una frode elettorale, tutto a favore di Shafiq.</p>
<p>Però questa non è la causa principale della sconfitta elettorale delle forze popolari che risiede nelle divisioni interne e nella mancanza di coordinazione e di organizzazione.</p>
<p>Se si sommano le percentuali di voto ottenute dai tre candidati simpatizzanti di Tahrir (Morsi, 25; il nasserista Hamdein Sabahi, 21 e 18 l’islamita indipendente Abdelmoneim Aboul Fotou) risulta evidente che  hanno raggiunto quasi i due terzi del totale, ciò indica che con un candidato comune avrebbero potuto sconfiggere marcatamente Shaquif, i cui voti, più quelli di Amr Moussa, l’altro candidato del vecchio regime, solo hanno raggiunto la terza parte.</p>
<p>Ma i Fratelli Musulmani, contrariamente agli accordi precedenti, decisero di presentare un proprio candidato e non ci fu verso di convincerli ad unire le proprie forze con quelle di altri leader popolari, che anche senza l’appoggio dei Fratelli Musulmani avrebbero sconfitto Shaquif al primo turno.</p>
<p>Adesso le forze popolari  sostenitrici dello stato laico – cioè le altezzose giovani egiziane – discutono in merito al dilemma di dare o meno il voto a Morsi, che promette impiantare una versione moderata de la Sharia (legge islamica) davanti all’orribile prospettiva che vinca Shaquif, la cui unica promessa è quella tipicamente reazionaria di assicurare “Stabilità e sicurezza”.</p>
<p>Per questa ragione  che come piano emergente si sia presa la decisione a Tahrir, e nelle piazze di Alessandria ed altre città di esigere alla giunta militare l’invalidamento del generale come candidato.</p>
<p>Allo stesso modo, i candidati popolari sconfitti stanno negoziando con Morsi affinchè accetti, come condizione per chiamare i propri elettori a votare per lui per la seconda volta, l’instaurazione di un consiglio presidenziale pluralista, un primo ministro estraneo ai FM e la formazione di un’assemblea costituente e di un  governo rappresentativi di tutti i settori del paese, che includa le altre forze popolari ed i cristiani copti.  In maniera diversa questi voterebbero in massa per Shafiq per paura di un ritorno all’islamismo estremista. È interessante che queste domande siano state accolte a Tahrir con una nutrita partecipazione della gioventù dei  Fratelli Musulmani. Ma la cosa più incoraggiante è il ritorno dei giovani e del popolo per le strade, nuovi apprendistati, moltiplicazione di energie  e opzioni aperte a inesperati sviluppi della ribellione egiziana.</p>
<p>Preso da <a href="http://www.cubadebate.cu/" rel="nofollow"  target="_blank">www.cubadebate.cu</a></p>
<p>Traduzione di Paola Flauto</p>
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